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Le FERITE della MEMORIA

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Presentazione sul tema: "Le FERITE della MEMORIA"— Transcript della presentazione:

1 Le FERITE della MEMORIA
A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

2 27 gennaio “Giorno della Memoria”
- giorno in cui i cancelli di Auschwitz furono abbattuti- è riconosciuto dalla Repubblica italiana “Giorno della Memoria” con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000 “al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali e la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” ( ART. 1) “[…]Conservare nel futuro dell’ Italia la memoria di questo tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, deve far sì che simili eventi non possano mai più accadere”(AR. 2 ). Il 27 gennaio, giorno in cui i cancelli di Auschwitz furono abbattuti, è riconosciuto dalla Repubblica italiana “Giorno della Memoria” con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000, “al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali e la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e , a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” ( ART. 1) “Questo giorno è dedicato a cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione […] su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani in campi nazisti . Conservare nel futuro dell’ Italia la memoria di questo tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, deve far sì che simili eventi non possano mai più accadere”(AR. 2 ). A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

3 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
PRIMO LEVI Se potessi racchiudere in una immagine tutto il male del nostro tempo, sceglierei questa immagine, che mi è familiare: un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve, sul cui volto e nei cui occhi non si possa leggere traccia di pensiero. Primo Levi A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

4 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
Se questo è un uomo Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

5 Anna Frank (Annelies Marie Frank)
12 giugno 1929 nasce a Frankfurt, in Germania, da un agiato banchiere ebreo; 1933: leggi razziali e trasferimento della famiglia ad Amsterdam, in Olanda; Maggio 1940: invasione tedesca dell’Olanda; 6 luglio 1942: chiusura nell’alloggio segreto; 4 agosto 1944: irruzione della polizia nazista nell’alloggio e arresto dei rifugiati e trasferimento nel campo di Westerbork; 2 settembre 1944: trasferimento della famiglia ad Auschwitz; 30 ottobre 1944: trasferimento di Anna e della sorella Margot a Bergen Belsen; Marzo 1945: morte di Anna pochi giorni dopo la morte della sorella ;circa tre settimane più tardi il campo fu liberato dalle truppe inglesi. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

6 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
Sabato, 20 giugno 1942 … I bei tempi finirono nel maggio 1940; prima la guerra, la capitolazione, l’invasione tedesca, poi cominciarono le sventure per noi ebrei. Le leggi antisemitiche si susseguivano l’una all’altra. Gli ebrei debbono portare la stella giudaica. Gli ebrei debbono consegnare le biciclette. Gli ebrei non possono più andare in auto. Gli ebrei non possono fare acquisti che fra le tre e le cinque, e soltanto dove sta scritto “bottega ebraica”. Gli ebrei dopo le otto di sera non possono essere per strada, né trattenersi nel loro giardino o in quello di conoscenti. Gli ebrei non possono andare teatro, al cinema o in altri luoghi di divertimento; gli ebrei non possono praticare sport all’aperto, ossia non possono frequentare piscine, campi di tennis o di hockey ecc. Gli ebrei debbono studiare soltanto nelle scuole ebraiche . E una quantità ancora di limitazioni del genere … A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

7 “L’erba non cresceva ad Auschwitz”
Memoriale di Mimma Paulesu Quercioli “L’erba non cresceva ad Auschwitz” Testimonianza di Arianna Figlia di un banchiere ebreo di Fiume, nel ha 11 anni e si trova nel KINDERBLOK di Auschwitz: Raccoglie quattro biografie di donne che, negli anni della loro giovinezza, hanno vissuto l’esperienza dell’internamento nei campi di concentramento nazista. Il passo è relativo alla vicenda di Arianna, figlia di un banchiere ebreo di Fiume. Nel 1944, quando aveva appena compiuto 11 anni, Arianna fu deportata con la sua famiglia prima nella risiera di San Sabba e poi nei lager di Auschwitz – Birkenau, Ravensbruk, Bergen Belsen. Fu l’unica sopravvissuta della famiglia . Ed ecco il passo toccante, attinente al periodo della segregazione della piccola nel KINDERBLOK di Auschwitz: A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

8 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
Il kinderblock era formato da due baracche cintate di filo spinato. Ogni tanto, accompagnati da un tedesco col cane lupo, li portavano fuori dal lager. Spesso andavano alla BUNA che era una fabbrica dove dovevano fare delle trecce per mine … Dopo poche ore di questo lavoro le loro dita sanguinavano … Arianna … da quando si era separata dalla mamma piangeva sempre. Un’altra volta li portarono in una località all’aperto e ordinarono che spostassero dei sassi da una parte all’altra della strada … Arianna … da quando si era separata dalla mamma piangeva sempre. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

