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1 Incontri mensili con il clero della Diocesi di Caserta Anno pastorale 2013-2014 Anno pastorale 2013-2014.

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1 1 Incontri mensili con il clero della Diocesi di Caserta Anno pastorale Anno pastorale

2 2 Agenda degli appuntamenti mensili 29/10/01329/10/013 Quale Chiesa? Lecclesiologia del Vaticano II° per la nuova evangelizzazione.Antefatti e cammino pastorale della Chiesa in Italia. Quale Chiesa? Lecclesiologia del Vaticano II° per la nuova evangelizzazione. Antefatti e cammino pastorale della Chiesa in Italia. 26/11/1326/11/13 Quale carità. Presupposti biblico-teologici della carità. Contesto e bisogni che interpellano il magistero e la pastorale della Chiesa oggi. 17/12/01317/12/013 La Caritas come organismo pastorale con prevalente funzione pedagogica. Il magistero del dopo Concilio. 28/01/01428/01/014 Lavoro in gruppi di confronto che riflettono sulle tematiche evidenziate negli incontri precedenti.

3 3 Agenda degli appuntamenti mensili 25/02/01425/02/014 Il metodo pastorale Caritas ascoltare, osservare e discernere, per animare la comunità alla testimonianza della carità. 25/03/1425/03/14 Il ministero sacerdotale per educarci ed educare allindissolubile intreccio tra fede e carità. 24/04/01424/04/014 Esemplificazioni dellazione della Chiesa per educarci a vivere la carità, rispondendo a molteplici bisogni. 28/05/01428/05/014 La fede che si fa servizio in rapporto ai diversi volti da incontrare.

4 4 I° Parte Una scelta strategica per una conversione alla pastorale della carità: la Caritas II° Parte Punti focali del magistero da Paolo VI a Papa Francesco per educare alla carità III° Parte La Caritas: organismo pastorale per animare alla testimonianza della carità la comunità e il territorio

5 5 Passaggio da associazioni caritative alla CARITAS

6 6 Necessità di strumentarsi per educare alla carità Dal 43 al 70 in Italia ha operato la P.O.A. a livello nazionale, le O.D.A. a livello diocesano, come strumento caritativo per far giungere ai singoli e alle famiglie gli aiuti nel periodo della guerra e della ricostruzione.Dal 43 al 70 in Italia ha operato la P.O.A. a livello nazionale, le O.D.A. a livello diocesano, come strumento caritativo per far giungere ai singoli e alle famiglie gli aiuti nel periodo della guerra e della ricostruzione. Nel 70 Paolo VI scioglie la P.O.A., avendo storicamente esaurito il suo compito e sollecita la CEI ad istituire un proprio organismo pastorale per la promozione della testimonianza della carità, ispirato alle linee indicate dal Con. Vat. II.Nel 70 Paolo VI scioglie la P.O.A., avendo storicamente esaurito il suo compito e sollecita la CEI ad istituire un proprio organismo pastorale per la promozione della testimonianza della carità, ispirato alle linee indicate dal Con. Vat. II. Con decreto del 2 luglio 1971 la CEI istituisce la Caritas italiana. A livello diocesano, la decisone di istituire la Caritas veniva lasciata ai vescovi.Con decreto del 2 luglio 1971 la CEI istituisce la Caritas italiana. A livello diocesano, la decisone di istituire la Caritas veniva lasciata ai vescovi.

7 7 La Caritas: frutto del Concilio Vat. II In risposta alle esigenze di una società complessa e in continuo cambiamento,In risposta alle esigenze di una società complessa e in continuo cambiamento, Tenendo conto delle indicazioni del Concilio Vaticano IITenendo conto delle indicazioni del Concilio Vaticano II I Vescovi italiani, accogliendo lindicazione di Paolo VI, promuovono nelle proprie diocesi –la Caritas diocesana come organismo pastorale che utilizza un metodo di lavoroutilizza un metodo di lavoro degli strumenti pastorali: CdA, OPR, Lab.degli strumenti pastorali: CdA, OPR, Lab. con lobiettivo di con lobiettivo di educare a condividere, a ripensare stili di vita personali e familiari, a mettere a disposizione le proprie risorse (tempo, competenze, professionalità…) per essere segno di quellamore solidale, che ci rende tutti responsabili di tutti.

