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Introduzione Nel 1607 venne arrestata processata e condannata ad essere murata viva nella Pia casa delle Convertite di Milano fino al 1622, anno in.

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3 Introduzione

4 Nel 1607 venne arrestata processata e condannata ad essere murata viva nella Pia casa delle Convertite di Milano fino al 1622, anno in cui venne liberata per volontà di Federigo Borromeo. Nel 1650 all età di settantacinque anni Marianna De Leyva conosciuta come suor Virginia Maria chiudeva la sua esistenza terrena. In quello stesso an- no, il territorio di Monza cessava di essere un possedimento dei duchi di Leyva per estinzione della famiglia e veniva acquistato dai Durini, che la conserveran- no fino al Chi scrive ha sempre provato sentimenti di commozione profonda per que- sto personaggio che ha vissuto un vero e proprio dramma della solitudine. Tra- dita negli affetti più cari e vittima di una società ingiusta ipocrita e stoltamente bigotta Marianna fu veicolata versa lautodistruzione e la follia.

5 Lhistoria …Essa era lultima figlia del principe*** gran gentiluomo milanese che poteva contarsi tra i più doviziosi della città.Ma lalto opinione che aveva del suo titolo gli faceva parere le sue sostanze appena sufficienti anzi scarse. a sostener decoro… [A Manzoni I promessi sposi cap. IX. Ediz.1827] I principi dAscoli Marianna de la Cueva e Luigi de Leyva dellillustre famiglia spagnola di Antonio de Leyva, venuto in Italia al seguito di Carlo V e, successivamente primo governatore di Milano alla morte di Francesco II Sforza nel 1548 generarono il secondogenito Martino il quale dedicò la sua vita alla carriera militare. Nel 1574 a 26 anni, sposò Virginia, figlia del ban- chiere Tommaso Marino, luomo più ricco di Milano per la promessa di una dote di scudi. Nel 1575 nacque la loro unica figlia alla quale diedero nome Marianna, dalla madrina Marianna, sorella di Martino, e moglie del marchese di Soncino.

6 Alla morte del banchiere il palazzo fu diviso in quartieri e la coppia andò a vivere in quello allangolo tra piazza san Fedele e via Caserotte formato da una saletta tre camere ed un porteghetto con due vasi necessari ed un poco di giardin con un pozzo e due torrione. Il 1 ottobre 1576, La piccola Marianna perde la mamma di peste che in quellanno infuriava a Milano. La donna aveva fatto testamento nel quale assegnava alla figlia ed al primogenito del suo primo matrimonio Marco Pio, il 50% ciascuno dei suoi averi. Al marito sarebbe spettato lusufrutto della dote ed un anello con gemma di un certo valore. Il testamento viene subito impugnato dalle sorelle di Marco Pio escluse dalleredità che chiedono immediatamente un inventario dei beni.

7 Milano – Palazzo Marino – casa di Marianna

8 Alla fine, derubata dal padre e dai fratellastri Marianna andò Alla fine, derubata dal padre e dai fratellastri Marianna andò a vivere con la zia paterna Marianna Stampa assistita dalla balia Vittoria alla quale Virginia aveva lasciato un legato di 25 scudi doro perché si occupasse della bambina. Eppure la famiglia de Leyva non era certo in ristrettezze Eppure la famiglia de Leyva non era certo in ristrettezze considerando le entrate milanesi derivanti dalla dogana e dalla mercanzia le rendite delle tenute e quelle della contea di Monza, per le quali i fratelli De Leyva turnavano tra loro ogni due anni.

9 Marianna e la zia

10 …Quando venne alla luce il principe suo padre volendole dare un nome che risvegliasse immediatamente lidea del chiostro…la chiamò Gertrude.Bambole vestite da monaca furono i primi balocchi…devi essere in ogni cosala prima del monastero… [ A.Manzoni – I Promessi Sposi – cap. IX ediz 1927] Manzoni racconta che Marianna era destinata al chiostro fin Manzoni racconta che Marianna era destinata al chiostro fin dalla nascita, e ciò sembra sia vero anche se in una lettera del padre del 1586 si parla di prospettive matrimoniali e di una dote di ducati mai pagati. In effetti Marianna era un ostacolo da eliminare soprattutto in In effetti Marianna era un ostacolo da eliminare soprattutto in prospettiva del nuovo matrimonio del principe con donna Anna Viquez De -Moncada avvenuto a Valenza in Spagna nel Da questo ma- trimonio nasceranno i figli: Luigi, Antonio e Gerolamo, che lo segui- ranno nella carriera militare. Nello stesso anno Marianna, che fino a quel momento era vissuta sotto la tutela delle zie, entra alla età di tredici anni nel monastero di Santa Margherita a Monza.

