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Economia Aziendale Anno Accademico 2012/2013 Prof. Gianfranco Cavazzoni Dipartimento Discipline Giuridiche ed Aziendali Università degli Studi di Perugia.

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1 Economia Aziendale Anno Accademico 2012/2013 Prof. Gianfranco Cavazzoni Dipartimento Discipline Giuridiche ed Aziendali Università degli Studi di Perugia 1

2 Limpresa è un SISTEMA Caratteristiche del sistema dimpresa: SOCIALE: organismo di persone, istituzione del mondo civile TELEOLOGICO: limpresa non è un fenomeno spontaneo, ma è creata dalluomo per fini delluomo APERTO: in continuo e vicendevole scambio con lambiente DINAMICO: in continuo cambiamento e costante evoluzione Limpresa come sistema coordinazione e combinazione di risorse ricondotte ad unità in relazione al fine da perseguire 2

3 La gestione è Peculiarità: Ogni operazione è correlata nel tempo e nello spazio con le altre operazioni Una operazione in sé considerata è priva di significato economico compiuto La gestione è unica e unitaria nel tempo e spazio La separazione in periodi temporali è una astrazione Il fine è il profitto o meglio la creazione di valore La gestione dimpresa un complesso coordinato di operazioni, fra loro complementari ed interdipendenti, compiute per il raggiungimento di un fine comune 3

4 Limpresa, quale sistema, è scomponibile in più sub-sistemi: AREE FUNZIONALI 1. Pianificazione, programmazione e controllo 2. Organizzazione del personale 3. Finanza 4. Produzione 5. Marketing 6. Ricerca e sviluppo 7. Sistema informativo Tali aree possono essere raggruppate in: caratteristiche: riguardano loggetto tipico di attività (n. 4, n. 5 e n. 6) integrative: di supporto alle prime, rendono disponibili determinate risorse indispensabili (n. 2 e n. 3) di controllo: momenti unificanti il sistema (n.1 e n. 7) Il sistema dimpresa e le aree funzionali 4

5 Schema logico delle aree funzionali Pianificazione, programmazione e controllo Produzione Organizzazione del personale Finanza MarketingRicerca & Sviluppo Sistema informativo 5

6 LE AREE FUNZIONALI PIANIFICAZIONE PROGRAMMAZIONE CONTROLLO RICERCA & SVILUPPO MARKETING PERSONALEFINANZA PRODUZIONE Sistema informativo 6

7 Obiettivo Stabilire i fini da raggiungere, predisporre i mezzi e le risorse, controllare leffettivo raggiungimento Pianificazione E un insieme di piani, riferiti al medio e lungo periodo, che individua la strategia di impresa E innovativa, prevede cambiamenti delle strutture in senso quali- quantitativo I vincoli esterni (ambiente) sono considerati come variabili influenzabili dal comportamento e scelte aziendali La durata cambia in relazione a previsioni attendibili Ci sono indicatori che sintetizzano la sua efficacia: ROA (return on assets): tasso di redditività globale ROE (return on equity): tasso di redditività capitale proprio ROI (return on investiments): tasso di redditività investimenti in termini di reddito operativo Larea della Pianificazione, programmazione e controllo 7

8 ROA = Rn/T ROA = 10/100 = 10/(70+30) = (8+2)/(70+30) 1) Capitale proprio = 70 2) Capitale credito = 30 ROE = Rn/C 1) ROE = 10/70 ROI = Ro/T ROI = 8/100 Rn = Reddito netto Ro = Reddito operativo T = Investimenti = Capitale proprio + Capitale di credito 8

9 Programmazione Si tratta di programmi attuativi delle scelte strategiche E di adattamento: i vincoli interni ed esterni non sono modificabili Lo strumento di cui ci si avvale è il budget - permette di programmare lattività di un anno - è preventivo rispetto ai risultati - consente un controllo continuo fra quanto preventivato e quanto raggiunto - permette lanalisi degli scostamenti Larea della Pianificazione, programmazione e controllo 9