8 8 8 Le specificità della Caritas fissate nello Statuto 1. IDENTITA cfr. Statuto Caritas Italiana Art. 1 ORGANISMO PASTORALE che opera: –per promuovere la testimonianza della carità della comunità cristiana, –in forme consone ai bisogni, –in vista dello sviluppo integrale delluomo, della giustizia sociale e della pace –con particolare attenzione agli ultimi –con prevalente funzione pedagogica. 2. MANDATO cfr. Statuto Caritas Italiana Art. 3 –tradurre (il senso di carità) in interventi concreti con carattere promozionale in collaborazione con i Vescovi –realizzare studi e ricerche sui bisogni per aiutare a scoprirne le cause –curare il coordinamento delle iniziative e delle opere caritative di ispirazione cristiana –promuovere il volontariato –favorire la formazione degli operatori pastorali –indire, organizzare e coordinare interventi di emergenza –contribuire allo sviluppo umano e sociale dei Paesi in via di sviluppo –stimolare lazione delle istituzioni civili ed una adeguata legislazione.

9 9 9 Ciò che è diventato peculiare per la Caritas 3. DESTINATARI : i poveri, la comunità, il territorio/mondo La Caritas cerca di tenere sempre presente che: –prima del bisogno, dellemergenza, ci sono le persone che vivono queste condizioni ed hanno necessità di essere ascoltate, incontrate, considerate ed aiutate (poveri); –cè la comunità che va educata allattenzione verso chi è in difficoltà, responsabilizzandola a sentire che laltro le appartiene, è parte di sé (Chiesa); –ci sono precisi contesti, dentro cui le persone vivono, che richiedono discernimento e uno sguardo ampio, globale (territorio/mondo). Pertanto,i valori della condivisione, dellaccompagnamento, della partecipazione, si concretizzano in misura in cui, con una costante azione di animazione, la comunità cresce nella consapevolezza di esseresoggetto di una carità testimoniata, nei riguardi di ogni persona, vicina e lontana, da vedere con amore gratuito e totale. Pertanto, i valori della condivisione, dellaccompagnamento, della partecipazione, si concretizzano in misura in cui, con una costante azione di animazione, la comunità cresce nella consapevolezza di essere soggetto di una carità testimoniata, nei riguardi di ogni persona, vicina e lontana, da vedere con amore gratuito e totale. Tutto ciò evangelizza, perchè manifesta in modo credibile, con segni e fatti dentro la storia, lamore di Dio per ogni persona.

10 10 Ciò che è diventato peculiare per la Caritas 4. Assunzione di un metodo Nel contesto sociale molto complesso ed in continuo cambiamento, il metodo pastoraledellascoltareosservaree discernereperanimare assunto dalla Caritas, risulta efficace perché, utilizzando anche luoghi e strumenti specifici per lascolto (il CdA), losservazione (lOPR) e il discernimento/animazione (il L p C), permette di partire dalla realtà e dare sistematicità, organicità e concretezza al lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento delle comunità. Nel contesto sociale molto complesso ed in continuo cambiamento, il metodo pastorale dellascoltare, osservare e discernere per animare, assunto dalla Caritas, risulta efficace perché, utilizzando anche luoghi e strumenti specifici per lascolto (il CdA), losservazione (lOPR) e il discernimento/animazione (il L p C), permette di partire dalla realtà e dare sistematicità, organicità e concretezza al lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento delle comunità. 5.Lavoro in equipe Per raggiungerei destinatari (poveri, chiesa, mondo), Per raggiungere i destinatari (poveri, chiesa, mondo), per promuovere ed utilizzare opportunamente gli strumenti dellascolto, dellosservazione e del discernimento per progettare e realizzare percorsi formativi e azioni, si è colto il valore del lavoro in equipe che permette: –il coinvolgimento di soggetti appartenenti ad ambiti diversi e con competenze diverse, –il raggiungimento ed il coinvolgimento della comunità e delle istituzioni, –la realizzazione di una pastorale progettuale e integrata, fornire risposte, indicazioni e servizi con maggiore efficacia.

