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LAZIENDA Insieme organizzato di UOMINI e MEZZI il cui scopo è produrre un utile (un guadagno) dalla trasformazione di risorse in BENI e SERVIZI.

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1 LAZIENDA Insieme organizzato di UOMINI e MEZZI il cui scopo è produrre un utile (un guadagno) dalla trasformazione di risorse in BENI e SERVIZI

2 LA STORIA del LAVORO LAVORO MANUALE (luomo esegue tutte le operazioni per la produzione di un oggetto) INVENZIONI + ENERGIA (il lavoro è eseguito parte dalluomo e parte dalle macchine) AUTOMAZIONE (luomo effettua soltanto controlli sulle operazioni di lavoro eseguite interamente dalle macchine)

3 LA STORIA del LAVORO Linizio della rivoluzione industriale La necessità di una solida ed efficiente organizzazione è molto sentita in periodi di forte espansione e assorbimento dei volumi di produzione da parte del mercato. Assorbimento delle merci diventa prioritario individuare tecniche di produzione e controllo dei processi. E quanto avviene a partire dal1870.

4 ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE (SCIENZA DELLORGANIZZAZIONE DEL LAVORO) STUDIARE PROCESSO PRODUTTIVO RENDERLO PIU EFFICIENTE DIMINUIRE I COSTI PER PRODOTTO AUMENTARE LA COMPETITIVITA BATTERE LA CONCORRENZA

5 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA TAYLOR - la produttività dipende da mezzi di lavoro e uomini -. - per le macchine utensili studia approfonditamente il loro sfruttamento razionale definendo i parametri che influenzano la durata degli utensili - per gli uomini analizza tutti i movimenti necessari per eseguire le operazioni, determinandone i tempi eliminando quelli inutili.

6 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA Modelli di gestione - Taylor Taylor fu il teorizzatore della Organizzazione scientifica del lavoro, che si basa su: Sviluppo di conoscenze su basi scientifiche Selezione scientifica della manodopera Preparazione e perfezionamento dei lavoratori su basi scientifiche Intima e cordiale collaborazione fra dirigenti e manodopera Il rendimento tende sempre più ad essere influenzato dal coordinamento dei vari reparti, mansioni e gruppi, più che dalla qualità e dallo sforzo singolo individuale.

7 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA Modelli di gestione – Taylor Gli elementi operativi sono: Creazione di un centro di programmazione Standardizzazione delle operazioni e dei movimenti Studio dei tempi e introduzione delle tariffe differenziali di cottimo Utilizzazione di strumenti di rilevazione e controllo Inoltre la necessità di controllare scientificamente il lavoro porta ad una rigida standardizzazione dello stesso. Il rendimento tende sempre più ad essere influenzato dal coordinamento dei vari reparti, mansioni e gruppi, più che dalla qualità e dallo sforzo singolo individuale.

8 FAYOL - divide lorganizzazione industriale in 6 funzioni: tecnica, commerciale, finanziaria, sicurezza, contabile amministrativa

9 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA I principi di Fayol Lautorità e la responsabilità Chi ha responsabilità deve avere autorità. La disciplina Senza disciplina viene meno il principio di autorità, in quanto esso implica il diritto di dare ordini e di pretendere obbedienza

10 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA Lunità di direzione Per ogni gruppo di attività che condivide lo stesso obiettivo deve esserci un solo capo Lunità di comando Ognuno deve ricevere ordini da un solo superiore e riferire solo a lui La linea di comando e larea di comando Le linee di comando devono essere chiare e definite (organigrammi) ed essere le più brevi possibile.

11 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA Remunerazione equa La remunerazione deve, nei limiti del possibile, soddisfare gli interessi dellorganizzazione e del collaboratore. Subordinazione dellinteresse individuale a quello dellorganizzazione Il principio si può tradurre nella opportunità di stabilire obiettivi aziendali che evitino il contrasto fra interesse personale e aziendale.

12 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA Modelli di gestione - Mayo Elton Mayo condusse studi sistematici presso lo stabilimento di Hawthorne della Western Electric ( ). Obiettivo è mettere in discussione lassunto tradizionale che i lavoratori fossero come elementi di una macchina, sensibili solo al comando,alla gratificazione economica o alla punizione, alle condizioni fisiche del lavoro. Elton Mayo LE RELAZIONI UMANE SONO IN GRADO DI CONDIZIONARE LA PRODUZIONE QUANTO LILLUMINAZIONE DELLAMBIENTE DI LAVORO, LA FATICA E LA RETRIBUZIONE (HARVARD UNIVERSITY 1930/40 Equipe Prof. Elton Mayo)

13 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA Mayo e il suo gruppo, che prende il nome di relazionisti, compresero che la produttività è in correlazione con le relazioni sociali, con la motivazione e con lattenzione di cui le persone si sentono oggetto. Egli osservò che ladozione di incentivi di gruppo condiziona i comportamenti dei singoli.

14 Le conclusioni dei relazionisti sono: Limpresa è un sistema sociale, non solo tecnico ed economico Lindividuo è motivato da fattori psicologici e sociali, non solo economici I gruppi rivestono grande importanza La leadership dovrebbe avere un approccio più democratico e meno autoritario Linformazione interna ha rilevante importanza Il management richiede capacità sociali, oltre che tecniche La motivazione è correlata alle esigenze sociali delle persone

15 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA FORD ALFORD Le attività produttive devono essere al servizio della collettività I dipendenti devono percepire una retribuzione che garantisca la tranquillità sociale Tutto il pubblico è un consumatore, anche i dipendenti Introduce il lavoro a catena (ritmo o cadenza: tempo intercorrente tra due pezzi) Elabora le norme sulla specializzazione ( poche operazioni – elevate produzioni riduzione costo prodotto – minime scorte operazioni in relazione alla capacità)

