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Il contratto di apprendistato

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Presentazione sul tema: "Il contratto di apprendistato"— Transcript della presentazione:

1 Il contratto di apprendistato
Un’opportunità formativa per i giovani Soffermarsi su questa prima slide. Breve brainstorming sul significato delle parole, cosa vi fa venire in mente? Provate a ripescare nella memoria quello che sapete già. 1

2 I parte: la regolamentazione generale del nuovo apprendistato
Presentazione della struttura dell’intervento: una parte sul nuovo apprendistato, una parte sul vecchio apprendistato, una parte sulla sperimentazione regionale. I parte: la regolamentazione generale del nuovo apprendistato

3 Apprendistato, vecchio e nuovo
Nuova disciplina contenuta nel d.lvo 276/03 (c.d. nuovo apprendistato) Era ed è: contratto di lavoro, di durata, a causa mista Lavoratore: obbligo prestazione lavorativa Datore di lavoro: obbligo retribuzione e formazione Regime transitorio: mancano i provvedimenti attuativi, si applicano le disposizioni precedenti (c.d. vecchio apprendistato) Raccolta fonti: L’apprendistato è Istituto antico, risale al medio-evo (coorporazioni). Trova disciplina nel codice civile, e in una serie di leggi successive, che di fatto l’hanno esteso a tutti i settori, in particolare all’industria. Una prima legge di base (che si applica ancora oggi) è del 1955, varie volte modificata. Una prima riforma importante è del 1997 (cd pacchetto Treu). Si parla di nuovo apprendistato con il d.lvo 276/2003 (cd riforma biagi). 276/03 è attuativo della legge 30/2003. Lo spirito della riforma del 1997 e quella del 2003 sono simili, si voleva rilanciare questo strumento per la formazione e l’inserimento lavorativo dei giovani. Nel riforma del 2003 si pone l’accento sulla capacità formativa interna dell’azienda, ancor più rafforzata dalle recentissime indicazioni contenute nel 133. Si dà la nozione di apprendistato, commentando parola per parola la nozione, in modo interattivo. Siamo in una fase di passaggio in cui le diverse discipline si affiancano: si applica la nuova disciplina solo se ci sono tutti le condizioni per applicarla/attuarla (vedi slides successiva) Apprendistato, vecchio e nuovo

4 Professionalizzante ex art
Professionalizzante ex art. 49, attuato in via amministrativa e sperimentale (alcuni settori, nuovo) Apprendistato ex art. 16 L. 196/97 non in diritto dovere (altri settori manca CCNL, vecchio) Apprendistato ex art. 16 L. 196/97 in diritto dovere (tutti i settori, manca intesa) Sperimentazione Alto apprendistato Situazione “attuale”

5 Nuovo apprendistato Modifica radicale d.lvo 276/2003 (art. 47 al 54)
Contratto formativo per eccellenza: Diritto/dovere istruzione e formazione (l.53/03) Apprendimento professionale (anche alta specializzazione) L’operatività è subordinata a provvedimenti attuativi: Leggi nazionali (diritto/dovere) Leggi regionali (profili formativi) Regolamenti ministeriali Contratti collettivi In attesa della legge regionale: percorsi sperimentali con accordi con le parti sociali (anche in raccordo con i contratti collettivi) Soffermati soprattutto sul fatto che è il contratto formativo per eccellenza; che però si è prestato spesso a strumentalizzazioni che lo hanno reso più uno strumento per l’inserimento lavorativo dei giovani, a prescindere dalla valenza formativa. Fai un ragionamento generale sullo stato di attuazione, senza entrare nelle varie tipologie (vedi dopo) Operatività: In diritto / dovere; manca l’intesa…. Non operativo Professionalizzante; dipende… Alta Formazione, in veneto è operativo In veneto: accordo parti sociali attuazione sperimentale con atto amministrativo la legge è in itinere Note per te: Obbligo istruzione/scolastico: 10 anni / fino a 16 anni. Obbligo formazione: 18 anni / qualifica professionale triennale. Nuovo apprendistato

6 Tipologie del nuovo apprendistato
276 individua 3 percorsi formativi: Espletamento diritto/dovere istruzione e formazione (l. 53/2003 fino a 18 anni) Professionalizzante Per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione Contratto di lavoro con obbligazione negoziale a contenuto formativo Retribuzione Formazione (direttamente o a mezzo di soggetti all’uopo individuati) volta a: Qualifica professionale Qualificazione tecnico professionale Titoli di studio (secondario, Universitario, alta formazione) Percorsi di formazione interni esterni esclusivamente aziendali Si continuano a precisare gli elementi già in parte visti. Soffermati su gli elementi sistematici relativi alla formazione oggetto di un vero e proprio obbligo, come vedremo sanzionato per il datore di lavoro. Ad ogni tipo di apprendistato corrisponde una diversa finalità formativa. I percorsi di formazione possono essere anche interni. Rilancio capacità formativa aziendale. Percorso storico: interni ed esterni -> obbligo minimo di ore esterne -> esterni e anche interni -> anche solo interni. Tipologie del nuovo apprendistato

