La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Monitoraggio di Tursiops truncatus nel Parco Nazionale dellArcipelago di La Maddalena Progetto AMBIENTIAMOCI! Leducazione ambientale come strumento di.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Monitoraggio di Tursiops truncatus nel Parco Nazionale dellArcipelago di La Maddalena Progetto AMBIENTIAMOCI! Leducazione ambientale come strumento di."— Transcript della presentazione:

1 Monitoraggio di Tursiops truncatus nel Parco Nazionale dellArcipelago di La Maddalena Progetto AMBIENTIAMOCI! Leducazione ambientale come strumento di coesione sociale Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a cura di Luca Bittau Dipartimento Conservazione della Natura

2 2 - IL TURSIOPE CENNI DI ANATOMIA, FISIOLOGIA, ECOLOGIA ED ETOLOGIA

3 Il tursiope è stato studiato intensamente in numerose aree in tutto il mondo, ed è oggi uno dei cetacei più conosciuti Tursiops truncatus (Montagu, 1821) CLASSIFICAZIONE Regno: Animalia Phylum: Chordata Subphylum: Vertebrata Classe: Mammalia Ordine: Cetacea Subordine: Odontoceta Famiglia: Delphinidae Genere: Tursiops Specie: Tursiops truncatus (Montagu, 1821) Nome comune: tursiope (bottlenose dolphin) Cetacei: più di 85 specie viventi

4 Tursiops aduncus (Ehrenberg, 1832) Tursiops truncatus specie cosmopolita, mari temperati e tropicali del pianeta (Wells e Scott, 1999) Gen. Tursiops 2 Specie distribuzione geografica

5 Tursiops truncatus mole grande e corporatura tozza due ecotipi: più piccolo e più chiaro (costiero), più grande e più scuro (pelagico). In Mediterraneo? morfologia molto variabile a seconda delle regioni geografiche, ma poco variabile tra i due sessi

6 HABITAT Tursiops truncatus principalmente lungo le coste, ma anche nelle acque pelagiche che si estendono entro il margine della piattaforma continentale. Le abitudini più strettamente costiere del tursiope lo rendono più facilmente soggetto allimpatto delle attività umane

7 SCHEDA BIOLOGICA Lunghezza adulto 1,9 - 3,9 m, peso kg Lunghezza neonato 85 cm – 1,3 m, peso kg. Durata della gestazione 12 mesi, parto in primavera – estate; allattamento 18 mesi

8 ANATOMIA melone

9 ANATOMIA

10 EPIDERMIDE Protezione dallambiente esterno Isolamento termico Galleggiamento Strutture propulsive Regolazione osmotica

11 MUSCOLATURA E NUOTO Larga fascia muscolare intorno alla colonna vertebrale, formata da fasci collegati ad ogni singola vertebra. La musculatura dorsale (epiassiale) più sviluppata consente la flessione dorsale della colonna verso lalto e la propulsione in avanti durante il nuoto. La muscolatura ipoassiale (ventrale) riporta la colonna vertebrale in posizione orizzontale. EFFICIENZA NEL NUOTO * Posizione. * Porpoising. * Bowriding. * Leaping.

12 MUSCOLATURA E NUOTO

13 SCHELETRO Telescopia cranica: accorciamento e compressione delle ossa parietali, frontali e occipitali; allungamento delle ossa premascellari e mascellari; verticalizzazione delle ossa nasali. Perchè?!? Respirazione, nuoto, produzione di suoni. Vertebre cervicali compresse. Vertebre sacrali assenti. Osso pelvico assente. Iperestensione delle falangi (iperfalangia), riduzione delle ossa degli arti (omero, radio e ulna).

