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Volume tre di quattro Avanza con un clic … "Pace in voi, Fratelli; la vostra fiducia è una vela che vi trasporta fino alla terra dell'Equili- brio.

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4 Volume tre di quattro

5 Avanza con un clic

6 … "Pace in voi, Fratelli; la vostra fiducia è una vela che vi trasporta fino alla terra dell'Equili- brio. Immobilizzate per un istante le vostre coscienze, e ricordatevi bene delle mie parole, non per ciò che io sono, ma per ciò che esse possono implicare: conduciamo i vostri veicoli astrali fin nella sfera del vostro pianeta fratello, Venere, ma non siatene troppo felici, perché il ricordo che ne avrete potrà essere più simile a un peso che ad un privilegio... Lo saprete col passar del tempo. Annotate meticolosamente tutto ciò che vedrete, e cercate di capire senza tradire. … "Pace in voi, Fratelli; la vostra fiducia è una vela che vi trasporta fino alla terra dell'Equili- brio. Immobilizzate per un istante le vostre coscienze, e ricordatevi bene delle mie parole, non per ciò che io sono, ma per ciò che esse possono implicare: conduciamo i vostri veicoli astrali fin nella sfera del vostro pianeta fratello, Venere, ma non siatene troppo felici, perché il ricordo che ne avrete potrà essere più simile a un peso che ad un privilegio... Lo saprete col passar del tempo. Annotate meticolosamente tutto ciò che vedrete, e cercate di capire senza tradire.

7 Intanto, permettetemi di precisarvi un punto: la nostra decisione di far cadere certe barriere mentali lasciandovi compiere questo viaggio in assoluta lucidità, non è affatto motivata dall- intenzione di far sognare coloro a cui renderete testimonianza. Sia chiaro che non siamo né artigiani dell'illusio- ne né fabbricanti di sogni idilliaci ma ci ha spinti a tanto solo l'auspicio ardente che sappiate riportare a chi vorrà ascoltarvi il modello d'una civiltà di Pace. Sappiamo perfettamente che non saranno i par- ticolari che riporterete a sconvolgere la vostra società, ma siamo convinti che possano fare germinare nei cuori molte idee per l'Era futura.

8 Le immagini di Venere che riporterete, non fac- ciano credere che quel popolo sia un modello di perfezione: c'è molto da affinare in eterno, nell- organizzazione spirituale come in quella fisica. Guardate dunque al nostro mondo solo come ad un possibile sviluppo della coscienza d'Amore e della nozione di Fratellanza: questo è ciò che importa. Non vogliamo condurre la Terra sulle orme di Venere nei futuri millenni, perché ogni copia non può che essere un riflesso sminuito delloriginale.

9 L'avvenire della Terra sarà diverso, e vogliamo che sia ancora più bello, perché malgrado le apparenze, le leggi dell'evoluzione riconoscono in questo pianeta e in molti suoi abitanti la scintilla promettente per riuscirci. Che gli uomini e le donne dell'umanità terrestre non ci invidino dunque il modello che per ora offriamo alla loro meditazione, ma vedano in esso piuttosto una fonte d'ispirazione all'autorigenerazione. Agli innamorati dell'Amore non proponiamo un esodo verso le stelle, ma un lavoro infaticabile e gioio- so sul loro pianeta. Amici, siate i testimoni più fedeli possibili, perché chi vi ascolta sappia ciò che può essere e ciò che in seguito dovrà essere superato.

10 Fratelli... scacciate dalla memoria gli stereotipi, preparate in voi un posto vergine e cominciate a guardare come chi può capire. Qualsiasi mondo, o materia, in una certa misura sono una creazio- ne dell'anima... Venere è ancora un mondo materiale, sebbene la sua materia vibri sulla frequenza dell'anima. Cercate di capire: quando i cuori e le coscienze si elevano, portano con sé il loro universo, e questo non si compie unicamente nel pensiero ma anche sul piano concreto, perché la funzione dell'Essere che cresce è di purificare e nobilitare tutto ciò a cui si avvicina e tutto ciò che tocca.

