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ALIMENTAZIONE D OTTOR P IETRO P ACE. IL PUZZLE DELLA SALUTE.

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Presentazione sul tema: "ALIMENTAZIONE D OTTOR P IETRO P ACE. IL PUZZLE DELLA SALUTE."— Transcript della presentazione:

1 ALIMENTAZIONE D OTTOR P IETRO P ACE

2 IL PUZZLE DELLA SALUTE

3 ALIMENTAZIONE

4 E la malattia che rende piacevole e buona la salute, la fame lappetito, la stanchezza il riposo ( Eraclito VI-V secolo AC ).

5 ALIMENTAZIONE La memoria è necessaria per imparare, ma imparare è qualcosa di più che ricordare: è anche capire ed è modificazione del comportamento.

6 DIETA EVOLUTIVA PAG 213

7 ALIMENTAZIONE …NON DI SOLO PANE VIVE LUOMO…

8 ALIMENTAZIONE Il mondo è troppo complesso e interessante perché un unico modo di conoscerlo possa contenere tutte le risposte ( Stephen Gould , biologo ).

9 ALIMENTAZIONE Si muore di più per quello che si mangia che non per luso di tabacco, per gli incidenti o per qualsiasi altro fattore dovuto allo stile di vita o allambiente.

10 RDA PAG 287

11 ALIMENTAZIONE Luso di farmaci e il ricovero in ospedale rappresentano la terza causa principale di morte.

12 CAUSE DI MORTE

13 ALIMENTAZIONE Biologico si – biologico no………………………… Una tazzina di caffè contiene 10 mg di sostanze capaci di causare il cancro nei roditori. Una quantità equivalente, secondo Hames ai residui di pesticidi sintetici che un americano assume in un anno!

14 AFLATOSSINA CAUSA IL CANCRO AL FEGATO NEI RATTI I RATTI PIU VULNERABILI AL TUMORE SONO QUELLI A CUI VENGONO SOMMINISTRATE DIETE CON LE PIU ELEVATE PERCENTUALI DI PROTEINE ANIMALI.

15 ALIMENTAZIONE Le diete a basso contenuto proteico inibiscono la formazione del cancro da parte dellAF, indipendentemente dalla quantità di questo carcinogeno somministrata agli animali. Una volta completata la formazione del cancro, le diete a basso contenuto proteico bloccano sensibilmente anche la successiva crescita

16 LA CASEINA Costituisce l87% delle proteine del latte vaccino. Favorisce tutti gli stadi del processo tumorale.

17 FRUMENTO E SOIA Questi tipi di proteina non favoriscono il cancro anche se assunti in dosi elevate.

18 UNA DIETA E UNO STILE DI VITA SANI POSSONO PREVENIRE LA MAGGIOR PARTE DEI TUMORI

19 ALIMENTAZIONE

20 ALIMENTAZIONE EVOLUTIVA………………..

21 DIETA EVOLUTIVA

22 CARDIOPATIA DIABETE OBESITA ICTUS TUMORI IPERTENSIONE ARTRITE CATARATTA IMPOTENZA ALZHEIMER POSSONO REGREDIRE MEDIANTE UNA DIETA SANA.

23 LA VECCHIAIA PUO E DEVE ESSERE UNETA TRANQUILLA E SERENA

24 IMPORTANTE Condurre ricerche sulle più minuscole componenti biochimiche degli alimenti e cercare di trarne ampie conclusioni riguardo alla dieta e alla salute conduce a risultati contradditori che a loro volta portano a scienziati confusi ( C. Campbell )

25 PROTEINE ( ALTA - BASSA QUALITÀ ) Attraverso sistemi metabolici estremamente complessi, lorganismo umano può ricavare tutti gli amminoacidi essenziali dalla naturale varietà di proteine vegetali che troviamo ogni giorno.

