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approccio ad alcuni concetti micro-economici funzionali alle tematiche del marketing management.

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Presentazione sul tema: "approccio ad alcuni concetti micro-economici funzionali alle tematiche del marketing management."— Transcript della presentazione:

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3 approccio ad alcuni concetti micro-economici funzionali alle tematiche del marketing management

4 teoria neoclassica dellimpresa

5 la sequenza FINI - BISOGNI - ATTIVITA ECONOMICHE personepersone perseguono nel loro divenire perseguono molteplici finifini di varia specie di varia specie di vario grado di vario grado ilperseguimento fini di tali fini suscitabisogni bisogni bisogni per soddisfare i bisogni svolgono, fra laltro bisogni per soddisfare i bisogni svolgono, fra laltro attività economiche ossia le attività di produzione e consumo di beni economici (merci e servizi) ossia le attività di produzione e consumo di beni economici (merci e servizi) si svolgono nellambito diistituti si svolgono nellambito diistituti FAMIGLIE le FAMIGLIE IMPRESE le IMPRESE PUBBLICHE le PUBBLICHEAMMINISTRAZIONI AMMINISTRAZIONI

6 chi è limprenditore: C.C. art C.C. È imprenditore chi esercita professionalmenteunattività economica professionalmente unattività economica organizzataproduzione organizzata al fine della produzione e scambiobeniservizi dello scambio di beni o di servizi È imprenditore chi esercita professionalmenteunattività economica professionalmente unattività economica organizzataproduzione organizzata al fine della produzione e scambiobeniservizi dello scambio di beni o di servizi

7 IMPRESA e AZIENDA: aziendaazienda assetto strettamente economico è lassetto strettamente economico ISTITUTO di un ISTITUTO assetto strettamente economico è lassetto strettamente economico ISTITUTO di un ISTITUTO aziendadiproduzioneaziendadiproduzione è propria del caratteristico istituto economico-sociale IMPRESA è propria del caratteristico istituto economico-sociale IMPRESA

8 lIMPRESA e il PROCESSO PRODUTTIVO

9 il ruolo dellIMPRESA in uneconomia di mercato: limpresalimpresa produce BENI (MERCI) SERVIZI per la sopravvivenza del SISTEMA ECONOMICO per la sopravvivenza del SISTEMA ECONOMICO PRODUZIONE trasformazione fisica delle mercitrasformazione merci attività di ricerca e sviluppo attività di ricerca e sviluppo attività di acquisto e vendita attività di acquisto e vendita

10 limpresa produce BENI utilizzando FATTORI PRODUTTIVI: LAVORO RISORSE NATURALI (materie prime, energia…) RISORSE NATURALI (materie prime, energia…) CAPITALE (terra, macchine...) CAPITALE (terra, macchine...) tali fattori sono disponibili inquantitàlimitata (sono scarsi come tutti i beni economici) tali fattori sono disponibili inquantitàlimitata (sono scarsi come tutti i beni economici)

11 la scarsità dei fattori produttivi è un VINCOLO allo svolgimento dei processi produttivi Tale scarsità pone il problema della NECESSITA DI EFFETTUARE DELLE SCELTETale scarsità pone il problema della NECESSITA DI EFFETTUARE DELLE SCELTE NON SI PUO PRODURRE TUTTO CIO CHE SI VUOLE !NON SI PUO PRODURRE TUTTO CIO CHE SI VUOLE ! lIMPRENDITORE è posto di fronte a 3 problemi 3 problemi: lIMPRENDITORE è posto di fronte a 3 problemi 3 problemi: quali BENI produrre ? quale quantità di BENI produrre ? qual è la combinazione ottimale di fattori produttivi

12 limprenditore è posto di fronte a problemi di natura DECISIONALE: ovvero, deve effettuare delle SCELTEovvero, deve effettuare delle SCELTE limprenditore deveSCEGLIERE (decidere) limprenditore deveSCEGLIERE (decidere) nella logica della ricerca dellaMAXEFFICIENZA ricerca dellaMAXEFFICIENZA ovvero deve trovare laMIGLIOREOPPORTUNITA ovvero deve trovare laMIGLIOREOPPORTUNITA vuol dire anche RINUNCIARE aOPPORTUNITA MENO UTILI vuol dire anche RINUNCIARE aOPPORTUNITA MENO UTILI tutto ciò significa AVVIARE un PROCESSO ECONOMICO tutto ciò significa AVVIARE un PROCESSO ECONOMICO

13 avviare un processo economico vuol dire, nella realtà, avviare un PROCESSO PRODUTTIVO ogniprocessoproduttivo processoproduttivo ricerca: MIGLIOR RISULTATO il MIGLIOR RISULTATO FINALE FINALE (outputs) MIGLIOR RISULTATO il MIGLIOR RISULTATO FINALE FINALE (outputs) per unità di RISORSE IMPIEGATE (inputs) unità di RISORSE IMPIEGATE (inputs)

