La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

ANATOMIA DEL CANALE ANALE

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "ANATOMIA DEL CANALE ANALE"— Transcript della presentazione:

1 ANATOMIA DEL CANALE ANALE
1. Sfintere interno 2. Sfintere esterno sottocutaneo 3. M. Pubo rettale 4. M. Elevatore dell’ano 5. Strato longitudinale complesso Corrugator anis 5. Strato longitudinale complesso L. di Parks

2 EMORROIDI

3 DEFINIZIONE ED EPIDEMIOLOGIA
Cuscinetti anatomici di tessuto spugnoso, formato da arterie, vene, capillari del canale ano-rettale, strutture che entrano in gioco durante la defecazione proteggendo il canale anale 25% della popolazione adulta 50-80% pazienti oltre 50 anni

4

5 FATTORI PREDISPONENTI
Età: anni Sesso: lieve predominanza maschi Razza: rare nelle popolazioni negre o asiatiche Ereditarietà: familiarità dimostrata Costituzione: non è stata provata Fattori endocrino-genitali: ciclo mestruale, gravidanza (utero gravido, fattore ormonale, travaglio), contraccettivi Postura abituale: attività lavorativa, sport Alimentazione: stipsi, alcool, fumo, spezie Alvo: stipsi e diarrea

6 SINTOMATOLOGIA Emorragia
Procidenza emorroidaria e prolasso mucoso (I, II, III, IV grado) Dolore (bruciore, pizzicore, senso di pesantezza, di massa) Dolore intenso, violento (caratteristico delle complicanze) Perdite (muco, feci) Irritazione cutanea perianale, prurito Anemizzazione

7 MANIFESTAZIONI ESTERNE
1. Marische 2. Emorroidi marginali (vere emorroidi esterne) 3. Ematoma perianale 4. Emorroidi interne prolassate 5.Trombosi emorroidaria prolassata 6. Ulcerazione

8 COMPLICANZE Trombosi - Emorroidaria interna - Del prolasso
- Emorroidaria esterna

9 Norme igienico-dietetiche
TERAPIA MEDICA Norme igienico-dietetiche Igiene locale senza eccessi, saponi neutri, acqua tiepida Attività fisica moderata senza sforzi eccessivi Limitare o meglio evitare alcool, insaccati, spezie Evitare la stipsi con l’uso di fibre naturali (frutta e verdura cotte o crude), crusca, con una abbondante idratazione Ricorrere se necessario a lubrificanti, limitando, o meglio, evitando l’uso di lassativi osmotici

10 TERAPIA MEDICA Farmacologica
Antinfiammatori e/o antidolorifici sistemici Nella fase acuta Vasoprotettori (bioflavonoidi, eparani, etc) Coadiuvanti al trattamento nella fase acuta e di mantenimento Antiemorroidari topici (antinfiammatori, anestetici locali, vasoattivi) La loro efficacia non è universalmente riconosciuta: accanto ad un effetto placebo hanno una benefica azione lubrificante e protettiva sulla regione anale, con effetto limitato sulla cura della patologia.

11 TERAPIA CHIRURGICA Ambulatoriale Scleroterapia Legatura elastica
Fotocoagulazione Elettrocoagulazione Laserterapia Crioterapia

12 TERAPIA CHIRURGICA Ambulatoriale - scleroterapia

13 TERAPIA CHIRURGICA – Ambulatoriale -Legatura elastica

14 TERAPIA CHIRURGICA Emorroidectomia sec. Milligan-Morgan

15 TERAPIA CHIRURGICA Prolassectomia mucosa del retto sec. Longo

16 ASCESSI E FISTOLE PERIANALI

17 ANATOMIA DEL CANALE ANALE
1. Sfintere interno 2. Sfintere esterno sottocutaneo 3. M. Pubo rettale 4. M. Elevatore dell’ano 5. Strato longitudinale complesso Corrugator anis

18 DEFINIZIONE Per fistole anali si intendono le suppurazioni,
acute o croniche, che originano dalle ghiandole anali il cui sbocco è situato nel canale anale a livello delle cripte di Morgagni. L’ascesso e la fistola perianale costituiscono due stadi differenti della stessa malattia.

