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LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 1 LA DIMENSIONE TERRITORIALE NELLA DIPLOMAZIA ITALIANA.

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Presentazione sul tema: "LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 1 LA DIMENSIONE TERRITORIALE NELLA DIPLOMAZIA ITALIANA."— Transcript della presentazione:

1 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 1 LA DIMENSIONE TERRITORIALE NELLA DIPLOMAZIA ITALIANA

2 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 2 STRUTTURA DELLA PRESENTAZIONE I PARTE: I SETTORI DI ATTIVITA INTERNAZIONALE DELLE REGIONI, LA DIPLOMAZIA DI SISTEMA DEL MINISTERO DEGLI ESTERI II PARTE: NECESSITA DI UNA NUOVA DINAMICA ISTITUZIONALE

3 I PARTE I SETTORI DI ATTIVITA INTERNAZIONALE DELLE REGIONI, LA DIPLOMAZIA DI SISTEMA DEL MINISTERO DEGLI ESTERI

4 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 4 I PRINCIPALI SETTORI DI ATTIVITA INTERNAZIONALE DELLE REGIONI promozione economica, commerciale, culturale; cooperazione decentrata; cooperazione territoriale; rapporti con le comunità di corregionali allestero; gli accordi con Stati esteri, le intese ed i gemellaggi con Enti omologhi.

5 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 5 ACCORDI, INTESE E GEMELLAGGI ( )

6 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 6 Una strategia per incentivare la leale collaborazione Aspetti positivi e criticità dellazione estera regionale: contributo ad una più incisiva presenza del sistema Italia e ampliamento gamma di contatti con partner stranieri, particolare rilevanza della cooperazione transfrontaliera regionale, non sempre supportati tuttavia da informazioni adeguate sulle iniziative intraprese, frammentazione, mancanza di continuità, ridotta massa critica, talvolta sovrapposizioni di attività fra diverse regioni. Necessità dunque di una strategia, che punti a valorizzare azioni di sistema e favorisca una nuova dinamica istituzionale.

7 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 7 LA DIPLOMAZIA DI SISTEMA DEL MAE:LA RETE ESTERA DEL SISTEMA ITALIA Il primo punto di riferimento della diplomazia di sistema è rappresentato dalla rete estera di soggetti pubblici e privati, che rappresenta e promuove interessi e valori del paese: Una rete diplomatica e consolare tra le più estese al mondo: con le nostre oltre 330 sedi tra Ambasciate, Rappresentanze, Consolati e istituti di Cultura, presenti in oltre 146 Paesi, siamo al quarto posto dopo gli USA, il Regno Unito e la Francia (e primi per il numero di Consolati). Alle sedi del MAE vanno affiancati i 117 uffici dellICE in 87 Paesi (50% in integrazione logistica con le nostre Ambasciate); 140 Camere di Commercio in 48 Paesi; oltre 100 sedi o antenne delle nostre Regioni, cui si aggiungono rappresentanze estere di alcuni Ministeri e della Banca dItalia; 26 Uffici dellEnit in 22 Paesi; rappresentanze delle Associazioni di categoria delle grandi e medie imprese italiane e dei nostri istituti bancari; ONG ed Associazioni di Connazionali allEstero.

8 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 8 DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DI AMBASCIATE E CONSOLATI

9 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 9 IL MINISTERO AFFARI ESTERI COME GESTORE DI RETE Il MAE è impegnato a dare nuovo slancio al sostegno degli interessi economici internazionali delle nostre Aziende e dei nostri territori: Il MAE intende affermarsi nel ruolo di gestore di rete, centro propulsore in grado di contribuire alla coerenza ed allunitarietà dazione dei soggetti istituzionali e del mondo produttivo che si occupano della promozione economica del nostro Paese; Il MAE intende lavorare assieme al mondo dellimprenditoria e agli altri Ministeri ed Enti, con un nuovo spirito di partnership pubblico/privato, che vede la Farnesina impegnata in un ruolo di coordinamento ed interfaccia con le espressioni più significative del mondo imprenditoriale e con gli attori del sistema pubblico; Si tratta di indirizzare la diplomazia economica verso le azioni di sistema in modo da affiancare ed indirizzare aziende ed imprenditori proiettati verso linternazionalizzazione, sostenendone la competitività, non solo come export, ma anche come capacità di attrarre investimenti produttivi in Italia