16 GLI STUDIOSI DELLA NUOVA SCIENZA LA PERSONALITA DELLINDIVIDUO EVOLVE DA UNO STATO PASSIVO AD UNO ATTIVO E DI PIENA COSCIENZA. LA RIGIDA GERARCHIA E SPECIALIZZAZIONE POSSONO INIBIRE LO SVILUPPO EQUILIBRATO DELLA PERSONALITA ( Argyris) SODDISFATTI I BISOGNI PRIMARI (alimentazione, riposo ecc.), LUOMO HA BISOGNO DI AUTOREALIZZARSI EFFETTUANDO LAVORI ADEGUATI ALLE SUE CAPACITA. (Maslow)

17 PROBLEMATICHE INDUSTRIALI RICHIESTA DI NUOVI PRODOTTI E MODELLI NUMEROSE VARIAZIONI PER MODELLO PRODOTTO (versioni) RAPIDO INVECCHIAMENTO DEL PRODOTTO DIFFICOLTA DI PREVISIONE DELLA DOMANDA COSA DEVE FARE LIMPRESA? PRODURRE AMPIA GAMMA DI PRODOTTI RINNOVARE SPESSO I PRODOTTI (cambiare rapidamente modello da produrre) PERSONALIZZARE IL PRODOTTO ( design – marchio ecc.) PRODURRE IN TEMPI BREVI NUOVI PRODOTTI ELEVATA QUALITA OBBIETTIVI IMPRESA VELOCITA DI LANCIO DEL PRODOTTO PRODUZIONE FLESSIBILE (cambiare velocemente il modello da produrre) RIDURRE MANODOPERA ( automazione cioè integrazione tra meccanica+informatica+elettronica) Utensili, materiali ecc. robot SISTEMA CONTROLLO QUALITA PROBLEMI

18 STRUTTURA ORGANIZZATIVA AZIENDALE Generalmente viene rappresentata tramite un ORGANIGRAMMA AZIENDALE ORGANIGRAMMA PER FUNZIONI ORGANIGRAMMA (Rappresentazione grafica dei livelli e loro relazioni)

19 STRUTTURA ORGANIZZATIVA AZIENDALE LA CONOSCENZA DEI BISOGNI DEL TERRITORIO E LA LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO, SONO I FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO E CONSEGUENTEMENTE PER REMUNERARE IL CAPITALE INVESTITO IN UNAZIENDA MARKETING PERSONALE PRODUZIONE STUDI TECNICI Individuazione del prodotto o servizio necessari al territorio Quantificazione nellimmediato e nel futuro Progettazione, tecnologie per una corretta produzione Ogni ruolo aziendale deve essere occupato dalla persona con le giuste competenze Realizzazione del prodotto facendo ricorso a risorse sia interne che esterne (indotto) ORGANIGRAMMA AZIENDALE

20 STRUTTURA ORGANIZZATIVA AZIENDALE FINANZA VENDITA Vendita dei prodotti: saper presentare – far conoscere – giustificare il costo Controllo costante della resa del capitale investito – PIANIFICAZIONE E CONTROLLO Ottimizzazione delle funzioni – Risponde alla Direz. Gen.le

21 STRUTTURA ORGANIZZATIVA AZIENDALE ORGANIGRAMMA PER FUNZIONI della PRODUZIONE PRODUZIONE REPARTO A REPARTO B REPARTO C MONTAGGIO CAMBIO MONTAGGIO MOTORE COLLAUDO MOTORE

22 MODELLI ORGANIZZATIVI AZIENDALI GERARCHICO PER PRODOTTO GERARCHICO- FUNZIONALE A MATRTICE DECISIONI PRESE SOLTANTO DA DIRIGENTI OGNI LIVELLO CONTATTA IL SUO SUPERIORE PERICOLO DI DERESPONSABILIZZAZIONE DEI SOTTOPOSTI CHE NULLA DECIDONO DIVISIONE IN PICCOLE AZIENDE SNELLEZZA DECISIONALE RISPETTO AL GRANDE GRUPPO PROBABILE CONFLITTI DI AUTORITA OGNI PRODOTTO HA UN SUO REFERENTE AZIENDALE IL CLIENTE E MESSO IN CONTATTO CON LA PERSONA COMPETENTE STAFF DI SPECIALISTI CONSIGLIANO I RESPONSABILI DELLA LINEA GERARCHICA N.B. Allo Staff non è riconosciuto alcun potere decisionale

23 STRUTTURE E COMUNICAZIONE AZIENDALE DEVE ESSERE: CHIARA RAPIDA IDENTIFICABILE ALLA FONTE COINCISA – CORRETTAIMMEDIATA AL SORGERE CHI LA INVIA DEL PROBLEMA (Dirigente, Reparto, ecc.) LA STRUTTURA AZIENDALE NON DEVE ESSERE DI OSTACOLO ALLA COMUNICAZIONE OGGI SI PREDILIGE LA STRUTTURA SNELLA (numero minore di livelli, riduzione dei passaggi per la comunicazione)

24 PRODUZIONE SNELLA PRODURRE MIGLIORANDO LA QUALITA DEI PRODOTTI RIDURRE I COSTI TRAGUARDI SUPERIORITA PRODUTTIVA (RAGGIUNGERE SEMPRE IL MASSIMI TRAGUARDO) PRODUZIONE A VALORE AGGIUNTO (ATTIVITA CHE AUMENTANO IL VALORE INIZIALE DEL MATERIALE) MIGLIORAMENTO CONTINUO (PORRE ATTENZIONE AD OGNI PARTICOLARE NEL PROCESSO PRODUTTIVO) METODOLOGIE PRODUTTIVE JUST IN TIME(materiali disponibili alla produzione quando servono) TMQ(totale dei prodotti senza alcun difetto) TCI(apportare anche le grandi o piccole modifiche per migliorare il prodotto) PRODUZIONE: Attività finalizzate alla realizzazione di beni o servizi FABBRICAZIONE: Attività di conversione di materiali e risorse in beni o servizi

