La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Regolamenti, tecnologie e mercati per i nuovi accessi a larga banda nel quadro NGN Aldo Roveri Università di Roma “La Sapienza” Conferenza Inforav –

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Regolamenti, tecnologie e mercati per i nuovi accessi a larga banda nel quadro NGN Aldo Roveri Università di Roma “La Sapienza” Conferenza Inforav –"— Transcript della presentazione:

1 Regolamenti, tecnologie e mercati per i nuovi accessi a larga banda nel quadro NGN Aldo Roveri Università di Roma “La Sapienza” Conferenza Inforav – CDTI Roma, 29 novembre 2010

2 Sommario Introduzione alle NGN Regolamentazione dell’accesso
Opportunità tecnologiche nazionali Evoluzione dei servizi

3 1. Introduzione alla NGN Conferenza Inforav – CDTI Roma, 29 novembre 2010

4 Verso l’NGN (1/4) Nel 2003, presso l’ ITU-T, si è iniziato a perseguire l’obiettivo di una nuova rete a larga banda di tipo integrato e gli sono stati attribuiti il nome Next Generation Network e l’acronimo NGN. Un primo risultato della relativa attività di standar-dizzazione è stato formalmente conseguito all’inizio del 2006.

5 Verso l’NGN (2/4) Lo scopo dell’obiettivo NGN era di combinare le caratteristiche più convenienti della PSTN / ISDN e di Internet in modo da procurare a utenti e fornitori di servizio una modalità facilitata di supporto a servizi da fruire su accessi a larga banda, su filo e senza filo; supportare l’aspirazione degli utenti di accedere ai servizi di loro interesse da posizione ubiqua (mobilità intrinseca);

6 Verso l’NGN (3/4) facilitare la combinazione di diversi servizi di comunicazione, quali servizi dati (web-browsing), voce e servizi multimediali ed emergenti (quali Instant Messaging, Presence e diffusivi); supportare una piattaforma flessibile per l’accesso ad applicazioni con le finalità più varie.

7 Verso l’NGN (4/4) L’attenzione verso l’obiettivo NGN, che è stato promossa dagli operatori di rete, dalle industrie manifatturiere, dai fornitori di servizio e dalle autorità di regolazione, ha dato luogo a un gruppo di studi in ambito ITU-T, indicato come FGNGN (Focus Group on NGN).

8 Definizione di NGN (1/2) In accordo alla Racc. Y dell’ITU-T, una NGN è una rete operante a pacchetto, in grado di fornire servizi di comunicazione; fare uso di un insieme di tecnologie di trasporto a larga banda capaci di assicurare QoS; nella quale le funzioni legate al servizio sono indipendenti dalle tecnologie legate al trasporto, che ne sono il necessario supporto.

9 Definizione di NGN (2/2) Una NGN consente un accesso senza impedimenti da parte degli utenti alle reti e ai fornitori di servizio e/o ai servizi in competizione che sono di loro scelta. Essa supporta una mobilità generalizzata che con-sente la fornitura conforme e ubiqua agli utenti.

10 La migrazione verso le NGN (1/4)
Alla luce di quanto sta accadendo nei Paesi in cui questo processo sta avendo luogo, la migrazione sta avvenendo in modo graduale passando dalla sezione dorsale (backbone) alla sezione di accesso.

11 La migrazione verso le NGN (2/4)
Gli investimenti necessari alla realizzazione di reti NGN nella sezione dorsale, sono generalmente inferiori rispetto a quelli richiesti dalla sezione di accesso. La sezione di accesso di una NGN è usualmente indicata con l’acronimo NGAN (Next Generation Access Network).

12 La migrazione verso le NGN (3/4)
La migrazione tende a trasferire il trasporto di tutti i servizi, oggi offerti su piattaforme distinte, su un’unica piattaforma basata sul protocollo IP. Ciò semplifica da una parte la gestione della rete e consente dall’altra l’abbattimento dei costi oggi associati alla gestione e al mantenimento di reti distinte per ciascun servizio (fonia, dati, video-audio).

13 La migrazione verso le NGN (4/4)
Per quanto riguarda la sezione dorsale (Core Network), la vecchia gerarchia della rete con trasferimento a circuito è sostituita da un insieme di nodi IP e Gateway, che instradano i pacchetti, relativi a voce, dati, TV, ecc. nell’obiettivo di convergenza dei servizi su una singola piattaforma. La trasformazione della Core Network, come sopra specificato, riguarda la sostituzione dei nodi di rete e non implica il rinnovamento della rete fisica, che di norma è oggi realizzata in fibra ottica.

14 La migrazione in Italia
Nel nostro Paese, a partire dalla Core network, la migrazione verso reti NGN con l’impiego di tecnologia IP/GigaBit-Ethernet (IP/GBE) avanza gradualmente verso le reti di accesso ai livelli metropolitano e locale.

15 Modello funzionale generale (1/3)
Il modello funzionale generale per una NGN è stato definito con l’applicazione dei seguenti principi: dividere le funzioni di trasporto e di servizio in due gruppi distinti, o piani, comprendenti uno tutte le funzioni di controllo; l’altro tutte le funzioni di gestione. dividere ulteriormente le funzioni di trasporto e di servizio in due strati , uno per il trasporto (transport stratum) e l’altro per i servizio (service stratum); i due strati interagiscono tra loro e con le risorse che sono loro disponibili.

