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A cura di Roberta Fidanzia ed Eleonora Masci

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Presentazione sul tema: "A cura di Roberta Fidanzia ed Eleonora Masci"— Transcript della presentazione:

1 A cura di Roberta Fidanzia ed Eleonora Masci
Il voto alle donne. Momenti ed Immagini. A cura di Roberta Fidanzia ed Eleonora Masci

2 Suffragio universale Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini maggiorenni possono partecipare alle elezioni politiche, amministrative ed alle altre consultazioni pubbliche, come i referendum. Si ammette, tuttavia, che in caso di condanna per determinati reati, al condannato si possa sospendere il diritto di voto, temporaneamente o permanentemente.

3 Il suffragio universale si basa sul principio secondo il quale la rappresentanza politica trova legittimazione nella propria volontarietà. Nei moderni Stati democratici tutti i cittadini sono alla base del sistema politico. Attraverso lo strumento del suffragio universale viene eletto l'organo legislativo di uno Stato. Nelle repubbliche presidenziali questo avviene anche per l'elezione del Capo dello Stato.

4 Vero nome Marie Gouze Olympe De Gouges (1748 – 1793)
donna di lettere e di intelletto, si mette in luce fin dai primissimi giorni della Rivoluzione per le sue idee riformatrici. Davanti all’assemblea costituente reclama l’uguaglianza dei sessi. Con la Dichiarazione dei Diritti della donna e della cittadina (1791), in cui riprende punto per punto la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, si costituisce come prima esponente teorica del femminismo, tragicamente in anticipo rispetto alle sanguinose contraddizioni della sua epoca.

5 I. «La Femme naît libre et demeure égale à l'homme en droits
I. «La Femme naît libre et demeure égale à l'homme en droits. Les distinctions sociales ne peuvent être fondées que sur l'utilité commune» X. «…la femme a le droit de monter sur l 'échafaud ; elle doit avoir également celui de monter à la Tribune…» XVI«Toute société, dans laquelle la garantie des droits n'est pas assurée, ni la séparation des pouvoirs déterminée, n'a point de constitution; la constitution est nulle, si la majorité des individus qui composent la Nation, n'a pas coopéré à sa rédaction» I. «La Donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'uomo. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'interesse comune » X. «…la donna ha il diritto di salire sul patibolo, essa deve avere pure quello di salire sul podio…» XVI. «Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione; la costituzione è nulla se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione non ha cooperato alla sua redazione.»

6 Olympe de Gouges fu ghigliottinata il 3 novembre del 1793 a 45 anni, “per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso ed essersi immischiata nelle cose della Repubblica”.

7 ITALIA Il percorso del suffragio in Italia è stato lungo e tortuoso e parte da quando l'Italia non era ancora uno stato unitario. Legge 680\1848 (legge elettorale piemontese su criteri censitari). Fu riconosciuto potere di voto agli uomini maggiori di 25 anni che sapessero leggere e scrivere e pagassero almeno 40 lire di imposte. Numericamente questo portava il 2% della popolazione italiana alle urne. Nel Granducato di Toscana permaneva il limite di censo, ma potevano votare anche le donne .

8 1872 La “sinistra storica” abbassa la soglia della maturità elettorale da 25 a 21 anni. Ammette, inoltre, al voto tutti i cittadini in grado di leggere e scrivere, ma in una situazione di analfabetismo come quella italiana, la percentuale di elettori sulla popolazione si alza in maniera poco significativa. 1882 legge Zanardelli del 24 settembre: suffragio allargato Viene riconosciuto il diritto di voto ai maschi maggiorenni alfabeti e a coloro che versano imposte dirette per una cifra annua di 19,8 lire. Il corpo elettorale viene più che triplicato

9 1907 una commissione, tutta maschile, nominata da Giolitti, aveva dato parere negativo sul voto alle donne, anche su quello amministrativo di cui avevano goduto, prima dell’Unità d’Italia, le donne del Lombardo-Veneto e del Granducato di Toscana. Anna Kuliscioff ( ) nel 1908. Foto di Mario Nunes Vais, ICCD, E98038 Commentò all’epoca Anna Kuliscioff: “Per poter votare il cittadino italiano deve prendere una sola precauzione: nascere maschio”.

10 1912 La legge promulgata da Giovanni Giolitti stabilisce un suffragio quasi universale per gli uomini: tutti gli uomini capaci di leggere e scrivere con almeno 21 anni possono votare, mentre gli analfabeti possono votare a partire dai 30 anni. Inoltre, il voto viene esteso a tutti i cittadini che abbiano già prestato servizio militare.

