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Dal Tronto al di la dal Faro. Perché parliamo di unentità politico geografica che non esiste più? la conoscenza del passato permette di comprendere il.

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Presentazione sul tema: "Dal Tronto al di la dal Faro. Perché parliamo di unentità politico geografica che non esiste più? la conoscenza del passato permette di comprendere il."— Transcript della presentazione:

1 Dal Tronto al di la dal Faro

2 Perché parliamo di unentità politico geografica che non esiste più? la conoscenza del passato permette di comprendere il presente (G.B. Vico corsi e ricorsi ) e migliorare il futuro. Un popolo si contraddistingue per la lingua, la cultura, le tradizioni, ma senza storia non ha futuro. Lo Stato non può reggersi sulla menzogna, a danno di una parte della popolazione. Buoni e cattivi è uno schema diacronico che storicamente non regge, la verità (o almeno una sua buona approssimazione) è sempre da ricercare con il dovuto equilibrio. il Meridione d'Italia definito come nord dell'Africa, retaggio della colonizzazione piemontese

3 non ha importanza sotto chi stare, in quanto la dibattuta questio è semplicemente per ristabilire la verità storica. Non dimentichiamo che nel mondo del '800 i sistemi politici erano improntati sulla monarchia, alcune parlamentari molte altre no. nel 2010 ricorrerà il 150 anno dell'unità d'italia e non potrei sopportare ulteriori manfrine e panegirici menzogneri su garibaldi, vittorio emanuele, i garibaldini e i soliti stereotipi sul Regno delle Due Sicilie, sul suo esercito, i suoi abitanti, il re bomba, Francischiello ecc.

4 I Primati di qua e di la dal faro, il parlare dei primati delle Due Sicilie è l'affermazione che quello che hanno scritto sui libri di storia è falso. Non siamo e non eravamo dei lazzaroni nullafacenti, eravamo un popolo industrioso che dopo il 1860 è andato ad arricchire l'Argentina, gli U.S.A., la Francia, la Germania ecc.. * 1818: Prima nave a vapore nel mediterraneo "Ferdinando I" * 1819: Primo Osservatorio Astronomico in Europa a Capodimonte * 1832: Primo Ponte sospeso (il Ponte "Real Ferdinando" sul Garigliano), in ferro, in Europa continentale * 1833: Prima Nave da crociera in Europa "Francesco I" * 1836: Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel Mediterraneo * 1837: Prima Città d'Italia ad avere l'illuminazione a gas * 1839: Prima Ferrovia italiana, tratto Napoli-Portici, poi prolungata sino a Salerno e a Caserta e Capua. * 1839: Prima galleria ferroviaria del mondo Prima Illuminazione a Gas di una città italiana (terza in Europa dopo Londra e Parigi) con 350 lampade * 1840: Prima Fabbrica Metalmeccanica d'Italia per numero di operai (1050) a Pietrarsa presso Napoli * 1841: Primo Centro Vulcanologico nel mondo presso il Vesuvio. Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia * 1843: Prima Nave da guerra a vapore d'Italia (pirofregata "Ercole"), varata a Castellammare. * 1845: Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa. Primo Osservatorio Meteorologico italiano (alle falde del Vesuvio)

5 * 1848: Primo esperimento di illuminazione a luce elettrica d'Italia a Lecce, per opera di mons. Giuseppe Candido. Illuminazione dell'intera piazza in occasione della festa patronale. * 1852: Primo Telegrafo Elettrico in Italia (inaugurato il 31 Luglio). Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (nel porto di Napoli). * 1853: Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l'America (Il "Sicilia" della Società Sicula Transatlantica di Salvatore De Pace: 26 i giorni impiegati). * 1856: Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Esposizione Internazionale di Parigi premio per il terzo Paese del mondo come sviluppo industriale). Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi) Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Calmieri * 1859: Primo Stato Italiano in Europa produzione di Guanti ( dozzine di paia ogni anno) * 1860: Prima Flotta Mercantile d'Italia (seconda flotta mercantile d'Europa) e prima Flotta Militare (terza flotta militare d'Europa). Prima nave ad elica (Monarca) in Italia varata a Castellammare. Più grande Industria Navale d'Italia per operai (Castellammare di Stabia 2000 operai) Istituzione di Collegi Militari (La Scuola Militare Nunziatella il più antico Istituto di Formazione Militare d'Italia, ed uno dei più antichi del mondo Prime agenzie turistiche italiane

6 I primati Economico sociali * 1835: Primo istituto italiano per sordomuti La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia. La più bassa percentuale di mortalità infantile d'Italia. Prima città d'Italia per numero di Teatri (Napoli), il Teatro San Carlo il più antico teatro operante in Europa, costruito nel 1737 Prima città d'Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli). Primo "Piano Regolatore" in Italia, per la Città di Napoli. Prima città d'Italia per numero di Tipografie (113, in Napoli). Prima città d'Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste. Primi Assegni Bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito) La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120% alla Borsa di Parigi). Il Minore carico Tributario Erariale in Europa. * 1843 Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglia * 1853 Prima applicazione dei principi Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi * 1860 Primo tra gli Stati italiani per numero di Orfanotrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza e Formazione. Maggior quantità di Lire-oro nei Banchi Nazionali (dei 668 milioni di Lire-oro, patrimonio di tutti gli Stati italiani messi insieme, 443 milioni erano del regno delle Due Sicilie). Monopolio mondiale dello zolfo, avendo oltre 400 miniere di zolfo, copriva circa il 90% della produzione mondiale di zolfo e affini

7 paia di guanti? i settecentomila paia di guanti, presuppongono un filiera economico industriale composta da allevamenti, macellazione, trattamento delle pelli, lavorazione conciaria, sistema commerciale, reti di trasporto, anticipazione di capitali, attività bancarie, disponibilità di forza lavoro specializzata, ecc.