11 Il Convento di Monza

12 La costruzione si allungava lungo lo Spalto di Porta de e vi si accedeva da un vicolo che oggi si chiama appunto Via della Signora. La costruzione si allungava lungo lo Spalto di Porta de Grandi e vi si accedeva da un vicolo che oggi si chiama appunto Via della Signora. Il 26 agosto 1591, trascorso il giusto periodo di noviziato, larcivescovo autorizza la novizia a ricevere la professione. Il 26 agosto 1591, trascorso il giusto periodo di noviziato, larcivescovo autorizza la novizia a ricevere la professione. Martino de Leyva padre della Signora

13 Il 12 settembre 1591 Marianna diventa Suor Virginia Maria. Il 12 settembre 1591 Marianna diventa Suor Virginia Maria. Così il Ripamonti la descrive: …era la de Leyva modesta, circospetta, affabilissima, soffusa di un invidiabile candore, amica con tutte, delle disci- pline letterarie istrutta, come lo poteva essere in allora una giovinetta ben educata, obbediente, per nulla dispettosa, esempio di contegno sociale per- fetto. Così il Ripamonti la descrive: …era la de Leyva modesta, circospetta, affabilissima, soffusa di un invidiabile candore, amica con tutte, delle disci- pline letterarie istrutta, come lo poteva essere in allora una giovinetta ben educata, obbediente, per nulla dispettosa, esempio di contegno sociale per- fetto. Nel 1595 a ventanni suor Virginia per mandato del padre esercitò il biennio di sovranità a Monza, che consisteva nell emettere gride, ordinare arresti, rimettere le pene, ed altro. Di qui lappellativo della signora. Nel 1595 a ventanni suor Virginia per mandato del padre esercitò il biennio di sovranità a Monza, che consisteva nell emettere gride, ordinare arresti, rimettere le pene, ed altro. Di qui lappellativo della signora. Riservata esemplare garbata ed equilibrata in questo periodo riscos- se il rispetto e lammirazione di tutti. Riservata esemplare garbata ed equilibrata in questo periodo riscos- se il rispetto e lammirazione di tutti.

14 Marianna divenuta Suor Virginia

15 …Poco dopo la professione Gertrude era stata fatta maestra delle educande; ora pensate come dovevano essere quelle giovinette sotto una tal disciplina…; ma lei conservava vive tutte le passioni di quel tempo; ed in un modo o in un altro le allieve dovevano portare il peso…[A. Manzoni I Promessi Sposi capX ediz. 27] Secondo quanto scrive il Ripamonti nel 1597 Marianna maestra di circa 20 educande fu costretta ad allontanare una certa Isabella degli Hostesi che aveva intrecciato una relazione con un tal Paolo Osio, un giovane 25enne ricco ed ozioso la cui casa confinava con il monastero. A tal proposito suor Virginia dirà: - Detto Gio. Paolo Osio faceva lamore con la signorina Isabella Ortensia secolare la quale era nel monastero in dezena et havendo io trovato che stavano guardandosi luno e laltro alla cortina delle galline gli feci un gran rebuffo che portasse così poco rispetto al monastero massime che detta giovane era data in mia custodia [...], et esso se nandò via bassando la testa senza dire altro.

