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RISCHI PER LA SICUREZZA E SALUTE DEL LAVORATORE

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Presentazione sul tema: "RISCHI PER LA SICUREZZA E SALUTE DEL LAVORATORE"— Transcript della presentazione:

1 RISCHI PER LA SICUREZZA E SALUTE DEL LAVORATORE

2 Rischi per la sicurezza
Sono i rischi infortunistici, INFORTUNIO Evento traumatico, violento, che in occasione di lavoro provoca lesioni all’operatore, ne comporti la morte o l’invalidità permanente assoluta o parziale o una inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di tre giorni Elementi caratterizzanti: Lesione alterazione psicofisica (anatomica o funzionale) dell’organismo del lavoratore che causi inabilità al lavoro, temporanea, assoluta,permanente, parziale Causa violenta fatto esterno che agisce con modalità concentrata nel tempo (un turno di lavoro) Occasione di lavoro connessione tra evento lesivo e attività lavorativa, ovvero l’evento lesivo deve essere avvenuto per finalità di lavoro e non per concomitanza di tempi o luoghi

3 INFORTUNIO IN ITINERE Infortunio che si verifica al lavoratore mentre percorre il tragitto che porta dalla casa al lavoro e viceversa. L’infortunio è indennizzabile solo se è avvenuto durante il normale tragitto: • di andata e ritorno fra l’abitazione e il luogo di lavoro, • tra due posti di lavoro, se il lavoratore presta più di un’attività • tra la sede di lavoro e il luogo di consumazione dei pasti, nel caso in cui non vi sia la mensa. Sono escluse le deviazioni non necessitate; per “necessitate” s’intendono le deviazioni dovute a cause di forza maggiore, quelle dettate da esigenze essenziali ed improrogabili e quelle legate all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti

4 MALATTIA PROFESSIONALE
Evento dannoso che, correlato alla prestazione lavorativa, agisce lentamente e progressivamente sulla capacità lavorativa del soggetto assicurato Elementi caratterizzanti: Lesione alterazione psicofisica (anatomica o funzionale) dell’organismo del lavoratore che causi inabilità al lavoro, temporanea assoluta o permanente parziale Causa lenta e progressiva componente specifica della attività lavorativa, che agisce con modalità diluita nel tempo (più di un turno di lavoro)

5 Oggetto dell’assicurazione
Non è un qualunque evento dannoso, ma solo quello che si verifica per causa violenta ed in occasione di lavoro (INFORTUNIO) o le patologie che insorgono nell’esercizio ed a causa del lavoro (MALATTIE PROFESSIONALI)

6 Procedure per fornitura di prestazioni da parte dell’INAIL
Infortunato deve denunciare immediatamente al datore di lavoro gli infortuni e le malattie professionali Datore di lavoro deve denunciare all INAIL gli infortuni entro due giorni e le malattie professionali entro cinque giorni

7 Infortunio sul lavoro e danno biologico
L'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile, tranne nei casi in cui sussiste anche la responsabilità penale, La Corte Costituzionale nel.1991 ha affermato che l'oggetto di tale assicurazione e le relative prestazioni non comprendono il danno biologico. Il datore di lavoro pertanto non viene esonerato dalla responsabilità civile, limitatamente ai casi in cui sussista una condotta colposa o dolosa da parte del datore di lavoro. L'evento colposo è di norma dovuto a violazioni di specifiche norme in materia di prevenzione di infortuni e di igiene del lavoro. In caso di danno biologico causato dal datore di lavoro, il dipendente potrà dunque richiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno biologico, da liquidare in aggiunta alle prestazioni rese dall'INAIL, in quanto esse non lo comprendono.

8 Rischi infortunistici
Urti contro ante di armadi cassetti di scrivanie lasciati aperti dopo il loro utilizzo Caduta di materiale disposto in modo disordinato e irrazionale sui ripiani degli armadi e sulle mensole Cadute per uso improprio di sedie o di ripiani di scaffalature Ribaltamento di scaffalature non opportunamente fissati al muro Cadute per urti contro attrezzature posizionate nelle aree di passaggio o per scivolamento sul pavimento bagnato od i eccessivamente incerato Infortuni elettrici dovuti alle apparecchiature utilizzate. Possibili lesioni da taglio o punture con aghi,

9 Rischi infortunistici - Prevenzione
Scegliere i mobili in funzione dell’utilità distribuirli nella posizione più opportuna prevedendo l’esigenza di movimento garantirne l’uso senza intralci e senza compiere sforzi inutili verificare l’assenza di spigoli vivi e parti sporgenti e/o taglienti variare la disposizione degli elementi di arredo in funzione dell’illuminazione,di eventuali ostacoli pericolosi (ad es rubinetti dei termosifoni,quadri elettrici verificare la collocazione di classificatori,cassetti di scrivania schedari etc che potrebbero essere causa di urto o inciampo E’ fatto obbligo ai titolari del rapporto di lavoro di tenere a disposizione il registro delle verifiche periodiche di tutti gli impianti elettrici e di provvedere alla manutenzione degli apparecchi elettromedicali La normativa prevede l'obbligo di registrare sul registro infortuni tutti gli eventi che comportino l'assenza di almeno una giornata lavorativa e non solo quella da segnalare all'INAIL ossia superiore a tre giorni di assenza di lavoro.

10 Rischi per la salute del lavoratore
Rischi biologici, legati oltre che all'intervento sanitario diretto sul paziente con possibile esposizione a liquidi biologici (sangue, urina, saliva), anche alle eventuali fasi di raccolta, analisi o di eliminazione dei liquidi stessi; Rischi chimici, legati in gran parte alle sostanze utilizzate (detergenti,disinfettanti...) Rischi allergici legati a una possibile manifestazione allergica sia nei riguardi delle sostanze utilizzate, sia nei confronti di alcune componenti dei guanti o di altri strumenti in lattice presenti nell'ambulatorio; Rischio radiologico può derivare dalle apparecchiature utilizzate per possibile esposizione a radiazioni ionizzanti, Rischio da utilizzo di videoterminali Rischio da agenti fisici può assumere importanza negli studi dentistici per l'utilizzo di strumenti vibranti ad alta frequenza (turbine, micromotori, ablatori);

11 IL RISCHIO BIOLOGICO

12 RISCHIO BIOLOGICO DEFINIZIONE
Il rischio biologico è la probabilità di sviluppare una malattia in conseguenza di un contatto con un AGENTE BIOLOGICO 12

