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I confini europei della biografia di Ugo Foscolo Nasce nel 1778 a Zante, isola greca dello Jonio, governata dalla Repubblica Veneta. Nel 1785 si trasferisce.

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1 I confini europei della biografia di Ugo Foscolo Nasce nel 1778 a Zante, isola greca dello Jonio, governata dalla Repubblica Veneta. Nel 1785 si trasferisce con la famiglia a Spalato, poi (1792) a Venezia, da dove si sposta anche a Padova, studiando lettere classiche e moderne (legge ad esempio Rousseau e tra gli inglesi Pope, Gray e i Canti di Ossian, dapprima nella traduzione di Cesarotti). Col triennio democratico ( ) cominciano le sue peregrinazioni, anche al seguito dellArmée dItalie, dove si arruola una prima volta nellaprile Come capitano di fanteria trascorre un lungo periodo in Francia tra il 1804 e il Dopo vari anni trascorsi soprattutto fra Milano, Pavia e Firenze, prenderà nel 1815 la via dellesilio, fermandosi prima in Svizzera poi, dal settembre 1816, a Londra, dove muore nel 1827.

2 Da Bonaparte a Napoleone Nella primavera del 1796, per i letterati italiani di idee democratiche come Foscolo, il generale Bonaparte è il liberatore che, combattendo contro le truppe asburgich,e ha dato occasione agli stati dellItalia settentrionale di costituirsi in repubbliche autonome. Dallottobre del 1797 peserà tuttavia su di lui il trattato di Campoformio. Ma nel giugno 1800, vincendo la battaglia di Marengo, Bonaparte riassume il ruolo di liberatore, battendo la coalizione austro-russa che aveva riconquistato lItalia nel Ormai, però, si è proclamato Primo Console (con il colpo di stato del 18 Brumaio = novembre 1799). Ai Comizi di Lione (gennaio 1802) Bonaparte riesce ad imporsi come Presidente della Repubblica Italiana. Ma avendo ottenuto la corona imperiale (nel maggio 1804), dal 1805 sarà re anche in Italia, come Napoleone I. Caduto nellaprile 1814, Bonaparte riacquista brevemente il potere dal marzo al giugno 1815 (per i cosiddetti 100 giorni). Lesilio a S. Elena finirà solo con la morte, il 5 maggio 1821 (morte che ha ispirato la famosa ode manzoniana).

3 Le prime edizioni dellOrtis [ ] 1798: leditore Marsigli pubblica a Bologna, a puntate, Le ultime lettere di Jacopo Ortis. Escono (fino ai primi mesi del 99) in tutto 45 lettere, contrassegnate con numeri romani, come nella traduzione italiana del Werther (originale 1774; trad. ital. 1782). Il tempo del racconto va dal 3 settembre 1797 al 31 maggio 1798 (J. decide di allontanarsi da T.): le coordinate sono quindi diverse rispetto alla redazione definitiva, che noi leggiamo (estate): esce, con data 1798, a Bologna (dove gli Austriaci sono rientrati nel giugno) un volumetto, sempre intitolato Ultime lettere …, frutto di un primo rimaneggiamento di Angelo Sassoli, che aggiunge vari materiali (foscoliani ?). Viene respinto dalla censura : col titolo Vera storia di due amanti infelici escono, sempre per Marsigli, due redazioni del romanzo, una modificata in chiave antirivoluzionaria (nel 1799, forse ad agosto), laltra filo-francese (nel 1800, dopo Marengo). 1801: Foscolo fa stampare a Milano unedizione ancora incompleta delle Ultime lettere, che non viene mai diffusa presso il pubblico.

4 LOrtis milanese (1802) Nellottobre 1802 Foscolo pubblica a Milano, per le edizioni del Genio Tipografico, la prima edizione dellOrtis completa e approvata. Nella quale: il tempo della narrazione arriva fino al marzo 1799 [aprile 1799 = caduta della prima Repubblica Cisalpina]; la seconda parte è incentrata sulle peregrinazioni di Jacopo per lItalia, dallAdriatico al Tirreno, da Firenze alle Alpi; la figura del padre di Teresa compare per la prima volta; la figura di Odoardo muta completamente di segno: da positivo a negativo; viene inserita ex-novo [in quella che ora è la prima parte] la scena del bacio (lettera del 14 maggio); acquista unimportanza decisiva la figura dellamico- destinatario-editore.