9 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
… Un giorno, alcuni nazisti arrivarono davanti ad una platea composta di soli bambini, con un sacco dentro il quale avevano chiuso un neonato, lo gettarono in alto e spararono come se facessero un tiro al piccione. Arianna era tra loro e sentì distintamente il pianto del bambino dentro il sacco. Restò impietrita, non osò parlare con i suoi compagni; ma pensò : questi non sono uomini, ma mostri. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

10 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
GULAG A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

11 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
DIARIO DI VIAGGIO : OVERLAND N Febbraio, Pevek: I campi di lavoro correzionali Lasciata Yakutsk, dobbiamo affrontare uno dei tratti più impegnativi del nostro lungo itinerario. Viaggiamo sul letto gelato dei fiumi, tra montagne e fitte foreste. Il paesaggio è stupendo, maestoso ed austero: colpisce soprattutto il silenzio, una grande pace che nonostante tutto rilassa. Il percorso si fa sempre più difficile, per percorrere 80 Km a volte siamo costretti a guidare anche 18 ore. Capiamo perché lungo le rive della Kolyma si concentrassero alcuni dei gulag più terribili del regime sovietico, il freddo, la monotonia, l’assoluto isolamento piegherebbero chiunque. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

12 I campi di lavoro “correzionali”
“Gulag” Che cos’è: dipartimento di polizia segreta; Quale compito svolge: gestione campi di lavoro “correzionali”; Quando: 1919 – 1953; Dove: Russia, Siberia, paesi del blocco sovietico; Perchè: fornire mano d’opera gratuita per la costruzione di grandi opere (strade, ferrovie, canali e impianti industriali); alle miniere, per lo sfruttamento delle foreste. I prigionieri Chi erano: criminali comuni e prigionieri politici; Quanti erano: circa ( anni ’20) ; 5 milioni (1936 – 57); Le cifre ufficiali sovietiche parlano di un totale di 10 milioni di internati (1943 – 1947); però si ritiene che possano essere stati almeno il doppio. La mortalita’ , quando il Gulag fu sciolto, si stima che siano deceduti da 15 a 30 milioni di prigionieri. La verità non si saprà mai, ma una preziosa testimonianza rimane nel romanzo autobiografico “ Arcipelago Gulag “ dello scrittore russo Solzhenitsyn. Periodi di maggiore affluenza = regime staliniano: 1) : collettivizzazione dell’agricoltura, deportazione in massa dei contadini più abbienti (“Kulaki”). 2) : grandi “purghe” ; circa 8 milioni di persone. 3) Fine Seconda Guerra Mondiale: internati dissidenti, intellettuali, funzionari del partito in disgrazia, minoranze etniche accusate di slealtà, ex prigionieri di guerra, sospetti collaborazionisti e traditori, criminali comuni e innocenti vittime della paranoia del regime. Solgenitsin( ) “Il cantore dei gulag” Si ricorse alla deportazione in Siberia già in epoca zarista, fin dai tempi di Pietro il Grande alla metà del ‘700. Ma la grande stagione dei campi di lavoro coincide con il sanguinoso regime di Josef Stalin, l’”uomo d’acciaio” che assunse il potere alla morte di Lenin e per trent’anni guidò l’URSS con inflessibile determinazione. Il termine Gulag indicava il dipartimento della polizia segreta incaricato di gestire i campi di lavoro eufemisticamente detti “correzionali” nei quali, già dal 1919, venivano rinchiusi criminali comuni e prigionieri politici. La rete venne man mano ampliata negli anni successivi fino a coprire non solo la Russia e la Siberia, ma anche gli altri paesi del blocco sovietico. Scopo dei campi era fornire mano d’opera gratuita per la costruzione di grandi opere quali strade, ferrovie, canali e impianti industriali. Ma i prigionieri in Siberia venivano anche utilizzati nelle miniere per lo sfruttamento delle foreste. Se negli anni ’20 i prigionieri erano circa , già dal 1936 il loro numero era salito a 5 milioni e tale rimase fino alla morte di Stalin, nel I periodi di maggiore affluenza corrispondono ad altrettante fasi del regime staliniano. All’epoca della collettivizzazione dell’agricoltura, tra il 1929 ed il 1932, Stalin decretò la deportazione in massa dei contadini più abbienti, i cosiddetti Kulaki. Poi tra il ’36 e il ’38 fu la volta delle grandi “purghe”, che colpirono circa 8 milioni di persone. Scrittore russo nato nel 1918 e deceduto nel 2008, per insufficienza cardiaca nella sua dacia alle porte di Mosca. Premio Nobel per la letteratura nel 1970, Solgenitsin legò la sua fama all’Arcipelago Gulag, la descrizione del sistema concentrazionario dell’Unione sovietica. “Il cantore dei Gulag” lo definisce il Corriere Online, quasi che i campi di concentramento e sterminio comunisti fossero da cantarsi. Che ci fosse qualcosa di buono, positivo, splendido, poetico, nel morire nelle fogne totalitarie. In quegli stessi anni, fino al 1989 e pure dopo, senza pudore o pietà, a quell’ideologia ci si continua a richiamare. Nei contenuti e, spessissimo, verso gli avversari politici, sottoposti ad un bombardamento senza pietà di menzogne e violenza verbale, nei metodi. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