10 Controllo Si compone di una: Metodologia: svolgimento in concreto del controllo, con verifica dei risultati e degli scostamenti Struttura organizzativa: distribuzione responsabilità Struttura tecnico-contabile: strumenti contabili del controllo Può essere svolto a livello operativo: prima forma, confronto con dati standard direzionale: è collegato alla direzione e al management strategico: valuta le capacità di crescita dellazienda In base al tempo si parla di controllo preventivo: è una valutazione della programmazione concomitante: analisi dei dati e interventi correttivi susseguente: valutazione a posteriori efficacia azione Larea della Pianificazione, programmazione e controllo 10

11 Strategia Strategia: Modello decisionale atto a coordinare gli obiettivi, le linee di comportamento e lallocazione delle risorse, in una visione unitaria, per il vantaggio competitivo Gli elementi di una strategia: Obiettivi: devono essere semplici, coerenti e di lungo periodo Ambiente: attuare una comprensione minuziosa dellambiente competitivo Risorse: valutare le risorse in modo obiettivo Azioni: effettuare una implementazione efficace 11

12 Orientamento strategico di fondo E lidentità profonda dellimpresa (missione) E un insieme di idee, atteggiamenti volti al concepimento di una strategia O.S.F. è conoscibile solo quando viene data attuazione alla strategia Per descrivere O.S.F. si considerano: Le coordinate spazio-temporali dellimpresa (DOVE) Le finalità reddituali, sociali e competitive (PERCHE) I concetti di base che ispirano la gestione e lorganizzazione (COME) 12

13 Il DOVE riguarda: Il campo di attività Lorizzonte temporale Le aspirazioni di livello qualitativo Le aspirazioni di sviluppo dimensionale Il PERCHE riguarda: Il significato del profitto in sé e in rapporto con gli altri obiettivi aziendali Il ruolo dellimpresa nellarena competitiva (rapporti con clienti e fornitori, finanziatori …) Il ruolo dellimpresa nei riguardi degli interlocutori sociali Orientamento strategico di fondo segue 13

14 Il COME riguarda il modo di essere e di funzionare dellimpresa, visto sotto : Il profilo gestionale: propensione ad investire, ad indebitarsi, a sfruttare le capacità produttive, a promuovere limmagine aziendale … Il profilo organizzativo: idee e atteggiamenti circa una partecipazione organizzativa autocratica o partecipativa, innovativa o conservatrice, aperta o chiusa ad apporti esterni … Orientamento strategico di fondo segue 14

15 Limpresa e la creazione di valore Valore = grandezza espressa in termini monetari che consente di raggiungere le finalità dellimpresa: Sopravvivenza Crescita Massimizzazione del profitto Creazione del valore = progettare e realizzare risposte utili ai bisogni espressi dal mercato con un uso conveniente delle risorse 15

16 Valore rappresenta la variabile/obiettivo da perseguire mediante il comportamento strategico Il valore svolge una pluralità di funzioni: di comunicazione: descrive i fenomeni in linguaggio comprensibile da parte degli attori di comparazione: rende confrontabili le grandezze di connessione: regola le interdipendenze tra i soggetti ed i processi Limpresa e la creazione di valore 16

17 Vantaggio competitivo Vantaggio competitivo: Valore che una impresa è in grado di creare per i suoi acquirenti Risultati superiori alla spesa sostenuta dallimpresa 1. Vantaggio di costo: prezzi più bassi della concorrenza per vantaggi equivalenti 2. Vantaggio di differenziazione: fornire vantaggi unici che giustificano un prezzo elevato 17

18 Obiettivo Gestire le risorse umane e definire la struttura organizzativa, attraverso organi e funzioni In generale esistono due stili di direzione: Teoria X (uomo-macchina): uomo non ama il lavoro, non vuole responsabilità, va comandato e controllato Teoria Y coinvolgimento dei lavoratori, il lavoro come fatto naturale delluomo Negli anni si sono sviluppate teorie organizzative: Gerarchica autoritaria (Taylor e Fayol) Motivazionale e relazionale (Mayo) Larea dellorganizzazione del personale 18

19 H. FAYOL: il principio fondamentale che pone alla base dellorganizzazione è quello della GERARCHIA. La sua scalaprevede due linee gerarchiche dove D e G comunicano soltanto attraverso A. A B E C F D G 19