13 AGENTE BIOLOGICO: DEFINIZIONE
microrganismo anche se geneticamente modificato coltura cellulare: il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari endoparassita umano che potrebbe provocare Infezione Allergia Intossicazione Microrganismo :qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico 13

14 VIE DI TRASMISSIONE AEREA CONTATTO PARENTERALE

15 VIA AEREA AVVIENE PER DISSEMINAZIONE DI goccioline (emesse dal paziente mentre parla o con la tosse, oppure ancora durante manovre invasive quali bronconcoscopia, aspirazione endotracheali) particelle di polvere contenenti l’agente infettivo. I microrganismi trasportati in questo modo possono essere ampiamente dispersi dalle correnti d’aria ed essere inalati da un ospite suscettibile, nella stessa stanza o ad una maggiore distanza dalla sorgente, in rapporto a fattori ambientali

16 CONTATTO Il passaggio di microrganismi da un paziente infetto o colonizzato verso un ospite recettivo (ad es. infermiere) può avvenire per contatto cute contro cute. Può verificarsi quando si svolge un’attività assistenziale che richieda un contatto fisico stretto col malato

17 PARENTERALE ATTRAVERSO IL SANGUE O ALTRI LIQUIDI BIOLOGICI
Le modalità d’infezione più frequenti sono le seguenti: Lesioni della cute non protetta o non adeguatamente protetta provocate da aghi, bisturi o da altri strumenti contaminati. Contaminazione della mucosa degli occhi e/o della bocca mediante lo schizzo di liquidi biologici contaminati. Infezione mediante il contatto della cute delle mani caratterizzata da lesioni o abrasioni con materiale contaminato.

18 Vie di penetrazione CUTE E MUCOSE VIE AEREE APPARATO DIGERENTE

19 Le malattie più frequenti
AIDS, epatiti B e C, Tubercolosi maggior interesse pratico per gli operatori sanitari. specifiche indicazioni operative ci si limita di solito a raccomandare il rigoroso rispetto della buona pratica d’ igiene. Altri sporadici casi di malattie infettive

20 PROCEDURE A MAGGIOR RISCHIO DI ESPOSIZIONE
Procedure in cui le mani dell’operatore, anche se indossa i guanti, possono venire a contatto con strumenti affilati e appuntiti oppure con tessuti taglienti (quali spicole ossee o dentarie) all’interno di una cavità corporea aperta, di una ferita o di uno spazio anatomico confinato dove possono non essere visibili in ogni momento

21 PREVENZIONE

22 PREVENZIONE Prevenire gli infortuni a rischi biologico e le loro conseguenze oltre che per condivisi motivi etici è necessario anche per l’’importanza che rivestono motivazioni economiche e di responsabilità penale: costo delle giornate lavorative perse per inabilità temporanea in caso di lesioni costo, anche in assenza di conseguenze, degli infortuni, in massima parte evitabili, costo per il risarcimento in caso di sieroconversione responsabilità penale per lesioni personali colpose

23 Misure di prevenzione e protezione per la gestione del rischio
Misure organizzative e procedurali Prevenzione tecnica (dispositivi di protezione collettiva) Sorveglianza Sanitaria D.P.I. Informazione e formazione

24 LE PRECAUZIONI UNIVERSALI
CHE COSA SONO A CHI SONO INDIRIZZATE? insieme delle misure di barriera e dei A tutti gli operatori sanitari comportamenti volti a prevenire la cui attività comporta un contatto o contenere la trasmissione con sangue e liquidi organici, dei microrganismi attraverso il sangue o liquidi biologici A QUALI PERSONE DEVONO QUANDO DEVONO APPLICATE? ESSERE APPLICATE? A tutti i pazienti routinariamente durante l’esecuzione di indipendentemente dalla diagnosi procedure che prevedono un possibile contatto accidentale con sangue o materiale biologico;

25 PRECAUZIONI UNIVERSALI
CHE COSA PREVEDONO? LAVAGGIO SOCIALE E/O ANTISETTICO DELLE MANI; ADOZIONE DI IDONEE MISURE DI PROTEZIONE; ADEGUATE PROCEDURE DI DECONTAMINAZIONE, PULIZIA, DISINFEZIONE E/O STERILIZZAZIONE DI PRESIDI E ATTREZZATURE PULIZIA, SANIFICAZIONE E DISINFEZIONE DI SUPERFICI E AMBIENTI CORRETTA GESTIONE E TRASPORTO DEI CAMPIONI DI MATERIALE BIOLOGICO

26 ? Igiene delle mani Sicurezza per l’operatore
Le mani del personale sanitario sono il veicolo più frequentemente implicato nella trasmissione dei patogeni Sicurezza per il paziente

27 LAVAGGIO DELLE MANI Circa 1 milione di cellule di desquamazione contenenti germi sono eliminate ogni giorno dalla cute normale Oggetti attorno al paziente (letto, arredo, oggetti) si contaminano con germi del paziente (specialmente stafilococchi ed enterococchi) Dopo contatto con pazienti e/o oggetti contaminati, i germi possono sopravvivere sulle mani per un tempo variabile (2-60 minuti) In assenza di azioni di igiene delle mani, più lunga è l’assistenza fornita, più alto è il grado di contaminazione delle mani

28 E’ una operazione semplice, ma deve avvenire secondo alcune regole
LAVAGGIO DELLE MANI: E’ una operazione semplice, ma deve avvenire secondo alcune regole togliere bracciali, anelli, orologio insaponare la mani accuratamente (dita, palme, dorso, polsi, unghie) per almeno 10 secondi sciacquare con acqua corrente in modo completo asciugarsi con carta a perdere chiudere i rubinetti con la carta a perdere per asciugarsi se non presenti i dispositivi di azionamento a leva o pedale Una quantità insufficiente di prodotto e/o una durata insufficiente dell’azione di igiene delle mani determina una scarsa decontaminazione delle mani Lavarsi le mani anche dopo aver rimosso i guanti e nel contatto tra un paziente e l’altro.