11 11 Ciò che è diventato peculiare per la Caritas 6.Attenzione alla formazione In questi decenni, la Caritas ha tenuto sempre al primo posto la formazione. Partendo dal corso più orientato alla trasmissione del sapere è seguita lesigenza di formare al saper fare per volontari e operatori, e alsaper essere animatori pastorali, in modo che, a partire da qualsiasi ambito di intervento, si possa animare al senso della carità la comunità e il territorio. Partendo dal corso più orientato alla trasmissione del sapere è seguita lesigenza di formare al saper fare per volontari e operatori, e al saper essere animatori pastorali, in modo che, a partire da qualsiasi ambito di intervento, si possa animare al senso della carità la comunità e il territorio. 7.La pastorale della carità Linsieme di attenzione ai tre destinatari: poveri, chiesa, mondo lutilizzo del metodo di lavoro con gli appositi strumenti, il promuovere azioni che coniuganoemergenza e quotidianità, il promuovere azioni che coniugano emergenza e quotidianità, lindividuazione di percorsi che portino ad una testimonianza della carità assunta responsabilmente dalla comunità, è pastorale della carità.

12 12 Ciò che è diventato peculiare per la Caritas 8.La progettazione pastorale partecipata a Caritas ha maturato la convinzione di evitare che lintervento di aiuto risulti episodico e la promozione e lanimazione siano estemporanee La Caritas ha maturato la convinzione di evitare che lintervento di aiuto risulti episodico e la promozione e lanimazione siano estemporanee. La progettazione pastorale, permette di evitare improvvisazione e provvisorietà, rendendo organico, continuativo e fruttuoso quanto si realizza, perché richiede di: –partire da una serie di elementi conoscitivi –fissare gli obiettivi –prevedere tempi, risorse e soggetti da coinvolgere –metodi da utilizzare ed azioni da promuovere –verifiche periodiche da compiere.

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14 14 Paolo VIhaindicato le linee della Caritas Paolo VI ha indicato le linee della Caritas Paolo VI commentando lo Statuto nel 1972in occasione del primo convegno delle Caritas, indicava le linee orientative sulle quali la Caritas si è mossa in questi anni: Centralità della carità.Centralità della carità. La carità per la Chiesa banco di prova della sua credibilità nel mondo. Ruolo istituzionale della CaritasRuolo istituzionale della Caritas La Caritas come unico strumento ufficialmente riconosciuto, per promuovere, coordinare e potenziare le attività assistenziali La Caritas come strumento, per promuovereLa Caritas come strumento, per promuovere –La carità sempre necessaria, come stimolo e completamento della giustizia. –Una crescita del Popolo di Dio, non è concepibile senza una maggior presa di coscienza da parte di tutta la comunità delle proprie responsabilità nei confronti dei bisogni dei suoi membri.

15 15 Da Paolo VI a Papa Francesco Papa Francesco, il 16 maggio scorso, ricevendo il comitato esecutivo di Caritas Internationalis, ha affermato:«La Caritas è come la carezza della Madre Chiesa ai suoi figli; la tenerezza, la vicinanza».Papa Francesco, il 16 maggio scorso, ricevendo il comitato esecutivo di Caritas Internationalis, ha affermato:«La Caritas è come la carezza della Madre Chiesa ai suoi figli; la tenerezza, la vicinanza». Più avanti aggiungeva:«La ricercaPiù avanti aggiungeva: «La ricerca della verità e lo studio della verità cattolica sono altre dimensioni importanti della Chiesa, se la facciano i teologi. La Caritas è lamore della Madre Chiesa, che si avvicina, accarezza, ama… Voi siete parte essenziale della Chiesa,… listituzione dellamore della Chiesa, giacché una Chiesa senza carità non esiste».