5 LOrtis dopo la Restaurazione 1816: edizione zurighese, con la falsa data di Londra. Le caratteristiche principali sono laggiunta della lettera del 17 marzo [1798] e quella della Notizia bibliografica intorno alle Ultime lettere di Jacopo Ortis. 1817: edizione londinese, con leggerissime varianti. Per la prima volta compare la distinzione in 2 parti, corrispondenti a 2 piccoli tomi. La notizia è ridotta rispetto alled. di Zurigo; nel II tomo vengono pubblicati alcuni capitoli della traduzione foscoliana dal Sentimental Journey di Laurence Sterne.

6 Il romanzo nella tradizione letteraria italiana Ancora in pieno secolo XVI, quando ferve in Italia la discussione sui generi letterari e i loro confini, il termine romanzo sta ad indicare una composizione per lo più in versi (e specificamente in ottava rima), caratterizzata dalla varietà delle azioni e dei protagonisti e da costruzione varia e complessa. Cfr. il trattato più famoso di G.B. Giraldi Cinzio, Discorso intorno al comporre dei romanzi (1554). Non è vero che lOrtis sia il primo romanzo moderno della tradizione italiana. Esiste in Italia tra Sette- e Ottocento una produzione di romanzi in prosa, opera anche di letterati illustri come Alessandro Verri, Ippolito Pindemonte, Vincenzo Cuoco: ma Foscolo stesso (prendendosela piuttosto con i più popolari Pietro Chiari e Antonio Piazza) si dichiarò estraneo a quella linea, dove il carattere fantastico e la trasposizione allegorica erano prevalenti.

7 La scelta della forma epistolare e il suo funzionamento nellOrtis Lautore reale del romanzo, Ugo Foscolo 1.non si firma; 2.presenta le Lettere come il frutto di un lavoro editoriale compiuto, come gesto di pietas e di amicizia, da tal Lorenzo Alderani. Il quale pubblica le lettere ricevute dallamico suicida, e inserisce in vari luoghi del testo sue considerazioni e informazioni, senza le quali il lettore non avrebbe chiaro nemmeno lepilogo della vicenda di Jacopo; 3.attraverso le lettere di Jacopo a Lorenzo, e gli interventi di Lorenzo, [Foscolo] racconta vicende che anche lui ha vissuto, esprime il suo punto di vista, dà un esempio concreto di quella che egli stesso chiama la poetica delle illusioni.

8 Premessa alla Notizia Bibliografica Dalle ripetizioni come pure dalle incoerenze dalcune idee, e dalla diversità dello stile, molti saccorgeranno come i seguenti articoli, benchè fatti di concerto e co medesimi materiali, non furono compilati da una penna sola nè nella stessa lingua. I primi quattro sono duno scrittore, il quinto è dun altro; e gli ultimi due furono scritti in italiano da un terzo, che tradusse i precedenti, e si studiò di ridurli possibilmente a un tenore; non però usò dellarbitrio di troncar mai laltrui testo. Sè anche avuto riguardo al librajo, il quale ristampando opere italiane con somma cura in grazia de forestieri, curiosi daneddoti e di critica letteraria, ci ha richiesto duna NOTIZIA che senza impostura potesse intitolarsi BIBLIOGRAFICA. Per altro chi volesse scansare le ripetizioni e soddisfare la propria curiosità nelle materie che più glimportano potrà ommettere o trasciegliere [sic!] i varj paragrafi secondo il titolo; eccoli: - I. EDIZIONE PRIMA – II. EDIZIONI SUCCESSIVE – III. TRADUZIONI – IV. VERITÀ STORICA DEL LIBRO – V. PARERI LETTERARJ – VI. WERTHER E ORTIS – VII. EFFETTI MORALI DEL LIBRO.

9 I due modelli di romanzo epistolare più prossimi allOrtis a più voci J.J. Rousseau, Julie, ou La Nouvelle Héloïse, Le lettere che compongono il romanzo sono numerosissime: 163, divise in 6 sezioni. Coinvolti nel carteggio sono soprattutto: 1.Julie, la protagonista, figlia del barone d'Etange; 2.La cugina e amica di Julie, Claire 3.il giovane precettore e innamorato di Julie, Saint-Preux; 4.milord Edward Bomston, suo amico; 5.d'Orbe, futuro marito di Claire; 6.de Wolmar, marito di Julie. per voce sola J.W. Goethe, Die Leiden des jungen Werthers, Il romanzo è composto dalle lettere che Werther scrive allamico Wilhelm tra il maggio 1771 e il dicembre Wilhelm le raccoglie e scrive lultima parte, usando i documenti e gli ultimi frammenti epistolari che riesce a trovare fra le carte dellamico defunto.

