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Viaggio nella memoria Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un.

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Presentazione sul tema: "Viaggio nella memoria Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un."— Transcript della presentazione:

1 Viaggio nella memoria Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo con intuizione quasi profetica, la verità ci si è rivelata; siamo arrivati al fondo; più giù di così non si può andare; condizione umana più misera non cè e non è pensabile. da Se questo è un uomo Di Primo Levi GLI ALUNNI DELLA CLASSE V° A DELLISTITUTO TECNICO PER IL TURISMO UGO CALVANESE DI TORTORA (CS) presentano:

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3 Fossoli

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9 Il tramonto di Fossoli Io so cosa vuol dire non tornare A traverso il filo spinato ho visto il sole scendere e morire; ho sentito lacerarmi la carne le parole del vecchio poeta: "Possono i soli cadere e tornare: a noi, quando la breve luce è spenta, una notte infinita è da dormire Primo Levi 7 febbraio 1946

10 Risiera San Sabba

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16 Il marchio della vergogna: un numero ed un triangolo

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21 omosessuali (maschi)

22 zingari

23 soggetti "antisociali" e lesbiche

24 dissidenti politici

25 Testimoni di Geova

26 Campo di concentramento lì Dichiarazione Riconosco che lUnione Internazionale dei Testimoni di Geova diffonde una dottrina eretica e che, con il pretesto di attività religiose, persegue fini sovversivi. Per questa ragione mi sono staccato totalmente da questa organizzazione e mi sono liberato anche interiormente di questa setta. Con la presente dichiarazione assicuro che non parteciperò mai più alle attività dellUnione Internazionale dei Testimoni di Geova. Denuncerò immediatamente chiunque tenti di convertirmi alla dottrina eretica dei Testimoni di Geova o chi, in un modo o nellaltro, si dia a riconoscere come un adepto di questa setta. Consegnerò immediatamente al più vicino posto di polizia ogni pubblicazione che mi venisse dai Testimoni di Geova. In futuro intendo osservare le leggi dello Stato, difendere con le armi la mia patria in caso di guerra e integrarmi completamente nella comunità nazionale. Mi è stato comunicato che, se agirò contrariamente a quanto espresso nella seguente dichiarazione, verrò rimesso in custodia protettiva (firmato)

27 criminali comuni

28 immigrati

29 ebrei - due triangoli sovrapposti a formare la stella di David con la parola "Jude" scritta sopra

30 Mathausen

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36 Auschwitz

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46 Testimonianze…

47 Settimia Spizzichino Tutto questo è parte della mia vita e soprattutto è parte della vita di tanti altri che dai Lager non sono usciti. E a queste persone io devo il ricordo: devo ricordare per raccontare anche la loro storia. Lho giurato quando sono tornata a casa; e questo mio proposito si è rafforzato in tutti questi anni, specialmente ogni volta che qualcuno osa dire che tutto ciò non è mai accaduto, che non è vero.

48 Salvatore Vitiello, partigiano di Napoli Si dormiva tutti sulla paglia. Non c'erano coperte, non c'era niente. Ci avevano tolto le scarpe e dato degli zoccoli olandesi senza calze, sotto non avevamo assolutamente biancheria. In breve tempo iniziò un'epidemia di dissenteria, la paglia diventò un letamaio, non c'erano servizi igienici, c'era una latrina in cui si affondava nello sterco, perché la gente non faceva in tempo ad arrivare che si scaricava. Ad un certo momento i vestiti che avevamo addosso erano diventati quasi duri, pieni di melma e di porcheria

49 Heinz Heger Alcuni di noi portavano il triangolo rosa, e quando ci presentavamo davanti a lui, per prima cosa ci sputava in faccia per esprimere in modo inequivocabile il suo profondo disprezzo per gli omosessuali. Agli omosessuali che non stavano abbastanza eretti o che non rispondevano velocemente dava un colpo di bastone in pieno viso, così forte da farli cadere in terra sanguinanti e con due o tre denti spezzati

50 Jean AMÉRY, filosofo austriaco deportato ad Auschwitz perché ebreo. «Chi è stato torturato rimane torturato [...] Chi ha subito il tormento non potrà più ambientarsi nel mondo, labominio dell'annullamento non si estingue mai. La fiducia nellumanità, già incrinata dal primo schiaffo sul viso, demolita poi dalla tortura, non si riacquista più»

51 Anna FRANK, dal suo Diario «Nonostante tutto, continuo a credere nellintima bontà delluomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno lordine, la pace e la serenità».

52 Elisa Springer, autrice del libro Il silenzio dei vivi «Lo strazio più grande, in questi 50 anni, è stato quello di dover subire lindifferenza e la vigliaccheria di coloro che, ancora adesso, negano levidenza dello sterminio. Come tanti altri sopravvissuti mi ero imposta di non parlare, di soffocare le mie lacrime nello spazio più profondo e nascosto della mia anima, per essere, io sola, testimone del mio silenzio; così è stato fino ad oggi! È un dovere verso milioni di Ebrei, di zingari, di testimoni di Geova, di omosessuali e di mille fiori violenti, calpestati e immolati al vento dellassurdo; è un dovere verso tutte quelle stelle delluniverso che il mare del mondo ha voluto spegnere… I giovani liberi devono sapere, capire che tutto ciò che è stato è storia, e oggi la storia si sta paurosamente ripetendo».

53 Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. Se questo è un'uomo Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per un pezzo di pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno.

54 La storia si ripete…

55 GUANTANAMO

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57 LAOGAI (Cina)

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60 OMARSKA (Bosnia)

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62 …lultimo chiuda la porta ma non spenga la luce…


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