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Rinascimento laico: esalta nelluomo il connotato dellautonomia. Riforma Protestante : proclama che il principio di autonomia individuale vale innanzitutto.

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Presentazione sul tema: "Rinascimento laico: esalta nelluomo il connotato dellautonomia. Riforma Protestante : proclama che il principio di autonomia individuale vale innanzitutto."— Transcript della presentazione:

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2 Rinascimento laico: esalta nelluomo il connotato dellautonomia. Riforma Protestante : proclama che il principio di autonomia individuale vale innanzitutto nel rapporto che luomo è chiamato ad intessere con Dio. Rivoluzione Copernicana : la concezione copernicana assegna alluomo il ruolo più esclusivo di abitatore di un corpo celeste sopra il quale può sentirsi incaricato di esercitare una signoria, autonoma e a tutto campo. IL TEMPO LUNGO DELLA MODERNITA

3 Che cosè lIlluminismo? LIlluminismo è luscita delluomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso. Minorità è lincapacità di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti delle tua propria intelligenza. (I. Kant) E dunque indispensabile unopera di rischiaramento al quale: Non occorre altro che la libertà, quella di far pubblico uso della propria ragione in tutti i campi. Lessenza dellIlluminismo

4 Pico della Mirandola : nellautodeterminazione Pico riconosce il principio del valore – dignità – dellessere umano. Ma l orazione entro cui si iscrive lorazione mirandoliana è di ordine metafisico e la dignità delluomo è una meraviglia che si colloca allinterno del cosmo creato. Al centro del testo kantiano cè l uomo ma il contesto è diverso : è di genere etico e il tono è quello della perorazione affinché l uomo, non in quanto soggetto metafisicamente pensato, ma nella qualità di individuo della contemporaneità, proietti sul concreto momento storico lenergia delle sue naturali capacità di giudizio e azione. Umanesimo e Illuminismo

5 Non sembrano interessare a Kant le questioni connesse allessenza delluomo (ogni sforzo metafisico è inconcludente e inattendibile). Gli interessa porre in essere i modi e le forme dellemancipazione delluomo da autorità a lui esterne, che non sanno o non vogliono educare la sua naturale disposizione razionale a giudicare in modo autonomo. ANTROPOLOGIA KANTIANA

6 Il termine Illuminismo deriva dalla metafora della luce che indica la possibilità storica che la ragione umana ha di assumersi la responsabilità che le è propria, quella di portare uno sguardo chiaro, chiarificante e oggettivo della realtà, di compiere insomma uniniziativa di rischiaramento ( Aufklaerung, in tedesco) Spesso il termine diventa bandiera sventolata dagli intellettuali che lo pongono in contrasto con l oscurantismo che avrebbe avvolto pressochè tutte le epoche del passato. Il termine illuminismo

7 Gli altri uomini sono determinati ad agire, senza che si sappiano rendere conto delle cause che li inducono a muoversi, senza neppur pensare che ve ne siano. Il filosofo, invece, chiarisce le cause, spesso le previene, vi si abbandona con cognizione piena. La ragione, rispetto al filosofo, è ciò che la grazia è rispetto al cristiano. La grazia determina il cristiano ad agire ; la ragione determina il filosofo. La voce filosofo nellEnciclopedia

8 Per la mentalità dellIlluminismo è fondamentale la fede nel ruolo predominante della ragione: si ritiene di poter dare con il suo aiuto una soluzione definitiva ai problemi della vita. F. Valjavec, Storia dellIlluminismo, Il Mulino Bologna 1973, p. 95 La ragione è signora nellambito della natura, della società, della storia che essa è in grado di sondare, analizzare, misurare, sottoporre alla sua capacità di giudizio, ispirata per disposizione naturale al criterio del meglio. NATURA E RUOLO DELLA RAGIONE

