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Olga Marzovilla Università San PIO V - Roma

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Presentazione sul tema: "Olga Marzovilla Università San PIO V - Roma"— Transcript della presentazione:

1 Olga Marzovilla Università San PIO V - Roma
L’impatto dello squilibrio economico globale sui lavoratori migranti e sulle economie del Gulf Cooperation Council Olga Marzovilla Università San PIO V - Roma

2 Background Il Gulf Cooperation Council (GCC) comprende l’Arabia Saudita, il Bahrain, gli Emirati Arabi, il Kuwait, il Qatar e l’Oman.  Nel corso del nuovo millennio i Paesi del GCC sono diventati degli importanti protagonisti della scena economica internazionale, per due principali ragioni: 1. presso la regione del Golfo si concentrano il 40% delle riserve petrolifere e il 23% di quelle di gas naturale; 2. grazie alle riserve valutarie accumulate nel corso del nuovo millennio, per effetto della crescita della domanda mondiale di petrolio e del prolungato aumento del suo prezzo, i Paesi del GCC possono influenzare pesantemente le dinamiche dei mercati finanziari internazionali. Le precedenti ragioni concorrono a spiegare perché le economie del GCC abbiano continuato a registrare un tasso medio di crescita del 6,4% anche nel 2008, mentre in altre parti del mondo i tassi erano nulli o negativi per effetto dell’esplodere della crisi economica e finanziaria internazionale. I Paesi del Golfo sembrano essere stati interessati solo indirettamente e limitatamente dalla crisi finanziaria internazionale che dalla seconda metà del 2007 ha iniziato a diffondersi a livello internazionale. Al contrario, essi sono stati fortemente influenzati dallo squilibrio economico globale che si è approfondito nel corso del nuovo millennio.

3 flows include errors and omissions and reserves.
Official Reserves of GCC Countries Major Net Exporters and Importers of Capital (billions of US dollars) (2008 ; % values) Source: IMF, Regional Economic Outlook, October Source: IMF Global Financial Stability Report, October The minus sign refers to the countries exporting capital; net capital flows include errors and omissions and reserves. * Includes only Saudi Arabia, Kuwait and the UAE

4 Tassi di crescita del Pil reale
Fonte: IMF, World Economic Outlook, April 2010 * Valore stimato Source: IMF, World Economic Outlook, April 1010 *Estimates 4

5 Lo squilibrio economico globale nell’area del dollaro
• Gli squilibri in atto nel sistema economico internazionale si riflettono essenzialmente nella struttura della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti e di alcuni importanti paesi emergenti dell’area del dollaro. • Nel nuovo millennio ai crescenti disavanzi di parte corrente della bilancia dei pagamenti statunitense si sono contrapposti i crescenti surplus di diverse economie emergenti e, in particolare, di quelle produttrici di petrolio e di quelle dell’Asia Sud-Orientale. • Nei Paesi del Golfo gli squilibri contrapposti dei conti con l’estero hanno prodotto rilevanti effetti, interagendo con tre importanti caratteristiche che connotano le loro economie e relative: al regime dei cambi; alle dinamiche demografiche; 3. alla struttura del mercato del lavoro.

6 Balance of Payments US Balance of Payments (billions of US Dollars)
Emerging and Developing Economies: Balance on Current Account (billions of US Dollars) Source: U.S. Department of Commerce, Bureau of Economic Analysis; IMF, World Economic Outlook, April 2010; IMF, Regional Economic Outlook: Middle East and Central Asia, Oct. 2009 *Estimates.

7 Source: UN data base; Pacific FX Database
Il regime dei cambi dei Paesi del GCC • Da oltre trenta anni i Paesi del GCC legano formalmente o informalmente le loro valute al dollaro: l’Oman de jure dal 1973; l’Arabia Saudita, il Bahrain, il Qatar e gli Emirati Arabi de facto dagli anni ottanta, anche se ufficialmente le loro monete erano ancorate ai DSP. Dal 1 gennaio del 2003, come primo passo verso una completa unione monetaria, le economie del Golfo hanno adottato ufficialmente un regime monetario dollar peg. • L’ancoraggio al dollaro ha assicurato una dinamica di prezzi sostanzialmente stabile per oltre un ventennio. Tuttavia, dal 2002, con l’approfondirsi dello squilibrio economico globale e l’accentuarsi dei divari tra i crescenti disavanzi della bilancia dei pagamenti statunitense e i surplus dei paesi del Golfo, il dollar peg ha iniziato a trasformarsi in un propagatore d’instabilità, attraverso un effetto liquidità e un effetto costo. Exchange Rate, 1970 – (national currency/USD) Source: UN data base; Pacific FX Database