7 Limitazioni numeriche apprendistato (tutte le tipologie)
Numero apprendisti (art. 47, 2 c.): Non + del 100% maestranze specializzate e qualificate presenti in azienda Non + di 3, se < di 3 dipendenti (salvo diversa disposizione dei contratti collettivi) Imprese artigiane art. 4 legge quadro sull’artigianato (l. 443/85) Non lavora in serie: 18/9 Lavora in serie: 9/5 Lav. Artistiche, etc: 32/16 Edili: 10/5 Regole specifiche per il computo dei limiti 4. Limiti dimensionali. L'impresa artigiana può essere svolta anche con la prestazione d'opera di personale dipendente diretto personalmente dall'imprenditore artigiano o dai soci, sempre che non superi i seguenti limiti: a) per l'impresa che non lavora in serie: un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 22 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti; b) per l'impresa che lavora in serie, purché con lavorazione non del tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 12 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti; c) per l'impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura: un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti. I settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali e dell'abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del Presidente della Repubblica, sentite le regioni ed il Consiglio nazionale dell'artigianato (6); d) per l'impresa di trasporto: un massimo di 8 dipendenti; e) per le imprese di costruzioni edili: un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 14 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti. Ai fini del calcolo dei limiti di cui al precedente comma: 1) non sono computati per un periodo di due anni gli apprendisti passati in qualifica ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25 , e mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana; 2) non sono computati i lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 , sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l'impresa artigiana; 3) sono computati i familiari dell'imprenditore, ancorché partecipanti all'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, che svolgano la loro attività di lavoro prevalentemente e professionalmente nell'ambito dell'impresa artigiana; 4) sono computati, tranne uno, i soci che svolgono il prevalente lavoro personale nell'impresa artigiana; 5) non sono computati i portatori di handicaps, fisici, psichici o sensoriali; 6) sono computati i dipendenti qualunque sia la mansione svolta. D.P.R n. 288 Regolamento concernente l'individuazione dei settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali, nonché dell'abbigliamento su misura. Pubblicato nella Gazz. Uff. 17 luglio 2001, n   1. Ai fini della determinazione dei limiti dimensionali delle imprese artigiane di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge 8 agosto 1985, n. 443, rientrano nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura, come da elenco esemplificativo allegato, che, vistato dal Ministro proponente, forma parte integrante del presente regolamento, le attività individuate sulla base delle seguenti definizioni: a) settore delle lavorazioni artistiche: 1. Sono da considerare lavorazioni artistiche le creazioni, le produzioni e le opere di elevato valore estetico o ispirate a forme, modelli, decori, stili e tecniche, che costituiscono gli elementi tipici del patrimonio storico e culturale, anche con riferimento a zone di affermata ed intensa produzione artistica, tenendo conto delle innovazioni che, nel compatibile rispetto della tradizione artistica, da questa prendano avvio e qualificazione, nonché le lavorazioni connesse alla loro realizzazione. 2. Dette attività sono svolte prevalentemente con tecniche di lavorazione manuale, ad alto livello tecnico professionale, anche con l'ausilio di apparecchiature, ad esclusione di processi di lavorazione interamente in serie; sono ammesse singole fasi meccanizzate o automatizzate di lavorazione secondo tecniche innovative e con strumentazioni tecnologicamente avanzate. 3. Rientrano nel settore anche le attività di restauro consistenti in interventi finalizzati alla conservazione, al consolidamento ed al ripristino di beni di interesse artistico, od appartenenti al patrimonio architettonico, archeologico, etnografico, bibliografico ed archivistico, anche tutelati ai sensi delle norme vigenti. b) settore delle lavorazioni tradizionali: 1. Sono considerate lavorazioni tradizionali le produzioni e le attività di servizio realizzate secondo tecniche e modalità che si sono consolidate e tramandate nei costumi e nelle consuetudini a livello locale, anche in relazione alle necessità ed alle esigenze della popolazione sia residente che fluttuante nel territorio, tenendo conto di tecniche innovative che ne compongono il naturale sviluppo ed aggiornamento. 2. Tali lavorazioni vengono svolte con tecniche prevalentemente manuali, anche con l'ausilio di strumentazioni e di apparecchiature, ad esclusione di processi di lavorazione integralmente in serie e di fasi automatizzate di lavorazione. 3. Rientrano nel settore delle lavorazioni tradizionali le attività di restauro e di riparazione di oggetti d'uso. 4. La produzione alimentare tradizionale è quella risultante da tecniche di lavorazione in cui sono riconoscibili gli elementi tipici della cultura locale e regionale, il cui processo produttivo mantiene contenuti e caratteri di manualità e i processi di conservazione, stagionatura e invecchiamento avvengono con metodi naturali; c) settore dell'abbigliamento su misura: 1. Rientrano nell'abbigliamento su misura le attività di confezione e di lavorazione di abiti, capi accessori ed articoli di abbigliamento, realizzati su misura o sulla base di schizzi, modelli, disegni e misure forniti dal cliente o dal committente, anche nei normali rapporti con le imprese committenti. 2. Tali attività vengono svolte secondo tecniche prevalentemente manuali, anche con l'ausilio di strumentazioni e di apparecchiature, ad esclusione di processi di lavorazione integralmente in serie e di singole fasi automatizzate di lavorazione. Limitazioni numeriche apprendistato (tutte le tipologie)

8 Apprendistato diritto/dovere
Legge 53/2003 e art /2003 Giovani e adolescenti di 16 anni di età (dal sett. 2007) Adolescenti tra i 16 e i 18 anni che hanno assolto l’obbligo scolastico (10 anni) Giovani soggetti tra i 18 e i 25 anni Per il conseguimento di una qualifica professionale Unico contratto di lavoro a tempo pieno per soggetti minori di 18 anni sprovvisti di qualifica professionale Manca ancora l’intesa per renderlo operativo; attualmente si applica l’apprendistato in diritto/dovere ex art. 16 L. 196/97 Si commentano gli elementi costitutivi l’apprendistato in diritto dovere. Apprendistato diritto/dovere

