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I Piani di campionamento regionali 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani1 Laura Vicinelli- Anna Padovani Servizio Veterinario e Igiene degli.

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1 I Piani di campionamento regionali 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani1 Laura Vicinelli- Anna Padovani Servizio Veterinario e Igiene degli alimenti Regione Emilia-Romagna

2 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani2 SANITA PUBBLICA VETERINARIA IGIENE ALIMENTI E NUTRIZIONE A) SANITA ANIMALE B) IGIENE ALIMENTI ORIGINE ANIMALE C) IGIENE ALLEVAMENTI - IGIENE ALIMENTI VEGETALI -ALIMENTI DIETETICI - NUTRIZIONE

3 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani3 IL CONTROLLO UFFICIALE

4 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani4 Frequenza Le frequenze di controllo nelle diverse tipologie produttive sono state definite nel Dal 2006 è possibile modificare la frequenza secondo la categorizzazione del rischio

5 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani5 Laboratori ufficiali di riferimento Istituto Zooprofilattico Sperimentale Agenzia Regionale per lAmbiente Conformi art. 12, paragrafo, 2 - Reg. 882/2004/CE

6 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani6 LA PROGRAMMAZIONE

7 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani7 Sulla base di: - programmazione nazionale - produzioni locali - problemi precedenti - valutazione del rischio PIANI REGIONALI DI MONITORAGGIO

8 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani8 - residui sostanze indesiderate - alimentazione animale - prodotti fitosanitari - malattie animali - salmonella avicoli - BSE, TSE - benessere animale - micotossine - Listeria monocytogenese - OGM PIANI REGIONALI DI MONITORAGGIO (ALCUNI ESEMPI)

9 Gli indirizzi regionali Linee guida di programmazione e coordinamento dei campionamenti microbiologici e chimici nellambito del controllo ufficiale dei prodotti alimentari Piano Regionale febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani9

10 Il Piano richiama sostanzialmente per impostazione e modalità operative quello del (soltanto microbiologico) Il Piano è stato integrato con una parte di campionamenti destinati a ricerche di tipo chimico Lassegnazione dei prelievi SVET e SIAN è da considerarsi indicativa (sono possibili diverse attribuzioni alle U.O. in funzione della realtà organizzativa locale Nel Piano viene richiamata lattenzione dei Servizi sul corretto utilizzo della modulistica e sulle terminologie definite, ai fini di una corretta rendicontazione e valutazione dei risultati a livello regionale. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani10

11 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani11 PIANO MICROBIOLOGICO ALIMENTI RISULTATI

12 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani12 Realizzazione del piano - SIAN

13 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani13 Realizzazione del piano - VET

14 La novità del Piano Alimenti consiste nellintroduzione di uno specifico capitolo dedicato ai campionamenti per la ricerca/quantificazione di contaminanti di tipo chimico. Alcune considerazioni: le evidenze fornite dal sistema di allerta le indicazioni del Piano Nazionale Residui le frequenti segnalazioni di episodi di intossicazione causate da istamina la necessità di affrontare con sempre maggiore frequenza situazioni di emergenza ambientale con possibili ripercussioni sulla sicurezza alimentare. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani14

15 Ad esempio: Alcune Allerte del 2009 Rame in chinotto Cadmio in riso Iodio in prodotti a base di latte di soia Acido benzoico in bevanda analcolica Sostanze organiche aromatiche in acqua minerale Migrazione nichel in materiali a contatto Migrazione di cromo in coltelli Integratori contenenti cobalto Istamina nei prodotti della pesca Mercurio e cadmio nei prodotti della pesca Additivi (solfiti) non dichiarati in prodotti della pesca 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani15

16 Altre Allerte 2009 relative a contaminanti microbiologici Salmonella in pinoli Salmonella in pasta industriale secca Salmonella in semi da germogliare Salmonella in alimenti a base di soia Salmonella in burro di arachidi Salmonella in pistacchi Pseudomonas A. in acqua minerale 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani16

17 LUE con il Reg. 1881/06 stabilisce i tenori massimi di alcuni contaminanti, al fine di ridurne la presenza nei prodotti alimentari per ottenere un livello elevato di protezione della salute pubblica, in particolare nei gruppi di popolazione sensibile (bambini, soggetti allergici). 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani17

18 Nel definire il Piano Regionale sono state prese in considerazione le indicazioni contenute: nel Regolamento CE/1881/2006 nella Raccomandazione della Commissione Europea del 17/03/2010 relativa al controllo della presenza di sostanze perfluoroalchiliche negli alimenti, in altri piani di monitoraggio definiti a livello comunitario (es: Furano) 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani18

19 Nel piano sono stati inoltre inseriti campionamenti per la ricerca del glutine, quale strumento di verifica delle azioni indicate nella Delibera di Giunta Regionale n.1994/09 in attuazione della Legge 123/05 Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia. Il piano comprende anche una quota di campioni per ricerca di additivi, coadiuvanti tecnologici ed altri gli ingredienti particolari (finora mai stati oggetto di monitoraggio relativamente alleffettiva composizione delle miscele utilizzate e dichiarate in etichetta e alleventuale impiego fraudolento), al fine di effettuare una prima ricognizione. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani19

20 Piano Alimenti Additivi in : Preparazioni di pesce, molluschi e crostacei: Acido sorbico Acido benzoico acido citrico Polifosfati Solfiti pH amido

21 Piano Alimenti Additivi nei prodotti a base di carne Programmati 40 campioni, scegliendo come matrice di preferenza prodotti primo prezzo, ricostituiti per la ricerca di: Nitrati Acido benzoico Nitriti Acido glutammico Acido ascorbico zuccheri Solfiti derivati del latte Acido citrico % di collagene Acido sorbico 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani21

