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71° C. D. S. VALITUTTI Via Acquaroni, 53 Roma PROGETTO INFORMATICO INTERDISCIPLINARE Alimenti amici per la vita Anno scolastico 2008/2009 Classi 3A - 3B.

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1 71° C. D. S. VALITUTTI Via Acquaroni, 53 Roma PROGETTO INFORMATICO INTERDISCIPLINARE Alimenti amici per la vita Anno scolastico 2008/2009 Classi 3A - 3B – 4A - 4B Plesso Ida Del Vecchio Docenti: Olga De Angelis M. Gabriella Stasio

2 LA NOSTRA SCUOLA Ida Del Vecchio La nostra scuola si chiama Ida Del Vecchio e fa parte del 71° Circolo Didattico, è molto grande: ha due piani, quasi trenta ampie aule e dei laboratori attrezzati ( espressivo, informatico, musicale, psicomotorio, scientifico), la biblioteca, il teatro, il forno per la ceramica, la portineria, la mensa e lo studio del medico scolastico. Cè anche un ascensore. Abbiamo anche un giardino che circonda tutto ledificio scolastico. Nella nostra scuola si fanno diverse attività: informatica, pallavolo, basket, teatro, ceramica …; alcune classi sono iscritte al WWF. Spesso facciamo interessanti visite guidate che durano tante ore. In quasi tutte le classi ci sono cartelloni, cartine geografiche e disegni che le rendono allegre ed accoglienti e piantine, che indicano la via duscita di sicurezza (facciamo anche le prove di evacuazione).

3 Le nostre classi 3 A e 3 B, sono formate da 28 alunni, 13 maschi e 15 femmine. Siamo bambini molto vivaci, spesso litighiamo e facciamo disperare i nostri maestri poi, però, dopo il temporale torna il sereno e allora ricominciamo a studiare con tanto impegno. Una cosa che a tutti noi piace fare è lavorare con il computer e laspettiamo sempre con ansia. Questanno abbiamo deciso con i nostri maestri e con i bambini delle classi 4A e 4B di realizzare un progetto bellissimo dal titolo Alimenti amici per la vita. Questo lavoro coinvolgerà molte materie e ci porterà a conoscere l alimentazione mediterranea. Parleremo soprattutto dei cereali: grano, mais, orzo,avena, ……. e conosceremo in modo particolare il pane, cibo essenziale nellalimentazione dell uomo. Sarà sicuramente una speciale esperienza da condividere insieme e alla fine tutto verrà raccolto in un bellissimo cd con tanti altri interessanti lavori. 3 B3 A

4 ALIMENTI AMICI PER LA VITA Le nostre classi, 4 A e 4 B, sono formate da 32 bambini, guarda caso in modo perfetto: 16 maschi e 16 femmine. Formiamo un gruppo ben affiatato, siamo simpatici, allegri e chiacchieroni ma anche curiosi e attenti, quando studiamo seriamente. Abbiamo imparato a lavorare insieme in diversi laboratori: informatico, linguistico - espressivo e teatrale. Cerchiamo sempre di impegnarci con tanta buona volontà, guidati dalle nostre maestre che a volte facciamo disperare, perché quando si sta insieme bisogna rispettare le regole e noi ogni tanto ce ne dimentichiamo. Ora affronteremo una nuova sfida: il progetto ALIMENTI AMICI PER LA VITA Attraverso un lavoro di gruppo e di ricerca, ci avventureremo alla scoperta dei cereali e approfondiremo in particolare il PANE alimento primario per la nostra alimentazione. Sarà un lavoro interdisciplinare che interesserà la lingua italiana, la lingua inglese, linformatica, la storia, la geografia, le scienze, il disegno …. Attraverso queste attività impariamo cose nuove in maniera giocosa, condividiamo le nostre esperienze e le nostre abilità, ma, soprattutto, impariamo a vivere, con gioia, insieme a tutti i nostri compagni. 4 A 4 B