11 I vostri Fratelli di Venere hanno trasmutato il loro pianeta secondo il loro risveglio, e le loro produzioni e quelle della Natura che è stata loro affidata si sono eterizzate a mano a mano che il loro cuore si apriva. Sì, amici: Venere è una terra dell'anima: non l'anima quale traspare nellAldi- là, ma l'anima che ha imboccato la via del ritorno concreto verso l'Unico... Ma capirete meglio. Milioni d'anni separano il pianeta terra da questo mondo, ovvero pochi petali in più nel fiore delle coscienze; come vedete, noi abbiamo mosso un passo verso la semplicità, anche se questo è solo uno dei molti aspetti della nostra civiltà, ove la purezza delle linee è sempre stata garanzia della chiarezza dell'itinerario interiore.

12 Abbiamo seguito il più fedelmente possibile que- sta strada non perché la consideriamo superiore alle altre, ma perché sentiamo il suo schema impresso in noi; trovare la propria identità ed attenervisi, ecco le chiavi per l'ascesa... Sulla Terra però non c'è questunità di sensibilità rispetto ad una direzione comune, perché le ani- me che la popolano sono d'origine molto diversa fra loro. Questa è una delle principali fonti di difficoltà, ma è anche la carta vincente in grado di permet- tere che i cuori siano lavorati come campi, più che su ogni altro pianeta. Il nostro ruolo è evitare che l'aratro esca dal solco, non certo di spingerlo al posto dell'uomo.

13 Ricordate: su questo pianeta, che consideriamo contemporaneamente un fratello ed un erede, troverete poche grandi città, perché abbiamo sempre sentito le città o i grandi assembramenti come zone atte a promuovere la dipendenza e la paura; non che sosteniamo che questa sia una verità assoluta, ma è la posizione che risulta dalle nostre personali osservazioni sull'universo locale. È ben raro che gli esseri si radunino per puro amore, giacché le loro motivazioni profonde sono generalmente la ricerca del potere e la fuga davanti allignoranza di sé.

14 Non è in questi luoghi che il contatto vero con gli altri può fiorire, perché si sviluppa quando la paura di se stessi se n'è andata, quando ci si può guardare in faccia in mezzo al deserto. Non predichiamo la solitudine, ma la padronanza dell'essere globale ed il superamento delle false sicurezze... Così, ci piace vivere in ciò che definireste dei pic- coli villaggi, ove la concentrazione delle anime è sufficiente per facilitare gli scambi, senza però essere d'ostacolo alla comunione cosmica offerta dalla natura. Questo schema, amici, può essere modificato, certamente migliorato, ma è quello che ci consente di procedere nella ricerca del Bello.

15 Così è il nostro cuore: orientato verso il Bello ovvero verso l'Autentico, e non verso il labirinto dei suoi sottoprodotti... Lasciatevi guidare dalla vostra volontà, ora, e avvicinatevi a queste abitazioni, così coglierete meglio lo spirito che ci anima. La voce ora tace, mentre le sue ultime parole producono in noi come uno scatto improvviso: da dove viene? Dov'è il Fratello dai lunghi capel- li? La risposta è immediata: "Che importano la mia presenza e la mia identi- tà? Tutto ciò che conta è il suono d'una voce, che è espressione d'un essere intero, e la più auten- tica manifestazione della sua vita.

16 Non fidatevi né d'un volto, né d'un abito, né di una provenienza, e nemmeno della vibrazione che sembra emanare da tutte queste cose, ma di Quella che le genera… Qui è l'alba, il nostro pianeta ha anche esso i suoi giorni e le sue notti; diversamente dalla Terra, però, le nostre notti non sono buie, e il cielo assume un colore più arancione e meno luminoso. La ragione è dovuta al fatto che non beneficiamo dello stesso sole degli uomini, o meglio non dello stesso aspetto del sole; esso ci nutre con la sua faccia eterica, e dunque non è nettamente visibile in cielo, ma la sua presenza si infonde molto più direttamente in ogni atomo di questo mondo; vivifica quindi ogni cosa non dall'esterno, ma partendo dal cuore stesso della sua costituzione.

