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Comitato Lasciateci Respirare ECOGUIDA PER CAPIRE E CAMBIARE.

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Presentazione sul tema: "Comitato Lasciateci Respirare ECOGUIDA PER CAPIRE E CAMBIARE."— Transcript della presentazione:

1 Comitato Lasciateci Respirare ECOGUIDA PER CAPIRE E CAMBIARE

2 Comitato Lasciateci Respirare NULLA SI CREA NULLA SI DISTRUGGE TUTTO SI TRASFORMA PROCESSI PRODUTTIVI Materie prime Additivi Combustibili Energia.... Prodotti finiti Sostanze inquinanti Scarichi idrici Calore Rifiuti....

3 Comitato Lasciateci Respirare Lintroduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nellaria, nellacqua o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dellambiente, causare il deterioramento di beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori ricreativi dellambiente o ad altri suoi legittimi usi. (Direttiva UE 96/61CEE) INQUINAMENTO

4 Comitato Lasciateci Respirare Le unità di misura Le unità di misura per gli inquinanti atmosferici sono valori estremamente piccoli: grammo g 1 1 milligrammo mg 0,001 1x10 -3 microgrammo μg 0, x10 -6 nanogrammo ng 0, x10 -9 picogrammo pg 0, x10 -12

5 Comitato Lasciateci Respirare EMISSIONI E INQUINAMENTO DELLARIA EMISSIONI = inquinamento atmosferico QUALITÁ DELLARIA Camini, caldaie Attività produttiveTraffico

6 Comitato Lasciateci Respirare PRINCIPALI COMPONENTI DELLARIA Comp. in volumeComp. in peso GAS FormulaP.M.%ppm*%ppm AzotoN2N OssigenoO2O ArgoAr Anidride Carbonica CO NeonNe ElioHe MetanoCH CriptoKr Ossido nitroso N2ON2O IdrogenoH2H XenoXe Fonte: Arpa Emilia Romagna *(T = 0°C, 273 °K, P = 1 atm., pA)

7 Comitato Lasciateci Respirare LATMOSFERA CHE RESPIRIAMO La parte di atmosfera che ci interessa più da vicino è la cosiddetta "troposfera", avente uno spessore variabile dai 6 ai 17 Km a partire dalla superficie terrestre, in cui è concentrata la maggior quantità di aria che respiriamo e che quindi permette la continuazione della vita così come la conosciamo. Questa, purtroppo, è anche quella maggiormente influenzata dallinquinamento atmosferico, eccezione fatta per lozonosfera situata ad una altezza maggiore che risente di particolari e più resistenti tipi di inquinanti quali i clorofluorocarburi che partecipano direttamente alla diminuzione dellozono in essa contenuto. Caratteristica peculiare della troposfera è la diminuzione costante di temperatura con laltezza (6°C per Km.), che permette la dispersione degli inquinanti in quota: tantè che in particolari condizioni, ossia quando la temperatura comincia a crescere con lallontanarsi dalla superficie terrestre (stato di inversione termica) gli inquinanti vengono schiacciati e mantenuti a livello del suolo.

8 Comitato Lasciateci Respirare INQUINAMENTO ATMOSFERICO Ogni modificazione della normale composizione chimica o dello stato fisico dellaria dovuta alla presenza di una o più sostanze, in quantità e con caratteristiche tali da alterare la salubrità e da costituire pericolo per la salute pubblica (DPR 203/88) Vi sono sostanze che una volta immesse nellatmosfera ricadono a terra e possono entrare negli scarichi idrici e/o entrare nelle catene alimentari Linquinamento atmosferico è correlato a un evidente peggioramento della sintomatologia bronchitica e come il danno alle mucose delle vie respiratorie facilita la penetrazione degli allergeni, incrementando quindi il rischio di sensibilizzazioni e allergie (Antonio Paddeu Pneumologo)

9 Comitato Lasciateci Respirare INQUINANTI ATMPOSFERICI Generalmente vengono suddivisi in 2 grandi macrocategorie: 1.INQUINANTI PRIMARI: sono quelli immessi direttamente nellambiente dal processo che li ha prodotti 2.INQUINANTI SECONDARI: Sostanze che si formano a seguito delle modificazioni di varia natura a carico degli inquinanti primari, con reazioni che spesso coinvolgono lossigeno atmosferico e la luce