26 CEREALI INTEGRALI Farro Segale Frumento Riso Bulgar orzo

27 LEGUMI FISSATORI DI AZOTO Arachidi Alfalfa Soia Trifoglio Piselli fagioli

28 PROVA STABILIRE UNA PROVA ASSOLUTA NEL CAMPO DELLA MEDICINA E DELLA SALUTE E PRESSOCCHE IMPOSSIBILE. QUESTO PERCHE LA RICERCA IN AMBITO SANITARIO E INTRINSECAMENTE STATISTICA. NON E MAI STATO DIMOSTRATO al 100% CHE IL FUMO CAUSI IL CANCRO AL POLMONE MA LE POSSIBILITA CHE CIO NON SIA VERO SONO ASTRONOMICAMENTE BASSE.

29 ALCOOL Alcol moderato protegge il metabolismo Un metanalisi ha verificato, in studi osservazionali, che l'assunzione moderata di alcol è associata a una ridotta probabilità di sviluppare la sindrome metabolica: vino birra o superalcolici da consumare durante la giornata, in quantità ben precise Le linee guida sul consumo di alcol hanno fatto proprie le evidenze emerse da una metanalisi di studi osservazionali, pubblicata di recente su Atherosclerosis, che ha coinvolto, nel complesso, circa soggetti. Gli autori hanno preso in considerazione tutte le pubblicazioni scientifiche rilevanti che avevano indagato la correlazione fra consumo di alcool e sindrome metabolica, con distinzione tra uomini e donne e tra quantità ben precise di alcol assunto. Dall'analisi degli studi è emerso che un consumo di alcool fino a, e non oltre, 40 g al giorno negli uomini, e 20 g al giorno nelle donne, era associato in maniera significativa a una ridotta incidenza della sindrome metabolica. Tali quantità sono il riferimento indicato nelle linee guida sul consumo di alcol, adottate dalla comunità scientifica, dal momento che, con questi livelli di consumo, la probabilità di sviluppare la sindrome si riduceva del 16% circa tra gli uomini e del 25% tra le donne rispetto a quanto osservato tra gli astemi. Con un consumo più elevato il vantaggio protettivo si riduceva e perdeva di significato statistico. Gli autori, inoltre, non hanno notato particolari differenze tra bevande: vino birra e liquori sembrano, infatti, avere tutti la stessa azione. "Il dibattito sulla fonte di alcol - spiega Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy (NFI) - riconduce all'importanza della quantità di alcol indipendentemente dalla bevanda, anche se è indubbio il valore nutrizionale dei polifenoli presenti nel vino rosso, elemento caratteristico della dieta mediterranea". Secondo la NFI, l'effetto protettivo potrebbe essere dovuto, almeno in parte, all'azione antinfiammatoria che l'alcool ha mostrato in numerosi studi. Ma anche gli effetti favorevoli dell'alcool sulla colesterolemia HDL e sulla sensibilità all'insulina possono contribuire a spiegare il ruolo protettivo osservato. Le linee guida specificano che per raggiungere e non superare le quantità moderate si possono assumere fino a tre bicchieri di vino, fino a tre boccali di birra e fino a tre bicchierini di superalcolico al giorno. "Per quanto non ci siano indicazioni specifiche sulle modalità di consumo - chiarisce Poli - tali consumi vanno intesi secondo l'approccio mediterraneo che prevede il consumo di alcol durante i pasti, per evitare picchi di alcolemia dannosi per altri motivi per la salute". Fonti Atherosclerosis, 2009 June; 204 (2): Nutrition Foundation of Italy

