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Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione 01-03 Giugno 20071 INCURSIONE AEREA (CELESTE) SULLEMARGINAZIONE Due giorni parrocchiale.

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1 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno INCURSIONE AEREA (CELESTE) SULLEMARGINAZIONE Due giorni parrocchiale per Giovani, Adulti e Famiglie Parrocchia S. Michele - Macerata PARTECIPANTE:

2 INDICE DELLA GUIDA Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione ORARIO DELLA DUE GIORNI………………………… 1° INCONTRO: Marta e Maria………………....………… 2° INCONTRO: La parabola del Samaritano……….….. 3° INCONTRO: Zaccheo.……….………………………… 4° INCONTRO: Il fariseo e la peccatrice………………… I MIEI APPUNTI……………………………………………. 01/06/2007 – Preghiera della sera..……………………… 02/06/2007 – Preghiera del mattino……………………… 02/06/2007 – Preghiera della sera……………………….. 03/06/2007 – Preghiera del mattino……………………… 03/06/2007 – Celebrazione Eucaristica…………………. Pag Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno 20072

3 18:45Ritrovo e Partenza 19:30Arrivo e Sistemazione 20:30Cena 21:30Presentazione 21:45 23:00Preghiera 23:15Chiusura giornata Venerdì 01/06// :30Prima colazione 09:15Preghiera 09:301° incontro: Marta e Maria 10:15Pausa 10:302° incontro: La parabola del Samaritano 11:30Lavori di Gruppo 13:00Pranzo e tempo libero Sabato 02/06/ :00Pausa 17:30 3° incontro: Zaccheo16:00 Lavori di gruppo 20:00Cena 21:15Giochi insieme 23:00Preghiera 23:15Conclusione giornata 08:30Prima colazione 09:15Preghiera 11:30Pausa 15:30Giochi insieme 10:30Lavori di Gruppo 11:45S. Messa 13:00Pranzo Domenica 03/06/ :30Sistemazione camere e preparazione bagagli 12:30Tempo libero 19:15Tempo libero 09:304° incontro : Il fariseo e la peccatrice 17:30Partenze ORARIO DELLA DUE GIORNI Giochi insieme Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione

4 Marta e Maria (Lc. 10,38-42) 1° Incontro Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno [38] Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. [39] Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; [40] Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». [41] Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, [42] ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

5 Da questo episodio sono nate le teorie sulla vita attiva e sulla vita contemplativa, ma gli esegeti ritengono che ciò non sia contenuto nel testo. Più probabilmente, il testo parla del rapporto difficile tra le tante cose da fare e lunica importante. Dobbiamo stare attenti a non interpretare i brani del vangelo con gli schemi della nostra cultura occidentale, distante da quella orientale. 1° Incontro Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Marta e Maria (Lc. 10,38-42) Il brano di Marta e Maria è uno di quei passi dal quale parte lannuncio della liberazione della donna dalla sua inferiorità sociale e religiosa.

6 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Risalta il brusco cambiamento dal plurale al singolare mentre erano in cammino entrò…. In questo modo Luca esclude i discepoli, ancorati alla mentalità tradizionale. Il villaggio è anonimo, quindi simbolo di resistenza al messaggio di Gesù (da Giovanni sappiamo che si tratta di Betània la casa di Lazzaro e le sue sorelle). Gesù è accolto da una donna e da sua sorella, ed è strano che non si parli del capofamiglia, anzi Luca evidenzia che la casa era di Marta, nome che in aramaico significa padrona della casa. Il gesto di Gesù ha un risvolto sociale ma anche religioso: la Legge proibiva di parlare di Dio alle donne ed erano escluse dalla Torah, dalla sinagoga, dal tempio. 1° Incontro Marta e Maria (Lc. 10,38-42)

7 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Lespressione ai piedi del Signore, indica latteggiamento del perfetto discepolo, riservato ai maschi. Maria vuol essere la perfetta discepola, Marta la perfetta inserviente. Lespressione ascoltava la Parola esprime un tema caro a Luca, che considera latteggiamento di ascolto linizio dellatto di fede, tappa che il discepolo di Gesù deve compiere. Lespressione era tutta presa non è facile da tradurre: indica divisione interiore, affanno, agitazione, preoccupazione. Per preparare un pasto decente, finisce con il perdere il gusto per il vero cibo. Marta ricorda la religione del dovere, che, ossessionata dal fare, stravolge le priorità. Si crede regina della casa, ma in realtà è schiava della sua condizione. Marta è nella situazione degli schiavi contenti di esserlo: non solo non aspirano a liberarsi, ma spiano e minano i tentativi degli altri. 1° Incontro Marta e Maria (Lc. 10,38-42)