20 F. TAYLOR introduce lorganizzazione funzionale in base alla quale ciascun esecutore riceve disposizioni da otto capi diversi. Infatti, la struttura proposta pone al posto del solo capo gerarchico da cui dipendono gli uomini di ciascun gruppo otto capi funzionali quattro dei quali con compiti esecutivi nellofficina e quattro collocati nellufficio Programmazione che assicurano il collegamento tra programmazione e operai in modo che ogni uomo abbia il numero di funzioni da espletare il minore possibile. 20

21 Viene quindi inserito il principio della divisione del lavoro e della specializzazione secondo funzioni. 21

22 Rapporti gerarchici e funzionali Il rapporto gerarchico comporta una dipendenza disciplinare ed esecutiva Il rapporto funzionale comporta una trasmissione di informazioni, consulenze non obbligatorie ma utili allo svolgimento del lavoro 22

23 ORGANO VOLITIVO: Fissa la mission e gli obiettivi strategici di fondo (Imprenditore, Consiglio di Amministrazione); ORGANO DIRETTIVO: Traduce in direttive operative le scelte strategiche dellorgano volitivo (Direttori, Dirigenti, Quadri); ORGANO ESECUTIVO: Esegue materialmente le operazioni aziendali impartite dallorgano direttivo (Impiegati, operai). 23

24 Su la base di queste teorie sono state elaborate strutture organizzative: Modello gerarchico vi è un rapporto di autorità con un diritto di comando ed un obbligo di esecuzione degli ordini senza una analisi critica – sistema sanzioni/ricompense Modello funzionale viene compiuta una suddivisione per funzioni, con propri responsabili Modello divisionale, per singolo prodotto o processo Larea dellorganizzazione del personale 24

25 25 La rappresentazione grafica che evidenzia le relazioni fra le varie funzioni direttive e le linee attraverso le quali si articolano le diverse respsonsabilità di comando e di azione si definisce organigramma. Vi sono vari tipi di organigramma : - Modello gerarchico - Modello funzionale - Modello divisionale ORGANIGRAMMA

26 26 IL MODELLO GERARCHICO Direzione Generale Capi Reparto Operai Capi Reparto Operai

27 27 IL MODELLO FUNZIONALE Direzione Generale Direzione Marketing Stabilimento A Direzione Produzione Direzione Personale Direzione Finanza Direzione.... Stabilimento B Stabilimento C

28 28 IL MODELLO DIVISIONALE Direzione Generale Progetto A Direzione Produzione Direzione Personale Direzione Finanza Direzione Marketing Progetto B

29 PILOTAGGIO A VISTA versus TECNOSTRUTTURA GALBRAITHIANA: due possibili modi di concepire l impresa 29

30 Pilotaggio a vista: Limprenditore accentra su di sé la responsabilità decisionale per tutte le funzioni. Egli ritiene di essere in grado di gestire la propria azienda svolgendo indifferente tutte le funzioni. 30

31 Tecnostruttura Riferimento: The New industriale State (1964), J.K. Galbraith. Per gestire un sistema complesso, quale quello dellimpresa, allinterno del quale si svolgono più funzioni è opportuno delegare per garantire la sopravvivenza e la crescita del sistema stesso. Decisione non più accentrate ma demandate ai diversi soggetti individuati in base al possesso delle tecniche, intese come insieme di capacità, talento e competenze. N.B.: la delega deve sempre essere seguita dal controllo 31

32 Obiettivo: Gestire il fattore denaro, in considerazione degli investimenti ( durevoli – non durevoli) e del ricorso al mercato del credito La gestione finanziaria si basa su 3 fasi: 1. Previsione del fabbisogno finanziario, in base agli investimenti e alla velocità di monetizzazione degli stessi. 2. Scelta della struttura finanziaria, in base alla durata degli investimenti e al rapporto fra capitale proprio e di credito. 3. Controllo e governo delle liquidità, attraverso appositi budget finanziari. Larea della Finanza 32

33 Ogni azienda necessita di finanziamenti per attuare le politiche degli investimenti Rapporto di uguaglianza Investimenti = Finanziamenti Finanziamenti ed investimenti FINANZIAMENTI INVESTIMENTI 33