10 Comitato Lasciateci Respirare Linquinamento atmosferico

11 Comitato Lasciateci Respirare §I gas (CO,NOx,et.) possono giungere direttamente, insieme allaria inspirata,a livello alveolare,da cui possono eventualmente passare nel sangue. Tuttavia,gas molto solubili in acqua (come la SO2) vengono già assorbiti a livello tracheo-bronchiale, laddove esercitano i loro effetti tossici. §Le particelle corpuscolate di maggiori dimensioni si arrestano nel naso-faringe,ove vengono intrappolate nel muco ed espulse. Le particelle di diametro inferiore (< 5 micron) raggiungono gli alveoli. PENETRAZIONE DEGLI INQUINANTI A LIVELLO RESPIRATORIO Antonio Paddeu pneumologo e presidente dellAssociazione Malattie Respiratorie A.Ma.Re di Como

12 Comitato Lasciateci Respirare QUALITA DELLARIA Per valutare la qualità dellaria ci sono dei valori di riferimento (standard): SUL LUNGO PERIODO (anno): valori limite e valori guida SUL BREVE PERIODO: livelli di attenzione e livelli di allarme Nota: i valori guida sono i limiti di concentrazione ed esposizione per la promozione della salute a lungo termine. Sono valori per i quali non vi sono rischi noti per la salute I livelli di attenzione sono concentrazioni capaci di determinare una situazione che se persistente determina il rischio che si raggiunga lo stato dallarme. Da notare che i livelli di attenzione sono tali da costituire un rischio serio per le componenti più deboli o sensibili della popolazione (bambini, anziani, cardiopatici, asmatici etc) I livelli di allarme sono concentrazioni tali da mettere a rischio sanitario anche per esposizioni di breve durata

13 Comitato Lasciateci Respirare

14 POLVERI 6) Sono quindi importanti le osservazioni consentite dal microscopio elettronico a scansione: usare questa tecnica vuol dire vedere le particelle, contarle distinguendo le varie famiglie, osservarne l'evoluzione nel tempo in forma, dimensioni e numero, su scala di qualche decina di minuti, studiare la composizione chimica della frazione di maggiori dimensioni del PM10. 7) Il PM 2,5 è una miscela complessa di migliaia di composti chimici e, alcuni di questi sono di estremo interesse a causa della loro tossicità. L'attenzione è rivolta agli idrocarburi aromatici policiclici (IPA) che svolgono un ruolo nello sviluppo del cancro. Alcuni nomi: Fluoranthene, Pyrene, Chrysene, Benz[a]anthracene, Benzo[b]fluoranthene, Benzo[k]fluoranthene, Benzo[a]pyrene, Dibenz[a,h]anthracene. 8) Quale sarebbe il valore del PM10 in natura senza la presenza dell'uomo? Le concentrazioni di PM in atmosfera dipendono sia da sorgenti naturali che antropiche. La concentrazione di fondo di PM è solitamente definita come la distribuzione delle concentrazioni di PM che si osserverebbe in assenza di emissioni antropiche di PM (particelle primarie), e in assenza di emissioni antropiche che precorrono la formazione di PM (particelle secondarie), quali VOC, NOx ed SO 2.