9 Diritto / dovere: regolamentazione
Durata non > di 3 anni determinata in funzione della qualifica da conseguire Profili formativi: Regioni d’intesa con Ministeri Istruzione e Lavoro Forma scritta + piano formativo individuale + qualifica da acquisire Divieto di cottimo Possibile il recesso con preavviso alla fine del rapporto (prima è necessaria la giusta causa o il giustificato motivo) Monte ore formazione interna e esterna con modalità stabilite dalla contrattazione collettiva e dagli E.B. entro i criteri generali previsti dalle Regioni Registrazione della formazione nel libretto formativo Conseguimento della qualifica professionale Presenza di un tutore con competenze adeguate Note per te: Cottimo: retribuzione commisurata ai risultati della prestazione lavorativa. Regolata (comprese le tariffe) dai contratti collettivi o dai contratti individuali. Il licenziamento è l'atto con il quale il datore di lavoro recede unilateralmente dal contratto di lavoro con un suo dipendente. "Giusta causa" è un concetto usato dal codice civile italiano (art c.c.) per riferirsi ad un comportamento talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto neppure a titolo provvisorio (in sostanza: neppure per il tempo previsto per il preavviso di licenziamento). Il giustificato motivo soggettivo Il "giustificato motivo" (soggettivo) è un'ipotesi meno grave di inadempimento degli obblighi contrattuali, che giustifica il licenziamento ma con l'obbligo da parte del datore di lavoro di concedere il preavviso previsto (ovvero di pagarne il relativo ammontare). Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo A volte il licenziamento è reso necessario da una riorganizzazione del lavoro, da ragioni relative all'attività produttiva (innovazioni tecnologiche, modifica dei cicli produttivi, ecc.), ovvero da una crisi aziendale. Diritto / dovere: regolamentazione dr Alessandro Agostinetti

10 Apprendistato Professionalizzante
Regolato dall’art. 49 del 276 Età: da 18 (17, se in possesso di qualifica professionale) a 29 anni Per il conseguimento di una qualificazione professionale Formazione sul lavoro Acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico professionali Operatività a condizione che vi siano: Leggi regionali Contrattazione Collettiva In assenza: l. 25/55 e art. 16 del 196, salvo che per la parte economica (si applica comunque il professionalizzante) Fase interattiva: distribuisci l’articolo 49 e leggi la norma con loro, facendo individuare tutti gli elementi. Riocorda che in Veneto si applica la sperimentazione sulla base di un accordo con le parti sociali. (dai loro anche l’intesa) Apprendistato Professionalizzante

11 Durata appr. Prof. Deve essere prevista dai contratti collettivi
In ragione della qualificazione da conseguire Non c’è più un limite minimo (prima 2 anni) Solo un limite massimo (6 anni) Sono pertanto legittimi i contratti collettivi che prevedono l’assunzione di apprendisti anche in cicli “stagionali” di lavoro Precisazione sulla durata, questione stagionalità-formazione-limite minimo. Durata appr. Prof.

12 Profili formativi prof. (3 ipotesi)
Regolamentazione regionale (art. 49, comma 5): formazione pubblica Regolamentazione Contrattazione Collettiva (art 49, comma 5 bis): in surroga della regolamentazione regionale qualora fosse carente Regolamentazione Contrattazione Collettiva / Bilaterale (art 49, comma 5 ter ): c.d. “canale parallelo” per la formazione esclusivamente aziendale a carico delle aziende Commenta, ricorda che i profili formativi erano stabiliti dai contratti collettivi e da prassi nazionali (ISFOL), oggi entra in gioco la funzione legislativa regionale. Profili formativi prof. (3 ipotesi)

13 Profili formativi stabiliti dalle Regioni
Regolati dalle regioni (legge), competenza concorrente D’intesa con le parti sociali maggiormente rappresentative a livello regionale Criteri (vedi diritto/dovere) Almeno 120 ore per anno di formazione formale, interna o esterna all’azienda, per acquisire le competenze di base e tecnico professionali Rinvio alla contrattazione (di ogni livello) per modalità di erogazione e articolazione formazione formale interna ed esterna (tenuto conto della capacità formativa interna e dei soggetti esterni) Registrazione nel libretto formativo Presenza di un tutor aziendale (formato e competente) Conseguimento della qualificazione Commento rinvio all’ultima parte per il sistema veneto. Profili formativi stabiliti dalle Regioni

14 Profili formativi ex art. 49, comma 5 bis
In alcune regioni manca ancora la legge regionale Il legislatore ha previsto che la contrattazione collettiva nazionale di categoria possa dettare la disciplina dell’apprendistato Si tratta di una surroga della legge regionale È sufficiente una regolamentazione diretta o anche indiretta (rinvio agli E.B o a prassi ISFOL) con elementi minimi di erogazione e articolazione formazione Prima modifica del 2005. Profili formativi ex art. 49, comma 5 bis

15 Profili formativi ex art. 49, comma 5 ter
Novità della finanziaria d’estate (legge 133/08) Molte regioni hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale In caso di formazione “esclusivamente aziendale” non opera il comma 5 Pagata dall’azienda anche se delegata all’esterno Si tratta di un canale nuovo e parallelo, volto a favorire la diffusione del contratto di apprendistato la formazione degli apprendisti 2° modifica 2008. Profili formativi ex art. 49, comma 5 ter