29 Anche se si sono usati i guanti
Lavaggio antisettico Si basa sull’impiego di agenti antisettici ( sostanze che arrestano o prevengono la crescita di microrganismi) E’ praticato per ottenere riduzione di microrganismi residenti oltre a quelli transitori Si pratica Prima di: Effettuare punture asettiche ceteterismo vescicale Entrare nelle terapie intensive Avere contatti con pazienti immunodepressi Avere un contatto con ferite Sostituire linee infusionali a cvc Dopo il contatto con Ferite Secrezioni Escreti Sangue Oggetti contaminati Anche se si sono usati i guanti

30 Lavaggio antisettico i prodotti
Dopo essersi lavati con il sapone e risciacquati, bagnare le mani con liquido antisettico in modo completo (dita, palme, dorso, polsi, unghie) per almeno 30 secondi PRODOTTI E’ necessario tener conto della: Composizione chimica Aggressività sul mantello lipidico naturale Possibili reazione allergiche Costi Spettro di attività del principio Durata del suo effetto Clorexidina e iodopovidone ( batteri gram +, batteri gram -mycobacterium tubercolosis, funghi, virus) buona / discreta

31 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Definizione Attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro nonché ogni complemento accessorio destinato a tale scopo I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Devono Essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore, adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità

32 DPI GUANTI: MASCHERE, OCCHIALI E SCHERMI FACCIALI PROTETTIVI:
Devono essere utilizzati qualora si venga a contatto con liquidi biologici, cute non integra, oggetti contaminati. Devono essere sostituiti durante procedure effettuate sullo stesso paziente, se si entra in contatto con materiale che può contenere un’alta concentrazione di microrganismi. Devono essere immediatamente rimossi dopo l’uso per evitare di inquinare oggetti e superfici ambientali. Devono essere rimossi prima di assistere un altro paziente. Prima di indossarli è necessario togliere anelli, bracciali, orologi ed altri simili oggetti che ne facilitano la rottura; inoltre ci si deve lavare accuratamente le mani prima e dopo il loro impiego Quando si rompono, i guanti vanno sostituiti immediatamente. Dopo l’uso, i guanti vanno tolti avendo cura di non toccare la loro superficie esterna e vanno eliminati negli appositi contenitori per i rifiuti MASCHERE, OCCHIALI E SCHERMI FACCIALI PROTETTIVI: devono essere indossati per proteggere le mucose degli occhi, naso e bocca durante procedure ed attività di assistenza al paziente che possono dar luogo a schizzi o aerosol di sangue, liquidi biologici, secrezioni ed escrezioni.

33 PRECAUZIONI UNIVERSALI
CAMICI: Devono essere indossati per proteggere cute ed indumenti durante l’esecuzione di tecniche che possono determinare schizzi di sangue o di altro materiale biologico. Togliere i camici imbrattati non appena possibile e lavarsi le mani per evitare di trasferire microrganismi ad altri pazienti o all’ambiente STRUMENTARIO E BIANCHERIA: Manipolare lo strumentario e la biancheria usati che siano contaminati con sangue liquidi biologici, secrezioni ed escrezioni in modo da prevenire contaminazioni cutanee e mucose, il trasferimento di microrganismi ad altri pazienti o all’ambiente. Lo strumentario riutilizzabile deve essere trattato in modo appropriato prima di essere usato su un altro paziente. I presidi monouso devono essere eliminati in modo appropriato.

34 Misure di Prevenzione Norme di corretto comportamento
E’ vietato fumare mangiare al di fuori degli spazi appositamente riservati E’ vietato toccare oggetti (telefono,porta,ecc ) con guanti utilizzati per prestazioni sanitarie

35 PULIZIA E DISINFEZIONE AMBIENTALE COLLOCAZIONE DEL PAZIENTE:
Assicurarsi che le superfici ambientali , letti ed altre superfici che vengono frequentemente toccate; vengano regolarmente pulite e disinfettate INFATTI Il lavoro d’ufficio non è…………”pulito” Su telefoni,scrivanie e tastiere vi sono in media più germi che nella toilette. che possono sopravvivere anche 72 ore sulla superfici

36 Misure necessarie a prevenire incidenti da aghi-bisturi-taglienti
Gli aghi al fine di prevenire punture accidentali non devono mai essere: reincappuciati volontariamente piegati o rotti rimossi dalle siringhe altrimenti manipolati,

37 Trattamento ed eliminazione di materiale contaminato
Il trattamento e l’eliminazione dopo l’uso dei vari materiali venuti a contatto con sangue o altri liquidi o materiali biologici potenzialmente infetti deve avvenire nella massima sicurezza; I materiali pungenti o taglienti vanno riposti negli appositi contenitori a pareti rigide immediatamente dopo l’uso ,sistemati in posizione vicina e comoda rispetto al posto dove vengono usati

38 Trasporto dei campioni
Operativamente, prima che ogni provetta o altro venga inviata al laboratorio si dovrà aver cura di verificare che: il liquido contenuto non sia sovrabbondante (in genere le provette hanno una tacca che indica il limite di riempimento); il tappo sia ben serrato; che non sia contaminata la superficie esterna dei campioni. I campioni devono essere trasportati all’interno di contenitori rigidi che consentano di disporre le provette una separata dall’altra, dotati di sistemi di raccolta di eventuali percolamenti di liquido. Nel caso si debba trasportare una sola provetta questa può in alternativa essere inserita all’interno di una busta di plastica sigillata.

39 LE VACCINAZIONI Gli operatori sanitari che vengano a contatto con pazienti affetti da malattie infettive contagiose, corrono il rischio di esserne colpiti e di diffonderle ad altri pazienti. Pertanto ridurre la circolazione di patogeni negli operatori sanitari riduce la dimensione di un consistente serbatoio-fonte di trasmissione nell’ambito della comunità L’attuazione della vaccinoprofilassi, così come l’adozione di misure finalizzate al mantenimento delle difese cutanee e mucose sono da intendersi come presidi di prevenzione personali nei confronti del rischio biologico

40 Profilassi Epatite B La vaccinazione antiepatite B rappresenta una indicazione prioritaria nella prevenzione delle malattie infettive nel personale sanitario Nelle Linee guida della Commissione Nazionale del Ministero della Sanità1994) viene precisato che tutti gli operatori sanitari anche in formazione che seguono procedure invasive debbono essere sottoposti a vaccinazione contro l’epatite B quanto prima possibile e comunque all’assunzione

41 Protocollo della vaccinazione anti epatite B
Ciclo Primario 0, 1, 6 mesi Dopo un mese controllo antiHBs Se positivo stop Se negativo Somministrare 4° dose se negativo non responder profilassi post esposizione Dopo un mese controllo antiHBs Se positivo stop

42 Controindicazioni Ipersensibilità nota ai componenti del vaccino: in particolare non devono essere vaccinati soggetti con precedenti reazioni anafilattiche al comune lievito di birra l’OMS ha affermato che non esistono dati scientifici che provino l’esistenza di un rapporto causa –effetto tra la somministrazione di vaccini anti-epatite B e casi di sclerosi multipla o di altre malattie demielinizzanti

