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Realizzato da Gabriele FINO. Le caratteristiche di Internet, la funzione che esso oggi può assumere nella vita di un bambino o di un ragazzo ed i meccanismi.

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Presentazione sul tema: "Realizzato da Gabriele FINO. Le caratteristiche di Internet, la funzione che esso oggi può assumere nella vita di un bambino o di un ragazzo ed i meccanismi."— Transcript della presentazione:

1 Realizzato da Gabriele FINO

2 Le caratteristiche di Internet, la funzione che esso oggi può assumere nella vita di un bambino o di un ragazzo ed i meccanismi di adescamento in Internet da parte di potenziali abusanti. Lo sviluppo psicosessuale nel minore: cosa rappresenta la sessualità nelletà evolutiva, dal bambino piccolo alladolescente. Quali sono i rischi dellesposizione a immagini e stimoli pornografici e pedopornografici nel minore, nelle diverse età. Consigli per i genitori e gli educatori, sia nellottica di una prevenzione generale, sia in caso il minore sia effettivamente entrato in contatto con immagini pornografiche o pedo- pornografiche, o con potenziali abusanti via Internet.

3 Le caratteristiche di Internet, la funzione che esso oggi può assumere nella vita di un bambino o di un ragazzo ed i meccanismi di adescamento in Internet da parte di potenziali abusanti.

4 Non è utile né corretto pensare che Internet svolga una funzione isolata rispetto al contesto in cui è inserito. Esso è un canale comunicativo come altri, dalle eccezionali caratteristiche, ma la sua accezione, positiva o negativa, dipende dallutilizzo che se ne fa, dalla funzione che esso svolge allinterno del sistema di relazioni in cui si muove. Se questo è vero, è altrettanto vero, tuttavia, che Internet ha delle peculiarità specifiche che ne giustificano la rapidissima diffusione ed il ruolo che esso oggi assume nella vita di molte persone. Con lavvento di Internet il rapporto con il mezzo di comunicazione cambia totalmente: Internet implica interazione e al tempo stesso la possibilità di essere sempre e comunque connesso, soprattutto attraverso i telefonini cellulari, oggi in grado di ricevere contenuti dal web e di assicurare la costante reperibilità del suo proprietario. Oggi attraverso Internet si può giocare, ci si può informare, si può imparare, ci si può confrontare su tematiche dinteresse comune, si possono gestire i contatti, si possono conoscere persone, si possono creare amicizie e legami affettivi, ci si può emozionare. Internet consente, proprio in virtù della sua rapidità, del suo annullare le distanze, della sua anonimia, di sperimentare una condizione virtuale di onnipotenza, legata sia al superamento dei normali vincoli spazio-temporali sia, e soprattutto, alla possibilità di esplorare differenti aspetti della propria persona. Più che mai, oggi lutilizzo di Internet presuppone una dimensione affettiva, emotiva e relazionale. COSA RAPPRESENTA INTERNET OGGI NELLA VITA DI UN BAMBINO E DI UN RAGAZZO?

5 Internet inoltre richiede capacità di reazioni molto veloci e questo, pertanto, non consente processi di elaborazione adeguata. Ciò è lesatto contrario di quello che serve nelletà evolutiva, durante la quale, più che mai, i percorsi educativi sono efficaci se graduali e tarati sui bisogni dei giovani. E importante che i genitori e gli educatori conoscano il mezzo comunicativo, affrontino cioè un percorso di alfabetizzazione informatica che consenta loro prima di tutto di comprendere come si usano il computer ed Internet, quali sono le potenzialità ed i rischi, e permetta poi di orientare il bambino o il ragazzo allutilizzo del mezzo. E importante tuttavia abbandonare lidea del minore esposto passivamente ad Internet, in balia dei suoi meccanismi: il giovane conosce tecnicamente il mezzo e va piuttosto educato ad un suo utilizzo critico. I giovani di oggi sono competenti nellutilizzare Internet, sanno perfettamente destreggiarsi nella tecnologia, nel soddisfare i propri bisogni: utilizzano il telefonino per inviare sms e foto, per ricevere contenuti on demand provenienti dalla rete, chattano con il PC dalla propria camera, conoscono e frequentano le communities a loro dedicate e si incontrano quotidianamente sul web, depositando i propri dati personali, spesso fotografie, e intrattengono relazioni, talvolta amicali e non di rado flirt in senso stretto. Ciò però in termini educativi lancia una sfida ancora maggiore, soprattutto quando i bisogni sottesi allutilizzo di Internet da parte del minore esprimono dei disagi; infatti è in questa fitta rete di scambi che si può inserire labusante il quale cercherà di mettersi in contatto col minore, quello fragile psicologicamente, quello sprovvisto di strumenti di conoscenza critica, di supervisione da parte degli adulti,quello non adeguatamente informato su come essere sicuro quando è in rete.