17 Questo stato di fatto riduce e ritarda considere- volmente ciò che chiamate invecchiamento e morte. È lo stato vibratorio che si è sviluppato in noi col tempo, a permettere questo fenomeno solare sottile; ma tutto questo è solo un passo verso la nostra costituzione originale: quando la vera energia del nostro cosmo sarà raggiunta, si modificherà ancora il modo di bere alla fonte solare. Sappiamo che non ne riceveremo più la forza co- me un fuoco, ma come quella di tutti gli elementi messi insieme; ma è ancora un concetto inespri- mibile con parole terrestri.

18 Fratelli, parlarvi dei giorni e delle notti del nos- tro pianeta non è solo un discorso accessorio: l'alternanza delle polarità è altrettanto necess- aria a noi che a voi, anche se a un livello diverso; durante l'evoluzione, ogni corpo celeste attra- versa stadi simili tra loro, e il Giorno Eterno, la Luce Assoluta, saranno conosciuti solo nella fase finale dell'ascesa della nostra ondata di Creazi- one nell'attuale sistema cosmico, che i vostri Fratelli delle Stelle chiamano stato di cristismo. Dovete però sapere che nessuno è legato per sempre alla lenta evoluzione della corrente uma- na dalla quale è nato, e che l'iniziazione vera (ossia il lavoro personale e costante su di sé) permette di ritrovare più in fretta questo stato di sublimazione.

19 Alcuni di noi si sono elevati al di là della coscien- za venusiana 'usuale', così come alcuni terrestri si sono liberati del denso ascendente del loro pianeta. I nostri che situarono la loro ambasciata a Shambhalla, più di diciotto milioni d'anni fa, sulla Terra sono i Fratelli più realizzati nello stato Cristico. Rendetevi conto che sono spinti solo dall'amore: non chiedono d'essere venerati come dei, anzi non l'hanno mai voluto e respingono quest'idea in modo assoluto; la loro sola volontà, ditelo, è aiutare gli uomini ad aiutarsi.

20 E se è tempo ormai di fare uscire la loro azione dallombra per renderla più efficace, è perché il Grande Sole offre al Creato il mezzo per riceverlo con maggiore purezza. L'ora che viviamo tutti, è quella d'una svolta divina... Una piccola vetrata di cristallo s'è illuminata, colorandosi di riflessi lattescenti; forse è una porta, perché ne emerge una figura, subito se- guita da altre due. La sensazione che proviamo ci fa pensare ad una tenda d'energia, ad un fascio luminoso, più che ad una porta vera e propria. "È esatto. È possibile scolpire la luce con altret- tanta facilità del legno o del vetro; la vita si add- ensa o si fluidifica secondo l'abilità delle mani e la trasparenza dei cuori che la ricevono."

21 «Amici, le immagini che vengono fatte trapelare sulla Terra non sono scelte a casaccio: per loro tramite e mediante gli artisti che ci propongono il loro talento d'interprete, prepariamo i concetti del 'possibile' per le prossime generazioni uma- ne. Quella che chiamate fantascienza ha avuto questa funzione, e diciamo 'ha avuto' perché la luce dei vostri mondi non si sviluppa ancora senza l'ombra, e i desideri di potere permettono ancora numerosi eccessi con l'aiuto della pesan- te tecnologia terrestre. In verità bisogna lavare i cuori da tutte le scorie di potere, e il possesso della potenza vera è il possesso della nudità davanti alla Luce infinita.

22 È a questo modo che abbiamo costruito, ed è così che dovete guardare le bellezze che in questo modo abbiamo potuto produrre. I vostri Fratelli di Venere vi dicono questo: gli uomini lascino d'ora in poi la fantascienza nelle biblioteche; l'Altra Realtà, quella che talvolta auspicano senza neppure rendersene conto, sta loro ammiccando, dardeggiando ormai il suo raggio di speranza. Non è quindi più tempo di sognare, ma di aprire le porte d'un'altra comprensione.

