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1 Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 INDAGINE REALIZZATA CON IL SISTEMA DI RILEVAZIONE.

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Presentazione sul tema: "1 Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 INDAGINE REALIZZATA CON IL SISTEMA DI RILEVAZIONE."— Transcript della presentazione:

1 1 Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 INDAGINE REALIZZATA CON IL SISTEMA DI RILEVAZIONE

2 2 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Indice

3 3 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 I perché della ricerca - Ing. Rodolfo Trippodo -il Sistema Qualità Italia ruota intorno al triangolo relazionale: AZIENDA - CONSULENTE - ORGANISMO DI CERTIFICAZIONE. L'azienda è cliente del Consulente, poi diventa cliente dell'O.d.C., ma anche il Consulente, in quanto partner dell'azienda nella realizzazione del sistema di gestione per la qualità che sarà certificato, diventa cliente dell'O.d.C. -CERMET, attento ai propri clienti, ha avviato qualche anno fa una indagine di customer satisfaction, dando a Pragmatica il compito di realizzare la ricerca. Tra le diverse informazioni utili al nostro miglioramento, emerge che il consulente gioca un ruolo importante nelle relazioni con le aziende nostre clienti e che la soddisfazione è piena quando entrambi i soggetti lo sono. -CERMET si rende dunque conto di dover conoscere meglio il mondo della consulenza, ecco che allora insieme a Pragmatica decide di realizzare questa nuova ricerca. Alcuni dei risultati crediamo siano di interesse del Sistema Qualità Italia e per questo li rendiamo di seguito disponibili, molti troveranno confermate opinioni diffuse, il valore del documento sta nel fatto che per la prima volta in Italia si realizza uno studio su basi statistiche tali da rendere le affermazioni non più l'opinione di qualcuno, bensì la misura delle opinioni di una significativa rappresentanza del mondo consulenziale, in altri termini, un riferimento oggettivo da tenere in debito conto.

4 4 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Dalla fase di ricerca qualitativa al questionario Lindagine è stata preceduta da una articolata ricerca qualitativa che ha avuto lo scopo di identificare i principali fattori oggetto di interesse dal punto di vista dei consulenti. Allo scopo sono state realizzate alcune interviste in profondità con opinion leader di settore (direttori di importanti società di consulenza e di riviste specializzate), e 3 focus group a cui hanno partecipato circa 30 consulenti (a Bologna, Roma e Milano), con lobiettivo di fare emergere gli elementi salienti rispetto agli atteggiamenti ed alle opinioni dei soggetti coinvolti nel progetto di indagine. In ultima analisi le informazioni raccolte durante la ricerca qualitativa hanno permesso la stesura di un questionario calibrato appunto sulle necessità e sulle esigenze degli stessi consulenti, traducendo i fattori di indagine secondo il linguaggio e la terminologia più appropriata e corretta.

5 5 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Il piano di campionamento Volendo lindagine essere rappresentativa della realtà italiana dei consulenti per sistemi di gestione aziendale (liberi professionisti e/o appartenenti a società di consulenza), la prima attività operativa è consistita nellidentificazione della popolazione oggetto di interesse, e nella ricerca dei nominativi di consulenti e società di consulenza condotta monitorando tutte le possibili fonti disponibili. In particolare sono state consultate le seguenti fonti: -associazioni di società (ASSOCONSULT, ASSOQUALITY, CONCERTI); -FITA (Federazione Italiana Industrie e Servizi Professionali e del Terziario Avanzato); -società certificate presenti nella banca dati SINCERT; -registri vari (AICQ-SICEP, AICQ-SICEV, Reg. Naz. Consul. S.Q. AICQ-APCO, CEPAS). Come risultato sono stati raccolti 1260 nominativi tra consulenti e società di consulenza, ai quali è stato chiesto di rispondere al questionario. Hanno risposto 279 singoli consulenti, secondo la ripartizione (stratificazione) per area geografica e per tipologia indicata nella tabella riportata nella pagina seguente.

6 6 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Il campione Campione di consulenti intervistati, per area geografica e tipologia Non vi sono dati certi sul numero complessivo di consulenti che attualmente operano sul territorio italiano. Ipotizzando una popolazione di consulenti variabile dalle 3000 alle 5000 unità, gli errori delle stime percentuali che sono presentate nel rapporto risultano generalmente inferiori al 6%, garantendo comunque un buon grado di affidabilità.