16 Nellottobre 1597, lOsio uccideva in circostanze poco chiare e sicuramente per vendetta il sessantenne Molteno lex soprastante dei de Leyva. Suor Virginia maestra delle educande

17 Suor Virginia che in questo periodo era la Signora di Monza ed amministrava la giustizia per ulteriori avances del giovane Osio verso la sua persona ed in collera con lui per lomicidio del sovrastante, ne ordina larresto. LOsio allora fugge da Monza e resta latitante per un anno. Poi, per intercessione di molti e su pressioni del-la superiora, ottiene la grazia. Suor Virginia che in questo periodo era la Signora di Monza ed amministrava la giustizia per ulteriori avances del giovane Osio verso la sua persona ed in collera con lui per lomicidio del sovrastante, ne ordina larresto. LOsio allora fugge da Monza e resta latitante per un anno. Poi, per intercessione di molti e su pressioni del-la superiora, ottiene la grazia. Nel 1598, lOsio fece ritorno nella sua casa di Monza e la giovane monaca sco-pre improvvisamente di sentire per lui una certa attrazione tanto che non vista lo spia ogni volta che scende in giardino. Sola e senza affetti crebbe in lei una passione tale che desiderò quel giovane con tutta se stessa un desiderio che le fece dire non appena lo scorse: Nel 1598, lOsio fece ritorno nella sua casa di Monza e la giovane monaca sco-pre improvvisamente di sentire per lui una certa attrazione tanto che non vista lo spia ogni volta che scende in giardino. Sola e senza affetti crebbe in lei una passione tale che desiderò quel giovane con tutta se stessa un desiderio che le fece dire non appena lo scorse: Si potria mai vedere la più bella cosa?- - -Si potria mai vedere la più bella cosa?-

18 …Qualche consolazione le pareva talvolta di trovare… nellesser corteggiatain monastero nel ricevere visite di complimento…nello spendere la sua protezione… [ A.Manzoni I Promessi sposi cap. X edizione 1827] LOsio, che era di buona cultura e conosceva il latino accortosi dell interesse di Virginia le scrive una lettera troppo audace suscitando il suo sdegno. Gli viene in aiuto il prete Arrisone che scrive di suo pugno le altre lettere. Convinta della devozione del giovane incomincia a ricambiare con lettere e regali. A questo punto il prete geloso del sentimento che aveva fatto nascere con le sue missive confessa alla monaca di esserne lui lautore e le professa il suo amore, ma viene giustamente scacciato. Nellagosto del 1599 la morte del padre ed una carenza cronica di affetto spin- gono Marianna ad aprire la porticina del monastero e a rifugiarsi nelle braccia del Giovine Paolo Osio. Ma lamore era un frutto troppo bello ed accattivante per ac- contentarsi del solo profumo e fu così che le spoglie mura della cella di suor Virgi- nia udirono i gemiti di lei nel pieno appagamento dei sensi.

19 Iniziarono frequenti ed intensi gli incontri dei due amanti con la solidarietà complice delle suore amiche della Signora incontri che non sfuggirono alla gente del circondato che subito ne informarono la superiora. Allora si pensò bene di dire che lOsio frequentava suor Virginia perché stava spiritualmente preparandosi a divenir cappuccino. Iniziarono frequenti ed intensi gli incontri dei due amanti con la solidarietà complice delle suore amiche della Signora incontri che non sfuggirono alla gente del circondato che subito ne informarono la superiora. Allora si pensò bene di dire che lOsio frequentava suor Virginia perché stava spiritualmente preparandosi a divenir cappuccino. Nel 1602 la signora di Monza rimase incinta ed al nono mese nacque un bimbo senza vita che fu subito consegnato al padre perché lo facesse sparire. Nel 1602 la signora di Monza rimase incinta ed al nono mese nacque un bimbo senza vita che fu subito consegnato al padre perché lo facesse sparire. La crisi mistica di suor Virginia esplose in tutto il suo dramma: le diminuì lappetito fece voti e doni alla Madonna di Loreto buttò nel pozzo del convento tutte le chiavi che il suo Paolo faceva riprodurre dal fabbro. La crisi mistica di suor Virginia esplose in tutto il suo dramma: le diminuì lappetito fece voti e doni alla Madonna di Loreto buttò nel pozzo del convento tutte le chiavi che il suo Paolo faceva riprodurre dal fabbro.