10 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 10 LE AZIONI DI SISTEMA DEL MAE: RAFFORZAMENTO DELLA DIPLOMAZIA ECONOMICA E PROMOZIONE DEL TERRITORIO Ruolo essenziale delle Direzioni geografiche, DGCE, DGIT, DGPC: i tavoli geografici e tematici. Esempi recenti: Russia, Giappone, Cina, Turchia, Brasile, Canada, Israele, Paesi Baltici, Albania, Egitto, Canada; lelaborazione di proposte per iniziative di sistema in aree regionali (Balcani, Mediterraneo, America Latina, Africa). Cooperazioni rafforzate con le Regioni (Sicilia, Campania, Marche, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia): incontri al MAE per iniziative congiunte in Italia ed allestero; Organizzazione di eventi promozionali, quali azioni di marketing del prodotto italiano, incontri di match–making tra imprese, e manifestazioni con taglio scientifico-tecnologico o in sinergia con eventi culturali. I grandi eventi integrati (Italia in Cina, Italia in Giappone, Primavera Italiana in Vietnam, altri), le settimane italiane; Collaborazione con MISE nei settori della promozione, dellassistenza, dellinformazione, dellaggregazione delle comunità daffari e della promozione degli investimenti esteri in Italia.

11 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 11 LA PARTNERSHIP PUBBLICO/PRIVATO CABINA DI REGIA Definizione Si tratta di un nuovo metodo non burocratico di strettissima collaborazione ad alto livello tra il Ministero degli Affari esteri, il Ministero dello Sviluppo economico insieme allICE, la Presidenza del Consiglio, Confindustria, ABI, ed alloccorrenza altre entità pubbliche – tra cui le Regioni – e private. Obiettivi Lobiettivo è quello di accrescere e rendere più efficace il sostegno istituzionale alla presenza ed espansione delle imprese italiane sui mercati esteri ed allattrazione di investimenti dallestero, orientando il lavoro comune dei due Ministeri, attorno al quale convogliare lapporto di altri attori istituzionale e dellimprenditoria. Azioni La CDR pianifica, organizza e successivamente valuta gli esiti delle missioni di sistema, cioè le grandi missioni imprenditoriali nelle quali, con le massime cariche dello Stato o del Governo, si presenta il meglio della nostra imprenditoria e del nostro settore bancario. Alcune Missioni di sistema: Vietnam ed Israele; 2009: Russia, Brasile e Cile)

12 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 12 LA PARTNERSHIP PUBBLICO/PRIVATO IL COMITATO STRATEGICO Definizione E uniniziativa MAE/MISE, è composto da esperti di elevato profilo e presieduto dal Segretario Generale della Farnesina. Obiettivi lobiettivo in generale è quello di proteggere e promuovere gli interessi economici italiani; il Comitato, in particolare, ha il ruolo di advisor del Governo sui temi dellazione dei Fondi Sovrani e sui fenomeni della globalizzazione economica e finanziaria. Ha i compiti di analisi, indirizzo, supporto e coordinamento nel campo dei fenomeni economici complessi propri della globalizzazione, quali linfluenza dei fondi sovrani e lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo. Azioni Primi risultati concreti: visite in Italia, su invito dei Ministri degli Esteri e dello Sviluppo Economico, dei Responsabili della KIA – Kuwait Investment Authority (settembre 2009) e della CIC - China Investment Corporation (febbraio 2010)

13 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 13 LA PARTNERSHIP PUBBLICO/PRIVATO Attrazione degli Investimenti Esteri Cè molto da fare, molti passi in avanti devono essere compiuti, e molto rapidamente, anche con un ruolo più attivo delle Regioni. Secondo dati OCSE relativi al 2006, lItalia, con soli 16.6 miliardi di dollari di investimenti esteri, è dietro la Gran Bretagna, (139 miliardi), la Francia (81 miliardi) la Germania (42,9 miliardi), la Spagna (40 miliardi). Gli investimenti esteri in Italia sono quasi esclusivamente concentrati nel centro-nord. Un ruolo naturale per le nostre Regioni, interessante evoluzione della normativa regionale in materia di rapporti internazionali e di internazionalizzazione.