30 ALCOOL Sindrome metabolica, alcol dannoso anche se moderato TAGS: MALATTIE DEL METABOLISMO, SINDROME METABOLICA X, RESISTENZA ALL'INSULINAMALATTIE DEL METABOLISMOSINDROME METABOLICA XRESISTENZA ALL'INSULINA ARTICOLI CORRELATI | Con sindrome metabolica aumenta rischio di gonartrosi Con sindrome metabolica aumenta rischio di gonartrosi | Gamma-Gt marker di sindrome metabolica e ridotta Igt Gamma-Gt marker di sindrome metabolica e ridotta Igt | Sindrome metabolica, regredisce se cambia lo stile di vita Sindrome metabolica, regredisce se cambia lo stile di vita Il rischio di andare incontro alla sindrome metabolica (Sm) aumenta in relazione al consumo di alcolici: secondo quanto emerge dallo studio condotto da Maria T. Barrio-Lopez dellUniversità di Navarra in Spagna e pubblicato su Clinical nutrition, basta il consumo di una bevanda alcolica al giorno per far aumentare significativamente le probabilità. Lo studio ha seguito per più di sei anni partecipanti di età media pari a 35,4 anni, laureati, in buona forma fisica e con unalimentazione di tipo mediterraneo, al reclutamento privi di sintomi associati alla sindrome metabolica. I ricercatori hanno diagnosticato i nuovi casi di Sm seguendo i cinque parametri definiti congiuntamente dallInternational diabetes federation, dallAmerican heart association e dal National heart, lung, blood institute. Secondo questa definizione la diagnosi di Sm viene fatta in presenza di almeno tre requisiti tra valore elevato del girovita, trigliceridi alti, bassi valori di colesterolo Hdl, ipertensione e iperglicemia a digiuno. Le abitudini alimentari sono state valutate attraverso un questionario semi-quantitativo validato in Spagna con 139 voci, che includeva domande sullo stile di vita, sesso, età, anni di università, dati antropometrici, fumo e attività fisica, e infine storia clinica del paziente. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare tipo (birra, vino rosso, altri tipi di vino, superalcolici) e frequenza (giornaliera, settimanale, solo nei weekend e mensile) nel consumo degli alcolici. Durante il follow-up (durato in media sei anni) sono stati identificati 341 nuovi casi di sindrome metabolica su 8103 partecipanti, pari a un'incidenza del 4,2%. Chi consumava una quantità pari o superiore a sette drink alcolici a settimana ha mostrato un rischio significativamente più alto di sviluppare la sindrome metabolica, rispetto ai non bevitori. In aggiunta a questo dato è stato dimostrato che i parametri più a rischio nei bevitori sono lalto valore di trigliceridi nel sangue, la glicemia elevata a digiuno e – per chi consuma birra – i bassi valori di colesterolo HDL. Il rischio è apparso più elevato in chi concentrava il consumo (tipicamente nei due giorni del week-end). «Questa incidenza – come scrive lautore nel paper – è inferiore a quella descritta nella popolazione spagnola, proprio come ci si aspetterebbe in una coorte di giovani adulti attivi, con un basso BMI, una buona istruzione e privi inizialmente di qualsiasi sintomo di sindrome metabolica, ma è tuttavia indicativa dellaumento di rischio associato al consumo di alcol, da confermare con ulteriori studi».

31 CANCRO FASE DI INIZIAZIONE FASE DI PROMOZIONE FASE DI PROGRESSIONE …MORTE

32 FASE DI INIZIAZIONE FAVORITA DAI CARCINOGENI (SOTTOPRODOTTI DEI PROCESSI INDUSTRIALI COME PCB, AFLATOSSINA, BENZOPIRENE ETC.) PROVOCANO UNA MUTAZIONE AI DANNI DEL DNA ( AF-MFO – ossidasi a funzione mista - ) IL SUO COMPLETAMENTO E CONSIDERATO IRREVERSIBILE

33 FASE DI PROMOZIONE SI SVOLGE IN UN PERIODO DI TEMPO DI ANNI LE CELLULE CANCEROSE INIZIALI NON SI MOLTIPLICANO IN ASSENZA DI CONDIZIONI GIUSTE E REVERSIBILE

34 FASE DI PROGRESSIONE OVVERO QUANDO UN TUMORE, ORAMAI CONSIDERATO MALIGNO, ABBANDONA LA SUA RESIDENZA INIZIALE E COMINCIA A VAGARE… METASTASI

35 THE CHINA STUDY Dopo liniziazione con AF i foci crescono ( entrano in fase di promozione ) molto di più con una dieta con il 20% di proteine che con una al 5%. Nel corso della Promozione le proteine hanno la meglio sul carcinogeno, indipendentemente dalla dose di esposizione iniziale. La crescita dei foci può essere invertita, verso lalto o il basso, modificando la dose di proteine

36 THE CHINA STUDY Impronta genetica: il corpo non dimentica le offese… I foci non si sviluppano fino a circa il 10% di proteine alimentari. Lamericano medio consuma il 15-16% di proteine Il 10% di proteine equivale a mangiare g di proteine al giorno.

