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Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 4. Il romanzo delle sofferenze.

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Presentazione sul tema: "Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 4. Il romanzo delle sofferenze."— Transcript della presentazione:

1 Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 4. Il romanzo delle sofferenze

2 Il piacere 1889 la voluttà e lestetismo la bibbia della Belle Époque italiana fra luglio e dicembre del 1888 Francesco Paolo Michetti ( ) a Francavilla al Mare le esperienze erotiche e mondane nel pomeriggio dellultimo giorno dellanno in un appartamento di lusso a Roma

3 Il piacere Lanno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di maggio. Su la piazza Barberini, su la piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorio confuso e continuo, salendo alla Trinità de Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato. Le stanze andavansi empiendo a poco a poco del profumo chesalavano ne vasi i fiori freschi. Le rose folte e larghe stavano immerse in certe coppe di cristallo che si levavan sottili da una specie di stelo dorato slargandosi in guisa dun giglio adamantino, a similitudine di quelle che sorgon dietro la Vergine nel tondo di Sandro Botticelli alla Galleria Borghese. Nessuna altra forma di coppa eguaglia in eleganza tal forma: i fiori entro quella prigione diafana paion quasi spiritualizzarsi e meglio dare imagine di una religiosa e amorosa offerta.

4 Il piacere Andrea Sperelli Fieschi dUgenta, aristocratico giovane e raffinato Poi anche si levò per vedere in uno specchio se il suo volto era pallido, se rispondeva alla circostanza. E il suo sguardo, nello specchio, si fermò alle tempie, allattaccatura dei capelli, dove Elena allora soleva mettere un bacio delicato. Aprì le labbra per mirare la perfetta lucentezza dei denti e la freschezza delle gengive, ricordando che un tempo ad Elena piaceva in lui sopra tutto la bocca. La sua vanità di giovine viziato ed effeminato non trascurava mai nellamore alcun effetto di grazia o di forma. Egli sapeva, nellesercizio dellamore, trarre dalla sua bellezza il maggior possibile godimento. Questa felice attitudine del corpo e questa acuta ricerca del piacere appunto gli cattivavano lanimo delle donne. Egli aveva in sé qualche cosa di Don Giovanni e di Cherubino: sapeva essere luomo duna notte erculea e lamante timido, candido, quasi verginale. La ragione del suo potere stava in questo: che, nellarte damare, egli non aveva ripugnanza ad alcuna finzione, ad alcuna falsità, ad alcuna menzogna. Gran parte della sua forza era nella ipocrisia.

5 Il piacere la bella e sensuale vedova Elena Muti Andrea, seduto da presso, la guardava con gli occhi un poco socchiusi, bevendo per le pupille il fascino voluttuoso che nasceva da lei. Era come se ogni moto divenisse per lui tangibile idealmente. Quale amante non ha provato questo inesprimibile gaudio, in cui par quasi che la potenza sensitiva del tatto si affini così da avere la sensazione senza la immediata materialità del contatto? in retrospettiva la prima elaborazione letteraria del super-uomo

6 Il piacere le nuove classi sociali emergenti Sotto il grigio diluvio democratico odierno, che molte belle cose e rare sommerge miseramente, va anche a poco a poco scomparendo quella special classe di antica nobiltà italica, in cui era tenuta viva di generazione in generazione una certa tradizion familiare deletta cultura, deleganza e di arte. A questa classe, chio chiamerei arcadica perché rese appunto il suo più alto splendore nellamabile vita del XVIII secolo, appartenevano gli Sperelli. Lurbanità, latticismo, lamore delle delicatezze, la predilezione per gli studii insoliti, la curiosità estetica, la mania archeologica, la galanteria raffinata erano nella casa degli Sperelli qualità ereditarie.

7 Il piacere Oscar Wilde: Picture of Dorian Gray (1890) Joris-Karl Huysmans ( ): A rebours (1884) Des Esseintes un mondo alternativo della pura esperienza estetica i ricordi di Andrea

8 Il piacere lamante come unopera darte Elena era presa, infatti, da quella bocca. Pura di forma, accesa di colore, gonfia di sensualità, con unespressione un po crudele quando rimaneva serrata, quella bocca giovenile ricordava per una singolar somiglianza il ritratto del gentiluomo incognito chè nella Galleria Borghese, la profonda e misteriosa opera darte in cui le imaginazioni affascinate credetter ravvisare la figura del divino Cesare Borgia dipinta dal divino Sanzio. Quando le labbra si aprivano al riso, quellespressione fuggiva; e i denti bianchi quadri, eguali, duna straordinaria lucentezza, illuminavano una bocca tutta fresca e gioconda come quella dun fanciullo.