43 Procedura post-esposizione da attuare in caso di infortunio biologico degli operatori
Qualora non sia richiesto un intervento d’urgenza per il quale sia necessario recarsi immediatamente in pronto soccorso Gli operatori devono: Far sanguinare la ferita, procedere al lavaggio abbondante e alla disinfezione della parte interessata. se il “Paziente Fonte”, dal quale proviene il materiale biologico, è identificabile fargli eseguire gli accertamenti sanitari, richiedendo allo stesso il consenso che deve essere recepito in forma scritta  Accertarsi della propria situazione anticorpale circa il virus dell’epatite B,

44 profilassi post-esposizione Per HBV
Stato sierologico O.S Paz.HbsAg + Paz. HbsAg - Paz non testato o sconosciuto Vaccinato con risposta nota Nessun trattamento Non vaccinato Immunoglobuline + inizio vaccinazione inizio vaccinazione Non responder Se il paziente fonte è ad alto rischio trattamento con immuno globuline e vaccino Stato immunitario non noto Ricerca anti-HBs e quindi comportarsi a seconda del titolo anticorpale

45 PROFILASSI POST ESPOSIZIONE HCV
L’epatite C e’ un problema rilevante in quanto non e’ applicabile al momento nessuna profilassi specifica. Si deve monitorare nel tempo l’operatore sanitario ed inviare all’infettivologo in caso di sieroconversione. Gli operatori sieronegativi all’esposizione devono essere testati al momento: Al tempo zero A 6 mesi Ad un anno

46 PROFILASSI POST ESPOSIZIONE PAZ HIV positivo-Ragioni
Non esiste a tutto oggi una vaccinazione contro l’HIV. Recenti studi hanno dimostrare che il ciclo replicativo completo del virus HIV si svolge continuamente fin dal primo giorno di infezione. La combinazione di più farmaci antiretrovirali, somministrati nelle fasi precocissime dell’infezione,sembra dimostrare come gli stessi siano in grado di ridurre significativamente (fino ad una ipotizzata eliminazione) la diffusione del virus nel circolo così come nelle strutture linfonodali.

47 PROFILASSI POST ESPOSIZIONE PAZ HIV positivo
La potenziale efficacia della PPE nel ridurre il rischio di infezione sembra dipendere in maniera significativa dal tempo intercorso tra l’incidente e l’inizio della profilassi. Preferibilmente si deve perciò dare inizio alla profilassi: Entro 4 ore dall’evento Mai oltre le 24 ORE dall’evento

48 Fattori che aumentano il rischio di infezione occupazionale e Ragioni della PPE
1 Esposizione ad alto rischio Ferita profonda (spontaneamente sanguinante) Puntura con ago cavo utilizzato per prelievo Presenza di sangue in quantità visibile sulla superficie del presidio implicato nell’incidente Contaminazione congiuntivale massiva 2 Fonte ad alto rischio Paziente in fase terminale per HIV Paziente con infezione acuta per HIV Paziente con valori ematici superiori a /ml copie di HIV RNA Paziente con sospetta resistenza ai farmaci

49 Corretta applicazione della PPE
A chi deve essere offerta la Profilassi post-esposizione ? Agli operatori che riportino un incidente caratterizzato da esposizione ad alto rischio da fonte ad alto rischio La PPE può essere offerta: · Agli operatori che riportino un incidente caratterizzato da esposizione ad alto rischio da fonte non identificabile o non testata sierologicamente ma ad alto rischio di infezione (tossicodipendenti, partner di persone con infezioni da HIV o ad alto rischio mai testati,politrasfusi prima del 1986) e deve essere valutata caso per caso. La PPE non deve essere offerta: · Agli operatori che riportino un incidente caratterizzato da esposizione ad alto rischio, ma da fonte non ad alto rischio; · Alle operatrici gravide (per mancanza di studi relativi agli effetti collaterali della PPE sulle donne gravide)

50 Effetti collaterali della PPE
La profilassi post-esposizione a HIV è responsabile di numerosi effetti collaterali. I più frequenti sono: Sistemi emopoietici: anemia, neutropenia. Sistema nervoso: neuropatie centrali e periferiche. Sistema gastrointestinale: nausea, diarrea, vomito, pancreatite, epatopatia, iperbilirubinemia. Sistema renale: nefrolitiasi. Altri effetti: alopecia, ulcere orali. Non si conoscono gli effetti a lungo termine e su persone non infette o in gravidanza.

51 Vaccinazione Anti TBC obbligatoria per legge
(L-1088 del 14/12/70 e DP 447del 23/1/75) ma, stante quanto riportato nelle Linee Guida pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 18/2/99 non è più consigliabile: sussistono fondati dubbi sulla sua efficacia e il provvedimento normativo stabilisce che deve essere attuata solo per gli operatori sanitari ad alto rischio (art 93 Legge 388/00 e DPR del 7/11/01 n. 465). Specifici protocolli vanno attuati quando si sospetta che, per una ragione qualsiasi, possa esserci stato un contatto con un paziente affetto da tubercolosi con lesioni aperte

52 PROFILASSI DEL PERSONALE IN CASO DI STRETTO CONTATTO CON PAZIENTE BACILLIFERO
TEMPO 0 POSITIVITA’ MANTOUX NO SI DOPO 1 MESE VIRAGGIO MANTOUX NO CONSULENZA PNEUMOLOGICA CONTROLLO MANTOUX OGNI 3 ANNI

53 RISCHIO BIOLOGICO

54 CONCLUSIONI Il rischio biologico per gli operatori sanitari in Italia
un problema significativo su cui è DOVEROSO POSSIBILE CONVENIENTE INTERVENIRE

55 Rischio Chimico Legato in gran parte alle sostanze utilizzate nell'ambulatorio (detergenti, disinfettanti...) La normativa dal 1992 obbliga a munire ogni ambulatorio delle schede di sicurezza dei preparati utilizzati, ricordandosi di chiederne sempre copia al venditore all'atto dell'acquisto. Queste contengono informazioni relative alle caratteristiche delle sostanze, alle loro proprietà chimico-fisiche, alle modalità di manipolazione e di stoccaggio; inoltre riportano le eventuali precauzioni da adottare per il loro utilizzo ed i relativi provvedimenti sanitari da prendere in caso di intossicazione accidentale.