14 analisi generale del PROCESSO PRODUTTIVO: riconoscimento delle necessità necessità delluomo riconoscimento delle necessità necessità delluomo soddisfacimento delle necessità necessità delluomo soddisfacimento delle necessità necessità delluomo AZIENDE:processoproduttivo (processo tecnico)AZIENDE:processoproduttivo (processo tecnico) analisi di mercato analisi di mercato strategie di vendita strategie di vendita mercatomercato PREFASI - Fase 1 Fase 2 Fase 3 Fase 4... Fase n PREFASI e FASI di avvio del PROCESSO PRODUTTIVO PREFASI e FASI di avvio del PROCESSO PRODUTTIVO

15 lindagine di mercato (uno degli aspetti del marketing) permette di trovare una risposta al 1° quesito dellimprenditore: mercatomercato indica allimprenditoreCOSAPRODURRE indica allimprenditoreCOSAPRODURRE marketingmarketing

16 PREFASE (1): analisi delle condizioni di ambiente Struttura istituzionale, normativa Cultura Domanda e offerta di lavoro Progresso tecnologico Domanda e offerta di capitale Mercati di merci e servizi …….ecc. FattibilitàambientaleFattibilitàambientale

17 PREFASE (2): analisi della struttura del settore (insieme omogeneo di aziende) Struttura ed elasticità della domanda Economie di scala Barriere allentrata Funzioni di costo Concentrazione Differenziazione dei prodotti Fedeltà alla marca FattibilitàsettorialeFattibilitàsettoriale

18 PREFASE (3): analisi del comportamento delle aziende di settore Politiche dei prezzi-ricavo Pubblicità Ricerca e sviluppo per innovazione del prodotto e del processo produt. Variazioni di capacità produttiva Variazioni di localizzazione Coordinamento accordi fra aziende concorrenti Diversificazioni, uscite dal settore Fattibilitàaziendale(commercializzazionedelprodotto)Fattibilitàaziendale(commercializzazionedelprodotto)

19 PREFASE (4): analisi dei risultati attesi Livelli di remunerazione del capitale proprio e del lavoro Tassi di espansione dimensionale assoluti e relativi Efficienza Competitività …….ecc. FattibilitàeconomicaFattibilitàeconomica

20 lOBIETTIVO delle aziende di produzione: Prefase 1: analisi delle condizioni di ambiente Prefase 2: analisi della struttura del settore Prefase 3: analisi del comportamento delle aziende di settore Prefase 4: analisi dei risultati attesi fase 1: controllopossibilitàtecniche fase 2: controllodeicosti fase 3: controllodeitempi fase 4: controllodellequalità avvio processo produttivo obiettivoprimario:MAXPROFITTOobiettivoprimario:MAXPROFITTO

21 cosa si intende col termine PROFITTO ? premesso che le teorie classiche si basano sullipotesi di coincidenza, nella figura dellIMPRENDITORE, del PROPRIETARIO e del MANAGER ciò premesso: il concetto di PROFITTO è un concetto ambiguo:ciò premesso: il concetto di PROFITTO è un concetto ambiguo: > remunerazione normale del capitale proprio> remunerazione normale del capitale proprio > parte eccedente la remunerazione normale> parte eccedente la remunerazione normale > profitto di breve e di lungo periodo> profitto di breve e di lungo periodo > remunerazione del rischio> remunerazione del rischio > remunerazione della funzione di organizzazione dei fattori produttivi> remunerazione della funzione di organizzazione dei fattori produttivi > differenza fra i RICAVI (della vendita) e i COSTI (produzione)> differenza fra i RICAVI (della vendita) e i COSTI (produzione) a volte lobiettivo primario può non coincidere con la ricerca del max profitto: > unazienda può perseguire un obiettivo di incremento dellimmagine > unazienda può perseguire un obiettivo di incremento quota di mercato …ecc. a volte lobiettivo primario può non coincidere con la ricerca del max profitto: > unazienda può perseguire un obiettivo di incremento dellimmagine > unazienda può perseguire un obiettivo di incremento quota di mercato …ecc.

22 alcuni obiettivi funzionali allo stato della domanda: stato della domanda compito del marketing denominazione formale D. NEGATIVAdisingannare la D.M. di conversione D. INESISTENTEcreare la D.M. di stimolo D. LATENTEsviluppare la D.M. di sviluppo D. VACILLANTE D. IRREGOLARE D. SATURA D. SOVRABBONDANTE D. NOCIVA rivitalizzare la D. sincronizzare la D. mantenere la D. ridurre (o spostare) la D. distruggere la D. remarketing sincromarketing M. di mantenimento demarketing contromarketing gli obiettivi di unazienda possono essere contemporaneamente molteplici, anche se la ricerca del PROFITTO è inevitabile nella nostra Economia di mercato gli obiettivi di unazienda possono essere contemporaneamente molteplici, anche se la ricerca del PROFITTO è inevitabile nella nostra Economia di mercato