15 Comitato Lasciateci Respirare POLVERI SOSPESE 0 PARTICOLATO 1)Per particolato si intendono tutte le particelle solide o liquide sospese nell'aria, esclusa l'acqua pura, con dimensioni microscopiche. Il PM10 è il particolato atmosferico che ha un diametro uguale o inferiore a 10 µm 2) Il PM2.5 è la frazione più fine del PM10, costituita dalle particelle con diametro uguale o inferiore a 2,5 µm 3) Il diametro delle particelle è considerato il parametro più importante per caratterizzare il comportamento fisico del particolato atmosferico 4) Il PM 2,5 è il particolato più pericoloso per la salute e l'ambiente: questo particolato può rimanere sospeso nell'atmosfera per giorni o settimane. Le particelle maggiori (da 2,5 a 10 µm) rimangono in atmosfera da poche ore a pochi giorni, contribuiscono poco al numero di particelle in sospensione, ma molto al peso totale delle particelle in sospensione. Sono significativamente meno dannose per la salute e l'ambiente 5) Ne consegue che la misura del PM10 (espresso in µg/m3) quale metodo di valutazione dell'inquinamento da particolato fornisce informazioni incomplete: non distingue le particelle grossolane dal pericoloso PM 2,5. Paradossalmente, un elevato valore del PM10 può corrispondere alla presenza di poche particelle del tipo PM 2,5 e molte di dimensioni maggiori: una situazione più accettabile rispetto ad un PM10 di valore inferiore con poche particelle grossolane e molte dal PM 2,5.

16 Comitato Lasciateci Respirare DIOSSINE Occorre chiarire che il termine "diossine" si usa per indicare un gruppo di composti aromatici, le dibenzo-p-diossine e i dibenzofurani. Si tratta di sostanze caratterizzate da una distribuzione pressoché ubiquitaria come contaminanti ambientali persistenti, formate da idrocarburi aromatici legati ad atomi di cloro più o meno numerosi. Il termine diossina è spesso usato come sinonimo di TCDD o 2,3,7,8-tetracloro-dibenzo-p-diossina, ma in realtà si conoscono 75 tipi diversi tra diossine e 135 congenere dei furani, strettamente correlati per caratteristiche e tossicità. Diciassette di queste molecole sono considerate estremamente tossiche per luomo e gli animali. La tossicità come composto viene espressa in riferimento alla tossicità della 2,3,7,8-tetraclorodibenzo- p-diossina, la più tossica, in I-TEQ (International Toxicity Equivalents). Tra le 17 molecole la tossicità può variare di circa tre ordini di grandezza: per individuare il valore in I-TEQ di una particolare miscela di diossine/furani, la quantità di ogni singolo componente viene moltiplicata per un proprio fattore di tossicità (I-TEF) in relazione alla TCDD. I valori ottenuti vengono quindi sommati tra loro.

17 Comitato Lasciateci Respirare DIOSSINE Lo IARC ha classificato la TCDD come cancerogeno per l'uomo (gruppo 1). La Commissione Scentifica Europea per l'Alimentazione, il 22 novembre 2000, ha deciso di abbassare a 1 picogrammo per chilo corporeo (al giorno) il limite massimo di diossine e altri composti organici tollerabile per l'uomo. Giornalmente, una persona di 70 chili, può assorbire al massimo 70 picogrammi di diossine (70 kg x 1 pg/kg), ma ciò non significa che la Dose Giornaliera Tollerabile (TDI) corrisponda ad una dose sicura (rischio zero). Si tratta semplicemente del giusto compromesso tra un rischio aggiuntivo, estremamente basso e la concentrazione "naturale" nel cibo, nell acqua, e nellaria di questi composti.

18 Comitato Lasciateci Respirare LE DIOSSINE (a) altamente lipofile, (b) sostanzialmente insolubili in acqua, (c) molto stabili chimicamente e fisicamente (fà eccezione una certa labilità fotochimica), (d) in genere estremamente persistenti nell'ambiente e nei sistemi biologici.

19 Comitato Lasciateci Respirare LA NOSTRA ARIA Area dei Cementifici Padovani (Comuni di Este e Monselice): i territori comunali di questi Comuni sono zone particolarmente inquinate che necessitano di interventi di tutela ambientale data lelevata densità di cementifici presenti, lintenso traffico di automezzi pesanti determinato dalla presenza dei cementifici e dalle importanti e trafficate arterie stradali SONO INSERITI NELLELENCO UFFICIALE DELLE AREE PIU INQUINATE DEL VENETO INSIEME A Polo industriale di Marghera Polo Conciario Vicentino Distretto del Mobile Trevigiano Distretto del Mobile Veronese