23 Vi chiediamo di vogare verso l'universo del Tutto e delle verità sempre più vaste: possa così l'isola dei 'forse', con le sue spiagge di mediocrità e le sue catene d'impossibilità, svanire e dissolversi infine alle vostre spalle, e possa finalmente dif- fondersi dal suo trampolino non l'amarezza ma il riconoscimento nei vostri cuori. Create in voi il possibile, lungi dalle barriere e da concezioni aprioristiche; solo allora potrete proiettarle nell'universo, e soprattutto... scoprirete voi stessi. Non è un consiglio, questo, ma un appello.

24 «Uno dei nostri modi per risolvere il problema del trasporto e dell'immagazzinamento è la via dellEtere. Questo piccolo particolare della nostra esistenza quotidiana, per voi presenta solo l'interesse di cominciare a intravvedere la luce diversamente; così come voi vi servite di onde per trasportare una voce su decine di migliaia di chilometri, per noi è facile usare un'onda luminosa per trasferi- re la materia da un punto allaltro, o da una dimensione all'altra.

25 Basta concepire in altro modo l'energia-luce, che è presente nella materia sotto qualsiasi forma questa assuma, e in quanto tale si mostra infini- tamente modellabile e capace di trasportare una gran quantità d'informazioni e di forme dense. A noi serve dunque da supporto, così come voi vi servite di onde radio per l'emissione e la rice- zione: infatti è un fenomeno identico a questo, ma su un livello diverso, più tangibile. Se mi addentro in questi particolari, Fratelli, è perché si tratta d'un punto necessariamente legato all'evoluzione delle anime e delle menti; infatti ogni forma di vita deve inevitabilmente passare dalla padronanza della luce.

26 Ciò è solo l'applicazione primaria d'una grande legge, la cui conoscenza apre meravigliosamente i cuori. Il trasferimento della materia a diversi livelli non è naturalmente lo scopo desiderato, ma è solo un aneddoto nella presa di coscienza delle leggi che ci portano verso l'Ultima Fonte; sappiate che nel corso di tutta la storia della nostra civiltà e durante le ricerche che hanno permesso di elaborarla, ci siamo sempre posti questi interrogativi: Questa linea di studio, questaltra scoperta, va nel senso dell'espansione della Vita? È una conseguenza armoniosa del suo sviluppo?

27 In altri termini, amici, vogliamo sempre sapere se i diversi elementi del nostro progresso sono conformi allo schema iniziale della genesi. Dal punto in cui tutto è uscito, si sviluppano tutte le possibilità di vita e tutte le forme per una data Creazione, secondo una logica di linea rigorosa ed infinitamente amorosa; se una qual- siasi creatura si discosta per mezzo del libero arbitrio da quest'armonia (che tuttavia porta impressa indelebilmente in sé), scompiglia la rete d'Amore ininterrotta che la collega al Tutto, rinchiudendosi così in un'interminabile successi- one di cause e effetti d'una densità vischiosa.

28 Bisogna puntare il cuore verso lo schema della Fonte, ditelo, e non imporre al mondo i mille schemi degli ego scollegati dalle loro radici. Creare è riscoprire; nessuno può riprendere a proprio unico vantaggio ciò che la natura sugge- risce da un'eternità. Ciò che genera le vicissitu- dini del cammino evolutivo, è ciò che la creatura suggerisce e impone secondo la sua logica o la sua immaginazione incontrollata. Guardate i cristalli e i fiori, chinatevi a guardare i numeri e le forme che ne consentono la lenta elaborazione e poi il sapiente sviluppo: questi numeri e i disegni che essi suscitano sono sem- pre gli stessi, rappresentano un altro volto della luce...

29 Accordate dunque le vostre anime, amici, perché qui non vedrete alcun prodigio, ma contemplere- te solo le logiche conseguenze d'un tentativo di ritorno alla purezza e alla sobrietà originali; ignoriamo la prodezza tecnica, ed in ogni nostro lavoro chiediamo alla Vita di manifestarsi secon- do la sua sacra volontà, attraverso le nostre menti, i nostri cuori e le nostre mani. Così la via resta quella giusta, e le nostre realiz- zazioni tendono all'Equilibrio. Bisogna imparare a non mettere clausole restrittive al termine 'luce', perché il fenomeno luminoso non è solo un fatto solare, o di forze elettriche, atomiche o altro ancora, ma ha innanzitutto il suo punto di genesi nell'Akasha, l'Odd o il Prana.