10 La vicenda de La nuova Eloisa* La protagonista, Julie, è una giovane baronessa, che vive lontano dalla mondanità, in una piccola cittadina sul Lago di Ginevra. Qui sinnamora del suo precettore Saint-Preux, vera anima gemella, che però è socialmente inferiore a lei. Sulla passione, anche sensuale, che li ha travolti Julie vorrà, dopo molte crisi ed esitazioni, far prevalere la ragione, accettando di sposare luomo che il padre ha scelto, lanziano signor de Wolmar. Saint-Preux, disperato, si allontana: simbarca e resta in viaggio per alcuni anni. Nel frattempo Julie cerca di vivere serenamente col marito e i due figli nati dal matrimonio. Quando Saint-Preux torna dal suo viaggio, viene accolto in casa del saggio e ragionevole Wolmar, che per vedere felice Julie, fidandosi completamente di lei, instaura una specie di idillio rustico. Saint Preux tuttavia non riesce a mettere da parte la passione che lo lega a Julie; rifiuta di sublimare il suo desiderio e di mutarne loggetto sposando Claire, lamica e cugina di Julie: quindi riparte. Ma poco dopo riceve una lettera che gli porta una notizia tragica: Julie si è tuffata nel lago per salvare uno dei suoi bambini, ma si è ammalata e sta per morire. Julie stessa riesce ancora a scrivere una lettera a Saint-Preux, confessando di non aver mai smesso di amarlo e gli affida leducazione dei figli. [*in rosso le analogie tematiche rispetto allOrtis]

11 La vicenda de I dolori del giovane Werther Werther è un giovane artista che si trasferisce temporaneamente in campagna per seguire certi affari di famiglia e coltivare la sua passione per il disegno. Simmerge con gioia nello studio della natura ed entra in rapporti di familiarità con la gente di un piccolissimo paese, Wahlheim. Qui, ad un ballo campestre incontra Charlotte (Lotte), una giovane semplice, intelligente e affettuosa, che subito lo affascina, anche se prima ancora di conoscerla è stato avvisato che ella è già fidanzata. Il promesso sposo di lei, Albert, un uomo ragionevole e posato, in quel momento è lontano da casa e Werther ha così modo di frequentare Lotte e di innamorarsene. Credendo di non essere corrisposto, e sapendo che lei si prepara al matrimonio, Werther lascia Wahlheim al ritorno di Albert, il quale comunque lo tratta da amico. Werther se ne va con il proposito di intraprendere la carriera diplomatica, e cerca di frequentare altre donne. Ma lambiente in cui dovrebbe inserirsi gli ripugna, per cui lascia presto il lavoro e torna da Lotte, che nel frattempo si è sposata. Werther però non resiste e si dichiara alla sua amata, che cerca di respingerlo e gli fa promettere di non farsi più vedere fino alla vigilia di Natale. Travolto dalla sua passione infelice, Werther non riesce a immaginare la sua vita senza Lotte, e comincia a pensare al suicidio. Una sera, approfittando dell'assenza di Albert, disobbedisce e va a trovare Lotte. Insieme leggono lunghi passi dai Canti di Ossian e, commossi, finalmente si baciano. Lotte sente che sta per cedere e a fatica riesce a respingere Werther. Il quale chiede allora ad Albert, con una scusa, di avere in prestito le pistole del rivale e si uccide con un colpa alla tempia.

12 Il giudizio foscoliano sulla Nuova Eloisa (nella Notizia Bibl.) Ricavò [lautore] molti affetti dallanima sua; moltissimi ne inventò con la sua fantasia, e a forza dingegno li scalda, li svolge, li mostra da tutta le parti adornati, a fine di costringere ogni lettore più incallito dalla corruttela, a sentirli: e intanto lautore si compiace della propria fatica, e dimenticandosi de suoi personaggi, non pensa che a sé. Alla seconda lettura di quelle lettere, massime chi la ripiglia in età matura, ognuno saccorge che Rousseau non ha colto nel segno appunto perché ha voluto mirarvi un po troppo. […] le passioni sono nella N.E. oratoriamente descritte, come da persone che non ne sono attualmente invasate; ma che con limmaginazione e con la ragione ritornano a tempi passati per esaminare il loro cuore.

