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IL FUTURO DEI CONSUMI IN ITALIA NEL 2008 Indagine previsionale condotta da S3.Studium per Confesercenti IL FUTURO DEI CONSUMI IN ITALIA NEL 2008 Indagine.

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1 IL FUTURO DEI CONSUMI IN ITALIA NEL 2008 Indagine previsionale condotta da S3.Studium per Confesercenti IL FUTURO DEI CONSUMI IN ITALIA NEL 2008 Indagine previsionale condotta da S3.Studium per Confesercenti

2 IL MUTAMENTO SOCIO-CULTURALE Problemi internazionali dei prossimi cinque anni: – il terrorismo; – le instabilità locali (Corea, Pakistan, Africa, ecc.); – crescente tensione fra Bush e lEuropa (con divisioni nellUe). Migrazioni come fattore centrale (con incombenza terrorismo e integralismo): i consumi risentiranno delle ondate di panico e della diffidenza (orientamento su beni e valori non deperibili). Aumento di instabilità, complessità, disordine. Comunicazione: da standardizzata a individualizzata. Crescente importanza delle componenti simboliche ed estetiche nella vita quotidiana di tutti gli individui. Grazie alle nuove tecnologie, passaggio da strutture sociali centralizzate a strutture policentriche e reticolari.

3 CONSUMI ED EVOLUZIONE ECONOMICA Smantellamento delle garanzie: insicurezza, propensione al risparmio. Per imprese riduzione margini e iperconcorrenza. Scarsa competitività internazionale delle aziende italiane (spesso troppo piccole per innovare): si punterà soprattutto sui mercati emergenti (delocalizzando in Romania e Cina). I consumi nel nostro Paese saranno influenzati da: – maggiore concentrazione del reddito; – arretratezza del Paese su molte leve di sviluppo (finanza, infrastrutture, distribuzione, internazionalizzazione); – crescita della finanza globale, sempre più autonoma dalla politica; – difficoltà ad organizzarsi per obiettivi a medio-lungo termine; – terziarizzazione delleconomia; – ipertrofia delle piccole e medie imprese.

4 LAPPARTENENZA ALLUNIONE EUROPEA Vantaggi dellappartenenza allEuro: – il controllo esterno di dati economici e decisioni legislative; – minori oscillazioni economiche, grazie al mercato unico; – la presenza di un mercato vasto darà alle imprese maggiori opportunità e ai consumatori più scelte e prezzi più bassi. Intervento europeo: non sui profili di contenuto dei prodotti, ma sulle procedure delle aziende: quindi più trasparenza e cooperazione fra soggetti economici. Scarsi effetti sui cittadini/consumatori: – capacità di tutela limitata (soprattutto in Italia); – le normative europee, poco peso a causa della debolezza delle associazioni d consumo (scarso peso elettorale); – la deregolazione alimentare significherà diminuzione dei controlli e quindi delle garanzie per il consumatore.

5 LITALIA IN EUROPA Intervento europeo: non sui profili di contenuto dei prodotti, ma sulle procedure delle aziende: quindi più trasparenza e cooperazione fra soggetti economici. Scarsi effetti sui cittadini/consumatori: – capacità di tutela limitata (soprattutto in Italia); – le normative europee, poco peso a causa della debolezza delle associazioni d consumo (scarso peso elettorale); – la deregolazione alimentare significherà diminuzione dei controlli e quindi delle garanzie per il consumatore. Mercato europeo: unopportunità per la risonanza e la sprovincializzazione del Made in Italy.

6 IL SISTEMA-PAESE Persisterà la posizione svantaggiata dellItalia: – arretratezza di infrastrutture; – difficoltà di approvvigionamento energetico; – complessità dellapparato burocratico; – basso livello di informatizzazione; – presenza della criminalità organizzata; – forte dipendenza dal debito pubblico; – ritardi accumulati nella ricerca e nellinnovazione. Linfluenza delle rappresentanze dei consumatori crescerà in maniera lenta, con strategie difensive e rivendicative. Poca influenza su comportamenti, ma più adesioni. In Italia, solo successi di nicchia, a causa delleccessiva frammentazione e litigiosità.