37 ALIMENTAZIONE 12 g di proteine in 100 calorie di spinaci ( 425 g ) 5 g di proteine in 100 calorie di ceci crudi ( 2 cucchiai da tavola ) 13 g di proteine in 100 calorie di bistecca di manzo ( ca 42 g ) …una dieta a basso contenuto proteico potrebbe annullare leffetto cancerogeno di un carcinogeno potentissimo come laflatossina!

38 ALIMENTAZIONE CARNE Maiale, manzo, vitello, vitellone (bistecca): g Coscia di pollo: 120 g Ala di pollo: 80 g Petto di pollo: 120 g Fetta di prosciutto: 20 g Fetta di salame: 10 g Wurstel: 30 g PESCE Filetto di alice sottolio: 15 g Sogliola (filetto): 100 g Tonno (scatola piccola): 80 g Tonno (scatola grande): 170 g Trota: g Filetto di merluzzo: g UOVA E LATTICINI Uovo: 60 g Latte: 130 g (bicchiere), 250 g (tazza) Yogurt (125 g) Gelato (coppetta): 200 g Mozzarella: 120 g Ricotta: 70 g

39 ALIMENTAZIONE Il latte materno contiene circa 1 g di proteine ogni 100 ml, ovvero il 6-8 % del totale calorico. Il latte vaccino ha un contenuto proteico 4 volte superiore al latte materno.

40 PROTEINE VEGETALI Non promuovono la crescita del cancro, neppure se assunte in dosi elevate. Il glutine non produce leffetto della caseina neppure se somministrato allo stesso dosaggio del 20% I ratti alimentati con diete costituite per il 20% da proteine della soia non formavano foci iniziali, come quelli alimentati con il 20% di proteine del frumento

41 IN DEFINITIVA: Le proteine del latte vaccino sono un promotore straordinariamente potente del cancro nei ratti a cui è stata somministrata laflatossina. Questo effetto di Promozione si verifica a livelli di proteine alimentari ( 10-20% ) comunemente usati, sia nei roditori che negli esseri umani.

42 IN DEFINITIVA La fase di iniziazione è molto meno importante di quella di promozione del cancro. Lalimentazione è molto più importante rispetto alla dose del carcinogeno che ha provocato liniziazione. Le sostanze nutritive provenienti da cibi di origine animale incrementano lo sviluppo del tumore, mentre quelle provenienti da cibi di origine vegetale lo riducono.

43 LA GENETICA ESSA DETERMINA SOLO UNA PERCENTUALE PARI AL 2-3% DEL RISCHIO TOTALE DI CANCRO.

44 IL COLESTEROLO Livello medio di colesterolo nella Cina rurale: 127mg/dl. Livelli più bassi di colesterolo endogeno sono correlati a livelli più bassi di cardiopatie e cancro. E difficile assistere ad un decesso dovuto a cardiopatia in pazienti con livelli di colesterolo inferiori a 150 mg/dl.

45 IL COLESTEROLO I cibi di origine animale sono correlati allaumento di colesterolo endogeno. Il consumo di proteine animali causa laumento di colesterolo nel sangue. Anche i grassi saturi e il colesterolo alimentare aumentano il livello di colesterolo endogeno anche se in minor grado rispetto alle proteine.

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47 TUMORE AL SENO Una dieta ad alto contenuto lipidico ( e quindi proteico – correlazione 70-84% ) è associato ad un tasso di colesterolo elevato e a livelli più elevati di estrogeni prima (aa ) e di prolattina poi ( aa ). Dieta lipidica, colesterolo alto, estrogeni alti, prolattina alta sono associati con una maggior incidenza di cancro al seno e con il menarca precoce ( e la menopausa ritardata ).

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49 LE FIBRE Non vengono digerite. Trattengono acqua nellintestino. Catturano pericolose sostanze che transitano nellintestino. Sono fatte da molecole di carboidrati molto complesse. Non hanno calorie e anzi diluiscono la densità calorica degli alimenti e creano senso di sazietà.

50 LE FIBRE Una scarsa assunzione può portare a: Cancro dellintestino crasso. Diverticolosi. Emorroidi. ipercolesterolemia

51 LE FIBRE ALIMENTI RICCHI: FRUTTA FAGIOLI. VERDURE IN FOGLIE. CEREALI INTEGRALI.

52 FIBRE-FERRO Lassunzione di ferro risulta più alta se associata a cibi di origine vegetale rispetto a quelli di origine animale. Grano e granoturco sono ricchi di ferro.