56 I Detergenti Sostanze in grado di portare in soluzione per diminuzione della tensione superficiale le molecole di grasso, di sporco che aderiscono alle superfici. Essi hanno una prima azione germicida. Effetti sulla salute: Dermatite irritativa da contatto (DIC) per effetto "sapone" dovuto all’azione sgrassante del prodotto per asportazione del film idrolipidico cutaneo protettivo; effetto pH: generalmente l’alcalinità dei detergenti altera il pH cutaneo; effetto "acqua" : la prolungata immersione in acqua provoca macerazione dello stato corneo; effetto irritante dovuto ai componenti dei detersivi. Dermatite allergica da contatto (DAC) può essere primaria o conseguente ad una dermatite irritativa.

57 Norme di comportamento generale:
Prevenzione Norme di comportamento generale: scelta dei prodotti da acquistare preferendo quelli privi di additivi spesso inutili quali profumi, balsami, coloranti; scegliere prodotti con pH vicino al neutro;

58 Disinfettanti e Sterilizzanti
Sostanze in grado di distruggere totalmente i microrganismi con metodi e procedimenti di tipo - chimico (es. con ossido di etilene), - fisico (ad esempio con alte temperature o con radiazioni non ionizzanti) Effetti sulla salute: Dermatite irritativa da contatto (DIC) soprattutto per alogeni inorganici, aldeidi, fenolo e derivati; Dermatite allergica da contatto (DAC) può essere provocata da tutti in particolare da aldeidi e ammoni quaternari. Forme acute quali ustioni o severe irritazioni acute da uso di soluzioni troppo concentrate. Effetti a lungo termine come ad esempio la Formaldeide fortemente irritante per cute e mucose ha azione mutagena ed è sospettata di essere cancerogena; Ossido di etilene: irritante per cute e mucose neurotossico causa neuropatie periferiche ha azione mutagena ed è potenzialmente cancerogeno; Glutaraldeide irritante per cute e mucose.

59 Disinfettanti e Sterilizzanti
Norme di comportamento generale: Informazione e formazione all’uso: concentrazioni, modalità di uso, tempi di contatto; Uso dei DPI (guanti monouso, creme barriera, maschere, etc); L’ossido di etilene, la formaldeide e glutaraldeide vanno usati in locali di sterilizzazione dedicati ed esclusivi (dotati di buona ventilazione e adeguati ricambi d’aria) Massima attenzione ovviamente alle indicazioni di uso delle altre sostanze e prodotti disinfettanti, occorre avere sempre sottomano etichetta e procedure di uso.

60 LATICE CICLO TECNOLOGICO
Il latice si ottiene a partire dalla linfa lattea di un albero (Havea brasiliensis) che viene coltivato nell’America centrale e meridionale, in Africa e nel sud-est asiatico. Ciclo tecnologico Il tronco viene progressivamente inciso con speciali viene raccolto in una tazza coltelli ed il succo gommoso e ricco di proteine legata all’abero (latex grezzo) viene concentrato e stabilizzato prima del trasporto in fabbrica utilizzando l'ammoniaca Subisce poi ,utilizzando diversi additivi rende la gomma più forte un processo di vulcanizzazione elastica resistente alla luce del sole agli sbalzi di temperatura imperbeabile ai gas e non conducente l'elettricità

61 USI DEL LATICE Viene utilizzato per produrre vari prodotti la cui conoscenza assume grossa rilevanza per i soggetti sensibilizzati.

62 Fattori di rischio Evidenza epidemiologica
I soggetti intolleranti alla bigiotteria sono sicuramente predisposti allo sviluppo di manifestazioni cutanee di tipo eczematoso: questi devono limitare i fattori irritativi utilizzando saponi delicati e facendo ampio uso di creme idratanti prive di profumi. Sono considerate persone ad alto rischio coloro che hanno subito parecchi interventi chirurgici, soprattutto da bambini, ed i portatori di spina bifida ed anomalie urologiche. Inoltre bisogna ricordare che la presenza di soluzioni di continuo della cute come i processi di infiammazione cutanea favoriscono la penetrazione dell’allergene e dunque la comparsa di sensibilizzazione. Allo stesso modo manifestazioni infiammatorie delle mucose favoriscono la penetrazione dell’allergene a questo livello.

63 Fattori di rischio Evidenza epidemiologica
Atopia +++ Sesso femminile +/- Storia di asma Bronchiale + Pregressa dermatite alle mani ++ Sensibilizzazione per allergie alimentari Interventi chirurgici Frequenza/modalità di esposizione

64 FATTORI PREDISPONENTI OPERATORI SANITARI
Fattori irritativi per la cute della mani Lavaggio ripetuto delle mani, Alterazione film idrolipidico Uso frequente di saponi medicati, cutaneo e disidratazione Uso di disinfettanti successiva

65 PATOLOGIE CORRELATE DERMATITI DA CONTATTO (IV° TIPO GELLS & COOMBS)
DISTURBI ASPECIFICI IRRITATIVI REAZIONI ALLERGICHE DI I° TIPO GELLS & COOMBS DERMATITI DA CONTATTO (IV° TIPO GELLS & COOMBS)

66 DIC (Dermatite Irritativa da Contatto)
Puo' colpire chiunque venga a contatto con una sostanza irritante La dermatite e' proporzionale alla quantita' di sostanza irritante ed al tempo di contatto con essa. Non vi e' alcun meccanismo allergico. Le differenze tra persona e persona dipendono dal fatto che ognuno ha la pelle piu' o meno delicata. Si manifesta con rossore, Scarso secchezza, fissurazioni a volte sanguinanti, Prurito spesso dolenti.

67 DISTURBI ASPECIFICI IRRITATIVI
Nel caso dei guanti i disturbi iiritativi, sono collegati all’azione meccanica svolta prevalentemente dal lubrificante pulverulento presente all’interno della maggior parte dei guanti Inoltre l’azione meccanica svolta dal guanto e l’ipersudorazione della cute tendono ulteriormente ad accentuare questi disturbi L'uso di sottoguanti in cotone per evitare/limitare l'ipersudorazione può essere un ulteriore accorgimento utile a prevenire le recidive.