22 Additivi E in via di definizione un corso regionale di formazione/approfondimento per operatori del controllo ufficiale sugli additivi alimentari il 30 e 31 marzo Tale iniziativa promuove la successiva ricaduta sugli operatori dei Servizi nel territorio 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani22

23 Piano Alimenti Anche sulla base delle problematiche emerse dal confronto con gli operatori del territorio e dellIZS, il Piano è strutturato come attività di monitoraggio secondo le indicazioni contenute in specifiche tabelle, dettagliate in riferimento a: Matrici Analisi Sede di prelievo 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani23

24 Piano Alimenti Obiettivo principale del piano: stimare il livello di contaminazione di alcuni alimenti al fine di raccogliere elementi utili ad orientare i controlli ufficiali in base al rischio I campioni possono essere effettuati in unica aliquota non legale a scopo conoscitivo. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani24

25 Per garantirne la rappresentatività, i campioni debbono essere costituiti dal numero di unità campionarie definite nelle tabelle: Tab. 2- matrici e modalità campionamento SVET Tabelle 3 A e 3 B- matrici e modalità campionamento SIAN 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani25

26 Qualora a seguito delle analisi si riscontrino non conformità, si dovrà comunque procedere al successivo campionamento con campione legale - possibilmente sullo stesso lotto precedentemente campionato - in conformità al D.P.R. 327 /1980, D.lgs. 123/1993, art 4, D.M. 16 Dicembre febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani26

27 Per una corretta raccolta dei dati scaturiti dallesecuzione del Piano: Va utilizzato il verbale di campionamento (Allegato 1 del Piano) correttamente e completamente compilato Va specificato che il campionamento viene effettuato nellambito del Piano Regionale Alimenti, barrando la casella PIANO REGIONALE ALIMENTI. Alla voce campione ufficiale di va riportata la corretta definizione della matrice, indicandola per esteso come previsto nelle tabelle del Piano. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani27

28 I campioni effettuati nel periodo gennaio – aprile 2010 (fase di formale definizione delle linee guida) conformemente alle finalità del Piano, vanno ricompresi nello stesso. E prevista una verifica intermedia sullandamento del piano (in fase di elaborazione) La conclusione del Piano di Campionamento è definita entro il 31 maggio febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani28

29 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani29 Piano alimenti Tabella 3 A - matrici e modalità di campionamento SIAN CATEGORIA DI MATRICEMATRICERICERCHE N. UNITA' CAMPIONARIE PRODUZIONEDISTIBUZIONE FRUTTA E VERDURE Frutta e ortaggi pretagliati pronti al consumo Salmonella 5ХХ L. monocitogenes Semi e semi germogliati Salmonella 5 Х L. monocitogenes FruttaPiombo,CadmioVedi nota 1 ZucchineDiossine,PCBVedi nota 2 Ortaggi di produzione localePFASVedi nota 1 Ortaggi di produzione localeNitratiVedi nota 1 Spinaci freschi,surgelati /congelati NitratiVedi nota 1 Lattuga fresca, lattuga tipo iceberg NitratiVedi nota 1 CEREALICerealiPiombo,CadmioVedi nota 1 BEVANDE NON ALCOLICHE Succhi e nettari di frutta e di ortaggi non pastorizzati Salmonella 5 Х L. monocitogenes Altre bevande non alcolicheSalmonella5 Х Succhi di fruttaPiombo,CadmioVedi nota 1 Succhi di fruttaFuranoVedi nota 1 PASTE E PASTICCERIA Paste alimentari all'uovo fresche anche farcite Salmonella 5ХХ

30 GELATI Gelati e dessert Salmonella 5Х L. monocitogenes Semilavorati per gelato Salmonella 5Х L. monocitogenes CACAO Cacao e preparazioni a base di cacao Salmonella5ХХ PREPARAZIONI GASTRONOMICHE Pasti pronti cotti Salmonella, 5Х Stafilococchi enterotossici Preparazioni multi ingradienti pronte per il consumo Salmonella 5ХХ Stafilococchi enterotossici L. monocitogenes ZUPPE, BRODI, SALSE Prep. per salse e salse (prodotti a base vegetale da coservare a temperatura di refrigerazione) Salmonella1 Х VINI E BEVANDE ALCOLICHE vini e cocktail aromatizzatiPiombo,CadmioVedi nota 1 CIBI IN CONTENITORI METALLICI Cibi in contenitori metalliciStagnoVedi nota 1 BIBITE IN LATTINA Bibite in lattina, compresi succhi di frutta e ortaggi StagnoVedi nota 1 OLII E GRASSI VEGETALIOlii e Grassi vegetaliDiossine,PCBVedi nota 2 CAFFE'caffèFuranoVedi nota 1 MARMELLATE E OMOGENEIZZATI Marmellate e omogeneizzati di frutta, verdura, carne FuranoVedi nota 1 LATTE LIQUIDO PER L'INFANZIA Latte in brique o bottigliaFuranoVedi nota 1 Nota 1:Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 200gr. Per i nitrati occorre specificare il periodo di raccolta e le modalità di coltivazione (campo aperto,serra…)Quando il prelievo è di tipo legale,occorre fare riferimento al D.P.R.327/1980 e al Reg.1882/2006. Nota 2: Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 500 ml per i liquidi e di 2kg per gli ortaggi (preferibilmente zucchine di produzione locale ) 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani30