14 RESPIRAZIONE E ADATTAMENTI ALLIMMERSIONE Respirazione volontaria Capacità polmonare nella media, grande superficie alveolare, alveoli e polmoni collassano in immersione. Ricambiano il 70-90% dellaria contenuta nei polmoni contro il 17% delluomo. Grandi quantità di mioglobina per legare lossigeno, ottengono fino al 41% di ossigeno dai muscoli contro il 19% delluomo. Ipossia a livello del epato-renale: si riduce il consumo di O 2 Ischemia per vasocostrizione, mantenimento del circolo soprattutto nel cuore e nel cervello. Bradicardia Cervello capace di operare in anaerobiosi? Grosse quantità di glucosio nel sangue. Massima immersione: 7,25 min (media circa 3 min).

15 ECOLOGIA HABITAT: due ecotipi, forma costiera e forma pelagica. In Mediterraneo? ALIMENTAZIONE: teutofago e ittiofago (si ciba di calamari, seppie, polpi, pesci, crostacei e invertebrati bentonici). Grande variabilità geografica, generalista alimentare, altamente opportunista. STRUTTURA SOCIALE: gruppi fluidi (fission fusion), dispersal dei giovani, bande di maschi adulti. Grande variabilità geografica. COMPORTAMENTO RIPRODUTTIVO: estro più volte lanno, strategia poliginica, lunga gestazione (11 mesi), lungo svezzamento (18-24 mesi). COMUNICAZIONE: emissione di suoni a modulazione di frequenza per la comunicazione sociale, suoni impulsivi a larga banda per lecolocalizzazione.

16 ETOLOGIA STATI COMPORTAMENTALI (feeding, travelling, milling, socializing, resting) EVENTI COMPORTAMENTALI (nuoto, salti, slaps, ecc.)

17 MINACCE MINACCE PASSATE: uccisioni intenzionali: più importante causa di mortalità fino agli anni sessanta (In Adriatico popolazione diminuita di almeno il 50% nella seconda metà del XX secolo (Bearzi et al., 2004; Bearzi e Fortuna, 2006), in tutto il Mediterraneo riduzione di almeno il 30% negli ultimi 60 anni (Reeves e Notarbartolo di Sciara, 2006) MINACCE ATTUALI: mortalità incidentale negli attrezzi da pesca (by catch) ridotta disponibilità di prede chiave per depauperamento delle risorse ittiche (da overfishing) e degrado ambientale in tutta la regione effetti tossici di sostanze chimiche xenobiotiche insorgenza di epidemie epizootiche disturbo diretto del traffico di imbarcazioni e navi conseguenze dei cambiamenti climatici

18 Alto impatto antropico nei mesi estivi

19 by catch - spiaggiamenti

20 T. truncatus: T. truncatus: conservation status Allegato 2 Convenzione di Washington (CITES), 1973, Prot. ASPIM All. 2 Convenzione di Barcellona, 1976 Allegato 2 Convenzione di Berna, 1979 Allegato 2 Convenzione di Bonn, 1979 e conseguente Annesso I Accordo ACCOBAMS (Monaco, 1996) Allegati II e IV Direttiva Habitat 92/43 CEE LC (Least Concern, a basso rischio di estinzione) IUCN Red List, 2008 Status: LC (Least Concern) IUCN Red List Motivazione: Anche se ci sono molte minacce che agiscono sulle popolazioni a livello locale, la specie è molto diffusa ed abbondante, e si ritiene che nessuna di queste minacce stia dando luogo ad un notevole declino globale della popolazione

21 NUOTO E PROFILI DI EMERSIONE

22

23

24

25

26 SALTI

27

28

29

30

31 SLAPS

32 CON CHI POSSIAMO CONFONDERE IL TURSIOPE NELLE ACQUE DELLARCIPELAGO DI LA MADDALENA?

33 Stenella striata Stenella coeruleoalba Ordine: Cetacea Sottordine: Odontocete Famiglia: Delphinidae Genere: Stenella Specie: Stenella coeruleoalba

34

35

36 GRAZIE PER LATTENZIONE!


Scaricare ppt "Monitoraggio di Tursiops truncatus nel Parco Nazionale dellArcipelago di La Maddalena Progetto AMBIENTIAMOCI! Leducazione ambientale come strumento di."

Presentazioni simili


Annunci Google