16 Profili formativi ex art. 49, comma 5 ter
I profili formativi sono regolati dai c.c. di ogni livello o dagli E.B che devono definire: La nozione di formazione aziendale La durata e le modalità di erogazione della formazione Perciò anche meno di 120 ore anno, purché la formazione sia coerente con la qualificazione da conseguire (competenze di base e tecnico- professionali) Le modalità di conseguimento della qualificazione prevista dai contratti collettivi La registrazione nel libretto formativo Per il Ministero del Lavoro è possibile applicare anche previsioni di contratti collettivi previgenti che regolino la “formazione aziendale” Segue il commento della novità secondo la circolare ministeriale. Profili formativi ex art. 49, comma 5 ter

17 Per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione
Giovani di 18 anni (17, se qualifica professionale -> titolo di scuola secondaria superiore o qualifica professionale triennale) Fino a 29 anni Per un titolo di studio (secondario, universitario, di alta specializzazione) Regole di disciplina e durata: Regioni in accordo con associazioni dei datori di lavoro, università, istituzioni formative In assenza di disciplina regionale sono sufficienti convenzioni tra le altre parti Alto Apprendistato

18 Alto apprendistato Forma scritta ad substantiam
Deve indicare: qualifica, durata, piano formativo Senza P.F. il contratto è nullo L’attività lavorativa è integrata con il percorso formativo previsto nel P.F. Si applicano norme su diritti e doveri, e disciplina previdenziale e assistenziale Operativo in Veneto Alto apprendistato

19 Dal 2004 non c’è obbligo di autorizzazione preventiva delle DPL
Salvo venga reintrodotto dalle norme regionali Dal 2008 viene meno anche l’obbligo della visita medica preassuntiva e periodica prevista dalla legge 55, si applica la disciplina generale valida per tutti i lavoratori Adempimenti

20 Regole che continuano ad applicarsi al nuovo apprendistato
Legge 25/1955 Art. 11 doveri del datore di lavoro Art. 12 doveri dell’apprendista Art. 13, 1 comma: retribuzione graduata Art. 19 disciplina del recesso Art. 21 previdenza e assistenza obbligatoria Art. 22 versamento dei contributi Vedremo dopo queste norme parlano del vecchio apprendistato. Regole che continuano ad applicarsi al nuovo apprendistato

21 Precedenti rapporti di lavoro
Condizioni per instaurare un rapporto di apprendistato con un giovane che ha già lavorato: Diversa qualifica professionale, nessun problema Stessa qualifica, è necessaria una valutazione con le parti sociali Individuare un preciso percorso addestrativo di carattere tecnico-professionale Durata (indicativamente periodo non > alla metà della durata prevista dai contratti collettivi) Fai fare un ragionamento su questo punto: Evidentemente se non c’è finalità formativa viene meno la ragion stessa d’essere di questo contratto! Precedenti rapporti di lavoro

22 Cumulabilità dei rapporti di apprendistato
Le vecchie norme trovano vigore in quanto compatibili con il nuovo quadro normativo e quindi non abrogate Circolare del Ministero: cumulabili anche rapporti di vecchi e nuovo apprendistato Il nuovo rapporto deve individuare contenuti formativi diversi e aggiuntivi Non è possibile invece la trasformazione dal vecchio al nuovo E’ possibile cumulare periodi di apprendistato in diritto/dovere con il professionalizzante (nel rispetto dei limiti di durata) Cumulabilità dei rapporti di apprendistato

23 Trasformazione anticipata del rapporto
È possibile la trasformazione anticipata del rapporto da apprendistato a tempo indeterminato È comunque applicabile l’art. 21, comma 6, della legge 56/87: per un anno si conserva il regime contributivo agevolato Attenzione: non è vero in assoluto, perché gli ispettori del lavoro potrebbero accertare una frode qualora mancasse del tutto l’attività formativa L’assunto implicito è che l’apprendista abbia raggiunto anzitempo la qualificazione necessaria Trasformazione anticipata del rapporto

24 Incentivi economici e normativi
Categoria di inserimento (non inferiore per più di due livelli)(276) Percentualizzazione della retribuzione graduale in base all’anzianità di servizio (da coordinare con il precedente)(L. 55) Gli apprendisti non vengono computati nei limiti numerici per l’applicazione di particolari normative o istituti Per la durata del contratto e per 12 mesi dalla conferma a tempo indeterminato, fino alla rifoma incentivi, le agevolazioni contributive previste dalla vecchia legge (dal contributo in percentuale sulla retribuzione per il datore di lavoro; contributo ridotto per l’apprendista) Incentivi economici e normativi

25 Inquadramento retributivo dell’apprendista
Primo criterio: Legge del ’55: gradualità retributiva in relazione all’anzianità di servizio (art. 13, 1 comma) Secondo criterio: Dlvo 276/03, art. 53,1: tetto max al c.d. sottoinqudramento, non potrà essere inferiore, per più di due livelli, rispetto alla qualifica finale Norme da coordinare: Il secondo è un vincolo per la c.c.: sull’inquadramento e non sulla retribuzione Retribuzione potrà perciò essere anche una percentuale in applicazione del primo criterio, sul livello dell’inquadramento (o iniziale o anche finale) Inquadramento retributivo dell’apprendista