16 16 LEvangelii gaudium trasuda carità Dalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei più abbandonati della società (EG n. 186).Dalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei più abbandonati della società (EG n. 186). E sufficiente scorrere le Scritture per scoprire come il Padre buono desidera ascoltare il grido dei poveri: «Ho osservato la miseria del mio popolo…e ho udito il suo grido» (Es 3,7). (EG n. 187).E sufficiente scorrere le Scritture per scoprire come il Padre buono desidera ascoltare il grido dei poveri: «Ho osservato la miseria del mio popolo…e ho udito il suo grido» (Es 3,7). (EG n. 187). La Chiesa, guidata dal Vangelo della misericordia e dallamore allessere umano, ascolta il grido per la giustizia e desidera rispondervi con tutte le sue forze (EG, n. 188)La Chiesa, guidata dal Vangelo della misericordia e dallamore allessere umano, ascolta il grido per la giustizia e desidera rispondervi con tutte le sue forze (EG, n. 188)

17 17 Il posto privilegiato dei poveri Nel cuore di Dio cè un posto preferenziale per i poveri, tanto che Egli stesso «si fece povero» (2Cor 8,9). (EG, n. 197).Nel cuore di Dio cè un posto preferenziale per i poveri, tanto che Egli stesso «si fece povero» (2Cor 8,9). (EG, n. 197). Per la Chiesa lopzione preferenziale per i poveri è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica. Dio concede loro la sua prima misericordia.Per la Chiesa lopzione preferenziale per i poveri è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica. Dio concede loro la sua prima misericordia. Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi sentimenti di Gesù» (Fl 2,5).Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi sentimenti di Gesù» (Fl 2,5). Ispirata da essa, la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri intesa come unaIspirata da essa, la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri intesa come una forma speciale di primazia nellesercizio della carità cristiana, della quale dà testimonianza tutta la tradizione della Chiesa (EG, 198)

18 18 Una scelta preferenziale nella giusta direzione Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e di assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto unazione rivolta allaltro considerandolo come ununica cosa con se stesso.Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e di assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto unazione rivolta allaltro considerandolo come ununica cosa con se stesso. Questa attenzione damore è linizio di una vera preoccupazione per la sua persona (EG, n. 199).Questa attenzione damore è linizio di una vera preoccupazione per la sua persona (EG, n. 199). La peggiore discriminazione di cui soffrono i poveri è la mancanza di attenzione spirituale (EG, 200).La peggiore discriminazione di cui soffrono i poveri è la mancanza di attenzione spirituale (EG, 200). Nessuno dovrebbe dire che si mantiene lontano dai poveri perché le sue scelte di vita comportano di prestare più attenzione ad altre incombenze (EG, 201).Nessuno dovrebbe dire che si mantiene lontano dai poveri perché le sue scelte di vita comportano di prestare più attenzione ad altre incombenze (EG, 201).

19 19 Lazione Caritas: principio di fondo Finalità dellazione della Caritas,come organismo pastorale, Finalità dellazione della Caritas, come organismo pastorale, èlevangelizzazione, lannuncio di Cristo e del suo Vangelo di liberazione, di salvezza, con segni, azioni, progettualità, è levangelizzazione, lannuncio di Cristo e del suo Vangelo di liberazione, di salvezza, con segni, azioni, progettualità, la cui accoglienza provoca cambiamento –negli stili e nelle scelte di vita dei singoli e delle comunità, promuove –forme diffuse di responsabilità e partecipazione, –impegno e varietà di servizi di carità, in risposta ai bisogni. Di conseguenza, non coincide con il segretariato sociale o con la creazione di un servizio, ma nel contribuire a creare coscienza, partecipazione, corresponsabilità, per una comunità solidale.

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21 21 21q IN DIOCESI Lequipe della Caritas diocesana,Lequipe della Caritas diocesana, utilizza conprogettualitàil metodoascoltare, osservare, discernere e i relativi luoghi- strumenti (CdA, OPR, LAB. Prom. Caritas); utilizza con progettualità il metodo ascoltare, osservare, discernere e i relativi luoghi- strumenti (CdA, OPR, LAB. Prom. Caritas); promuove azioniper animare alla testimonianza linteraChiesa locale;promuove azioni per animare alla testimonianza lintera Chiesa locale; collabora con gli altri Uffici pastorali in vista di una pastorale unitaria;collabora con gli altri Uffici pastorali in vista di una pastorale unitaria; cura la formazione degli operatori;cura la formazione degli operatori; è a servizio delle Parrocchie, attraverso illaboratorio,perché sorgano rafforzino Caritas parrocchialisi crei una diffusa rete di solidarietà.è a servizio delle Parrocchie, attraverso il laboratorio, perché sorgano o si rafforzino le Caritas parrocchiali, in modo che si crei una diffusa rete di solidarietà. Equipe Caritas Diocesana laboratorio Car. Pa. CdAOPR Vescovo Uffici di curia