8 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Nel tentativo di ricacciare la sorella in cucina, Marta non si accorge che il suo orizzonte è tutto incentrato su se stessa: Mia sorella…mi ha lasciato sola…mi aiuti. Il risultato è che fine per rivolgersi a Gesù in un modo molto duro: Non ti curi?. E un rovesciamento ridicolo: vuole onorare Gesù e arriva a rimproverarlo. Maria invece, lascia il servizio come stato di subordinazione, e si pone allascolto del maestro alla pari dei dodici discepoli. Marta, Marta. Ripetere due volte il nome è un severo rimprovero. Non condanna il suo lavoro, ma evidenzia che la tiene in una condizione servile. Il verbo tradotto con ti agiti esprime lagitazione fisica, mentre ti preoccupi esprime lansia, langoscia del dover fare. La sola cosa di cui cè bisogno è lascolto della Parola. Non è un invito allascetismo, ma a relativizzare il fare rispetto allascolto. Non è male onorare Gesù come ospite, ma lo si onora di più ascoltando la sua parola. Marta crede che il fare sia in alternativa con lascoltare e che questultimo non gli compete. 1° Incontro Marta e Maria (Lc. 10,38-42)

9 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Latteggiamento di accoglienza di Maria è frutto di una sua scelta. Ha raggiunto la libertà interiore per convinzione ed esperienza personale. Per questo, nessuno la può più togliere. La libertà interiore nessuno la regala ma ha un prezzo: la perdita della propria buona immagine. Immaginiamo come può aver reagito lambiente alle trasgressioni di Maria. Alcune interpretazioni affermano che Marta è la figura dellamore per il prossimo e Maria figura dellamore per il Signore, ma nel brano non cè traccia di divaricazione fra il Signore e prossimo. Entrambe le sorelle sono di fronte allo stesso ospite che è Signore e prossimo allo stesso tempo. Amore per il Signore o amore per il prossimo? Non ci sono due modi di ospitare ed amare, ma uno solo, sia che si tratti del Signore, sia che si tratti del prossimo 1° Incontro Marta e Maria (Lc. 10,38-42)

10 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno La sola attività di Maria evidenziata nel testo, è la sua disponibilità allascolto. Maria diventa limmagine del vero discepolo di Gesù: non disprezza chi si occupa del fare, ma non rinuncia alla parte migliore. Marta diventa limmagine di chi si lascia travolgere dallagitazione, inquietudine e dispersione per i propri impegni e sottovaluta limportanza dellascolto. Marta ha perso il senso dellascolto e, di conseguenza, del suo affannarsi. La sua presenza è invadente, nel brano fa tutto lei. Il problema è ristabilire lequilibrio tra lascolto e il servizio, sapendo che il secondo nasce dal primo. 1° Incontro Marta e Maria (Lc. 10,38-42)

11 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno [25] Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». [26] Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». [27] Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». [28] E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai». [29] Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». [30] Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. [31] Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. [32] Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. [33] Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. [34] Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. [35] Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. [36] Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». [37] Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso». La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37) 2° Incontro

12 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Il Vangelo di Luca è stato definito il più anticlericale. La parabola del Samaritano ne è lespressione più radicale. Il brano è diviso in due quadri: il primo riporta il dialogo con il dottore della Legge, il secondo presenta la parabola. In ogni quadro avviene un capovolgimento della situazione: colui che interroga, diviene interrogato, e linterrogato diviene colui che interroga. I personaggi sono tutti anonimi e designati con il loro stato sociale: i briganti, un sacerdote, un levita, un samaritano, un albergatore. Lunica eccezione è il malcapitato definito semplicemente un uomo. 2° Incontro La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

13 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Lespressione mettere alla prova è, letteralmente tentare che si ritrova una sola altra volta nel Vangelo di Luca: nella risposta di Gesù al tentatore nel deserto (Lc. 4,12). Il dottore della Legge chiama Gesù maestro, titolo che nasconde la falsità della domanda e lipocrisia di chi la pone. Le sue intenzioni sono diverse. E interessante lassillo per la vita eterna, tema su cui Gesù mai parla spontaneamente, perché lui è venuto a proclamate il Regno di Dio. Con ironia Gesù chiede che cosa vi leggi?, cioè Che capisci?, al dottore che tutto il giorno era dedito allo studio della Scrittura. Lettura e conoscenza della Scrittura non sono garanzia di comprensione. La risposa del dottore (v. 27) è il massimo a cui è giunta la spiritualità di Israele. Lamore verso il prossimo è relativo. Al tempo di Gesù, il prossimo era colui che apparteneva allo stesso clan familiare: il dottore della Legge chiede a Gesù di definirgli chi è il suo prossimo. 2° Incontro La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

