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SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA LA STORIA DAL 900 (forse) AD OGGI (forse) conoscere il passato capire il presente creare il futuro Fossombrone 24-10-2012.

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1 SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA LA STORIA DAL 900 (forse) AD OGGI (forse) conoscere il passato capire il presente creare il futuro Fossombrone Andrea Montalbini

2 Cronologia Avvenimenti storici 1900 – 1914 Italia e l'età Giolittiana Italia e l'età Giolittiana 1914 – 1918 Prima guerra mondiale cause Prima guerra mondiale cause 1917 – 1918 Quarto e quinto anno di querraQuarto e quinto anno di querra Trattati di pace Questione di fiume DopoguerraTrattati di paceQuestione di fiumeDopoguerra 1919 I fasci di combattimentoI fasci di combattimento 1922 La marcia su RomaLa marcia su Roma La politica fascista Guerra d'EtiopiaLa politica fascistaGuerra d'Etiopia 1939 – 1944 Seconda guerra mondialeSeconda guerra mondiale 1945 La fine della seconda guerra mondiale 43-'44La fine della seconda guerra mondiale 43-'44 La resistenza Secondo dopoguerra La ricostruzione

3 Ricostruzione e relazioni internazionali Europa e NatoRicostruzione e relazioni internazionaliEuropa e Nato anni 60 Situazione internazionaleSituazione internazionale La contestazione studentesca ed il femminismo La Chiesa cattolica anni '70 La crisi delle SinistreLa crisi delle Sinistre Le riforme sociali Le elezioni del '76 Il terrorismo I movimenti giovanili del '77 Il sequestro di MoroIl terrorismo I movimenti giovanili del '77 Il sequestro di Moro La politica di solidarietà nazionale e la lottizzazione anni '80 Il declino dei sindacati Spesa pubblica Degenerazione PoliticaIl declino dei sindacati Spesa pubblica Degenerazione Politica Lo scandalo della P2 La lotta dello Stato alla criminalitàLoscandalo della P2 La lotta dello Stato alla criminalità La crisi delle Ideologie anni '90 Politica estera La crescita della criminalità organizzata processoPolitica estera La crescita della criminalità organizzata processo Mani Pulite L'unione monetaria e l'Unione Monetaria EuropeaMani Pulite L'unione monetaria e l'Unione Monetaria Europea

4 La Storia la scrivono i vincitori non i vinti La Storia la scrivono i vincitori non i vinti Alcune Criticità allapproccio storiografico Autorevolezza delle fonti Autorevolezza delle fonti Punto di vista (economico, politico, sociale, giuridico, biologico ecc ecc) Punto di vista (economico, politico, sociale, giuridico, biologico ecc ecc) Oltre il dato storiografico: linterdisciplinarietà Oltre il dato storiografico: linterdisciplinarietà Sospensione del giudizio / matrice ideologica Sospensione del giudizio / matrice ideologica

5 Sospensione del giudizio / matrice ideologica

6 IL 900 SECOLO CRITICO Il secolo XX pone immediatamente una questione metodologica che non si pone quando si studia il Medioevo, perché questa è una Storia talmente vicina alla nostra esperienza di contemporanei, di uomini e donne che vivono nel presente, da rendere più complesso il trattamento storiografico del XX secolo. Lurgenza del presente, lo sguardo di lettura che è ancora tutto sommato intriso di questo secolo che è appunto finito, ovviamente complica, introduce unaltra questione metodologica. Si tratta del rapporto tra la storia e la memoria. Cioè, ognuno di noi, soprattutto se non è un bambino, ma se ha dietro alle spalle un passato, un vissuto, un trascorso di questo secolo di cui è chiamato a trasmetterne i contenuti storici (come fa per il 500, per il 600 per il I secolo dopo Cristo piuttosto che per il primo millennio prima di Cristo), di questo secolo porta memoria, perché ne è protagonista, ne ha attraversato gli eventi, ha un suo vissuto, una sua percezione che si è fermata in quel pezzo di cervello che si chiama appunto memoria. Nessuno di noi ha memoria dei Sumeri. Noi possiamo conoscere i Sumeri o la Rivoluzione Francese o il Risorgimento. Ma li possiamo conoscere solo attraverso una ricostruzione storica perché quel tempo è fuori dalla nostra memoria, non cè. Tutto ciò che noi appunto sappiamo di quei periodi fa parte di un complesso itinerario culturale che ha sedimentato nella identità comune il lavoro storiografico.