34 Fonti Finanziamenti: fonti ProprieDi terzi Conferito dal proprietario o dai soci Ottenuto da banche e altre istituzioni Capitale di finanziamento Capitale proprio (rischio) Capitale di credito 34

35 Capitale proprio e di credito:differenze 35 ProfiliCapitale proprioCapitale di credito RemunerazioneVariabile, legata ai risultati ottenuti (DIVIDENDI) Stabilita per contratto + INTERESSI (TAN, TAEG) Tempi di rimborsoDi norma non sono previsti Sono stabiliti, sia a b/t sia a l/t RischioPieno, di mancato rimborso o remunerazione Limitato e subordinato al rischio del capitale proprio - veste giuridica: società persone/capitali - garanzie: personali (fideiussione)/reali (pegno/ipoteca) Modalità conferimentoIn denaro o in naturaIn denaro Profilo giuridico ed economico E la dotazione dellazienda E un debito

36 Ogni azienda deve ricercare la giusta proporzione fra capitale proprio e capitale di credito La scelta dipende: Dal rischio che si intende sopportare Dalla capacità di acquisire capitale di terzi Dal tipo di investimenti che si vogliono compiere Dalla durata degli investimenti stessi Dalla forza economica dellazienda Capitale proprio o capitale di credito: la scelta 36

37 E la prima risorsa dellazienda Senza il capitale iniziale non può prendere avvio lattività produttiva Le sue caratteristiche lo rendono vantaggioso in termini gestionali (destinazione verso investimenti rischiosi e/o di lungo periodo) Il capitale proprio non è immodificabile Le variazioni possono essere legate: a nuove politiche di gestione (un ampliamento degli investimenti) alla perdita o allaumento a seguito della gestione Capitale proprio 37

38 Gli aumenti sono legati: a nuovi conferimenti del proprietario o dei soci alla rinuncia, da parte di questi, a percepire la remunerazione (autofinanziamento) Autofinanziamento: è la ritenzione di ricchezza creata (reddito) per effetto della gestione da parte dellazienda In tal modo la ricchezza creata (reddito) e trattenuta va a sommarsi alla ricchezza preesistente (capitale proprio) Lautofinanziamento produce benefici dal lato: finanziario, perché limita il ricorso al capitale di credito economico, con la riduzione degli oneri legati ai debiti Capitale proprio: gli aumenti 38

39 Si ricorre a tale risorsa quando il capitale proprio è insufficiente Molte le forme tecniche: di lungo periodo, più di 12 mesi (mutui ipotecari, mutui chirografari, leasing, prestiti obbligazionari) REDIMIBILITA di breve periodo, meno di 12 mesi (conti correnti, anticipazioni, s.b.f., mutui chirografari entro lanno,…) ESIGIBILITA Le redimibilità sono meno onerose (eccezione per il leasing) e da abbinare a investimenti di lunga durata Le esigibilità sono più onerose e da abbinare a investimenti di breve durata Capitale di credito 39

40 Investimenti e finanziamenti CAPITALE PROPRIO - Conferimenti soci - Riserve di utili (utili non assegnati) CAPITALE DI CREDITO * REDIMIBILITA - Mutui ipotecari/chirografari - Prestito obbligazionario - TFR … *ESIGIBILITA - Conti correnti passivi - Anticipazioni passive - Fornitori … FATTORI DUREVOLI IMMOBILIZZAZIONI - Materiali (Fabbricati, Impianti, Mobili, Automezzi…) - Immateriali (Brevetti, Marchi, Licenze, Concessioni, Avviamento …) - Finanziarie (Partecipazioni, Titoli, Crediti di finanziamento…) FATTORI NON DUREVOLI ATTIVO CIRCOLANTE (L+D) - Impieghi economici (Magazzino di …) -Impieghi finanziari (Titoli, Crediti di funzionamento, …) -Impieghi monetari (Cassa e banca) 40