14 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 14 LA COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA: LA NOVITA DEI GECT (GRUPPI EUROPEI DI COOPERAZIONE TERRITORIALE). Convenzione di Madrid sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali (1980). I limiti della legge di ratifica n. 948/1984: –stabilisce che gli accordi ed intese delle autonomie territoriali con enti stranieri sono subordinati alla stipula di convenzioni bilaterali con gli Stati confinanti (finora tre accordi conclusi con Francia, Svizzera e Austria); –stabilisce un raggio di azione di 25 km dalla frontiera; –impone il riconoscimento degli enti; I e II protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Madrid, che regolano la costituzione di organismi stabili di cooperazione. LItalia non ha ratificato il I e non ha firmato il II protocollo. Ma mentre dottrina e amministrazione si affannavano a dimostrare che non si poteva parlare di Euroregioni, nascevano, con regolamento comunitario, i GECT (Gruppo europeo di cooperazione territoriale)

15 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 15 IL RUOLO DEL MAE PER LATTUAZIONE DELLE NORME NAZIONALI E LA COSTITUZIONE DEI GECT Coinvolgimento del MAE nelle due diverse fasi che hanno caratterizzato la messa a punto delle norme nazionali attuative del Regolamento comunitario (n. 1082/2006): fino alla redazione di un DPR (luglio 2007) e successivamente nel percorso parlamentare della legge 88/2009 (legge comunitaria 2008). Una svolta epocale per gli Enti territoriali, superamento dellimpasse sulla Convenzione di Madrid. Avviata istruttoria per autorizzazione alla costituzione dei seguenti 4 GECT: Alpi- Mediterraneo, (Piemonte, Valle dAosta, Liguria, Provence-Alpes- Côte dAzur e Rhône-Alpes); Euroregione senza confini (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Carinzia); Archimed (Sicilia, Isole Baleari, Larnaca); Territorio dei Comuni: Comune di Gorizia con i comuni di Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba (Slovenia). Emerse alcune criticità in relazione, fra laltro, a: –interpretazione normativa comunitaria e nazionale; –leggi regionali di autorizzazione; –redazione di statuto e convenzione; –individuazione di obiettivi; –autorizzazioni nazionali.

16 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 16 segue: i GECT Il GECT copre lintero quadro di azioni di cooperazione, ad es., nel settore dei trasporti (strade di collegamento tra regioni confinanti), in quello sanitario (ospedali transfrontalieri), educativo, del sostegno alle PMI, ambientale, culturale e della ricerca, turistico. Dà un contributo di rilievo allattuazione delle politiche di coesione UE che tendono a canalizzare, in misura crescente, le risorse della cooperazione transfrontaliera verso organismi stabili ed ampi di cooperazione.

17 II PARTE NECESSITA DI UNA NUOVA DINAMICA ISTITUZIONALE

18 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 18 NECESSITA DI UNA NUOVA DINAMICA STATO – REGIONI Inadeguatezza dei meccanismi di raccordo istituzionale, di coordinamento e gestione integrata delle attività di promozione economica e di internazionalizzazione: il ruolo della Conferenza Stato – Regioni e quello del CIPE. Necessità dunque di accrescere lincisività dellazione internazionale del Sistema – Paese ed evitare sovrapposizioni di competenze, dispersione di mezzi finanziari e conflitti tra Governo ed entità sub-statali nel campo dellazione estera.

19 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 19 DUE STRADE POSSIBILI MODIFICHE NORMATIVE I tentativi fatti per modificare la legge La Loggia (legge finanziaria 2007 su limiti allapertura di uffici regionali esteri), o introdurre altre norme (ad es. nuova disciplina della cooperazione allo sviluppo, sportelli unici allestero per linternazionalizzazione) non hanno dato finora i risultati apprezzabili. INTESA GOVERNO – REGIONI IN MATERIA DI RAPPORTI INTERNAZIONALI Volta a favorire posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni, come previsto dallart. 8, comma 6 della legge La Loggia. Sei anni di stop-and-go, sei mesi di accelerazione, firma nel dicembre 2008.

