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CONOSCIAMO MEGLIO LA SIGNORA BRUNA Quadro clinico essenziale.

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Presentazione sul tema: "CONOSCIAMO MEGLIO LA SIGNORA BRUNA Quadro clinico essenziale."— Transcript della presentazione:

1 CONOSCIAMO MEGLIO LA SIGNORA BRUNA Quadro clinico essenziale

2 PROBLEMI

3 QUALE DI QUESTI PROBLEMI HA PORTATO A CHIEDERE AIUTO? Il primo problema che ha portato i familiari di Bruna a chiedere aiuto è stato un crollo vertebrale osteoporotico nel 1998 (dopo aver aiutato il figlio a spostare tegole)Il primo problema che ha portato i familiari di Bruna a chiedere aiuto è stato un crollo vertebrale osteoporotico nel 1998 (dopo aver aiutato il figlio a spostare tegole) Il problema è posto al MMG per la gestione del doloreIl problema è posto al MMG per la gestione del dolore Tutto resta nellambito sanitario con consulenza ortopedica che dà lindicazione alluso di un corsetto ortopedico e fisiatrica per la riabilitazione motoriaTutto resta nellambito sanitario con consulenza ortopedica che dà lindicazione alluso di un corsetto ortopedico e fisiatrica per la riabilitazione motoria

4 IL PROBLEMA PRINCIPALE NEGATO Gli anni passano e si va delineando sempre più un problema di demenza che soprattutto il figlio nega.Gli anni passano e si va delineando sempre più un problema di demenza che soprattutto il figlio nega. Possibili ragioni:Possibili ragioni: –Paura della malattia che non si conosce e non si sa gestire –Difficoltà ad accettare che la madre (che ha sempre avuto un ruolo di guida e gestione della famiglia – rimasta vedova giovane con un figlio da allevare- ) non sia più quella di prima Cosa fare?Cosa fare?

5 STRATEGIE POSSIBILI Per i familiari è sempre difficile accettare la demenza e la prima reazione è negare la malattia sia facendo appello alla decadenza normale dovuta alletà, sia cercando a tutti i costi una terapia farmacologicaPer i familiari è sempre difficile accettare la demenza e la prima reazione è negare la malattia sia facendo appello alla decadenza normale dovuta alletà, sia cercando a tutti i costi una terapia farmacologica Ma dallaltra parte esistono i diritti dellanziano ad essere assistito e il pericolo per la famiglia di non reggere il peso dellassistenzaMa dallaltra parte esistono i diritti dellanziano ad essere assistito e il pericolo per la famiglia di non reggere il peso dellassistenza

6 STRATEGIE POSSIBILI Nella comunicazione con i familiari occorre tenere presente allora alcune cose essenziali:Nella comunicazione con i familiari occorre tenere presente allora alcune cose essenziali: –Comunicare esattamente la natura della malattia demenza –Ma nello stesso tempo comunicare le possibilità assistenziali che ci sono nel territorio –Accogliere le domande e le perplessità del familiare sottolineando che sono comunque normali e proprio per questo ci sono possibilità di aiuto (GRUPPI DI AUTOAIUTO)

7 OPERA PAZIENTE DI AFFIANCAMENTO DELLA FAMIGLIA La prima vistita geriatrica per la valutazione dello stato cognitivo è del Il geriatra nellanamnesi scrive:La prima vistita geriatrica per la valutazione dello stato cognitivo è del Il geriatra nellanamnesi scrive: –da circa due anni comparsa di segni di deterioramento cognitivo lentamente ingravescente con deficit mnesici, di orientamento temporo-spaziale e nelle funzioni esecutive, rilevando un MMSA = 17/30,corretto 19.2,deficit di orientamento temporale e in misura lieve spaziale,deficit di calcolo e di memoria di richiamo,difficoltà esecutive Il problema che aveva portato alla visita era un disturbo del sonno e comportamentale per cui viene prescritto TRAZODONE a basso dosaggioIl problema che aveva portato alla visita era un disturbo del sonno e comportamentale per cui viene prescritto TRAZODONE a basso dosaggio

8 OPERA PAZIENTE DI AFFIANCAMENTO DELLA FAMIGLIA Vengono fatti gli accertamenti per escludere forme secondarie e la diagnosi è di demenza degenerativa, viene fatto un tentativo con RIVOSTIGMINA per rallentare la progressione,Vengono fatti gli accertamenti per escludere forme secondarie e la diagnosi è di demenza degenerativa, viene fatto un tentativo con RIVOSTIGMINA per rallentare la progressione, Ma soprattutto geriatra, psicologa del Centro Disturbi Cognitivi e MMG cercano di fare opera di supporto della famiglia in modo che si arrivi ad accettare la realtà della malattiaMa soprattutto geriatra, psicologa del Centro Disturbi Cognitivi e MMG cercano di fare opera di supporto della famiglia in modo che si arrivi ad accettare la realtà della malattia