26 Responsabilità del datore di lavoro
Art. 53 del 276:il datore di lavoro è responsabile della mancata formazione (formazione, causa contrattuale) se non si raggiungono le finalità previste dalla legge (art. 48,49 e 50, 276/03) Si guarda al piano formativo individuale Meno ore di formazione prevista Mancanza del tutor Altri elementi probatori Sanzione: differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta per la qualifica superiore che l’apprendista avrebbe conseguito, somma maggiorata del 100% Esimenti: mancanza offerta formativa pubblica in ambito regionale (non applicabile quando si rientra nella fattispecie del 49, 5 c., ter) La maggiorazione esclude l’applicazione di altre sanzioni per mancato versamento di contribuzione Non può essere proseguito il rapporto con lo stesso soggetto né instaurato un nuovo rapporto per la stessa qualifica o qualificazione Responsabilità del datore di lavoro

27 Abrogazioni semplificative L. 133/08
Comunicazione dati apprendista e tutore entro 30 giorni dall’assunzione Informazioni alla famiglia e comunicazione agli Uffici del Collocamento degli apprendisti che hanno o meno conseguito la qualifica Visita sanitaria ex legge del 55. Regime ordinario di sorveglianza sanitaria. Abrogazioni semplificative L. 133/08

28 II parte: la regolamentazione del vecchio apprendistato

29 Nozione Speciale rapporto di lavoro
Regolato dal codice civile, legge 55, riforma del 1996 Imprenditore ha l'obbligo di impartire o far impartire nell'ambito dell'impresa l'insegnamento Capacità tecnica per essere lavoratore qualificato E ha l'obbligo di utilizzare l'opera nell'impresa stessa Dal 1996 obbligatoria la formazione esterna La qualifica di apprendista di per sé non è sufficiente Nozione

30 Ambiti regolati dai CCNL
Limiti di legge Durata Prova Orario di lavoro Contribuzione Ferie Insegnamento complementare Iniziative formative esterne all'azienda Età Modalità per le attività stagionali Prove di idoneità Ambiti regolati dai CCNL

31 Costituzione rapporto di lavoro
Da 24/10/2003 non c'è obbligo autorizzazione preventiva DPL Limiti numerici Non > 100% dei lavoratori specializzati Non più di 3, per chi non ha lavoratori specializzati o qualificati o meno di 3 Campo Applicazione Qualunque Impresa Agricola Artigianale Commercio/Stagionale (compatibilmente con la finalità della formazione) Occorra addestramento pratico e un insegnamento tecnico professionale Escluse mansioni elementari Anche titolo di studio post obbligo o qualifica Omogeneo all'attività da svolgere Costituzione rapporto di lavoro

32 Costituzione rapporto di lavoro
Età Non meno di 16 anni assolto l'obbligo scolastico (10 anni) Tutti i settori Non più di 24 +2 aree svantaggiate Non più di 26 handicap Non più di 29 artigianato alte qualifiche (CCNL) Costituzione rapporto di lavoro

33 Costituzione rapporto di lavoro
Visite mediche Modifiche recenti (133, 08) Apprendisti Minorenni Si applica il Dlvo 626/94 per le attività soggette a sorveglianza sanitaria Accertamenti preventivi Accertamenti periodici Idoneità alla mansione Effettuati dal Medico Competente Attività non soggette a sorveglianza sanitaria Accertamenti di un Medico SSN Apprendisti Maggiorenni Solo la sorveglianza sanitaria ex Dlvo 626/94 Costituzione rapporto di lavoro

34 Costituzione rapporto di lavoro
Collocamento Obbligo comunicare l'assunzione il giorno antecedente al CPI Apposite procedure on line (CO.VENETO) Specificare che si tratta di apprendistato Rilasciare copia all'Apprendista della Comunicazione Oppure Lettera di Assunzione con informazioni sul rapporto di lavoro (copia del contratto) Prova Convenuto tra le parti Non più di 2 mesi Prova con atto scritto (2096 codice civile) Part time: non è escluso in linea di principio Costituzione rapporto di lavoro

35 Limite stabilito dai contratti collettivi per categoria professionale
Non inferiore a 18 mesi Non superiore a 4 anni Artigianato 5 anni Si cumulano i periodi svolti presso diversi datori di lavoro Non sia passato più di 1 anno Riguardino la stessa attività Durata apprendistato

36 Svolgimento rapporto di lavoro
Orario di lavoro Maggiorenni Come gli altri lavoratori (66/2003) 40 ore a settimana (salvo diversa previsione CCNL) o durata media su max 12 mesi Max a settimana 48 ore (con straordinario) media su 4 mesi (o anche 6-12 se CCNL) Insegnamento è orario di lavoro Minorenni Tutela l. 977/1967 Max 8 ore al giorno Max 40 ore alla settimana Svolgimento rapporto di lavoro

37 Svolgimento rapporto di lavoro
Lavoro Notturno L. 25/1955 e dlvo 345/99 Meno di 18 anni Divieto di lavoro notturno 12 ore, che comprendono, 22/6 o 23/7 Maggiorenni Non c'è più il divieto Svolgimento rapporto di lavoro

38 Svolgimento rapporto lavoro
Doveri (art. 11 e 12, legge 25/55) Facciamo un po’ di brainstorming Svolgimento rapporto lavoro

39 Doveri datore di lavoro
Insegnamento per qualifica Collaborare con gli organi preposti all'organizzazione dei corsi integrativi Osservare il CCNL No lavori faticosi o non attinenti Periodo ferie retribuite No cottimo Permessi per i corsi Permessi per esami titoli di studio Informare famiglia progressi No manovalanza o produzione in serie Doveri datore di lavoro