6 COME SI RISCHIA DI ENTRARE IN CONTATTO CON POTENZIALI ABUSANTI O CON MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO? Nellapprocciare il minore, il potenziale abusante si informa dove è situato il PC del minore, se i genitori o i fratelli sono presenti e cerca di isolare il bambino dal resto delle relazioni, diventando un amico a cui confessare i propri sentimenti e segreti. Abusante e vittima cominciano a condividere interessi comuni come la musica, poi possono seguire dichiarazioni daffetto delladulto e lo scambio di fotografie innocue(non esplicitamente sessuali, non subito almeno) e la manipolazione psicologica diventa molto efficace. Quando ladulto è certo di non correre il rischio di essere scoperto,inizia la fase dellesclusività che rende impenetrabile la relazione ad esterni. Qui può collocarsi linvio/scambio di fotografie dal contenuto sessuale esplicito e la richiesta di incontro. Al rifiuto del minore, durante lincontro, di avere un rapporto sessuale ladulto può rispondere con il ricatto di mostrare a genitori o amici le foto scambiate, oppure i testi inviati dal bambino. In questa fase avanzata delladescamento (detto grooming) può entrare in gioco il cellulare, uno strumento più sicuro del PC perché consente al bambino di nascondersi a genitori, fratelli o amici.

7 Lo sviluppo psicosessuale nel minore: 1. cosa rappresenta la sessualità nelletà evolutiva, dal bambino piccolo alladolescente. 2. Quali sono i rischi dellesposizione a immagini e stimoli pornografici e pedopornografici nel minore, nelle diverse età.

8 Non deve sorprendere, né scandalizzare, o spaventare, il fatto che ogni bambino abbia dei desideri sessuali. Affermazioni del genere spesso vengono strumentalizzate da associazioni di pedofili per legittimare il loro comportamento deviante. Noi intendiamo ovviamente sgomberare il campo da qualsiasi interpretazione tendenziosa riguardante la sessualità del bambino: i desideri sessuali esistono già fin da quando si è piccoli, ma il bambino non è assolutamente in grado di sperimentare attivamente la sessualità, per una serie di motivi che svilupperemo ampiamente nel lavoro che segue. Essi sono istintivi, cioè non frutto di apprendimento, e hanno per oggetto esclusivamente le figure di attaccamento, cioè i genitori, configurando quello che oggi è noto come complesso di Edipo. LO SVILUPPO PSICOSESSUALE: COSA SIGNIFICA PARLARE DI SESSUALITÀ RIFERENDOSI AD UN MINORE? Il bambino (3-6 anni)

9 Il bambino maschio dai 3 ai 6 anni sviluppa verso la mamma, in quanto genitore di sesso opposto e riferimento principale nella sfera degli affetti, unattrazione che non è solamente affettiva in termini di attaccamento, bensì appunto fisica. Al contempo il bambino sente di entrare in competizione con il proprio padre, perchè coglie il rapporto psicofisico che lega i suoi genitori, tanto più quanto meglio la coppia genitoriale cerca di proteggere la propria intimità ed il proprio legame. Lo stesso avviene per le bambine, in questo caso però attratte dal loro papà ed in competizione con la madre. Come può il bambino affrontare e superare questa situazione? Il ruolo dei genitori è fondamentale: sta a loro proteggere prima di tutto lintimità della coppia genitoriale, ponendo limiti di accesso al figlio a spazi e momenti privati ( è importante per esempio non mostrarsi nudi, perché così si stimolerebbero inutilmente i desideri sessuali del bambino).Al genitore del sesso opposto, oggetto di desideri sessuali da parte del figlio, spetta il compito di non colludere, di non diventare complice del figlio, con effusioni e atteggiamenti inadeguati; il contributo dellaltro genitore, invece, è fondamentale nel chiedere e pretendere lesclusività delle attenzioni sessuali del partner. Emerge in tal senso limportanza per una coppia genitoriale di sentirsi effettivamente coppia unita e affiatata, emotivamente e sessualmente, per riuscire a frenare i tentativi dintrusione del figlio allinterno del triangolo edipico.