23 per la quantificazione del PROFITTO come determiniamo i RICAVI e i COSTI ? determinare i RICAVI è facile:determinare i RICAVI è facile: Qn (volume fisico delle vendita). prezzo unitario = R determinare i COSTI è più difficile:determinare i COSTI è più difficile: > NON SEMPRE I COSTI SI IDENTIFICANO CON LESBORSO DI MONETA CHE HA LUOGO DURANTE IL PROCESSO PRODUTTIVO> NON SEMPRE I COSTI SI IDENTIFICANO CON LESBORSO DI MONETA CHE HA LUOGO DURANTE IL PROCESSO PRODUTTIVO Es.:Es.: acquisto una macchina che costa Euro (gennaio 2004)acquisto una macchina che costa Euro (gennaio 2004) la macchina viene utilizzata per 5 annila macchina viene utilizzata per 5 anni alla produzione di gennaio si imputerà una quota dellesborso complessivo di Euro, quella relativa al logorio (fisico - economico) che subisce la macchina nel corso del mese di gennaioalla produzione di gennaio si imputerà una quota dellesborso complessivo di Euro, quella relativa al logorio (fisico - economico) che subisce la macchina nel corso del mese di gennaio al processo produttivo va imputato il costo relativo allAMMORTAMENTO della macchina (che è inferiore allesborso sostenuto per lacquisto della macchina nel mese di gennaio 2004)al processo produttivo va imputato il costo relativo allAMMORTAMENTO della macchina (che è inferiore allesborso sostenuto per lacquisto della macchina nel mese di gennaio 2004)

24 alcuni aspetti specifici della generica voce COSTO: COSTO OPPORTUNITA: quando limpresa utilizza, nel processo produttivo, RISORSE PROPRIE (senza corrispondere alcun prezzo) - vi è, però, sotto il profilo economico una rinuncia, implicita, ad utilizzare tali risorse in altro modoCOSTO OPPORTUNITA: quando limpresa utilizza, nel processo produttivo, RISORSE PROPRIE (senza corrispondere alcun prezzo) - vi è, però, sotto il profilo economico una rinuncia, implicita, ad utilizzare tali risorse in altro modo def. COSTO OPPORTUNITA: E LA REMUNERAZIONE CHE LE RISORSE, DI PROPRIETA DELLIMPRESA, POTREBBERO OTTENERE SE UTILIZZATE NEL MODO PIU CONVENIENTE (MIGLIORE OPPORTUNITA) AL DI FUORI DELLIMPRESA STESSAdef. COSTO OPPORTUNITA: E LA REMUNERAZIONE CHE LE RISORSE, DI PROPRIETA DELLIMPRESA, POTREBBERO OTTENERE SE UTILIZZATE NEL MODO PIU CONVENIENTE (MIGLIORE OPPORTUNITA) AL DI FUORI DELLIMPRESA STESSA ad Es.: se lImpresa utilizza fondi propri (non ricorre al credito di banche), in bilancio non verranno imputati costi per lesborso di interessi, ma il costo opportunità del mancato guadagno che si sarebbe potuto registrare nellipotesi di prestito dei fondi propri a terziad Es.: se lImpresa utilizza fondi propri (non ricorre al credito di banche), in bilancio non verranno imputati costi per lesborso di interessi, ma il costo opportunità del mancato guadagno che si sarebbe potuto registrare nellipotesi di prestito dei fondi propri a terzi

25 alcuni aspetti specifici della generica voce COSTO: COSTO DELLIMPRENDITORE: il compenso dovuto allimprenditore per la sua attività di organizzazione della produzione (tale compenso può quantificarsi con riferimento ad un ipotetico identico servizio erogato a terzi)COSTO DELLIMPRENDITORE: il compenso dovuto allimprenditore per la sua attività di organizzazione della produzione (tale compenso può quantificarsi con riferimento ad un ipotetico identico servizio erogato a terzi) > il compenso per lorganizzazione della produzione dovuto allimprenditore NON DEVE CONFONDERSI con il profitto dellimprenditore> il compenso per lorganizzazione della produzione dovuto allimprenditore NON DEVE CONFONDERSI con il profitto dellimprenditore il COMPENSO PER LORGANIZZAZIONE il COMPENSO PER LORGANIZZAZIONE entra nei COSTIDIPRODUZIONECOSTIDIPRODUZIONE il PROFITTO entra nei RICAVIRICAVI

26 alcuni aspetti specifici della generica voce COSTO: COSTO DI PRODUZIONECOSTO DI PRODUZIONE: è il valore delle risorse (fattori di produzione) che trovano impiego nel particolare processo produttivo a cui si riferiscono e, come tale, non può identificarsi che con lesborso monetario che in quel periodo ha luogo. Vi è, comunque, uneccezione (riferita allesborso monetario): la QUOTA DAMMORTAMENTO dei beni capitali imputabile al singolo processo produttivo