7 IL 900 SECOLO VIVENTE Per quanto riguarda il XX secolo si aggiunge il fatto che per noi è un secolo vivente nel senso che noi labbiamo vissuto. Le persone più anziane hanno vissuto il fascismo, la Resistenza; Molti di noi, la guerra fredda, il muro di Berlino, il comunismo, la rivoluzione cinese, Fidel Castro, il Kennedismo, Giovanni XXIII. Lelenco potrebbe essere davvero sterminato. Avere attraversato questo secolo come attori e protagonisti o soltanto perché siamo stati dentro questo percorso, distorce, però, o comunque complica lo sguardo anche allo storico. Noi siamo in qualche modo trasmettitori di conoscenza e di cultura storica perché dentro questa trasmissione entrano le nostre passioni umani, civili, le nostre identità, ed è difficile discernere dentro questo cammino chi siamo come individui del XX secolo e chi siamo come insegnanti e chi siamo come storici o chi siamo come studiosi e forse dobbiamo dichiarare fallimento in partenza. Vale a dire che questa scissione, questa distinzione non è compiutamente possibile o non è possibile per intero anche se noi dobbiamo cercare di fare opera di distinzione, perché un conto è la memoria del passato e un conto è la storia del passato.

8 IL 900 DA MEMORIA A EPOCA STORICA Il tentativo deve essere quello di trasformare il 900 da secolo della memoria e secolo presente, in epoca storica. Ed è questo il cammino metodologico che dobbiamo affrontare per poter insegnare il XX secolo perché uno degli ostacoli più forti allinsegnabilità del passato è appunto quello di non essere sufficientemente passato e di essere ancora presente. Sono occhi che possono far sovrapporre il punto di vista di gruppo con la storia di tutti, con la storia generale che va ricostruita a prescindere da queste identità parziali. Ovviamente la memoria ha un grande e ulteriore limite e difetto che è quello di trasformare la storia in un tribunale che, come dire, propone sentenze, dà patenti di giustizia o ingiustizia, dice ciò che è vero e ciò che è falso. Invece la storia non ha questa pretesa. La storia non è un tribunale, la storia non giudica. La storia spiega. Fondamentale è invece considerare la storia come un campo di controversie, un campo di congetture. La storia non ha verità da dimostrare; ha soltanto procedure attraverso cui poter congetturare

9 900 PERIODIZZAZIONE E RILEVANZA (PUNTO DI OSSERVAZIONE) Perchè è importante periodizzare? Perché significa collocare, nel tempo storico, il suo soggetto. Cioè, ogni evento che fa parte della storia deve avere un inizio e una fine. Non ci può essere una periodizzazione non finita, vuol dire che quellevento non è ancora storicizzabile, è qualcosa che appartiene al presente Ogni operazione di periodizzazione presuppone che io scelga delle rilevanze, degli osservatori dai quali guardo il XX secolo.

10 I PERIODIZZAZIONE – RILEVANZA COMUNISMO 1914 (Rivoluzione Sovietica) – 1989 (caduta del Muro di Berlino. Definisce il 900 come il secolo breve II SECONDA PERIODIZZAZIONE – STATI NAZIONALI E CAPITALISMO 1870 (nascita degli Stati) (Crisi petrolifera). Definisce il 900 come nascita, crisi e rigenerazione del capitalismo come asse fondante della società III PERIODIZZAZIONE Definisce il 900 come secolo lungo IV PERIODIZZAZIONE (II fasi) I fase 1870 – 1945 LE GRANDI IDEOLOGIE II fase 1945 – 1980 CAPITALISMO E FINE DELLA GUERRA FREDDA