11 1919 Viene modificata la legge precedente: possono votare tutti i cittadini maschi di almeno 21 anni di età, viene quindi abolita la distinzione per gli analfabeti. Possono, inoltre, votare anche tutti i minorenni che abbiano prestato servizio militare nei corpi mobilitati. Il sistema proporzionale sostituisce quello maggioritario a due turni. Il corpo elettorale viene portato a 11 milioni.

12 Nel 1919 la Camera approvò a larga maggioranza il suffragio femminile, ma la legislatura si chiuse in anticipo prima che il Senato potesse votare la legge. Quando, due anni dopo, si tornò a discuterne, il clima era completamente cambiato: il fascismo era alle porte e prevedeva per le donne solo raduni, aiuti nelle propaganda e opere caritative.

13 Il primo febbraio 1945 un decreto di Umberto di Savoia, Luogotenente del re, su proposta De Gasperi (DC) – Togliatti (PCI) riconosce alle donne il diritto di voto. Si conclude una battaglia che dura da mezzo secolo.

14 1946 suffragio universale per uomini e donne che abbiano compiuto la maggiore età (inizialmente i 21 anni, successivamente i 18 anni). La prima occasione di voto sono le elezioni del 2 giugno 1946, per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per l'elezione dell'Assemblea Costituente.

15 Donne elette alla Costituente: solo 21:
Il 2 giugno 1946 si vota per eleggere i rappresentanti dell’Assemblea Costituente Donne votanti Uomini votanti Donne elette alla Costituente: solo 21: nove DC, nove comuniste, due socialiste e una della lista "L´Uomo qualunque". Cinque di loro entrano nella "Commissione dei 75" incaricata di scrivere la Carta Costituzionale: le dc Maria Federici e Angela Gotelli, la socialista Lina Merlin e le comuniste Teresa Noce e Nilde Jotti.

16 Scrive la giornalista Anna Garofalo “Stringiamo le schede come biglietti d’amore. Si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi nelle lunghe file davanti ai seggi. E molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra uomo e donna hanno un tono diverso, alla pari”. Anna Garofalo (1903 – 1965), giornalista, curatrice di una rubrica radiofonica nel 1944 “Parole di una donna” fu la prima a rivolgersi ad un vasto pubblico femminile affrontando i nuovi temi dell’emancipazione, dal diritto di voto al diritto al lavoro, anticipando argomenti destinati a diventare di attualità solo dopo molti anni: l’uguaglianza tra i coniugi, il divorzio, l’aborto. Agli stessi temi dedicò articoli, saggi, inchieste e un libro “L’Italiana in Italia” (1956).

17 Il Who’s Who delle Donne Protagoniste della politica italiana dal 1946
Tina Anselmi - Prima donna Ministro in Italia 1976 Ministro del Lavoro (nel terzo Governo Andreotti). 1978 Ministro della Sanità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri 1999 Presidente della Commissione per la restituzione dei beni agli Ebrei . Dal 1981 – al 1985 Presidente della Commissione d’inchiesta sulla P2. Presidente della Commissione per le Pari opportunità. Ha contribuito al successo di diverse leggi: legge per la protezione delle madri lavoratrici, per la regolamentazione del lavoro a domicilio, per la parità tra uomo e donne in materia di lavoro e la riforma del diritto di famiglia.

18 Leonilde Iotti, detta Nilde (1920 – 1999)
Eletta alla Costituente nel 1946 fa parte del gruppo dei 75 per l’elaborazione della Carta Costituzionale 1979 Prima donna italiana a ricoprire l’incarico di Presidente della Camera dei Deputati. Mantenne l’incarico per 13 anni, guadagnandosi anche la stima degli avversari politici. Nilde Iotti (PCI) al momento dell'insediamento a Presidente della Camera dei deputati durante la 1°seduta della VIII Legislatura (20 giugno 1979). Da Il Parlamento italiano Vol. XXIII,Nuova CEI Informatica, Milano,1993. Archivio fotografico on-line della Camera dei Deputati

19 Membro della Costituente nel 1946. Senatrice nel 1948.
Angelina Merlin (1887 – 1979) Membro della Costituente nel 1946. Senatrice nel 1948. Protagonista di grandi battaglie civili, quali: la cancellazione della sigla “N.N.”sui documenti d’identità; l’abolizione delle case chiuse. La legge venne presentata nel 1948 e venne approvata, dopo un iter travagliatissimo, nel 1958, quando l’Italia era rimasta il solo paese europeo dove le “case” erano sotto il controllo dello Stato Eletta alla Costituente, quando si discuteva l’art. 3 , chiese che nella frase “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di ….” la prima parola citata fosse sesso (seguita poi da “di razza, di lingua, di religione”). “È ovvio, che bisogno c’è di esplicitarlo?” obiettarono i colleghi uomini. Ma la Merlin fu irremovibile: “Meglio metterla, non si sa mai”, disse.