8 Gli effetti inflazionistici del dollar peg: l’effetto liquidità
USD Libor and Inter Bank Interest Rates (3-Months)1 Il dollar peg ha tradotto in aumenti della base monetaria i ripetuti surplus delle bilance dei pagamenti dei Paesi del GCC, derivanti dall’incremento della domanda mondiale di petrolio e del suo prezzo. Inoltre, l’esigenza di difendere il tasso di cambio e di evitare afflussi speculativi di capitale ha reso difficile il controllo della circolazione monetaria, portando ad allineare le loro politiche monetarie a quella statunitense, in presenza di squilibri asimmetrici nelle due aree. •La conseguenza è stata la contrazione dei saggi d’interesse nominali, che ha reso negativi i tassi reali e ha favorito il ricorso all’indebitamento e l’espansione dell’offerta di moneta nella sua più ampia definizione. Ciò ha alimentato l’inflazione e generato bolle speculative nei settori dove più evidente era la presenza di strozzature, ad esempio quello immobiliare. Source: Qatar Central Bank; Saudi Arabian Monetary Agency; Kuwait Central Bank; UAE Central Bank; 1 UAE data refer to the central bank overnight interest rate.

9 Broad Money Growth and Inflation Rate
Inflation Rates in the GCC Countries Broad Money Growth 1(% annual change) Source: IMF, Regional Economic Outlook: Middle East and Central Asia 1Broad money is defined to include non - resident deposits (M5). Source: IMF, Regional Outlook: Middle East and Central Asia

10 Gli effetti inflazionistici del dollar peg: il pass through effect
Main Origins of Import of Goods of GCC Countries (% values) Gli effetti inflazionistici del dollar peg: il pass through effect •L’ancoraggio al dollaro ha tradotto il deprezzamento della valuta statunitense rispetto allo yen e all’euro, che ha caratterizza- to il periodo , in un analogo deprezzamento delle monete dei Paesi del GCC. Questo ha comportato l’aumento dei prezzi in moneta nazionale dei beni importati dall’Europa, che costituisce la principale area di origine delle loro importazioni, e ha alimenta- to pressioni dal lato dei costi. Source: WTO, Statistics Database, Trade Profiles, October 2009 1Data of Saudi Arabia, Bahrain and Kuwait refer to 2007; those of Oman, Qatar and UAE refer to 2008

11 Andamento della popolazione nei Paesi del GCC
Population Growth (values in thousands) • Dal 1950 alla fine del primo decennio del nuovo secolo la popolazione dei paesi del GCC è passata da 4 milioni di persone a circa 39 milioni, con un tasso di crescita che è stato tra i più alti del mondo ed è stato favorito non solo dal tasso naturale di crescita della popolazione nazionale, ma anche dai consistenti flussi migratori netti. Source: United Nations Population Division, World Population Prospects: the 2008 Revision Population Database. * Estimates

12 La rilevanza del fenomeno migratorio nei Paesi del GCC
Net migration flows (values in thousands and for five years periods) • Tra il 1950 e il 2008 circa 10 milioni di lavoratori stranieri sono entrati nella regione del GCC. Sinteticamente, il fenomeno migratorio che ha interessato l’area del Golfo può articolarsi in due principali periodi. l’importazione di manodopera è stata caratterizzata: a) dalla prevalenza della manodopera araba non qualificata; b) ha risposto essenzialmente alle esigenze di crescita del settore petrolifero. • 1975– con l’inizio e l’accentuarsi nel corso del tempo delle politiche di diversificazione delle strutture produttive si sono delineate e affermate le tendenze: a) all’aumento della domanda di lavoratori specializzati e con alte qualifiche; b) a una più articolata distribuzione settoriale della forza lavoro estera; c) alla modifica della provenienza dei flussi migratori a favore della regione asiatica Our calculations on UN data: United Nations Population Division, World Population Prospects, the 2008 Revision Population Database

13 Il processo di dearabizzazione Arab Share in Foreign Population (%) Arab and Asian Share in Foreign Labor Force (%) Source: A. Kapiszewski (2006); Ministry of National Economy of Oman, Statistical Abstract 2009; Institute of Banking Studies of Kuwait (Kibs), Economic and Financial Data base for 2009