13 durissime specie in Siberia
Condizioni nei campi durissime specie in Siberia CAUSE turni di lavoro massacranti, mancanza di cibo e di vestiario adeguato, divieto di contatti con l’esterno. … L’ultima ondata arrivò al termine della Seconda Guerra Mondiale. Nei campi furono internati dissidenti, intellettuali, funzionari del partito in disgrazia, minoranze etniche accusate di slealtà, ex prigionieri di guerra, sospetti collaborazionisti e traditori, criminali comuni e innocenti vittime della paranoia del regime. Le condizioni nei campi erano durissime a causa dei turni di lavoro massacranti, della mancanza di cibo e di vestiario adeguato a proteggere i prigionieri dal freddo, soprattutto in Siberia. Ogni contatto con l’esterno, anche con le famiglie, era vietato. Le cifre ufficiali sovietiche parlano di un totale di 10 milioni di internati tra il 1943 ed il 1947, però si ritiene che possano essere stati almeno il doppio. Altrettanto agghiacciante è il dato relativo alla mortalità: tra il 1919 e il 1956, quando il Gulag fu sciolto, si stima che siano deceduti da 15 a 30 milioni di prigionieri. La verità non si saprà mai, ma una preziosa testimonianza rimane nel romanzo autobiografico “ Arcipelago Gulag “ dello scrittore russo Solzhenitsyn. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

14 confronto Karaganda e Ravensbrück Margaret Buber- Neumann (1901- 1989)
gulag e lager a confronto Karaganda Ravensbrück A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

15 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
(Op. cit. pagg.56-7) […] Nella grande Unione sovietica centinaia di campi di concentramento coprivano le steppe del Kazakistan e i gelati deserti della Siberia rimanendo in pari tempo a distanza di centinaia di chilometri l’uno dall’altro […] […] Ci accovacciamo sulle assi e Lüschen ci parlò della sua storia e del campo polare di Kolyma…nella Siberia settentrionale. Per la prima volta nella mia vita sentii parlare di campi di concentramento, di lavoro nelle miniere d’oro di Kolyma, della notte polare, di scorbuto e della lenta agonia per debolezza cardiaca.<<La cosa più pericolosa è ferirsi accidentalmente nella miniera e dover stare distesi. Allora le gambe cominciano a gonfiarsi come se si fosse affetti dall’idropsia. Kolyma è situata su un elevato pianoro a qualche centinaio di metri sulla superficie del mare e l’aria polare non è sufficientemente rarefatta. Il cuore non ce la fa. Oltre al giacimento d’oro c’è un centro di coltivazione sperimentale. Vi lavoravano soprattutto donne. A Kolyma sono nati quattrocento bambini e pensate che crescono tutti in buona salute. Il periodo migliore lassù è la raccolta del fieno durante la breve estate . Tutti devono partecipare. Sì, è nel frattempo si concludono matrimoni e vengono messi al mondo I bambini…>>. Kolyma: miniera d’oro A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

16 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
Arrivo a Karaganda(p.62,63) L’area concentrazionaria si estendeva complessivamente su una superficie pari al doppio della Danimarca (p.135). Alla sera ci fecero scendere alla stazione merci di Karaganda, un centinaio tra uomini e donne. Il terreno era ghiacciato e i prigionieri esausti ruzzolavano con i loro fagotti sulle traversine.[…] Ci lasciammo alle spalle un portone di legno illuminato a giorno, una garitta con una luce fioca ed un lungo recinto di filo spinato. Al comando <<Alt!>>entrammo uno per volta nel centro di quarantena del campo di concentramento di Karaganda … Ci accucciammo infreddolite sui nostri fagotti e poi ci fecero entrare nello stanzone da bagno … Il lavatoio era piantonato da alcuni uomini di guardia. Ribatterono con una risata alle nostre proteste per quest’intrusione … Alcuni uomini entrano ed escono riempiendo di acqua i barili, un lavoro che potrebbero di sicuro fare più tardi ma allora si priverebbero del piacere di schiaffeggiare sul sedere passando le prigioniere denudate. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