16 Modello funzionale generale (2/3)
Figura tratta da “IEEE_Communications Magazine”, October 2005

17 Modello funzionale generale (3/3)
Figura tratta da “IEEE_Communications Magazine”, October 2005

18 Le opportunità di mercato delle NGAN
Con la disponibilità di una infrastruttura di accesso a larghissima banda (in prospettiva fino a 100 Mbit/s in downlink e a 50 Mbit/s in uplink), secondo le linee guida NGN, si prospetta una profonda trasformazione delle modalità di accesso e delle conseguenti offerte di mercato, quale si esemplifica con la multicanalità di accesso; la gestione “all IP” di ogni flusso informativo; la introduzione di nuove piattaforme di erogazione dei contenuti e delle applicazioni IT.

19 Le opportunità tecnologiche per le NGAN
Sono di varia natura, ma limitando l’attenzione a quelle più significative (altre saranno considerate nel seguito), si riassumono sinteticamente in la graduale transizione dai mezzi in rame a quelli in fibra; l’adozione della tecnologia Ethernet come struttura di rete “carier-grade”; l’impiego di ogni mezzo per assicurare flessibilità gestionale; la riproposizione del bit-streaming, come modalità di disaggregazione logica; la convergenza nell’accesso radio 4G; l’estensione dei terminali ai sensori.

20 Ruolo di Ethernet (1/3) La tecnologia Ethernet si prospetta come architettura di impiego generalizzato anche se presenta allo stato attuale alcuni limiti in termini di scalabilità, di disponibilità di funzioni OAM (Operation, Administration & Maintenance) e di accessibilità a meccanismi automatici di “protection switching”.

21 Ruolo di Ethernet (2/3) Offre costi più convenienti rispetto ad altre soluzioni in quanto è in grado di supportare servizi di connettività “full-IP” di nuova e futura generazione per clienti residenziali e business; servizi infrastrutturali per Service e Content Provider.

22 Ruolo di Ethernet (3/3) La convenienza si riscontra
sull’interfaccia lato utente, in quanto il relativo traffico è nativo Ethernet; sull’interfaccia lato rete, a causa della disponibilità (attuale o prospettica) di apparati quali i DSLAM IP, GPON OLT-ONU, Switch di aggregazione ecc e di unità di trasporto ottico CWDM, tutti con interfaccia Ethernet.

23 Flessibilità gestionale
Nel processo di migrazione fra la rete attuale e quella NGAN futura, ove è di importanza partico-lare il conseguimento di una elevata flessibilità gestionale, una soluzione tecnologicamente attraente è costituita dall’ADF (Automatic Distribution Frame), come strumento di tele-gestione della permutazione delle attestazioni dei clienti ai vari elementi di rete.

24 Riproposizione del bit-streaming (1/2)
Come affiancamento del unbundling della fibra ottica si prospetta come soluzione alternativa il bit-streaming dei flussi informativi, introducendo una loro separazione logica in luogo della separa-zione spaziale conseguibile con l’unbundling.

25 Riproposizione del bit-streaming (2/2)
Il servizio si prospetta più flessibile per gli SP che lo utilizzino. Poiché però il bit-streaming deve poter veicolare tutti i servizi, inclusi quelli che necessitano di vincoli stringenti di QoS, occorre la definizione di classi di servizio per certi aspetti analoghe a quelle definite a suo tempo per i trasferimenti ATM.

26 Convergenza nell’accesso radio 4G (1/2)
Gli organismi di standardizzazione hanno già operato per la convergenza della filiera 3GPP (UMTS) e di quella IEEE (WiMAX) puntando a ottenere, tra l’altro, un’efficienza spettrale pros-sima al limite di Shannon. Obiettivo finale è verso la convergenza della rete mobile con quella fissa NGN; una ipotesi è l’utilizzazione comune della piattaforma IMS (IP Multimedia Subsystem).

27 Convergenza nell’accesso radio 4G (2/2)
Si punta a fornire (in modo condiviso) un ritmo di picco di 100 Mbit/s in downlink e 50 Mbit/s in uplink per cella su una banda di 20 MHz. Ciò modificando la tecnica di accesso dal W- CDMA a O-FDMA in downlink e a SC-FDMA in uplink, almeno in termini orientativi.

28 Estensione dei terminali ai sensori (1/2)
Questa estensione ha molteplici applicazioni quali: RFID (Radio Frequency Identifiers); Sensori-Traffico; Sensori per la tutela della salute; contatori elettronici; automobili intelligenti; rilevatori di inquinamento.

29 Estensione dei terminali ai sensori (2/2)
In ognuna di queste applicazioni i sensori, inseriti in una WSN (Wireless Sensor Networks), diventano le appendici di una NGN per automatiz- zare/ottimizzare i processi relativi a trasporti, sanità, logistica, ambiente, ecc.

30 Necessità di Regolamentazione (1/2)
Il passaggio a NGAN, con il superamento della situazione del Paese in termini di “digital divide” e di differenziale negativo nella diffusione della larga banda, ha imposto (già da qualche anno) una riflessione nelle sfide regolamentari da affrontare.