22 22 SUL TERRITORIO Lequipe della Caritas diocesana, rileva situazioni di povertà e risorse, per promuove risposte a bisogni disattesi;rileva situazioni di povertà e risorse, per promuove risposte a bisogni disattesi; dialogacon gli Uffici delle pubbliche istituzioni;dialoga con gli Uffici delle pubbliche istituzioni; è presente nei tavoli dove si progettano le politiche sociali e si redigono i piani sociali di zona;è presente nei tavoli dove si progettano le politiche sociali e si redigono i piani sociali di zona; promuove azioniper animare alla testimonianza linteroterritorio;promuove azioni per animare alla testimonianza lintero territorio; cura unazione di rete tra le associazioni caritative e di volontariato;cura unazione di rete tra le associazioni caritative e di volontariato; svolge, al momento opportuno, unazione di denuncia di situazioni di ingiustizia e abbandono.svolge, al momento opportuno, unazione di denuncia di situazioni di ingiustizia e abbandono.

23 23 IN PARROCCHIA La Caritas parrocchiale,cuore che vede sul territorio, La Caritas parrocchiale, cuore che vede sul territorio, utilizzautilizza con progettualità il ascoltare, osservare, discernere, il metodo ascoltare, osservare, discernere, promuovepromuove azioni e percorsi per animare e formare, attuatestimonianza della caritàdentro la comunità stessa e sul territorio,attua la testimonianza della carità dentro la comunità stessa e sul territorio, proponendo stili di vita improntati a sobrietà, laccoglienza solidale, lapertura alla diversità, la relazione gratuita, puntando ad unacomunità TUTTA capace diannunciare, celebraree testimoniare il Vangelo con parole e segni credibili. puntando ad una comunità TUTTA capace di annunciare, celebrare e testimoniare il Vangelo con parole e segni credibili.

24 24 DISTINGUERE TRA CARITAS PARROCCHIALE eGRUPPI che operano in specifici ambiti e propongono esperienze caritative

25 25 Capire le differenze tra Il Gruppo caritativoIl Gruppo caritativo –È spontaneo –Nasce ed opera in risposta a specifici bisogni. –E finalizzato a svolgere e gestire precise azioni di assistenza, agendo direttamente sulle situazioni e sulle persone (viste domiciliari, doposcuola, servizi vari…). –E frutto dellazione dello Spirito che dona i suoi carismi per lutilità comune. La Caritas parrocchialeLa Caritas parrocchiale –È un organismo pastorale, allinterno del Consiglio pastorale –Ascolta, osserva e rileva le varie realtà di bisogno. –Ha il duplice scopo di rispondere al bisogno e promuovere un coinvolgimento il più ampio possibile della comunità, con stile progettuale. –Anima e mette in rete i vari grippi caritativi e di volontariato e ne promuove di nuovi.

26 26 Lanno liturgico ci offre importanti opportunità da valorizzare in senso pedagogico, soprattutto nei tempi di:Lanno liturgico ci offre importanti opportunità da valorizzare in senso pedagogico, soprattutto nei tempi di: –Avvento per una fraterna e particolare attenzione ai bisogni dei fratelli. –Quaresima:per dare attenzione ai vari aspetti della pastorale della carità ed educarsi alla condivisione. –Quaresima: per dare attenzione ai vari aspetti della pastorale della carità ed educarsi alla condivisione. Giornata della carità, da celebrare in una domenica Giornata della carità, da celebrare in una domenica.