31 Piano alimenti Tabella 5: campionamento per analisi chimiche in altri prodotti alimentari NITRATIspinaci freschi spinaci surgelati o congelati lattuga fresca (in serra e campo aperto) lattuga tipo "iceberg" alimenti a base di cereali e altri alim destinati a lattanti e bambini METALLI PIOMBO CADMIO a.lattanti e a. di proseg uiment o cereali ortaggi (compreso funghi e erbe aromatich e) di produzion e locale fruttasucchi di frutta vini e cocktail aromatizzati STAGNO cibi in conten itori metalli ci bibite in lattina, compresi succhi di frutta e ortaggi alimenti per lattanti e di proseguime nto (compreso il latte), escluso prodotti in polvere e disidratati, in scatola metallica alimenti a base di cereali e altri alim destinati a lattanti e bambini, esclusi i prodotti disidratati e in polvere, in scatola metallica alimenti a fini medici speciali in scatola metallica (escluso prodotti disidratati e in polvere) CONTAMINANTI ORGANICI DIOSSINE PCB E IPA oli e grassi vegeta li zucchine di produzion e locale alimenti per lattanti e di proseguime nto (compreso il latte) alimenti a base di cereali e altri alim destinati a lattanti e bambini sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) ortaggi di produzion e locale GLUTINE Primi piatti pronti destin ati a celiaci prodott i nelle mense osped aliere/ scolast iche Secondi piatti pronti destinati a celiaci prodotti nelle mense ospedaliere/ scolastiche Dolci pronti destinati a celiaci prodotti nelle mense ospedalier e/scolastic he 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani31

32 Piano Alimenti Tab 10 Prelievi SIAN per analisi chimiche Campioni per ricer ca di NIT RAT I Campioni per ricerca di META LLI campioni per ricerca di FURAN O campioni per ricerca di CONTAM INANTI ORGANI CI sostanze perfluoroal chiliche (PFAS) Campioni per la ricerca di glutine TOT CHIMIC O Piacenza Parma Reggio Emilia Modena Bologna Imola Ferrara Ravenna Forlì Cesena Rimini RER febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani32

33 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani33 Piano alimenti Tabella 3 B - matrici e modalità di campionamento SIAN CATEGORIA DI MATRICEMATRICERICERCHE N. UNITA' CAMPIONARIE PRODUZIONE DISTRIBUZIO NE ALIMENTI DESTINATI AD UNA ALIMENTAZIONE PARTICOLARE (vedi nota 3) Alimenti per lattanti e di proseguimento Salmonella 5ХХ L. monocitogenes Enterobacter sakazakii Alimenti in scatola metallica per lattanti e di proseguimento compreso il latte, escluso prodotti in polvere e disidratati StagnoVedi nota 1 Alimenti per lattanti e di proseguimento (compreso il latte)IPAVedi nota 2 Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e bambini Salmonella 5ХХ L. Monocitogenes Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e bambini IPAVedi nota 1 Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e bambini NitratiVedi nota 1 Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e bambini in scatola metallica Stagno1 Alimenti per diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso Salmonella 5ХХ L.monocitogenes Alimenti a fini medici speciali Salmonella 5ХХ L.monocitogenes Enterobacter sakazakii Alimenti a fini medici speciali in scatola metallicaStagno1 Alimenti per sportivi Salmonella 5ХХ L.monocitogenes Alimenti per persone intolleranti al glutine Salmonella 5ХХ L.monocitogenes Glutine1ХХ Piatti pronti per celiaci prodotti nelle menseGlutine1ХХ

34 Nota 1.(Ricerca di Stagno e Nitrati): Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 200 g. Per i nitrati occorre specificare il periodo di raccolta e modalità di coltivazione (campo aperto, serra..). Quando il prelievo è di tipo legale, occorre fare riferimento al Reg CE 1882/06.e D.P.R. 327/1980 Nota 2. (Ricerca di IPA) Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 500 ml per i liquidi e 2 Kg per gli ortaggi (preferibilmente zucchine di produzione locale) Nota 3. Ai fini della corretta identificazione degli alimenti appartenenti a questa categoria, consultare il registro nazionale dei prodotti destinati ad una alimentazione particolare presente nel sito ministeriale Piano alimenti Tabella 3 B - matrici e modalità di campionamento SIAN Prodotti destinati ad una alimentazione particolare 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani34

35 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani35

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38 Piano Alimenti Tabella 6: PRELIEVI SERVIZI VETERINARI ALLA PRODUZIONE chimico Pesce fresco e conservato e prodotti pronti (es. tramezzini) ad elevato tenore di istidina Miele per ricerca sulfamidic i, tetraciclin a, tilosina e streptomic ina Miele per ricerca esteri fosforici pesci freschi/congelati/deco ngelati sfilettati per ricerca additivi chimico pesci/molluschi/crostacei campioni chimici: additivi e ingredienti in prodotti a base di carne cotti febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani38 Piano Alimenti Tabella 7 : PRELIEVI SERVIZI VETERINARI AL COMMERCIO

39 Piano Regionale di controllo di prodotti alimentari di origine vegetale e animale per la verifica di eventuali trattamenti con RADIAZIONI IONIZZANTI. Anno 2010 Con il termine irraggiamento si intende il processo di esposizione dei cibi, in condizioni ambientali controllate, allazione diretta di ben determinate radiazioni elettromagnetiche o di particelle subatomiche. Le uniche ammesse per il trattamento di alimenti sono quelle descritte nellallegato I del Decreto Legislativo 30 gennaio 2001, n.94, Attuazione delle direttive 1999/2/CE e 1993/3/CE concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani39

40 Il trattamento degli alimenti con radiazioni ionizzanti può essere usato per diversi scopi: il prolungamento dei tempi di conservazione del prodotto la distruzione o linattivazione di insetti, parassiti, batteri patogeni, muffe e lieviti il ritardo della maturazione di frutta e ortaggi, linibizione della germogliazione di tuberi e bulbi dopo il raccolto 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani40