9 Il piacere laltro = una fonte inesauribile di piaceri lauto-analisi voluttuosa Elena aveva chiuso gli occhi, come per gustare più intimamente il rivo di piacere che le saliva pel braccio e le si effondeva a sommo del petto e le sinsinuava nelle fibre più segrete. Volgeva la mano, sotto la bocca di lui, per sentire i baci su la palma, sul dorso, tra le dita, intorno intorno al polso, su tutte le vene, in tutti i pori. – Basta! – mormorò, riaprendo gli occhi; e con la mano che le parve un po intorpidita sfiorò i capelli di Andrea.

10 Il piacere In quella carezza così tenue era tanto abbandono che fu su lanima di lui la foglia di rosa sul calice colmo. La passione traboccò. Gli tremavano le labbra, sotto londa confusa di parole chegli non conosceva, chegli non profferiva. Aveva la sensazione violenta e divina come duna vita che si dilatasse oltre le sue membra. un erotismo raffinato il piacere unesperienza spirituale

11 Il piacere Andrea le pareva sempre nuovo. Talvolta, ella rimaneva quasi attonita dinnanzi allinfaticabile vitalità di quello spirito e di quel corpo. Talvolta, le carezze di lui le strappavano un grido in cui esalavasi tutto il terribile spasimo dellessere sopraffatto dalla violenza della sensazione. Talvolta, fra le braccia di lui, la occupava una specie di torpore quasi direi veggente, in cui ella credeva divenire, per la transfusione dunaltra vita, una creatura diafana, leggera, fluida, penetrata dun elemento immateriale, purissima; mentre tutte le pulsazioni nella lor moltitudine le davano imagine del tremito innumerevole dun mar calmo in estate. Anche, talvolta, fra le braccia, sul petto di lui, dopo le carezze, ella sentiva dentro di sé la voluttà acquietarsi, agguagliarsi, addormentarsi, a similitudine di unacqua estuante che a poco a poco si posi; ma se lamato respirava più forte o appena appena si moveva, ella sentiva di nuovo unonda ineffabile attraversarla dal capo a piedi, vibrare diminuendo, e infine morire. Questa «spiritualizzazione» del gaudio carnale, causata dalla perfetta affinità dei due corpi, era forse il più saliente tra i fenomeni della loro passione.

12 Il piacere una serie di avventure erotiche un duello con il marito di unamante la convalescenza in una villa al mare una purificazione spirituale – LArte! LArte! – Ecco lAmante fedele, sempre giovine, immortale; ecco la Fonte della gioia pura, vietata alle moltitudini, concessa agli eletti; ecco il prezioso Alimento che fa luomo simile a un dio. le vecchie ambizioni letterarie la sublimazione

13 Il piacere Il verso è tutto. Nella imitazion della Natura nessuno istrumento darte è più vivo, agile, acuto, vario, moltiforme, plastico, obediente, sensibile, fedele. Più compatto del marmo, più malleabile della cera, più sottile dun fluido, più vibrante di una corda, più luminoso duna gemma, più fragrante dun fiore, più tagliente duna spada, più flessibile dun virgulto, più carezzevole dun murmure, più terribile dun tuono, il verso è tutto e può tutto. la seduzione platonica di Maria Ferres

14 Il piacere Il bel bosco fioriva e fruttificava entro una insenatura ricurva come un ippodromo, profonda e solatìa, dove tutta la mitezza di quel lido raccoglievasi in delizia. I tronchi degli arbusti, vermigli i più, taluni gialli, sorgevano svelti portando grandi foglie lucide, verdi di sopra e glauche di sotto, immobili nellaria quieta. I grappoli floridi, simili a mazzi di mughetti, bianchi e rosei ed innumerevoli, pendevano dalle cime dei rami giovini; le bacche rosse e aranciate pendevano dalle cime de rami vecchi. Ogni pianta nera carica; e la magnifica pompa dei fiori, dei frutti, delle foglie e degli steli dispiegavasi, contro il vivo azzurro marino, con la intensità e la incredibilità dun sogno, come lavanzo dun orto favoloso.