20 Comitato Lasciateci Respirare TREND DI PRODUZIONE DI CEMENTO

21 Comitato Lasciateci Respirare IL MERCATO ITALIANO Fonte: AITEC

22 Comitato Lasciateci Respirare Come restare sul mercato? Ridurre i costi Sviluppare attività collegate e redditizie come il recupero come materia prima di rifiuti, il co- incenerimento(recupero energetico) di rifiuti e la produzione energia

23 Comitato Lasciateci Respirare COSTI 40% dei costi di produzione sono di tipo energetico

24 Comitato Lasciateci Respirare UTILIZZO DI COMBUSTIBILI NON CONVENZIONALI Lutilizzo di combustibili non convenzionali, quali ad esempio alcuni rifiuti organici e inorganici, offre una valida e competitiva alternativa alle fonti energetiche tradizionali nel pieno rispetto degli standard qualitativi del prodotto e della salvaguardia dellambiente. La tipicità del processo produttivo del cemento, nonché della sua composizione chimico- mineralogica, rende ideale lutilizzo di alcuni rifiuti nellalimentazione dei forni di cottura; rifiuti, quali pneumatici, oli esausti, rifiuti solidi urbani ecc., che altrimenti dovrebbero essere inceneriti o portati a discarica. Infatti gran parte delle sostanze liberate dalla combustione di tali rifiuti vengono inglobate nel prodotto stesso, senza produzione di emissioni supplementari, mentre sarebbero liberate in atmosfera in caso di incenerimento tradizionale. Fonte: AITEC LAITEC è dal 1959 lassociazione di rappresentanza delle Aziende italiane produttrici di cemento. L'industria italiana del cemento può essere annoverata tra le realtà più significative nel panorama economico-produttivo del nostro Paese. Dopo circa un secolo di storia, essa oggi è leader a livello europeo e tra le prime dieci a livello mondiale.

25 Comitato Lasciateci Respirare RITARDI? E LA NOSTRA SALUTE? Dalla Confindustria lombarda parte un grido d'allarme: i comparti produttivi sono lontanissimi dalle norme europee di autorizzazione ambientale che entreranno in vigore nel E si rischia l'ecatombe. In Lombardia, il parco tecnologico dellindustria, sebbene sia di buon livello, ha comunque necessità di forti investimenti per raggiungere i livelli di prestazione previsti dalle BAT. Si pongono problemi di adeguamenti strutturali. Alcuni impianti potrebbero essere messi fuori mercato. Cè una grossa preoccupazione per i settori legati al cemento e ai metalli ferrosi e non.

26 Comitato Lasciateci Respirare BAT o MTD Le migliori tecnologie disponibili sono un concetto tecnico economico il D.Lgs n. 372 del 4 agosto 1999 definisce come BAT le "migliori tecniche disponibili" (Art.2, comma 12): a)Tecniche: "le tecniche impiegate, le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dellimpianto b) Disponibili: "qualifica le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta lapplicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nellambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte nello Stato membro di cui si tratta, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli ; c) Migliori: "Le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dellambiente nel suo complesso" Disponibili sul sito

27 Comitato Lasciateci Respirare BRUCIARE rifiuti peggiora la qualità dellaria CON PRODUZIONE DI EMISSIONI SUPPLEMENTARI!! Fonte: Linee guida per le BAT per il cemento Gennaio 2004 I cementifici che utilizzano rifiuti devono controllare nuove sostanze alcune delle quali oltre ad essere disperse nellaria cadendo al suolo entrano nelle catene alimentari

28 Comitato Lasciateci Respirare DIOSSIONE E CEMENTIFICI CHE BRUCIANO RIFIUTI Nel 2001 lUnione Europea ha stabilito la dose giornaliera tollerabile di diossina in due picogrammi per chilogrammo di peso corporeo. Quindi, per un bambino di 5 chili, la dose massima tollerabile è di 10 picogrammi al giorno. In base ai dati sulla produzione di cemento (4.451 t/g) ottenuti dal rapporto annuale del 2002 della Holcim (ex-Cementeria di Merone) dal cementificio uscirebbero in totale 668 milioni di picogrammi di diossine al giorno. Il fattore medio di emissione di diossine da cementifici stimato dallUnione Europea (0,15 microgrammi I-TEQ per tonnellata di cemento prodotto) pubblicato nellInventario Europeo delle Diossine, consultabile sul sito Internet: europa.eu.int/comm/environment/dioxin/stage1/cement.pdf microgrammo μg 0, x10 -6 picogrammo pg 0, x Negli Stati Uniti la prima fonte di diossina è rappresentata dagli inceneritori di rifiuti urbani e i cementifici occupano il terzo posto in questa classifica. (Fonte: Agenzia degli Stati Uniti per la Protezione dellAmbiente, USEPA draft dioxin inventory 2000).