25 NUOVA MENTALITA INDUSTRIALE - NON SEMPRE SONO NECESSARIE TECNOLOGIE DAVANGUARDIA, MA E OBBLIGATORIO INTEGRARE E MIGLIORARE TUTTE LE FUNZIONI AZIENDALI – SINCRONIZZAZIONE TOTALE ESEMPIO: MODELLO AUTOMOBILISTICO GIAPPONESE ANNI 70 - Esempio di errata sincronizzazione Settore produzione: migliora la produttività con continui aggiustamenti ( più pezzi per ogni ora) creando più utile ( più disponibili) Settore finanziario: investe in altre attività (diversifica gli investimenti), commette errori di valutazione, crea perdite che vanno ad annullare quanto costruito dal Settore Produzione. REALIZZAZIONE DI PRODOTTI SUPERIORI

26 CONTABILITA NELLAZIENDA GENERALE (FISCALE) Obbligatoria per legge INDUSTRIALE (ANALITICA) Serve allinterno dellazienda per prendere decisioni DEFINIZIONE: INFORMAZIONI SULLO STATO ECONOMICO E FINANZIARIO DELLE ATTIVITA DELLAZIENDA OBBIETTIVO aumentare gli utili: 1)Aumentare i Ricavi – 2) Diminuire i costi - Gli utili possono essere utilizzati per investimenti o accantonati come capitale DIREZIONE (MANAGEMENT): Persone che dirigono una azienda

27 CONTABILITA GENERALE Bilancio di esercizio Conto Economico Stato Patrimoniale ricavi ® costi © giacenze di magazzino UTILE NETTO = (R+ Giac. Finali) – C+ Giac. Iniziali) ATTIVITA PASSIVITA PATRIMONIO NETTO CONTABILITA GENERALE

28 RICAVI COSTI UTILE VENDITE CAPITALE (Capannoni, Uffici,Azioni, ecc) PRODOTTI (Materie prime, personale, ecc. GENERALI ( Luce, Riscaldamento, affitti, ecc. IMPOSTE (Tasse) NETTO (Differenza ricavi-costi) INVESTITO (Macchinari, Struttura, ecc. AZIONARIO (utile che viene diviso tra gli azionisti) CONTO ECONOMICO

29 Ad un maggior volume di vendita, corrisponde sempre un maggiore utile? ESEMPIO: Anno 2007Anno 2008 RICAVI Vendite Capitale Totale COSTIProdotto Spese Gen Imposte Totale UTILE ATTENZIONE ALLAUMENTO DEI COSTI VARABILI ALLAUMENTO DELLA PRODUZIONE

30 BILANCIO DI ESERCIZIO Definizione: ELABORAZIONE DELLE SCRITTURE CONTABILI Si divide in due parti: RICAVI COSTI GIACENZE ATTIVITA PASSIVITA PATRIMONIO NETTO UTLE NETTO= (Ricavi + Giacenze finali) – (Costi + Giacenze iniziali)

31 CONTABILITA INDUSTRIALE PIANIFICAZIONE RILEVAZIONE CONTROLLO Obbiettivi Risorse Procedure Aquisire dati in continuo Confronto tra valori reali e valori preventivi SONO RICHIESTE COMPETENZE ECONOMICHE E TECNICHE (specialisti in contabilità e procedure)

32 IL C O S T O La voce più importante che si deve conoscere in una azienda sono i: C O S T I IL PREZZO DA PAGARE PER OTTENERE UN BENE O UN SERVIZIO (QUANDO IL COSTO VIENE PAGATO SI SOSTIENE UNA SPESA) QUALI SONO I COSTI? MATERIE PRIME ENERGIA PERSONALE CONSULENZE FINANZIARI Ecc.

33 IL C O S T O È classificato in funzione di diversi fattori: TEMPO DESTINAZIONE INCIDENZA DIRETTA CONTROLLABILITA INFLUENZA SULLE DECISIONI

34 IL C O S T O COSTO IN FUNZIONE DEL TEMPO COSTO STORICO costo di acquisto iniziale ( anno 2007 – Acciaio 3,50 al Kg. Cs) COSTO CORRENTE costo dello stesso prodotto se voglio acquistarlo oggi (anno 2009 – Acciaio 3,68 al Kg.) COSTO FUTURO dovendo programmare per il primo semestre 2010 calcolo del prezzo: Calcolo del costo di una risorsa dopo n anni Cn=Cs(1+i)^n(i= incremento % prezzo - n= numero anni)

35 IL C O S T O COSTO IN FUNZIONE DELLA DESTINAZIONE COSTI SOSTENUTI PER UN DETERMINATO SETTORE CANCELLERIA RAPPRESENTAZE COLLABORAZIONI COSTI CHE INCIDONO SULLA PRODUZIONE COSTI CONTROLLABILI: costi modificabili con interventi COSTI CHE INFLUISCONO SULLE DECISIONI:scelte delle modalità di produzione COSTI DIRETTICOSTI INDIRETTI ACQUISTI CHE SERVONO SOLTANTO NON ASSIMILABILIALLA PRODUZIONE COSTI FISSI: affitti, manodopera, utensili ecc. ( non influiscono sulle decisioni)

36 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE Fondamentale per una azienda è la determinazione dei costi in funzione del prodotto I COSTI si dividono in: DIRETTI INDIRETTI Hanno relazione solo con il prodotto Hanno poca o nessuna relazione con il prodotto MATERIE PRIME MACCHINE MANODOPERA (Coefficienti di ripartizione) Stipendi impiegati, affitto, energia, tecnici, dirigenti ecc.