8 Domande "Come mai questo stato moderno (e pieno di guanti) non fu in grado di resistere all'assalto di un pezzente regnucolo?" Come mai gli ufficiali si vendevano al chilo? Come mai ancora prima dell'arrivo di Garibaldi e della partenza del re i simboli del regno già venivano buttati nella polvere? Come mai la potente flotta non si oppose ai Garibaldini? Come mai il popolo non si schierò DA SUBITO contro gli invasori?

9 Risposte? Perchè i generali si vendevano a chilo? Perchè 4000 ducati d'oro erano una fortuna e conservare il grado e la pensione nel nuovo esercito non è altro che un esercizio di cattiva coscienza ed infedeltà, che non lascia tracce sulla pelle. Una vignetta pubblicata in Francia in quel periodo rappresentava l'esercito Duo Siciliano formato dai soldati con la testa di leone, gli ufficiali con la testa d'asino e i comandanti superiori senza testa. Nell'agosto 1851 ci fu un'ondata di anticattolicesimo in Inghilterra in reazione al tentativo della chiesa Cattolica di Roma di istituire nuove diocesi vescovili. Ferdinando II era un re cattolicissimo (aveva conservato la cerimonia della Chinea fino al 1855) e nonostante ciò fu definito dagli inglesi, nella persona di lord gladstone, "la negazione di Dio". Gli inglesi avevano grandi interessi nel Regno delle Due Sicilie, fiorenti industrie vinicole a Marsala e sfruttavano le miniere di zolfo con loro compagnie minerarie. Per questioni umanitarie nacque appunto un contenzioso internazionale tra i due regni, naturalmente l'umanità nei confronti degli interessi economici passa in secondo piani e come diceva Tucidide nelle "guerre del Peloponneso" il più forte fa quello che gli pare. Per chiarezza il più forte nel suo regno non era Ferdinando II

10 La conquista delle Due Sicilie è avvenuta per la corruzione e il tradimento dei vertici militari (landi, vacca, ghio, ecc.) non per l'"ardimentoso eroe di mille imprese". Chissà se da allora non si è innescato un circolo vizioso di imitazione che ci ha portato allo stato attuale. I migliori e i volenterosi sono andati via i voltagabbana e gli opportunisti sono restati.

11 Il regnucolo pezzente aveva alle spalle i massoni antipapisti inglesi con le loro banche alle quali aveva chiesto i soldi e che vedevano nell'annessione delle ricchezze del sud l'unico modo di vedersi risarciti il capitale e gli interessi.

12 I simboli borbonici non erano mai stati buttati nella polvere è la storia scritta "ad usum delphini" che ce l'ha tramandato. La potente flotta era già passata al nemico grazie ai comandanti che si erano venduti vedi il vacca che partecipò alla battaglia di Lissa nella III guerra d'indipendenza comandando (male) insieme a pellion di persano (poi processato e degradatoda un tribunale piemontese) il naviglio italiano. I marinai dei vascelli in rada a Napoli alla defezione dei loro comandanti si buttavano in mare per non eseguirne gli ordini e sottrarsi al loro comando. Il POPOLO del 1860 non aveva informazioni immediate, il concetto di popolo per le rivoluzioni è un concetto abusato dalle teorie romantiche unitarie, il popolo ha reagito con il brigantaggio quando si è visto negare quello che era stato promesso porta a porta, man mano che avanzavano i masnadieri ed infatti a Bronte in Sicilia cinque poverini ci rimisero la pelle. (Ducea donata agli inglesi per gratitudine per laiuto ricevuto)

13 avremmo potuto sperare in una vita migliore senza la III guerra d'indipendenza, senza conquista delle colonie (Amba Alagi), senza la grande guerra, senza fascismo, senza la seconda guerra mondiale, senza antifascismo, senza corruzione e raccomandazioni.

14 in tema di devoluzione, secessione, federalismo fiscale, non ci vengano a menar frottole che tutti i soldi che sono scesi al sud sono stati spesi male, e la cassa per il mezzogiorno..., e la camorra..., e la mafia... In termini di capitali, di uomini, di infrastrutture, di corruzione e malversazioni. Ci hanno depredato - come hanno fatto con le terre dei Siuox, ma almeno gli americano lo hanno riconosciuto e qualcosa è stato risarcito. (Anticipo qualche critica, non pretendo risarcimenti) - dell'emigrazione forzata (anche verso il nord italia dove non si affittava ai meridionali e negli esercizi commerciali non potevano entrare come si faceva con i cani), dell'esproprio dei capitali e delle infrastrutture, delle guerre che abbiamo dovuto fare con i nostri uomini del sud, di essere stato il mercato di sbocco dei prodotti del nord ecc. ecc. studiamo i dati veri e raccontiamoli nella realtà dei fatti, si riconosca al SUD il suo valore, di uomini ed idee ed allora si che gli italiani saranno uniti. Le menzogne dividono. La verità, anche amara, farà germogliare la comprensione e l'unione altro che secessione. NON SIAMO ANCORA IN PARI!!! CONOSCIAMO E RICONOSCIAMO LA VERITA' STORICA E SOLO ALLORA CI POTREMO RITENERE SODDISFATTI


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