20 Rita Levi Montalcini Neurobiologa, premio Nobel per la medicina nel 1986. Lascia l’Italia a causa delle leggi razziali del 1938, lavora negli Stati Uniti dal 1947, rientra in Italia nel 1977. Nel gennaio del 1993 è la prima donna nominata. Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani. Lo presiederà fino al 1998. Senatore a vita dal 2001. Molto attiva in campagne di interesse sociale, per es. contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 ha istituito, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, con l'obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.

21 NUOVA ZELANDA La Nuova Zelanda nel 1893 è stato il primo Paese al mondo a riconoscere il suffragio universale, maschile e femminile

22 STATI UNITI 1776 Suffragio universale maschile, con diverse restrizioni di carattere censitario, razziale e sessuale. 1918 Il Senato degli Stati Uniti d'America approva, con la prescritta maggioranza dei due terzi dei presenti, il diciannovesimo Emendamento costituzionale che pone fine, dopo settant'anni, alla lunga lotta condotta dalle suffragette americane per ottenere il diritto di voto. "Il diritto di voto conferito ai cittadini degli Stati Uniti non potrà essere negato o limitato dagli Stati Uniti o da uno degli Stati in considerazione del sesso". La nuova disposizione entrò definitivamente in funzione il 26 agosto 1920, quando il Tennessee, secondo la procedura richiesta dalla Carta costituzionale, la ratificò, ultimo tra gli Stati.

23 Parata per il Suffragio a New York il maggio 1912

24 REGNO UNITO È stato uno tra i primi paesi europei ad attuare riforme elettorali tendenti ad universalizzare il voto. 1832 Reform Act: voto in base a criteri censitari. 1867 Con una riforma si abbassa il censo con il quale si può votare (arrivano al voto anche alcuni operai). Nuove riforme estensive, il suffragio è solo maschile. 1918 suffragio universale (maschile e femminile).

25 Una suffragetta vende copie di “Votes For Women” settimanle militante della Women’s Social and Political Union (WSPU) Suffragetta inglese (ca – 1910) Copyright © 2000 George Eastman House, Rochester, NY

26 vendita di copie del Suffragette

27 Le suffragiste venivano spesso fermate dalla polizia, non era infrequente che trascorressero un periodo in carcere anche lungo. Suffragetta inglese arrestata dalla polizia

28 Le donne inglesi votano per la prima volta nel 1918
tavola di Achille Beltrame

29 FRANCIA 1792 Breve periodo di suffragio universale, maschile e femminile, durante la rivoluzione francese (evento occasionale non ripetuto in seguito fino al 1946). 1848 Suffragio universale maschile. 1946 Suffragio universale (maschile e femminile).

30 ALTRI PAESI 1902 Australia 1906 Finlandia 1913 Norvegia 1917 Danimarca
1917 Svezia 1917 Russia 1918 Irlanda 1919 Germania 1920 Canada 1929 Ecuador 1930 Sud Africa 1931 Spagna 1932 Brasile 1932 Uruguay 1923 Turchia 1934 Cuba 1946 Giappone 1947 Argentina 1948 Israele 1935 India 1949 Indonesia 1958 San Marino 1971 Svizzera

31 GRAFICO L’istogramma rappresenta l’ordine cronologico in cui le donne hanno conquistato il diritto al voto

32 “Vogliano le donne felici e onorate dei tempi a venire rivolgere il loro pensiero ai dolori e alle umiliazioni delle donne che le precedettero nella vita, e ricordare con qualche gratitudine i nomi di quelle che loro apersero e prepararono la via alla non mai prima goduta, forse appena sognata felicità”. Cristina Trivulzio Principessa di Belgioioso (1808 – 1871) “Della presente condizione delle donne e del loro avvenire” 1866 Cristina di Belgioso ritratta da Hayez nel 1832

33 G R A Z I E I diritti delle immagini appartengono ai rispettivi proprietari

34 Letture consigliate: Voce Donna, in Enciclopedia Einaudi, vol. 5, 1978. Elena Doni, Manuela Fugenzi, Il secolo delle donne, l’Italia del ‘900 al femminile, Laterza, 2001 Georges Duby, Michelle Perrot, Storia delle donne in Occidente. Il Novecento, a cura di Françoise Thébaud, Laterza, 1992. Olympe de Gouges, Dichiarazione dei diritti della donna della cittadina, Il Melangolo, 2007. Miriam Mafai, a cura di, Le donne italiane, il chi è del ‘900, Rizzoli, 1993.


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