41 La legislazione comunitaria consente, in via temporanea,anche lirraggiamento per gli alimenti di cui era consentito il trattamento sulla base di precedenti disposizioni nazionali (disomogeneità tra i paesi dellUE) Gli Stati Uniti sono il paese dove lirraggiamento degli alimenti è più sviluppato ed avviato su scala industriale. Oltre venti Paesi del mondo industrializzato (tra cui Canada e Giappone) hanno regolamentato la vendita di cibi irradiati. In Italia la vigente legislazione limita luso delle radiazioni ionizzanti al trattamento di patate, agli e cipolle a scopo antigermogliativo in base al D.M. 30/08/1973 (v. art. 18 del D.Lgs 94/2001) e delle erbe aromatiche essiccate e spezie. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani41

42 Il D. Lgs 94/2001 prevede allart. 17 che le autorità competenti effettuino controlli sia sugli impianti di trattamento che sui prodotti alimentari commercializzati eventualmente trattati con radiazioni ionizzanti. Lunico impianto in Italia di trattamento autorizzato in base al D. Lgs 94/2001 è la ditta: Gammarad Italia S.p.a. di Minerbio (BO) che attualmente non sta trattando alimenti con radiazioni ionizzanti. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani42

43 Piano di campionamento regionale Il piano di controllo su alimenti irradiati va ad integrare il piano alimenti Prevede campionamenti su alcune matrici di origine vegetale ed animale, di provenienza non nazionale al fine di verificarne la conformità delle indicazioni riportate in etichetta a fronte di un eventuale trattamento con radiazioni ionizzanti non dichiarato. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani43

44 le matrici di origine animale carni, pesci e anfibi contenenti ossa, in particolare carni avicunicole con ossa e cosce di rana; molluschi e crostacei, in particolare gamberi e scampi. Prelievo in 4 o 5 aliquote di circa 500 gr. Al verbale (lo stesso del Piano Alimenti, con la specificazione: ricerca radiazioni ionizzanti) va allegata letichetta dellalimento campionato In esso vanno riportate almeno le seguenti indicazioni: specie animale o prodotto a base di carne campionato; stato di conservazione; provenienza e nome della ditta nella quale si è effettuato il prelievo quantità complessiva costituente la partita da cui è stato effettuato il prelievo; numero di lotto; nome ed indirizzo della ditta produttrice; nome ed indirizzo della ditta che commercializza il prodotto. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani44

45 le matrici di origine vegetale spezie (peperoncino, pepe, ecc); miscele di spezie; erbe aromatiche essiccate. Prelievo in 4 o 5 aliquote, ognuna del peso di grammi, confezionato in buste che proteggano dalla luce. Possibilmente dovrà essere allegata letichetta. Ogni campione dovrà riportare nel verbale almeno le seguenti indicazioni: nome botanico della specie campionata; stato di conservazione; dati riguardanti la ditta di produzione; dati riguardanti la ditta di commercializzazione; quantità complessiva costituente la partita; numero di lotto. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani45

46 Durante tutte le fasi del campionamento si dovrà porre attenzione nel limitare lesposizione diretta del campione alla luce solare o artificiale e a fonti di calore. I campioni vanno indirizzati alle Sedi Locali dellIstituto Zooprofilattico, che provvedono ad inoltrarli al Centro di referenza Nazionale per la ricerca della radioattività nel settore zootecnico veterinario c/o il Dipartimento di chimica Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata – sede di Foggia Via Manfredonia febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani46

47 PIANO PRELIEVI PRODOTTI IRRADIATI 2010 SIAN SVET AUSL spezie o miscele di spezie o erbe aromatiche essiccate TOTALE PC1 1 PR1 1 RE1 1 MO1 1 BO1 1 IMO1 1 FE1 1 RA1 1 FO1 1 CES1 1 RN1 1 totale 11 AUSL PESCI, MOLLUSCHI CROSTACEI CARNE DI POLLO,DI CONIGLIO O DI SELVAGGINA COSCE DI RANA TOTALE PC 1 1 PR 1 1 RE 1 1 MO 1 1 BO 11 IMO 1 1 FE1 1 RA 11 FO 1 1 CES1 1 RN1 1 TOTALE febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani47

48 Sistema regionale di sorveglianza per la presenza di MICOTOSSINE aggiornamento per il biennio ) Produzione e distribuzione di prodotti vegetali e derivati destinati allalimentazione umana e alimenti destinati ad una alimentazione particolare MATRICI DA SOTTOPORRE A CAMPIONAMENTO Si ribadisce che la significatività dei controlli della presenza di micotossine è fortemente legata alla corretta modalità di campionamento e vengono richiamati i criteri di campionamento di cui al Reg. CE 401/2006. Sulla base dei principi già enunciati nella definizione del sistema di sorveglianza regionale sulle micotossine (contenuti nelle passate edizioni del piano) - relativamente a sedi, modalità di prelievo e valutazioni sui risultati ottenuti - per lattività di controllo da effettuarsi ai sensi del presente piano il piano identifica tra le matrici a rischio determinati prodotti destinati al consumo umano. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani48

49 In riferimento al numero dei campioni da prelevare, per le matrici già ricomprese nel Piano Alimenti , è possibile procedere al prelievo contestuale di una quantità di prodotto sufficiente ad effettuare un campione ufficiale legale per la ricerca delle micotossine, oltre alla quantità sufficiente alla formazione del campione secondo i criteri definiti nel Piano Alimenti stesso. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani49

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55 Campioni positivi nei cereali suddivisi per tipologia anni febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani55