9 La ragione non ha finalità teoretiche, non affronta questioni metafisiche. Ha finalità pratiche: la ragione è faro cioè porta chiarezze nellambito delle realtà finite ed empiricamente abbordabili. LIlluminismo rifiuta lidea di una ragione dedita alla ricerca del vero-in-quanto-tale, ma dedita alla finalizzazione delle conoscenze per iniziative di trasformazione della società. Una funzione non teoretica

10 Con fiduciosa aspettativa il clima illuministico assegna alla razionalità un compito pratico che prende la forma della risposta scientifica ai bisogni delluomo: promuovere la felicità individuale e collettiva. Lo scopo è la promozione del bene, inteso non più platonicamente come valore supremamente intellegibile, eppure difficilmente riscontrabile nella storia e nella politica, ma come sinonimo di benessere e piacere. È buona e apportatrice di felicità quella situazione o quella determinazione della volontà che è in grado di rendere minima lesperienza di sofferenza e massima la percezione di piacere, di soddisfazione. Lutile viene identificato con il perseguimento di uno specifico scopo concreto giudicato socialmente vantaggioso dallinsindacabile valutazione del potere politico. Promuovere la felicità e il criterio dellutile

11 La virtù è la qualità che si ispira al al principio della pubblica utilità condiviso dalla cultura sociale. La virtù è comportamento correlato alla prosperità comune e al pubblico consenso. Al dovere Kant nella seconda Critica innalza un vero e proprio inno, un inno alluomo e alla sua forza di volontà: limperativo di fare il proprio dovere per la sola ragione che esso è il dovere, la legge morale per eccellenza, la cui fonte è la coscienza stessa dellessere razionale. La moralità, nelle mani di un uomo autosufficiente eticamente, diventa moralismo. LA VIRTU

12 Lopera darte deve avere un significato morale ed un obiettivo sociale: larte figurativa si applica a rappresentare eventi storici esemplari perché contemplandone la raffigurazione, ciascuno è in grado di trarre subito linsegnamento. Le finalità dellarte

13 COSMOPOLITISMO E INDIVIDUALISMO: la specificità di questi due termini è illustrata dalla triade libertè, fraternitè, egalitè. Il cosmo umano è una comunità universale di singoli individui uniti nel concetto astratto di natura umana. Il fondamento dellumana solidarietà è il principio dellutile. Dallidea universale di ragione, alcune categorie

14 DEISMO: tra ragione e fede esiste una radicale inconciliabilità. Lambiente intellettuale non ammette come costitutiva dello spirito umano laspirazione a cercare e a conoscere il senso ultimo delle cose, aspirazione che fa della ragione lirrequieta protagonista del senso religioso delluomo. Si tratta di unobiezione aprioristica da cui discende la tesi che luomo è razionalmente tenuto a dare credito solo a verità che derivino dallevidenza del lume razionale e dalle deduzioni dello spirito di geometria. Rottura con la tradizione religiosa e culturale (1)

15 Il prodotto culturale più esaltato e reclamizzato in tutto il Settecento è lEnciclopedia curata da Diderot e DAlembert: lopera voleva essere la summa degli avanzamenti della civiltà umana negli ultimi decenni: essa si propone di fare il punto del cammino di emancipazione delluomo, rispecchiata nel moderno patrimonio di idee nuove e nel progresso raggiunto dalla tenace applicazione delle doti naturali nei diversi campi del sapere e del fare, che riguardano il mondo naturale e quello umano. Rottura con la tradizione culturale (2)

16 Il modello illuministico privilegia i campi nei quali lintelletto è in grado di imporre il suo schema ordinatore, applicabile alle cose dellesperienza sensibile a quelle della realtà sociale e storica. Ogni altra dimensione è guardata con sussiego e confinata nellambito del sentimentale, dellimmaginario, ininfluente ai fini della vita sociale e civile. Alla ragione il compito di selezionare, ripulire, guidare ogni impresa degna di considerazione pubblica e passibile di realizzazione concreta. Luomo a una dimensione