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21 La sventurata pensò allora al suicidio ma allultimo momento fu proprio limmagine della Madonna nel giardino del monastero a fermare i suoi propositi. Tuttavia ad ogni tentativo lamore sembrava ingigantirsi: voleva ancora vivere pascersi di quei frutti che circostanze e condizioni rendevano a lei proibiti. Lirrazionalità di quel sentimento la convinse dellesistenza di una magia che a suo parere doveva combattere non con le armi della saggezza e della fede ma con altra magia; fu allora che chiese consiglio. La sventurata pensò allora al suicidio ma allultimo momento fu proprio limmagine della Madonna nel giardino del monastero a fermare i suoi propositi. Tuttavia ad ogni tentativo lamore sembrava ingigantirsi: voleva ancora vivere pascersi di quei frutti che circostanze e condizioni rendevano a lei proibiti. Lirrazionalità di quel sentimento la convinse dellesistenza di una magia che a suo parere doveva combattere non con le armi della saggezza e della fede ma con altra magia; fu allora che chiese consiglio. Le consigliarono così un rimedio considerato efficacissimo contro il mal damore: la coprofagia. Doveva procurasi gli escrementi dellamante, farli seccare e berli in un brodino di fegato e cipolle per tre volte alla mattina. Così fece ma il rimedio non fu efficace e gli incontri ripresero. Le consigliarono così un rimedio considerato efficacissimo contro il mal damore: la coprofagia. Doveva procurasi gli escrementi dellamante, farli seccare e berli in un brodino di fegato e cipolle per tre volte alla mattina. Così fece ma il rimedio non fu efficace e gli incontri ripresero.

22 Nellautunno del 1603 suor Virginia scoprì di essere nuovamente incinta. Si Alzarono le mura dal lato dellOsio siinventò che la signora era ammalata di idropisia che le gonfiava lentamente la pancia la si sistemò in unaltra ala del monastero e si pregò tanto Iddio che le cose andassero per il meglio. Nellautunno del 1603 suor Virginia scoprì di essere nuovamente incinta. Si Alzarono le mura dal lato dellOsio si inventò che la signora era ammalata di idropisia che le gonfiava lentamente la pancia la si sistemò in unaltra ala del monastero e si pregò tanto Iddio che le cose andassero per il meglio. L8 agosto 1604 nacque Alma Francesca Margherita che sarà allattata da Susanna la figlia della serva del monastero e vivrà con il padre che la legittimerà nellaprile di due anni dopo dichiarando di averla avuta da una certa Isabella da Meda. L8 agosto 1604 nacque Alma Francesca Margherita che sarà allattata da Susanna la figlia della serva del monastero e vivrà con il padre che la legittimerà nellaprile di due anni dopo dichiarando di averla avuta da una certa Isabella da Meda. Suor Virginia visse con pienezza la gioia di esser madre era stato sempre il suo più grande sogno e tante volte si recò da Paolo con le sue amiche per carezzare il viso della sua bambina ed altrettante laccolse nel convento per vestirla degli abiti che aveva cucito per lei. Suor Virginia visse con pienezza la gioia di esser madre era stato sempre il suo più grande sogno e tante volte si recò da Paolo con le sue amiche per carezzare il viso della sua bambina ed altrettante laccolse nel convento per vestirla degli abiti che aveva cucito per lei.

23 Fu in questo clima che si preannunciò la visita pastorale del cardinale Federico Borromeo che giunse al monastero il 6 giugno 1605 ma non ebbe sentore alcuno di quello che era successo in quel luogo religioso. Assegnò a suor Virginia i digiuni e flagellazioni che si dimostrano forse più efficaci della ripugnante pozione. Fu in questo clima che si preannunciò la visita pastorale del cardinale Federico Borromeo che giunse al monastero il 6 giugno 1605 ma non ebbe sentore alcuno di quello che era successo in quel luogo religioso. Assegnò a suor Virginia i digiuni e flagellazioni che si dimostrano forse più efficaci della ripugnante pozione.