13 Punti di divergenza Werther Ortis (nella Notizia Bibl.) [1] 1. Wilhelm è soltanto «un nome», mentre Lorenzo Alderani è «un uomo», che ha molto in comune con lamico che gli scrive. Certo è per carattere più moderato, ma condivide pienamente le idee politiche di Jacopo. 2. La passione per una donna sposata, come è Lotte, e quello per una fanciulla non ha le stesse caratteristiche. Lamore di Jacopo per Teresa assume subito una funzione precisa: è una passione che il protagonista nutre «come diversione di più dure passioni le quali esacerbandogli lanima di rabbia impotente, che lo avvilisce davanti a sé, non gli lasciavano nessuna speranza di soddisfarle, e quindi nessun alimento alla vita». 3. Werther e Jacopo sono diversi, soprattutto per lesperienza che hanno (o non hanno) alle spalle. Werther è davvero giovane, e quando incontra Lotte la passione travolge la sua anima «delicata», mentre lanima di Ortis è «fortissima […] ed esperimentata al dolore».

14 Punti di divergenza Werther Ortis (nella Notizia Bibl.) [2] 4. I rapporti tra Werther ed Albert sono del tutto diversi da quelli tra Jacopo e Odoardo. Tra i primi arriva ad esserci amicizia, mentre Jacopo disprezza Odoardo fin dal primo momento. 5. Lotte «ama Alberto, e lo sposa per obbedire agli estremi consigli della madre che moribonda laveva raccomandata a quelluomo». Teresa al contrario confida quasi subito a Jacopo di non essere felice, e di subire il fidanzamento come un atto di tirannide del padre: atto che ha causato anche lallontanamento della madre, e la dolorosa rottura dellunità familiare. 6. La decisione di morire matura e si compie in modo diverso. Nel Werther la situazione precipita in un paio di settimane, e dalla decisione di morire al suicidio passano quattro ore. Ortis porta con sé fin dal principio il desiderio della morte: allinizio la passione per Teresa lo allontana da questo progetto, poi gli dà un ulteriore alimento. Ma Ortis prepara lentamente la sua morte, e anche le diverse armi scelte per togliersi la vita hanno un preciso significato.

15 Il suicidio di Jacopo tra Cristo e il Catone di Plutarco (trad. Pompei) Dal Vangelo secondo Giovanni, 19.34: […] ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. N.B. Linterpretazione cristologica è plausibile soprattutto (solo?) se la si legge in un tessuto di rimandi alle Sacre Scritture, inaugurato dalla frase di apertura del romanzo, che rimanderebbe alle ultime parole pronunciate da Cristo in croce, sempre secondo Giovanni, 19.30: Consummatum est. Catone […] sguainò la spada e se la ficcò sotto al petto; ma non avendo potuto usar la mano con forza […] non restò subito provo di vita e, agitando- si nelle agonie della morte, cadde giù dal letto, e gittando a terra una certa tavola geometrica, che vicina era, fece romore, cosicché […] il figliuolo e gli amici sen corsero dentro, i quali, come veduto lebbero tutto imbrattato di sangue e con glintestini per la maggior parte fuori, quantunque fosse per altro pur vivo e guardasse, tutti inorriditi restarono, ed il medico, fattosegli presso, studiavasi di rimet- tergli dentro gli intestini medesimi, che illesi erano, e di cucirgli la ferita, ma, riavutosi egli alquanto e tornato in se stesso, respinse il medico e, strappatisi glintestini allora colle proprie sue mani e laceratasi la ferità, morì. [per il peso della figura di Catone ric. lexergo dellOrtis e anche la lettera del 17 marzo]

16 Suicidio di Catone Uticense Guercino

17 La ragione poetica dellOrtis come traspare dalla Not. Bibl. Fu chi disse che il libro tende unicamente a insinuare neglItaliani la passione dellindipendenza; laborrimento a qualunque dominazione straniera; e il disprezzo dogni setta religiosa, letteraria e politica, le quali lacerando lItalia la lasciano a beneplacito del più forte: però le massime di politica sono artificiosamente ravviluppate in un libretto damore affinché penetrasse nel cuore de giovani e delle donne. Il tema damore esercita la fantasia ed eccita i cuori. E la sostanza dun romanzo, come il Werther e lOrtis, consistendo tutta di commozioni naturali penetra le anime. E quando da mille colpi graduati, continuati, diversificati con novità, modificati con arte, […] le anime giovanili siano state una volta gagliardamente scosse, conservano se non quel moto medesimo, certamente una oscillazione protratta per anni.