17 Luomo moderno dellIlluminismo non ammette che anche lispirazione allassoluto e allinfinito sia altrettanto urgente e autenticamente umana quanto la disposizione a misurare e manipolare il particolare finito. Il limite delle zone umane corrisponde a quello delle zone misurabili e razionalmente controllabili della realtà circostante: la sua è una signoria indiscussa su ciò che è finito. Lautonomia e autostima illuministica si trincera dietro il limite. ANTROPOCENTRISMO RADICALE (1)

18 Si ammette lidea di un Dio dell uomo, mai quella di un Dio per luomo. Il Dio delluomo lo designa luomo stesso. Nei due secoli successivi ci saranno sviluppi imprevisti di queste nuove radici di teologia antropocentrica, messe nel cuore delluomo dallIlluminismo: la nazione, lo Stato, la classe, la razza sono le inedite divinità in onore delle quali luomo antropocentrico si appresta a confezionare i nuovi abiti liturgici, secondo il variare delle stagioni ideologiche. ANTROPOCENTRISMO RADICALE (2)

19 Preromanticismo della seconda metà del Settecento: si parte da una critica allIlluminismo accusato di aver ingiustificabilmente censurato aspetti non secondari dellessere umano. In ogni particolare è racchiuso un messaggio, enigmatico e insieme suggestivo, che richiama lo spirito al significato misterioso dellesistenza e che accende lattenzione e limmaginazione, facendole diventare domande e attesa di svelamento. IL ROMANTICISMO. PRODROMI

20 Goethe Tempesta e assalto, tempesta e impeto. Endiadi: impeto tempestoso, ribollire caotico di sentimenti. STURM UND DRANG

21 Il poeta inglese James Macpherson ( ) aveva pubblicato i Frammenti di poesia antica, attribuendoli ad Ossian, un bardo antico. In questopera vengono mescolate tematiche quali lesaltazione della virtù cavalleresca, storie delgli amori appassionati ed infelici di coppie di amanti, descrizioni di paesaggi cupi, di atmosfere tempestose, visioni notturnoe e spettrali. In Italia lopera incontrò fu tradotta da Melchiorre Cesarotti nel La poesia ossianica

22 Il movimento romantico non smentisce la centralità delluomo nelluniverso delle idee e delle cose, ma è un uomo di tipo diverso: luomo romantico, anche quando ostenta atteggiamenti di superiore dominio delle cose, rivela unirrequietezza. LUOMO E SPIRITO: la parola significa la complessità della natura delluomo, che è sintesi di dimensioni diverse che non si escludono tra di loro e che non può essere ridotta a sola razionalità. Una nuova centralità delluomo

23 La Ragione illuministica è finita e strumentale, mentre lo Spirito assoluto è Ragione metafisica, cioè essenza di tutte le cose e di tutti gli eventi della storia. Lo Spirito assoluto è lo spirito umano, che in ogni epoca e presso le civiltà si manifesta nelle diverse forme delle arti e delle credenze religiose e raggiunge lapice dellautocoscienza delluomo di cui è testimonianza la filosofia. RAGIONE ILLUMINISTICA E SPIRITO ROMANTICO

24 Condizione di interiore dissidio, lacerazione del sentimento che non si sente mai pago, che si trova sempre in contrasto con la realtà e aspira ad un qualcosa di ulteriore, il quale peraltro gli sfugge di continuo. Cifra spirituale delluomo romantico

25 Il sentimento romantico non è il sentimento che si afferma al di sopra della ragione o un sentimento di particolare intensità o violenza. Non è neppure il cosiddetto sentimentale, cioè un sentimento malinconico-contemplativo. È piuttosto un fatto di sensibilità: domina lamore per lirrisolutezza e le ambivalenze, linquietudine e lirrequietezza che si compiacciono di sé e in sé si esauriscono. Quale sentimento?