11 LA STORIA COME IDENTITA INDIVIDUALE E COLLETTIVA Il passato è ciò che la storia ha ricostruito e ci ha lasciato. Quindi il passato è costituito dai resti di una operazione interpretativa che hanno fatto generazioni di studiosi e comunità. Noi tutti siamo intrisi della nostra storia. Ci parliamo come individui perché facciamo riferimento a una storia comune, ci possiamo confrontare perché, per noi, i fatti del passato hanno una simile rilevanza e questo ovviamente segna le comunità nazionali. Quello che è rilevante per noi, non lo è per la Francia. Pensate al mito della rivoluzione francese che non è certo un elemento significativo per la nostra comunità che ha altri riferimenti: il Risorgimento, Macchiavelli, il Rinascimento e così via Gli attori di questo secolo, gli attori individuali e gli attori collettivi, hanno elaborato delle loro memorie del XX secolo e per queste memorie sarà probabilmente impossibile che accada il fatto che, come dire, si concentrino in una memoria condivisa del XX secolo. Infatti, oggi noi dobbiamo riscontrare che abbiamo delle memorie profondamente divise e i binari di questa divisione passano attraverso alcuni grandi nodi della storia di questo secolo che sono, diciamo, cronologicamente concentrati in uno spazio brevissimo Sono i grandi nodi concentrati nella storia europea dal 1939 al Il 900 è stata unepoca di diritti negati, ma anche un epoca di diritti acquisiti

12 900 E INTERPRETAZIONE: SINTESI Questo secolo lo possiamo insegnare, lo possiamo trasmettere, possiamo confrontarci, possiamo farlo diventare materia vivente della nostra attività solo se sappiamo che noi dobbiamo dover aver fatto questa operazione preventiva: aver separato il XX secolo dalle sue memorie, perché se noi lo facciamo vivere costantemente ed esclusivamente come il luogo di confronto e scontro delle memorie, non riusciremo a costruire quellinsieme di verità storiche che possono essere tra laltro la base perché le memorie pur diverse, possano convivere. Istituto Storico della Resistenza e dellEtà Contemporanea di Savona Prof. Alberto De Bernardi, docente di Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Bologna

13 Sospensione del giudizio / matrice ideologica

14 LAPPROCCIO SOCIOLOGICO 4 UOMINI DEL PROF. MORRA 1. Luomo ellenico 2. LUomo giudaico cristiano 3. LUomo moderno 4. LUomo Postmoderno

15 LA VISIONE STORICA DEI 4 UOMINI ELLENICO visione ciclica: eterno ritorno ELLENICO visione ciclica: eterno ritorno CRISTIANO visione lineare ed escatolica: doppia cittadinanza terrena e trascendente (orizzontale/verticale) il fine corrisponde con la fine CRISTIANO visione lineare ed escatolica: doppia cittadinanza terrena e trascendente (orizzontale/verticale) il fine corrisponde con la fine MODERNO visione storicista: progresso illimitato e inarrestabile, trionfo della ragione; emergere di grandi ideologie (meta narrazioni) MODERNO visione storicista: progresso illimitato e inarrestabile, trionfo della ragione; emergere di grandi ideologie (meta narrazioni) POSTMODERNO visione ludica, estetica e consumistica. Il tempo é loggi (hic et nunc qui ed ora) il futuro é irrilevante. Declino e caduta delle grandi ideologie POSTMODERNO visione ludica, estetica e consumistica. Il tempo é loggi (hic et nunc qui ed ora) il futuro é irrilevante. Declino e caduta delle grandi ideologie

16 EXCURSUS STORICO SULL'ISTITUZIONE FAMILIARE "Cellula mai uguale a se stessa La famiglia ha resistito e resisterà perché essa risponde a profondi bisogni. La famiglia non è stata sempre uguale a se stessa come si credeva prima. Al contrario, la famiglia ha seguito diversi modelli nel corso dei secoli; in particolare dalla caduta dell'Antico Regime (dalla Rivoluzione Francese, 1789) si è mossa senza più fermarsi. Ha cominciato a cambiare quando i contadini cominciarono ad emigrare verso le città per lavorare in fabbrica, fuggendo dalla miseria delle campagne. A causa di ciò è crollata anche la rigida successione nella trasmissione del lavoro (da padre a figlio). Questo momento in Italia corrisponde al primo sviluppo industriale alla fine dell'Ottocento.