41 41

42 1. C.C.N (Capitale circoante netto) = (L+D) – E 2. I.L.R (Indice di liquidità relativo)= (L+D)/E 3. INVERSO I.L.R.= E/(L+D) 4. G.P.E. (Grado di protezione delle esigibilità) = 1- E/(L+D) C.C.N=0, I.L.R.=1, INVERSO=1, G.P.E=0 C.C.N>0, I.L.R.>1, INVERSO 0 C.C.N.>0, I.L.R=2, INVERSO=0,5, G.P.E.= 50% 42

43 C.C.N. = (R+C)- I [2° metodo] Margine di struttura = C – I M.S. 1 = C – I se < 0 M.S. 2 = (C+R) – I Se < 0 C + R+ E = I (grave disequilibrio) 43

44 Classificazione: I. di costituzione: legati allo start up aziendale I. di sostituzione: legati al logorio fisico ed economico degli impianti (senescenza) I. di ammodernamento: legati al superamento tecnologico (obsolescenza) I. di espansione: legati ad obiettivi ampliamento delle strutture aziendali I. strategici: legati ad innovazioni di processo e di prodotto I. di rendimento: legati al conseguimento di utili, non necessariamente legati allattività produttiva Investimenti: classificazione 44

45 I fattori produttivi: beni materiali e immateriali necessari per lo svolgimento dei processi di produzione e di erogazione La loro partecipazione allattività è misurata dalla cessione di servizi di cui sono dotati Ogni fattore produttivo ha una capacità massima di servizi da cedere Una volta esaurita tale capacità, il fattore deve essere riacquisito o sostituito Gli investimenti in fattori produttivi si distinguono sulla base di due parametri: Tempi di cessione dei servizi o di esaurimento Tempi di recupero tramite lattività di impresa Investimenti in fattori produttivi 45

46 In base ai due parametri si distinguono: Fattori produttivi: classificazione Fattori a fecondità semplice Fattori a fecondità ripetuta Impieghi circolanti Impieghi immobilizzati - materie prime - prodotti finiti - merci - … - Fabbricati - Impianti - Brevetti - Marchi 46

47 Fattori produttivi: differenze fecondità semplice Un solo ciclo di produzione Completa e non frazionabile Immediata, al termine del singolo ciclo di produzione Brevi, di norma entro 12 mesi Circolante fecondità ripetuta Più cicli di produzione Parziale in un ciclo di produzione Frazionata nei vari cicli di produzione, cui partecipano Medio lunghi, superiori a 12 mesi Immobilizzazioni Profili Partecipazione ai cicli produttivi Cessione di servizi Rigenerazione Tempi di rinnovo Denominazione 47

48 Lacquisizione dei fattori produttivi è anticipata rispetto alla loro partecipazione ai cicli di produzione Sussistono rischi di varia natura: La cessione dei servizi non è quella prevista Il fattore della produzione è inutilizzabile Il risultato della sua utilizzazione non è quello previsto … In termini economici il rischio consiste nel non riuscire a rigenerare il fattore consumato tramite lattività Fattori produttivi: rischi 48

49 I fattori a fecondità ripetuta cedono servizi in più anni (cicli di produzione) Lentità dei servizi ceduti nellarco di un anno prende il nome di ammortamento Ammortamento: è la parte del fattore a fecondità ripetutaconsumata per effetto della gestione Nota bene La riduzione della capacità di cedere servizi deve essererigenerata ogni anno, e non attendere il momento della sostituzione = Processo di autofinaziamento lordo (rinvio) Fattori produttivi a fecondità ripetuta e lammortamento 49

50 Processo economico-produttivo Fenomeni di scambio (CO.GE.) Fenomeni di interna gestione (CO.A.- CO.I.) Fenomeni di scambio (CO.GE.) Approvvigionamento di utilità, di servizi, di energie dei fattori produttivi Utilizzazione di utilità, di servizi, di energie, di fattori produttivi approvvigionati. (formazione del costo unitario di produzione, Cup) Cessione sul mercato dei beni e servizi prodotti Aspetto finanziario Aspetto economico Aspetto finanziario USCITECOSTI RICAVIENTRATE +/- REDDITO FLUSSO FINANZIARIO 50