29 Comitato Lasciateci Respirare Sostanze tossiche vietate dal Trattato di Stoccolma Diossine e furani hanno proprietà e struttura chimica molto simile. Si formano in vari processi chimici e di incenerimento come sottoprodotto. Gli effetti sulla salute sono tra l'altro neuropatie, senso di affaticamento, depressione. Esposizioni a lungo termine portano al cancro del sistema respiratorio. Persistono nell'ambiente per molto tempo e si riscontrano in dosi alte negli animali acquatici, anche di posti non industrializzati. Normalmente le persone ne vengono contaminate attraverso il cibo animale. Vengono trasmesse con l'allattamento al seno. PCB e DDT fanno parte dei prodotti chimici persistenti e bioaccumulabili (POP) e, in Europa, il loro uso è vietato già da molti anni. Nonostante questo sono ancora onnipresenti, vengono riscontrate per esempio negli esami del sangue o nelle carni dei pesci. I PCB risultano tutt'oggi tra i contaminanti più diffusi. Questo dimostra che dopo aver sentenziato un divieto ci vogliono molti anni per smaltire i danni. 18/05/2004 Sostanze chimiche tossiche: in vigore il trattato di Stoccolma Sono 12 i prodotti chimici nocivi messi al bando dalla Convenzione di Stoccolma, entrata in vigore ieri. Il trattato internazionale vieterà o limiterà in maniera significativa la produzione, luso e il rilascio di questi prodotti, tra cui i policlorobifenili (PCBs), le diossine e alcuni antiparassitari. LItalia non ha ancora ratificato la Convenzione, ad oggi ratificata da 50 Paesi. I prodotti sotto accusa sono inquinanti organici persistenti (POPs), sostanze tossiche che resistono ai processi generalmente in grado di eliminare le sostanze contaminanti

30 Comitato Lasciateci Respirare CEMENTIFICI INCENERITORI PAUL CONNETT, PhD, professore di Chimica Generale, Chimica Ambientale e Tossicologia St. Lawrence University, Canton, NY. La Provincia di Como, 29 settembre 2004 Conferenza organizzata lunedì 27 settembre dal gruppo di appoggio di Greenpeace di Como presso il liceo Volta di Como.... utilizzare i forni dei cementifici è ancora più pericoloso che incenerire i rifiuti in inceneritori nati per questo scopo. Le sostanze tossiche non possono che percorrere due strade: o vengono immesse in atmosfera, o vengono inglobate nel cemento

31 Comitato Lasciateci Respirare LE STRATEGIE AZIENDALI (DAL SITO UFFICIALE DI ITALCEMENTI GROUP del 2004) Recupero dei rifiuti nel ciclo produttivo del cemento Lo schema rappresenta un tipico ciclo di produzione, indicando in verde (IN ALTO) le materie prime, i combustibili e i correttivi del cemento convenzionali e in rosso (In basso) alcune delle principali tipologie di rifiuti riutilizzabili nelle corrispondenti fasi del processo. HANNO LA BOCCA LARGA

32 Comitato Lasciateci Respirare Registri ufficiali delle emissioni « Registro INES Il registro nazionale delle emissioni INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) e il registro europeo EPER (European Pollutant Emission Register) sono registri integrati nati nell'ambito della direttiva 96/61/CE, meglio nota come direttiva IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control). Essi sono il risultato di un approccio integrato alla gestione ambientale che coinvolge i governi, le industrie e il pubblico e dà la possibilità a quest'ultimo di esercitare il proprio diritto di accesso ad informazioni ambientali in maniera facile attraverso la moderna tecnologia. EPER europeo INES Sito nazionale Vengono dichiarati solamente quelli inseriti in un elenco specifico e se superano una certa soglia!! Quindi: se non viene dichiarato è possibile che non ci sia o che le quantità siano inferiori al valore soglia. Ecco perché il Comitato Lasciateci Respirare ha chiesto un FORUM