10 In questo modo il bambino impara la prima e la più importante delle regole, alla base non solo della sua educazione sessuale, ma di tutta la sua educazione, della sua capacità di crescere e diventare col tempo un adulto equilibrato: questa regola è il tabù dellincesto. Mentre per gli storici linizio della civiltà coincide via via con la scoperta del fuoco, dellagricoltura, della scrittura, ecc., per Freud la civiltà della società contemporanea si regge sul tabù dellincesto. Questo vale anche per il bambino: egli passa da una dimensione in cui è essenzialmente in balia dei propri impulsi ad unaltra contraddistinta dalla capacità di controllarsi e di seguire regole e comportamenti condivisi nel contesto in cui vive, proprio facendo suo il divieto dellincesto. Questa è solo la prima delle regole, ne seguono tante altre, tutte quelle che regolamentano un sistema di convivenza democratico ove appunto, sia sì possibile esprimersi ma nel rispetto della libertà degli altri. E importante che il bambino senta che il sistema normativo che gli viene presentato e trasmesso, cioè linsieme delle regole di comportamento, fa parte di un ordine molto al di sopra di lui, un ordine che viene da lontano ed appartiene ad un sistema sociale. Come può il bambino imparare e fare proprio tale sistema di norme?

11 Ciò che consente al bambino di interiorizzare questo insieme di regole non è solo limitazione delladulto, o il timore di una punizione, bensì il fatto che il genitore, o ladulto di riferimento, si ponga come modello carismatico, autorevole e comprensivo al tempo stesso (nel senso che comprende la frustrazione del bambino, senza cedere alla richiesta infantile).Il bambino (di entrambi i sessi) percepisce la forza e la potenza dei propri genitori, sente di dipendere totalmente da loro, ma ne percepisce anche lenorme affetto verso di lui e la funzione di protezione e di guida da loro svolta nei suoi confronti. Equesto ciò che gli consente di affrontare il divieto dellincesto, di elaborare le sue emozioni nei confronti dei genitori e di accettare le regole della famiglia e del contesto in cui vive. Einoltre assai importante che il padre e la madre siano sì detentori del potere, ma che essi per primi rispettino in modo coerente e convinto le stesse regole che chiedono di rispettare al figlio, (lo stesso genitore deve lavarsi le mani prima di mangiare, non buttare immondizia a terra per strada, rispettare le file, mangiare le minestre, ecc.).Tutto ciò infine spiega anche perché, quando viene violato il tabù dellincesto, il disorientamento è totale, affettivo e cognitivo: viene meno limmagine delladulto preso come riferimento, come modello esemplare di comportamento nel rispettare le regole (prima fra tutte, lincesto, appunto) e al tempo stesso si è vittima di un tradimento, perché il genitore incestuoso non svolge più la sua funzione sacra e naturaledi proteggere e guidare il figlio nella e verso la crescita.