53 ANTIOSSIDANTI I COLORI DELLA FRUTTA E DELLA VERDURA DERIVANO DA UNA VARIETA DI SOSTANZE CHIMICHE CHIAMATE ANTIOSSIDANTI. Si definisce radicale (o radicale libero ) un'entità molecolare molto reattiva avente vita media di norma brevissima, costituita da un atomo o una molecola formata da più atomi che presenta un elettrone spaiato: tale elettrone rende il radicale estremamente reattivo, in grado di legarsi ad altri radicali o di sottrarre un elettrone ad altre molecole vicine.entità molecolarereattivaatomomolecolaelettrone spaiatolegarsi

54 OSSIDANTI-ANTIOSSIDANTI Gli elettroni sono il mezzo che rende possibile il trasferimento di energia. Gli antiossidanti intercettano e decontaminano gli elettroni a rischio di dispersione. Non produciamo nessuno dei nostri antiossidanti.

55 RADICALI LIBERI Danni: Cataratta. Aterosclerosi. Cancro. Enfisema polmonare. Artrite. Etc…

56 VIT C Bassi livelli sono collegati a: leucemia. Cancro allesofago, al rinofaringe, alla mammella, allo stomaco, al fegato, al retto, al colon e al polmone…inoltre… Cardiopatia coronarica, cardiopatia ipertensiva, ictus.

57 BETA - CAROTENE Bassi livelli sono associati ad aumento del cancro allo stomaco. MA Il trionfo della salute non risiede nelle singole sostanze, ma nei cibi naturali che li contengono.

58 CARBOIDRATI Complicanze di una dieta a basso contenuto: Aritmia cardiaca. Compromissione della funzione contrattile cardiaca. Morte improvvisa. Osteoporosi. Danno renale. Rischio di cancro. Anomalie lipidiche.

59 CARBOIDRATI La dieta più sana è quella ad alto contenuto di carboidrati. Essa è in grado di far regredire le cardiopatie, il diabete, di prevenire molte malattie croniche e favorisce la perdita di peso ( calorie disperse in calore corporeo ). I vantaggi per la salute derivano dal consumo di carboidrati SEMPLICI e complessi che si trovano nei cereali integrali, nella frutta e nella verdura.

60 CARBOIDRATI RAFFINATI Pane bianco. Cracker. Patatine. Farina bianca. Dolciumi. Pasticceria. Cioccolato. Bibite zuccherate.

61 CALORIE Americano medio di 77 kg: gionaliere. Cinese della Cina rurale di 77 kg: giornaliere.

62 DIETA La stessa dieta adatta alla prevenzione del cancro lo è altrettanto per la prevenzione delle cardiopatie, lobesità, il diabete, la cataratta, la degenerazione maculare, lAlzheimer, la disfunzione cognitiva, la sclerosi multipla, losteoporosi etc.

63 CUORE Una persona colpita da infarto su tre è destinata a morire. Neanche il fumo è allorigine della malattia ( americani di origine giapponese-giapponesi ). Nel giro di 10 aa, metà dei pazienti operati di bypass perderà la vita, avrà subito un infarto o riavrà langina. Le placche più pericolose sono quelle più piccole e meno stabili, mentre il bypass è volto alla cura di quelle più grandi.

64 DOTTOR. ESSELSTYN Il 70% dei suoi pazienti, che avevano intrapreso una dieta senza oli, carne, pesce, pollame e latticini, aveva potuto vedere la riapertura delle proprie arterie intasate. Un diametro aumentato del 7% incrementa il volume del sangue del 30%. Il 35% degli infarti colpisce americani con un colesterolo di mg/dl ( livelli di colesterolo veramente sicuri sono sotto i 150 )

65 OBESITA La soluzione consiste in una dieta a base di cibi vegetali, cereali integrali e una dose ragionevole di esercizio fisico. Se si mangiano i cibi giusti si può mangiare quanto si vuole. Un senso di fame prolungato fa sì che il corpo rallenti il tasso globale del metabolismo per difendersi.