27 la determinazione del LIVELLO OTTIMALE DI PRODUZIONE: 2 differenti contesti per la determinazione del livello ottimale di produzione debbono considerarsi 2 diversi contesti:per la determinazione del livello ottimale di produzione debbono considerarsi 2 diversi contesti: LUNGO PERIODO BREVE PERIODO possono variare tutti iFATTORIPRODUTTIVI possono variare tutti iFATTORIPRODUTTIVI alcuni fattori produttivi sono consideratiFISSI alcuni fattori produttivi sono consideratiFISSI STOCK di CAPITALE CAPITALE

28 i COSTI nel BREVE PERIODO: Ct Qn ………………. n costi fissi Ct costi variabili Cf + Cv = COSTOTOTALE COSTOTOTALE costo marginale

29 la determinazione del LIVELLO OTTIMALE DI PRODUZIONE (risposta al 2° quesito dellimprenditore) : premesso che: obiettivoprimario:MAXPROFITTOobiettivoprimario:MAXPROFITTO che si raggiunge: massimizzando il PROFITTO massimizzando il PROFITTO minimizzando i COSTI minimizzando i COSTI la piccola impresa (che si pone in un non può mercato di libera concorrenza) non può influenzare i prezzi dei beni prodotti la piccola impresa (che si pone in un non può mercato di libera concorrenza) non può influenzare i prezzi dei beni prodotti

30 la determinazione del LIVELLO OTTIMALE DI PRODUZIONE (risposta al 2° quesito dellimprenditore) : per poter determinare il livello ottimale di produzione possiamo ricorrere allanalisi marginale, per far ciò dobbiamo conoscere alcuni indicatori:per poter determinare il livello ottimale di produzione possiamo ricorrere allanalisi marginale, per far ciò dobbiamo conoscere alcuni indicatori: > prezzo di mercato del bene> prezzo di mercato del bene > ricavo totale - ricavo marginale> ricavo totale - ricavo marginale > costo fisso totale> costo fisso totale > costo variabile totale> costo variabile totale > costo totale - costo marginale> costo totale - costo marginale > profitto totale - profitto marginale> profitto totale - profitto marginale VEDIAMO UN ESEMPIO:VEDIAMO UN ESEMPIO:

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33 il R.M. di ogni unità prodotta è= allincremento del ricavo totale a cui essa da luogo il R.M. di ogni unità prodotta è= allincremento del ricavo totale a cui essa da luogo il P.M. è lincremento del profitto totale per ogni unità addizionale prodotta il P.M. è lincremento del profitto totale per ogni unità addizionale prodotta qn 6 : prezzo = ricavo marg. = costo marg. qn 6 : profitto marg. (ricavo marg. – costo marg. = 0

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35 alcune osservazioni intorno alla risposta al 2° quesito dellimprenditore: in presenza di un certo prezzo, determinato dal mercato, esiste per lImprenditore (di una piccola Impresa, collocata su un mercato di libera concorrenza) ununica quantità ottimale di produzionein presenza di un certo prezzo, determinato dal mercato, esiste per lImprenditore (di una piccola Impresa, collocata su un mercato di libera concorrenza) ununica quantità ottimale di produzione a variazioni del prezzo di mercato, lImprenditore risponde mutando il volume della produzionea variazioni del prezzo di mercato, lImprenditore risponde mutando il volume della produzione

36 variazioni del prezzo di mercato (mercato di libera concorrenza) e mutamento del volume della produzione: PP QQ P Q P Q P Q curva dellOFFERTA

37 individuazione della COMBINAZIONE OTTIMALE DI FATTORI PRODUTTIVI (risposta al 3° quesito dellimprenditore) : curve di indifferenzail problema viene descritto dalla Teoria economica con riferimento alle CURVE DI PRODOTTO COSTANTE (isoquanto), tali curve sono mutuate dalle curve di indifferenza una curva di prodotto costante indica le diverse combinazioni delle quantità di 2 fattori produttivi di fronte alle quali lImprenditore, che deve scegliere, è indifferente >>> stessa utilità, stesso livello di produzione (output)una curva di prodotto costante indica le diverse combinazioni delle quantità di 2 fattori produttivi di fronte alle quali lImprenditore, che deve scegliere, è indifferente >>> stessa utilità, stesso livello di produzione (output)

38 individuazione della COMBINAZIONE OTTIMALE DI FATTORI PRODUTTIVI (risposta al 3° quesito dellimprenditore) : se è facile, conoscendo le qn di fattori produttivi (inputs), determinare la qn di prodotto (output) NON è facile, conoscendo la qn di prodotto (output), determinare la qn dei fattori produttivi e la loro combinazione ottimale > possono esservi, infatti, per alcuni prodotti, diverse possibilità di combinazioni> possono esservi, infatti, per alcuni prodotti, diverse possibilità di combinazioni

39 rapporti fissi di combinazione: A B P = qn 5 P = qn 10 P = qn 15 A B A B viadellespansioneviadellespansione zona di A eccedenza di A zona di A eccedenza di A zona di B eccedenza di B zona di B eccedenza di B B** B B = eccedenza di B