17 Tre momenti che hanno caratterizzato il cambiamento della famiglia in Italia: 1.il periodo della prima industrializzazione (fine '800 e inizio '900) 2.il ventennio fascista ( ) 3.il secondo sviluppo industriale, gli anni del "miracolo economico" (1960 circa). 1) Il decollo industriale Tra la fine dell' Ottocento e l'inizio del Novecento compare in Italia quel processo di nuclearizzazione della famiglia (la famiglia composta da un solo nucleo: genitori e figli) che continuerà poi più evidentemente negli anni più recenti. Infatti, dalla metà del secolo scorso fino alla prima guerra mondiale diminuirono le famiglie allargate anche nelle campagne (dove viveva la maggioranza della popolazione italiana). Questo cambiamento fu portato dall'urbanizzazione e dall'industrializzazione 2) Il ventennio fascista Il secondo periodo di cambiamento coincide con un periodo di modernizzazione della vita quotidiana durante il ventennio fascista. Uno dei più significativi cambiamenti degli anni Trenta fu la concentrazione dell'età in cui nascevano i figli. Se infatti prima il periodo in cui la donna aveva figli era molto lungo (circa tra i 20 e i 40 anni), nel periodo successivo la procreazione (nascita dei figli ) si concentrò in un periodo sempre più breve (tra i 20 e i 30 anni). Il minor numero dei figli e il periodo più ristretto nel quale nascevano i figli rappresenteranno per le donne una maggiore libertà, per il ridotto impegno delle gravidanze e quindi una profonda modificazione nella vita familiare.

18 3) Il miracolo economico L'industrializzazione diffusa in tutta l'Italia, l'urbanizzazione (ingrandire le città), la forte emigrazione interna (dal sud verso il nord dell'Italia) ebbero sulle famiglie italiane un effetto che ne ha rovinato le solide fondamenta La nascita della società dei consumi che trasformerà l'Italia da Paese agricolo a Paese industriale, le nuove abitazioni e i molti elettrodomestici facevano svolgere a un numero crescente di famiglie le proprie attività in privato, poi l'ingresso trionfale della televisione. Ma la maggiore ricchezza e la disordinata espansione dei consumi erano anche fonte di squilibri, di ansie e di attese non soddisfatte, di nuove povertà non sempre di bisogni materiali. Il calo dei matrimoni, la diminuzione della natalità, il contrarsi dei nuclei familiari, l'aumento dei divorzi sono fenomeni degli ultimi vent'anni, ma sono tutti collegati alla grande e veloce trasformazione degli anni Sessanta. La famiglia borghese, ormai diffusa nella maggior parte della popolazione veniva ora messa in crisi dalla forza dei nuovi comportamenti. Il segno del disagio diventerà evidente in occasione dei due referendum ( votazioni ), quello sul divorzio (1974), e quello sull' aborto (1981). Le discussioni accese hanno dimostrato come proprio i temi legati alla famiglia, alle donne e alla vita privata abbiano più profondamente diviso l'opinione della popolazione diventando quindi temi "politici". Cecilia Dau Novelli docente di Storia contemporanea presso l'Università di Cagliari

19 Figura 4 – Numero di matrimoni e di primi matrimoni celebrati in Italia:

20 Figura 5 – Età media degli sposi (anni) al primo matrimonio in Italia:

21 Figura 8 - Separazioni e divorzi per 1000 matrimoni. Italia -Anni 1995 – 2008

22 a) Le grandi trasformazioni A partire dalla metà del XVIII secolo la popolazione europea ha vissuto quella che i demografi identificano con il termine di transizione demografica, cioè il passaggio da un regime di demografia naturale, caratterizzato da alti livelli di natalità e di mortalità, a uno di demografia controllata, in cui natalità e mortalità si collocano su livelli molto ridotti. In questa fase, avviata in generale da un calo della mortalità - dovuto alla scomparsa delle grandi crisi e al processo di modernizzazione - e da una natalità inizialmente elevata che declina lentamente, si registra una rapida crescita demografica. Con la fine del secondo millennio tale crescita, che ha portato il numero degli individui a quadruplicarsi dai tempi della rivoluzione industriale, in Europa si arresta. Negli ultimi decenni si è anzi aperta una nuova era. Tutti i paesi sviluppati si trovano, infatti, in una fase di grandi trasformazioni demografiche caratterizzata da livelli di fecondità molto bassi (ben al di sotto di quel numero di 2,1 figli per donna che assicura l'equilibrio della popolazione), da una speranza di vita alla nascita alta e da sostenuti movimenti migratori. Il vario combinarsi di questi tre fenomeni determina nella popolazione una sostanziale stabilità, con una tendenza, nel medio e lungo periodo, alla diminuzione complessiva e all'aumento della componente anziana (v. Golini, 1999; v. Livi Bacci, 20022).