5 Parole difficili Tipologia: Comune speciale PANE Glutine e celiachia Preparazione impasto cottura Un po di storia Conservazione del pane Alcuni tipi di pane regionale CEREALI Graminacee Derivati dai cereali: Pane Pasta biscotti Grano Il seme Dal seme al pane Coltivazione e raccolta Farina Pasta Segale Avena Riso Mais Miglio Sorgo Orzo Grafici sulle abitudini alimentari Piramide alimentare Alimentazione corretta Colazione italiana Colazione inglese Nomenclatura alimenti inglesi

6 I CEREALI CON I CHICCHI DEL BUON GRANO, MACINATI PIANO PIANO, SI PREPARA LA FARINA, BIANCA, LEGGERA E MORBIDINA. CON LA FARINA CHE SI CUCINA? TORTE, PANE E PASTICCINI, PASTA E GRISSINI. SE QUALCOSA HO DIMENTICATO: DILLO TU SE LHAI MANGIATO! <>

7 I cereali sono piante appartenenti alla famiglia delle graminacee coltivate per ricavarne chicchi e semi. Sono raccolti in grandissime quantità e in molti paesi in via di sviluppo rappresentano l'alimento principale nella dieta della popolazione umana. Per i paesi sviluppati, seppur non sia paragonabile a quello dei paesi in via di sviluppo, il consumo dei cereali nelle diete di tutti è presente in consistente quantità. La diffusa produzione è giustificata dalla facilità di coltivazione nonostante le condizioni ambientali spesso proibitive per tante altre colture. Ricchi di amido sono caratterizzati dall'altissima digeribilità e la facilità di conservazione, anche come farine, contribuisce a una più larga diffusione. A rendere ancora più facile oggi la produzione, oltre alle caratteristiche naturali proprie dei cereali già elencate, si aggiunge anche l'introduzione di macchinari che velocizzano le operazioni di semina e raccolto. Il nome cereale deriva da Cerere dea romana del raccolto e dell'agricoltura. Chicchi e semi

8 LE GRAMINACEE Le graminacee sono la fonte primaria di nutrimento per gli animali erbivori, sia selvatici che domestici: i primi brucano lerba nei pascoli, i secondi vengono nutriti con il fieno raccolto dagli agricoltori. Alcune specie infatti crescono nei prati di tutto il mondo, dal Circolo polare artico fino allAntartide. Crescono nelle condizioni ambientali più diverse e possono avere dimensioni estremamente varie, dai pochi centimetri della fienarola dei prati agli oltre 30 m del bambù gigante. Abbondano nei grandi spazi aperti, come la tundra, la savana, la steppa e la prateria, ma crescono anche nelle foreste e negli habitat acquatici. Alcune vivono galleggiando sullacqua, altre popolano perfino gli ambienti desertici. La categoria di graminacee più importante è quella dei cereali

9 La segale è un cereale che sopporta siccità e gelo. Il farro, è un cereale adatto a un clima avverso, caratterizzato da abbondanti precipitazioni. E un progenitore del frumento. Lorzo è il principale cereale da foraggio Predilige le regioni caratterizzate da deboli precipitazioni. Il mais può essere coltivato anche alle nostre latitudini. I chicchi sono commestibili ancor prima di essere maturi La farina di miglio veniva lavorata con il mosto, fatta essiccare e usata come lievito. Lavena viene coltivata come foraggio, è utilizzata anche nell'alimentazione umana mescolata ad altre farine Il riso proviene dai paesi orientali con clima tropicale per cui necessita di particolari condizioni di temperatura ed umidità. Il grano predilige un clima caldo e non troppo secco. Una spiga di frumento è composta da 20 a 32 spighette. Ognuna di queste spighette contiene, a seconda della varietà, da 2 a 5 grani. Il sorgo, foraggio per il bestiame, è anche alimento base di milioni di cinesi, indiani e africani. Eutilizzato per l'alimentazione dei soggetti celiaci