40 combinazioni fra fattori perfetti sostituti luno dellaltro (non vi sono zone di eccedenza): A B P = qn 5 P = qn 10 P = qn 15 A B A B ogni unità di A può essere sostituita perfettamente da ogni unità di B Es.: 3A - 2B combinazione 1: 3A - 2B 2A - 3B combinazione 2: 2A - 3B 1A - 4B combinazione 3: 1A - 4B … ecc. ogni unità di A può essere sostituita perfettamente da ogni unità di B Es.: 3A - 2B combinazione 1: 3A - 2B 2A - 3B combinazione 2: 2A - 3B 1A - 4B combinazione 3: 1A - 4B … ecc.

41 fattori reciprocamente sostituibili luno allaltro in vario grado: A B P = qn 5 P = qn 10 P = qn 15 A B A B A può essere sostituito entro certi limiti da B (sostituibilità NON proporzionale) Es.: 3A - 1,2B combinazione 1: 3A - 1,2B 1A - 3,1B combinazione 2: 1A - 3,1B 0,5A - 4B combinazione 3: 0,5A - 4B … ecc. A può essere sostituito entro certi limiti da B (sostituibilità NON proporzionale) Es.: 3A - 1,2B combinazione 1: 3A - 1,2B 1A - 3,1B combinazione 2: 1A - 3,1B 0,5A - 4B combinazione 3: 0,5A - 4B … ecc.

42 alcune osservazioni intorno alla COMBINAZIONE OTTIMALE dei ff.pp.: 1 a osservazione:1 a osservazione: identica [a ± Δ ff.pp. (inputs) corrisponde un identico ± Δ della produzione (output)]ipotizzando una variazione proporzionale dei ff.pp. nel caso in cui si verificasse una, identica, variazione proporzionale della SCALA DELLA PRODUZIONE [a ± Δ ff.pp. (inputs) corrisponde un identico ± Δ della produzione (output)] RENDIMENTI DI SCALA COSTANTI> si avrà un processo produttivo che presenta RENDIMENTI DI SCALA COSTANTI però si possono avere anche: RENDIMENTI DI SCALA DECRESCENTI> RENDIMENTI DI SCALA DECRESCENTI RENDIMENTI DI SCALA CRESCENTI economie di scala> RENDIMENTI DI SCALA CRESCENTI (economie di scala)

43 alcune osservazioni intorno alle economie di scala: con riferimento alla natura dei fenomeni che le generano le economie di scala possono distinguersi in: > PECUNIARIE> PECUNIARIE > REALI> REALI quando limpresa beneficia di prezzipiù bassi prezzi più bassi nellacquisizione degli inputs. Per la legge della D e della O infatti allaumento della qn richiesta il prezzo diminuisce quando limpresa beneficia di prezzipiù bassi prezzi più bassi nellacquisizione degli inputs. Per la legge della D e della O infatti allaumento della qn richiesta il prezzo diminuisce Es.: > costi minori per il finanziamento esterno > minori spese di trasporto > prezzi più bassi per le materie prime quando si assiste a riduzione delle qn di inputs impiegati allaumentare di livelli di output quando si assiste a riduzione delle qn di inputs impiegati allaumentare di livelli di output

44 fra le diverse tipologie di economie di scala vi sono: leffetto di costo fisso: in edilizia è il caso delle coperture, a parità di superficie coperta, di forma e tecnologia un tetto avrà unincidenza di costo minore in edifici con più piani f.t.leffetto di costo fisso: in edilizia è il caso delle coperture, a parità di superficie coperta, di forma e tecnologia un tetto avrà unincidenza di costo minore in edifici con più piani f.t. le economie di capacità di riserva: unazienda che utilizza molte macchine identiche dovrà tenere in magazzino, in proporzione, un numero minore di pezzi di ricambio rispetto ad unazienda che possiede una sola macchinale economie di capacità di riserva: unazienda che utilizza molte macchine identiche dovrà tenere in magazzino, in proporzione, un numero minore di pezzi di ricambio rispetto ad unazienda che possiede una sola macchina le economie di scorte: le scorte di materie prime aumentano meno che proporzionalmente in ragione dellincremento di outputle economie di scorte: le scorte di materie prime aumentano meno che proporzionalmente in ragione dellincremento di output

45 fra le diverse tipologie di economie di scala vi sono: le economie di specializzazione: a maggiori livelli di produzione corrisponde un più vivace indirizzo verso la divisione e la specializzazione del lavoro, con conseguenti aumenti di produttività e riduzione dei costile economie di specializzazione: a maggiori livelli di produzione corrisponde un più vivace indirizzo verso la divisione e la specializzazione del lavoro, con conseguenti aumenti di produttività e riduzione dei costi