33 Comitato Lasciateci Respirare IMPIANTI MAGGIORMENTE IMPATTANTI PER LE EMISSIONI NELLA PROVINCIA DI PADOVA SECONDO IL REGISTRO INES Cementeria di Monselice Spa (RADICI) 2.Cementeria di Monselice (ITALCEMENTI) 3.Cementeria di Este (CEMENTIZILLO) 4.Acciaierie Venete SpA di Padova 5.Cartotecnica Veneta SpA 6.Discarica S.Urbano Valori espressi in kg/anno (vanno letti anche con riferimento al volume)

34 Comitato Lasciateci Respirare ITALCEMENTI DI MONSELICE Anidride Carbonica Tonnellate/anno Ossidi di azoto (No x ) 2738 Tonnellate/anno Ossidi di zolfo 790 Tonnellate/anno (IL BIOSSIDO DI ZOLFO E LANIDRIDE SOLFOROSA) Cloro e composti organici 15 Tonnellate/anno PM (Particolato) 92 Tonnellate/anno CEMENTERIA DI MONSELICE (RADICI) Anidride Carbonica Tonnellate/anno Ossidi di azoto 1224 Tonnellate/anno Emissioni – Anno di riferimento 2002 EX CEMENTERIE DI MONSELICE

35 Comitato Lasciateci Respirare VALORI SOGLIA Elenco inquinanti da comunicare annualmente in caso di superamento dei valori di soglia ES: Ossidi di zolfo( SO2): solo se si supera il valore soglia di kg/anno Cloro e composti inorganici: solo se si supera il valore soglia di kg/anno PCDD/PCDF (sostanze organiche clorurate): solo se si supera il valore soglia di 0,001 kg/anno Quindi è FALSA laffermazione : Nei forni dei cementifici la temperatura è così alta che le diossine non si formano.

36 Comitato Lasciateci Respirare CRITICITA DEI CEMENTIFICI Fonte: Linee guida per le BAT (dette anche MTD cioè Migliori Tecnologie disponibili) per il cemento Gennaio 2004

37 Comitato Lasciateci Respirare ESEMPIO Autorizzazione del 11/05/1995 relativa alla continuazione alle emissioni della ditta Italcementi – Stabilimento di Monselice:... Lazienda dovrà altresì comunicare al Comune di Monselice il calendario delle fermate programmate dei forni e informare celermente lo stesso dei motivi delle fermate non programmate e della durata prevista degli inconvenienti causati al fine di permettere agli uffici comunale di avvisare adeguatamente la popolazione. Avvisarci di cosa ??

38 Comitato Lasciateci Respirare ALTRO ESEMPIO Autorizzazione alle emissioni in atmosfera n° 4641/EM rilasciata dalla Provincia di Padova alla ditta Cementeria di Monselice SpA ai sensi del DPR 203/88 (prot. N° del 22/11/2004):... Lazienda dovrà altresì comunicare al Comune di Monselice, (e per conoscenza allARPAV e alla Provincia) il calendario delle fermate programmate del forno e informare celermente lo stesso dei motivi delle fermate non programmate e della durata prevista degli inconvenienti causati al fine di permettere agli uffici comunale di avvisare adeguatamente la popolazione. Avvisarci di cosa ??

39 Comitato Lasciateci Respirare ALTRE CRITICITA

40 Comitato Lasciateci Respirare Requisiti dei combustibili da rifiuto Quindi che derivano: da una raccolta differenziata di qualità Emissioni inferiori a quelle dei combustibili convenzionali (guardando tutto): –Anidride solforosa –Ossidi di azoto –Polveri –Metalli –diossine Ai sensi della Direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE Gli Stati membri (cioè lItalia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano ricuperati (tra cui cè il recupero energetico) o smaltiti senza pericolo per la salute delluomo e senza usare procedimenti o metodi che POTREBBERO recare pregiudizio allambiente e in particolare: - senza creare rischi per lacqua, laria, il suolo e per la fauna e la flora; - senza causare inconvenienti da rumori od odori; - senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse.