51 FORMAZIONE DEL CUP Spese di produzione: Materie prime Manodopera (salari e stipendi) Spese energia Quota ammortamento impianto Acc. Fondo svalutazione crediti Acc. Altri fondi (es. TFR) Spese amministrative (es. Centro elaborazione dati) Spese di vendita ( marketing, logistica…) 51

52 AUTOFINANZIAMENTO Lautofinanziamento si ottiene quando allinterno di unimpresa, che svolge un processo produttivo, si ha una ritenzione di ricchezza. Due tipologie: Autofinanziamento netto = PUV-CUV Autofinanziamento lordo = quote di ammortamento + accantonamento ai fondi Autofinanziamento totale = A. netto + A. lordo 52

53 ESEMPIO DI AUTOFINANZIAMENTO Queste sono spese non realmente sostenute monetariamente ma che devono essere inserite tra i costi di produzione perché sono costi rivenienti dagli anni precedenti (Ce,p) e sono di competenza dellesercizio in corso. (Amm.to Lordo) Ipotizziamo, che una fabbrica produca un solo bene, di tipo A e che i seguenti siano i costi che limpresa deve sostenere per la sua produzione: Costo unitario di produzione : 100 Di cui: Materie prime 60 Salari e stipendi 10 Quota Ammortamento impianto 5 Spese amministrative 5 Spese energia elettrica 2 Acc. Fondo svalutazione crediti 4 Acc. Altri fondi 4 Spese di vendita 10 Totale costi (CUP) =

54 1° CASO: PUV>CUP Il prezzo unitario di vendita è maggiore del costo unitario di produzione. Prezzo unitario di vendita pari a 130 Autofinanziamento netto = 130 – 100 = 30 Autofinanziamento lordo = = 13 Autofinanziamento totale = = 43 Lautofinanziamento netto deriva dalla differenza tra il prezzo unitario di vendita e il costo unitario di produzione mentre lautofinanziamento lordo,nel nostro caso, deriva dalla somma di: - quota ammortamento impianto (5); - Acc. fondo svalutazione crediti (4); - Acc. altri fondi (4). 54

55 2° CASO: PUV=CUP Il prezzo unitario di vendita è pari al costo unitario di produzione. Prezzo unitario di vendita pari a 100 Autofinanziamento netto = 0 Autofinanziamento lordo = 13 Autofinanziamento totale = 13 55

56 3° CASO: PUV< CUP Il prezzo unitario di vendita è minore del costo unitario di produzione. Prezzo unitario di vendita pari a 95 Autofinanziamento netto = 0 Autofinanziamento lordo = 13 – 5* = 8 Autofinanziamento totale = 8 * perdita derivante da PUV-CUP 56

57 Si tratta di investimenti che non riguardano direttamente lo svolgimento dei processi di produzione Consistono: Concessione di prestiti a terzi (crediti di finanziamento) Acquisto di titoli obbligazionari pubblici e privati Investimenti in altre imprese (partecipazioni) Le ragioni di tali investimenti: eccesso di moneta maggiori opportunità reddituali … Si distinguono in base al tempo e la destinazione economica in circolante o immobilizzazioni Gli investimenti finanziari 57

58 E la combinazione dei fattori produttivi per ottenere bene e servizi Obiettivo Scelta della tecnologia produttiva, grado di flessibilità e di automazione, individuazione dei processi Si sviluppa in più fasi: approvvigionamenti: ottimale quantità di acquisto fabbricazione: svolgimento secondo i programmi magazzino: assicura la regolare alimentazione dei reparti qualità: assicura i livelli richiesti di affidabilità e qualità Tipologie della produzione su commessa: si seguono le indicazioni del committente di massa: sfruttamento di economie di scale Larea della Produzione 58

59 Larea si concentra su due aspetti: Progettazione di impianto (Layout) - Ottimizzazione della struttura operativa - Scelta della standardizzazione o della flessibilità - Rischiosità degli investimenti - Massima efficienza, costo unitario di produzione minino Progettazione del lavoro - Individuazione degli articoli da produrre e risorse - Distribuzione del lavoro ed indicazione dei tempi - Avvio della lavorazione - Controllo esecuzione della lavorazione Larea della Produzione 59