31 Necessità di Regolamentazione (2/2)
Una soluzione che è oggetto di attente valutazioni a livello internazionale è la separazione funzionale, per la quale l’unico benchmark disponibile è quello Openreach in UK. Un primo tema è quello della perimetrazione della NGAN e da solo mostra quanto sia ardua la definizione di una qualunque ipotesi in questo senso.

32 2. Regolamentazione dell’accesso
Conferenza Inforav – CDTI Roma, 29 novembre 2010

33 Il quadro della regolamentazione (1/3)
Ha origine dalla Commissione Europea (CE), che in data 20/09/2010 ha emesso una Raccomandazione (nel seguito abbreviata in Racc.), che è relativa all’accesso regolamentato alle NGAN e che è accompagnata da un documento, sempre di origine UE, contenente chiarimenti relativi ai contenuti della Racc. La Racc. si inserisce nella Direttiva 2002/21 del Parlamento Europeo e del Consiglio che ha istituito un quadro normativo comune per le reti e per i servizi di comunicazione.

34 Il quadro della regolamentazione (2/3)
Nel riconoscere che lo sviluppo delle NGAN è componente fondamentale per favorire la ripresa economica (stimolo degli investimenti, creazione di posti di lavoro, impulso all’innovazione), il Consiglio d’Europa ha dato mandato alla CE di elaborare, in collaborazione con gli stakeholders, una strategia europea verso la banda larga e ultralarga.

35 Il quadro della regolamentazione (3/3)
Gli obiettivi di copertura sono la banda larga di base (1 – 2 Mbit/s) disponibile per tutti i cittadini dell’Unione entro il 2013; la banda larga estesa (non minore di 30 Mbit/s) disponibile per tutti entro il 2020; la banda ultralarga (non minore di 100 Mbit/s) con almeno il 50% degli utenti domestici accedenti al servizio entro il 2020. Ovviamente questi obiettivi sono solo orientativi, come lo sono le delimitazioni dalle bande e gli anni di loro disponibilità.

36 Gli attori della regolamentazione
Le Autorità Nazionali di Regolamentazione (ANR) presso di noi l’AGCOM Gli Operatori che sono distinti in Operatori SMP (Significant Market Power); presso di noi Telecom Italia Operatori alternativi.

37 Scopi della Raccomandazione (1/3)
“Favorire lo sviluppo di un mercato unico..... promuovendo gli investimenti, la concorrenza, e l’innovazione sul mercato dei servizi a larga banda, con riferimento alla transizione alle NGAN.”

38 Scopi della Raccomandazione (2/3)
Offrire “ alle ANR una serie di misure correttive che consenta loro di elaborare provvedimenti appropriati per fare fronte alle carenze del mercato e di conseguire gli obiettivi regolamentari prefissati in ciascun stato membro”.

39 Scopi della Raccomandazione (3/3)
Inquadrare la revisione dei mercati 4 e 5 nell’ambito della NGAN: mercato 4: accesso all’ingrosso alle infrastrutture fisiche mercato 5: accesso all’ingrosso alla larga banda.

40 Mercato 4 Accesso alle infrastrutture di ingegneria civile (es. condotti, pozzetti, pali, etc.) dell’operatore SMP. Accesso al segmento di terminazione nel caso FTTH. Accesso disaggregato alla rete in fibra nel caso FTTH. Accesso disaggregato alla sottorete in rame.

41 Mercato 5 (1/2) Secondo la Racc.
occorre mantenere o modificare le misure correttive di accesso alla banda larga all’ingrosso per i servizi esistenti e per i loro sostituti; occorre obbligare l’operatore SMP a rendere disponibili i suoi prodotti di accesso a banda larga all’ingrosso almeno 6 mesi prima della loro messa in commercio al dettaglio.

42 Mercato 5 (2/2) Occorre che le ANR impongano un orientamento ai costi sui prodotti obbligatori di accesso a banda larga all’ingrosso: accesso alle infrastrutture di ingegneria civile; accesso al segmento di terminazione nel caso FTTH; accesso alla fibra nel nodo metropolitano (MPoP) nel caso FTTH (rete in fibra disaggregata); accesso alla sottorete in rame.

43 Criteri di determinazione dei prezzi
Secondo la Racc. vanno definiti criteri comuni per determinare i prezzi di accesso alle NGAN; i prezzi per l’accesso alle infrastrutture di ingegneria civile; i prezzi di accesso al segmento di terminazione nel caso FTTH; i prezzi di accesso alla fibra sul MPoP nel caso FTTH; i prezzi di accesso alla sottorete in rame.

44 Il principio di equivalenza
Le ANR debbono imporre all’operatore SMP di fornire accesso alle proprie infrastrutture di ingegneria civile alle stesse condizioni praticate a soggetti interni e a terzi interessati all’accesso. Ciò comporta la condivisione delle informazioni sulle caratteri-stiche delle infrastrutture; l’applicazione delle stesse procedure in materia di richiesta e di fornitura di un accesso. Le ANR devono controllare l’applicazione del principio di equivalenza.

45 Mercati geografici subnazionali
Le ANR dovrebbero esaminare con attenzione le condizioni di concorrenza che stanno emergendo a seguito della diffusione delle NGAN. Ciò allo scopo di individuare nel paese di loro competenza condizioni di concorrenza sostanzialmente e oggettivamente differenti che si prevede rimangano stabili nel tempo; definire mercati geografici subnazionali , nei quali siano presenti condizioni concorrenziali divergenti (es. presenza di diverse infrastrutture alternative o di vari operatori).