7 7 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Lo svolgimento dellindagine con VOXBOX Lindagine è stata condotta via Internet, mediante un moderno strumento di rilevazione interattivo e dinamico (VOXBOX) collegato al sito Internet di CERMET. Oltre a rendere veloce la compilazione dei questionari ed immediato il salvataggio delle informazioni, lutilizzo del sistema VOXBOX ha permesso di controllare a priori la qualità dei dati, monitorare in tempo reale landamento della rilevazione, e visualizzare istantaneamente alcuni primi risultati relativi alla frequenza delle risposte. I consulenti sono stati informati delliniziativa mediante e/o lettera, a seconda dei dati disponibili, ed invitati a rispondere al questionario tramite accesso personale riservato e protetto. Nel complesso sono state inviate (525 a consulenti e 540 a società) e 195 lettere (55 a consulenti e 140 a società). Durante lattività di comunicazione si sono inoltre sfruttate le potenzialità degli strumenti multimediali per raggiungere eventuali altri consulenti di cui non si avevano i nominativi, sollecitando il passaparola tra i consulenti, attività che da un punto di vista metodologico è equiparabile alla tecnica snow-ball solitamente utilizzata per campionamenti in popolazioni nascoste o sconosciute. Tenendo conto che i consulenti costituiscono una categoria professionale difficile da raggiungere perché molto attiva e spesso impegnata fuori ufficio, la rilevazione sul territorio nazionale ha necessitato di un arco temporale abbastanza contenuto, di poco superiore al mese (dal 29 marzo al 10 maggio 2001), compreso il periodo delle festività pasquali e le attività di sollecito avvenute con un secondo ing individuale. Durante tutto il periodo di rilevazione, è stato fornito supporto telefonico di carattere tecnico e informativo.

8 8 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: le attività dei consulenti Prima di illustrare i risultati più interessanti dellindagine, in particolare quelli attinenti le aspettative dei consulenti sulle caratteristiche e sui rapporti professionali con gli O.d.C., è importante analizzare il campione dei consulenti che hanno partecipato allindagine. Il primo aspetto analizzato mira a distinguere i consulenti che svolgono in maniera esclusiva questa attività, e gli altri professionisti che oltre a fornire consulenza sulla qualità, svolgono altre attività connesse alla qualità: ispettori/valutatori per conto di O.d.C., responsabili della qualità all'interno di aziende, altre attività (valutatori di seconda parte o per schemi particolari). Nel campione prevalgono nettamente i consulenti che operano presso società (47%), mentre i freelance ed i consulenti che operano in forma mista, hanno praticamente la stessa incidenza, attorno al 26-27%. Per quanto riguarda le attività svolte, notiamo che solo il 27% del campione svolge esclusivamente attività di consulente, mentre prevale nettamente la tendenza a ricoprire anche altri ruoli. Notiamo che tra coloro che esercitano in maniera esclusiva l'attività di consulente sulla qualità, la maggioranza netta (60,5%) opera all'interno di una società.

9 9 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: le aree geografiche A conferma della valenza e dellimportanza assunta dalla ricerca, notiamo che le aree geografiche dove operano i consulenti intervistati abbracciano 19 delle 20 regioni del territorio nazionale. Le regioni più rappresentate sono, nellordine, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Lazio e Toscana. Queste 6 regioni, insieme, raggruppano circa l80% dei consulenti del campione.

10 10 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: consulenti uomini e donne L'incidenza più elevata di donne si registra tra coloro che si occupano in maniera esclusiva di consulenza sulla qualità (21%), ma nel complesso il loro peso è comunque notevolmente inferiore a quello degli uomini (13% contro 80%, escludendo il 6,5% degli intervistati per i quali linformazione sul sesso non è disponibile). A quanto pare le consulenti donne che sono anche ispettrici presso O.d.C. non trovano molto spazio, essendo tali attività praticamente monopolizzate dagli uomini per circa il 90%. Le consulenti donne del campione hanno unetà media inferiore a quella degli uomini (nessuna delle intervistate ha più di 50 anni), e operano prevalentemente presso società di consulenza.