68 REAZIONI ALLERGICHE DI I° TIPO GELLS & COOMBS
La reazione è dovuta ad una risposta IgE mediata nei confronti di alcune componenti proteiche del latice. Si manifesta nella sede di contatto con manifestazioni orticarioidi oppure a distanza con rinite, congiuntivite dovute al contatto asma delle mucose con l’allergene. Nella genesi dei disturbi respiratori da latice deve essere sempre tenuto presente il ruolo svolto dalla polvere lubrificante presente nei guanti: questa infatti funziona da adsorbente per le particelle proteiche di latice e contribuisce notevolmente alla diffusione in aria dell’allergene

69 DERMATITI DA CONTATTO (IV° TIPO GELLS & COOMBS)
Per l’instaurarsi della manifestazioni cliniche e' necessario che avvenga una prima sensibilizzazione con l’aptene che viene presentato ai linfociti che, si sensibilizzano Successivamente (mai prima di 5-7 giorni ( lo riconoscono al successivo contatto) dall’inizio del contatto, a volte anche piu’ tardivamente la nuova entrata dell'aptene Scatena la reazione allergica cutanea con la comparsa di manifestazione eritematose- vescicolari - eczematose,ed intensamente A limiti sfumati,tendenti a confluire pruriginose.   .

70 DERMATITI DA CONTATTO: QUADRO CLINICO
Fasi delle lesioni: eritema edema papule e vescicole; essudazione sierosa; desquamazione (aspetti polimorfi). Cronicizzazione: iperplasia degli strati epidermici fino eczema lichenificato e ragadiforme.

71 PREVENZIONE Prevenzione Primaria sull'ambiente di lavoro
Con il diffondersi dell’utilizzo di guanti in latice si sono fatti più frequenti i disturbi collegati all’uso di questi dispositivi di protezione. Proprio per limitare al massimo l’insorgenza di sensibilizzazioni risulta fondamentale intervenire senso preventivo con una Prevenzione Primaria sull'ambiente di lavoro Prevenzione Secondaria sull'uomo Le misure di prevenzione . Primaria consistono nell'adozione di Comportamenti corretti che minimizzino i fattori favorenti la sensibilizzazione e Uso di materiali il più possibile ipoallergenici.

72 Comportamenti Corretti
PREVENZIONE PRIMARIA Comportamenti Corretti Evitare l'uso di detergenti-antisettici a pH non fisiologico e ad azione irritante, in quanto l'irritazione della cute favorisce l'insorgenza di sensibilizzazione; le manovre di eccessiva detersione e strofinio delle mani e degli avambracci che ledono l'integrità del film idrolipidico cutaneo che rappresenta una barriera essenziale per ridurre il passaggio di allergeni agli strati cutanei più profondi.

73 Uso di materiali il più possibile ipoallergenici.
PREVENZIONE PRIMARIA Uso di materiali il più possibile ipoallergenici. Di difficile attuazione perché il latice, per le note caratteristiche di elasticità, è utilizzato ampiamente, sia in ambito sanitario sia nella vita comune. Siringhe hanno l'appendice del pistone in latex. Utilizzare siringhe in vetro o siringhe latex-free Borse degli ambu - i soffietti ventilatori sono in genere in latex sostituire con borse e soffietti in neoprene I tubi rossi nasofaringei sono in latex: usare tubi in PVC. .

74 PREVENZIONE PRIMARIA Uso di materiali il più possibile ipoallergenici.
GUANTI Va stabilito il tipo di guanti da usare per quali attività Se possibile vanno usati guanti senza lattice. in cloruro di polivinile (vinile), nitrile lavori non copolimero sterili in neoprene, policloroprene o lavori sterili copolimeri

75 DIAGNOSI Anamnesi accurata e acquisizione schede tecniche di prodotti o materiali Rilievi anamnestico della correlazione tra manifestazioni cliniche ed esposizione professionale od extra professionale Prick test, patch test Dosaggio IgE specifiche (prima scelta se anamnesi positiva per anafilassi) Test di provocazione/ scatenamento Test respiratori

76 PREVENZIONE SECONDARIA Procedura per le persone occupate con allergia al lattice clinicamente manifesta Allontanamento di tale allergene dall'ambiente di lavoro, Istruire all’adozione di anche alcune pratiche di comportamento extralavorativo atte ad evitare il contatto con manufatti in latice. È importante che questa allergia venga segnalata ai sanitari nel caso di interventi chirurgici o anche di pratiche diagnostiche più semplici (visite ginecologiche o interventi odontoiatrici). E’ necessario che questi soggetti evitino l'assunzione di alimenti dotati di reattività crociata con il latice, quali banane, kiwi, castagne, nocciole avocados

77 PREVENZIONE SECONDARIA Procedura per le persone occupate con allergia al lattice clinicamente manifesta Allontanamento dell’ allergene dall'ambiente di lavoro Misure sul luogo di lavoro Si possono usare soltanto guanti senza lattice. Nel settore professionale ristretto, gli altri lavoratori non possono utilizzare guanti di lattice naturale con «talco». Occorre evitare il contatto con tutti gli articoli contenenti lattice nell’ambito medico o nel rimanente ambiente professionale nonché nel settore privato. Si deve tendere al lavoro in una zona priva di allergeni del lattice. L’evoluzione del quadro clinico deve essere sorvegliata da un medico.

78 Rilascio di formaldeide dagli arredi
Agenti chimici Rilascio di formaldeide dagli arredi La formaldeide è ampiamente utilizzata nella produzione di resine a loro volta usate nella produzione di pannelli viene liberata dalla resina di cui è composto il pannello e rilasciata nell’aria nel corso degli anni con conseguenze dannose per la nostra salute Può provocare dermatiti da contatto asma disturbi psicologici e neurologici come la perdita della memoria a breve termine Se si scopre o si sospetta di avere mobili che rilasciano formaldeide il consiglio è di migliorare la ventilazione (mantenendo l’umidità intorno al40-60%) utilizzare piante come la dracena la gerbera l’aloe il giglio il ficus che sono in grado di metabolizzare sostanze chimiche pericolose presenti nell’aria delle stanze

79 Fotocopiatrici Luce ultravioletta + O2 dell’aria ozono
allergie infiammazione agli occhi e alle vie respiratorie I sintomi sono di solito lievi, si presentano con frequenza almeno settimanale, migliorano con l'allontanamento dal lavoro.