17 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
NINA LUGOVSKAJA 25 dicembre 1918: nasce a Mosca Suo padre,Sergej Rybin( in seguito Lugovskoj), è attivista del partito socialista rivoluzionario; : DIARIO 3 marzo1937: perquisizione e confisca documenti; Marzo 1937: arresto di Nina ( + madre) e condanna a 5 anni di lavori forzati nel campo di lavoro di Kolyma ( Siberia); 1942: lasciano i campi di lavoro; : sono trattenuti a Kolyma; 1947: si trasferiscono negli Urali; 1949: Nina si stabilisce col marito a Vladimir, a 200 km da Mosca dove vive fino al 1993: morte di Nina . A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

18 Nel 1937 Nina finì nel durissimo campo
di prigionia di Kolyma con l’unica colpa di aver scritto nel diario frasi contro il regime come le seguenti: 30 ottobre 1933 (…) Nella vita non c’è verità e giustizia, tutto è menzogna, tutto inganno.(…) Gli uomini non vedranno mai il tempo in cui al mondo tutti saranno uguali, quando uno non avrà il diritto di costringere e offendere l’altro, quando non ci saranno forti che decidono tutto e deboli che non hanno diritti (…) A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

19 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
30 dicembre 1934 […]che diritto hanno questi bolscevichi di trattare il paese e la sua gente in modo tanto crudele e arbitrario, di proclamare tanto impunemente leggi oltraggiose in nome del popolo, di mentire, di nascondersi dietro parole grosse che hanno perso il loro significato: “socialismo” e “comunismo”?(…) Mio Dio, quando cambierà tutto questo? Quando potremmo dire davvero che tutto il potere appartiene al popolo, che abbiamo totale uguaglianza e libertà? Quello che abbiamo ora non è il socialismo, è l’Inquisizione! Sono passati molti giorni da quando Nikolaev, membro di un gruppo terrorista clandestino, ha assassinato Kirov allo Smol’nyi.(…) Molti dei cosiddetti cittadini sovietici, perso ormai ogni senso di coscienza e di dignità umana, si sono comportati come bestie e hanno levato la mano a favore della fucilazione. E’ difficile credere che nel Ventesimo secolo ci sia un angolo d’Europa dove i barbari medievali sono riusciti a stabilirsi; dove idee primitive convivono in maniera singolare con la scienza, l’arte e la cultura. Prima ancora dell’inizio dell’indagine(…) più di cento ex Guardie Bianche sono state uccise solo perché, in quanto tali, per loro sfortuna si trovavano in territorio sovietico. Oggi hanno fucilato altri quattordici “cospiratori”. Tutti e cento per una sola vita bolscevica.(…) Perché (…) tutto ciò viene considerato perfettamente naturale e normale?(…)E che diritto hanno questi bolscevichi di trattare il paese e la sua gente in modo tanto crudele e arbitrario, di proclamare tanto impunemente leggi oltraggiose in nome del popolo, di mentire, di nascondersi dietro parole grosse che hanno perso il loro significato: “socialismo” e “comunismo”?(…) Mio Dio, quando cambierà tutto questo? Quando potremmo dire davvero che tutto il potere appartiene al popolo, che abbiamo totale uguaglianza e libertà? Quello che abbiamo ora non è il socialismo, è l’Inquisizione! A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

20 Hiroshima e Nagasaki 6 e 9 agosto 1945
<<(…) Per noi è imperativo abolire le armi nucleari e controllare scienza e tecnologia se vogliamo sopravvivere a questa inumana epoca nucleare(…). La nostra umanità è andata sempre più persa con la crescita degli stati nazionali intrecciata agli sviluppi scientifici e tecnologici(…). Per sopravvivere all’era nucleare dobbiamo (…) ritornare alla nostra vera umanità, (…) realizzare un mondo veramente democratico attraverso la cooperazione di tutti i popoli>>. Naomi Shomo, Prefazione all’opera(1988) A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

21 Giornata delle foibe 10 febbraio
Subito dopo la fine della II guerra mondiale, tra il maggio e il giugno 1945, migliaia di italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia vengono uccisi dall’esercito iugoslavo del maresciallo Tito: molti di loro sono gettati nelle foibe, che si trasformano in grandi fosse comuni … A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