37 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE E NECESSARIO DETERMINARE QUANTO INCIDE OGNI VOCE SUL COSTO DEL PRODOTTO (COEFFICIENTE DI IMPIEGO) ESEMPIO: MATERIALE:0,30Kg. AcciaioCosto 3,50 al Kg. MANODOPERA10 minutiCosto 24,00 ora/lavoro MACCHINA10 minutiCosto 20,00 ora/lavoro CALCOLO COSTO PRODOTTO: Cp= (0,30*3,50)+(10/60*24)+(10/60*20) Cp= 1, ,34 = 8,39 Costo per 100 pz. 839,00 + tutti gli altri costi sono costi indiretti

38 ESERCIZIO CALCOLO DEL COSTO CORRENTE E FUTURO Si deve preventivare un lavoro che prevede lutilizzo di acciaio C40 per la produzione di alberi. La produzione deve avvenire nei seguenti periodi: Giugno – Dicembre 2010 Giugno - Dicembre 2011 Giugno – Dicembre Il materiale necessario per ogni anno è di Kg. Per il primo lavoro, lacciaio è stato acquistato nel giugno 2009 ad 4,80 al Kg. Per i successivi si prevede di acquistarlo in un unico stock, per convenienza, a giugno Determinare: Costo corrente (Cc)al primo lavoro; Costo futuro (Cf) al secondo ed al terzo lavoro. Tramite informazioni, è previsto un tasso bancario pari al 5,5% annuo. Consegna per VENERDì 5 febbraio su foglio protocollo.

39 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE VALORE AGGIUNTO (Wa) DIFFERENZA TRA RICAVO DALLA VENDITA DEL PRODOTTO E COSTO DELLA MATERIA PRIMA CALCOLO: Wa = RI – Cmp Wa = 100,00 – 10,00 = 90,00 VALORE AGGIUNTO PERCENTUALE (indice di trasformazione che una risorsa ha subito) CALCOLO Wa in % (Wp) Wp = (Wa/Ri) *100 Wa= (90/100)*100= 90%

40 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE RAPPRESENTAZIONE GRAFICA Wp = 100 Wa= 100 ATTIVITA COMMERCIALI ATTIVITA INDUSTRIALI Quando il prodotto è comprato e venduto (non cè trasformazione), il ricavo è vicino al costo Wa vicino a zero

41 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE ESERCIZIO: Costruire su carta millimetrata il diagramma VALORE AGGIUNTO nei due casi descritti ed eseguire i calcoli necessari su foglio protocollo. (è ammesso luso del computer) COMMERCIO Ricavo unitario prodotto 1Ru1 62,50 prodotto2 Ru2140 prodotto3Ru3210 prodotto 4Ru4290 prodotto 5Ru5380 prodotto 6Ru6450 prodotto 7Ru7700 Costo materia prima prodotto 1Cmp150 prodotto 2Cmp2100 prodotto 3Cmp3150 prodotto 4Cmp4200 prodotto 5Cmp5250 prodotto 6Cmp6280 prodotto 7Cmp7450

42 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIA Ricavo unitario prodotto 1Ru1 50 prodotto2 Ru2100 prodotto3Ru3150 prodotto 4Ru4200 prodotto 5Ru5300 prodotto 6Ru6450 Costo materia prima prodotto 1Cmp110 prodotto 2Cmp217 prodotto 3Cmp320 prodotto 4Cmp425 prodotto 5Cmp530 prodotto6Cmp640

43 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSTI - PRODUZIONE Generalmente una azienda aumenta il suo utile quando produce e vende una quantità maggiore di prodotto Allaumento della produzione si ha un aumento dei costi Tipo di costi in relazione alla produzione COSTI VARIABILI (dipendono dalla domanda e sono proporzionali allaumento della produzione) COSTI SEMIFISSI ( non hanno un andamento costante, non sono proporzionali alla produzione aumentano quando la produzione è al disopra della capacità produttiva) COSTI FISSI (non variano al variare della produzione; esempio:stipendi, affitti, ecc.) N.B. Alcuni costi rimangono fissi entro certi limiti di produzione dopodichè subiscono variazioni e diventano semifissi.

44 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE A= variabili proporzionali B= variabili non sempre proporzionali C= fissi COSTI VOLUME DI PRODUZIONE Rappresentazione grafica dei tipi di costi PER PIANIFICARE CORRETTAMENTE UNA STRATEGIA AZIENDALE, SI DEVONO CONOSCERE I RICAVI, GLI UTILI, I COSTI CHE SONO DIPENDENTI DALLA PRODUZIONE E DALLE VENDITE. I RICAVI, GLI UTILI ED I COSTI VARAIBILI DIPENDONO DAL VOLUME DELLA PRODUZIONE. LA VARIAZIONE NEL TEMPO DEI COSTI UNITARI, NON PERMETTE LA COSTRUZIONE LINEARE DELLA VARIAZIONE

45 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE SI PUO ORGANIZZARE LA PRODUZIONE SOLO QUANDO CE DOMANDA? NO, E ANTIECONOMICO – E NECESSARIO MANTENERE UN MINIMO DI CAPACITA PRODUTTIVA PER FARE CIO SI DEVONO SOSTENERE DETERMINATI COSTI FISSI: COSTI DI CAPACITA COSTI PROGRAMMATICI COSTI FISSI DI CAPACITA MANUTENZIONE IMPIANTI RISCALDAMENTO – ILLUMINAZIONE ECC. RICERCA – PUBBLICITA ECC. QUADRI DIRETTIVI E TECNICI (patrimonio dell azienda)

46 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSA SUCCEDE QUANDO SI VUOLE PRODURRE AL DISOPRA DELLA CAPACITA DELLAZIENDA? ESEMPIO: UNA MACCHINA UTENSILE SI FA LAVORARE 16 ORE INVECE DI 8 ORE; AUMENTANO I COSTI FISSI (RISCALDAMENTO, ILLUMINAZIONE, SORVEGLIANZA ECC. DIVENTANO SEMIFISSI O SEMIVARIABILI AD UNA MAGGIORE PRODUZIONE, NON SEMPRE CORRISPONDE UN UTILE MAGGIORE N.B. E IMPORTANTE PRODURRE FINO A CHE I COSTI RIMANGONO FISSI QUESTO INTERVALLO DI PRODUZIONE E CHIAMATO INTERVALLO OPERATIVO