9 FATTO NUOVO CHE COMPLICA LA SITUAZIONE La nuora allinizio del 2008 deve essere operata di artroprotesi bilaterale dellanca per una coxartrosi secondaria ad una displasia congenita. Le soluzioni possibili sono:La nuora allinizio del 2008 deve essere operata di artroprotesi bilaterale dellanca per una coxartrosi secondaria ad una displasia congenita. Le soluzioni possibili sono: –Ricovero di sollievo presso Casa Protetta temporanea –Assistente domiciliare (Badante) in casa Il figlio non vuole sentir parlare di Casa Protetta e si opta per lassunzione di una badanteIl figlio non vuole sentir parlare di Casa Protetta e si opta per lassunzione di una badante

10 RETE ASSISTENZIALE / BADANTE: COLLABORAZIONE O SCONTRO Ovviamente questa soluzione ha dei punti di forza e dei punti critici:Ovviamente questa soluzione ha dei punti di forza e dei punti critici: –Lanziano è in casa sua, il familiare ha un controllo diretto e questo lo mette nella situazione psicologica di dire: ho fatto tutto il possibile da solo –Ma esistono problemi di risorse che la badante può avere o non avere nel gestire soprattutto un anziano demente –Lanziano si trova a dover interagire con una estranea con spesso barriere linguistiche e culturali, avendo comunque poche risorse per effetto della demenza

11 RETE ASSISTENZIALE / BADANTE: COLLABORAZIONE O SCONTRO Per ogni problema ovviamente il primo interlocutore è il MMG, ma è essenziale che la rete assistenziale sia presente e attenta per cogliere tutti i possibili spiragli per poter venire in contatto e offrire consulenza, sostegno e aiutoPer ogni problema ovviamente il primo interlocutore è il MMG, ma è essenziale che la rete assistenziale sia presente e attenta per cogliere tutti i possibili spiragli per poter venire in contatto e offrire consulenza, sostegno e aiuto Esperienza molto importante del Corso di Formazione per le Badanti fatto dallEquipe multiprofessionale di Bibbiano che ha contribuito a superare la diffidenza delle badanti e a far sì che il Centro Diurno diventi per loro un punto di riferimentoEsperienza molto importante del Corso di Formazione per le Badanti fatto dallEquipe multiprofessionale di Bibbiano che ha contribuito a superare la diffidenza delle badanti e a far sì che il Centro Diurno diventi per loro un punto di riferimento

12 INTERVIENE LEQUIPE TERRITORIALE Nel maggio 2008, le condizioni ulteriormente peggiorano dal punto di vista comportamentale e motorio, si rifà il punto della situazione:Nel maggio 2008, le condizioni ulteriormente peggiorano dal punto di vista comportamentale e motorio, si rifà il punto della situazione: –Mantenimento delle abilità motorie –Socializzazione come possibilità per rallentare il peggioramento cognitivo –Sostegno dei familiari e della badante per far fronte ai disturbi comportamentali che la terapia non sempre contiene

13 INTERVIENE LEQUIPE TERRITORIALE Viene proposto il CENTRO DIURNO dapprima nei giorni di riposo della badante (mercoledì e sabato) poi via via diventa quotidiano con la badante che la assiste nelle ore serali e notturne, aiutando la nuora nelle ore in cui Bruna è al Centro Diurno nella cura della casaViene proposto il CENTRO DIURNO dapprima nei giorni di riposo della badante (mercoledì e sabato) poi via via diventa quotidiano con la badante che la assiste nelle ore serali e notturne, aiutando la nuora nelle ore in cui Bruna è al Centro Diurno nella cura della casa Questa soluzione ovviamente dispendiosa per la famiglia, ma permette una gestione ottimale e ha permesso anche alla badante di frequentare il Corso di Formazione e quindi di perfezionare molto la sua preparazioneQuesta soluzione ovviamente dispendiosa per la famiglia, ma permette una gestione ottimale e ha permesso anche alla badante di frequentare il Corso di Formazione e quindi di perfezionare molto la sua preparazione

14 PIANO ASSISTENZIALE INDIVIDUALE


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