46 Comitato NGN Italia (1/2)
Con delibera pubblicata sulla G.U. del 20/01/2010, la AGCOM ha affidato a un GdL (Comitato NGN Italia) il compito di sottoporre alla propria attenzione entro 6 mesi una proposta non vincolante di “Linee guida per la disciplina della transizione verso le NGN”.

47 Comitato NGN Italia (2/2)
La proposta richiesta riguardava procedure di migrazione dal rame alla fibra ottica; eventuali modalità di disaggregazione degli accessi in fibra; modalità per la disciplina delle condizioni di offerta dei servizi bitstream su fibra; condizioni di condivisione delle infrastrutture, ivi compresi le installazioni all’interno dei condomini. Il lavoro del Comitato, iniziato alla fine di Gennaio di quest’anno, si è concluso all’inizio dello scorso mese di ottobre; ha prodotto un documento che nel seguito, per brevità, sarà chiamato “Proposta”.

48 Procedure di migrazione
La migrazione dal rame alla fibra nella NGAN si può articolare in una fase transitoria, detta di Overlay , nella quale si ha coesistenza tra la rete tradizionale in rame e i prodromi della rete ottica a banda ultralarga; una fase di regime, detta di Total Replacement , che mira a conseguire progressivamente la completa sostituzione della rete tradizionale con la nuova rete in fibra; la sostituzione potrà essere avviata indipen-dentemente centrale per centrale o per blocchi di centrali.

49 Aree geografiche (1/4) Secondo la Proposta e in accordo con la Racc., il Paese potrebbe essere articolato in gruppi distinti di aree geografiche (cluster). La Proposta prevede 3 cluster: il cluster 1 , in cui si ha concorrenza sulle infrastrutture ; sono previste più NGAN con annunci dei piani di cablatura ottica tali da determinare un Total Replacement entro il 2018; nel Paese questi tipi di reti dovrebbero riguardare una quindicina di città ed interessare il 15% della popolazione;

50 Aree geografiche (2/4) il cluster 2 , in cui si ha concorrenza sui servizi ; la forza del mercato non è tale da produrre spontaneamente una concorrenza infrastrutturale; è quindi prevedibile una sola NGAN, da realizzare con criteri di disaggregabilità strutturale e da utilizzare da parte di più operatori a condizioni eque e senza discriminazione nei confronti degli operatori non proprietari; sono eventualmente possibili forme di finanziamento pubblico; nel Paese questa modalità dovrebbe riguardare il 75% della popolazione;

51 Aree geografiche (3/4) il cluster 3, detto del fallimento di mercato, raccoglie le aree geografiche dove i privati non hanno interesse ad investire, e cioè quelle soggette a divario digitale; la NGAN può quindi essere realizzata solo per finalità sociali e non sulla base di logiche economiche; i relativi finanziamenti pos-sono, almeno parzialmente, derivare dall’UE, dallo Stato o da un ente pubblico locale; la popolazione coinvolta non dovrebbe superare il 10% del totale.

52 Aree geografiche (4/4) Sarà compito dell’AGCOM decidere se effettuare questa suddivisione in aree geografiche o se prevedere per l’intero paese una sola area geografica, che potrebbe avere le caratteristiche del cluster 2.

53 Migrazione nella fase di Overlay (1/2)
In questa fase, per garantire la massima efficienza economica e per ripartire il rischi di investimento, lo strumento che la Proposta ritiene più idoneo da incentivare nei cluster 1 e 2 è il coinvestimento; questa è anche la soluzione caldeggiata nella Racc.

54 Migrazione nella fase di Overlay (2/2)
Nel cluster 1 la soluzione preferibile, secondo la Proposta, è quella di condividere i condotti per mezzo di minitubi separati; inoltre tutti i manufatti dovrebbero essere adiacenti, ma distinti per ogni operatore. Nel cluster 2, per la realizzazione della rete singola, può attuarsi una forma di partenariato tra soggetti privati e tra soggetti sia privati che pubblici; data comunque la possibilità di un partenariato articolato, sono da prevedere forme diverse e specifiche di accordo tra le parti coinvolte.

55 Migrazione nella fase di Total Replacement (1/2)
Nella NGAN si dovrà replicare la maggior parte dei servizi forniti sulla rete in rame; sarà allora opportuno, per ognuno dei servizi considerati, esaminare la convenienza economica di due soluzioni: sostituire gli apparati terminali per renderli in grado di svolgere un interlavoro nella nuova rete; introdurre specifici adattatori atti a consentire la replica funzionale di alcuni servizi.

56 Migrazione nella fase di Total Replacement (2/2)
La eventuale sostituzione comporterà inevitabilmente costi per l’utente finale, tranne che non si prefiguri un contributo governativo. Secondo la Proposta e in accordo con quanto suggerito anche dalla Racc., la ANR potrebbe utilmente avvalersi di un “Regolamento per la gestione operativa della transizione”.