47 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DEGLI INTERVALLI OPERATIVI COSTI VOLUMI DI PRODUZIONE V1 V2 V3

48 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSTRUZIONE DELLA RETTA DELLA VARIABILITA DEI COSTI N. COSTO UNIT. Della materia prima nel tempo VOLUME PRODOTTO COSTO , , , , , , COSTI PER PRODUZIONE VOLUME PRODOTTO , RETTA COSTO-VOLUME Rappresenta la variazione nel tempo dei costi

49 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE CON QUALE VOLUME DI PRODUZIONE LAZIENDA FARA UTILI? ANALISI COSTI-PROFITTI N.B. Il ricavo della vendita di un prodotto deve comprendere tutti i Costi Totali + Margine di guadagno Quando lutile sara uguale a zero, il ricavo e pari alle spese sostenute Rt = ricavo totaleRu = ricavo unitarioVp= volume vendita Vb= volume pareggio Ct = costi totali = (Ctu+Cvu)*V Ctu= costo totale per unità di prodotto Cf = costi fissi ( lazienda sostiene sempre dei costi fissi indipendenti dalla produzione) Cvu = costi variabile per unità prodotta

50 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE UTILEUTILE VOLUME PRODUZIONE Cf 0 RAPPRESENTAZIONE GRAFICA VOLUME DI PAREGGIO Concludendo possiamo dire che: V Vp utile CONSIDERAZIONI: Lazienda sostiene sempre dei costi fissi indipendenti dalla produzione Produzione nulla, azienda in perdita Produzione in crescita, ai costi fissi si aggiungono i variabili I ricavi cominciano a compensare i costi Lutile si sposta verso valori sempre più elevati

51 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE PUNTO DI EQUILIBRIO (Break Even Point BPE) COSTI / RICAVI U Cv Cf BEP UTILI PERDITE RICAVI COSTI VARIABILI BEP indica il volume di produzione per il quale i ricavi sono pari ai costi N.B. A PARITA DI RICAVI, PRIMA SI INCONTRA IL PUNTO BEP MAGGIORI SONO GLI UTILI LE AZIENDE CHE HANNO UN BASSO BEP SONO PIU STABILI, HANNO PIU Ms Vb VOLUME PRODUZIONE Vp MARGINE DI SICUREZZA Ms = Vp-Vb

52 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE Prodotto Q.ta prodotta Lampadine 100W Ru= 1,25 al pz. Cf= ,00 totali Cv= 0,75al pz. QUANDO SI ARRIVERA ALLPAREGGIO E QUANTO SARA LUTILE FINALE? DETERMINARE: - PUNTO DI PAREGGIO ( BEP) - UTILE FINALE - COSTRUIRE IL DIAGRAMMA RELATIVO ESERCIZIO

53 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSTI / RICAVI VOLUME PRODUZIONE U1 Cv Cf BEP 1 U2 BEP 2 VARIAZIONI TRA PROCESSI DI PRODUZIONE Esempio degli effetti della diminuzione dei costi fissi Vb2Vb1Vp Abbassando i costi fissi si crea più utile, Si aumenta il margine si sicurezza Rt1 Cv1 Rt2 Cv2 Cf2 Cf1 LEGENDA

54 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSTI / RICAVI VOLUME PRODUZIONE U1 Cv Cf BEP 1 U2 BEP 2 Esempio degli effetti della diminuzione dei RICAVI per effetti della concorrenza Vb2Vb1Vp VARIAZIONI TRA PROCESSI DI PRODUZIONE BEP 3 Vb3 U2 Diminuzione degli utili Diminuzione del Margine di Sicurezza Spostamento verso Dx del BEP Rt1 Cv1 Rt2 Cv2 Cf2 Cf1 LEGENDA

55 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE ESERCIZIO: CONFRONTARE I DATI DI DUE PRODOTTI E RICAVARE LE CONCLUSIONI. PRODOTTO 1 Pezzi prodotti2000 Materia prima ,00 Manodopera ,00 Costi fissi ,00 Ricavo unitario 237,00 PRODOTTO 2 Pezzi prodotti2000 Materia prima ,00 Manodopera ,00 Costi fissi ,00 Ricavo unitario 237,00 Determinare analiticamente: Punti BEP – Utili 1 e 2 – Volumi di pareggio - Ricavo totale COSTRUIRE I RELATIVI DIAGRAMMI SULLO STESSO PIANO CARTESIANO

56 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE ESERCIZIO: Una azienda che produce televisori LCD presenta la situazione rappresentata in tabella. Determinare analiticamente e graficamente il punto di equilibrio (BEP) sapendo che sono stati venduti 6000 pz. DATI: Materie prime ,00 Manodopera ,00 Spese generali ,00 Spese vendita ,00 Spese amministrative ,00 Spese ricerca ,00 Ricavi totali ,00 Nella seconda parte lesercizio deve contemplare un aumento dei costi fissi del 2,5% ed i ricavi del 4,5%. Con i nuovi dati costruire il nuovo diagramma sullo stessa piano cartesiano e trarre le dovute conclusioni Costruire tabella costi fissi - costi variabili - costi totali - ricavi Sapendo che: Spese generali, Spese di vendita, Spese amministrative sono in piccola percentuale variabili (detta percentuale è a piacere)

57 ORGANIZZAZIONE DLLA PRODUZIONE CLASSIFICAZIONE DEI COSTI Alcuni esempi di classificazione dei costi: COSTI PER VOLUMECosti sostenuti per il volume di produzione stabilito ( Fissi – Semifissi – Variabili) COSTI PER PRODOTTOCosto sostento per produrre un singolo prodotto (Diretti – Indiretti) COSTI PER SETTORECosto riferito al settore funzionale per il quale è stata sostenuta la spesa (Produzione – Amministrazione – Distribuzione ecc.)