41 Comitato Lasciateci Respirare BRUCIARE rifiuti peggiora la qualità dellaria CON PRODUZIONE DI EMISSIONI SUPPLEMENTARI!! Fonte: Linee guida per le BAT per il cemento Gennaio 2004 I cementifici che utilizzano rifiuti devono controllare nuove sostanze alcune delle quali oltre ad essere disperse nellaria cadendo al suolo entrano nelle catene alimentari

42 Comitato Lasciateci Respirare METALLI PESANTI Le emissioni di mercurio nellatmosfera sono causate principalmente dalla combustione del carbone, dai processi produttivi dei cementifici e dellindustria dei metalli non ferrosi e dallincenerimento dei rifiuti urbani. Agenzia Europea per lAmbiente Lambiente in Europa : Seconda valutazione 28 Gennaio 2001 Secondo lAgenzia Ambientale Austriaca, a parità di concentrazione di mercurio nei rifiuti, le emissioni in aria della fornace sono state molto più elevate di quelle dellinceneritore. Inoltre, lanalisi dei flussi emessi dalla fornace ha dimostrato che luso di rifiuti fortemente contaminati era possibile perché le emissioni di metalli pesanti erano diluite nellintero flusso di gas. Nellimpianto di incenerimento, i metalli pesanti presenti nei rifiuti si ritrovano concentrati nei residui (scorie, filtri e ceneri) portati poi in discarica, mentre nella fornace i metalli pesanti si dividono tra le emissioni in aria e i residui nel prodotto finito. UBA ha infine verificato che le emissioni in acqua dallimpianto di incenerimento erano molto basse.

43 Comitato Lasciateci Respirare POCHE CERTEZZE Infine, luso di sostanze pericolose in prodotti che sono successivamente riciclati, ad esempio in prodotti da costruzione (ceneri di combustione, rifiuti pericolosi iniettati in forni per cemento, ecc.) potrebbe portare a un accumulo di sostanze pericolose, come gli inquinanti organici persistenti e i metalli pesanti, nellambiente umano. La conoscenza attuale di questo fenomeno è limitata OMCMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, COM(2003) 301 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE Verso una strategia tematica di prevenzione e riciclo dei rifiuti

44 Comitato Lasciateci Respirare CORTE di GIUSTIZIA EUROPEA (Prima Sezione) Sentenza 7 ottobre 2004 "Inadempimento di uno Stato - Direttive del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE e come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE (GU L 78, - Nozione di quantità di rifiuti – Dispensa dall'obbligo di autorizzazione" Nella causa C-103/02,... Ai sensi della Direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE Gli Stati membri (cioè lItalia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano ricuperati (tra cui cè il recupero energetico) o smaltiti senza pericolo per la salute delluomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio allambiente e in particolare: - senza creare rischi per lacqua, laria, il suolo e per la fauna e la flora; - senza causare inconvenienti da rumori od odori; - senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse. Gli Stati membri adottano inoltre le misure necessarie per vietare labbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti". LItalia risulta inadempiente LItalia risulta inadempiente e pertanto per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara e statuisce: 1) La Repubblica italiana, non avendo stabilito nel decreto 5 febbraio 1998, sullindividuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli artt. 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, quantità massime di rifiuti, per tipo di rifiuti, che possano essere oggetto di recupero in regime di dispensa dallautorizzazione, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza degli artt. 10 e 11, n. 1, della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti, come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE. 2) La Repubblica italiana, non avendo definito con esattezza i tipi di rifiuti relativi alle norme tecniche 5.9 e 7.8 dellallegato 1 del detto decreto, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono ai sensi dellart. 11, n. 1, della direttiva 75/442, come modificata, e dellart. 3 della direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991, 91/689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi.