7 STILI E TENDENZE DI CONSUMO Condizione di iperscelta: consumo maturo, selettivo, critico, che tende allinfedeltà. Ascesa dello style symbol. Consumo: espressione di identità, più essere che avere. Diffusione di stili essenziali (minimalismo, fuga da tutto ciò che è complicato). Ricerca di consumi in grado di placare le ansie. Apertura verso tutto ciò che è ludico e creativo. In crescita i consumi da condividere in compagnia, capaci di creare e rafforzare relazioni. Affermazione di consumi locali, di prodotti tipici, con un alto contenuto di referenzialità tribale.

8 STILI E TENDENZE DI CONSUMO (2) Lacquisto sarà divertimento, emotività e sperimentazione estetica. Successo di brand e prodotti con storia da raccontare e memoria da condividere (Vintage nellabbigliamento, Fusion nellalimentazione). Tendenze contrapposte nel mercato del lusso: – processo di democratizzazione (più acquisti di prestigio per molti, per maggiore accessibilità economica); – nuove forme esclusive, con prestigio sociale, per le élite. Dallidentificazione passiva nelle griffe al riconoscimento dellautore, del creativo del prodotto.

9 CONSUMI: I BENI MATERIALI Le paure (amplificate dalla comunicazione) porteranno i consumi verso ciò che è rassicurante (p.es.: lalimentazione tradizionale, ma anche il nutraceutical). Abbigliamento: saturazione degli armadi. Sviluppo da nuovi materiali e processi. Calerà labbigliamento formale. Diminuiscono le metrature delle case: maggiore attenzione alle attrezzature, per risparmiare spazio (p.es. in cucina). Mercato del lusso: meno clienti ma più ricchi. Tecnologie: miniaturizzazione e comfort. Cresce, moderatamente, il consumo di prodotti digitali. Maggiore attenzione per il risparmio energetico.

10 CONSUMI: I SERVIZI Servizi in crescita e diversificazione: – benessere, salute ed estetica; – intrattenimento, cultura e tempo libero; – mobilità, turismo, ristorazione; – transazione economiche e commerciali; – comunicazione; – consulenza e assistenza tecnologica. Declinano i servizi bancari tradizionali (per i costi e per la concorrenza tecnologica). Turismo in sviluppo: difficoltà cicliche (terrorismo, Sars), ma provvisorie. Attrattività Italia: indebolita da sanatorie edilizie, riduzione dei parchi, privatizzazione beni culturali.

11 Ascesa marketing relazionale: leggere il contesto e costruire rapporti personali e duraturi con il consumatore. Sgretolamento del consumatore medio e dei target di massa: crescente complessità di segmentazione in target specifici, popolazione più eterogenea per cultura e reddito. Investimenti in pubblicità: proporzionali agli andamenti dei mercati e delle vendite, ai bilanci trimestrali. Comunque consistenti a causa dellinasprimento della concorrenza. Strategie di media planning: risorse spalmate su più mezzi di comunicazione, ma ancora primato della televisione. MARKETING E PUBBLICITÀ

12 LA DISTRIBUZIONE Dissoluzione intermediari: dal produttore al consumatore. Necessità: ripensare assistenza, garantire responsabilità. Grande disorientamento: in discussione tutte le regole. Diffusione dei punti vendita polifunzionali (cultura e caffetteria, moda e ristorazione, merci e opere darte). Proliferazione superstore (condivisione, marketing tribale). E-commerce: limiti persistenza (diffidenza carte, contatto con merce, scarsa informazione, mediocre logistica).

13 Elenco Esperti Vanni Codeluppi, professore di Sociologia dei consumi e Sociologia delle pubblicità presso l Università IULM di Milano; Sergio Luciano, vicepresidente di Hdc Multimedia Srl; Raffaele Miraglia, consulente; Francesco Morace, presidente di Future Concept Lab; Luca Pellegrini, presidente di TradeLab; Liliana Rossi Carleo, professoressa di Diritto dei consumi presso luniversità Roma Tre; Andrea Sparvoli, direttore responsabile di Mark Up; Andrea Vannucci, direttore di A.C.Nielsen C.R.A di Roma; Ugo Volli, professore di Semiotica del testo e di Semiotica della pubblicità presso luniversità di Torino


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