66 DIABETE Gli avventisti vegetariani hanno un tasso di diabete e obesità dimezzato rispetto ai mangiatori di carne. Pur avendo un effetto benefico, gli integratori alimentari a base di fibre non hanno ottenuto gli stessi effetti coerenti prodotti dal passaggio ad una dieta a base di cibi vegetali naturali.

67 DIABETE GRAFICO PAG 147

68 COLESTEROLO La sola dieta può ridurre i livelli del 30% nel giro di 2 settimane. Grafico pag 148

69 COLOSTEROLO Un uovo contiene ben 200 mg o più di colesterolo ( il limite quotidiano consigliato è di 300 mg )

70 SENO TABELLA PAG 153

71 SENO TAB PAG 154

72 SENO Il 90-95% di sostanze come la diossina e il PCB deriva dal consumo di carni animali dove si sono accumulati. Gli inquinanti ambientali sembrano rivestire unimportanza assai minore, per il cancro al seno, rispetto ai cibi che scegliamo di mangiare.

73 TOS Dopo 5,2 aa di terapia il WHI ( womens health initiative ) ha rilevato un aumento di cancro al seno del 26%; lHERS ( heart end estrogen/progestin replacement study), del 30%. Non è escluso che la TOS possa aumentare il rischio di patologie cardiovascolari. La TOS ha rivelato un effetto positivo sul cancro colorettale e sul tasso di fratture ossee.

74 COLON TAB PAG 162

75 COLON Mangiare 10 g di fibre alimentari ( di alimenti naturali ) in più al giorno, riduce del 33% il rischio di cancro del colon. Ci sono 10g di fibre in una tazza di lamponi, in una pera, in una tazza di piselli, di fagioli o di prugne. Aggiungere fibre isolate agli alimenti potrebbe non produrre alcun beneficio.

76 CALCIO Inibisce la crescita delle cellule a rischio nel colon e si lega agli acidi biliari. Una dieta ricca di graminacee svolge ancora meglio il compito di riduzione degli acidi biliari. Unintensa attività fisica riduce il tasso di cancro colorettale!?

77 PROSTATA Rappresenta il 25% di tutti i tumori. Chi consuma una maggior quantità di latticini corre un rischio doppio e quadruplica le possibilità di metastasi e di morte. Si registrano tassi elevati di cancro alla prostata in società che adottano diete e stili di vita occidentali.

78 IGF-1 E un fattore predittivo del cancro come lo è il colesterolo per le cardiopatie. Consumare cibi di origine animale aumenta i livelli di questo ormone nel sangue. Livelli aumentati di IGF-1 fanno aumentare di 5,1 volte il rischio di cancro della prostata. Le proteine animali arrestano la produzione di vitamina D superattiva. Leccesso di calcio ( latte ) arresta la produzione di vit D superattiva

79 MALATTIE AUTOIMMUNI In generale diventano più frequenti via via che ci si allontana dallequatore. La SM, ad esempio, è 100 volte più diffusa allestremo nord che allequatore. Mimetismo molecolare: non essere in grado di distinguere le proteine aliene da quelle del proprio corpo. Leaky-gut.

80 MALATTIE AUTOIMMUNI TAB PAG 176

81 DIABETE 1 I bambini che nella prima o seconda infanzia presentano un background genetico di un certo tipo, se vengono svezzati troppo presto, passando al latte vaccino e se vengono eventualmente contagiati da un virus che può compromettere il sistema immunitario intestinale, risultano ad alto rischio di diabete tipo 1.

82 DIABETE 1 Tab pag 181

83 DIABETE 1 Pur in presenza di geni interessati, la malattia tende a presentarsi solo in risposta a determinate circostanze dietetiche e/o ambientali. Il fatto che il diabete 1 stia aumentando del 3% lanno prova che i geni non sono i soli responsabili della malattia. Il latte materno è lalimento ideale per la prima infanzia, grave errore è sostituirlo con quello di mucca.

84 SCLEROSI MULTIPLA Il consumo di latte di mucca e di carne, ricchi di grassi saturi, è strettamente legato alla SM. Il pesce, ricco di grassi omega-3 è associato a bassi livelli di SM. Swank ( Montreal ). Latte vaccino e scarsa esposizione solare favoriscono le malattie autoimmuni. La vit D previene levoluzione sperimentale di tutte queste malattie.