24 Nellestate del 1606 la situazione precipitò: La conversa Caterina da Meda, inadatta alla vita monacale incline al furto e di carattere piuttosto forte in occasione della visita al convento del canonico di S. Ambrogio Monsignor Pietro Barca, minacciò di rivelare la relazione tra Gio (come Marianna e gli amici chiamavano lOsio) e suor Virginia. Questultima comandò che fosse presa e richiusa nella legnaia. Il giorno precedente alla visita la signora e le monache sue amiche cercarono di convincere Caterina a tacere per la salvezza del monastero ma non ci fu nulla da fare. Fu Gio a risolvere la situazione uccidendo la giovane e seppellendone il corpo senza testa nella sua neviera. Si aprì un varco nelle mura e si lasciò credere che la conversa fosse fuggita. Nellestate del 1606 la situazione precipitò: La conversa Caterina da Meda, inadatta alla vita monacale incline al furto e di carattere piuttosto forte in occasione della visita al convento del canonico di S. Ambrogio Monsignor Pietro Barca, minacciò di rivelare la relazione tra Gio (come Marianna e gli amici chiamavano lOsio) e suor Virginia. Questultima comandò che fosse presa e richiusa nella legnaia. Il giorno precedente alla visita la signora e le monache sue amiche cercarono di convincere Caterina a tacere per la salvezza del monastero ma non ci fu nulla da fare. Fu Gio a risolvere la situazione uccidendo la giovane e seppellendone il corpo senza testa nella sua neviera. Si aprì un varco nelle mura e si lasciò credere che la conversa fosse fuggita.

25 Il giorno dopo si svolgono le elezioni che vedono la vittoria del partito avverso a quello della Signora guidato da suor Angela Sacchi e dallImbersaga. Questultima sostituisce suor Virginia nella carica di vicaria, mentre suor Angela sostituisce Bianca Caterina Homati nella carica di superiora. Il giorno dopo si svolgono le elezioni che vedono la vittoria del partito avverso a quello della Signora guidato da suor Angela Sacchi e dallImbersaga. Questultima sostituisce suor Virginia nella carica di vicaria, mentre suor Angela sostituisce Bianca Caterina Homati nella carica di superiora.

26 La situazione non sembrava grave perché gli inquirenti non avevano gli elementi per fare gli opportuni collegamenti ma lOsio commise lerrore di scrivere una supplica allarcivescovo proclamandosi innocente di tutto e suor Virginia dal canto suo spedì al Fuentes una lettera sottoscritta da altre monache per dire che tra lOsio e il monastero i rapporti erano corretti. In tal modo vennero forniti i collegamenti che mancavano. La situazione non sembrava grave perché gli inquirenti non avevano gli elementi per fare gli opportuni collegamenti ma lOsio commise lerrore di scrivere una supplica allarcivescovo proclamandosi innocente di tutto e suor Virginia dal canto suo spedì al Fuentes una lettera sottoscritta da altre monache per dire che tra lOsio e il monastero i rapporti erano corretti. In tal modo vennero forniti i collegamenti che mancavano. Il Borromeo, che non sapeva nulla, si mise in allarme e iniziò ad informarsi sullOsio e su eventuali suoi legami col monastero di S. Margherita. Fu così che il Cardinale messo al corrente delle voci che circolavano si recò a Monzafingendo di compiere una visita pastorale. Il Borromeo, che non sapeva nulla, si mise in allarme e iniziò ad informarsi sullOsio e su eventuali suoi legami col monastero di S. Margherita. Fu così che il Cardinale messo al corrente delle voci che circolavano si recò a Monzafingendo di compiere una visita pastorale.

27 …Federico Borromeo nato nel 1564 fu uno degli uomini rari in qualunque tempo…un ingegno egregio…una grande opulenza…La sua vita è come un ruscello che scaturito limpido dalla roccia senza ristagnare nè intorbidarsi mai…va limpido a gettarsi nel fiume… [A.Manzoni I Promessi Sposi cap.XXII edizione 1827] Nel monastero parla con le monache e naturalmente arriva al colloquio con la Signora alla quale non rivolge alcuna accusa cogliendo loccasione di un ammonimento generale sulla necessità di essere onesti ed esemplari perché la gente osserva e giudica. Alla fine del colloquio Marianna si rende conto della gravità della situazione ed il cardinale va via più preoccupato di quanto non fosse al suo arrivo. Nel monastero parla con le monache e naturalmente arriva al colloquio con la Signora alla quale non rivolge alcuna accusa cogliendo loccasione di un ammonimento generale sulla necessità di essere onesti ed esemplari perché la gente osserva e giudica. Alla fine del colloquio Marianna si rende conto della gravità della situazione ed il cardinale va via più preoccupato di quanto non fosse al suo arrivo.