30 Il lavoro dell'Amore nel centro del cuore umano scatena anch'esso un processo luminoso, e dun- que di trasferimento dell'Essere su altri piani: in questo stesso modo, la meditazione attiva e non egocentrica dinamizza i canali fisici ed eterici dei cervelli umani, specialmente nella zona del ples- so, in cui suscita concretamente e sottilmente un fenomeno di fosforizzazione che rappresenta il primo gradino della nobile illuminazione… …Ecco la nostra città principale... Non attardatevi sullestetica, che non potrebbe darvi grandi inse- gnamenti, perché ogni pianeta è dotato delle sue specificità artistiche, corrispondenti alla natura della sua vibrazione di base.

31 Lasciate perdere, dunque Fratelli: il mio scopo è piuttosto di condurvi verso il funzionamento pro- fondo del nostro mondo, che potrà essere fonte d'ispirazione per gli uomini della Terra. Ma, ripeto, non si tratterà di copiare, quanto di estrapolarne i principi eterni, adattabili alla Ter- ra nascente. Siccome vanno rispettate le neces- sità temporali di questo pianeta e del vostro involucro fisico, permettetemi di parlarvi senz- altri indugi del nostro mondo. Intanto, dovete capire che quando diciamo 'il nostro mondo ' indichiamo anche la nostra galassia; l'espansione delle coscienze e la scoperta dei loro stadi superiori insegnano ad eliminare i compartimenti stagni.

32 Ecco perché il suolo di Venere non è visto dai no- stri come qualcosa da possedere, ma semplice- mente come un focolare transitorio, una casa di cui ci prendiamo cura e che abbiamo il piacere di ritrovare ad ogni scalo. Non è un nostro bene, nel senso terrestre del termine, ma è una radice-madre del nostro cuo- re, mediante la quale abbiamo appreso; non ve- diamo quindi in essa un'energia di cui disporre a piacimento, di nostra proprietà: ecco, Fratelli, un'idea di base che può cambiare l'orientamento di molte più cose di quanto immaginiate. E posso affermare che, se l'idea di possesso non fosse così presente nel cuore umano, questi non sarebbe tanto spesso in preda ad una sorta di ruggine.

33 I terrestri dovrebbero capire che anch'essi appartengono in un certo senso alla Terra, così come questa appartiene a loro. Il rifiuto dell'idea di possesso equivale ad abbandonare una delle corazze dell'ego! Esso non è nato da un partito preso sistematico, ideologico, ma sorse in noi milioni d'anni fa con la forza d'unevidenza necessaria allo sviluppo dell'armonia.

34 Sembra certo che il non-possesso si applichi allo schema divino originale, il che non significa che tutti i beni e ciò che la vita produce vadano distribuiti sconsideratamente, perché capire le cose a questo modo equivarrebbe a gettare in pasto a chi può prenderli tutti gli elementi della Creazione. L'applicazione del non-possesso sottintende una maturità delle anime e dei corpi, nonché uno scambio permanente ed equilibrato tra i membri d'un popolo. La ricerca di questo ideale ci ha portati a conce- pire una vita di tipo comunitario, sebbene il no- stro concetto di comunità sia molto lontano da quelle che si sono sviluppate fino ad oggi sulla Terra.

35 L'autonomia e la libertà personale sono le condizioni necessarie per lo sbocciare della vita, suscitate dal cosmo in ogni corpo celeste. Ciò detto, l'energia inestinguibile del Dono non può che essere la pietra angolare della nostra civiltà: il Dono suppone l'abolizione incondizionata dei principi di acquisto e di vendita, quindi non può esserci nessuna organizzazione monetaria. Abbiamo un armonioso sistema di baratto, nel senso più elevato del termine, in cui ognuno pro- duce in quantità illimitata ciò che la sua natura lo spinge a produrre, e consegna tutto ad una specie di banca comunitaria alla quale a sua volta può attingere.