12 Durante la fase di latenza (6-10 anni), se il periodo precedente ha dato effettivamente come risultato linteriorizzazione dei tabù sociali e delle norme di convivenza, la sessualità non è più emotivamente così forte come negli anni precedenti e si esprime attraverso sentimenti di tenerezza verso coetanei del sesso opposto. Il bambino ha ormai compreso e fatto proprie le norme che il suo contesto socio-culturale gli ha trasmesso, prima fra tutte quelle riguardanti la sessualità. In questo periodo prevale il desiderio di conoscenza ed il bisogno di socializzazione; cioè mentre prima il mondo del bambino ruotava intorno alla sua famiglia, adesso egli comincia ad estendere il centro dei suoi interessi. Il bambino (6-10 anni)

13 Il preadolescente Nella pre-adolescenza,altrimenti detta pubertà, (11-13 anni per le femmine, anni per i maschi7) emergono i caratteri sessuali secondari, ed il corpo subisce una serie di mutamenti che rende il minore in età puberale particolarmente recettivo a stimoli interni ed esterni: è un periodo di forte turbamento proprio in termini di identità, perché il giovane si ritrova un corpo e dei desideri nuovi che lo spingono in direzioni inesplorate. Mentre lo sviluppo mentale è ormai completato e quello fisico è in piena evoluzione, dal punto di vista affettivo il preadolescente non è ancora pronto per sostenere una sessualità matura. Egli cercherà lautonomia rispetto alla famiglia, ma paradossalmente più che mai in questa fase, egli ha bisogno delladulto per staccarsi dalladulto stesso; ha cioè bisogno di sentire che non solo il genitore è presente, ma che questi è contento che il figlio si renda autonomo. Se così non è egli potrebbe forse sentirsi in colpa (per il suo desidero di indipendenza) e/o assumere comportamenti aggressivi.

14 Ladolescente Nelladolescenza la dimensione sessuale,affettiva e cognitiva si coniugano ed il processo iniziato nella pubertà si assesta: il giovane si rende sempre più autonomo e si avvia verso la possibilità di sperimentare la sessualità con i coetanei in modo attivo. Questo avviene perché, oltre allo sviluppo cognitivo e fisico, sta procedendo anche quello affettivo, nel senso che dentro di lui si riduce la distanza con ladulto, prima percepito come diversissimo. Ladolescente riconosce dentro di sé delle parti meno infantili, è pronto pertanto a far proprio e ad imitare il comportamento dei genitori, in quanto rappresentanti principali del mondo degli adulti. E importante che la famiglia accolga questa nuova dimensione, rispetti e accetti i nuovi interessi del figlio adolescente per il sesso opposto, consentendogli di coltivare amicizie e affetti, rispettandone la privacy senza tuttavia smettere di svolgere la funzione di vigile protezione e di riferimento adulto.

15 CHE COSA SUCCEDE SE UN MINORE SI IMBATTE IN IMMAGINI PORNOGRAFICHE (CONCERNENTI SESSUALITÀ FRA ADULTI)?

16 Il bambino Ogni bambino, nellarco del proprio sviluppo, nutre fantasie e desideri sessuali, talvolta incestuosi o aggressivi, ma essi possono rimanere inconsci, cioè il bambino può non esserne consapevole, perché in lui nel tempo (con la risoluzione del complesso edipico, come abbiamo già visto) si sviluppa e agisce una sorta di censura interiore che gli impedisce di prendere contatto con contenuti contrari alle regole a lui trasmesse e che egli ormai ha interiorizzato. Il problema insorge se, invece, a causa di sollecitazioni esterne di varia natura ed entità (esperienze con pedofili, contatto con materiale pornografico, ecc.) nel bambino scompare il confine tra fantasia e realtà. La fase più critica in tal senso è quella edipica (3-6 anni) in quanto il bambino non ha ancora interiorizzato i tabù sessuali e le norme sociali; non si è ancora formato, cioè, un sistema normativo interno in grado di tenere a bada i desideri sessuali. La visione di materiale pornografico o il contatto con adulti che propongono di conversarecirca tematiche sessuali, rappresentano per il bambino esperienze complesse, che possono generare disagio, angoscia, preoccupazione e al tempo stesso, tuttavia, curiosità.

17 La visione di immagini pornografiche (che ritraggono solo adulti) è di per sé inquietante perché il bambino non è ancora maturo (da nessun punto di vista: cognitivo, fisico e affettivo) per sperimentare e vivere la sessualità; ma, se non altro, il bambino sa che la sessualità riguarda il mondo degli adulti e, in tal senso, le immagini in questione confermano tale rappresentazione. La pornografia può inoltre dare al minore informazioni sbagliate sulla sessualità, tanto più quanto carenti o inadeguate sono quelle che lui riceve dalla famiglia e dagli educatori.