15 Il piacere un divertimento sconosciuto lingenua Maria lidea dellarte le conversazioni sulla poesia la raffinata cultura un diario in un tuttaltro stile

16 Il piacere 28 settembre. – Comè stato lungo a venire, il raccoglimento! In tante ore, dopo quellora, ho lottato, ho penato per rientrar nella mia vera conscienza, per veder le cose nella vera luce, per giudicare laccaduto con fermo e calmo giudizio, per risolvere, per decidere, per riconoscere il dovere. Io sfuggivo a me stessa; la mente si smarriva; la volontà si ripiegava; ogni sforzo era vano. Quasi per un istinto, evitavo di rimaner sola con lui, mi tenevo sempre vicina a Francesca e a mia figlia, o rimanevo qui nella stanza, come in un rifugio. Quando i miei occhi sincontravano con i suoi, mi pareva di legger ne suoi una profonda e supplichevole tristezza. Non sa egli quanto, quanto, quanto io lami? Non lo sa; non lo saprà mai. Così voglio. Debbo così. Coraggio! Mio Signore, aiutatemi voi.

17 Il piacere luna simbolo dellerotismo sfrenato laltra emblema dellamore spirituale Maria liberata dai legami matrimoniali il marito, scoperto truffatore, fuggito in America La notizia sera sparsa. Lo scandalo era inevitabile; la ruina era irrimediabile. Seguirono giorni di supplizio disperati; in cui Maria, rimasta sola dopo la partenza precipitosa del baro, abbandonata dalle poche amiche, assaltata dai creditori innumerevoli di suo marito, perduta in mezzo alle formalità legali dei sequestri, in mezzo agli uscieri e agli usurai e ad altra gente vile, diede prova di una eroica fierezza, ma senza riuscire a salvarsi dal crollo finale che schiacciò ogni speranza.

18 Il piacere una speranza fasulla Nel letto, smarrita, sbigottita, innanzi al cupo ardore del forsennato, ella gridava: – Ma che hai? Ma che hai? Ella voleva guardarlo negli occhi, conoscere quella follia; ed egli nascondeva il viso, perdutamente, nel seno, nel collo, ne capelli di lei, ne guanciali. A un tratto, ella gli si svincolò dalle braccia, con una terribile espressione dorrore in tutte quante le membra, più bianca de guanciali, sfigurata più che sella fosse allora allora balzata di tra le braccia della Morte.

19 Il piacere Quel nome! Quel nome! Ella aveva udito quel nome! Un gran silenzio le vuotò lanima. Le si aprì, dentro, un di quegli abissi in cui tutto il mondo sembra scomparire allurto dun pensiero unico. Ella non udiva più altro; ella non udiva più nulla. Andrea gridava, supplicava, disperava invano. Ella non udiva. Una specie distinto la guidò negli atti. Ella trovò gli abiti; si vestì. Elena, un nuovo amante più giovane Maria si ritira in provincia alcuni mobili

20 Il piacere il decadentismo estetizzante e sensuale Benedetto Croce ( ): un sensualismo ferino e decadente Barbara Leoni compensare esperienze limmoralismo totale del protagonista una sincerità psicologica

21 Il piacere un miele erotico-amoroso e mondano lolio soave di una retorica espressiva non so che i sogni del dandy un successo clamoroso Giovanni Verga: Mastro Don Gesualdo Hofmannsthal, Henry James, Robert Musil e Marcel Proust il 15 % di ogni copia venduta dalleditore Emilio Treves la versione cinematografica del 1918, Amleto Palermi

22 Il piacere la Danae di Correggio la Dafne di Bernini la Circe di Dosso Dossi la Tornabuoni del Ghirlandaio Maria dAustria di Suttermans Arundel di Rubens il Borgia di Raffaello Carlo I di Van Dyck Memling, Botticelli, Pinturicchio, Leonardo, Tiziano, Rembrandt, Claude Lorrain, Reynolds, Rossetti,...