36 Naturalmente, questo è solo uno schizzo sem- plificato del funzionamento della nostra società, ma non coltiviamo la complessità. Ignoriamo l'influenza amministrativa e il dispo- tismo arbitrario delle leggi. La buona applicazio- ne del principio del baratto è condizionata dalla negazione, da parte d'ognuno, d'ogni volontà di potere e profitto: non v'è ricchezza scoperta da uno di noi che non sia condivisa con piacere.

37 Con questo, non intendo dire che abbiamo rag- giunto uno stato di perfezione sociale, ma siamo riusciti a fare in modo che le qualità dei nostri cuori facciano piazza pulita del concetto di disc- ordia; così, ciò che potrebbe a volte sembrare un insormontabile problema di equilibrio o di ripar- tizione di energia, viene disinnescato rapidam- ente. Come i Fratelli di Shambhalla, posso dirvi che l'oblio dell'Io' egoistico illumina di luce virginea il punto in cui è ancorata la felicità in ogni cuore. 'Possiedi te stesso, libero dalle scorze, e ti verrà anche offerto il cosmo.

38 Queste parole ornano il frontone di uno dei pochi templi eretti su questo pianeta, e riassumono la nostra volontà di fonderci con il Principio che ci anima; affermano anche la supremazia dello scambio tra cuori, chiave di volta della civiltà venusiana. Naturalmente, tra noi ci sono coscienze più o meno sviluppate, così come in ogni altro punto delluniverso: la personalità non si cancella e l'antica età delle anime che le abitano rappresenta un elemento di differenziazione, un elemento benefico che impedisce di cadere in letargo.

39 Sappiate comunque che le nostre insidie non si situano più a livello del nostro cielo o del nostro pianeta, ma hanno il volto degli uomini della Terra e della terribile forma-pensiero che hanno lanciato nel Creato. I terrestri non sono soli, amici: oh, no, la loro corsa e le loro voci non sono mai state tanto seguite da tutti gli occhi e le orecchie del vicino universo. Sappiate che lo stato del Risveglio deve svilupparsi sulla Terra con la massima urgenza, e che la maturità degli uomini è in ritardo di molto!

40 È tempo di ridurre in polvere la fantastica forma- pensiero infantile che si gonfia sempre più da millenni, e che associata ad altri elementi più fisici condiziona tutte le forme d'esistenza sul vostro pianeta. Il lento sviluppo dei vostri corpi e delle vostre coscienze ne è il più immediato risultato. Dite a chi può capire che l'età dell'ABC della Vera Vita è passata da un pezzo. La trama vibratoria di Venere è tale che lo stadio di maturazione si sormonta agevolmente e in fretta, ed è per noi solo un aspetto transitorio e secondario dell'essere, qualcosa che deve anco- ra fiorire. Quelle virtù infantili di cui a volte andate in cerca, noi le possediamo in età adulta, non subendole ma padroneggiandole.

41 Finché non ammetterete completamente che i vostri pensieri vi modellano in tutto e per tutto, nessun avanzamento sarà un progresso, ma solo un'ulteriore digressione. Quando uno dei nostri Fratelli affermava Siate come fanciulli', non intendeva 'siate puerili', ma 'riscoprite l'assenza di barriere mentali, fate vostra la spontaneità dell'anima e sappiate per principio che tutto può essere realizzato, senza limiti.

42 Abbandonare l'infantilismo significa non dipen- dere più dai dogmi, dai sistemi sociali, ideologici, culturali; significa sviluppare uno stato interiore di fiducia che è esattamente l'opposto dell'indol- enza e dell'incongruenza. Da noi, la fase dell'infanzia non supera due o tre dei vostri anni: chi vuole vivere, vuol vivere pienamente la vita e non rifiuta l e sue responsabilità. Le più intime fibre di ognuno di noi sono impre- gnate da questo modo di fondersi col mondo, e la nostra crescita psichica comporta simultanea- mente lo sviluppo fisiologico; ecco perché vedre- te pochi bambini, qui.