14 Incidenza degli immigrati sulla popolazione e sulla forza lavoro dei Paesi del GCC
Percentage Distribution of Population by Nationality: Percentage Distribution of Labor Force by Nationality: 20081 Source: Labour Market Regulatory Authority (LMRA), Kingdom of Bahrain, Bahrain Labour Market, 2009; Central Informatics Organisation of Bahrain (CIO), Statistical Abstract, 2007; Institute of Banking Studies of Kuwait (Kibs), Economic and Financial Data base for 2009; Statistics Authority of Qatar, Labour Force Sample Survey, Results, December 2008; Saudi Arabian Monetary Agency, 45th Annual Report; Ministry of Economy of UAE, UAE in Numbers 2007; UAE Central Department of Statistics, Labour Force Survey, 2008 1Data of Bahrain and Oman on population refer to 2007; those of UAE refer to 2005 for population and to 2006 for labor force.

15 Distribution of Labor Force by Nationality: Public Sector (%, 20081)
Distribution of Labor Force by Nationality: Private Sector (%, 20081) L’impatto del fenomeno migratorio sul mercato del lavoro: la segmentazione tra pubblico e privato Source: Labour Market Regulatory Authority (LMRA), Bahrain Labour Market, 2009; Institute of Banking Studies of Kuwait (Kibs), Economic and Financial Data base for 2009; Statistics Authority of Qatar, Labour Force Sample Survey, Results, December 2008; Saudi Arabian Monetary Agency, 45th Annual Report; Ministry of Economy of UAE, UAE in Numbers 2007, UAE Central Department of Statistics, Labour Force Survey, 2008 1Data of Oman refer to 2007.

16 La disoccupazione nei Paesi del GCC
Rate of Unemployment, 20081 La rigidità del segmento pubblico del mercato del lavoro contribuisce a spiegare il paradosso degli alti tassi di disoccupazione dei nazionali che si registrano in diversi Paesi dell’area, in presenza di un’elevata domanda di manodopera straniera. Il problema della disoccupazione si aggrava se si considerano i tassi relativi alla disoccupazione giovanile, che superano mediamente il 30% nell’intera regione. La rilevanza del problema ha spinto le politiche nazionali in una triplice direzione: 1. a intensificare il processo di diversificazione della struttura produttiva; 2. a incentivare le azioni nel settore dell’istruzione e della formazione dirette all’emergere di capacità adeguate alle esigenze della crescita; 3. ad accentuare le politiche di nazio- nalizzazione del mercato del lavoro (saudizzazione, omanizzazione, ecc.). Source: SAMA, 45th Annual Report; UAE Ministry of Economy, Central Department of Statistics, Labour Force Survey, 2008; Qatar Statistics Authority, Labour Force Sample Results, 2008; Institute of Banking Studies of Kuwait, Economic and Financial Database for Bankers, 2009; Ministry of Labour and Bahrain Centre for Studies and Research, Labour Force Survey, November 2004 1 Data of Bahrain refer to 2004; data of UAE refer to 2005.

17 Public and Private Sector (2008)
Differenze retributive nel Bahrain Average Monthly Wage for Public and Private Sector by Nationality (values in BD) Private Sector (2006) Public and Private Sector (2008) Source: Central Informatics Organization (CIO) Source: Labour Market Regulatory Authority (LMRA), Bahrain Labour Market, 2009

18 Basic Wage Increase in GCC Countries (%, 2005 – 2008)
L’influenza delle caratteristiche del mercato del lavoro sulle dinamiche inflazionistiche Basic Wage Increase in GCC Countries (%, 2005 – 2008) Nel contesto di un mercato del lavoro estremamente segmentato, con una squilibrata distribuzione di diritti e doveri, si sono manifestati gli effetti dell’inflazione avviati dall’aumento del prezzo del petrolio e amplificati dal dollar peg. L’aumento dei prezzi si è tradotto in una contrazione dei redditi reali di ampi strati della popolazione, inducendo richieste d’incrementi salariali in un clima di crescenti tensioni. Gli aumenti più rilevanti sono stati concessi dal settore pubblico accrescendo le disparità esistenti nel mercato del lavoro e alimentando rivendicazioni salariali anche in quello privato. La conseguenza è stata un aumento progressivo annuo dei salari base, con gli incrementi maggiori concessi dal settore delle costruzioni e da quello bancario. Source: GulfTalent.com Survey, Gulf Compensation Trends 2008