11 11 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: letà dei consulenti La consulenza sulla qualità è un'attività che richiede solide esperienze. Per questo motivo l'età media dei consulenti è generalmente più elevata di quella riscontrabile in altri ambiti della consulenza aziendale. Nel campione quasi la metà degli intervistati ha unetà superiore ai 40 anni, mentre solo il 6,1% degli intervistati ha meno di 30 anni. Gli intervistati che svolgono solo attività di consulenza hanno unetà inferiore alla media del campione, mentre tra i consulenti che svolgono anche altre attività (auditor, assessor, …) si registra l'incidenza più elevata di operatori con età superiore a 40 anni (ben il 57,2%), a conferma dell'esigenza di una notevole esperienza per gli incarichi più complessi e qualificati.

12 12 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: lesperienza dei consulenti Considerazioni analoghe e correlate a quelle viste analizzando letà dei consulenti, valgono per quanto riguarda gli anni di esperienza professionale. Lesperienza rappresenta un fattore determinante per gli operatori della consulenza sulla qualità, quasi la metà degli intervistati (47,3%) ha un'esperienza di settore superiore ai 5 anni. Gli intervistati che svolgono solo attività di consulenza, avendo come detto unetà inferiore alla media del campione, tendono ad avere ovviamente anche meno anni di esperienza alle spalle. Al contrario quasi un quarto dei consulenti che svolgono anche altre attività qualificate (ispettori, auditor, assessor, ecc…) vantano oltre 10 anni di esperienza.

13 13 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: portafoglio clienti Poco meno del 60% dei consulenti intervistati ha dichiarato di avere aziende clienti in prevalenza di dimensioni piccole e medio-piccole. Del tutto marginali risulta lincidenza di consulenti che operano soprattutto con aziende di grandi dimensioni, con oltre 50 miliardi di fatturato annuo. Prevale dunque un profilo consulenziale che si adatta alla realtà industriale italiana, caratterizzata in prevalenza da aziende di dimensioni modeste. Per quanto riguarda il numero di aziende clienti, il 40% del campione ha dichiarato un numero tra 11 e 50, mentre un altro 26% ha lavorato con non più di 10 aziende. Mediamente il campione si attesta sulle 25 aziende per consulente. Ovviamente questi dati sono in stretta connessione con letà e lesperienza dei consulenti

14 14 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: i macrosettori di intervento Tra i consulenti intervistati non esiste una significativa specializzazione degli interventi in termini di macrosettori. Circa i due terzi dei consulenti, infatti, operano indistintamente nei settori della produzione e dei servizi. In particolare osserviamo che la gamma di settori di intervento cresce tra i consulenti che svolgono anche altre attività (ispettori, auditor, assessor, ecc…), e aumenta in funzione delletà, e dunque degli anni di esperienza.

15 15 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: i settori EA Più in dettaglio, possiamo notare la varietà dei settori nei quali operano le aziende clienti dei consulenti intervistati, che comprende lintera gamma dei 39 settori EA. I settori più rappresentati sono quelli delle imprese di costruzione ed istallazione di impianti, il settore meccanico, il settore dei prodotti metallici, e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ben rappresentati sono anche i settore dei servizi professionali e tecnici alle imprese.

16 16 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Analisi del campione: iscrizione a registri ed associazioni Un dato che certamente può risultare di interesse per gli organismi e gli enti che hanno contribuito al reperimento dei nominativi dei consulenti coinvolti nellindagine, riguarda liscrizione degli intervistati ad associazioni e registri in generale (AICQ-SICEP, AICQ-SICEV, AICQ-APCO, CEPAS, ecc…). Stando alle dichiarazioni degli intervistati, l'indagine mostra che la percentuale degli iscritti certi è appena del 40%. Per il 20% linformazione non è disponibile. Se in particolare si considerano coloro che svolgono anche attività di ispezione per Organismi di Certificazione, lappartenenza certa a registri di settore continua ad essere contestualmente bassa (64%).