18 Gli interventi del personaggio-Lorenzo nellOrtis Il personaggio dellamico di Jacopo, esecutore testamentario ed editore del suo carteggio, prende la parola più volte nel romanzo: esplicitamente rivolgendosi Al lettore, in apertura; segnalando una (ovviamente finta) lacuna nel carteggio, tra le lettere dell11 e del 23 dicembre [1797]; di nuovo rivolgendosi A chi legge dopo la lettera del 2 giugno [1788], in cui Jacopo annunciava il proposito di partire, che però (si apprende appunto dai racconti di cucitura di Lorenzo) si era poi tradotto in azione soltanto il 20 luglio; dopo la lettera del 5 marzo [1799] da Rimini, dove Jacopo annunciava in sequenza la morte di Bertòla e di aver saputo delle nozze di Teresa. Da questo punto alla fine gli interventi si fanno molto fitti.

19 A proposito degli intarsi letterari nellOrtis: alcuni tasselli alfieriani 1. Al lettore Pubblicando queste lettere, io tento di erigere un monumento alla virtù sconosciuta; e di consecrare alla memoria del solo amico mio quelle lagrime, che ora mi si vieta di spargere su la sua sepoltura. […] N.B. La virtù sconosciuta è un trattatello in forma di dialogo composto da Alfieri nel 1786, in ricordo dellamico senese Francesco Gori Gandellini. Nellopera lautore e lamico defunto discorrono idealmente del concetto di gloria e della funzione civile della memoria. 2. Due volte Jacopo cita il Saul, la tragedia biblica di Alfieri. 2a. La prima volta lo declama da solo, nel bosco, nellestate 1798, quando sta maturandola decisione di lasciare i Colli Euganei, e accarezza anche lidea del suicidio, ma viene fermato dal pensiero della madre (come Saul da quello dei figli). 2b. La seconda volta trova un volume delle tragedie di Alfieri a casa di Teresa (è il 14 marzo 1799, quindi la decisione di morire è già presa), lo apre e cerca il III atto del Saul, scena IV. Poi riapre il volume e legge a caso dalla Sofonisba (altra eroina suicida).

20 A proposito degli intarsi letterari nellOrtis: le citazioni dal Socrate delirante di C.M. Wieland In molti commenti si legge che lepisodio del tentativo di seduzione da parte di una bella signora di forse trentacinque anni (nella lettera dell11 dicembre [1797] da Padova) sarebbe ispirato alla relazione che aveva unito Foscolo a Isabella Teotochi ( ) sposata sedicenne allanziano senatore Carlo Marin e dal 1796, dopo lannullamento del matrimonio, unita segretamente in matrimonio al conte Giovanni Albrizzi. Ma è stato dimostrato da Walter Binni, già nel 1769, che lepisodio è comunque una riscrittura quasi letterale di una pagina del Socrate delirante di Christoph Martin Wieland ( ), pubblicato in traduzione italiana nel 1781 a Venezia. Il Socrate delirante è anche il libro in cui Teresa e Jacopo leggono insieme, commuovendosi fino alle lacrime, la storia della morte di Gliceria e delle visite che il suo amante, rimasto solo, rende al suo tumulo ogni anno (lettera dell11 aprile [1798]).

21 Altre storie di amanti infelici: racconti di sciagura dellOrtis Gliceria: personaggio letterario del Socrate delirante, morta prematuramente e compianta dal suo amante, che ne coltiva il ricordo. La sua storia (vedi slide prec.) è citata nella lettera di Jacopo a Lorenzo dell11 aprile Olivo P.: amico di Jacopo e Lorenzo: ha dovuto rinunciare alla donna che amava per un tracollo finanziario, che gli ha precluso il matrimonio. La giovane è andata in sposa di un ricco collezionista «di frontespizi», e ha presto dimenticato Olivo. La notizia della morte di questultimo sconvolge Jacopo, che si lascia andare ad uninvettiva veemente contro la falsa scala di valori cui la maggioranza degli uomini soggiace (lettera del 17 aprile [1798]) Lauretta: amica di Jacopo, condotta alla follia dal dolore per la morte dellamato. J. ne scrive la storia per Teresa (cfr. la lettera del 29 aprile e il Frammento che subito segue), attingendo a Sterne. La notizia della morte di L. è commentata nella lettera del 25 maggio.