19 CLASSIFICAZIONE ASCESSI
Sottomucoso intrasfinterico Intersfinterico Ischiorettale Pelvirettale

20 SEDE ASCESSI

21 EVOLUZIONE CLINICA 1

22 EVOLUZIONE CLINICA 2

23 EVOLUZIONE CLINICA 3

24 CLASSIFICAZIONE FISTOLE

25 CLASSIFICAZIONE FISTOLE
1. Intrasfinterica 2. Intersfinterica Bassa Alta 3. Transfinterica Bassa 4. Extrasfinterica

26 Ascesso SINTOMATOLOGIA
Dolore ingravescente, non modificato dalla evacuazione, eventualmente irradiato verso il perineo. Può essere accentuato dai diversi decubiti. Febbre. Tenesmo, eventuale ritenzione urinaria. EO: in sede perianale è presente tumefazione rossastra, lucente, dolente, eventualmente con zone di iniziale necrosi cutanea. ER: spesso dolorosa, apporta nuovi dati nel caso di ascessi sottomucosi o pelvirettali o per ascessi in via di formazione.

27 Fistola perianale SINTOMATOLOGIA
All’anamnesi può essere o no rilevabile una storia di ascesso. La sintomatologia è caratterizzata da una secrezione siero-purulenta più o meno abbondante, intermittente, associata o no a prurito. EO: all’ispezione si rileva l’orifizio secondario unico o multiplo, in genere comunicante con orifizio interno criptico. Alla palpazione, a seconda della profondità della fistola, si può apprezzare un cordone duro, fibrotico, poco dolente, espressione del tramite fistoloso. La specillazione consente di individuare la sede dell’orifizio interno, il tramite, il suo decorso e la sua lunghezza.

28 Esame obiettivo Fistolografia Ecografia transanale TAC spirale
DIAGNOSI Esame obiettivo Fistolografia Ecografia transanale TAC spirale

29 TERAPIA DELL’ASCESSO Incisione e drenaggio Terapia ATB

30 TERAPIA DELLA FISTOLA 1 I principali interventi per il trattamento della fistola perianale sono la fistolotomia (messa a piatto del tramite fistoloso) e la fistolectomia (escissione del tramite fistoloso con il tessuto fibrotico che lo circonda), che, a seconda della complessità e del tipo di fistola, possono essere tra loro variamente combinati sia nelle modalità che nei tempi.

31 Fistolotomia diretta TERAPIA DELLA FISTOLA 2
Fistola perianale intrasfinterica (sottomucosa-sottocutanea) Fistola perianale intersfinterica inferiore Fistola perianale transfinterica inferiore

32 TERAPIA DELLA FISTOLA 2 Fistolotomia diretta

33 TERAPIA DELLA FISTOLA 3 Fistolectomia con posizionamento di drenaggio elastico e fistolotomia differita Fistola perianale intersfinterica superiore Fistola perianale transfinterica superiore Fistola soprasfinterica

34 TERAPIA DELLA FISTOLA 3 Fistolectomia con posizionamento di drenaggio elastico e fistolotomia differita

35 TERAPIA DELLA FISTOLA 3 Fistolectomia con posizionamento di drenaggio elastico e fistolotomia differita

36 TERAPIA DELLA FISTOLA 3 Fistolectomia con posizionamento di drenaggio elastico e fistolotomia differita

37 TERAPIA DELLA FISTOLA 3 Fistolectomia con posizionamento di drenaggio elastico e fistolotomia differita

38 COMPLICANZE 1 1. L'incontinenza può essere dovuta ad una eccessiva sezione dello sfintere interno od esterno (parte profonda) o del pubo-rettale. A questo proposito in linea di massima si può confermare il principio per il quale la sezione dello sfintere interno fino alla linea dentata e di quello esterno nella sua parte superficiale e sottocutanea non altera la continenza. Fondamentale ai fini della continenza è il trattamento del tramite transfinterico residuo dopo la fistolectomia. A prescindere dalle modalità scelte per la sua messa a piatto, è importante che i monconi del muscolo siano inglobati in un tessuto fibrotico cicatriziale la cui formazione è indotta dalla presenza del drenaggio elastico e, contemporaneamente, dalla guarigione della ferita esito della fistolectomia. Da qui l'importanza della generosa escissione di tessuto perifistoloso.