26 Sehnsucht è traducibile con struggimento. E un desiderare tutto e nulla ad un tempo. È un desiderio che non può mai raggiungere la propria meta perché non la conosce e non vuole o non può conoscerla: è il male del desiderio. Si tratta di un desiderio del desiderio, un desiderio che è sentito come inestinguibile e che per questo trova in sé il proprio pieno appagamento. Sehnsucht

27 Ogni romantico ha sete di Infinito e quello struggimento che è desiderio irrealizzabile, lo è proprio perché ciò che in realtà brama è appunto lInfinito. Questa tendenza allInfinito è streben, un irrequieto tendere che non ha mai posa. LInfinito è il senso e la radice del Finito. Lopera darte è lInfinito che si manifesta nel finito. Streben

28 Lio è lelemento portante del paradigma che idealmente riunisce i caratteri essenziali delluomo secondo la concezione romantica. Ed io, che sono ?. Lio si differenzia da tutti gli altri esseri perché fa diventare domanda cosciente lesigenza di significato della realtà che lui è e della relazione che lo lega a tutto. Lintellettuale romantico sembra sentire il bisogno di riflettere su un concetto astratto di uomo ma sulluomo che è lui stesso, che accoglie tutte le dimensioni dello spirito. LIO (1)

29 Lio è contraddistinto dal predicato delloriginalità. Lio è novità irripetibile e singolare. Il Romanticismo afferma il valore dellidentità del singolo, della differenza radicale di ciascuno. In estetica ciò si traduce nellinsofferenza verso il principio di imitazione consacrato dal classicismo. Lio è contraddistinto dal predicato delliniziativa permanente. Loriginalità si declina come iniziativa creativa continua, vitalità in azione, poiché lio è destinato ad una meta sempre infinitamente lontana, alla quale aspira il desiderio inesausto del suo spirito. LIO (2)

30 Lanimo rivendica alla propria irripetibile e viva personalità il diritto a rifarsi a un immediato, spontaneo, ingenuo accesso al mondo delle cose, che il distaccato approccio razionale invece ostacolerebbe. Tra lanimo e la realtà delle cose circostanti sembra intercorrere un misterioso legame nel quale è coinvolta la componente più libera dello spirito, quella del sentimento. LIO (3)

31 Lio patisce la realtà, corrisponde ad essa in virtù della ricchezza del sentimento. Proprio grazie alla dimensione sentimentale, limmaginazione stessa si apre e lio è suscettibile di subire il richiamo del silenzio profondo di una notte stellata o linvocazione della domanda di libertà di un popolo o la travolgente esperienza dellinnamoramento. Il tipo umano romantico vive con passione, si consegna allideale senza calcolo e senza risparmio. La facoltà del sentimento è ora esaltata come la fonte più autentica dellespressività dellanimo umano e la sede più titolata per comprendere le cose in modo più profondo rispetto a quello consentito alle lucide categorie dellintelletto. LIO E LA REALTA

32 Lio è una realtà finita: finito il tempo, finito lo spazio, finite le possibilità di azione. Anche lilluminismo ruotava attorno alla nozione di finitezza, era contrassegnata dal realismo del limite che non ammetteva spazio per sogni e fantasie. Mentre dilatava la qualità delle prerogative della ragione nel mondo misurabile, veniva censurato un pungolo immanente alla ragione stessa, quello dellapprodo al non-finito di cui la stessa facoltà razionale intuisce lincombente presenza. LIO E LINFINITO

33 Il finito reclama loltre da sé, linfinito perciò fissa la sua attenzione su quellorizzonte che lo attrae più di ogni altra realtà sensibile e governabile. Insofferenza e ribellione: lo spirito si ribella a ciò che sa di limite meschino. Lo scontento per le circostanze storiche è spesso fertile pretesto per dare voce a una cultura dellesilio. Luomo è segnato da una condizione di esilio trascendentale. FINITO E INFINITO

34 Lirrequietezza non è contingente, è tensione originaria che si rende manifesta come desiderio che non incontra mai loccasione propizia per la sua soddisfazione. Streben è tensione, inesausta aspirazione e d esigenza di pienezza assoluta e paga di sé. In tale irrequietezza è racchiusa per luomo romantico lautentica dignità dellesperienza umana. Sehnsucht (trad. insoddisfazione) è il giudizio permanente sulle circostanze del vivere e su ogni intrapresa delluomo. Streben e Sehnsucht