57 Servizi bitstream su fibra
Per ciò che riguarda l’offerta di questi servizi vanno distinte condizioni tecniche; condizioni economiche Le prime dovrebbero assicurare il massimo beneficio per il cliente finale, in termini di banda, di qualità di servizio e di prezzi. Le seconde potrebbero orientativamente derivare dalle logiche di mercato sulla base delle situazioni di effettiva concorrenza; in alternativa potrebbero, più prudentemente (per evitare esiti contrari alla concorrenza), emergere da un insieme di misure regolamentari.

58 Inventario delle infrastrutture (1/2)
La Proposta, in accordo alla Racc., ritiene necessario che la struttura e il contenuto informativo minimo riguardante le infrastrutture di posa siano definiti in un apposito Inventario da prevedere nel quadro regolamentare.

59 Inventario delle infrastrutture (2/2)
Le informazioni da prevedere nell’Inventario dovrebbero orientativamente essere: il grafo delle infrastrutture di posa e il relativo posizionamento; la natura dell’infrastruttura e il relativo proprietario; la localizzazione dei punti di accesso rispetto alla superficie stradale; il tipo di infrastruttura di posa disponibile (es. canalina, tubazione, ecc.); le dimensioni dell’infrastruttura idonea alla posa; il grado di utilizzabilità residua dell’infrastruttura; la localizzazione degli edifici con infrastrutture di posa esistenti e adatte al cablaggio in fibra.

60 Adduzione all’edificio e cablatura verticale
Secondo la Proposta, ogni edificio comprendente un adeguato numero di unità immobiliari (UI) dovrebbe essere affidato ad un Operatore di immobile con il compito di cablare l’edificio e di predisporre la tratta di adduzione. L’Operatore di immobile dovrebbe, su richiesta di altri operatori di servizio, predisporre più di una fibra che connetta l’armadietto (posto nell’androne dell’immo-bile) con le singole UI. l’Operatore di immobile avrebbe anche la responsabilità della gestione e della manutenzione di questa porzione terminale del cablaggio.

61 La migrazione: obblighi degli Operatori (1/3)
Gli Operatori che sono titolari di infrastrutture esistenti (cavidotti, camerette, spazi in centrale) devono, a richiesta, rendere disponibili tali infrastrutture senza discriminazioni e a prezzi stabiliti in un listino di riferimento approvato dall’AGCOM.

62 La migrazione: obblighi degli Operatori (2/3)
Telecom Italia (nel seguito TI) è tenuta a fornire l’unbunding in centrale agli operatori alternativi nella migrazione dal rame alla fibra, alle stesse condizioni attuali e con le stesse caratteristiche tecniche; se però è richiesta una connessione con caratteristiche migliori delle attuali (maggiore bit rate, QoS garantita, ecc.) il circuito richiesto dovrebbe essere ceduto a un prezzo da concordare, ma in ogni caso sorvegliato dall’AGCOM.

63 La migrazione: obblighi degli Operatori (3/3)
TI è tenuta a farsi carico del costo di trasferimento delle terminazioni nel caso in cui decida di sopprimere una centrale e di spostare l’accesso alla rete in un’altra località. Un generico Operatore nel caso di cessione di nuove infrastrutture da lui realizzate è tenuto a rispettare un obbligo di simmetria nel riguardo di tutti gli altri operatori.

64 3. Opportunità tecnologiche nazionali
Conferenza Inforav – CDTI Roma, 29 novembre 2010

65 Selezione degli argomenti trattati
Tra gli svariati argomenti che sono attualmente all’attenzione di tutti gli Organismi e gli Enti nazionali preposti nel Paese a definire completamente le scelte tecnologiche alla base della realizzazione di una NGAN, ne vengono qui considerati due che sono considerati di primaria importanza, e cioè le tecnologie di accesso su rete fissa; su mezzo radio che sono rivolte prevalentemente a comunicazioni interpersonali di tipo mono o multimediale, includendo in queste sia il trasferimento di informazioni di utente, sia di quelle di controllo.

66 Tecnologie di accesso su rete fissa (1/2)
L’infrastruttura NGAN, realizzata in fibra ottica, è preposta a realizzare gli allacciamenti a banda ultralarga, per l’utenza residenziale o affari con architetture del tipo FTTx (Fiber To The x) la connettività (mobile backhaul) tra le numerose stazioni radio necessarie per i sistemi wireless 3G/4G, tipicamente HSPA (High Speed Packet Access) e LTE (Long Term Extension).

67 Tecnologie di accesso su rete fissa (2/2)
Date le possibili architetture di distribuzione della rete in fibra ottica (FTTE, FTTC, FTTB e FTTH), particolare attenzione è da rivolgere alle due possibili categorie di sistemi di connessione: sistemi punto-punto (Point-to-Point, P2P); sistemi basati su PON (Passive Optical Network).

68 Rapporti tra accessi in fibra e via radio (1/4)
Il mobile backhaul, e cioè la realizzazione della rete di giunzione che interconnette le stazioni radio base (Base Station) ai nodi di controllo RNC (Radio Network Controller) della rete dell’Operatore, rappresenta uno dei maggiori costi della RAN (Radio Access Network).

69 Rapporti tra accessi in fibra e via radio (2/4)
Considerando che il successo di mercato dei servizi mobili a banda larga tramite sistemi 3G/HSPA sta provocando un significativo aumento del traffico dati sulle RAN, è prevedibile che sarà necessario un potenziamento di questa sezione della rete che potrà convenientemente essere realizzato sfruttando le infrastrutture della rete di accesso in fibra ottica.