27 27 SERVIZIO CIVILESERVIZIO CIVILE SOSTEGNO A PROGETTI DI SVILUPPO IN OCASONE DIPRIME COMUNIONI, CRESIME E FUNERALISOSTEGNO A PROGETTI DI SVILUPPO IN OCASONE DI PRIME COMUNIONI, CRESIME E FUNERALI CESSIONE DI UNA PERCENTUALE DEL PROPRIO STIPENDIOPER SOSTENERE SISTEMATICAMENTE SERVIZI ED INTERVENTI DI RIABILITAZIONECESSIONE DI UNA PERCENTUALE DEL PROPRIO STIPENDIO PER SOSTENERE SISTEMATICAMENTE SERVIZI ED INTERVENTI DI RIABILITAZIONE ADOZIONE A DISTANZADI BAMBINI, ANZIANI, FAMIGLIE IN DIFFICOLTAADOZIONE A DISTANZA DI BAMBINI, ANZIANI, FAMIGLIE IN DIFFICOLTA COLLABORAZIONE CON I SERVIZI SOCIALI USL E COMUNECOLLABORAZIONE CON I SERVIZI SOCIALI USL E COMUNE OFFERTA DEL PROPRIO TEMPO e delle PROPRIE COMPETENZE PROFESSIONALIALLINTERNO DI SPECIFICI SERVIZI (C.d. A., Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, Centri di accoglienza, mensa…)OFFERTA DEL PROPRIO TEMPO e delle PROPRIE COMPETENZE PROFESSIONALI ALLINTERNO DI SPECIFICI SERVIZI (C.d. A., Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, Centri di accoglienza, mensa…) PROMOZIONE DEL VOLONTARIATOASSOCIATIVO.PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO ASSOCIATIVO.

28 28 Oggi nessuno ha veramente bisogno...Oggi nessuno ha veramente bisogno... Questa gente ci marcia... tornino a casa loroQuesta gente ci marcia... tornino a casa loro Vadano a lavorare ( ma chi assumerebbe un ex…, uno zingaro... e per quale lavoro?)Vadano a lavorare ( ma chi assumerebbe un ex…, uno zingaro... e per quale lavoro?) Chiedano lavoro ai vari sportelli di orientamento al lavoro (e quale lavoro di questi tempi?)Chiedano lavoro ai vari sportelli di orientamento al lavoro (e quale lavoro di questi tempi?) Si attivino i Servizi Sociali per una erogazione una tantum...Si attivino i Servizi Sociali per una erogazione una tantum... Non ho tempo, ho da pensare alle tante esigenze della mia famiglia…Non ho tempo, ho da pensare alle tante esigenze della mia famiglia… Si rimbocchino le maniche e facciano come abbiamo fatto noi…Si rimbocchino le maniche e facciano come abbiamo fatto noi…

29 29 Sviluppanuova fantasia della caritàcon stile evangelico Sviluppa una nuova fantasia della carità con stile evangelico (Cf. NMI nn.50-52) Promuove la capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, perché laiuto siafraterna condivisione, non obolo umiliante, creando una rete di supporto.Promuove la capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, perché laiuto sia fraterna condivisione, non obolo umiliante, creando una rete di supporto. Opera perché i poveri si sentano in ogni comunità cristiana come «a casa loro».Opera perché i poveri si sentano in ogni comunità cristiana come «a casa loro». Propone di impegnarsi per il rispetto della vita di ciascun essere umanoPropone di impegnarsi per il rispetto della vita di ciascun essere umano Presenta una carità che si fa servizio alla cultura, alla politica, alleconomia, alla famiglia, perché vengano rispettati i principi dai quali dipende il destino della persona.Presenta una carità che si fa servizio alla cultura, alla politica, alleconomia, alla famiglia, perché vengano rispettati i principi dai quali dipende il destino della persona. Rifugge dalla tentazione di ridurre le comunità cristiane ad agenzie sociali.Rifugge dalla tentazione di ridurre le comunità cristiane ad agenzie sociali. Rifiuta una spiritualità intimistica e individualistica.Rifiuta una spiritualità intimistica e individualistica. Favorisce la responsabilizzazione: io ti do, ma tu fai la tua parteFavorisce la responsabilizzazione: io ti do, ma tu fai la tua parte Sollecita a diventare fermento vitale in un contesto adagiato nel proprio benessere.Sollecita a diventare fermento vitale in un contesto adagiato nel proprio benessere.