40 Doveri apprendista Seguire gli insegnamenti Operare con diligenza
Comportarsi correttamente Frequentare assiduamente i corsi complementari Osservare le norme contrattuali Doveri apprendista

41 Svolgimento rapporto di lavoro
Retribuzione In base al contratto collettivo Anche graduata con l'anzianità di servizio Ferie Minimo 4 settimane all'anno Salvo diversa previsone CCNL Svolgimento rapporto di lavoro

42 Svolgimento rapporto lavoro
Malattia Dal 1 gennaio 2007 (finanziaria 2006) esteso agli apprendisti l'indennità economica di malattia come gli altri lavoratori subordinati TUTTI gli apprendisti (vecchio e nuovo) Malattie successive al 1 gennaio 2007 Certificato INPS e datore di lavoro entro 2 giorni Fasce orarie reperibilità Max 180 giorni all'anno Anticipata dal datore di lavoro e conguagliata con il DM 10 CIG Non sono ammessi gli apprendisti Svolgimento rapporto lavoro

43 Formazione Art. 16 legge 25/55 Art. 16 legge 196/97
Addestramento pratico: abilità Insegnamento complementare: nozioni teoriche Art. 16 legge 196/97 Frequenza corsi complementari obbligatoria e gratutia Salvo che si abbia un adeguato titolo di studio Iniziative esterne all'azienda Presupposto agevolazioni contributive Almeno 120 ore per anno Formazione

44 Formazione 120 ore anno modulari Contenuti trasversali almeno 35%
Lingua e matematica Relazioni e organizzazione Gestione ed economia Professionale tecnico scientifico operativo Diversa per figura professionale Resto del tempo Presso strutture accredidate dalle Regioni Formazione

45 Assenza solo per cause contrattualmente previste e imputabili all'apprendista da certificare
Assenze da recuperare Obbligo formativo assolto almeno 80% di frequenza Formazione

46 Tutore DM DEL 2000 Chi può farlo Compiti
Meno di 15 dip, titolare o socio Artigiani, socio o familiare Altre imprese, lav. qualificato con inquadramento superiore e almeno 3 anni di esperienza Compiti Non più di 5 apprendisti Trasmettere competenze Favorire l'integrazione Collaborare struttura esterna formazione Valutare l'apprendista Fare una formazione di 8 ore all'avvio 1 annualità formativa Tutore

47 Al termine il datore di lavoro rilascia un attestato sulle competenze professionali acquisite
I periodi di formazione esterna sono credito formativo L'apprendista che passa ad altro datore di lavoro può essere esonerato dal frequentare moduli già svolti Attestato formativo

48 Apprendistato e altri Istituti
Indennità econmica malattia (SI) Maternità (SI) Cassa Integrazione Guadagni, Mobilità, Disoccupazione (NO) Congedo matrimoniale (SI) Contratto di solidarietà (SI) Apprendistato e altri Istituti

49 Previdenza e assistenza
Assicurazioni obbligatorie Infortuni e malattie professionali Contro le malattie Contro invalidità e vecchiaia Contro la tubercolosi Tutela fisica e economica lavoratrice madre Previdenza e assistenza

50 Contribuzione Benefici contributivi Dal 1 gennaio 2007
Con più di 9 addetti: 15,84% (di cui 10% datore di lavoro) Meno di 9 addetti 1 anno: 7,34 (di cui 1,50 datore di lavoro) 2 anno 9,84 (di cui 3,00 datore di lavoro) 3 anno, come sopra Dettagli vedi circolare INPS 22/2007 Conservano per un anno dalla trasformazione (anche se anticipata) Purché si faccia la formazione esterna proposta dalla regione (dal 1998) Contribuzione

51 Termine contratto Prove di idoneità Qualifica
Diritto per l'apprendista che ha 18 e ha fatto 2 anni di apprendistato Qualifica Modalità Prove, contratti collettivi o Ispettorato lavoro Trasformazione Da comunicare al CPI Vale come anzianità di servizio Termine contratto

52 Al termine il datore di lavoro può recedere dando formale disdetta (art. 2118 codice civile)
Si è infatti esaurita la causa del contratto, addestramento professionale (Corte Costituzionale, 1973) In caso contrario, il rapporto si trasforma a tempo indeterminato Con la qualifica conseguita Prima della scadenza: solo per giusta causa o giustificato motivo Si applica la legge 604/66 (Corte Costituzionale 1973) Termine contratto

53 Limiti numerici e sanzioni
Esclusione dal Computo Norme previdenza e assistenza Sanzioni generali Mancata comunicazione assunzione Da 100 a 500 euro Limiti numerici e sanzioni

54 III Parte: la sperimentazione regionale
Sistema formativo per l’apprendistato, direttiva 2008, la sperimentazione regionale III Parte: la sperimentazione regionale

55 Apprendistato professionalizzante: revisione del modello
Iter della revisione: Confronto con le Parti Sociali per la revisione del protocollo di intesa del gennaio 2005 Sottoscrizione del protocollo il Ratifica del protocollo e Direttiva 2008 approvati con DGR 3434 del Approvazione progetti il Emanazione prima graduatoria prevista per il Tutti i documenti sono disponibili su L’istituto dell’apprendistato è in corso di revisione a livello nazionale. Le conclusioni di questo processo di revisione potrebbero comportare una ulteriore ridefinizione del modello proposto. Apprendistato professionalizzante: revisione del modello