39 COMPLICANZE 2 2. Ascessualizzazione o infezione della ferita, può essere dovuta ad una incompleta fistolotomia (fistola complessa) ovvero ad una scarsa igiene locale in una ferita anfrattuosa e profonda. Viene quindi raccomandato lo zaffaggio postoperatorio con garze iodoformiche da tenersi per diversi giorni oltre che una accuarata igiene locale dei pazienti.

40 COMPLICANZE 3 3. Dolore. Quando presente si manifesta al momento della sezione elastica lenta, sia essa per trazione che per legatura. La prevenzione consiste nella asportazione della striscia cutanea sottostante il drenaggio, in corrispondenza della fistola residua. 4. Emorragia, in genere il sanguinamento è autolimitantesi e deriva dalla sezione di fibre muscolari durante la sezione lenta. 5. Recidiva, è secondaria ad una errata valutazione iniziale (fistole complesse) o ad un incompleto trattamento dell'orifizio interno.

41 RAGADE ANALE

42 RAGADE ANALE La ragade anale è una ulcerazione longitudinale dell’anoderma del canale anale. Per lo più ha sede posteriore o posterolaterale ed è unica ma può essere multipla.

43 RAGADE ANALE Eziopatogenesi Teoria meccanica
La ragade sarebbe il risultato di un ripetuto traumatismo locale da parte di feci troppo dure o troppo voluminose. L’ulcerazione mette allo scoperto lo sfintere interno con tendenza alla cronicizzazione. Si associa sempre ad ipertono sfinterico (spasmo dello s. interno) che ostacola il rilasciamento sfintericoe la sua apertura durante l’evacuazione. L’ipertono favorisce la cronicizzazione in quanto aumenta il traumatismo durante la defecazione oltre che realizzare una condizione di ischemia cronica commissurale che favorisce la ulteriore cronicizzazione.

44 RAGADE ANALE Eziopatogenesi

45 Sanguinamento, al termine della defecazione
RAGADE ANALE Sintomatologia Dolore, insorge al termine della defecazione, intenso, di durata variabile (min., ore), talvolta in 3 tempi (dolore-pausa-dolore) Sanguinamento, al termine della defecazione Stipsi, idiopatica e per paura del paziente Prurito, bruciore Secrezione sierosa Disuria

46 Esplorazione digitale: non sempre possibile, valutazione dell’ipertono
RAGADE ANALE Diagnosi Esame obiettivo e Anoscopia:valutazione diretta della ragade, sede, caratteristiche, presenza della marisca sentinella, della papilla ipertrofica reativa, di fistolizzazione Esplorazione digitale: non sempre possibile, valutazione dell’ipertono Rettosigmoidoscopia Manometria anorettale

47 Diagnosi differenziale
RAGADE ANALE Diagnosi differenziale Rettocolite ulcerosa Morbo di Crohn Lue TBC Carcinoma anale Linfoma non Hodgkin

48 1. Attenuazione del dolore - Semicupi tiepidi
RAGADE ANALE Terapia Medica 1. Attenuazione del dolore - Semicupi tiepidi - Analgesici - Pomate anestetiche e cortisoniche - Dilatatori anali 2. Riduzione del traumatismo locale - Fibre vegetali e sintetiche - Lubrificanti

49 Escissione con elettrobisturi Sfinterotomia laterale interna
RAGADE ANALE Terapia Chirurgica Divulsione anale Escissione con elettrobisturi Sfinterotomia laterale interna (aperta o chiusa, con o senza escissione della ragade)

50 RAGADE ANALE Terapia Chirurgica Escissione con elettrobisturi

51 Sfinterotomia laterale
RAGADE ANALE Terapia Chirurgica Sfinterotomia laterale interna 1

52 Sfinterotomia laterale
Terapia Chirurgica Sfinterotomia laterale interna 2 RAGADE ANALE

53 PATOLOGIA DEL PERINEO

54 PATOLOGIA DEL PERINEO

55 1. PROLASSO MUCOSO Prolassa solo la mucosa del retto
Può interessare anche solo una parte della circonferenza viscerale. Frequente nei bambini e nelle donne in genere pluripare. E’ dovuto ad una alterata connessione tra sottomucosa e mucosa con scivolamento di questa sulla prima.