30 30 Un grembiule ritagliato dalla stola Si alzò da tavola, depose le vesti, si cinse un asciugatoio.Si alzò da tavola, depose le vesti, si cinse un asciugatoio. E limmagine della Chiesa del grembiule che non totalizza indici altissimi di consenso, perché il ritratto meglio riuscito di Chiesa sembra essere quello che la rappresenta con il lezionario in mano, o con la casula addosso. Però è limmagine più bella, direi più consona al linguaggio biblico, sul modello di Gesù che si alzò da tavola, depose le vesti si cinse un grembiule e si mise a lavare i piedi (Mons. Tonino Bello).

31 31 Per un lavoro di confronto il 28/01/014 Quale Chiesa stiamo realizzando sul nostro territorio, considerando le indicazioni del Concilio Vat. II (LG e GS) e tenendo conto dellaffermazione dei vescovi nella Nota pastorale Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia al n. 6:Quale Chiesa stiamo realizzando sul nostro territorio, considerando le indicazioni del Concilio Vat. II (LG e GS) e tenendo conto dellaffermazione dei vescovi nella Nota pastorale Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia al n. 6: I consueti percorsi di trasmissione della fede, risultano in non pochi casi impraticabili, per cui non si può dare per scontato che si sappia chi sia Gesù Cristo, che si conosca il Vangelo, che si abbia una qualche esperienza di Chiesa? Come anche, nello stesso documento i vescovi ci indicano della pastorale di oggi, due possibili derive da evitare:Come anche, nello stesso documento i vescovi ci indicano della pastorale di oggi, due possibili derive da evitare: Fare della parrocchia una comunità «autoreferenziale» in cui ci si accontenta di trovarsi bene insieme.Fare della parrocchia una comunità «autoreferenziale» in cui ci si accontenta di trovarsi bene insieme. Percepire la parrocchia come «centro di servizi» per lamministrazione dei sacramenti, che dà per scontata la fede in quanti li richiedono.Percepire la parrocchia come «centro di servizi» per lamministrazione dei sacramenti, che dà per scontata la fede in quanti li richiedono. Quanto queste derive sono presenti nella nostra pastorale?Quanto queste derive sono presenti nella nostra pastorale?

32 32 Per un lavoro di confronto il 28/01/014 Quale carità promuoviamo con la nostra pastorale, in modo che La fede che si rende operosa per mezzo della carità (Gal 5,6) diventa un nuovo criterio di pensare e di agire che cambia tutta la vita della persona (Porta fidei, n. 6)?Quale carità promuoviamo con la nostra pastorale, in modo che La fede che si rende operosa per mezzo della carità (Gal 5,6) diventa un nuovo criterio di pensare e di agire che cambia tutta la vita della persona (Porta fidei, n. 6)? Quali priorità indica la carità nelle scelte e nella progettazione pastorale in diocesi?Quali priorità indica la carità nelle scelte e nella progettazione pastorale in diocesi? Come i modelli trinitario, cristologico e agapico possono sostanziare le scelte e le azioni pastorali della Chiesa locale? (CF. Novo millennio ineunte n. 43).Come i modelli trinitario, cristologico e agapico possono sostanziare le scelte e le azioni pastorali della Chiesa locale? (CF. Novo millennio ineunte n. 43). Quanto leucaristia domenicale alimenta agape, diakonia e koinonia, per educare la comunità ad essere casa e scuola di comunione, attraverso forme di condivisione, vicinanza e prossimità nella quotidianità?Quanto leucaristia domenicale alimenta agape, diakonia e koinonia, per educare la comunità ad essere casa e scuola di comunione, attraverso forme di condivisione, vicinanza e prossimità nella quotidianità? Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri… questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo (Evangelii gaudium, n. 187).Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri… questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo (Evangelii gaudium, n. 187).