22 …FOIBE: l’abisso Bertanelli ( ca. 30 km a nord di Fiume)
A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

23 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
… Le stragi si inquadrano in una strategia politica mirata, diretta a colpire non gli italiani in quanto tali, ma tutti coloro che si oppongono all’annessione delle terre contese alla “nuova” Jugoslavia: cadono collaborazionisti e militi della repubblica di Salò, ma anche membri dei comitati di liberazione nazionale, partigiani combattenti, comunisti contrari alle cessioni territoriali e, ancora, cittadini comuni, travolti dal clima torbido di quelle settimane. Per oltre mezzo secolo, su questi eccidi- e sul successivo esodo forzato di oltre duecentomila compatrioti giuliani, dalmati e istriani- è gravato un pesante silenzio. Perché? Gianni Oliva, studioso del Novecento, restituisce alle “stragi negate”la loro verità, proponendole come patrimonio collettivo della storia nazionale. (Vedi opera presentata) A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

24 Zlata = nuova Anna Frank
IL DIARIO DI ZLATA ZLATA Filipovic 1980: nasce a Sarajevo da genitori musulmani di origine serba e croata; 1991: guerra in Bosnia. Zlata ha 11 anni e vive in prima persona la tragedia del conflitto civile che ha distrutto la sua città e determinato la scomparsa della Repubblica Iugoslava e la nascita di numerose nuove entità statali a costo di una spaventosa devastazione territoriale e di innumerevoli stragi ed eccidi. Tiene un diario dei propri giorni di guerra. La sua vicenda personale ha un lieto fine. Zlata = nuova Anna Frank La sua testimonianza: simbolo delle sofferenze di un intero popolo toccante appello alla pace. Zlata Filipovic, DIARIO di Zlata, Rizzoli, Milano, 1994 I testi e il metodo – Minerva Italica- Le scritture – p. 178 ; Scritture e percorsi , vol. 5, p.109 ZLATA Filipovic nasce nel 1980 a Sarajevo da genitori musulmani di origine serba e croata. Incarna perciò nella propria persona quel miscuglio di etnie e di culture che da sempre è uno dei maggiori elementi di crisi della “polveriera balcanica”. Quando nel 1991 esplode la guerra in Bosnia, Zlata ha solo 11 anni e vive in prima persona la tragedia del conflitto civile che ha distrutto la sua città e ha messo in ginocchio un’intera regione dell’Europa continentale, portando alla scomparsa della Repubblica Iugoslava e alla nascita di numerose nuove entità statali a costo di una spaventosa devastazione territoriale e di innumerevoli stragi ed eccidi. Per un caso fortuito il giornalista francese Bernard Fixot viene a sapere di questa ragazzina bosniaca che tiene un diario dei propri giorni di guerra e ne promuove la pubblicazione. Zlata, la cui vicenda personale ha fortunatamente un lieto fine, diviene così una sorta di nuova Anna Frank e la sua testimonianza diventa il simbolo delle sofferenze di un intero popolo e un toccante appello alla pace. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

25 Venerdì 17 settembre 1993 Cara Mimmy,
i <<ragazzi>> stanno nuovamente negoziando, firmando qualcosa, riaccendono ancora una volta in noi la speranza che questa follia stia per finire. Domani dovrebbe esserci un cessate il fuoco, e il 21 settembre all’aeroporto di Sarajevo tutti dovrebbero firmare PER LA PACE. La guerra finirà il giorno che segna il passaggio da una stagione all’altra??? Sono così delusa da tutte le tregue e dagli accordi precedenti, che non riesco a crederci. Non riesco a crederci perché anche oggi è caduta un’altra orribile bomba che ha ucciso un bambino di tre anni e ne ha ferito la madre e la sorella . Perché a Sarajevo il risultato dei loro divertimenti sono morti, fra cui 3000 bambini, e invalidi permanenti, che si vedono per le strade con le loro grucce, le loro sedie a rotelle, senza braccia e senza gambe. Non riesco a crederci perché nei cimiteri e nei parchi non c’è più posto per seppellire le ultime vittime. Questo è forse il motivo per cui questa follia dovrebbe finire. La tua Zlata A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica

26 Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica
Anna Frank : Diario Amsterdam,1947- Titolo originario “Het Achterhuis” = Il retrocasa Sabato,15 luglio 1944 … Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla cruda realtà. E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui saranno forse ancora attuabili. A. S Prof.ssa Maria Vittoria Mulliri Liceo Scientifico Modica


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