28 Nello stesso mese lOsio fuggì dal castello di Pavia e tornò segretamente a Monza dove il 6 ottobre fece uccidere da uno dei suoi bravi, il farmacista Rainerio Roncino che vantandosi di essere scampato allattentato dellOsio aveva continuato a sparlare del monastero e fece incolpare dellomicidio il prete Paolo Arrisone (larma del delitto una pistola era stata nascosta in casa sua), che fu tradotto nellarcivescovado di Milano. Nello stesso mese lOsio fuggì dal castello di Pavia e tornò segretamente a Monza dove il 6 ottobre fece uccidere da uno dei suoi bravi, il farmacista Rainerio Roncino che vantandosi di essere scampato allattentato dellOsio aveva continuato a sparlare del monastero e fece incolpare dellomicidio il prete Paolo Arrisone (larma del delitto una pistola era stata nascosta in casa sua), che fu tradotto nellarcivescovado di Milano.

29 E p i l o g o Al processo il portinaio Domenico Ferrari scagiona il prete Arrisone dellomicidio del Roncino affermando che questultimo era stato ucciso dal bravo di Gio perché aveva diffuso la voce che la bambina dellOsio era figlia di suor Virginia. Al processo il portinaio Domenico Ferrari scagiona il prete Arrisone dellomicidio del Roncino affermando che questultimo era stato ucciso dal bravo di Gio perché aveva diffuso la voce che la bambina dellOsio era figlia di suor Virginia. Venuto a conoscenza di queste accuse si sente perduto e si rifugia presso il convento nella cella di suor Benedetta. Le altre suore quelle nemiche della signora si accorgono dellospite ed informano subito il cardinale Borromeo il quale nella notte del 25 novembre del 1606, manda a prendere suor Virginia con la forza e la trasferisce nel monastero di S. Ulderico al Bocchetto. Colà Virginia tenta di scappare brandendo una spada ma, vista l impossibilità di una fuga tenta il suicidio. Venuto a conoscenza di queste accuse lOsio si sente perduto e si rifugia presso il convento nella cella di suor Benedetta. Le altre suore quelle nemiche della signora si accorgono dellospite ed informano subito il cardinale Borromeo il quale nella notte del 25 novembre del 1606, manda a prendere suor Virginia con la forza e la trasferisce nel monastero di S. Ulderico al Bocchetto. Colà Virginia tenta di scappare brandendo una spada ma, vista l impossibilità di una fuga tenta il suicidio.

30 Suor Virginia impazzisce: si agita non ha più freni nel parlare dice di non aver mai voluto entrare in convento e che quella era stata una scelta imposta da altri. E dice tante altre cose parlando con ira ma anche con disperazione e dolore. Nel frattempo il suo Gio Osio scappa dal convento e si rifugia nei dintorni di Monza.

31 Il 27 novembre iniziano gli interrogatori della superiora del portinaio, della moglie e della vicaria suor Francesca Imbersaga. Il 27 novembre iniziano gli interrogatori della superiora del portinaio, della moglie e della vicaria suor Francesca Imbersaga. Due giorni dopo suor Benedetta e suor Ottavia spaventate dagli in- Due giorni dopo suor Benedetta e suor Ottavia spaventate dagli in- terrogatori avviati nel monastero, chiedono allOsio di fuggire dal convento. Escono la sera stessa da un buco aperto nel muro e si avviano fuori città. Al ponte sul Lambro lOsio tenta di uccidere suor Ottavia buttandola nel fiu- me; la suora riesce a salvarsi e viene trasportata nel monastero di S. Orsola ponte sul Lambro lOsio tenta di uccidere suor Ottavia buttandola nel fiu- me; la suora riesce a salvarsi e viene trasportata nel monastero di S. Orsola in Monza dove confessa tutti i delitti commessi. in Monza dove confessa tutti i delitti commessi.