10 Il grano fu certamente una delle prime piante coltivate dalluomo, era già adoperato nellantico Egitto. Esistono molte varietà di grano (tenero, duro, grano farro); alcune crescono al clima caldo, altre crescono bene nelle zone a clima mite. Il grano farro è caratterizzato da chicchi lunghi e stretti ed è usato come ingrediente in zuppe e minestre. Il grano duro ha grandi chicchi coriacei ed è adoperato per ricavarne la farina con cui si prepara la pasta mentre la farina ricavata dalle varietà tenere è usata per impastare pane e dolci. I chicchi di grano vengono inoltre utilizzati per produrre cereali per la prima colazione e, in misura minore, birra, whisky e alcol. Vari tipi di grano IL GRANO

11 AMICI E NEMICI DEL GRANO Ai chicchi di grano, per poter germogliare, e alla piantina per crescere, servono: PIOGGIA, SOLE, NEVE, ARIA. La crescita del chicco di grano può essere danneggiata da GRANDINE E VENTO IL GIROTONDO DEL CHICCO DI GRANO In AUTUNNO si semina In INVERNO si riposa In PRIMAVERA germoglia In ESTATE diventa spiga

12 FILASTROCCA DEL PANE GIRO GIRO TONDO IL PANE DENTRO IL FORNO E' COTTO E PROFUMATO IL FORNAIO L'HA IMPASTATO. HA PRESO ACQUA E FARINA, DI LIEVITO UNA PUNTINA HA FATTO FILONI DI PANINI CHE PIACCIONO A TUTTI I BAMBINI. HA FATTO PAGNOTTE E ROSETTE CHE MANGIANO NONNE E BIMBETTE. HA FATTO PAN DOLCE E SALATO CHE MANGIANO IL NONNO E IL SOLDATO. HA FATTO PAN BIANCO E PAN NERO... MA OGNI PANE MANGIA CHI HA FAME DAVVERO <>

13 Sulla tua tavola ogni giorno trovi il pane fresco e croccante. Ma da dove viene quel buon pane? Proviamo a ricostruire il suo percorso. In autunno il grano è stato seminato e adesso riposa dentro la terra Dopo una ventina di giorni il chicco germoglia: spuntano le piccole radici che vanno verso il basso, dentro la terra. Spunta anche un germoglio che va verso lalto alla ricerca della luce fuori dalla terra. Durante linverno si è formata la piantina vera e propria. Nel corso della primavera la pianta cresce e mette tante nuove foglie. Presto si formerà la spiga con tanti minuscoli fiori. Ogni fiore fecondato dal polline formerà un chicco, cioè il seme del grano. In estate la pianta ha completato il suo ciclo: la bella spiga è tutta piena di chicchi ricchi di amido. Il sole fa maturare ogni chicco e tutta la pianta prende il caratteristico colore giallo scuro. Nel mese di luglio tutto il grano è pronto per essere mietuto.

14 Il sole cocente ha fatto maturare ogni spiga del campo seminato a grano. E arrivato il momento di mietitura. Un tempo era il contadino che mieteva il grano. Afferrava un fascio di spighe e con la falce ben affilata tagliava i gambi. Poi il contadino metteva insieme alcuni fasci di grano mietuto e formava il covone. I covoni venivano portati sullaia e battuti per dividere il grano dal resto della pianta. Era un lavoro faticoso e. lungo. Oggi non si fa più così. Ci sono delle macchine agricole dette mietitrebbiatrici che fanno tutto da sole. Sono grossi trattori che vengono guidati da un operatore nel campo di grano e mentre la macchina passa sulle spighe, le taglia e separa i chicchi dalle altre parti della pianta, che vengono inviati a un contenitore e con le altre parti si forma la paglia che viene confezionata in grossi rotoli o balle, a seconda delle necessità.

15 La maggior parte della paglia verrà utilizzata come lettiera nelle stalle dove si allevano le mucche. I chicchi di grano devono essere trasformati in farina. Questo avviene al mulino. Il pane lo fa il panettiere.