22 Ugo e Jacopo: vite (in parte) parallele [FOSCOLO aveva trascorso in un paesino dei Colli Euganei parte dellestate 1796] Nel 1797 F. lascia Venezia solo nel novembre, per trasferirsi a Milano, dove chiede la cittadinanza della Repubblica Cisalpina. Qui conosce Parini. Dal gennaio allaprile 1798 collabora, sempre a Milano, al «Monitore Italiano». Allinizio di settembre 1798, dopo il colpo di stato dellambasciator Trouvé, va a Bologna, dove comincia a pubblicare il «Genio Democratico» e lOrtis. Da novembre lavora alla cancelleria del Tribunale. Nel febbraio 1799 lascia il lavoro al Tribunale e si arruola di nuovo nella Guardia Nazionale, dove aveva già militato nella primavera Il 24 aprile 1799 viene ferito a Cento, e trova rifugio in un monastero col falso nome di Lorenzo Alighieri. ORTIS scrive la prima lettera a Lorenzo, dai Colli Euganei, l11 ottobre Dai Colli si allontana per recarsi a Padova nel dicembre, ma dopo poche settimane torna sui Colli. Dopo aver abbracciato la decisione di partire già a giugno, inizia il suo viaggio per lItalia il 20 luglio 1798 (v. slide successiva), dopo aver scritto a Teresa e anche al signor T. Torna sui Colli Euganei il 13 marzo Ha già deciso di suicidarsi (la sera del 5 marzo). Fra il 20 e il 25 marzo torna brevemente ad Arquà, poi trascorre un giorno a Venezia, facendo visita a Lorenzo, alla madre, alla tomba di Lauretta e anche alla madre di questultima. Si ferma di ritorno a Padova, ospite del prof. C* [Cesarotti?]

23 Le tappe del viaggio nellItalia centro settentrionale Rovigo, poi Ferrara: 20 luglio Bologna: dal 24 luglio al 12 agosto Firenze: dal 17 agosto al 25 settembre Milano [via Parma]: dal 27 ottobre all8 febbraio [1799] Genova: 11 febbraio Pietra Ligure: 15 febbraio Ventimiglia: febbraio Alessandria: 29 febbraio Rimini: 5 marzo Colli Euganei: ritorno [via Ravenna], arrivando il 13 marzo

24 Orecchio ama pacato la Musa, e mente arguta, e cor gentile Viaggio sentimentale di Yorick lungo la Francia e lItalia Traduzione di Didimo Chierico

25 1810: progetti per un nuovo romanzo A Giovio: dice di voler scrivere un romanzo fratello dellOrtis; ma con altre tinte – con la tavolozza di Swift, dellamico mio Lorenzo Sterne, di Don Chisciotte, di Platone. Ad Isabella Teotochi Albrizzi: rido come ridevano Rabelais, Sterne, e Cervantes.

26 Nomen omen… Didimo si chiamava un filosofo e soprattutto grammatico del I sec. che aveva scritto un numero di opere sterminate – si parla di 3500 – ma di cui non è rimasto quasi nulla, solo frammenti. Chierico = intellettuale, dotto (tipico della condizione di clericus. Infatti il Didimo foscoliano, pur non essendo un religioso vestiva da prete, come recita la Notizia. Peraltro didimo greco didimos, doppio. Didimo è il fratello complementare e anti-eroico di Ortis.

27 DIDIMO CHIERICO A' LETTORI SALUTE [introduce la traduzione del Sentimental Journey] [1] Lettori di Yorick, e miei. Era opinione del reverendo Lorenzo Sterne parroco in Inghilterra: Che un sorriso possa aggiungere un filo alla trama brevissima della vita;* ma pare ch'egli inoltre sapesse che ogni lagrima insegna a' mortali una verità. Poiché assumendo il nome di Yorick, antico buffone tragico, volle con parecchi scritti, e singolarmente in questo libricciuolo, insegnarci a conoscere gli altri in noi stessi, e a sospirare ad un tempo e a sorridere meno orgogliosamente su le debolezze del prossimo. Però io lo aveva tradotto or son più anni, per me: ed oggi che credo d'avere una volta profittato delle sue lezioni, l'ho ritradotto, quanto meno letteralmente e quanto meno arbitrariamente ho saputo, per voi. [continua] *Tristam Shandy, epist. dedic.