20 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 20 INTESA GOVERNO-REGIONI IN MATERIA DI RAPPORTI INTERNAZIONALI, SANCITA DALLA CONFERENZA STATO-REGIONI IL 18 DICEMBRE 2008 Strumento di multilevel governance, è linizio di un nuovo percorso, per lo sviluppo dei nostri territori, per la loro internazionalizzazione, per valorizzare e sostenere lazione delle Regioni, nel quadro più vasto della politica estera del Governo. Impegni previsti Per le Regioni queste si impegnano a comunicare un quadro generale degli atti deliberativi a carattere programmatorio concernenti le attività internazionali, gli atti sottoscritti (e i loro seguiti) con altri Stati, organizzazioni ed enti esteri, gli impegni assunti nel corso delle missioni allestero (e i loro sviluppi) e la programmazione degli interventi di cooperazione decentrata Per il Governo che si impegna a comunicare le priorità geografiche e tematiche inerenti alle relazioni internazionali dello Stato con riferimento anche allazione di sostegno allinternazionalizzazione del Sistema Italia, di aiuto allo sviluppo ed alla valorizzazione allestero delle identità culturali e delle nostre collettività; attività ed accordi bilaterali e/o multilaterali dello Stato che siano di interesse per le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

21 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 21 GLI IMPEGNI DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Il Ministero degli Affari Esteri si impegna a comunicare, in sede di Conferenza Stato – Regioni, le finalità e gli indirizzi della politica di cooperazione allo sviluppo, definiti attivando anche forme di consultazione con le Regioni e le Province Autonome. Entrambe le parti collaboreranno in tutte le fasi di realizzazione delle missione allestero delle Regioni ed in quelle di interesse comune. DUE STRUMENTI OPERATIVI PER LATTUAZIONE DELLINTESA la costituzione, al Ministero degli Esteri, di una Banca dati sulle attività internazionali delle Regioni a partire dai dati inerenti la cooperazione allo sviluppo; Listituzione di un tavolo permanente per monitorare lapplicazione dellIntesa e favorire il coordinamento nellazione internazionale dello Stato e delle Regioni. A questi strumenti si aggiungono iniziative congiunte di formazione

22 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 22 UN CONTRIBUTO ALLA GOVERNANCE DELLA COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA: GLI INCONTRI ITALO-SVIZZERI Realizzati tre incontri, tra il 2007 e il 2010, a livello di alti funzionari dei Ministeri degli Esteri di Italia e Svizzera; in quello più recente, partecipazione anche dei rappresentanti regionali (Piemonte e Valle dAosta) e cantonali (Grigioni, Ticino, Vaud) Applicato dalle due parti un metodo innovativo di consultazione preventiva e successiva con le Amministrazioni centrali e regionali Tra i risultati ottenuti: –favoriti scambi di informazioni e coordinamento in materia di infrastrutture ferroviarie e stradali; –supporto al programma INTERREG di cooperazione transfrontaliera Italia – Svizzera ; –contributo alla soluzione di alcune criticità nel settore ambientale e delle risorse idriche; –sostegno al superamento di problematiche nel settore della libera circolazione dei servizi e delle merci; –approfondimento delle tematiche fiscali e doganali relative al territorio dellenclave di Campione dItalia; –possibilità di replicare il formato della consultazione ad altri territori di confine (ad esempio con Austria e Francia)?

23 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 23 LA RIFORMA DEL MAE: UNA DIREZIONE GENERALE PER IL SISTEMA PAESE Un contributo di rilievo ad una nuova dinamica istituzionale è atteso anche dalla riforma del MAE, in corso di esame da parte del Parlamento: sicurezza, globalizzazione, promozione del sistema Paese, ma anche nuovi metodi di lavoro, innovazione e attenzione alla sostenibilità ambientale. Su queste basi sono stati delineati un diverso assetto e le nuove funzioni del MAE, con lobiettivo di dotarsi di unorganizzazione più vicina alle esigenze dei cittadini e del mondo delle imprese ed in grado di rispondere meglio alle sfide del mondo contemporaneo. Un articolato progetto di riforma che, pur abbracciando vari settori, si caratterizza per una finalità comune: adeguare strutture, prassi e mentalità per cogliere prima degli altri le numerose opportunità che una realtà internazionale fluida ed in continua evoluzione offre al nostro Paese. Una visione del cambiamento e della Farnesina del domani. Tra le novità si segnala la riconfigurazione delle direzioni generali che passano da 13 ad 8: tra di esse quella per la promozione del sistema Paese, unevoluzione rispetto allattuale Unità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali.

24 LUnità per il Sistema Paese e le Autonomie Territoriali 24 Vi ringrazio per lattenzione. Non esitate a contattarci per qualsiasi necessità o suggerimento I nostri recapiti: Tel mail: Sito web:


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