56 Micotossine in campioni di alimenti: frutta a guscio, frutta secca, cereali, spezie ed erbe infusionali, vino, cacao, caffé 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani56

57 Concentrazione di Fumonisine totali su campioni di farine di mais 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani57

58 SISTEMA REGIONALE DI SORVEGLIANZA MICOTOSSINE Viene aggiornato ogni due anni sulla base dei risultati dei controlli, delle valutazioni scaturite dallanalisi dei dati, nonché da quanto previsto dal PNAA e dal PNR con i quali si integra Il sistema deve essere flessibile : individuazione di ulteriori limiti normativi in determinate matrici e possibili emergenze dovute a particolari condizioni climatiche Il piano ha consolidato quello precedente apportandovi alcune modifiche sulla base delle criticità e percentuali di positività rilevate nel 2008 e 2009

59 MONITORAGGIO AFLATOSSINE NEL LATTE Per quanto riguarda il monitoraggio sul latte di massa prelevato nelle aziende di bovine da latte, si è ritenuto opportuno mantenere lesecuzione di 50 campioni mensili a livello regionale nel corso del primo, secondo e quarto trimestre dellanno, cercando il più possibile di concentrare i campioni del quarto trimestre nei mesi di ottobre-novembre Vengono invece portati a 96 il numero di campioni mensili da prelevare nel trimestre luglio-settembre, abbassando così la soglia di rilevazione della contaminazione dal 2% all1% nel terzo trimestre

60 MONITORAGGIO AFLATOSSINE NEL LATTE Oltre al monitoraggio di cui al punto precedente sono state campionate trimestralmente anche tutte le aziende che nel corso del 2009 sono state riscontate positive ad un campione ufficiale Nel corso del 2011 saranno campionate trimestralmente quelle risultate positive nel 2010 Negli stabilimenti (centrali e caseifici) è stato ritenuto di diminuire la frequenza dei campionamenti ufficiali

61 Monitoraggio aflatossine nel latte Stabilimenti per il trattamento di latte uso alimentare In considerazione della valutazione del rischio effettuata sui risultati dei precedenti anni, nei mesi da agosto a novembre compresi, la frequenza degli autocontrolli deve essere intensificata; I S.V. delle Ausl continuano a garantire il controllo mensile di tutti gli stabilimenti di produzione di livello industriale In occasione di tale controllo vengono effettuati campioni ufficiali qualora lispezione abbia individuato carenze in piano autocontrollo

62 Monitoraggio aflatossine nel latte: Caseifici di prodotti a base di latte freschi Gli stabilimenti di produzione di prodotti a base di latte freschi devono programmare i prelievi in autocontrollo con una cadenza almeno mensile su tutte le cisterne in entrata; Il Servizio veterinario, valutato il sistema di autocontrollo e i risultati dello stesso, nonché lentità produttiva dello stabilimento, programma due campionamenti ufficiali del latte in entrata allanno, in particolare nel periodo luglio-novembre

63 Monitoraggio aflatossine nel latte Caseifici di prodotti a base di latte stagionati Gli stabilimenti di prodotti a base di latte stagionati dovranno effettuare campionamenti mensili dei singoli conferenti, nel periodo luglio novembre Negli altri mesi la frequenza potrà essere trimestrale, qualora i dati analitici dei controlli eseguiti in autocontrollo e nei controlli ufficiali siano risultati favorevoli nei tre mesi precedenti I Servizi veterinari garantiscono il campionamento ufficiale del latte in caldaia almeno una volta lanno, possibilmente nel periodo a rischio (luglio – novembre)per caseifici con meno di 10 conferenti e 2 campionamenti nello stesso periodo,nei caseifici con più di 10 conferenti

64 Monitoraggio aflatossine nel latte

65 Altri piani di campionamento 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani65

66 PIANO CAMPIONAMENTO PER IL MONITORAGGIO DEI TENORI DI ACRILAMMIDE NEGLI ALIMENTI La Raccomandazione 2010/307/UE prevede le seguenti categorie di prodotti da campionare: patate fritte a bastoncino pronte per il consumo patatine patate fritte a bastoncino/prodotti a base di patate di tipo precotto, destinate alla cottura domestica pane morbido cereali per la prima colazione biscotti, cracker, pane croccante e simili caffè e succedanei del caffè alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (esclusi gli alimenti a base di cereali) alimenti a base di cereali destinati ai lattanti e ai bambini altri prodotti (come specificato nell Allegato, parte C della Raccomandazione, per altri prodotti sono da intendersi prodotti derivati o assimilabili alle categorie precedenti - ad es. röstli di patate, snack salati a base di cerali, muesli, ecc … 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani66

67 I criteri da seguire per la scelta dei prodotti da campionare e il metodo di campionamento sono dettagliati nellallegato parti A e B. Saranno prelevati complessivamente, per il corrente anno, 12 campioni informali in unica aliquota di peso compreso tra 300 e 1000 g. I campionamenti compresi nel presente piano verranno effettuati dalle UUOO SIAN dellAUSL di Bologna, possibilmente entro il mese di novembre febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani67

68 I criteri di stagionalità individuati dalla Raccomandazione per alcune tipologie di prodotti (es. patate fritte e simili) non sono praticabili per i prelievi da eseguirsi entro il corrente anno. La Raccomandazione prevede di estendere il monitoraggio anche negli anni a venire, pertanto tali criteri potranno essere meglio applicati nel corso del febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani68

69 Le indicazioni comunitarie e ministeriali delegano alle singole Regioni limpostazione di un piano di monitoraggio specifico per la realtà locale: si ritiene per il 2010 effettuare il monitoraggio dei tenori di acrilammide limitatamente alle matrici individuate ai punti C1, C2, C3, C4, C6 dellAllegato alla Raccomandazione: patate fritte, patatine, patate fritte/prodotti a base di patate pane morbido biscotti, cracker e simili 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani69