23 Il piacere analogie trasformare la propria esistenza in opera darte delle affinità latenti e delle identità misteriose unestasi estetica il diario di Maria – un catalogo Shelley e Shakespeare inventato le sue malattie la letteratura = la forma più elaborata dellesistenza umana

24 Giovanni Episcopo a puntate sulla Nuova Antologia nel 1891 in volume nel gennaio del 1892 la dedica a Matilde Serao: Fu scritto a Roma nel gennaio del 1891, dopo quindici mesi di completo riposo intellettuale trascorsi in gran parte fra ozii torpidi ed esercizii violenti dentro una caserma di cavalleria. La persona di Giovanni Episcopo era già stata da me osservata e studiata con intensa curiosità, due anni innazi. Il filosofo Angelo Conti laveva conosciuta per la prima volta nel gabinetto dun medico, allospedale di San Giacomo. Io, quel nobile filosofo e il pittore simbolico Marius de Maria avevamo poi frequentato una mortuaria taverna della via Alessandrina per incontrarci col doloroso bevitore.

25 Giovanni Episcopo una lunga novella il romanzo alla slava Fiodor Dostojevskj ( ) Eugène Melchior Vogüé: Le roman russe (1886) Tutto il metodo sta in questa formula schietta: - Bisogna studiare gli uomini e le cose DIRETTAMENTE, senza transposizione alcuna. la confessione di un delitto un impiegato piccolo borghese Paul Bourget: Le disciple (1889) una percettività malata una lunga confessione

26 Giovanni Episcopo un caso patologico Dunque, voi volete sapere… Che cosa volete sapere, signore? Che cosa vi debbo dire? Che cosa? – Ah, tutto! – Bisognerà dunque che io vi racconti tutto, fin dal principio. quarantenne Giovanni Episcopo il piccolo Ciro, morto 16 giorni prima alletà di 11 anni Ecco, dunque. Fu in una casa dei quartieri nuovi; in una specie di pensione privata, dodici o tredici anni fa. Eravamo una ventina dimpiegati, tra vecchi e giovani. Andavamo là a desinare, la sera, insieme, a una stessa ora, a una stessa tavola. Ci conoscevamo tutti, più o meno, benché non fossimo tutti dello stesso ufficio. Là conobbi Wanzer, Giulio Wanzer, dodici o tredici anni fa.

27 Giovanni Episcopo Hofmannsthal: Figuren von unheimlicher Willenlosigkeit Io non potevo avere verso di lui altra attitudine che quella di un cane impaurito. i sintomi del disturbo mentale – delirium etilico Ah, è vero. Avete ragione. Siamo ancóra al principio e io vi parlo della fine! Voi non potrete capire se prima io non vi racconterò tutto. E pure, sono già stanco; mi confondo già. Non ho più nulla da dire, signore. Ho la testa leggera leggera, come una vescica piena daria. Non ho più nulla da dire. Amen, amen. Ecco, è passato. Basta. Grazie. Voi siete molto buono; avete pietà di me. Nessuno ha mai avuto pietà di me, su la terra.

28 Giovanni Episcopo Ginevra, cameriera ventenne Lavete vista? Lavete conosciuta? Le avete parlato? Ed ella vi ha parlato? Anche voi, certo, avete provato quel turbamento improvviso ed inesplicabile, se ella vi ha toccato una mano. Wanzer sparisce – debiti di gioco Episcopo sposa Ginevra E la notizia si sparse. Fu, per i miei compagni dufficio, per gli antichi commensali, per tutti i conoscenti, una baldoria senza fine. Io leggevo in tutti gli sguardi lironia, lirrisione, lilarità maligna, qualche volta anche una specie di compassione insultante.

29 Giovanni Episcopo da ragazza piacente e lusinghiera in donna aggressiva e scostante Almeno una settimana! Non dico un anno, non dico un mese; ma una settimana: almeno la prima settimana! – No, nulla; senza misericordia. Ella non aspettò neppure un giorno; cominciò sùbito, nella stessa notte delle nozze, a incrudelire. il bambino, Ciro le più dure umiliazioni un essere abbietto, un peso morto dopo 10 anni, Wanzer, tornato dallArgentina

30 Giovanni Episcopo I fatti, eccoli. Dopo alcuni giorni, Wanzer aveva preso possesso della mia casa, era alloggiato nella mia casa, in qualità di dozzinante! Ed io, per conseguenza, seguitavo ad essere un servo e a tremare. Wanzer alza le mani sulla moglie e sul figlio Episcopo uccide lintruso Ciro, ormai gravemente malato di febbre Alberto Lattuada: Il delitto di Giovanni Episcopo, 1947 il periodo del neorealismo del cinema italiano