58 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSTO MEDIO UNITARIO FISSO Cfu= Cf/V COSTO MEDIO UNITARIO VARIABILE Cvu= Cv/V RAPPRESENTAZIONE GRAFICA Cvu Cfu V Costo Medio Unitario Produzione minima, Costo Fisso medio è massimo, Produzione massima Costo Fisso medio minimo, dipende dal volume della produzione Produzione minima oppure Produzione massima, il Costo Variabile è costante non dipende dal volume della produzione

59 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSTO DELLE PRINCIPALI RISORSE DI PRODUZIONE Costo della materia prima (materiali provenienti dallesterno che serve a completare un prodotto) da dare al materiale che va alla produzione. Fattori di costo: giacenza di magazzino costo di fornitura ( mai costante nel tempo) METODI: MEDIA PONDERALE (somma dei costi delle partite in giacenza diviso la loro quantità) – Cu=ΣQi*Cui/ΣQi FIFO( primo entrato, primo uscito ) LIFO (ultimo entrato, primo uscito) COSTO STANDARD ( costo attribuito indipendentemente dal costo storico) COSTO FINE MESE (alla fine del mese, si determina il costo medio del mese e si applica nel mese successivo) (Il valore delle giacenze è superiore rispetto agli altri metodi) (Il valore delle giacenze è inferiore rispetto agli altri metodi)

60 FIFO ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE Giorno Q.t à Pr.Uni.Valore Q.t à Valore Q.t à Pr.Uni.Valore CALCO LARE ENTRATEUSCITEGIACENZE

61 LIFO Giorno Q.t à Pr.Uni.Valore Q.t à Valore Q.t à Pr.Uni.Valore CALCO LARE ENTRATEUSCITEGIACENZE

62 ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE COSTO DELLE PRINCIPALI RISORSE DI PRODUZIONE Costo della manodopera Composta da: Retribuzione diretta (stipendio percepito dal lavoratore) Retribuzione indiretta (ferie, mensa ecc.) Oneri sociali (INPS – INAIL ecc.) A carico del datore di lavoro

63 PROCESSI PRODUTTIVI CICLO DI VITA DI UN PROCESSO PRODUTTIVO FASE FASE DI FASE FLUIDA TRANSIZIONE STABILE FASI TASSO DI INNOVAZIONECONTENUTO TECNOLOGICO PRODOTTO PROCESSO TECNOLOGICO Allinizio un prodotto ha un alto tasso tecnologico – Più passa il tempo e più il tasso di innovazione diminuisce, infine non si riesce più a produrre innovazione sul prodotto Fase fluida di ricerca Maturità tecnologica e produttiva Fase stabile quando non sono possibili modifiche di processo tecnologico e produttivo

64 PROCESSI PRODUTTIVI SINDROME DEL VELIERO Alla fine della fase statica occorre capire per tempo quando è necessario cambiare prodotto o affrontare la sua evoluzione tecnologica CESSAZIONE NO EVOLUZIONE TECNICA NO Quando si rimane attaccati per lungo tempo legati ad una produzione obsoleta

65 PROCESSI PRODUTTIVI DIVERSIFICHIAMO! (rimanendo nello stesso campo) Problematiche del cambiamento: INDAGINE DI MERCATO – PROGETTAZIONE DEL PRODOTTO - COSA VUOLE LA GENTE? CHE PROBLEMI O CHE ASPETTATIVE DEVE SODDISFARE IL NUOVO PRODOTTO? PRELIMINARE FINALE Soluzioni possibili (quale la migliore?) Affidabilità Problematiche future (manutenzione) Durata (per quanto tempo deve grantire le prestazioni per cui è stato progettato) Prototipo Processo produttivo Problemi del Processo Disegni complessivi e particolari

66 PROCESSO PRODUTTIVO In base a quanto definito si passa alla scelta del PROCESSO DI FABBRICAZIONE Prima di decidere è importante definire la scelta dei fattori che lo influenzano La domanda prevista (quantità in unità tempo stabilita) La standardizzazione dei componenti (parti con processo produttivo simile) Il ritmo di produzione (pezzi per unità di tempo) La ripetitività dei cicli (da discontinuo a continuo?) La difficoltà di lavorazione (innovazione tecnologica presente) (potenzialità dellimpianto: continuo, discontinuo, inertmittente

67 PROCESSO PRODUTTIVO IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE può essere: OCCASIONALE DISCONTINUO RIPETITIVO CONTINUO LOTTI LOTTI RIPETUTIGRANDE SERIE GRANDISSIMA (dipende dal mercato) SERIE (Pochi esemplari)

68 PROCESSO PRODUTTIVO RAPPRESENTAZIONE GRAFICA TIPO DI PRODOTTO/TIPO DI PROCESSO A B C D LOTTI LOTTI Ripetuti GRANDE serie GRANDISSIMA serie CONTINUO RIPETITIVO DISCONTINUO OCCASIONALE A= Navi B= Auto serie limitate C= Frigoriferi D= Viterie Sale sopra la linea: investimenti attrezzature specializzate, scarsa flessibilità, incidenza sui costi unitari piccola. Scende sotto la linea: investimenti fissi limitati, struttura flessibile, costi unitari elevati, attrezzature non specialis. Produzione Processo

69 PROCESSO PRODUTTIVO AUTOMAZIONE: meccanica+elettronica+informatica La scelta del livello di automazione, dipende dal processo produttivo scelto. Per la sua scelta si devono considerare vari fattori: VELOCITA E QUALITA FACILITA E SICUREZZA FLESSIBILITA TIPO DI MANODOPERA RICHIESTA TEMPI DI ATTREZZAGGIO RISCHIO DI OBSOLESCENZA FACILITA E FREQUENZA DI MANUTENZIONE COSTO DELLE SOLUZIONI Per livello di automazione si intende linsieme di macchine flessibili e specializzate