60 Approvvigionamento dei fattori produttivi Scambio con il mercato Trasformazione dei servizi ceduti dai fattori in prodotti o servizi Cessione dei prodotti e servizi Scambio con il mercato A questi tre momenti si aggiunge la ricerca del capitale monetario Scambio con il mercato Lo scambio con il mercato genera: Movimenti (flussi) economici motivo scambio Movimenti (flussi) finanziari regolamento scambio Momenti generali della produzione 60

61 Premessa la gestione è unitaria nel tempo e nello spazio, le operazioni sono fra loro interconnesse, per cui non vi è una successione lineare fra i momenti della gestione In astratto, è possibile individuare la seguente successione: 1) Ricerca e acquisizione del capitale monetario 2) Investimento del denaro nei fattori produttivi a fecondità semplice o ripetuta 3) Trasformazione dei servizi produttivi in beni e servizi 4) Vendita dei beni e cessione dei servizi La successione dei momenti 61

62 E indispensabile per linizio di qualsivoglia gestione: consente allimpresa di disporre di mezzi finanziari Viene conferito dal proprietario o dai soci (Capitale di Rischio) Viene ricercato presso banche o altri finanziatori (Capitale di Credito) Capitale di rischio + Capitale di credito = Capitale di finanziamento Fase 1: Acquisizione capitale monetario 62

63 Dapprima si acquisiscono i fattori strutturali (a fecondità ripetuta) quindi i fattori di periodo (a fecondità semplice) Fase 2: Acquisto dei fattori produttivi ACQUISIZIONE Fattori strutturali Fattori di periodo Investimenti immobilizzati Spese di esercizio Fabbricati Impianti Automezzi Brevetti Marchi … Materie Lavoro Servizi … 63

64 Si tratta di una trasformazione di utilità I fattori cedono i loro servizi che vengono a ricomporsi in nuovo prodotto o servizio Ogni fattore ha una capacità massima di servizi da cedere (entro o oltre lanno) La completa cessione dei servizi comporta lannullamento economico del fattore, che va sostituito Fase 3: Trasformazione dei servizi in prodotti o servizi 64

65 Si ha il riconoscimento da parte del mercato della gestione aziendale In questo momento si ha la certificazione di avere creato ricchezza: il valore dei beni ceduti deve essere superiore al valore dei servizi utilizzati per la produzione Si ha la rigenerazione del denaro da reinserire nella gestione acquisendo i fattori a fecondità semplice consumati e risparmiando la quota relativa al consumo parziale dei fattori a fecondità ripetuta Solo leccedenza potrà essere distribuita Fase 4: Cessione dei beni o servizi 65

66 Processo economico-produttivo Fenomeni di scambio (CO.GE.) Fenomeni di interna gestione (CO.A.- CO.I.) Fenomeni di scambio (CO.GE.) Approvvigionamento di utilità, di servizi, di energie dei fattori produttivi. Utilizzazione di utilità, di servizi, di energie, di fattori produttivi approvvigionati. (si forma il CUP) Cessione sul mercato dei beni e servizi prodotti Aspetto finanziario Aspetto economico Aspetto finanziario USCITECOSTI RICAVIENTRATE +/- REDDITO FLUSSO FINANZIARIO 66

67 Costituzione di una azienda con apporto in denaro Acquisto fattori produttivi (con impiego del denaro): * a fecondità semplice (merci) 600 * a fecondità ripetuta(fabbricati) 400 Con la trasformazione si ha il consumo: * totale dei fattori a fecondità semplice ( 600) * parziale dei fattori a fecondità ripetuta ( 200) Valore delle risorse consumate 800 ESEMPIO 67 IMPIEGHIFONTI Cassa 1000Capitale 1000 IMPIEGHIFONTI Cassa 0Capitale 1000 Merci 600 Fabbricati 400

68 Il bene ottenuto viene collocato sul mercato a 900 Al termine del 1° anno si hanno: * creazione di ricchezza per 100 (valore del bene valore dei fattori consumati 800) * Rigenerazione del denaro per COSTIRICAVI Merci 600Ricavo 900 Quota amm. fabb. 200 IMPIEGHIFONTI Cassa (o crediti) 900Capitale 1000 Fabbricati 200Utile 100