35 La noia è in un qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Considerare lampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alle capacità dellanimo nostro; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e luniverso infinito, e sentire che lanimo ed il desiderio nostro sarebbe ancora più grande saprebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose di insufficienza e di nullità, e patire mancamento e vòto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà che si vegga della natura umana- Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento. G. Leopardi La noia ( Pensieri, 68)

36 Nella logica faustiana luomo non è più nulla quando, da un lato, smette di aspirare e quando, dallaltro, smette di essere insoddisfatto. Luomo si compie nel paradosso, nel sentimento dellinsoddisfazione. Lappagamento può tuttavia accadere, magari per la durata di un istante, quando scopre che un segmento della realtà finita può farsi tramite per la percezione di un oltre. È lesperienza de Linfinito di Giacomo Leopardi. Il paradosso romantico

37 La coscienza dellio è veramente matura quando lo porta a riconoscere di essere il destinatario della chiamata a realizzare un disegno: egli non è lautore del disegno, ma può diventarne protagonista. Ogni singolo individuo è eccezionale e inimitabile. È necessario dare alla vita uninterpretazione eroica, immedesimarsi vitalmente con il proprio destino. Lo spirto guerrier dice la disposizione dellio a gettare generosamente tutto se stesso nel compito dellesistenza, anche a rischio di insuccesso. IO E DESTINO

38 Inimicizia assoluta è posta tra la normalità e leccezionalità dellio. La decisione della scelta eroica diventa sfida lanciata verso tutto e tutti e si identifica con il sentimento del titanismo o del vittimismo. Titanismo e vittimismo si trovano allestremo confine del modo di sentire e vivere la vocazione naturale dellio che tutta la cultura romantica ha concepito come relazione con linfinito, dimensione comune ad ogni uomo, nella quale consiste il suo autentico sentire. Individualismo romantico

39 Descrive la ribellione dello spirito che dichiara guerra contro tutto preferendo un polemico orgoglioso isolamento piuttosto che cedere al compromesso con la meschinità delle cose. TITANISMO

40 È laccusa rivolta alla realtà che ostenta tutta la sua finitezza particolare, di volere la sconfitta dellio e di prevaricare sulla grandezza delle sue dimensioni originarie. VITTIMISMO

41 DIMENSIONE ESTETICA DIMENSIONE RELIGIOSA DIMENSIONE DELLA STORIA DIMENSIONE DELLA NATURA Dimensioni della dialettica

42 Esperienza del sublime : è lesperienza del senza misura, dellinfinitamente grande e dellinfinitamente potente. Il sublime suscita timore perché induce nellio lintuizione, prima, e la consapevolezza, poi, della sua sproporzione davanti alla totalità. Attraverso il sussulto del perdersi si prepara linattesa intuizione di un godimento superiore ad ogni misura. Accade che lavvertimento della paura prepari una dolcezza che proprio lesperienza della sproporzione reca con sé. Dimensione estetica

43 Il Romanticismo considera luomo quale realtà complessa, unità organica di molteplici componenti diverse che viene sintetizzata dallespressione: luomo è spirito. È parola mutuata dallambito cristiano, ma ad essa conferisce inflessioni di tipo panteistico. La dimensione religiosa è dimensione pertinente allapertura umana verso linfinito. Dimensione religiosa

44 Luomo è storia, in sé e per sé, la storicità è parte costitutiva della sua natura. Passato, presente e futuro partecipano ad uguale titolo e con pari dignità alla vicenda tutta dellumanità. Questo concetto chiave viene espresso con la parola tedesca Aufhebung che vuol dire inveramento e superamento: ogni momento della vita delluomo manifesta il senso vero di ciò che è già stato e, insieme, ne inizia loltrepassamento. Necessità delle illusioni in Foscolo. Dimensione della storia