70 PROCESSO PRODUTTIVO TIPIOLOGIE DI AUTOMAZIONE CENTRO DI LAVORO (MC) entri polifunzionali – controllo automatico della macchina e cambio automatico utensile o attrezzature ROBOT INDUSTRIALI (IR) manipolatori programmabili governato automaticamente Industrial Robots si muovono nella direzione desiderata SISTEMI FLESSIBILI (FMS) integrano le caratteristiche dei centri di lavoro e dei robot per la movimentazione automatica – consente la produzione di piccoli lotti a costi contenuti – produzioni variabili – diversi tipi di produzione PRODUZIONE INTEGRATA DA COMPUTER (CIM) integrazione tra informazione e processo produttivo le informazioni commerciali sono comunicate al processo che varia la quantità ed il modello in funzione della vendita Machining Center Flexible Manifacturing Systems Computer Integrated Manifacturing

71 PROCESSO PRODUTTIVO QUANDO E STATO DEFINITO IL PRODOTTO DA COSTRUIRE, SI ORGANIZZA IL: PIANO DI PRODUZIONE (Tutte le operazioni necessarie a realizzare il prodotto nuovo in una fabbrica esistente o da costruire) COSA prodottoindagine di mercato QUANDOperiodostagionale o altre situazioni QUANTOquantità prev. comm.nericerche di mercato COMEprocesso tecnologico+ efficiente e - costoso DOVElocalitàin funzione dei costi e strutt.

72 PROCESSO PRODUTTIVO PRODUZIONE (INSIEME DI AZIONI DA COMPIERE PER AVERE IL PRODOTTO FINITO) TUTTA INTERNA PARZIALMENTE INTERNA TUTTA ESTERNA DOVE COME IN SERIE A LOTTI JUST INN TIME

73 PROCESSO PRODUTTIVO PRODUZIONE IN SERIE COSTRUIRE ELEMENTI DI UN COMPLESSIVO UNO INDIPENDENTEMENTE DALLALTRO ASSICURANDONE LINTERCAMBIABILITA TIPI: piccola serie; media serie; grande serie NECESSITA DI INVESTIMENTI COSTOSI IN MACCHINARI (Elevati costi di ammortamento che sono COSTI FISSI (Cf) inversamente proporzionali al volume di produzione) Costo Unitario Cu = Cf / V Produzione conveniente per un elevato volume di produzione

74 PROCESSO PRODUTTIVO PRODUZIONE A LOTTI FABBRICAZIONE DI UN LIMITATO NUMERO DI ESEMPLARI (min.2) (Generalmente è una produzione su commessa) Non è garantita lintercambiabilità tra lotti diversi Le dimensioni della commessa indicheranno il ciclo di produzione appropriato E necessario ricorrere ad attrezzature ad ampia flessibilità La produzione di un determinato articolo può ripetersi e avremo PRODUZIONE A LOTTI RIPETIBILI N.B. La produzione a lotti ripetibili assomiglia molto alla produzione in serie

75 …. PROCESSO PRODUTTIVO LE PRODUZIONI IN SERIE O A LOTTI POSSONO ESSERE: CONTINUA INTERMITENTE Un solo ciclo di produzione a tempo indeterminato Quando limpianto è predisposto per produrre prodotti simili contemporaneamente

76 PRODUZIONE PRODUZIONE CONTINUA Per questo tipo di produzione è importantissimo lo studio preventivo del processo produttivo Produzione Continua: Macchine non modificabili nella loro successione ( es. Impianto siderurgico) Costi unitari (Cu) contenuti – Operazioni ottimizzate Rendimenti elevati Controlli standardizzati VANTAGGI SVANTAGGI Scarsa flessibilità dellimpianto Elevati costi dellimpianto Stop per qualsiasi inconveniente A ciclo tecnicamente obbligato A ciclo libero Macchine che posono svolgere anche altre operazioni ( es. industria meccanica)

77 PRODUZIONE PRODUZIONE INTERMITTENTE A ciclo tecnicamente obbligato A ciclo libero Il processo di produzione può variare le attrezzature ed il materiale in lavorazione in funzione delle richieste di mercato ( intermittenza di carattere temporale ( Ind. Automatizzata) Macchine che posono produrre contemporaneamente più prodotti (più cicli produttivi es. industria meccanica con più commesse contemporaneamente) VANTAGGI Adattare la produzione alle richieste di mercato Elevato grado di saturazione produttiva delle macchine SVANTAGGI: Costi produttivi più elevati Trasporti interni più difficili Controllo prodotti più laboriosi

78 PRODUZIONE Stabilito, il tipo di produzione in funzione del prodotto e del mercato, si decide Sul tipo di dislocazione interna alla fabbrica del processo produttivo. PRODUZIONE PER REPARTI PRODUZIONE IN LINEA Reparto è quella zona allinterno della fabbrica, dove si svolgono le lavorazioni uguali o simili. ( saldatura, fresatura, tornitura ecc.) Linea di produzione è una successione consecutiva di posti di lavoroche eseguono una operazione in tempi uguali M1 M2 REP.1REP.2 REP.3REP4 UF.1 UF.2 UF.3 M.U. 1M.U.2M.U.3M.U..4

79 PRODUZIONE PRODUZIONE PER REPARTI I reparti possono essere dislocati anche in fabbriche diverse Gli operai hanno esperienza e possono controllare su più macchine Attrezzi e utensili comuni rimangono nel magazzino del reparto I pezzi passano da un reparto allaltro in modalità FLUSSO TOTALE DEL LOTTOFLUSSO DI SOTTOLOTTI

80 PRODUZIONE DIAGRAMMI CARICO-MACCHINA (o di Gantt) FLUSSO DEL SOTTOLOTTO Torni Fresatrici Trapani Rett.ci REPARTI TEMPI Torni Fresatrici Trapani Rett.ci REPARTI TEMPI FLUSSO TOTALE DEL LOTTO Tempo preparazione macchine Tempo Lav.ne lotto Tempo lav. sottolotti Legenda BA AB AB = TEMPO TOTALE