56 L’APPRENDISTATO IN VENETO: analisi del fenomeno
Stock al apprendisti di cui 8% in diritto/dovere 38% non in diritto/dovere art % apprendistato professionalizzante L’apprendistato in diritto/dovere continua ad essere utilizzato come stagionale. Nei mesi estivi lo stock di apprendisti in d.d è mediamente il 18% del totale, negli altri mesi mediamente fra l’8 e il 10%. L’APPRENDISTATO IN VENETO: analisi del fenomeno

57 L’identikit dell’apprendista
Interessante il dato del CTS sia per il titolo di studio che per il sesso (è l’unico a prevalenza femminile). L’età media per gli apprendisti non in d.d. è superiore a 22 anni. L’APPRENDISTATO IN VENETO: analisi del fenomeno

58 L’APPRENDISTATO IN VENETO: analisi del fenomeno
La capacità formativa delle imprese (percentuale assunzioni con capacità formativa su totale) Dopo una fase di rialzo della c.f. professionalizzante, il dato adesso è tornato ai livelli iniziali (circa 4%). Negli ultimi mesi la c.f. totale è in calo, ma adesso tutte le aziende che hanno c.f. totale fanno la formazione trasversale all’interno. L’APPRENDISTATO IN VENETO: analisi del fenomeno

59 Gli obiettivi: aumentare il numero di apprendisti coinvolti nella formazione di almeno il 20% incentivare la formazione interna alle imprese, sperimentando nuovi modelli formativi incentivare la formazione per i tutor aziendali, per rafforzare la centralità del loro ruolo nel rapporto di apprendistato mantenere il modello gestionale attuale per gli apprendisti non interessati alle modifiche (art. 16 L. 196/97 e apprendisti in diritto/dovere) APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

60 Azioni per raggiungere l’obiettivo di apprendisti formati:
Diminuzione della quota regionale per le azioni collegate (-40% sul totale, +10% per le Province) e aumento della quota percentuale destinata alla formazione Ridefinizione del parametro di costo per la formazione esterna Incremento della formazione interna con un minor costo a carico del sistema pubblico Formazione per la seconda annualità utilizzando le risorse del Fondo Sociale Europeo Con le risorse disponibili per le attività formative (-8% rispetto al 2005) il numero di apprendisti formati per la prima annualità dovrebbe restare stabile. APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

61 Azioni per raggiungere l’obiettivo di incentivare la formazione interna:
Ridefinizione delle modalità di dichiarazione della capacità formativa dell’impresa (sulla base del CCNL o secondo il modello regionale) Semplificazione adempimenti per aziende con capacità formativa interna (compilazione PFID) Definizione della “formazione interna assistita” per aziende che non hanno capacità formativa APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

62 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO
Le principali modifiche del modello gestionale (solo assunzioni art 49): 2005 2008 Dichiarazione sulla capacità formativa - Sulla base dei requisiti regionali - Sulla base dei requisiti regionali - Sulla base di quanto previsto dal CCNL Capacità formativa Assente Parziale (solo modulo prof.) Totale Erogazione della formazione Esterna Mista (modulo prof. interno) Interna Interna “assistita” (modulo prof.) APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

63 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO
Le procedure di assunzione: Con la Legge Finanziaria del 2007 sono stati modificati le modalità ed i termini per l’inoltro delle comunicazioni obbligatorie in materia di lavoro. Ora le assunzioni devono essere comunicate il giorno prima l’inizio del rapporto di lavoro. Questo ha comportato la necessità di una revisione della procedura telematica (AOL) e il rilascio di un nuovo applicativo, denominato CO_VENETO. CO_VENETO è diventato, dal 7 dicembre, la modalità esclusiva di inoltro delle comunicazioni riferite agli apprendisti. Valutare se togliere, un passaggio comunque lo farei per dire che le modifiche che stiamo facendo si innestano sulla nuova versione di CO_VENETO APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

64 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO
Le procedure di assunzione: Per le assunzioni in apprendistato professionalizzante, l’azienda potrà comunicare la propria capacità formativa secondo quattro possibilità: Dichiarazione basata sui requisiti previsti dal CCNL Dichiarazione basata sui criteri previsti dal modello regionale L’azienda dichiara di possedere i requisiti per la C.F. previsti dal proprio CCNL L’azienda dichiara di NON possedere i requisiti per la C.F. previsti dal proprio CCNL L’azienda compila la dichiarazione da cui risulta che ha C.F. totale L’azienda compila la dichiarazione da cui risulta che NON ha C.F. APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

65 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO
La semplificazione nella compilazione del Piano Formativo Individuale di Dettaglio (PFID) per le aziende con capacità formativa interna: Possibilità di duplicazione del PFID di un apprendista già assunto nella stessa azienda Facoltà di compilare le autodiagnosi apprendista Possibilità di compilare la valutazione tutor aziendale solo alla fine del percorso Scadenzario attività da realizzare per l’azienda Tool off-line per la compilazione in locale del PFID e successivo inoltro Queste sono le quattro possibilità per comunicare la propria capacità formativa: sulla base del proprio CCNL l’azienda dichiara di avere o non avere capacità formativa oppure Rispondendo al questionario del modello regionale il risultato è che l’azienda ha o non ha capacità formativa APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