70 Rapporti tra accessi in fibra e via radio (3/4)
La soluzione Metro Ethernet promette di offrire una significativa riduzione di costo rispetto alle soluzioni tradizionali, quali ad esempio SDH/SONET. Esistono ancora lacune qualitative da colmare per questa tecnologia al fine di rispettare le specifiche per il radiomobile; in particolare, un aspetto critico riguarda il livello di qualità che un circuito emulato da Ethernet può offrire, soprattutto in relazione agli elevati standard qualitativi della tradizionale tecnologia TDM.

71 Rapporti tra accessi in fibra e via radio (4/4)
Un ulteriore aspetto della relazione fibra/radio è quello relativo alle reti di femtocelle, basate su antenne 3G/HSPA poste nelle abitazioni degli utenti, analogamente agli odierni accessi domestici WiFi+ADSL. Le femtocelle sono collegate alla rete dell’Operatore cellulare tramite collegamenti fissi ADSL o FTTx e permettono di offrire l’intera capacità di una cella HSPA (fino a Mbit/s) al singolo ambiente domestico.

72 Infrastrutture di posa alternative (1/3)
Sono da esaminare gli accorgimenti orientati a ridurre la necessità di eseguire opere di scavo, quali la “miniaturizzazione” dei componenti della rete ottica (minitubi e minicavi) e le tecnologie di scavo a più ridotto impatto ambientale (minitrincea, micro-trincea, perforazioni orizzontali guidate). Oltre a tali accorgimenti, un secondo elemento riguarda l’impiego delle infrastrutture per TLC e di quelle non TLC, presenti nel sottosuolo delle aree urbane.

73 Infrastrutture di posa alternative (2/3)
Nelle infrastrutture per TLC rientrano le tubazioni, costituite da manufatti di grandi dimensioni realizzati per lo sviluppo della rete in rame e, successivamente, utilizzati anche per lo sviluppo della rete ottica, ricorrendo all’installazione di sottotubi all’interno di ciascun tubo.

74 Infrastrutture di posa alternative (3/3)
Le infrastrutture non TLC, che possono essere utilizza-te per la posa di cavi a fibre ottiche con l’impiego di sottotubi, minitubi e minicavi, appositamente concepiti per i diversi ambienti di posa, sono ad esempio quelle relative a: impianti di illuminazione; condotte fognarie; altre infrastrutture non più in uso di gas o acqua.

75 Transizione verso la NGAN (1/4)
In uno scenario di Total Replacement tutti gli utenti vengono migrati sulla nuova rete di accesso indipendentemente dai servizi che utilizzano. La NGAN fornisce servizi che rendono la migrazione trasparente per l’utente: il caso tipico è quello della telefonia, che viene supportata da un servizio di PSTN Emulation (servizio indistinguibile dall’utente).

76 Transizione verso la NGAN (2/4)
La strategia di Total Replacement ha il vantaggio di annullare rapidamente i costi di gestione e di manutenzione della rete tradizionale, il che permette anche di finanziare parzialmente la nuova rete con i risparmi ottenuti dalla dismissione della vecchia. Nel caso di Overlay si ha invece un periodo di coesistenza delle due infrastrutture; la migrazione dei clienti sulla nuova rete avviene solo quando essi sottoscrivono i nuovi servizi a larga banda.

77 Transizione verso la NGAN (3/4)
E’ da considerare che gli approcci di Total Replacement e di Overlay non sono in piena contrapposizione: è possibile impostare una strategia in cui una fase iniziale di tipo Overlay, guidata dallo sviluppo del mercato, viene portata avanti fino a quando la percentuale di utenti della rete tradizionale è sufficientemente ridotta da rendere comunque conveniente il Total Replacement.

78 Transizione verso la NGAN (4/4)
Sempre in riferimento alla migrazione dei servizi dalla rete tradizionale di accesso alla NGAN, l’insieme dei servizi comprende i servizi intermedi utilizzati internamente dall’operatore, i servizi wholesale (all’ingrosso) per altri operatori (che comprendono i servizi di unbundling e colocazione), i servizi retail (al dettaglio), in particolare la telefonia (es. PSTN Emulation).

79 Tecnologie di accesso radio (1/5)
Con riferimento al tema dell’accesso radio, sono da analizzare lo stato e le prospettive dei relativi standard attualmente disponibili o in fase di rilascio. Parallelamente sono da analizzare le tecniche di gestione dinamica dello spettro radio e le tecniche radio cognitive.

80 Tecnologie di accesso radio (2/5)
Sono infine da esaminare le prospettive di sviluppo della domanda di banda radio nei prossimi anni, le criticità che possono rallentare tale sviluppo, il problema dell’assegnazione dello spettro radio e della regolamentazione di soluzioni tecnologiche in competizione tra loro, in modo da garantire l’accesso ad una pluralità di offerte a condizioni economiche e qualitative vantaggiose per utenti ed operatori.