46 la soluzione del problema della COMBINAZIONE OTTIMALE dei ff.pp.: innanzitutto si deve sottolineare che: economie di scala> mentre le economie di scala possono avere andamenti diversi produttività marginaledecrescente> la produttività marginale è sempre decrescente ovvero: a qn addizionali di 1 dei fattori produttivi (mantenendo costanti gli altri fattori) si avranno incrementi di prodotto sempre più piccoliovvero: a qn addizionali di 1 dei fattori produttivi (mantenendo costanti gli altri fattori) si avranno incrementi di prodotto sempre più piccoli dunque: con riferimento alla produttività marginale si può definire la POSIZIONE DI EQUILIBRIO dellImpresa (ovvero, la COMBINAZIONE OTTIMALE dei ff.pp.) quando si verificherà la seguente situazione:dunque: con riferimento alla produttività marginale si può definire la POSIZIONE DI EQUILIBRIO dellImpresa (ovvero, la COMBINAZIONE OTTIMALE dei ff.pp.) quando si verificherà la seguente situazione: pmF1 prezzo F1 pmF2 prezzo F2 …. pmFn prezzo Fn

47 un esempio di determinazione della posizione di equilibrio dellImpresa (combinazione ottimale dei ff.pp.): nel caso di 2 fattori produttivi F1 > terra F2 > lavoro che presentano i seguenti dati economici: che presentano i seguenti dati economici: pmF1 = 20 prezzo F1 = 2 pmF1 = 20 prezzo F1 = 2 pmF2 = 15 prezzo F2 = 1 pmF2 = 15 prezzo F2 = 1 la situazione non si presenta in perfetto equilibrio poiché: la situazione non si presenta in perfetto equilibrio poiché: pmF1 (20) : prezzo F1 (2) = 10 pmF1 (20) : prezzo F1 (2) = 10 pmF2 (15) : prezzo F2 (1) = 15 pmF2 (15) : prezzo F2 (1) = 15

48 le possibili soluzioni del caso proposto (alla luce della Legge della produttività marginale decrescente) possono essere le seguenti: decrementa qn F2+ pmF21°) si decrementa qn F2 (lavoro) + pmF2 incrementa qn F1 - pmF12°) si incrementa qn F1 (terra) - pmF1 fra le 2 possibili soluzioni si sceglierà quella COSTO MINORE a COSTO MINORE fra le 2 possibili soluzioni si sceglierà quella COSTO MINORE a COSTO MINORE

49 alcune nozioni relativeal BILANCIO DIMPRESA alcune nozioni relativeal BILANCIO DIMPRESA

50 cosè il bilancio: composizione del patrimonio reddito* STATO PATRIMONIALEattività passivitàcapitale nettoCONTO ECONOMICO risultati ottenuti RELAZIONE sullandamento della gestioneè il documento, redatto dagli Amministratori, dal quale risulta la composizione del patrimonio e del reddito conseguito dallImpresa* al termine dellesercizio cui è riferito. È composto dallo STATO PATRIMONIALE (che evidenza le attività, le passività e il capitale netto), dal CONTO ECONOMICO (CONTO PROFITTI - PERDITE) (che mostra i risultati ottenuti nel corso dellesercizio stesso) e da una RELAZIONE degli Amministratori sullandamento della gestione * Società quotate * le Società quotate hanno lobbligo di presentare, oltre al bilancio annuale, anche una RELAZIONE trimestrale e/o semestrale allo scopo di consentire agli azionisti di verificare landamento aziendale e, quindi, decidere se mantenere il portafoglio titoli oppure vederli * Società quotate * le Società quotate hanno lobbligo di presentare, oltre al bilancio annuale, anche una RELAZIONE trimestrale e/o semestrale allo scopo di consentire agli azionisti di verificare landamento aziendale e, quindi, decidere se mantenere il portafoglio titoli oppure vederli

51 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: ASSET (attività): (1) current assetsattività liquide (2) fixed assetscapitale immobilizzato (3) intangible assets beni non tangibiliASSET (attività): tutto ciò che una Impresa (Società) possiede o le è dovuto. In concreto: (1) current assets, cioè attività liquide (contanti, investimenti, crediti, materie prime e scorte), (2) fixed assets, ovvero capitale immobilizzato (beni immobili e impianti) e (3) intangible assets, ossia beni non tangibili (brevetti e avviamento) BILANCIO CONSOLIDATO: situazione patrimonialeeconomicaBILANCIO CONSOLIDATO: espone la situazione patrimoniale e economica dellente capogruppo e di tutte le aziende che a questo fanno capo

52 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: BILANCIO PREVENTIVO: dellesercizio futuroBILANCIO PREVENTIVO: documento i cui valori sono frutto di previsioni generali sullandamento dellesercizio futuro BUDGET: bilancio preventivo programmatico aggiornatoBUDGET: bilancio preventivo programmatico relativo allattività produttiva di unImpresa per un determinato esercizio. A differenza del bilancio preventivo in senso stretto, viene aggiornato in relazione a nuove situazioni che si vengono a creare nellImpresa e nei mercati in cui opera