43 Allo stesso modo, la vecchiaia ci è quasi scono- sciuta: il balsamo di giovinezza che cercano tutte le razze umane può solo venire dalla presenza permanente presso il Grande Sole. Che altro segreto possiamo svelarvi, se non quello dell'amore? È un perpetuo bagno di trasmutazione! Quando le nostre imperfezioni finiscono per la- sciare delle scorie nella rete dell'energia sottile, sentiamo un'improvvisa stanchezza e abbando- niamo i nostri corpi con la facilità con cui una foglia cade dallalbero. Non pensiate che questo sia uno stato meraviglioso: è solo conforme alla volontà della forza della Vita.

44 La vecchiaia, amici, è una malattia dell'anima che ancora ignora le sua regalità; una malattia ereditaria che si trasmette al corpo, e che si nutre della trama vibratoria d'un pianeta. Se i vostri Fratelli dello Spazio incarnati sulla Terra sono invecchiati al ritmo delle vostre stagioni, è perché hanno subito le leggi di questa trama, dimenticando il loro popolo galattico per meglio lavorare la materia. Non siamo né angeli né superuomini, ma benefi- ciamo d'uno o due anni più di voi nel grande calendario. Guardateci vivere: abbiamo corpi, avanziamo a coppie e attraverso grandi reti d'Amore.

45 Il puro spirito, per usare un'espressione terre- stre, qui non fiorisce ancora, ed è in questo sen- so che possiamo aiutarvi; la somiglianza delle contingenze di base alle quali dobbiamo far fron- te e i tratti dominanti della nostra sensibilità ci predispongono a questo compito, e vi mostriamo dunque la chiave che vi permetterà di riaccorda- re la corda che unisce e fa risuonare tutti i vostri cuori. Aspettiamo la nota giusta, Fratelli... l'aspettiamo. Bisognerà che facciamo nuovamen- te sbocciare il nostro amore sotto altri cieli, per indicarvi ancora questa chiave? Dovete concepire i popoli dello Spazio come pietre miliari sulla vostra strada; ognuno è foriero di luce.

46 Tentiamo decisamente di combattere l'idea di chi ha associato la nostra azione a quella di Lucife- ro, con lo scopo di proteggere i suoi dogmi e per timore di guardarsi in faccia: il ruolo di colui che chiamate Lucifero è complesso, e spiegarlo richi- ederebbe di puntualizzare molte nozioni. Ma c'è talmente tanta confusione in proposito che il nostro lavoro sul vostro pianeta ne è considere- volmente rallentato. Il timore, l'ignoranza e l'odio mascherato che ne derivano, erigono le barriere d'una terribile forma-pensiero: sarebbe stato meglio se gli uomini avessero ricordato più a lungo il nome ancestrale di una delle nostre ambasciate, l'Esperide e il suo giardino pieno di meli.

47 La mela è un po' l'uomo della Terra, che deve rivelarsi e poi coltivarsi, e che ha il compito di estrarre il midollo dalle sue quattro membra elementali, ovvero di far fiorire la sua quintes- senza; tagliate in due una mela orizzontalmente, e vi scoprirete uno dei segni motori dell'attuale ascesa umana, il che significa anche che nella fase involutiva l'umanità deve far sbocciare la saggezza utilizzando la densa orizzontalità come un fermento. Non v'è nulla di buio, Fratelli, nep- pure le vostre società fondate sui corpi di carne: sono gradini d'ombra sui quali dovrete costruire il vostro edificio solare. Non vi parlo di relatività matematica, ma solo di saggezza, solo di Salute, perché la Salute sacra è ciò che a volte chiamate ingenuamente 'santità.

48 Questa Salute risulta dall'equilibrio di tutti i vei- coli sottili o grossolani che costituiscono l'essere nella sua totalità, e pone l'uomo nel centro d'una figura da cui egli si irradia, giacché diviene il luogo delle nozze tra il tellurico e il cosmico... Ma lasciate che vi guidi: abbiamo deciso di con- durvi in un luogo al lato opposto di questa città. (segue nel volume quattro)

49 Volume tre di quattro


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