19 L’effetto del dollar peg sulle rimesse
Main Expatriate Communities in the GCC Countries (values in thousands)1 All’aumento dei salari ha concorso anche l’effetto del dollar peg sulle rimesse degli immigrati, il cui valore, tradotto nelle valute dei paesi di origine, è stato decurtato dal prolungato deprezzamento delle monete dei paesi del GCC in tandem con quello del dollaro. Ciò ha contribuito ad alimentare la richiesta di aumenti retributivi. Nel complesso, la particolare struttura del mercato del lavoro dei Paesi del GCC ha interagito con le caratteristiche del regime dei cambi, dando luogo a una spirale inflazionistica mista, nella quale pressioni dal lato dei costi si sono sovrapposte a spinte dal lato della domanda, in un clima di crescenti tensioni nel quale sono sempre più frequenti le azioni di protesta della manodopera immigrata, e soprattutto di quella indiana, che oggi costituisce la maggioranza degli stranieri presenti nella regione.  Nel perio, Source: A. Kapiszewski, Arab versus Asian Migrant Workers in the GCC Countries, UN/POP/EGM/2006/02, 22 May 2006 1Estimates for various years: Bahrain, Oman, Saudi Arabia, 2004; Kuwait, 2003; Qatar, UAE, 2002.

20 Conclusione L’elevata incidenza degli stranieri sulla popolazione dei Paesi del GCC e la loro netta prevalenza sulla forza lavoro totale rendono essenziale conciliare le esigenze della crescita con quelle della stabilità sociale. Queste ultime richiedono una più equa distribuzione dei diritti e dei doveri e impongono non solo una più efficace azione sul piano dei diritti umani, ma anche una più stabile dinamica economica che eviti che gli effetti redistributivi dell’inflazione accrescano le sperequazioni nella distribuzione dei redditi. L’obiettivo antinflazionistico è prioritario per i Paesi del GCC, e ciò implica con solo di contrastarne gli effetti, ma anche di rimuoverne le cause. L’esperienza del nuovo millennio ha mostrato che il dollar peg ha costituito un importante veicolo d’inflazione per i paesi del Golfo e suggerisce l’opportunità di una sua modifica. Una soluzione alternativa potrebbe essere rappresentata da un sistema di basket peg, che agganci le monete nazionali a un paniere di valute forti che rispecchino la direzione e l’intensità dei flussi commerciali e finanziari delle economie dell’area sul mercato internazionale. Questa soluzione avrebbe il vantaggio di preservare i benefici, in termini di credibilità e di stabilità delle aspettative, che derivano dall’ancoraggio a valute con una più solida reputazione e di contribuire, nel contempo: a stabilizzare i tassi di cambio nominali effettivi; a ridurre i rischi del pass-through effect; a stabilizzare il valore delle rimesse nelle valute dei paesi di origine dei flussi di immigrazione; a recuperare una parziale flessibilità nell’impiego della politica monetaria, sganciandola parzialmente dalle sole scelte di politica monetaria statunitense.

21 Basic Salary Increase in GCC Countries (%, 2005 – 2009)
Tendenze recenti Basic Salary Increase in GCC Countries (%, 2005 – 2009) Inflation Rates in the GCC Countries IMF, World Economic Outlook, April 2010 1Projections Source: GulfTalent.com Survey,

22 Effetti della crisi sull’occupazione dei Paesi del GCC
La crisi ha determinato una perdita di posti di lavoro stimata di circa il 10% per l’intera area, con le contrazioni maggiori osservate nel 2009 nell’UAE (16%) e nel Bahrain (12%) e nei settori delle costruzioni (15%) e bancario (13%). Tuttavia, la crisi sembra aver colpito soprattutto i lavoratori altamente qualificati occidentali (13%). Per gli altri si è assistito a una redistribuzione della forza lavoro entro l’area, dai paesi maggiormente penalizzati dalla contrazione della domanda a quelli che hanno continuato a registrare sostenuti tassi di crescita. Già nell’ultimo trimestre del 2009 del 2009 si è registrato un aumento dell’occupazione degli stranieri in Arabia Saudita, in Qatar e in Oman, a fronte della riduzione osservata negli altri paesi del GCC. Si stima, in particolare, che circa il 22% di coloro che hanno perso il posto di lavoro abbiano trovato occupazione in altre economie della regione (il 33% è rimasto nella regione e il 30% è tornato in patria). Effetti della crisi sull’occupazione dei Paesi del GCC Redundancies by Country (%, 2009) Source: GulfTalent. com, Employment and Salary Trends in the Gulf, Private Sector Expatriate Employment (% Change in 2009 Q4) Source: GulfTalent. com, Saudi Arabia and Qatar Lead Job Creation in the Gulf, April 2010


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