56 1. PROLASSO MUCOSO Cause scatenanti: stipsi, tosse (BPCO), emorroidi, lesioni sfinteriche da parto o da sfinterotomia chirurgica, stiramento dei nn pudendi da parto.

57 Sintomatologia 1. PROLASSO MUCOSO
Inizialmente può essere asintomatico, poi manifestrarsi solo durante sforzi, quindi anche solo in stazione eretta; la riduzione inizialmente spontanea diventa manuale poi impossibile. Dolore anale e sensazione di peso al perineo, si accentua con la stazione eretta,dificoltà alla defecazione e defecazione incompleta, ematochezia o rettorragia, perdite di muco e prurito, stipsi con estrazione manuale delle feci. Incontinenza di vario grado.

58 2. PROLASSO TOTALE ANORETTALE
E’ un prolasso completo, è cioè una completa estroflessione della parete del canale anale che si trascina dietro anche la parete rettale (due cilindri). Può essere presente edrocele.

59 2. PROLASSO TOTALE ANORETTALE
E’ un prolasso completo, è cioè una completa estroflessione della parete del canale anale che si trascina dietro anche la parete rettale (due cilindri). Può essere presente edrocele.

60 3. PROLASSO TOTALE RETTALE
E’ un prolasso completo, è cioè una completa estroflessione della parete del retto attraverso il canale anale, che in questo caso rimane fisso al suo posto (tre cilindri). Può essere presente edrocele.

61 2 e 3. PROLASSO TOTALE Sintomatologia Sono dovuti:
a) ad una abnorme mobilità dell’ampolla rettale per una insufficienza degli apparati di sostegno; b) ad una eccessiva profondità della tasca di Douglas; c) ad un aumento della pressione addominale (stipsi, tosse).

62 2 e 3. PROLASSO TOTALE Sintomatologia
- procidenza, compare ad ogni defecazione, talvolta anche durante la stazione eretta o per sforzi lievi, la riduzione può essere spontanea o manuale; - tenesmo, senso di defecazione incompleta; - perdite di muco e sanguinamento; - storia di stipsi o di interventi ginecologici o proctologici o parti travagliati; - incontinenza anale

63 INTERNO O INTUSSUSCEZIONE
4. PROLASSO RETTALE INTERNO O INTUSSUSCEZIONE Si tratta dell’invagina- zione della giunzione retto-sigmoidea nel retto. Può essere il primo stadio del prolasso rettale totale.

64 INTERNO O INTUSSUSCEZIONE
4. PROLASSO RETTALE INTERNO O INTUSSUSCEZIONE Il sintomo prevalente è l’arresto improvviso della defecazione. La diagnosi può essere difficoltosa per la assenza della procidenza.

65 PATOLOGIA DEL PERINEO Diagnosi - Anamnesi
- Esame obiettivo (valutazione sfinteri, ridondanza plicare, volume del prolasso e sua classificazione, presenza di lesioni trofiche, presenza di edrocele e di rettocele); - Rettosigmoidoscopia; - Defecografia; - Manometria ano-rettale;

66 PATOLOGIA DEL PERINEO Complicanze Strangolamento del prolasso
Strangolamento dell’edrocele Rottura del retto

67 PATOLOGIA DEL PERINEO Terapia Correzione della stipsi
Ginnastica ano-rettale (bio feedback) prima e/o dopo chirurgia Chirurgia

68 1. PROLASSO MUCOSO Terapia Emorroidectomia Legatura elastica

69 Terapia 2 e 3. PROLASSO TOTALE Cerchiaggio perianale sottocutaneo
sec. Tiersch Rettopessia (sec. Wells, etc) Resezione – anastomosi

70 2 e 3. PROLASSO TOTALE Terapia Rettopessia sec. Wells


Scaricare ppt "ANATOMIA DEL CANALE ANALE"

Presentazioni simili


Annunci Google