33 33 Per un lavoro di confronto il 28/01/014 Quale ministero esercitiamo allinterno della nostra Chiesa locale.Quale ministero esercitiamo allinterno della nostra Chiesa locale. Il Vaticano II con due documenti (OT e PO) ha evidenziato il ruolo specifico del sacerdote, in rapporto alla carità/comunione. Lo indica in una triplice forma:Lo indica in una triplice forma: –Presidenza della Parola, da esprimere con la predicazione e la vita. –Presidenza della liturgia, esercitando il ministero della salvezza per mezzo dei Sacramenti. –Presidenza della carità »Cercando Cristo negli ultimi »Essendo coloro che conducono a unità i carismi e i ministeri, dopo averli scoperti e promossi, a servizio dellunità della Chiesa. Quanto il nostro ministero sacerdotale è caratterizzato dalla cura e dallesercizio di tutti e tre questi aspetti?Quanto il nostro ministero sacerdotale è caratterizzato dalla cura e dallesercizio di tutti e tre questi aspetti?

34 34 Per un lavoro di confronto il 28/01/014 Nel contesto di oggi, convivono più tipi di povertà: povertà materiali, povertà relazionali, povertà di senso,povertà multidimensionali, povertà temporanee e povertà estreme. povertà materiali, povertà relazionali, povertà di senso, povertà multidimensionali, povertà temporanee e povertà estreme. Inoltre, le cifre dellecomafia nel corso del 2012 sono impressionanti : –Fatturato di circa 16,7 miliardi –Reati accertati: –Persone denunciate: –Sequestri effettuati: –Reati concentrati per il 45,7% nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Sicilia, Calabria, Puglia Dalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei più abbandonati della società (EG n. 186). Quanto il nostro servizio pastorale è caratterizzato da consapevolezza e impegno nei riguardi delle diverse forme di povertà?Quanto il nostro servizio pastorale è caratterizzato da consapevolezza e impegno nei riguardi delle diverse forme di povertà? La Caritas diocesana e parrocchiale, organismo pastorale con prevalente funzione pedagogica, è fedele alla sua identità o si accontenta di fare assistenza ed essere strumento erogatore di servizi?La Caritas diocesana e parrocchiale, organismo pastorale con prevalente funzione pedagogica, è fedele alla sua identità o si accontenta di fare assistenza ed essere strumento erogatore di servizi?

35 35 Per un lavoro di confronto il 28/01/014 Nel cuore di Dio cè un posto preferenziale per i poveri, tanto che Egli stesso «si fece povero»(2Cor 8,9). (EG, n. 197).Nel cuore di Dio cè un posto preferenziale per i poveri, tanto che Egli stesso «si fece povero» (2Cor 8,9). (EG, n. 197). Per la Chiesa lopzione preferenziale per i poveri è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica. Dio concede loro la sua prima misericordia.Per la Chiesa lopzione preferenziale per i poveri è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica. Dio concede loro la sua prima misericordia. Quanto questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi sentimenti di Gesù» (Fl 2,5)?.Quanto questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi sentimenti di Gesù» (Fl 2,5)?. La nostra Chiesa locale ha fatto una opzione per i poveri intesa come una forma speciale di primazia nellesercizio della carità cristiana? Con quali modalità?(Cf. EG, 198).La nostra Chiesa locale ha fatto una opzione per i poveri intesa come una forma speciale di primazia nellesercizio della carità cristiana? Con quali modalità?(Cf. EG, 198). Nessuno dovrebbe dire che si mantiene lontano dai poveri perché le sue scelte di vita comportano di prestare più attenzione ad altre incombenze (EG, 201).Nessuno dovrebbe dire che si mantiene lontano dai poveri perché le sue scelte di vita comportano di prestare più attenzione ad altre incombenze (EG, 201). La nostra pastorale ritiene forse primarie certe incombenze in rapporto alla scelta preferenziale per i poveri?La nostra pastorale ritiene forse primarie certe incombenze in rapporto alla scelta preferenziale per i poveri?

36 36 Per concludere… E importante prendere consapevolezza di questo aspetto, per animare la comunità e il territorio in risposta al le più diverse situazioni della vita Deus caritas est n. 32c n. 32c


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