53 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: CAPITALE DESERCIZIO: linsieme di tutti i mezzieconomicamente finanziariamenteCAPITALE DESERCIZIO: linsieme di tutti i mezzi che, sia economicamente che finanziariamente, concorrono al funzionamento dellImpresa CAPITALE ECONOMICO: valore attuale dei redditi presumibilmente realizzabili ipotizzato tasso di interesse (i)CAPITALE ECONOMICO: valore attuale dei redditi presumibilmente realizzabili dallImpresa (Società), calcolato in base a un ipotizzato tasso di interesse (i)

54 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: CAPITALE PROPRIO: capitale versatofondo di dotazionefondo patrimonialeriserve diminuito delle perditeaumentato degli utiliCAPITALE PROPRIO: lammontare complessivo del capitale versato (o fondo di dotazione o fondo patrimoniale) e delle riserve, diminuito delle perdite e aumentato degli utili dellesercizio non distribuiti CASH FLOW (flusso di cassa): sommando al reddito netto lammontare addebitato per ammortamenti e riserve effettivi esborsi di contanteCASH FLOW (flusso di cassa): si ottiene sommando al reddito netto lammontare addebitato per ammortamenti e riserve. In pratica, si tratta di quelle deduzioni contabili che non sono state accompagnate di fatto da effettivi esborsi di contante

55 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: CERTIFICAZIONE DI BILANCIO: bilancio desercizio destinato a pubblicazioneCERTIFICAZIONE DI BILANCIO: viene realizzata sul bilancio desercizio destinato a pubblicazione, con lobiettivo di indurre le Imprese a redigere bilanci secondo corretti principi contabili CONTO ECONOMICO: stato patrimoniale prospetto che riassume tutte le operazioni relative allaspetto redditualeutile nettoperdita nettaCONTO ECONOMICO: è la seconda parte del bilancio (dopo lo stato patrimoniale). Ha la forma di un prospetto che riassume tutte le operazioni relative allaspetto reddituale: il risultato è un utile netto o una perdita netta

56 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: MOL (margine operativo lordo):MOL (margine operativo lordo): ai ricavi netti desercizio costi capitalizzati variazioni di magazzino acquisti nettispese per prestazioni di servizi spese relative al personale> viene determinato aggiungendo ai ricavi netti desercizio i costi capitalizzati e le variazioni di magazzino. Da sottrarre, invece, gli acquisti netti, le spese per prestazioni di servizi e le spese relative al personale

57 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: ROE (return on equity - ritorno sugli investimenti):ROE (return on equity - ritorno sugli investimenti): indice di redditività rendimento del capitale proprio investito ROI (redditività del capitale investito) tasso degli investimenti ricorso al credito> indice di redditività che misura il rendimento del capitale proprio investito in una data attività produttiva. Risulta essere tanto più alto quanto maggiore è il ROI (redditività del capitale investito), quanto minore è il tasso degli investimenti e quanto più elevato è il ricorso al credito

58 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: ROI (return on investment -redditività del capitale investito):ROI (return on investment -redditività del capitale investito): indice di bilancio rapporto tra gli utili [al lordo degli oneri finanziari pagati al capitale esterno (interessi + spese) e delle imposte] totale delle attività (capitale investito = capitale interno + capitale esterno) performance (efficienza) dellImpresa gestione industriale> indice di bilancio che si ottiene come rapporto tra gli utili [al lordo degli oneri finanziari pagati al capitale esterno (interessi + spese) e delle imposte] e il totale delle attività (capitale investito = capitale interno + capitale esterno). Misura la performance (efficienza) dellImpresa sotto il profilo della gestione industriale

59 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: ROS (ritorno sulle vendite):ROS (ritorno sulle vendite): indice di redditività risultato operativo per unità di vendita valore del venduto valoredellinventario medio> indice di redditività usato per determinare il risultato operativo per unità di vendita. Si ottiene dividendo il valore del venduto per il valore dellinventario medio

60 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: ROA (return on asset - rendimento delle attività): rendimento finanziario di unImpresa reddito al netto degli ammortamenti valore effettivo delle attivitàROA (return on asset - rendimento delle attività): rendimento finanziario di unImpresa risultante dal rapporto tra il reddito al netto degli ammortamenti e il valore effettivo delle attività ROC (return on capital - reddito del capitale): tasso di remunerazione del capitaleROC (return on capital - reddito del capitale): tasso di remunerazione del capitale

61 alcuni termini per una migliore comprensione dellanalisi di bilancio: EPS (utile per azione): utile netto numero delle azioni componenti il capitale socialeEPS (utile per azione): rapporto fra utile netto e numero delle azioni componenti il capitale sociale. Si differenzia dal dividendo, perché in questo caso si prescinde da quella che è la politica di ripartizione dellutile effettuata dalla Società VALORE DI LIBRO: valore unitario effettivo di ogni singola azioneVALORE DI LIBRO: si tratta di unespressione utilizzata per indicare il valore unitario effettivo di ogni singola azione di una Società, sulla base dei relativi dati di bilancio