18 Il preadolescente È una fase critica perché davanti a stimolazioni pornografiche, oltre alla curiosità cognitiva, può comparire in questo periodo anche leccitazione fisica ed una certa tendenza a passare allazione, cioè a realizzare i propri desideri sessuali. Tuttavia il turbamento emotivo tipico del minore in fase di latenza si ritrova anche nel preadolescente, proprio perché egli ancora non è emotivamente maturo.

19 Ladolescente Se ladolescente ha avuto uneducazione socio-affettiva adeguata egli potrebbe non trovare interessante intrattenersi in visioni pornografiche; potrebbe inizialmente provare curiosità e piacere, ma è probabile che a prevalere sia la spinta a cercare di rispondere alle proprie pulsioni sessuali attraverso rapporti adeguati con coetanei in carne ed ossa. E inoltre probabile che in lui prevalga il bisogno e la capacità di confrontarsi con i genitori sul tema (per quanto a questetà la relazione con il sistema degli adulti sia complesso). Lesposizione a materiale pornografico ha effetti la cui negatività aumenta in relazione alla natura delle immagini, al livello di perversione sotteso, alla frequenza e allintensità dellesposizione stessa e ovviamente alla fragilità psichica del ragazzo

20 CHE COSA SUCCEDE SE UN MINORE SI IMBATTE IN IMMAGINI PEDOPORNOGRAFICHE (RIGUARDANTI MINORI) O CHATTA CON ADULTI POTENZIALI ABUSANTI?

21 La visione di immagini in cui è rappresentato un minore in atteggiamenti sessuali, può turbare il bambino ancor di più che le immagini pornografiche aventi per soggetti gli adulti: il minore che ha acquisito i tabù sociali coglierà che cè qualcosa che non va, che non è normale per un bambino intrattenere con se stesso, con altri coetanei, o addirittura con adulti, rapporti di quel tipo. E soprattutto inquietante il fatto che un adulto, vissuto come esempio, come modello, come riferimento, sia il primo a trasgredire le regole. Spesso, parlando di abusi sessuali sui minori, le immagini pedopornografiche vengono mostrate e utilizzate dagli abusanti nel processo di adescamento per abbassare le resistenze delle vittime grazie proprio ad un effetto normalizzante dellesposizione, nel senso che il minore cui vengono presentati stimoli pedo-pornografici è indotto a pensare che sia comune e quindi socialmente accettabile che i bambini abbiano una loro sessualità e che questa possa essere sperimentata realmente ed in modo soddisfacente con altri bambini o con adulti.

22 Cosa può fare ladulto, per accompagnare il minore nella sua crescita psicosessuale ed evitare, in unottica di prevenzione generale, che egli o ella simbatta in immagini pedo- pornografiche ed entri in contatto con potenziali abusanti?

23 Considerare che anche in età evolutiva esistano dei desideri sessuali; per quanto, forse, imbarazzante e difficile, è importante non negare tali pulsioni e permettere al minore di esprimere domande su tale argomento. E importante che i figli ricevano uneducazione sessuale, intesa come un percorso per affrontare la sessualità secondo tempi e modi adeguati alletà. Educare alla sessualità significa prima di tutto trasmettere alcune regole fondamentali: il divieto dellincesto, il divieto della sessualità fra consanguinei, il divieto della sessualità fra non coetanei, il rispetto delle modalità sessuali in base alletà e alla maturità, la reciprocità del consenso.

24 Trasmettere i tabù sessuali (primi fra tutti il divieto dellincesto e la sessualità fra consanguinei allinterno del nucleo familiare) non vuol dire rendere tutta la sessualità un tabù (come accadeva fino a qualche decennio fa) e comportarsi come se fosse scandaloso parlarne. Al contrario, è importante dar modo al minore di esprimere curiosità su tale argomento, di entrare in contatto con le proprie emozioni, di scambiare effusioni con coetanei consenzienti secondo forme rigorosamente adeguate alletà. Lasciare ai figli la possibilità di esplorare il proprio corpo, di conoscere le proprie sensazioni, insegnando loro però che tutto ciò riguarda una sfera privata (come il fare lamore per i genitori o il denudarsi), e al tempo stesso una sfera personale che sempre più il minore, crescendo, dovrebbe imparare a gestire in autonomia (per esempio, nelligiene intima).