16 IL PANE Il pane, prodotto base della nostra alimentazione, è uno degli alimenti più diffusi e consumati, in Italia come nel mondo, ma è anche uno degli alimenti dei quali esistono più varianti. Dagli ingredienti base – costituiti da farina, acqua sale - lievito – si passa ad una serie di combinazioni, di possibilità di arricchimento e di tempi di lavorazione pressoché infiniti e in gran parte legati alle risorse e alle tradizioni dei luoghi ove viene preparato e da lì diffuso. Le farine per la produzione del pane sono ottenute dal grano, dalla segale, dall'orzo, dal mais, dal riso, dalle patate e dalla soia. A seconda degli ingredienti utilizzati, il pane può essere lievitato oppure no.; generalmente si utilizza il lievito di birra insieme con altri ingredienti, come farina, zucchero, sale, grassi e un liquido. Il processo di fermentazione, provocato dal lievito, genera all'interno dell'impasto minuscole bolle di anidride carbonica, gonfiandolo e rendendolo leggero e poroso.

17 Breve storia del pane Le prime tracce della preparazione di un alimento simile al pane risalgono alla preistoria, quando luomo scoprì che poteva cuocere un impasto di polvere di ghiande schiacciate con acqua su delle lastre roventi, ottenendo un prodotto duro ma nutriente, simile ad una focaccia. In seguito, la farina ottenuta dai cereali macinati come lorzo e il farro, sostituì con successo la polvere di ghiande. La lievitazione, attribuita ai babilonesi, fu poi perfezionata dagli egizi che idearono anche i primi strumenti per la panificazione. I greci aggiunsero altri ingredienti allimpasto di farina ed acqua ed istituirono i primi forni pubblici, mentre i romani raffinarono la ricetta e la resero popolare. Nel Medioevo, il frumento divenne un lusso e il popolo dovette accontentarsi di preparare il pane con lorzo o con la segale. Il Rinascimento ne rinnovò la popolarità, introducendo anche il lievito di birra e le farine di alta qualità. La nuova svolta, nella preparazione del pane, avvenne negli ultimi anni del XVIII secolo con linvenzione delle impastatrici meccaniche e la produzione dei lieviti artificiali. Pane di mais Pane di segale Pane con semi di papavero Pane di grano

18 Tipologia A seconda degli ingredienti utilizzati nella sua preparazione, il pane che si trova comunemente in commercio si divide in due tipi: pane comune pane speciale Il pane comune è quello che si ottiene con una pasta lievitata a base di farina di grano, lievito, acqua e sale. È soprattutto la qualità della farina a fare la differenza tra il pane comune e quello speciale. Nel pane comune, la farina dovrà essere necessariamente di grano, anche se grano tenero, bianco o integrale. Prodotto in forme e dimensioni diverse, il pane comune presenta sempre una crosta fine e dorata. Tuttavia rientra nella tipologia di pane comune, anche quello ottenuto con un impasto a base di farina di grano duro: è il pane di semola, lievitato ma dallaspetto compatto.

19 Il pane speciale esempio lolio, il burro, il malto, lo zucchero, il latte o la frutta, si ottiene attraverso una grande varietà di impasti che, agli ingredienti di base, aggiungono o sostituiscono altri ingredienti come ad esempio lolio, il burro, il malto, lo zucchero, il latte o la frutta, o ancora mescolando alla farina di grano altre farine come quella d' orzo, di segale, di mais, di soia o di riso, o altre ancora. I tipi di pane diffusi nelle regioni e nelle località italiane sono centinaia, frutto di usi e tradizioni diverse, a volte di antichissima provenienza. Ai cosiddetti pani regionali che interpretano la ricetta base del pane in molti modi diversi, si aggiungono tipi di pane come: quello al latte, per il quale questultimo sostituisce lacqua (con laggiunta di burro e zucchero), il pane di patate (una quantità variabile di patate lessate viene mescolata alla farina di frumento) il pane dolce, che al burro e allo zucchero aggiungono altri ingredienti, in genere aromatizzanti.