45 Comitato Lasciateci Respirare STABILIMENTI DALLA BOCCA LARGA Per sapere cosa si deve abbattere, cosa cercare nellaria come sostanze prima bisogna sapere cosa entra! in unaltra indagine lo stesso Comando stazione (venezia-Mestre) ha scoperto unattività di riutilizzo e smaltimento illegale presso alcuni cementifici di ceneri di pirite contenenti elevate percentuali di arsenico, piombo e mercurio. I rifiuti partivano da alcune zone sottoposte a bonifica (Milano e Portogruaro), stoccati in un sito della provincia di Venezia ed avviati presso cementifici italiani ed esteri per lo smaltimento illegale;

46 Comitato Lasciateci Respirare CHI E LARPAV L'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (A.R.P.A.V.) è stata istituita con la legge regionale del 18 ottobre 1996, n. 32, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n. 94 del 22 ottobre Essa opera per la tutela, il controllo, il recupero dell'ambiente e per la prevenzione e la promozione della salute collettiva, perseguendo l'obiettivo dell'utilizzo integrato e coordinato delle risorse, al fine di consentire la massima efficacia nell'individuazione e nella rimozione dei fattori di rischio per l'uomo e l'ambiente (art. 1 comma 2 L.R. 32/96). Per far fronte ai suoi compiti istituzionali, l'A.R.P.A.V.: - è dotata di personalità giuridica pubblica, di autonomia amministrativa, tecnica, patrimoniale, contabile e finanziaria; - è strutturata, secondo il disposto della legge regionale istitutiva in: · Direzione Generale · Direzione Centrale che comprende tre aree funzionali: Tecnico Scientifica; Ricerca, studi, formazione e informazione; Amministrativa; · Dipartimenti Provinciali ed altre strutture.

47 Comitato Lasciateci Respirare I DIPARTIMENTI PROVINCIALI Estratto dellart. 11 del regolamento- DIPARTIMENTI PROVINCIALI I Dipartimenti Provinciali sono strutture gestionali periferiche dell'ARPAV. Ad ogni Dipartimento Provinciale è preposto un direttore, ai sensi dell'art. 14, comma 2 della legge istitutiva. Il Direttore del Dipartimento Provinciale: a. garantisce, nell'ambito della struttura provinciale, in quanto dotato dei necessari mezzi tecnico-scientifici e delle opportune risorse, il rispetto dei livelli qualitativi e quantitativi, dei tempi e dei costi delle prestazioni erogate da ARPAV. A tal fine è responsabile delle risorse professionali, strumentali e finanziarie assegnate; provvede agli acquisti entro i limiti fissati da apposita regolamentazione, nonché cura la fatturazione e la conseguente riscossione dei ricavi delle prestazioni verso terzi paganti;... c. garantisce l'esercizio coordinato delle attività che comportano interazioni tra il Dipartimento provinciale ed i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende ULSS del territorio di competenza; d. fornisce il supporto alle Amministrazioni preposte, nell'ambito delle competenze di ARPAV, per l'adozione delle eventuali misure cautelari di emergenza e di comunicazione del rischio; e. fornisce agli Enti competenti il supporto tecnico alle attività istruttorie connesse all'approvazione di progetti e al rilascio di autorizzazioni in materia ambientale in ambito provinciale; f. nei casi di emergenza, collabora con gli organi interessati per gli interventi a livello provinciale di protezione civile e ambientale; 4.

48 Comitato Lasciateci Respirare L ARPAV PUÓ FARE ANCHE LA CONSULENZA ALLE AZIENDE PRIVATE? Art. 16 del regolamento dellARPAV:INCARICHI PROFESSIONALI PER IL PERSONALE DI ARPAV Il Direttore Generale può autorizzare i dipendenti dell'ARPAV a svolgere consulenze presso altri enti della Pubblica Amministrazione o presso strutture private. Tali consulenze non possono essere prestate nei casi in cui si possa configurare incompatibilità con le funzioni affidate all'ARPAV dalla Legge istitutiva. L'attività di consulenza verrà disciplinata con apposito provvedimento del Direttore generale.


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