23 b) Il calo dei matrimoni c) La riduzione delle nascite d) L'invecchiamento della popolazione e) La seconda transizione demografica L'intensità e l'ampiezza dei mutamenti demografici, unitamente ai cambiamenti di valori, sono stati di tale portata da generare una vera e propria rivoluzione, indicata dagli studiosi come 'seconda transizione demografica'. Con questa espressione si intende quell'insieme di fattori strutturali, tecnologici e culturali che sono alla base delle grandi trasformazioni demografiche e che si esplicano soprattutto sul piano dei comportamenti sessuali e coniugali. Sotto il profilo socio-demografico, i sostenitori di tale transizione identificano i punti determinanti della nascita e del conseguente sviluppo della famiglia contemporanea in quattro passaggi: dall'epoca d'oro del matrimonio al profilarsi della coabitazione; dalla centralità del modello 'figli con genitori' al ruolo dominante della 'coppia con figlio'; dalla contraccezione preventiva al concepimento scelto come gratificazione personale; da un modello prevalente di famiglia tradizionale a una pluralità di forme familiari (v. Van de Kaa, 1987).

24 Il volto nuovo della famiglia tradizionale a) Il modello del figlio unico La famiglia con molti figli è considerata 'ingombrante', pesante economicamente e difficile da gestire. Dall'attuale regime demografico, fortemente caratterizzato dalla riduzione della natalità, emerge il nuovo volto della famiglia tradizionale: la coppia coniugata con un solo figlio, coccolato e vezzeggiato, spesso procreato in età matura b) La famiglia 'piccola' Fotografando la società europea attuale emerge un nucleo familiare di piccole dimensioni. In diversi paesi industrializzati, il numero medio dei componenti della famiglia si è negli ultimi decenni drasticamente contratto; a ciò si accompagna un aumento del numero delle famiglie superiore all'incremento della popolazione, nonché un generale invecchiamento della famiglia stessa. c) La 'giovinezza lunga' Dalla prima metà degli anni ottanta del Novecento, in tutti i paesi occidentali si è manifestata la tendenza, da parte dei giovani, a restare a lungo nella famiglia d'origine, in parallelo con l'aumento della scolarità, con la difficoltà d'ingresso nel mondo del lavoro, con l'elevato costo delle abitazioni, con le tradizioni culturali, oltre che con l'elevata età al matrimonio. È aumentata dunque l'età media in cui i giovani lasciano la casa d'origine

25 I modelli familiari emergenti a) La famiglia unipersonale La famiglia unipersonale, a volte definita 'famiglia impropria', è formata da un individuo che vive da solo in un'abitazione. La diffusione di questa tipologia, che si è imposta ininterrottamente e celermente in tutti i paesi europei, è stata superiore a quella delle altre forme familiari. b) La famiglia monogenitore La crisi dell'istituzione matrimoniale ha generato l'instabilità della famiglia. La crescita dei divorzi ha riguardato, negli ultimi decenni, tutti i paesi occidentali. L'instabilità frammenta la compagine della famiglia nucleare coniugale e dà luogo a differenti tipologie familiari. Da una parte, nel caso di assenza di figli, si generano due famiglie unipersonali a fronte di quella coniugale c) La famiglia ricostituita Coloro che sperimentano il fallimento dell'unione matrimoniale possono rientrare nella famiglia d'origine o coabitare con altri parenti o con persone non legate da vincoli di parentela, possono continuare a convivere con i soli figli, possono scegliere una convivenza more uxorio o creare una nuova unione coniugale. La 'famiglia ricostituita', o secondo alcuni 'ricomposta', è un nucleo familiare nuovo composto da una coppia che vive sotto lo stesso tetto, in cui almeno uno dei due partners è reduce da un precedente matrimonio, finito per vedovanza o per divorzio.