17 17 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Organismi di Certificazione: caratteristiche ideali Partendo dalle informazioni acquisite durante le interviste in profondità ed i focus group preliminari con i consulenti, è stato possibile identificare 22 caratteristiche che costituiscono fattori fondamentali per la qualità delle attività di un O.d.C. ideale. Tali caratteristiche sono state inserite in unapposita sezione del questionario, e ciascuno dei consulenti intervistati ha potuto selezionare quelle ritenute personalmente più importanti. Le caratteristiche sono poi state raggruppate in fattori, nella tabella riportiamo i 4 fattori ritenuti più importanti dai consulenti. Tra le caratteristiche ideali di un O.d.C, in termini generali, il campione tende a valorizzare tutti gli aspetti in qualche modo legati al potenziamento delle competenze professionali dei valutatori, nonché alla ricerca di flessibilità ed adattabilità operativa, pur nel rispetto dell'uniformità procedurale a parità di condizioni di intervento.

18 18 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Organismi di Certificazione: servizi di supporto preferiti Unaltra interessante sezione oggetto di indagine è stata dedicata allidentificazione dei principali servizi di supporto che i consulenti vorrebbero da parte degli O.d.C. Dopo la fase preliminare, i consulenti hanno individuato 10 tipologie di servizio. Di seguito riportiamo le tre risultate più importanti. I consulenti sentono la necessità di servizi che favoriscano lincontro e la collaborazione professionale con gli O.d.C.. Questo sia in generale (organizzare incontri, sviluppare documenti, misurare la qualità) sia soprattutto con riferimento ai singoli casi aziendali (casi emblematici di non conformità, incontri su richiesta del consulente) Importante è fare sempre attenzione alla distinzione dei ruoli tra le figure professionali dellispettore e del consulente, che sono e devono rimanere separate.

19 19 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Organismi di Certificazione: azioni strategiche Per arricchire la panoramica dei fattori in base a cui i consulenti percepiscono lattività degli O.d.C. nellambito del Sistema Qualità Italia, si è voluto indagare sui macro interventi strategici che, a giudizio dei consulenti, gli O.d.C. dovrebbero porre in essere per migliorare la loro operatività, sia in generale sia con riferimento al mondo consulenziale. Le azioni strategiche sottoposte ad indagine non sono state pensate solo con lobiettivo di migliorare le relazioni professionali, ma più in generale mirano allo sviluppo ed alla valorizzazione del Sistema Qualità Italia, coinvolgendo anche altri attori, come enti ed organismi istituzionali, associazioni, fino ad arrivare alle stesse aziende certificate ed ai consumatori finali. Le preferenze dei consulenti mettono in evidenza limportanza di organizzare incontri, convegni ed eventi non solo per discutere di temi e norme specifiche, ma per comunicare, promuovere e diffondere la cultura della qualità. Far dunque comprendere il significato e limportanza dei concetti alla base della qualità e della certificazione, non solo agli addetti ai lavori, ma anche alle aziende, ai consumatori e ad altri organismi (Camere di Commercio, Associazioni, Enti Locali, …)

20 20 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 La formazione dei consulenti: i fattori condizionanti Sebbene la formazione rivesta un ruolo centrale nell'attività dei consulenti sulla qualità, l'utilizzo di questo strumento non è ancora pienamente diffuso. Lindagine ha pertanto voluto mettere in evidenza quali siano, a giudizio dei consulenti, i fattori che condizionano l'accesso ai percorsi formativi. I fattori che di gran lunga sembrano condizionare negativamente il ricorso alla formazione da parte dei consulenti sono rappresentati dai costi eccessivi dei corsi (soprattutto per i consulenti più giovani, con meno esperienza), sia in termini di costo monetario, sia in termini di tempo da destinare alla formazione. Un consulente su due lamenta inoltre che i corsi vengono spesso organizzati in giorni ed orari per cui risulta difficile parteciparvi. La propria formazione professionale è comunque percepita dai consulenti come una priorità importante. Lesigenza di essere in qualche modo certificati da organismi davvero competenti viene evidenziata da circa il 65% del campione, elemento che dallaltra parte mette in luce la necessità di docenti qualificati e competenti sulle tematiche più complesse.