32 La sera del giorno dopo lOsio tenta di uccidere anche suor Benedetta buttandola nel pozzone di Velate ma la suora non muore e viene trasportata al monastero dove inizia a confessare ogni cosa. Oramai agli inquirenti la situazione è chiara tanto più che ritrovano i resti della conversa uccisa e sotterrata dallOsio nella sua neviera. Il corpo di Caterina da Meda viene così ricomposto e sepolto in S. Stefano in Brolo a Milano. La sera del giorno dopo lOsio tenta di uccidere anche suor Benedetta buttandola nel pozzone di Velate ma la suora non muore e viene trasportata al monastero dove inizia a confessare ogni cosa. Oramai agli inquirenti la situazione è chiara tanto più che ritrovano i resti della conversa uccisa e sotterrata dallOsio nella sua neviera. Il corpo di Caterina da Meda viene così ricomposto e sepolto in S. Stefano in Brolo a Milano. Successivamente vengono carcerate nel monastero anche le altre due complici della signora : suor Candida Colomba e suor Silvia Casati. L Osio scappa nei territori di Venezia, mentre il Senato sentenzia la demolizione della sua casa a Monza e la costruzione di una colonna infame L Osio scappa nei territori di Venezia, mentre il Senato sentenzia la demolizione della sua casa a Monza e la costruzione di una colonna infame.

33 Gio scrive una seconda lettera al cardinale Borromeo, dichiarando linnocenza sua e di suor Virginia, ma tutto era stato scoperto. Gio scrive una seconda lettera al cardinale Borromeo, dichiarando linnocenza sua e di suor Virginia, ma tutto era stato scoperto. Il 22 dicembre a Milano, suor Virginia ammette la relazione con Gio Osio e lomicidio ma scarica ogni responsabilità sul giovane e sul prete Arrisone. In gennaio, Giò Paolo Osio è citato per i due tentati omicidi per lomicidio di Caterina da Meda e per il tentativo d incolpare il prete Arrisoni dellomicidio Roncino; viene così condannato in contumacia alla forca e alla confisca dei beni. I suoi bravi già in salvo oltre confine sono anchessi condannati alla decapitazione e alla confisca dei beni per luccisione di Rainerio Roncino. I suoi bravi già in salvo oltre confine sono anchessi condannati alla decapitazione e alla confisca dei beni per luccisione di Rainerio Roncino.

34 LOsio secondo alcuni sarebbe stato ucciso a tradimento nei sotterranei del palazzo del suo amico Taverna. Secondo altri sarebbe stato decapitato a Monza. Comunquedai documenti risulta morto nel LOsio secondo alcuni sarebbe stato ucciso a tradimento nei sotterranei del palazzo del suo amico Taverna. Secondo altri sarebbe stato decapitato a Monza. Comunquedai documenti risulta morto nel Tortura della corda per ottenere conferme o confessioni

35 Il 27 novembre 1607 con linterrogatorio della superiora Angela Sacchi, il vicario criminale Gerolamo Saracino dà inizio al processo di Suor Virginia, la quale si difende con la tesi della nullità dei voti e dellazione di forze diaboliche, che avrebbero esercitato su di lei un influsso malefico. Il 27 novembre 1607 con linterrogatorio della superiora Angela Sacchi, il vicario criminale Gerolamo Saracino dà inizio al processo di Suor Virginia, la quale si difende con la tesi della nullità dei voti e dellazione di forze diaboliche, che avrebbero esercitato su di lei un influsso malefico. A questo punto per volere del Borromeo la responsabilità del processo passa al giurista Marmurio Lancillotti che cumulava sia la competenza vescovile che quella dellinquisizione. Negli interrogatori si ricorre alla tortura. A questo punto per volere del Borromeo la responsabilità del processo passa al giurista Marmurio Lancillotti che cumulava sia la competenza vescovile che quella dellinquisizione. Negli interrogatori si ricorre alla tortura.

36 Dal 31 maggio al 23 giugno il Lancillotti interroga al Bocchetto suor Virginia Paolo Arrisone (per la seconda volta e con la tortura della corda) ed il portinaio con la moglie. Quattro mesi dopo, la sentenza: Virginia viene condotta in una cella delle convertite di S. Valeria per esservi murata viva per plurima gravia, et enormia, et atrocissima delicta… (1); lArrisone viene condannato a tre anni di trireme mentre suor Benedetta suor Candida e suor Silvia vengono condannate anchesse ad essere murate vive nel convento di S. Margherita Dal 31 maggio al 23 giugno il Lancillotti interroga al Bocchetto suor Virginia Paolo Arrisone (per la seconda volta e con la tortura della corda) ed il portinaio con la moglie. Quattro mesi dopo, la sentenza: Virginia viene condotta in una cella delle convertite di S. Valeria per esservi murata viva per plurima gravia, et enormia, et atrocissima delicta… (1); lArrisone viene condannato a tre anni di trireme mentre suor Benedetta suor Candida e suor Silvia vengono condannate anchesse ad essere murate vive nel convento di S. Margherita________________ (1) Trad.:-… per moltissimi delitti, gravi, enormi ed atroci… -