81 PRODUZIONE PRODUZIONE IN LINEA TORNIOFRESATRICETRAPANORETTIF.CE Semi lavorati Pezzi torniti Pezzi fresati Pezzi forati Pezzi finiti Nella produzione in linea occorre mantenere il ritmo o cadenza Magazzini interoperazionali (utili per eventuali interruzioni di flusso) Tempo che intercorre tra luscita di un pezzo e il successivo Esempio:

82 PRODUZIONE PRODUZIONE IN LINEA Saturazione delle macchine utensili N.B. La produzione va organizzata in modo tale che macchine utensili vanno fatte lavorare al massimo della loro capacità produttiva Esempio: Per produrre un pezzo sono necessarie lavorazioni di tornitura, fresatura, trapanatura, rettificatura. Per ogni lavorazione necessita un tempo di lavorazione diverso. Tempi per lavorazione: tornitura10 min. fresatura12 min trapanatura 8 min. rettificatuara 14 min. TORNIO FRESATRICE TRAPANO RETTIFICA 20 MIN. 15 MIN. 10 MIN. 5 MIN. TEMPO

83 PRODUZIONE TORNIO FRESATRICE TRAPANO RETTIFICA 20 MIN. 15 MIN. 10 MIN. 5 MIN. CALCOLO % DI LAVORO (saturazione) Tornio = 100*(10/14) = 71% Fresatrice = 100*(12/14) = 85% Trapano = 100*(5/14) = 35% Rettifica = 100*(14/14) = 100% UTILIZZO NON OTTIMALE DELLE MACCHINE UTENSILI Cadenza delle operazioni 14 minuti (lavorazione più lunga) Le altre macchine producono lo stesso numero di pezzi della rettificatrice

84 PRODUZIONE SOLUZIONI: AUMENTO DEL NUMERO DI MACCHINE CHE HANNO UN TEMPO Più ALTO ORE STRAORDINARIO PER MACCHINE CHE HANNO UN MAGGIO TEMPO DI LAVORO UTILIZZO DELLE MACCHINE CON MINOR TEMPO DI LAVORO PER ALTRE PRODUZ. UTILIZZO PER MENO ORE AL GIORNO DELLE MACCHINE CON MINOR TEMPO DI LAVORO Se si vuole arrivare alla massima produzione si incrementa il numero di macchine utensili che hanno tempi di lavoro maggiori (in questo caso mettendo in linea due rettificatrici. TORNIO FRESATRICE TRAPANO RETTIFICA 20 MIN. 15 MIN. 10 MIN. 5 MIN. IL NUOVO RITMO E ORA IMPOSTATO SULLA FRESATRICE Calcolo della percentuale di saturazione

85 PRODUZIONE TORNIO FRESATRICE TRAPANO RETTIFICA 20 MIN. 15 MIN. 10 MIN. 5 MIN. Due fresatrici in linea Il Ritmo è dato dal tornio TORNIO FRESATRICE TRAPANO RETTIFICA 20 MIN. 15 MIN. 10 MIN. 5 MIN. Due torni in linea Il Ritmo è dato dal trapano Calcolo della percentuale di saturazione dei due casi

86 PRODUZIONE Se laumento della capacità produttiva riguarda brevissimi periodi mentre normalmente la produttività soddisfa le richieste del mercato, si può pensare di aumentare le ore lavorative di alcune M.U. Per variazioni di produzione più consistenti (occupano un periodo molto lungo) si interviene aumentando il numero delle M.U., in questo caso in fase di progettazione si deve lasciare spazio laterale per la loro allocazione. Se si prevedono variazioni di prodotto, occorre una modifica della linea, lavoro del quale occorre determinarne i costi e calcolare se i maggiori ricavi compensano con un utile le spese che si sosterranno

87 PRODUZIONE PRODUZIONE PER MAGAZZINO Questa produzione riguarda prodotti con richiesta di mercato medio-alta La produzione viene determinata su analisi previsionali La produzione presenta perciò un certo margine di incertezza. Questo sistema comporta un immobilizzo di capitale dovuto allimmagazzinamento dei prodotti I magazzini devono contenere il minor materiale possibile ma soddisfare tutte le richieste.

88 PRODUZIONE Tipi di Magazzino Materie Prime (Materiali che servono alla realizzazione del prodotto, laminati, ecc.) Materiali ausiliari (non fanno parte del prodotto finito ma aiutano la realizzazione, oli, utensili) Materiali di consumi (non entrano a far parte del prodotto finito, tipo cancelleria ecc.) Semilavorati (Accumulo intermedio di pezzi delle varie lavorazioni) Prodotti finiti (pronti alla vendita o allinvio presso i mag. Periferici) Periferici (prodotti finiti vicino ai mercati locali) Attualmente la tendenza è di ridurre al minimo le giacenze di magazzino – Si va verso una gestione a domanda, attivata su un ordine

89 PRODUZIONE PRODUZIONE PER COMMESSA Quando una lavorazione viene attivata su ordine di un cliente Vantaggi: assenza di magazzino Svantaggi: - produzione flessibile ( M.U.costose)- - manodopera polivalente- - programmazione in tempi brevi – - decisioni rapide e adattamento alle richieste del cliente

90 PRODUZIONE JUST IN TIME Modello produttivo che coniuga minimo investimento e costi di produzione ( minime scorte) Soddisfacendo le richieste di mercato produrre quantità giusta al momento giusto CONDIZIONI: - Fabbricare gli stessi prodotti e più tipi al giorno - - lotti di produzione ridotti – - riduzione dei tempi di attrezzaggio e ridotto tempo fermo macchina - - qualità del prodotto eccellente - - i fornitori devono fornire semilavorati senza difetti (non ci sono scorte) - - riduzione del LAND TIME (tempo necessario a cambiare produzione) -


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