25 Enormale che il bambino o ragazzo abbia un interesse per i coetanei e che ci possa essere uno scambio di effusioni adeguato alletà, a patto che si tratti appunto di coetanei e che siano entrambi consenzienti. Se invece ad avvicinarsi al bambino, per esempio di 4-5 anni, è un ragazzino di , la differenza di età è già eccessiva ed è opportuno intervenire. Questo è il confine che il genitore o leducatore è importante facciano rispettare per educare correttamente il minore ed allo stesso tempo proteggerlo. Affinché qualsiasi processo educativo funzioni, le frustrazioni dovute alle proibizioni devono essere inferiori alle gratificazioni; il genitore o leducatore che pone dei confini, nella propria funzione di orientamento e guida del minore, è opportuno che offra soluzioni alternative ai dinieghi. Questo vale sia per il bambino di un anno, cui la madre sottrae dalla manina i propri occhiali, in serio pericolo di rottura, ma a cui viene reso, a mo di scambio, un giochino qualsiasi, sia per la bambina di 5 anni che vuole sposare il papà e che si sente rispondere che non è possibile, perché papà è già sposato con mamma, ma che anche lei, se vorrà, da grande avrà uno sposo, o che, se lo desidera, al momento può avere un fidanzatino scelto tra i suoi amichetti.

26 Comportarsi in modo coerente con i divieti e le regole poste alla base delleducazione dei figli. Fare in modo che nella coppia genitoriale vi sia coerenza educativa. Porsi in maniera carismatica nel fare rispettare le regole, con fermezza e coerenza ma soprattutto con molto amore e comprensione nei confronti della frustrazione generata nel figlio dal divieto (utilizzare frasi del tipo …lo so che non vuoi, capisco come sia difficile accettarlo, ma…).

27 Svolgere la funzione delladulto,quella di chi sa prima di tutto disciplinare i propri impulsi e di chi rappresenta, con la propria persona e con il proprio esempio, le regole e i divieti. Il figlio di un genitore che non sa far rispettare regole e divieti, proverà angoscia, si sentirà in balia di se stesso, senza contenimento e riferimento. Soprattutto non riuscirà ad interiorizzare le norme sociali e, nella misura in cui il tabù dellincesto è il principale divieto,anche la sua sessualità ne risentirà fortemente. Accogliere i bisogni e i sentimenti dei figli, anche quelli più antisociali (rabbia, invidia, gelosia, ecc.); permettere al minore di dire, per esempio,sono arrabbiato, furioso, depresso, confuso, deluso,…felice, ecc. …perché…. Dare modo al bambino o al ragazzo di esprimere tali sentimenti non vuol dire alimentarli bensì, al contrario, aiutare il proprio figlio a comprendere se stesso e a gestire meglio le proprie emozioni.

28 Spiegare al bambino o ragazzo, con parole e rappresentazioni adeguate alletà, i comportamenti sessuali che egli osserva nella quotidianità, anche accidentalmente, e su cui si interroga (immagini di sesso in Tv, prostitute per strada, effusioni tra passanti al parco, ecc.) e sottolineare, soprattutto, che latto sessuale deve essere di gradimento per gli individui coinvolti e deve rispettare la persona. Aiutare il proprio figlio ad entrare in contatto con i propri sentimenti e ad esprimerli: se il rapporto con i genitori è sano, in caso di difficoltà, è probabile che il minore per prima cosa si rivolga alla famiglia, cui si chiede di prestare attenzione ed ascolto a tutti i segni di disagio.

29 Vigilare, con attenzione e discrezione al tempo stesso, su come il minore trascorre il proprio tempo, su cosa fa, chi incontra, qual è il centro dei suoi interessi del momento (secondo modalità adeguate alletà del figlio, ovviamente).