81 Tecnologie di accesso radio (3/5)
Sono da valutare quattro diverse strade: l’uso di UMTS nella banda a 900 MHz attraverso il refarming della copertura GSM; l’adozione di HSPA+ come soluzione-ponte verso la quarta generazione; la convergenza su LTE, di cui sono ormai disponibili gli apparati di prima release; la soluzione “alternativa” WiMAX, secondo il protocollo IEEE e. Di ciascun percorso sono da valutare vantaggi/svantaggi, tempi di applicabilità e impatto sulle infrastrutture esistenti degli operatori.

82 Tecnologie di accesso radio (4/5)
Un aspetto di particolare rilevanza nella gestione dello spettro radio è legato al paradigma Cognitive Radio (CR); l’idea base di questo paradigma è l’utilizzazione “opportunistica” delle frequenze, che possono essere impiegate da dispositivi radio basati su diverse tecnologie e ogni qualvolta ne esistano le condizioni.

83 Tecnologie di accesso radio (5/5)
In particolare, l’uso di terminali di comunicazione che implementino il paradigma CR permette all’utente: di determinare quali porzioni dello spettro sono disponibili e, nel caso di bande date in concessione, di rilevare la presenza di utenti “licenziati” (spectrum sensing); di selezionare il canale con la qualità migliore, tra quelli disponibili (spectrum decision); di coordinarsi con altri utenti dotati di terminali CR nell’accesso al canale selezionato (spectrum sharing); di cambiare canale di frequenza quando viene rilevata la presenza di utenti licenziati (spectrum mobility).

84 4. Evoluzione dei servizi
Conferenza Inforav – CDTI Roma, 29 novembre 2010

85 I servizi nativi e le reti “legacy” verso la NGN (1/2)
La tendenza al cambiamento già in atto da una decade, è identificabile in ogni rete legacy ha provveduto nei limiti del suo meglio a fornire i servizi basici di Internet (web browsing, , FTP, remote login) e si è mossa verso la fornitura di applicazioni “avanzate” di Internet (quali VoIP e IPTV);

86 I servizi nativi e le reti “legacy” verso la NGN (2/2)
ogni SP ha cercato di estendere le sue potenzialità per fornire i servizi di altri SP (es. la fornitura di servizi broadcast da parte di Telco e del servizio telefonico da parte di ISP); le prestazioni di rete e i relativi miglioramenti includono, già da un paio di decadi, un aumento di banda, un accesso wireless e un supporto della mobilità.

87 I passi evolutivi per le reti e i servizi (1/3)
Sono riconoscibili tre passi evolutivi verso la NGN partendo dalle reti e dai servizi disponibili da almeno una decade: Passo 1, con convergenza dei servizi (es. un utente fruisce dello stesso servizio, come un programma TV, attraverso reti differenti, come xDSL, WCDMA o Coax) sviluppo delle reti di accesso (es. aumentata banda di accesso, ridotto ritardo, ecc.)

88 I passi evolutivi per le reti e i servizi (2/3)
Passo 2, con conversione dei servizi “IP-based” (es. sostituzione di servizi nativi associati a reti legacy con altri servizi IP-based, come è il caso del VoIP per la telefonia); sviluppo delle rete IP tradizionale in un’altra rete IP gestita (passando da un “best-effort” a servizi IP-based con assicurata qualità e sicurezza).

89 I passi evolutivi per le reti e i servizi (3/3)
Passo 3, con integrazione di rete (con l’aggiunta di un comune strato del controllo del trasporto agente sopra entrambe le sezioni di accesso e di nucleo, sulle quali si attua il trasporto delle informazioni di utente e di segnalazione); estensione dell’offerta di servizi (con la previsione di un “service stratum” e di “interfacce aperte” che consentono la creazione/fornitura di un largo insieme di servizi sia nuovi che tradizionali ).

90 NGN come SOA (1/2) L’architettura NGN è una SOA (Service-Oriented Architecture), consentendo una estensione dei servizi che è ipotizzabile andare molto oltre la sola integra-zione degli attuali servizi Telco, IP e Broadcasting.

91 NGN come SOA (2/2) Ad esempio sono da citare come servizi fruibili attraverso una NGN quelli relativi a le e-applications, quali l’e-commerce, l’e-government e l’e-learning; l’home networking , includendo il controllo remoto e automatico degli “utensili” casalinghi; le applicazioni delle WSN comprendenti tra l’altro la possibile previsione di disastri naturali, la fornitura di servizi di “info-tainment” a supporto della mobilità stradale e del traffico interveicolare.

92 Il piano NGN2 di Telecom Italia
Nella figura che segue, tratta da una delle numerose presentazioni in cui il piano NGN2 è stato illustrato, sono riassunte molte delle tematiche illustrate in precedenza. Nella figura sono riconoscibili la sezione di accesso, con la delimitazione dell’area di rete a cui il piano NGN2 si rivolge e con alcune delle alternative di attuazione precedentemente considerate; la sezione dorsale; le piattaforme finalizzate a Business Operation & Security: Personal Communication; ICT Services.