69 Il 2° denaro ( 900) viene: * impiegato per 600 per i f.f.s. * risparmiato per 200 per il consumo f.f.r. * distribuito per 100 (ricchezza creata) N.B.: Cassa = (acquisto merci) – 100 (pagamento utile) Capitale = 1100 – 100 (ripartizione utile tra i soci) 69 IMPIEGHIFONTI Cassa 200Capitale 1000 Merci 600 Fabbricati 200

70 - Nel 2° anno si hanno: * il consumo totale dei f.f.s. per 600 * il consumo finale dei f.f.r. per altri 200 * cessione del bene ottenuto a Al termine del 2° anno si hanno: * creazione di ricchezza per 100 (valore del bene valore dei fattori consumati 800) * Rigenerazione del denaro per Il denaro ( 900) cui si aggiunge quello risparmiato ( 200) viene: * impiegato per 600 per i f.f.s. * impiegato per 400 per i f.f.r. * distribuito per 100 (ricchezza creata) 70

71 Obiettivo Gestire le relazioni impresa/ambiente, valutare i gusti dei consumatori, individuare i potenziali clienti Le strategia di marketing si basano su Target market: individuazione dei clienti potenziali e delle loro aspettative Marketing mix: una politica complessiva che si basa su quattro leve (4 p.) Prodotto Prezzo Punti di vendita Promozione e pubblicità Larea del Marketing 71

72 Il prodotto deve essere un buon prodotto Soddisfare le attese del cliente Affidabile e innovativo Ottenibile rapidamente e in luoghi opportuni Assistenza pre/post vendita Tipologia di prodotti Strategici: utili per le altre vendite Di richiamo: per fidelizzare il cliente Da reddito: per ottenere i risultati economici Le fasi della vita di un prodotto Introduzione: crescita lenta (qualità, prezzo) Sviluppo: le vendite aumentano rapidamente Maturità: crescita a ritmi meno elevati (ricerca) Saturazione: le vendite si stabilizzano (promozione) Declino: riduzione vendite (sostituzione) Larea del Marketing 72

73 Il prezzo dipende dalle politiche di vendita : CONQUISTA: prezzi bassi per avere una certa clientela SCREMATURA: prezzi alti (beni innovativi, ma imitabili) dal tipo di mercato servito : MONOPOLIO CONCORRENZA La promozione avviene tramite: Relazioni pubbliche: far conoscere lazienda Pubblicità: del prodotto, della marca, dellazienda Propaganda: vendite a premio, lotterie, feste Sponsorizzazioni: di attività sportive o manifestazioni Larea del Marketing 73

74 La localizzazione dei punti di vendita si basa: Sul livello di contatto (tenendo conto della concorrenza o del gusto dei consumatori) Sullintensità della distribuzione (estensiva, selettiva, esclusiva) Sul tipo di operatori (rappresentanti, locali per vendita diretta, …) In base a ciò, si individua il canale distributivo: Diretto (dal produttore al consumatore) Breve (con un intermediario: il dettagliante) Lungo (con più intermediari: grossista e dettagliante) Larea del Marketing 74

75 Obiettivo Incrementare le conoscenze per nuovi prodotti o processi, sviluppando comportamenti innovativi e creando importanti risorse culturali e professionali Si può sviluppare una ricerca: Di base: per nuove conoscenze utili per lattività Applicata: attuazione della ricerca in prodotti o processi A tal fine ci si può avvalere: Di una struttura interna Di una struttura esterna (mirata per alcune azioni) Larea della Ricerca & Sviluppo 75

76 Obiettivo Gestire le informazioni per mantenere le relazioni fra le varie aree, fra lazienda e lambiente. Distribuire le informazioni a tutte le aree funzionali Il flusso informativo ha un carattere circolare-aperto: Dallinformazione alla decisione Dalla decisione allesecuzione Dallesecuzione al controllo Dal controllo ad altre informazioni La comunicazione delle informazioni deve essere veloce, precisa e completa Problema del costo dellinformazione Larea del Sistema informativo 76


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