70 Trasmissione risultati Lallegato II punto B della Raccomandazione 331/2007 contiene il format di trasmissione dei dati analitici, utilizzabile anche per il piano regionale e fino alleventuale individuazione di ulteriori modelli di reportistica da parte del Ministero. Per garantire la correttezza di tale trasmissione è necessario che i verbali di campionamento contengano le indicazioni individuate per le singole categorie di prodotti 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani70

71 Risultati pregressi 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani71

72 PIANO REGIONALE DI CONTROLLO UFFICIALE SULLA PRESENZA DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI NELL'ALIMENTAZIONE UMANA E ANIMALE. AGGIORNAMENTO PER IL BIENNIO e RENDICONTO La presenza di OGM superiore allo 0.9% in alimenti o mangimi non etichettati con indicazione di presenza di OGM, è da considerarsi irregolare. Il Reg (CE) n. 834/2007, dal 1° gennaio 2009, parifica a tale soglia anche la contaminazione accidentale anche per i prodotti biologici. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani72

73 Nel caso si riscontri un alimento o mangime del circuito convenzionale che contenga OGM in percentuale inferiore o uguale a 0.9 si deve accertare, con specifica indagine, se la presenza di OGM sia classificabile come accidentale o tecnicamente inevitabile. In caso favorevole il campione è da considerarsi regolare. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani73

74 Esiti analitici relativi al campionamento 2009 Mangimi risultano irregolari (contengono OGM in percentuale maggiore allo 0,9) 10 campioni nel circuito convenzionale 2 in quello dei mangimi biologici Alimenti non sono stati riscontrati campioni irregolari. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani74

75 I risultati dei controlli effettuati nel corso del biennio , evidenziano che: la percentuale dei campioni di mangimi contenenti materiale geneticamente modificato è rimasta costante (27%) confermando il trend favorevole degli ultimi anni, mentre è calata la percentuale di irregolarità: negli alimenti, a fronte di un aumento del numero dei campioni con presenza di OGM, (da 2% nel 2008 al 7% nel 2009, ma nel 60% di questi lOGM è contenuto solo in tracce 0.1%), si conferma l'assenza di campioni irregolari. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani75

76 Si può quindi affermare che la contaminazione da OGM rimane una criticità prevalentemente nel settore mangimistico, poiché nonostante la presenza di materiale OGM nei mangimi sia diminuita nel corso degli anni, la percentuale dei campioni irregolari è comunque rilevante e oscilla tra il 5%, ed il 10% nel quadriennio. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani76

77 Il Ministero della Salute ha introdotto dal 2006 un piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di OGM anche per gli alimenti, che si affianca al Piano Nazionale di Alimentazione Animale (PNAA) che già prevedeva il controllo per la presenza di OGM dal E opportuno continuare per il biennio un piano coordinato di controllo ufficiale per ottemperare a quanto richiesto dal Ministero della Salute e per garantire uniformità dintervento nel territorio regionale al fine di determinare la presenza di OGM negli alimenti e nei mangimi. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani77

78 Si raccomanda di campionare solo matrici che consentano di rilevare il DNA; quindi escludere matrici estremamente processate, quali ad es. olio. Per i mangimi si consiglia di campionare anche matrici contenenti cotone, barbabietola e patata di importazione e di evitare specie senza varianti OGM. Si raccomanda di non campionare prodotti che riportano la presenza di OGM in etichetta. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani78

79 i SIAN sceglieranno gli OSA oggetto del controllo ufficiale in base alla valutazione del rischio privilegiando le produzioni delle imprese agroalimentari, con riguardo alle materie prime utilizzate, e la grande distribuzione. Per il settore zootecnico i controlli devono essere svolti presso gli impianti di produzione degli alimenti per animali, presso i distributori e i trasportatori di mangimi e gli allevamenti attenendosi alle indicazioni fornite e al dettaglio del numero dei campioni riportate dal Piano Nazionale di Alimentazione Animale 2010, recepito dal Piano Regionale Alimentazione Animale (nota RER Prot. n. PG/2010/37514 del 12/02/2010). 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani79

80 CAMPIONI TOTALI DA ESEGUIRE ANNUALMENTE NEGLI ALIMENTI PER IL CONSUMO UMANO 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani80

81 (*) Per la suddivisione degli alimenti destinati ad una alimentazione particolare si fa riferimento alla Tabella seguente: 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani81

82 Piano Nazionale Alimentazione Animale Piano Nazionale di sorveglianza e di vigilanza sanitaria sullalimentazione degli animali Diviso in tre sezioni principali 1)Parte generale descrittiva; 2)Parte tecnica applicativa; 3)Modulistica. Per una corretta ed uniforme applicazione sul territorio nazionale, le Regione e le Province autonome predispongono il proprio piano di attività. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani82

83 Piano Nazionale Alimentazione Animale Obiettivi prioritari del PNAA : Completamento anagrafe imprese del settore dei mangimi (Reg.183/2001 e successive modifiche ); Vigilanza e controllo su restrizioni relative allimpiego di Proteine animali trasformate nellalimentazione animale (Reg.999 /2001 e successive modifiche ; Vigilanza e controllo sulle micotossine nei mangimi, nonché sulla contaminazione da sostanze indesiderate come la melamina; Controllo sulla eventuale presenza di additivi e sostanze farmacologicamente attive vietate nellalimentazione animale; Controllo delle Diossine e PCB nellalimentazione animale; Vigilanza e controllo in materia di contaminazione da Salmonelle nelle materie prime per mangimi; Controllo della presenza di OGM nei mangimi Orientamento per la programmazione e relativa rendicontazione dei controlli effettuati preso i PIF. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani83