80 RISCHIO DA VIDEOTERMINALI

81 LAVORATORE ADDETTO AL VIDEOTERMINALE
DEFINIZIONE LAVORATORE ADDETTO AL VIDEOTERMINALE Lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistemico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni VIDEOTERMINALE Apparecchiatura che grazie a un tubo a raggi catodici permette la visualizzazione di informazioni

82 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
Elaborazione del documento di valutazione dei rischi: valutazione del rischio misure di prevenzione adottate programma di miglioramento dei posti di lavoro Informazione e formazione dei lavoratori: misure applicabili al posto di lavoro modalità svolgimento attività protezione occhi e vista

83 ANALISI DEL POSTO DI LAVORO
Rischi per la vista e per gli occhi Problemi legati alla postura e all’affaticamento Condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

84 DECRETO 2 OTTOBRE 2000 Linee guida all’uso del VT
indicazioni per lo svolgimento dell’attività al videoterminale al fine di prevenire disturbi affaticamento fatica muscolo-scheletrici visivo mentale

85 DISTURBI VISIVI Il lavoro al computer può sottoporre i muscoli degli occhi ad uno sforzo notevole: se i contrasti luminosi tra schermo, documento e tastiera sono eccessivi (possono avvenire sino a movimenti al giorno di adattamento alla luce) se gli occhi fissano a lungo oggetti molto vicini come uno schermo (i muscoli degli occhi sono in posizione di riposo se osservano oggetti distanti più di 6 metri) se monitor e documenti da leggere non sono posti all'incirca alla stessa distanza (i muscoli degli occhi sono costretti ad una continua variazione di messa a fuoco

86 POSSIBILI CAUSE DI DISTURBI VISIVI
Abbagli diretti e riflessi Contrasti eccessivi di luminosità tra schermo e ambiente Prolungata fissità dello sguardo sullo schermo Scarsa leggibilità dello schermo Difetti visivi non corretti o mal corretti Aria troppo secca Aria inquinata da sostanze irritanti: toner, fumo, colle

87 DISTURBI VISIVI Non vi è rischio di patologie quali: cataratta
glaucoma comparsa o aggravamento di disturbi refrattivi(miopia,ipermetropia, presbiopia)

88 SINTOMI OCULO-VISIVI Bruciore Ammiccamento frequente Lacrimazione
Secchezza Stanchezza alla lettura Visione annebbiata Visione sdoppiata Fastidio alla luce Mal di testa

89 PREVENZIONE DEI DISTURBI VISIVI
LO SCHERMO Va ruotato in modo da evitare riflessi e la luce diretta delle finestre Va inclinato in modo che il bordo superiore sia appena sotto il livello degli occhi in modo da evitare eccessive estensioni o flessioni del capo Bisogna regolare luminosità e contrasto Bisogna sedersi in modo da mantenere una distanza degli occhi dallo schermo di cm Bisogna sistemare il portadocumenti alla stessa distanza dallo schermo Bisogna interrompere l’attività durante la giornata: Utilizzare correzioni ottiche adeguate se necessarie

90 PREVENZIONE DEI DISTURBI VISIVI
L’illuminazione Per evitare che finestre o lampade producano dei fastidiosi riflessi sullo schermo è opportuno: regolare le tende eventualmente presenti nell’ufficio a seconda delle condizioni di illuminazione esterna (se le finestre non sono schermate si dovrà porre lo schermo ad angolo retto rispetto alle finestre in modo che la direzione dello sguardo sia parallela al piano delle finestre) aggiustare la posizione delle lampade da tavolo controllare l’intensità delle luci artificiali, accendendo solo le lampade necessarie

91 ESERCIZI UTILI PER IL BENESSERE DEGLI OCCHI
Socchiudere le palpebre per 1 o 2 minuti in modo da escludere l’impatto con la luce Seguire con lo sguardo il soffitto Guardare oggetti lontani cercando di distinguere i particolari Effettuare pause di alcuni minuti ogni ora (cambio sostanziale di attività, senza impegno della vista)

92 ESERCIZI UTILI PER IL BENESSERE DEGLI OCCHI
Ogni mezz’ora fare ciclo di ammiccamento per una decina di volte Nelle pause abbassare le palpebre, ruotare i bulbi oculari lentamente in senso orario e antiorario alcune volte Abituarsi a percepire gli oggetti laterali al monitor senza distogliere gli occhi dallo schermo Chi porta lenti a contatto deve rinfrescare gli occhi nelle pause

93 DISTURBI MUSCOLO SCHELETRICI
Il sistema muscolo scheletrico è un’entità complessa composta da ossa-articolazioni muscoli-tendini-borse-nervi e vasi sanguigni Tutti i nostri movimenti e le nostre posizioni dipendono dal funzionamento del sistema muscolo-scheletrico Funzioni sostegno del corpo nei sui vari atteggiamenti (postura) Movimento Protezione degli apparati della vita vegetativa e del sistema nervoso riserva dei sali minerali (Ca2+) che vengono mobilizzate per le esigenze fisiologiche dell’organismo

94 La colonna vertebrale E’ la struttura portante del nostro corpo è formata da ossa dischi intervertebrali ligamenti e muscoli Ospita al suo interno il midollo spinale da cui originano i nervi che raggiungono i diversi organi del nostro corpo L’unità funzionale è costituita da due vertebre sovrapposte e da un disco Le vertebre servono da sostegno Il disco assorbe ed ammortizza i carichi sovrastanti I ligamenti tengono uniti dischi e vertebre Fra tutte queste strutture il disco è quella maggiormente soggetta ad alterazioni ed invecchia precocemente se sottoposto a stress meccanici

95 Disco Intervertebrale
E’ privo di vasi sanguigni e scambia le sostanze nutritive e di rifiuto esclusivamente per diffusione. Il costante ricambio di sostanze nel disco è necessario per garantire l'equilibrio fra biosintesi e catabolismo delle sue strutture cellulari. tale ricambio è fortemente condizionato dai carichi pressori applicati al disco stesso. Applicando una pressione sul sistema si ha fuoriuscita di liquidi e posizione in piedi o seduta appoggio sostanze di rifiuto. Togliendo la pressione si ha un richiamo di liquidi e posizione sdraiata o seduta con appoggio sostanze nutritive all'interno. Il regolare alternarsi di condizioni di carico e scarico sul disco è il meccanismo con cui il disco è "nutrito

96 DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI
I disturbi muscolo scheletrici si sviluppano quando la capacità fisica di muscoli-tendini- articolazioni non è in equilibrio con le forze che agiscono sul corpo Forze esterne possono provocare traumi acuti e causare fratture lacerazioni erniazioni MA I DMS sono prevalentemente fenomeni cumulativi risultano cioè dall’esposizione ripetuta a forze esterne o carichi di alta o bassa intensità che in un certo periodo di tempo alterano progressivamente gli equilibri

97 DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI CAUSE
Alcuni muscoli ed articolazioni sono sottoposti a posture fisse, mentre i muscoli delle mani e delle braccia si muovono incessantemente. Le tensioni muscolari impediscono il normale afflusso di sangue a muscoli, tendini, nervi, dischi intervertebrali.