21 21 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 La formazione dei consulenti: i protocolli formativi Nella scelta dei percorsi formativi è fondamentale la determinazione dei relativi protocolli, ovvero linsieme delle linee guida, delle tematiche e degli argomenti che devono essere trattati allinterno dei corsi di formazione, nonché dei soggetti da coinvolgere nella loro definizione. In termini generali si è voluto analizzare se i consulenti propendono più verso protocolli formativi separati, cioè sviluppati da esperti consulenti docenti indipendentemente dagli O.d.C., oppure verso protocolli formativi comuni, realizzati in collaborazione tra consulenti e O.d.C. Il campione si è espresso tendenzialmente verso protocolli sviluppati insieme agli O.d.C, ma altrettanto consistente è la quota degli incerti o indifferenti, probabilmente a causa di una certa carenza di conoscenza delle problematiche connesse ai protocolli formativi. In ogni caso risulta marginale la preferenza per i protocolli separati. I consulenti manifestano dunque uno spirito tendenzialmente volto allimpegno collaborativo ed al dialogo costruttivo, ritenendo importante stabilire insieme, a monte, punti di riferimento comuni e condivisi sui quali impostare lacquisizione delle conoscenze e linterpretazione delle norme.

22 22 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 La formazione dei consulenti: i docenti Le preferenze dei consulenti verso i docenti che tengono i corsi di formazione, in via di principio, potrebbero non essere connesse alle preferenze manifestate verso chi deve definire i protocolli formativi. Per questo si è deciso di indagare separatamente questo aspetto dal precedente. Gli intervistati si sono espressi nettamente a favore dei docenti provenienti direttamente dagli O.d.C., sebbene circa un consulente su 4 abbia manifestato incertezza o indifferenza sullargomento. Si tratta di una conferma implicita dell'autorevolezza e dellimportanza generalmente riconosciuta a tali operatori, che dallaltra parte deve essere assunta e gestita dagli O.d.C. con la massima responsabilità e professionalità.

23 23 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 La formazione dei consulenti: le modalità di formazione I corsi tradizionali svolti in aula rappresentano ancora la modalità di formazione preferita, con circa un terzo di segnalazioni. Anche in questo si nota come i consulenti ritengano molto importanti, nellacquisizione e nellaggiornamento delle proprie conoscenze professionali, i momenti di confronto e di rapporto diretto con il docente. Anche Internet ed i supporti multimediali raccolgono comunque un numero tuttaltro che trascurabile di consensi, certamente limmediatezza di tali strumenti si adatta bene al tipo di attività dei consulenti, spesso impegnati presso le aziende clienti.

24 24 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 La formazione dei consulenti: gli argomenti preferiti In ultima analisi, ai consulenti è stato chiesto di esprimere la propria preferenza rispetto ad una serie di argomenti e temi che è possibile trattare durante corsi di formazione, convegni e seminari. Ancora una volta le preferenze dei consulenti sono rivolte verso argomenti particolari piuttosto che generali. Le segnalazioni più frequenti riguardano i criteri per interpretare operativamente la singola norma in uno specifico settore, e temi diventati il fulcro vitale delle nuove normative ISO9000:2000: la misura del miglioramento nel tempo, la soddisfazione dei clienti ed il concetto di processo..