93 NGN2 Plan: target architecture
Figura tratta da presentazione di Telecom Italia group

94 Le sfide per il settore ICT (1/4)
La sfida principale del mondo ICT risiede nella fornitura di servizi fortemente innovativi attraverso i quali, almeno come linea di tendenza, un utente (domestico o affari) può comunicare a distanza con altri utenti con le seguenti caratteristiche di interazione: con ricchezza di opportunità e di qualità analoga a quelle offerte da un contatto diretto; con un consumo di energia e con un rispetto ambientale strettamente commisurati al consegui-mento dell’obiettivo precedente;

95 Le sfide per il settore ICT (2/4)
con una larga preferenza verso l’impegno di risorse condivise rispetto a quello di risorse dedicate; con la garanzia di riservatezza, di integrità e di autenticazione tra le parti in comunicazione che corrisponda alla domanda del servizio; con costi di fornitura posti in relazione a una metrica condivisa dei benefici ottenibili e risultanti da una effettiva liberalizzazione del mercato.

96 Le sfide per il settore ICT (3/4)
Le caratteristiche di interazione ora elencate possono scaturire da tre linee normative tra loro fortemente interdipendenti e inquadrabili in temi di natura tecnica, di strategia di mercato e di impegno di standardizzazione: lo sviluppo della tecnica dovrebbe attuarsi verso nuovi paradigmi di stretta integrazione tra modi di trasferimento e di elaborazione;

97 Le sfide per il settore ICT (4/4)
l’affermazione di nuove strategie di mercato dovrebbe portare a una competizione che sia reale motore verso una minimizzazione dei costi di fornitura; la convergenza verso standard condivisi a livello mondiale dovrebbe assicurare un interlavoro senza limitazioni tra sistemi di costruttori diversi.

98 Le innovazioni tecnologiche richieste (1/6)
Le innovazioni tecnologiche che saranno necessarie per il conseguimento degli obiettivi precedentemente citati sono svariate e in ogni caso da individuarsi nella concezione di nuove architetture funzionali e nell’impegno in queste di nuovi componenti (anche al di fuori di un ambito strettamente elettronico) da cui siano ottenibili velocità di lavoro; consumo di energia; continuità di servizio, con valori attualmente non ancora conseguiti.

99 Le innovazioni tecnologiche richieste (2/6)
A titolo di esempio di tali innovazioni vale la pena citare: una “context delivery architecture”, che assicuri consapevolezza del contesto in cui si ha l’erogazione del servizio e in cui l’informazione scambiata tra le parti sia arricchita con informazioni sull’ambiente di comunicazione; una “augmented reality”, che sovrapponga alla realtà percepita immagini/etichette atte ad arricchire la percezione dell’utente;

100 Le innovazioni tecnologiche richieste (3/6)
una “grid computing”, che consenta di aumentare la soddisfazione degli utenti e la qualità della loro vita attraverso una virtualizzazione delle risorse; una “cloud computing”, che preveda una remotizzazione dei servizi di elaborazione complessi e uno svolgimento locale di operazioni semplici.

101 Le innovazioni tecnologiche richieste (4/6)
Si tratta di esempi che, in alcuni casi, sono attuabili a breve termine e in altri con prospettive decisamente più lontane nel tempo. Tra le prime si possono citare le cosiddette “tecnologie della presenza”, e cioè il riconoscimento vocale, il riconoscimento della scrittura, l’uso di rivestimenti sensorizzati, il tracciamento dello sguardo, il riconoscimento dello stato emotivo, il riconoscimento di gesti.

102 Le innovazioni tecnologiche richieste (5/6)
Un aspetto da considerare attentamente, con prospettive a più lungo termine, è fornito dalle cosiddette “interfacce naturali”, che assicurino una interazione tra utente e rete (attraverso gesti, espressioni, movimenti) analoga a quella con il mondo reale.

103 Le innovazioni tecnologiche richieste (6/6)
Infine, sempre in una visione prospettica appare di elevato interesse l’impiego delle ICT per l’ottimizzazione delle infrastrutture di rete con svariate finalizzazioni, quali quelle connesse alla distribuzione di energia elettrica, al trasporto delle risorse idriche, e al trasferimento di altre fonti di energia (metanodotti, gasdotti etc.).

104 Economia della condivisione
Secondo il parere di svariati esperti, l’ ”economia della condivisione” assumerà un’importanza sempre crescente soprattutto se basata su responsabilità e credibilità nel rapporto tra i consumatori e tra consumatori e aziende. La sfida in quest’ambito per le Telco è la personalizzazione del servizio, mantenendo i vantaggi della condivisione.

105 Lo sviluppo sostenibile dell’ICT
Una sostenibilità a 360°, intesa come insieme di valori e comportamenti finalizzati a preservare il patrimonio economico, ambientale, sociale e culturale di un ecosistema, va considerata dalle aziende come una priorità di business in cui investire concretamente per competere nel prossimo futuro. Il tema si aggancia al duplice concetto “Green for ICT” e “ICT for green”; in particolare l’ICT può essere considerato come motore della sostenibilità, ad esempio a partire dalle soluzioni di “smart metering”, che sono già in campo.

106 Riduzione dei costi operativi
Per una riduzione dei costi operativi è possibile puntare su tre leve: il risparmio energetico, dove il tema dell’energia diventa una sfida e un’opportunità per l’operatore Telco; l’efficientamento della manutenzione della rete; il già citato impiego dell’ICT for green.


Scaricare ppt "Regolamenti, tecnologie e mercati per i nuovi accessi a larga banda nel quadro NGN Aldo Roveri Università di Roma “La Sapienza” Conferenza Inforav –"

Presentazioni simili


Annunci Google