62 il bilancio: è il documento contabile fondamentaleè il documento contabile fondamentale contiene, in modo sintetico, le informazioni principali: > sullo stato dellImpresa> sullo stato dellImpresa > sullattività svolta nellanno> sullattività svolta nellanno il bilancio è formato da 3 documenti:il bilancio è formato da 3 documenti: 1) STATO PATRIMONIALE1) STATO PATRIMONIALE 2) CONTO ECONOMICO (CONTO PROFITTI - PERDITE)2) CONTO ECONOMICO (CONTO PROFITTI - PERDITE) 3) RELAZIONE3) RELAZIONE

63 STATO PATRIMONIALE : dà informazioni su:dà informazioni su: dimensionedimensione composizionecomposizione delpatrimoniodelpatrimonio allultimogiornodellannoallultimogiornodellanno lo S.P. fotografa lo stato dellImpresa in un dato istante lo S.P. è un documento statico statico i dati hanno natura di stock stock

64 CONTO ECONOMICO (conto profitti - perdite): dà informazioni su:dà informazioni su: varie operazioni fatte dallImpresain 1 anno varie operazioni fatte dallImpresain 1 anno il C.E. èdinamico èdinamico i dati hanno natura di flussi i dati hanno natura di flussi

65 STATO PATRIMONIALE e CONTO ECONOMICO: NON sono indipendenti fra loro NON sono indipendenti fra loro le variazioni di stock dello S.P. le variazioni di stock dello S.P. sono spiegate analizzandolandamento dei flussi del C.E. sono spiegate analizzandolandamento dei flussi del C.E.

66 facciamo un esempio per capire come può essere redatto un BILANCIO si immagini di analizzare unImpresa e proponiamoci di costruire il suo stato patrimoniale ad una certa data: 31/12/2003:

67 dopo aver schematizzato lINVENTARIO (al 31/12/2003) guardiamo allo STATO PATRIMONIALE (al 31/12/2002): dal lato delle attività si riportano le voci dellinventario fisico (attività tangibili) dal lato delle attività si riportano le voci dellinventario fisico (attività tangibili) espediente è un espediente contabile contabile per far quadrare il bilancio espediente è un espediente contabile contabile per far quadrare il bilancio infatti: per ottenere la voce mezzi propri si devono sottrarre alle attività tangibili (5.500)debiti (3.500)2.000 attività tangibili (5.500) i debiti (3.500) = (2.000 = valore del capitale al 31/12/2002) infatti: per ottenere la voce mezzi propri si devono sottrarre alle attività tangibili (5.500)debiti (3.500)2.000 attività tangibili (5.500) i debiti (3.500) = (2.000 = valore del capitale al 31/12/2002)

68 consideriamo ora il CONTO ECONOMICO costi (perdite) e i ricavi (profitti) nel 2003: perdita di valore perdita di valore, nel 2003, di impianti ed edifici NON è esborso effettivo perdita di valore perdita di valore, nel 2003, di impianti ed edifici NON è esborso effettivo NON è il PROFITTO ! non sono stati inclusi tra i COSTI > remunerazione del capitale investito > remunerazione dellimprenditore NON è il PROFITTO ! non sono stati inclusi tra i COSTI > remunerazione del capitale investito > remunerazione dellimprenditore nel caso di Società: nel caso di Società: ai Soci nel caso di Imprese individuali: al Proprietario nel caso di Società: nel caso di Società: ai Soci nel caso di Imprese individuali: al Proprietario capitale va ad aumentare il capitale dellImpresa ricavi ricavi (5.000) - costi - costi ( ) utile (1.200) = utile (1.200) ricavi ricavi (5.000) - costi - costi ( ) utile (1.200) = utile (1.200)

69 SITUAZIONE PATRIMONIALE (non è lo stato patrimoniale !)31/12/2003 ricaviamo la SITUAZIONE PATRIMONIALE (non è lo stato patrimoniale !) al 31/12/2003

70 dalla situazione patrimoniale (al 31/12/2003) giungiamo allo STATO PATRIMONIALE (al 31/12/2003): 5°) (consistenza finale) ( ) ammortamento ( ) ( ) utile trattenuto uguale (per ragioni contabili) valore del capitale il valore del capitale al 31/12/2003 è dato da: attività tangibili (6.000)debiti (3.500)2.500 attività tangibili (6.000) - debiti (3.500) = (si sono registrati rispetto al valore del capitale al 31/12/2002 = 2.000) 500 >>> è il valore dellutile trattenuto valore del capitale il valore del capitale al 31/12/2003 è dato da: attività tangibili (6.000)debiti (3.500)2.500 attività tangibili (6.000) - debiti (3.500) = (si sono registrati rispetto al valore del capitale al 31/12/2002 = 2.000) 500 >>> è il valore dellutile trattenuto


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