37 Il 25 settembre 1622, dopo 14 anni di segregazione, suor Virginia espresse il suo pentimento e potè uscire dalla cella dovera stata murata. Marianna era morta lentamente durante quei quattordici anni di clausura. Ne era uscita una donna diversa afflitta da visioni contrizioni dolori atroci al capo umile prostrata e folle che troverà la pace sospirata soltanto con la morte alla età di settantacinque anni. Il 25 settembre 1622, dopo 14 anni di segregazione, suor Virginia espresse il suo pentimento e potè uscire dalla cella dovera stata murata. Marianna era morta lentamente durante quei quattordici anni di clausura. Ne era uscita una donna diversa afflitta da visioni contrizioni dolori atroci al capo umile prostrata e folle che troverà la pace sospirata soltanto con la morte alla età di settantacinque anni.

38 ESCALATION Dedicata a Marianna De Leyva Era lì il centro della tua vita; ne assaporavi ne assaporavi il gusto il gusto con la forza dei ventanni. Una rivincita dei sensi nel godimento che ti stordiva col battito del cuore che ti saliva in gola. Bruciavi offese millenarie dissacrando lipocrisia; offrendo il corpo libero da freni a chi prendeva lanima suggendoti la vita. E non fu fede a fermarti ma follia. follia.

39 Bibliografia Borromeo Federico, a cura di Ermanno Paccagnini, Di una verace penitenza. Vita della monaca di Monza, Milano, La Vita Felice 2000 Donati-Petteni, Giuliano, La Gertrude; i critici e gli storici della Gertrude, in Saggio dinterpretazioni manzoniane, Bologna, Zanichelli, 1920, Farinelli Giuseppe e Paccagnini Ermanno, Vita e processo di Suor Virginia Maria de Leyva monaca di Monza, Milano, Garzanti 1989 Castegnaro Alberto, Di suor Virginia penitente, Aevum, gennaio 1963, pp Griechi Gianfranco, Gertrude o dellobbedienza, La Martinella di Milano, maggio 1969, pp AA. VV., Vita e processo di Suor Virginia Maria de Leyva monaca di Monza, Milano, Garzanti 1985 AA. VV., Vita e processo di Suor Virginia Maria de Leyva monaca di Monza, Milano, Garzanti 1985 Locatelli - Milesi, La Signora di Monza nella realtà, Milano, Treves 1924 Locatelli - Milesi, La Signora di Monza nella realtà, Milano, Treves 1924 Maggi Raffaello, Volto e anima della Monaca di Monza, Milano, Giuffrè 1964 Manzoni Alessandro, Fermo e Lucia, tomo II, capp. II-VI, in Tutte le opere, Firenze, Sansoni 1988, vol. I, A. Manzoni I Promessi Sposi Milano 1840 ( riprod. del1964 della Mondatori ) Mongilardi, Memorie storiche della Diocesi di Milano, vol. XV, Milano 1968 Mazzucchelli Mario, La Monaca di Monza (Suor Virginia Maria de Leyva), Milano, DallOglio 1961 Paolo Colussi Paolo Colussi La vera storia della Monaca di Monza Testori Giovanni, La Monaca di Monza, Milano, Feltrinelli 1967 Disegni del Gonin: dalle fotolitografie del1964 ediz. Mondatori.

40 Si ringrazia per avere scelto lopera e si informa il lettore che notizie biografiche e bibliografiche dell autore, non- ché informazioni su altre sue opere e pubblicazioni si pos- sono ricercare sui siti: Per ordinare questa ed altre opere, basta scrivere alla casella postale

41 DELLO STESSO AUTORE: El CID CAMPEADOR epica CD FABELLAE ( per ragazzi) teatro cartaceo ALLOMBRA DEL CERVATI poesia cartaceo LIRA DEL SUD romanzo cartaceo UNA STRANA FAMIGLIA commedia CD


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