98 DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI CAUSE
Errata disposizione o regolazione di arredi e computer Postura fissa e/o scorretta per lunghi periodi Capo e tronco protesi in avanti Spalle contratte nella digitazione o nelle pause Ricevitore del telefono tenuto a lungo tra testa e spalla Attività extra-lavorative, hobbies (sport pesanti, ecc...)

99 POSSIBILI CAUSE DI DISTURBI A BRACCIA, POLSI E MANI
Movimenti rapidi, ripetitivi e prolungati su tastiera e mouse Forza eccessiva nel digitare e nello stringere il mouse Polsi piegati verso l'alto e non allineati agli avambracci

100 DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI
Nel tempo si possono manifestare micro-lesioni, dolori, infiammazione dei tendini, compressione dei nervi (tendiniti, tenosinoviti, sindrome del tunnel carpale). Alcune disfunzioni fisiche (diabete, peso eccessivo, artrite, ipertensione, fumo, gravidanza) ed attività extra-lavorative (sport, hobbies) aumentano il rischio di questi disturbi.

101 SINTOMI MUSCOLO-SCHELETRICI
Tendiniti: dolori a livello delle articolazioni del braccio o della mano durante i movimenti Sindrome del tunnel carpale: indolenzimento, torpore, formicolii alle mani, perdita di forza delle mani Artrosi cervicale: indolenzimento, senso di peso, dolori al collo ed alle braccia

102 PREVENZIONE DEI DISTURBI ALLA COLONNA ED AGLI ARTI
Scegliere attrezzature adattabili alle proprie esigenze Adottare una postura rilassata: il tronco sullo schienale tra 90° e 110° Variare spesso la posizione del corpo Effettuare pause brevi ma frequenti Variare le attività nel corso della giornata Regolare con cura la posizione, l'altezza e la distanza del monitor

103 PREVENZIONE DEI DISTURBI A BRACCIA, POLSI E MANI
Ridurre i movimenti rapidi e ripetitivi prolungati Mantenere gli avambracci paralleli al pavimento e bene appoggiati sul tavolo Mantenere polsi distesi e dritti nella digitazione

104 Deve essere regolato in modo che :
SEDILE Deve essere regolato in modo che : le ginocchia formino un angolo di circa 90° senza che il cavo posteriore del ginocchio venga compresso contro il bordo anteriore del sedile i piedi siano completamente appoggiati al pavimento lo schienale sostenga la parte lombare della schiena il soggetto non sia costretto a stare con il tronco flesso in avanti il soggetto possa posare gli avambracci sul piano del tavolo. Nessuna posizione è ergonomica se mantenuta per molto tempo. E’ raccomandabile cambiare posizione di tanto in tanto cercando di muovere collo, spalle e schiena. Più volte nella giornata il soggetto dovrebbe muoversi e fare qualche

105 MISURE PER LA SCELTA DELLE POLTRONE
Altezza lavoratore (cm) Altezza seduta da terra (cm) 41 43 46 49 54

106 TASTIERA E MOUSE Tastiera davanti allo schermo
Tastiera regolabile al fine di mantenere i polsi in linea con gli avambracci Mouse il più possibile vicino al corpo Tastiera e mouse posti in modo da poter appoggiare gli avambracci sul piano di lavoro

107 PIANO DI LAVORO Dotato di superficie ampia per disporre i materiali necessari (video, tastiera, mouse, ecc.) e per consentire l’appoggio degli avambracci Sufficientemente profondo da assicurare una corretta distanza visiva dallo schermo Di colore chiaro (possibilmente non bianco), non riflettente Dotato di spazio idoneo per l’alloggiamento degli arti inferiori

108 AMBIENTE Rumore: segregazione o insonorizzazione di stampanti o altre attrezzature rumorose Microclima: ridurre velocità di circolo dell’aria (evitare correnti) e mantenere un’umidità soddisfacente Calore: evitare fonti di calore radiante in vicinanza della postazione di lavoro (apparecchiature, ma anche finestre)

109 POSTURE CORRETTE Per una corretta postura seduta,
il bacino deve essere leggermente inclinato in avanti per mantenere la curva lombare. Corretta postura con flessione dell’anca e appoggio in avanti. Corretta postura seduta a fondo sedia

110 POSTURE CORRETTE Corretta postura seduta con appoggio
allo schienale leggermente inclinato all’indietro.. Postura seduta al computer Postura seduta al computer corretta scorretta

111 DISTURBI DA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Monotonia, ripetitività Complessità Difficoltà di colloquio con la macchina (software)

112 PREVENZIONE DEI DISTURBI DA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Scegliere software di uso “amichevole” Fornire una adeguata formazione ed informazione Pause (almeno 15 minuti ogni 120 di applicazione)

113 PREOCCUPAZIONI INGIUSTIFICATE PER LA SALUTE
Radiazioni ionizzanti: pari al fondo naturale Campi elettromagnetici: pari al fondo ambientale a 5 cm dallo schermo ed a 15 cm dal retro Radiazioni ultraviolette: pari al fondo naturale a 5 cm dallo schermo

114 PREOCCUPAZIONI INGIUSTIFICATE PER LA SALUTE
Non vi è rischio di cancro Non vi è rischio di aborto

115 ESERCIZI UTILI PER IL BENESSERE DEL COLLO
Intrecciare le dita sulla testa e tirare lentamente il capo in basso. Restare così per 10 secondi e ripetere per 10 volte Ritrarre il mento e tornare in posizione normale; spingere il mento in avanti e tornare in posizione normale. Ripetere 10 volte

116 ESERCIZI UTILI PER IL BENESSERE DEGLI AVAMBRACCI
Mettere le mani come in figura e mantenere la posizione per 20–30 secondi. Ripetere 5 volte.

117 ESERCIZI UTILI PER IL BENESSERE DELLE SPALLE
In posizione seduta portare una mano tra le scapole tenendo il gomito bene in alto. Per aumentare lo stiramento aumentare progressivamente l’estensione del capo. Mantenere la posizione per 20 secondi. Ripetere alternando per 5 volte.

118 ESERCIZI UTILI PER IL BENESSERE DELLA SCHIENA
Seduti su una sedia, schiena ben dritta, piedi appoggiati a terra, gambe leggermente allargate. Abbandonare le braccia tra le gambe, lasciarsi cadere in avanti, a partire dalla testa, sino a toccare terra con il dorso delle mani. Restare qualche istante, poi tirarsi su. Ripetere 5 volte.

119 GRAZIE PER L’ATTENZIONE


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