84 Piano Nazionale Alimentazione Animale Alle regioni e Province autonome è data la facoltà di ampliare gli obiettivi del Piano con la programmazione di una attività Extrapiano, Ogni Regione e provincia autonome deve individuare un referente a cui affidare il coordinamento del Piano nel territorio; Le regioni e le province autonome assicurano che il personale deputato ai Controlli ufficiali sia adeguatamente formato e si mantenga aggiornato; Devono trasmettere il proprio Piano triennale al ministero entro 60 giorni dalla pubblicazione del piano nazionale per la validazione: I Piani regionale dovranno essere continuamente aggiornati con le indicazioni Ministeriali le regioni e le Province autonome predispongono un Piano di audit presso le A.U.S.L. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani84

85 Piano Nazionale Alimentazione Animale MODALITA DI CAMPIONAMENTO Sono quelle previste dal D.M. 20 aprile 1978 e dal Regolamento Ce 152/2009 e relative Linee Guida. Ad ogni campione prelevato dovrà corrispondere la ricerca di una sola sostanza/famiglia di sostanze ; Un eventuale screening multiresiduo potrà essere programmato dalle Regioni accordandosi con IZS. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani85

86 Piano Nazionale Alimentazione Animale Il campionamento potrà essere : Casuale o non mirato Mirato Su sospetto Le matrici oggetto di campionamento sono: additivi, premiscele, materie prime per mangimi di origine animale, vegetale, minerale, mangimi, alimenti medicamentosi, prodotti intermedi, acqua di abbeverata. Il prelievo di campioni deve essere effettuato lungo tutta la filiera produttiva, incluse le fasi di distribuzione, trasporto e somministrazione, secondo buone pratiche di campionamento 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani86

87 Piano Nazionale Alimentazione Animale Allegato 1. Verbale di campionamento. Il verbale di campionamento dovrà riportare : La dicitura PNAA o Piano Nazionale Alimentazione Animale; Il tipo di piano a cui fa riferimento il prelievo (PN o Extra Piano); Il tipo di campionamento; Organo prelevatore; Data ed ora; Natura e provenienza delle materie prime Tipo di matrice prelevata; specie e categorie di animali cui è destinato il mangime ; Ricerca da effettuare; Luogo del campionamento; 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani87

88 Piano Nazionale Alimentazione Animale Dati del produttore o distributore; Numero delle aliquote. Al verbale di campionamento deve essere allegato il cartellino o copia del documento commerciale (Articolo 18 legge 281/1963) Per poter conferire al campionamento una maggiore forza legale deve essere compilato il relativo verbale delle operazioni di prelevamento eseguite (VOPE) dove il prelevatore deve riportare in modo chiaro e dettagliato le modalità di prelievo utilizzate e i relativi riferimenti normativi. IL LABORATORIO DI ANALISI DEVE RESPINGERE EVENTUALI CAMPIONI NON CONFORMI. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani88

89 Piano Nazionale Residui Nasce dalle DIRETTIVE 81/602/CE del Consiglio del 31 Luglio 1981 concernente il divieto per talune sostanze ad azione ormonica e delle sostanze ad azione tireostatica, 86/469/CE del 16 settembre 1986 concernente il controllo degli animali e delle carni fresche per la presenza di residui. Prima che entrassero in vigore queste Direttive la frequenza dei campionamenti e le concentrazioni massime consentite dei residui e contaminanti ambientali erano disciplinate allinterno dellUnione Europea in maniera etereogenea, creando anche ostacoli commerciali. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani89

90 Piano Nazionale Residui Viene stabilito che gli stati membri preparino un Piano Annuale di controllo, tenendo conto della propria specifica situazione, I campionamenti devono essere ufficiali, secondo criteri comuni; Devono essere analizzati in laboratori ufficiali autorizzati; In caso di risultati non conformi, devono essere adottate delle misure comuni. Il primo PNR con queste caratteristiche risale al 1988.

91 Piano Nazionale Residui Questo Piano è composto da due parti: Piano CEE : attuazione della Direttiva 86/469 /CE che prevede campioni casuali e statisticamente significativi; Piano Nazionale: integrazione del piano CE, indirizzato soprattutto verso campioni su sospetto. Da questo momento in poi i Piani si succedono negli anni fino al 2011, con lo scopo di realizzare un sistema capace di fornire informazioni attendibili circa il rischio al quale i consumatori sono esposti per le varie categorie di residui.

92 Piano Nazionale Residui La natura dinamica del PNR con un meccanismo di feedback continuo, si evolve tenendo conto sia dei problemi emersi nei piani precedenti, sia delle varie emergenze verificatesi nel corso degli anni. Fondamentale il Regolamento 2377/90 che definisce una procedura comunitaria per la determinazione dei LMR di medicinali veterinari negli Alimenti di origine animale : dal 1992 si afferma il concetto di tolleranza residuale D.Lvo 336/1997 Attuazione delle Direttive 96/22/CE e 96/23/CE concernenti il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica,tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni di animali e le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti.