66 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO
La formazione interna assistita: Qualora l’azienda che assume in apprendistato professionalizzante non abbia i requisiti per l’erogazione della formazione formale interna, può comunque erogare internamente il solo modulo professionalizzante se si verificano tutte le seguenti condizioni: l’assistenza da parte di un Organismo di formazione accreditato attraverso l’assegnazione di uno specifico voucher la frequenza integrale del modulo di formazione specifico per il tutor aziendale la disponibilità di locali idonei all’erogazione della formazione l’individuazione di figure idonee a trasferire le competenze richieste la dichiarazione esplicita di scelta dell’erogazione interna della formazione formale professionalizzante Se non sussistono tutte le condizioni l’apprendista frequenterà tutto il percorso di formazione esterno. La formazione trasversale viene comunque erogata all’esterno attraverso l’offerta formativa pubblica. APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

67 La formazione interna assistita:
In fase di emanazione della graduatoria all’apprendista viene assegnato un voucher per il modulo professionalizzante del valore previsto (Euro 850) In fase di compilazione del PFID (colloquio di accompagnamento) viene comunque scelto il modulo professionalizzante esterno Se si realizzano tutte le condizioni previste e l’azienda sceglie la formazione interna assistita, il voucher viene “convertito” in voucher per l’assistenza, con rideterminazione dell’importo (Euro 680) In caso contrario, l’apprendista frequenterà il modulo professionalizzante previsto in fase di compilazione del PFID APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

68 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO
Voucher mod. prof. Voucher di assistenza Voucher mod. trasv. Voucher di accomp. Il percorso di formazione assistita: Comunicazione di assunzione Emanazione graduatorie Formazione trasv.esterna Formazione tutor az.le Compilazione PFID Form. Tutor completata? Modulo prof. interno Modulo prof. esterno Altri requisiti? SI NO Scelta form. interna? APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

69 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO
Formazione interna assistita: il supporto dell’Organismo di Formazione Fase Sede Tempi stimati Definizione del Piano di lavoro con azienda e apprendista In azienda 4 ore (2 ore per l’apprendista) Attività gestionale e organizzativa In sede 8 ore Monitoraggio in itinere Parte in sede (massimo 60%) Parte in azienda (almeno 40%) 4 ore Valutazione degli apprendimenti e certificazioni APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: REVISIONE DEL MODELLO

70 VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI
Per le attività di formazione interna assistita, la verifica degli apprendimenti avviene come segue: Rilevazione degli esiti della formazione da parte dell’Odf e dell’azienda Eventuale piano di recupero delle competenze definito dall’Odf e dall’azienda Eventuale nuova valutazione degli esiti Dichiarazione dei risultati da parte dell’Odf e dell’azienda Le Province effettuano due tipi di controllo: Visite di monitoraggio qualitativo (20% degli apprendisti): un esperto della Provincia partecipa insieme all’Odf e all’azienda alla verifica degli apprendimenti Controllo ex-post (tra il 10 e il 20% degli apprendisti): un esperto della Provincia visita l’azienda successivamente alla conclusione della formazione E’ previsto un incremento dei controlli ex-post inversamente proporzionale alla percentuale di apprendisti che non raggiungono gli obiettivi formativi VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI

71 MODIFICHE DIRETTIVA 2008: PARTE GESTIONALE
Ridefinizione numeri minimi e massimi per gruppi classe Tipo modulo In diritto/dovere Non diritto/dovere Minimo Massimo Base, trasvers., aggiuntivo 10 20 Professionalizzante 4 12 8 MODIFICHE DIRETTIVA 2008: PARTE GESTIONALE

72 MODIFICHE DIRETTIVA 2008: PARTE GESTIONALE
Ridefinizione metodi di didattica attiva: - moduli base, trasv., agg.  almeno 50% del modulo - modulo profess.  almeno 40% del modulo - eliminati i metodi obbligatori (8 ore di testimoni esterni) - possibilità di modificare “in corsa” i metodi e di adottarne di nuovi Ridefinizione offerta formativa: - riduzione moduli professionalizzanti (almeno due per gruppo di qualifica) - possibilità di proporre moduli “trasversali” (per più gruppi di qualifica) Revisione criteri di punteggio MODIFICHE DIRETTIVA 2008: PARTE GESTIONALE

73 MODIFICHE DIRETTIVA 2008: PARTE FINANZIARIA
Ridefinizione valori voucher: - Modulo trasversale: 500 Euro - Modulo professionalizzante: 850 Euro Ridefinizione tempi erogazione finanziamento: gg. per la richiesta di erogazione gg. per la liquidazione Overbooking in graduatoria: viene finanziato il 15% di voucher di accompagnamento in più rispetto alle risorse disponibili per compensare le cessazioni di apprendisti dopo l’emanazione della graduatoria MODIFICHE DIRETTIVA 2008: PARTE FINANZIARIA

74 DIRETTIVA 2008: IL RUOLO DELLE PROVINCE
- Azioni di accompagnamento per gli apprendisti in diritto/dovere Emanazione pregraduatorie e graduatorie Validazione e supporto nella compilazione del PFID per le aziende e gli apprendisti che non partecipano al colloquio di accompagnamento Gestione e liquidazione attività di accompagnamento, formazione formale esterna e assistenza alla formazione interna assistita Verifiche in itinere formazione formale esterna (almeno il 20% degli apprendisti interessati) Coordinamento attività formative sul territorio provinciale Verifica dati di frequenza e rilascio attestazioni Azioni di promozione locale (facoltative – in stretto raccordo con la Regione) Monitoraggio qualitativo e controlli ex-post esiti degli apprendimenti per la formazione interna assistita DIRETTIVA 2008: IL RUOLO DELLE PROVINCE


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