30 Supportare il minore nellutilizzo sicuro di Internet e delle nuove tecnologie. In particolare : 1. Insegnare il valore della privacy 2. Assistere i bambini nella navigazione 3. Non collocare il PC nella stanza dei bambini 4. Incrementare le proprie competenze tecniche 5. Non lasciare solo il bambino davanti al P.C. 6. Individuare siti e chat room garantiti 7. Spiegare ai bambini sia le potenzialità che i rischi di internet, vale a dire che si possono fare cose assai divertenti ed educative ma anche, purtroppo, incorrere in brutte esperienze.

31 COSA PUÒ FARE LADULTO SE IL MINORE SI IMBATTE IN IMMAGINI PORNOGRAFICHE, PEDOPORNOGRAFICHE, O ENTRA IN CONTATTO VIA INTERNET CON ADULTI FRUITORI DI PEDOPORNOGRAFIA O IPOTETICI ABUSANTI?

32 Fare domande, cercando di mantenere la calma, per individuare il canale attraverso cui lesposizione od il contatto sono avvenuti e tempestivamente interromperlo (evitando che materialmente il minore acceda a certi siti, o comunities, o incontri certe persone). Non fare finta di niente se il proprio figlio ha un contatto con immagini pornografiche (o pedo- pornografiche) e intraprendere, al contrario, una serie di azioni

33 Evitare, tuttavia, di soffermarsi sulle immagini e sulle spiegazioni per non invadere ulteriormente la mente del figlio con contenuti, riguardanti le modalità adulte del comportamento sessuale (spesso perverse quando si parla di pornografia e di pedopornografia) che egli non è assolutamente in grado di comprendere ed elaborare. In un secondo tempo, affrontare leventuale imbarazzo e cercare invece di utilizzare parole e immagini adatte alletà del minore, spiegandogli che quelle rappresentazioni ritraggono alcune fra le tante modalità della sessualità fra adulti; e che egli,ancora piccolo, tuttavia deve sapere pazientare, deve aspettare di crescere per accedere a quelle modalità e che nel frattempo i bambini o i ragazzi ne hanno altre per esprimere e ricevere affetto e tenerezza (baci, parole, gesti, abbracci …).

34 Spiegare, secondo modalità adeguate alletà del figlio, che purtroppo il male esiste e che non tutte le persone sono buone, ma che la funzione di mamma e papà è quella di proteggere i figli. Il minore imparerà così a porsi il problema della necessità di selezionare le sue relazioni interpersonali, imparerà a discriminare di chi fidarsi. E tuttavia importante rassicurarlo,facendogli sentire che la famiglia e gli educatori vigilano su di lui. Aiutare il minore a raccontare cosa ha visto e provato davanti agli stimoli porno e pedopornografici e a rassicurarlo, fornendogli delle chiavi di lettura possibili, adeguate alletà.

35 Spiegare che limportante, nella sessualità, a qualsiasi età, è il consenso reciproco (anche un semplice bacio, se non desiderato,può rappresentare una violenza) ed il rispetto della persona. Questo consente al bambino o ragazzo di interpretare come inadeguate molte immagini di pornografia e soprattutto di pedo-pornografia. Spiegare che il sesso non è lunico modo per entrare in relazione affettivamente, che ci sono tanti modi per volersi bene e per comunicarselo. Chiedere aiuto ai professionisti dellinfanzia quando ci si trova in difficoltà, per farsi aiutare nel ruolo di genitore/educatore o per supportare eventualmente il minore.