31 LInnocente in appendice nel Corriere di Napoli dicembre 1891 – febbraio 1892 in volume nellautunno del 1892 un caso clinico in forma di confessione in prima persona la descrizione naturalista e lanalisi psicologica suo fratello: Egli possedeva la Regola. Leone Tolstoi, baciandolo su la bella fronte serena, lo avrebbe chiamato suo figliuolo. Tolstoi ( ): Guerra e pace (1869) la morte del principe Andrea la vita di Pietro Besoukhov la contessa Natalia Rostov e la principessa Maria Bolkonsky

32 LInnocente la felicità – una sola Anna Karenina i personaggi di Guerra e pace – la chiave La dolce e terribile domanda che Andrea Bolkonsky aveva letto sul viso estinto della principessa Lisa, io la leggevo di continuo sul viso ancor vivente di Giuliana: «Che avete fatto di me?» Dostojevskj: Delitto e castigo (1866) leroe fallimentare, preda dei propri istinti la disperazione di un uomo che si sente in colpa

33 LInnocente Beati immaculati… Andare davanti al giudice, dirgli: Ho commesso un delitto. Quella povera creatura non sarebbe morta se non lavessi uccisa. Io Tullio Hermil, io stesso lho uccisa. Ho premeditato lassassinio, nella mia casa. Lho compiuto con una perfetta lucidità di conscienza, esattamente, nella massima sicurezza. Poi ho seguitato a vivere col mio segreto nella mia casa, un anno intero, fino ad oggi. Oggi è lanniversario. Eccomi nelle vostre mani. Ascoltatemi. Giudicatemi. Posso andare davanti al giudice, posso parlargli così? Non posso né voglio. La giustizia degli uomini non mi tocca. Nessun tribunale della terra saprebbe giudicarmi. Eppure bisogna che io mi accusi, che io mi confessi. Bisogna che io riveli il mio segreto a qualcuno. A CHI ?

34 LInnocente Tullio Hermil, uomo superiore la moglie Giuliana, donna di alte qualità Ambedue avevamo creduto al nostro sogno e avevamo proferito più duna volta, nellebrezza, le due grandi parole illusorie: Sempre! Mai! Avevamo perfino creduto allaffinità della nostra carne, a quellaffinità rarissima e misteriosa che lega due creature umane col tremendo legame del desiderio insaziabile; ci avevamo creduto perché lacutezza delle nostre sensazioni non era diminuita neppure dopo che, avendo noi procreato un nuovo essere, loscuro Genio della specie aveva raggiunto per mezzo di noi il suo unico intento. Lillusione era caduta; ogni fiamma era spenta. La mia anima (lo giuro) aveva pianto sinceramente su la ruina. Ma come opporsi a un fenomeno necessario? Come evitare linevitabile?

35 LInnocente la sua amante, Teresa Raffo Giuliana sopporta in silenzio Era gran ventura che una nuova illusione potesse succedere allantica e stabilire tra le nostre anime uno scambio di affetti puri, di commozioni delicate, di squisite tristezze. Ma, in realtà, questa specie di retorica platonica a qual fine tendeva? Ad ottenere che una vittima si lasciasse sacrificare sorridendo. la necessità del sacrificio

36 LInnocente In realtà, la nuova vita, non più coniugale ma fraterna, si basava tutta su un presupposto: su lassoluta abnegazione della sorella. Io riconquistavo la mia libertà, potevo andare in cerca delle sensazioni acute di cui avevano bisogno i miei nervi, potevo appassionarmi per unaltra donna, vivere fuori della mia casa e trovare la sorella ad aspettarmi, trovare nelle mie stanze la traccia visibile delle sue cure, trovare sul mio tavolo in una coppa le rose disposte dalle sue mani, trovare da per tutto lordine e leleganza e il nitore come in un luogo abitato da una Grazia.

37 LInnocente Ma un giorno io mavvidi chella soffriva anche nella sua salute; mavvidi che il suo pallore diveniva più cupo e talvolta si empiva come di ombre livide. Più duna volta sorpresi nella sua faccia le contrazioni duno spasimo represso; più duna volta ella fu assalita, in mia presenza, da un tremito infrenabile, che la scoteva tutta e le faceva battere i denti come nel ribrezzo di una febbre subitanea. 51 capitoli brevissimi indugi psicologici, ricordi, immaginazioni, soste e digressioni Sì, non cè dubbio: è necessaria una rottura, è inevitabile. Ma in che modo io romperò? con quale pretesto? Posso io annunziare il mio proposito a Teresa con una semplice lettera? La mia ultima risposta era ancóra calda di passione, smaniosa di desiderio. Come giustificare questo mutamento subitaneo?