25 25 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Le conclusioni: osservazioni generali – Ing. R. Trippodo La ricerca fornisce importanti elementi di riflessione per il Sistema Qualità Italia, specie se considerate nella prospettiva di diffusione della applicazione delle norme ISO 9000:2000. Come ho più volte avuto modo di ricordare in diversi articoli ed in particolare negli editoriali che ho pubblicato su "Qualificazione Industriale", il periodico di CERMET, il livello di qualità del "Sistema Qualità Italia" è il risultato di un intreccio complesso di interessi culturali, economici e di mercato che ha trovato un suo equilibrio nel corso di anni di sviluppo, passando da poche decine di imprese certificate alle oltre attuali. Ognuno di noi che in qualche modo ha contribuito a quanto è stato realizzato in questi anni, avrà avuto aspettative ed obiettivi iniziali che potranno essere stati conseguiti con più o meno soddisfazione, da ciò, credo, derivino i diversi giudizi che riscontro: talvolta negativi, tal altra positivi, raramente entusiastici. Qualunque sia il risultato occorre comunque dare atto che le responsabilità sono dei tre principali attori: le Imprese, i Consulenti, gli Organismi di Certificazione. Qualcuno ha cercato un capro espiatorio e l'ha trovato nella norma ISO 9000 nelle versioni del 1987 e 1994, personalmente non concordo, comunque riconosco che oggi le norme ISO 9000 sono molto migliorate e pertanto non sono più ammesse giustificazioni: -per gli Imprenditori, che devono interpretare completamente e correttamente il loro ruolo di manager così come esplicitamente richiesto dalle norme, -per i Consulenti, che devono contribuire nel rendere il sistema di gestione aziendale un processo a tutto tondo, capace di autovalutarsi in termini di efficacia ed efficienza, -per gli Organismi di Certificazione, che devono lasciare alle spalle la ricerca di conformità alla norma per saper invece misurare ladeguatezza del sistema di gestione aziendale nel contenere e ridurre il differenziale tra la qualità attesa e quella percepita dai clienti. In questo quadro generale la presente ricerca dà voce ai consulenti, i quali forniscono una serie di valutazioni che coinvolgono gli Organismi di Certificazione, sia quelli che certificano aziende sia quelli che certificano professionisti, ed il loro Ente di Accreditamento. Il messaggio mi sembra sostanzialmente positivo: viene chiesto più rigore nella politica di certificazione degli OdC e più professionalità ai valutatori, così da soddisfare in modo flessibile ogni contesto industriale. Viene inoltre chiesto di poter contare su una maggiore disponibilità di materiale didattico, modelli e casi pilota per crescere professionalmente.

26 26 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Le conclusioni: i valutatori come punto critico degli O.d.C. I consulenti chiedono che gli Organismi di Certificazione siano adattabili, cioè capaci di calarsi in ogni singola realtà aziendale senza schemi di giudizio precostituiti. L'Organismo di Certificazione deve farsi carico dell'indicazione di modelli che siano di riferimento per gli ispettori quando si accostano all'azienda, in modo da tarare l'invio del valutatore sulla base delle caratteristiche aziendali. In altre parole, lO.d.C. dovrebbe tenere molto in considerazione il tipo di azienda che va a certificare. Dipende dalla politica che l'O.d.C. vuole adottare per la qualifica dei valutatori. Spesso gli organismi si appoggiano a personale neo laureato (il quale viene formato attraverso semplici corsi di addestramento che sono in gran parte teorici). Di conseguenza, gli interventi di questi ispettori di età più giovane riflettono unesperienza relativamente modesta sul piano pratico, comportando una scarsa capacità di adattarsi a singole aziende. Spesso ci sono differenze molto marcate tra valutatori, anche quando appartengono allo stesso Organismo di Certificazione. Cè un problema di interpretazione univoca della specifica situazione. Il problema allora si può ricondurre alla competenza e alla qualificazione del personale. L'ispettore deve essere in grado di capire la realtà aziendale evitando un atteggiamento rigido e burocratico. Occorre quindi che almeno lo stesso ente abbia valutatori che forniscano la stessa interpretazione agli stessi problemi. E' importante, per migliorare la professionalità dei valutatori, che abbiano alle spalle unesperienza di vita aziendale. Ciò significa almeno cinque anni di lavoro in unazienda, anche se non è necessario che abbiano lavorato in una simile.

27 27 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Le conclusioni: la formazione dei formatori Il timore di molti consulenti è che la diffusione della norma ISO 9000: 2000 generi una interpretazione estremamente soggettiva a tutti i livelli - Imprenditore, Consulente, Valutatore - in relazione alle dimensioni delle aziende, del loro settore di appartenenza, del loro mercato ecc. Su questo punto, lunico rimedio da essi individuato per abbattere tale rischio è l'impegno che deve essere profuso da tutti nella definizione di modelli, guide, percorsi didattici e workshop dedicati. Se ciò non venisse fatto sarebbe alto il rischio di avere una forte disomogeneità nell'operato dei consulenti e degli O.d.C. Quindi gli Organismi di Accreditamento e di Certificazione dovranno coinvolgere sempre più il mondo della consulenza, facendo maggiore opera di comunicazione ed avendo rapporti serrati e continuativi per diventare punto di riferimento per i consulenti. Il problema che emerge è che spesso nei convegni non si entra nel merito delle cose, si dicono sempre le stesse cose per paura di diffondere informazioni, oppure si organizzano tavole rotonde dove "dieci parlano e 200 stanno zitti ad ascoltare", quindi caratterizzate da scarsa possibilità di scambio di idee ed opinioni. Bisognerebbe dunque riuscire ad organizzare incontri in cui vengano presentati casi aziendali reali.