45 La natura, lungi dallessere, letta nella sua dimensione unicamente fenomenica, diventa fonte di voci, di richiami misteriosi e suadenti che alludono a profondità arcane, risulta specchio di ciò che è presentito nellanimo perché accoglie la domanda umana e, insieme, promette di svelare il significato ultimo e comprensivo della realtà tutta e del misterioso destino di ogni uomo. Dimensione della natura

46 Il Romanticismo designa quel movimento spirituale che coinvolse poesia, filosofia, arte e musica che si sviluppò in Europa tra la fine del Settecento e linizio dellOttocento. Laggettivo romantic appare per la prima volta in Inghilterra verso la metà del XVII secolo come termine usato per indicare il favoloso, lo stravagante, il fantastico, lirreale. Gradatamente venne ad indicare il rinascere dellistinto e dellemozione che il prevalente razionalismo non aveva mai interamente soppresso. Il movimento artistico -letterario

47 I romantici concepirono larte come una modalità di passaggio dal finito allinfinito, un accesso per via intuitiva al senso ultimo della realtà. Larte, la musica, la poesia possiedono unessenza simbolica e analogica: i simboli condensano in immagini significati reconditi e le analogie creano inedite corrispondenze tra aspetti lontani della realtà. Secondo Schelling larte costituisce il solo mezzo attraverso il quale luomo può accedere alle verità più profonde. Concezione dellarte

48 Polemica col classicismo Soggettività del gusto La letteratura deve essere moderna e nazionale La letteratura deve essere popolare La riscoperta delle tradizioni non classiche Libertà dellartista Commistione degli stili Ampliamento della materia poetabile Poetiche del Romanticismo

49 La letteratura romantica non accettò regole che cristallizzassero il fluire della fantasia e la libera creatività del poeta. Il romanticismo criticò aspramente l ideale artistico del classicismo con le sue norme vincolanti e la rigorosa suddivisione dei generi e degli stili. Nacque un nuovo canone di autori del passato assunti a modello della nuova sensibilità. Polemica con il classicismo

50 In Germania, a Berlino, Friedrich ed August Wilhelm Schlegel pubblicano il primo numero della rivista Athenaeum. Al movimento aderirono anche i poeti Novalis e Wilhelm Heinrich Wackenroder – La prefazione della seconda edizione alle Lyrical Ballads di Samuel Taylor Coleridge è il manifesto del Romanticismo inglese – Il libro Sulla Germania di Madame de Staël segna la nascita del Romanticismo francese. Scuole romantiche europee

51 Il Romanticismo italiano è assai più moderato di quello tedesco: in Germania si accentuano gli aspetti irrazionalistici, fantastici, malinconici e tenebrosi, in Italia si sottolineano invece ladesione al presente allimpegno civile e politico, alla realtà e al vero storico. E lItalia?

52 Nel gennaio 1816 sulla Biblioteca Italiana compare un articolo di Madame de Stael intitolato Sulla maniera e lutilità delle traduzion i in cui la scrittrice francese invitava gli scrittori italiani a tradurre opere delle moderne letterature europee. Era un invito a cooperare al rinnovamento culturale e letterario in atto e una constatazione della decadenza della letteratura italiana. Larticolo suscitò enorme scalpore e la reazione degli intellettuali che si divisero in classici e romantici. Polemica classico-romantica

53 Intorno allingiustizia di alcuni giudizi letterari italiani di Ludovico di Breme. Avventure letterarie di un giorno di Pietro Borsieri. Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo di Giovanni Berchet. A difesa delle loro posizioni i romantici milanesi fondarono nel 1818 un loro proprio periodico, il Conciliatore, tra i cui redattori figurava anche Silvio Pellico. Tra i simpatizzanti ricordiamo invece A. Manzoni. I manifesti del Romanticismo italiano (1816)

54 Parlando del Romanticismo italiano va rilevato un dato geografico. Esso fu un fenomeno essenzialmente milanese e ne furono esponenti esponenti dellalta borghesia e dellaristocrazia progressista milanese e lombarda che, già nel Settecento, guardava con interesse al progetto illuminato di una modernizzazione civile ed economica. DallIlluminismo al Romanticismo


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