20 Alcuni tipi di pane regionale La michetta o rosetta: di forma rotonda, con la base piatta e con la tipica incisione a stella, è vuota allinterno per effetto di una prolungata lievitazione dellimpasto. È originaria della Lombardia. La biova: originaria del Piemonte, come la michetta è ottenuta con un impasto lievitato a lungo ma anche con una minore quantità di acqua; quando presente (più spesso la biova è semivuota), la mollica è molto morbida. Pane di segale: è il più diffuso in Alto Adige e viene aromatizzato con semi di cumino. La ciriola: di tradizione romana, ha una forma allungata e una mollica molto morbida allinterno. La coppia: di origine ferrarese, ha una particolare forma a quattro punte ed è a base di pasta dura. È quasi privo di mollica. Il casarau o carta da musica: di antichissima tradizione sarda, si presenta come un disco sottilissimo di colore chiaro, croccante e friabile, e si ottiene con la semola e pochissima lievitazione.

21 Preparazione dellimpasto Ingredienti: farina, lievito, acqua e sale. Per ogni chilo di farina usata, si dovranno avere a disposizione 50 grammi di lievito, 4 decilitri di acqua e 20 grammi di sale, corrispondenti a due cucchiaini. Preparare un panetto con farina, acqua tiepida e lievito. Metterlo a lievitare in un recipiente infarinato in un luogo tiepido, finché non avrà raddoppiato il suo volume. Preparare limpasto, a base di farina, sale e acqua, lavorati con le mani e poi amalgamarlo con il panetto, impastando il tutto finché non si produrranno delle bollicine sulla superficie. Mettere il nuovo impasto a lievitare, per lavorarlo di nuovo soltanto quando avrà raddoppiato il suo volume. Dargli la forma desiderata e dopo unulteriore lievitazione, limpasto infornare. Particolarmente efficace, e decisamente meno stancante nella lavorazione, risulta luso della macchina per il pane, una impastatrice automatica che oltre ad impastare il pane lo lascia anche lievitare e lo cuoce, mantenendolo poi in caldo prima delluso.

22 La cottura Il pane deve essere cotto in un forno già caldo, ad una temperatura variabile tra i 200 e i 250°. I risultati migliori, in termini di fragranza e di profumo, si ottengono con il forno a legna; per quanto riguarda il forno a gas, bisognerà riservare particolare attenzione alla parte inferiore del pane che tende a bruciarsi; viceversa, con il forno elettrico la parte inferiore cuoce più lentamente di quella superiore, richiedendo quindi di girare il pane a metà cottura. Dopo essere stato cotto, il pane deve essere messo a raffreddare in un luogo asciutto, per far sì che lumidità fuoriesca senza conseguenze sulla crosta che dovrà rimanere fragrante. Forni Forno a gas Forno elettrico Forno industriale

23 La conservazione del pane Alcuni semplici accorgimenti possono ritardare il processo di solidificazione del pane. Se lo si consuma nella stessa giornata in cui è stato acquistato e quindi prodotto, il pane non avrà perso le sue caratteristiche, né fragranza né morbidezza. Se deve essere consumato in più giorni, è indispensabile conservarlo in un luogo non umido, in un sacchetto di carta, avvolto in un panno o comunque in un contenitore chiuso non ermeticamente. Meglio ancora congelarlo, ciò lo renderà nuovamente consumabile in un periodo fino a tre mesi. Lo scongelamento può avvenire in molti modi, a temperatura ambiente, nel forno, o nel forno a microonde.

24 I MULINI Associata alla storia del pane c'è la storia dei mulini, costruiti in modi diversi o simili in ogni parte del mondo, azionati con la forza delle braccia degli uomini, o degli animali, con la spinta del vento o dell'acqua, prima della invenzione dei motori, a vapore ed elettrici. E c'è pure la storia dei forni, da quelli rudimentali preistorici presso le capanne nei villaggi, ai primi forni pubblici di città allestiti dai Romani intorno al 168 a. C., per arrivare ai forni rurali, presenti e fumanti in ogni corte contadina, insieme alla casa, al pozzo, alla stalla e al fienile, dal lontano medioevo e fino a qualche decennio fa. E' dell'ultima metà del 1900 il passaggio definitivo, nei forni con bottega pubblica, dalla cottura con fuoco alimentato a legna al forno elettrico.


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