28 DIDIMO CHIERICO A' LETTORI SALUTE [2] [->]Ma e voi, Lettori, avvertite che l'autore era d'animo libero, e di spirito bizzarro, e d'argutissimo ingegno, segnatamente contro la vanità de' potenti, la ipocrisia degli ecclesiastici, e la servilità magistrale degli uomini letterati: pendeva anche all'amore e alla voluttà; ma voleva a' ogni modo parere, ed era forse, uomo dabbene e compassionevole e seguace sincero dell'evangelo ch'egli interpretava a' fedeli. Quindi ei deride acremente, e insieme sorride con indulgente soavità; e gli occhi suoi scintillanti di desiderio, par che si chinino vergognosi; e nel brio della gioia, sospira; e mentre le sue immaginazioni prorompono tutte ad un tempo discordi e inquietissime, accennando più che non dicono, ed usurpando frasi, voci ed ortografia, egli sa nondimeno ordinarle con l'apparente semplicità di certo stile apostolico e riposato. Anzi in questo libricciuolo, ch'ei scrisse col presentimento avverato della prossima morte, trasfuse con più amore il proprio carattere; quasi ch'egli nell'abbandonare la terra volesse lasciarle alcuna memoria perpetua d'un'anima sì diversa dalle altre. Or voi, Lettori, pregate pace all'anima del povero Yorick; pregate pace anche a me finch'io vivo. Calais, 21 settembre 1805.

29 Le opere di Didimo Chierico affidate alleditore del Viaggio sentimentale (= dalluna allaltra maschera foscoliana). Ipercalisse, complicatissima opera in versetti latini pubblicata effettivamente da Foscolo/Didimo a Zurigo nel Alcune copie furono addirittura dotate di una clavis. Sulla stessa linea le Lettere scritte dallInghilterra. Unopera memorialistica, in greco, in cinque libri (tit. lat. Dydimi clerici libri memoriales quinque), che non corrispondono a nessuna opera pubblicata da Foscolo, ma vanno sicuramente messi in relazione al Sesto tomo dellio (composto nel 1801, rimasto inedito e frammentario) La traduzione del Sentimental Journey, che è appunto lopera in appendice alla quale venne stampata la notizia.

30 Ora dirò de suoi costumi esteriori. Vestiva da prete; non però assunse gli ordini sacri, e si faceva chiamare Didimo di nome, e chierico di cognome; ma gli rincresceva sentirsi dar dellabate. Richiestone, mi rispose La fortuna mavviò da fanciullo al chiericato; poi la natura mi ha deviato dal sacerdozio: mi sarebbe rimorso landare innanzi, e vergogna il tornarmene addietro: e perché io tanto quanto disprezzo chi muta istituto di vita, mi porto in pace la mia tonsura e questo mio abito nero: così posso o ammogliarmi, o aspirare ad un vescovato. Gli chiesi a quale de due partiti sappiglierebbe. Rispose Non ci ho pensato: a chi non ha patria non istà bene lessere sacerdote, né padre.

31 Teneva irremovibilmente strani sistemi; e parevano nati con esso: non solo non li smentiva co fatti; ma, come fossero assiomi, proponevali senza prove: non però disputava a difenderli; e per apologia a chi gli allegava evidenti ragioni, rispondeva in intercalare: OPINIONI. Portava anche rispetto asistemi altrui, o forse anche per noncuranza, non movevasi a confutarli; certo è chio in sì fatte controversie, lho veduto sempre tacere, ma senza mai sogghignare; e lunico vocabolo, opinioni, lo proferiva con serietà religiosa. […] Stimava fra le doti naturali alluomo, primamente la bellezza; poi la forza dellanimo, ultimo lingegno. Delle acquisite, come a dire della dottrina, non faceva conto se non erano congiunte alla rarissima arte dusarne.

32 «Teneva chiuse le sue passioni; e quel poco che ne traspariva, pareva chiarore di fiamma lontana» «Insomma non pareva uomo che essendosi in gioventù lasciato governare dallindole sua naturale, saccomodasse, ma senza fidarsene, alla prudenza mondana» «Sembravami chegli sentisse non solo dissonanza nellarmonia delle cose del mondo: non però lo diceva»


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