93 Piano Nazionale Residui Il PNR del 1997 raggruppa le sostanze come previsto dalla Direttiva 96/23/CE: Categoria A: sostanze che possono costituire grave rischio per la salute pubblica, per le quali non è possibile fissare LMR Categoria B farmaci veterinari (con LMR) e i contaminanti ambientali

94 Piano Nazionale Residui Viene organizzato il Piano secondo le modalità previste anche attualmente: la sua predisposizione ed attuazione sono frutto della collaborazione di varie istituzioni con diversi e specifici ruoli e competenze. Si distinguono due livelli: 1.Livello centrale (ministero della Salute e ISS) 2.Livello territoriale (Assessorati alla salute di Regioni e Province Autonome, ASL, IZS)

95 Piano Nazionale Residui Il Ministero della salute è responsabile del coordinamento di tutte le attività relative alla predisposizione ed attuazione del PNR e si rapporta con la Comunità europea. Il Ministero della salute aggiorna entro il 31 marzo di ogni anno, in base alla esperienza maturata negli anni precedenti e alle eventuali osservazioni della Commissione europea il PNR, approvato dalla stessa commissione LISS rappresenta il coordinamento degli aspetti tecnico- scientifici. Il Piano viene diramato alle Regioni, che ripartiscono i campioni fra le AUSL del territorio, i Servizi Veterinari effettuano i prelievi.

96 Piano Nazionale Residui I campioni devono essere prelevati lungo tutta la filiera produttiva; Il campionamento deve essere imprevisto, inatteso ed effettuato in momenti non fissi e in qualsiasi giorno della settimana Il campionamento viene effettuato nella produzione primaria (allevamenti) e negli stabilimenti di prima trasformazione (macelli, centri raccolta latte) I campioni possono essere di piano, extrapiano, su sospetto.

97 Piano Nazionale Residui In Emilia Romagna la programmazione e lesecuzione delle attività del PNR viene svolta attraverso la Rete Regionale di sorveglianza per la ricerca di sostanze indesiderate e proibite nelle produzioni animali. Di questo sistema fanno parte gli 11 responsabili aziendali del PNR, un dirigente dellIZS, il Responsabile del PNR del Servizio Veterinario Regionale. Le Aree Dipartimentali di Sanità Pubblica Veterinaria delle AUSL devono prevedere un sistema interno di verifica per controllare : 1.La corretta esecuzione del campione 2.La idonea compilazione del verbale 3.Il rispetto del calendario di campionamento

98 Piano Nazionale Residui La Rete Regionale predispone i campioni extrapiano da effettuare in base a specifiche esigenze locali. I controlli extra piano vengono rendicontati separatamente

99 Piano Nazionale Residui

100

101 Fitosanitari Riferimenti comunitari Il Regolamento (CE ) n.1213/2008 e il Regolamento (CE) n. 901/2009 stabiliscono programmi di controllo triennali destinati a garantire il rispetto dei limiti massimi dei residui (LMR) di antiparassitari nei prodotti alimentari di origine vegetale e animale. I controlli riguardano i trenta prodotti alimentari che costituiscono i principali componenti della dieta nella Comunità europea e consentono di valutare lesposizione dei consumatori a tali sostanze. 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani101

102 I LMR vengono fissati a livelli che sono sicuri per la salute dei consumatori e corrispondenti alla quantità minima di pesticida impiegata sulla coltura per ottenere l'effetto voluto. L'EFSA ha precisato che la presenza di pesticidi negli alimenti, come pure il superamento di un LMR, non implica necessariamente una preoccupazione per la sicurezza alimentare. Quando si supera un LMR, è necessario calcolare l'esposizione dei consumatori al fine di valutare se ciò rappresenti un potenziale rischio per la salute 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani102

103 Fitosanitari Riferimenti nazionali Accordo Stato-Regioni in data 8 aprile 2009, per l'Adozione del Piano di controllo sullimmissione in commercio e lutilizzazione dei prodotti fitosanitari per il quinquennio LAccordo è stato recepito dalla Regione Emilia – Romagna con DG n.1591 del 26/10/2009. Latto individua nel Servizio Veterinario e Igiene degli Alimenti lAutorità sanitaria regionale di cui allart.42 del DPR290/01, responsabile del coordinamento di ogni attività relativa agli adempimenti dell accordo stesso 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani103

104 Piano regionale Fitosanitari Il Piano prevede interventi strutturati e integrati che favoriscono un approccio sistematico. Gli interventi riguardano: controlli in sede di produzione, commercio e utilizzo dei PF e sperimentazione dei prodotti fitosanitari formazione professionale (D.G.R. n.1120/2008); iniziative per garantire il corretto smaltimento dei contenitori vuoti dei prodotti fitosanitari; controllo sulle matrici alimentari per la verifica della presenza di residui; controllo sulla matrice ambientale acqua della presenza di residui di prodotti fitosanitari coordinamento delle reti di monitoraggio sulle acque superficiali, sotterranee, costiere e di transizione. monitoraggio –dei risultati relativi alla raccolta e allo smaltimento dei contenitori vuoti di PF, –del numero di autorizzazioni allacquisto ed allimpiego dei prodotti fitosanitari –delle autorizzazioni (patentini) rilasciate e rinnovate annualmente –del numero di attività formative obbligatorie e propedeutiche al rilascio ed al rinnovo dei patentini 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani104

105 Attività di campionamento Campionamenti per la ricerca dei residui dei prodotti fitosanitari in prodotti di origine vegetale e animale 60% campioni di produzione regionale 40% campioni di produzione extra regione (compresi prodotti UE ed Extra UE in misura del 15%) campioni biologici in misura di circa il 10%del totale dei campioni (di cui almeno 30 presso industrie di trasformazione); oltre al prelievo è richiesta anche una verifica documentale relativa allintero processo di produzione almeno 120 campioni di alimenti dietetici (di cui 100 prodotti per la prima infanzia) 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani105

106 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani106

107 Produzione extra regionale trasformata 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani107

108 Produzione regionale trasformata 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani108

109 PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani109

110 Grazie per lattenzione e buon lavoro 10 febbraio 2011Laura Vicinelli – Anna Padovani110


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