26 d) La famiglia multietnica Negli ultimi decenni, la mobilità umana, insieme alla globalizzazione, ha avuto un forte sviluppo. Nella società contemporanea si assiste a un complesso movimento migratorio da sud verso nord e da est verso ovest, volto ad attenuare gli squilibri demografici ed economici del mondo. I grandi flussi di popolazione hanno contribuito a trasformare la società europea in una realtà multiculturale, portatrice di modelli di convivenza interetnica e multireligiosa 1) La 'famiglia di fatto' Oggi, in tutti i paesi europei, una forma di vita di coppia alternativa al matrimonio è la convivenza more uxorio, o unione libera, o 'famiglia di fatto'. Nel nostro paese con quest'ultima espressione si allude a una forma di vita familiare che non si basa sul matrimonio 2) Convivenze etero- e omosessuali e riconoscimenti giuridici In alcuni Stati occidentali le unioni informali, a motivo della loro diffusione, hanno ottenuto anche legittimazione giuridica. Infatti, negli ultimi quindici anni, organismi internazionali e legislazioni nazionali hanno emanato leggi con le quali si sono legittimati i diritti civili e sociali delle unioni di fatto, anche per sollevare le sorti della bassa natalità. La teoria del gender, condivisa da ampi strati socio-culturali, scuote profondamente l'immagine tradizionale della famiglia. Nella società contemporanea si è aperto il dilemma se considerare anche le coppie omosessuali come 'famiglie' che meritano la tutela riservata alle famiglie tradizionali ( Cecilia Dau Novelli docente di Storia contemporanea presso l'Università di Cagliari

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28 IL TERZO MILLENNIO II GUERRA MONDIALE COME PUNTO DI NON RITORNO II GUERRA MONDIALE COME PUNTO DI NON RITORNO DECRESCITA DEMOGRAFICA – ONDATE MIGRATORIE DECRESCITA DEMOGRAFICA – ONDATE MIGRATORIE COMUNICAZIONE DI MASSA COMUNICAZIONE DI MASSA CONSUMISMO COME MODELLO IMPERANTE CONSUMISMO COME MODELLO IMPERANTE NEOCOLONIALISMO E NEOLIBERALISMO NEOCOLONIALISMO E NEOLIBERALISMO NUOVI SCENARI ECONOMICI E GEOPOLITICI NUOVI SCENARI ECONOMICI E GEOPOLITICI B.R.I.C.S. FINE DELLEUROPOCENTRISMO? B.R.I.C.S. FINE DELLEUROPOCENTRISMO? RIVOLUZIONE BIOTECNOLOGICA RIVOLUZIONE BIOTECNOLOGICA TECNOCRAZIA TECNOCRAZIA PRIMATO DELLA FINANZA PRIMATO DELLA FINANZA

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32 HANNO DETTO Ciò che l'esperienza e la storia insegnano è questo: che uomini e governi non hanno mai imparato nulla dalla storia, né mai agito in base a principi da essa edotti Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia, 1837 Ciò che l'esperienza e la storia insegnano è questo: che uomini e governi non hanno mai imparato nulla dalla storia, né mai agito in base a principi da essa edotti Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia, 1837 La Storia non esiste. Il passato è solo uno strumento del presente e come tale è raccontato e semplificato per servire gli interessi di oggi. Tiziano Terzani, Buonanotte, signor Lenin, 1992 La Storia non esiste. Il passato è solo uno strumento del presente e come tale è raccontato e semplificato per servire gli interessi di oggi. Tiziano Terzani, Buonanotte, signor Lenin, 1992 L'uomo non è del tutto colpevole, poiché non ha cominciato la storia; né del tutto innocente, poiché la continua. Albert Camus L'uomo non è del tutto colpevole, poiché non ha cominciato la storia; né del tutto innocente, poiché la continua. Albert Camus Fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e canoscenza. (Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI, 119 – 120) Fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e canoscenza. (Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI, 119 – 120) Vivi come se dovessi morire subito, pensa come se non dovessi morire mai Giorgio Almirante Vivi come se dovessi morire subito, pensa come se non dovessi morire mai Giorgio Almirante

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35 GRAZIE PER LATTENZIONE!!!


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