38 LInnocente Alessandro Manzoni: I Promessi sposi – le campane della Pasqua Le due campane squillavano a furia; tutta la Badiola pareva invasa dal fremito del bronzo. Era il Sabato Santo, lora della Risurrezione. i sentimenti idilliaci Il canto divenne elegiaco, si svolse in un tono minore, si addolcì come un sospiro, si affievolì come un gemito, espresse la tristezza di un amante solitario, un desio accorato, unattesa; gittò un richiamo finale, improvviso, acuto come un grido di angoscia, si spense.

39 LInnocente Wagner: il sogno damore di Isotta una tristezza mentale invincibile Giuliana è incinta Mi si presentò allo spirito la verità brutale in tutta la sua più ignobile brutalità. Ella è stata posseduta da un altro, ha ricevuto lescrezione di un altro, porta nel ventre il seme di un altro. E una serie dimagini fisiche odiose mi si volse davanti agli occhi dellanima, che io non potevo serrare. E non furono soltanto le imagini di ciò che era accaduto, ma anche quelle di ciò che doveva necessariamente accadere. Bisognò anche chio vedessi, con una precisione inesorabile, Giuliana nel futuro (il mio Sogno, la mia Idealità!) difformata da un ventre enorme, gravida dun feto adulterino…

40 LInnocente lo scrittore Filippo Arborio Unagonia = la prima versione del Trionfo della morte Filippo Arborio, esperto, avendo indovinato la special condizione fisica della donna chegli voleva possedere, sera servito del metodo più conveniente e più sicuro, che è questo: - parlare didealità, di zone superiori, di alleanze mistiche, ed occupare nel tempo medesimo le mani alla scoperta daltri misteri; unire insomma un brano di pura eloquenza a una delicata manomessione. Filippo mortalmente malato sopprimere il nascituro, lintruso

41 LInnocente Dallestremo fondo della mia anima irruppe un grido, altissimo sebbene non udibile, verso la felicità perduta. Il prete intinse il pollice nel sacro Crisma ed unse la fronte al battezzato, recitando la formula rituale che i vagiti coprivano. Quindi gli impose la veste bianca, il simbolo dellInnocenza. - Accipe vestem candidam… questo figlio, testimone di uninfedeltà Tullio fa in modo che il bambino prenda freddo e sammali

42 LInnocente Fu una premeditazione fredda, acuta e assidua che assorbì tutte le mie facoltà interiori. Lidea fissa mi possedeva intero, con una forza e una tenacità incredibili. Mentre tutto il mio essere si agitava in un orgasmo supremo, lidea fissa lo dirigeva allo scopo come su per una lama dacciaio chiara, rigida, senza fallo. La mia perspicacia pareva triplicata. Nulla mi sfuggiva, dentro e fuori di me. La mia circospezione non si rilasciò mai un istante. Nulla io dissi, nulla io feci che potesse destare sospetto, muovere stupore. Simulai, dissimulai senza tregua, non soltanto verso mia madre, mio fratello, gli altri inconsapevoli, ma anche verso Giuliana.

43 LInnocente il bambino muore una desolazione funerea spariti i preziosismi stilistici il carattere profondamente morale la morbosità e lambiguità morale Hofmannsthal: Der Erzähler der Geschichte, der Ehemann, ist eines jener Wesen von morbider Empfindlichkeit, hellsichtig bis zum Delirium und unfähig, zu wollen. la pagina culturale del Corriere di Napoli la pubblicazione in volume a ottime condizioni

44 LInnocente Ferdinando Bideri tremila lire per le prime tremila copie la copertina Giulio Aristide Sartorio ( ) un bestseller in Francia

45 LInnocente la traduzione di Georges Hérelle Le Temps settembre 1892 – marzo 1893: LIntrus Théâtre libre Charles Maurras Saturday Review: a masterpiece Hofmannsthal: Es ist das Plaidoyer eines Kindesmörders. Ein Bericht, der auf Jahre zurück ausholt und aus den unscheinbarsten Kleinigkeiten eine unwiderstehliche Schlußkette neuropathischer Logik zusammensetzt. In diesem Buch hat Herr dAnnunzio ein Meisterwerk intimer Beobachtung geschaffen.

46 LInnocente il più noto e letto dei romanzi Lucchino Visconti, 1976


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