36 In sintesi, la reazione del minore e leffettivo rischio di essere adescato dipendono dallequilibrio psichico del soggetto, dal suo rapporto con la famiglia, dal contesto sociale più o meno protettivo, da quanto cioè egli cercherà di soddisfare virtualmente bisogni che dovrebbero invece ricevere adeguata risposta nella vita reale e da quanto egli riuscirà a rivolgersi ai genitori o agli educatori per chiedere conforto e chiarimento. Il minore risulterà fragile e sensibile allofferta di ascolto e amicizia del potenziale abusante tanto più quanto più il mondo degli adulti che lo guidano in termini affettivi ed educativi sarà assente o carente. Questo vale anche per ladolescente, sebbene il rapporto con la famiglia si basi più sul dialogo e sulla fiducia e meno, come per il bambino, sulla protezione in senso stretto. Limportante è che la famiglia e la scuola svolgano la loro primaria funzione di agenzie educative, di questi tempi in difficoltà, soprattutto di fronte alla TV che oggi non si limita più ad amplificare i fatti che accadono nel mondo, bensì propone valori e modelli di comportamento. Sosteniamo un approccio multi disciplinare, che trova la sua base nelleducazione socio affettiva del minore da parte della famiglia e della scuola, nellalfabetizzazione informatica dei genitori e degli educatori, nella sollecitazione nel minore di capacità critiche nellutilizzo di Internet, nello sviluppo di nuove tecnologie atte a regolamentare il web, nellimpegno delle istituzioni per la tutela e la promozione dei diritti dei minori.

37 Bambini abusati, percossi, sfruttati, offesi, traumatizzati, abbandonati. Ragazzi che tentano il suicidio, che fuggono da casa, o che si trovano in condizioni di disagio per l'uso di alcol, droga o farmaci. E ancora che subiscono aggressioni o sono vittime del "bullismo". Di questi e altri casi si occupa "114, emergenza infanzia", un numero di pubblica utilità voluto dai ministeri delle Comunicazioni, delle Pari Opportunità, del Lavoro e Politiche Sociali e gestito da Telefono azzurro. Un servizio attivo 24 ore su 24 che si rivolge a tutti i cittadini, ai minori in difficoltà e a qualunque organizzazione coinvolta nella tutela di bambini e adolescenti.

38 Un accordo tra il Viminale e Telefono azzurro potenzia il numero emergenza infanzia 114: il servizio che inizialmente era attivo solo in Lombardia, Veneto e Sicilia, dal 1 gennaio 2006 è operativo in tutta Italia. Di fatto si vuole creare una rete di protezione intorno a bambini e ragazzi che permetta lo scambio di informazioni e interventi operativi coordinati, perché come sottolinea il ministro dellInterno Giuseppe Pisanu "la collaborazione tra istituzioni è condizione necessaria ma non sufficiente, perché mai come in questi casi la chiave di volta sta nella collaborazione pubblico-privato, cioè tra le amministrazioni pubbliche e le istituzioni spontanee della società". Il sistema sicurezza per essere efficace deve infatti "poter contare sulla collaborazione di tutti", ha ribadito il ministro Pisanu.

39 E' possibile segnalare situazioni a rischio via Internet (www.114.it) o telefonando al 114: un operatore con una formazione specifica risponderà e si attiverà immediatamente nell'emergenza, ma si occuperà anche degli sviluppi della situazione. Un servizio di "rete" che presuppone la collaborazione di tutte le istituzioni che gestiscono le fasi critiche: tra queste non potevano mancare le forze dell'ordine. Impegnati da sempre in prima linea, in questi ultimi anni le Forze dellOrdine hanno sviluppato una cultura che privilegia la prevenzione soprattutto verso le fasce "deboli". Tra queste i bambini rappresentano le vittime ideali per personaggi privi di scrupoli. Da qui nasce un'attenzione particolare per la tutela dei minori e la lotta alla pedofilia.www.114.it

40 Hanno unetà compresa tra 0 e 14 anni, sono di nazionalità italiana e, nella maggior parte dei casi, conoscono la persona che li molesta, spesso appartenente al nucleo familiare o ad esso vicina. Questa la fotografia dei minori vittime di abusi sessuali emersa dai dati della Direzione Centrale della polizia criminale. Le informazioni, provenienti dalle segnalazioni giunte agli uffici o ai Comandi delle Forze di Polizia, fanno parte di un database nel quale vengono inserite tutte le notizie riguardanti la vittima del reato. Questo ha permesso di tracciare un quadro ben definito del fenomeno secondo alcuni criteri specifici: nazionalità delle vittime e dei loro aggressori, fascia di età dei bambini abusati e distribuzione territoriale.


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