85 ALIMENTAZIONE

86 VIT D Inibisce lo sviluppo di alcune cellule T e la loro produzione di citochine che innescano la risposta autoimmune. Incoraggia la produzione di altre cellule T che contrastano questo effetto. Il calcio in eccesso, le proteine animali e i cereali raffinati che producono acidi, inibiscono la produzione renale di vit D attiva.

87 OSTEOPOROSI I paesi che consumano più latte di mucca e derivati hanno le più elevate percentuali di fratture e la peggior salute ossea.

88 OSTEOPOROSI Le proteine animali provocano acidosi tissutale. Lorganismo reagisce tamponando lacidità con il calcio mobilizzato dalle ossa per cui si verifica un aumento della quantità di calcio nelle urine. Un elevato consumo di proteine vegetali è sorprendentemente associato alla sparizione di fatto delle fratture ossee.

89 OSTEOPOROSI Unelevata BMD aumenta il rischio di osteoartrite e di cancro al seno. Le ossa sono più sane grazie allesercizio. Il calcio si trova abbondante nei vegetali come legumi e verdure in foglia. Mantenere al minimo il consumo di sale.

90 CALCOLOSI RENALE Lurolitiasi ( ossalato di calcio ) è aggravata dalle diete ricche di latticini ed in genere delle proteine della carne. Il passaggio ad una dieta più vegetariana e meno energetica può ridurre il rischio di calcoli.

91 DEGENERAZIONE MACULARE Per arginare i radicali liberi che danneggiano la macula sono indispensabili gli antiossidanti contenuti nella frutta e nella verdura ( broccoli, carote, spinaci, cavolo nero, zucca, patata, ortaggi a foglia verde scura etc ).

92 CATARATTA La luteina, contenuta negli spinaci e nelle verdure a foglia verde, è parte integrante del tessuto del cristallino. Lopacizzazione del cristallino è provocata dai radicali liberi il cui eccesso è favorito dai cibi di origine animale e ridotto da quelli di origine vegetale.

93 ALZHEIMER I tassi di Alzheimer sono inferiori nelle aree meno sviluppate. Le popolazioni con alto consumo di grassi e ridotto consumo di cereali presentano i più alti tassi di malattia. Vit E, vit C e selenio sono in relazione con minor perdita di memoria. Lacido folico basso è pro Alzheimer, lomocisteina alta ( amminoacido che proviene dalle proteine animali ) è pro Alzheimer.

94 ICTUS Tre porzioni supplementari di frutta e verdura al giorno, riducono il rischio di ictus del 22%.

95 DIETA EVOLUTIVA MELANOMA: questa forma mortale del cancro alla pelle può essere attenuata o fatta regredire apportando cambiamenti nello stile di vita.

96 DIETA EVOLUTIVA TAB PAG 218

97 DIETA EVOLUTIVA INTEGRATORI: potrebbe essere necessario assumere vit B12 e vit D senza superare lRDA. La maggior parte dei benefici per la salute si ottengono a livelli molto bassi, ma non pari a zero, di cibi di origine animale. La moderazione può rendere più difficile il conseguimento dellobiettivo.

98 DIETA EVOLUTIVA PAG 229

99 DIETA EVOLUTIVA PAG 229

100 SCIENZA REGOLA DORO: …è chi possiede loro a stabilire le regole! RIDUZIONISMO: le indagini scientifiche sugli effetti di singole sostanze nutritive su malattie complesse hanno poco significato poiché leffetto nutrizionale è dovuto al consumo di una straordinaria serie di sostanze nutritive e di altro genere presenti nei cibi naturali.

101 ANTIOSSIDANTI Beta –carotene, licopene, cantaxantina delle carote, criptoxantina delle arance etc. Consumare un carotenoide per volta sotto forma di pillola non equivarrà mai a mangiare il cibo intero, che fornisce la rete naturale di sostanze nutritive benefiche. Il reparto più sano di un supermercato è quello dove si vendono frutta e verdura.

102 GRAZIE PER LATTENZIONE


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