28 28 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Le conclusioni: limiti della industrializzazione delle certificazioni L'indagine ha colto messaggi di consulenti singoli, che hanno un portafoglio clienti generalmente medio piccolo Le grandi organizzazioni, quelle che gestiscono relazioni con centinaia di clienti, non incidono sui dati sopra riportati. Comunque, nei casi indagati, si evince che i riscontri sono di valenza talvolta opposta rispetto a quanto si desume dalla ricerca. In altri termini la gestione dei grandi numeri irrigidisce l'organizzazione consulenziale, la quale preferisce la standardizzazione, gli automatismi ed O.d.C. che si adeguino. La preoccupazione, in questi casi, è quella di verificare la possibilità dei consulenti e degli O.d.C. di conciliare questa loro esigenza con quella della adeguatezza dei sistemi di gestione, che non può assolutamente prescindere dal contesto aziendale e quindi variare di caso in caso.

29 29 CERMET – Indagine sui consulenti per sistemi di gestione aziendale – maggio 2001 Ringraziamenti Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che, dedicando parte del loro prezioso tempo per la compilazione dei questionari, hanno permesso la realizzazione di questo spaccato della consulenza per la gestione in qualità oggi disponibile in Italia. In particolare ringraziamo gli Enti e le Associazioni che hanno collaborato: · associazioni di società (ASSOCONSULT, ASSOQUALITY, CONCERTI); · associazioni di società (ASSOCONSULT, ASSOQUALITY, CONCERTI); · FITA (Federazione Italiana Industrie e Servizi Professionali e del Terziario Avanzato); · FITA (Federazione Italiana Industrie e Servizi Professionali e del Terziario Avanzato); · società di consulenza certificate presenti nella banca dati SINCERT; · società di consulenza certificate presenti nella banca dati SINCERT; · registri vari (AICQ-SICEP, AICQ-SICEV, Reg. Naz. Consul. S.Q. AICQ-APCO, CEPAS) · registri vari (AICQ-SICEP, AICQ-SICEV, Reg. Naz. Consul. S.Q. AICQ-APCO, CEPAS) Un caloroso ringraziamento agli opinion leader e a tutti coloro che hanno partecipato alle interviste in profondità ed ai focus group e che, in questo modo, hanno portato alla progettazione del questionario: -Ing. Venturi, GRUPPO STUDIOBASE (BS), Dott. GUALTIERI di ISEO (MI), Dr. Massimo Mortarino, rivista "Qualità" ( TO), Dott. Scaramuzza, rivista De Qualitate (RM). -Dr. Gabriele Tarantini (Artea Srl), Filippo Salvatori (Isoquality Srl), Dott. Paolo Valerio, Ing. Fortuzzi (Cofimp), Dott. Andrea Ravaioli (Coimpresa Srl), Ing. Andrea Arbizzani (Total Quality), Ing. Andrea Righetti (Soa Srl), Ing. Giorgio Gaetani (2g), Dott.Ssa Sandra Balestra (Gamma Servizi), Ing. Pierluigi Malinverni (Orga Consulenza e Formazione), Dott.Ssa Paola Mele (Galgano & Associati Srl), Dott.Ssa Paola Mauri (Star S.R.L.), Aldo Filia (ASQ Studio), Hatem Hafsa (QMS), Ing. Francesco Curcio (Q & O CONSULTING), Ing. Eugenio Maria Cuomo (GALGANO Sud. S.r.l.), Ing. Gianluca Fichera (Value Company S.r.l.), Sig. Donato Vallescura (BBC Milan), Dr. Umberto Galli, Ing. Emilio Ceccarelli, Dott.ssa Chiara Prampolini (SGS Serv.Tecn.Ind.srl Sett.Alim), Dott. Arturo Veneruso (ELEA Spa - Formazione e Consulenza).


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