14 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Nella lingua greca, Gerusalemme può essere scritta in due modi: il primo che significa la città santa, il secondo la indica da un punto di vista geografico. Luomo sta scendendo dalla città santa, sta abbandonando listituzione religiosa. E anonimo, non viene quindi evidenziata lidentità ma il bisogno. In senso figurato rappresenta lumanità. Il sacerdote ha appena terminato il servizio al tempio, quindi è in stato di purità legale. Lespressione "passò dallaltra parte", che nel testo greco è una sola parola che diviene la pietra tombale della religione. Il sacerdote non è malvagio o crudele, ma uno zelante osservante della Legge: è in condizione di purità legale e deve evitare tutto ciò che può renderlo impuro, tra questo, il contatto con il sangue umano, (Lv. 21,1; Nm. 19,16 ; Lv. 22,4-7). Se il sacerdote e il levita, lasciano a terra il ferito, non è perché si curino poco della religione, ma, al contrario, perché la fedeltà ai riti stabiliti è per loro qualcosa di decisivo. 2° Incontro La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

15 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Per la mentalità del tempo era perfettamente corretto lasciare quel disgraziato nella sua miseria, purché la pratica rituale rimanesse rigorosamente salva. Inoltre, il malcapitato ha laggravante di aver abbandonato la religione, quindi se si è trovato nei guai peggio per lui: queste sono le conseguenze. Questa è una mentalità ancora diffusa: si fanno soffrire le persone perché è più importante il rispetto di una legge, creduta emanata da Dio, che il bene della persona. Il sacerdote è il levita si sono trovati di fronte ad una scelta, che è anche il dilemma che Gesù propone al suo interlocutore: o osserva la legge ed è a posto con Dio e lascia il ferito mezzo morto, o trasgredisce la legge e comunica vita all'uomo. La scelta di due protagonisti tra i ministri del santuario è polemica. Il culto non deve essere a scapito della carità. Gesù denuncia che il rispetto della Legge uccide l'uomo e l'accusa è grave: i briganti hanno ferito il malcapitato, le persone religiose lo uccidono. 2° Incontro La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

16 I samaritani sono dei meticci nati dall'incrocio tra gli abitanti della Samaria, e i coloni provenienti dall'Assiria. Erano considerati un popolo idolatra. Gesù, per i suoi ascoltatori, non poteva scegliere un esempio più orrendo: proprio un samaritano, la categoria più temuta e più spregevole agli occhi di un ebreo. Il samaritano è, quindi, l'uomo religiosamente più lontano dai due addetti al culto della parabola. Non teme di contrarre impurità: è già abbastanza immondo per conto suo. Anche il samaritano è emarginato per la sua situazione religiosa; è quindi capace di sentire compassione per i condannati dall'istituzione ufficiale. E importante e scandaloso che quando vide il ferito si commosse. E un verbo che nellAntico Testamento è applicato esclusivamente a Dio, nel Nuovo Testamento a Gesù, il Dio con noi. Gesù applica all'impuro samaritano le stesse azioni compassionevoli proprie di Dio. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

17 Secondo la tradizione religiosa, il modello di credente è colui che obbedisce a Dio osservandone le leggi, Gesù capovolge la visuale ed afferma che il modello di credente è colui che si comporta come Dio si comporterebbe, cioè con sentimenti di umanità verso chiunque soffre. Il termine greco tradotto con "locanda", letteralmente significa "luogo che tutti accoglie". Essa diviene immagine della Chiesa come luogo dell'amore incondizionato. Gesù inverte i termini della domanda del dottore della Legge: non chiederti chi è il tuo prossimo, ma chiediti nella tua vita a chi ti approssimi? Che qualcuno sia prossimo non dipende dallaltra persona ma dipende da noi: il prossimo è chiunque io mi rivolgo per comunicargli vita. La parabola rimane aperta. Essa non dice, come la Legge, "che fare". Al termine della parabola Gesù non dice "fa' ciò", ma "fa' lo stesso". Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

18 Gesù afferma di non chiedersi chi è il prossimo, ma piuttosto di farsi prossimo a chiunque, di abbattere le barriere che ci portiamo dentro. Solo chi non ama sta a domandarsi chi sia il suo prossimo. Chi ama, invece, è capace di individuare, qui ed ora, chi è e dov'è il suo prossimo. Gesù non mette sotto processo il sacerdote e il levita, ma il sistema religioso che li condiziona. Il sacerdote e il levita indicano la possibilità di concepire il culto, o gli impegni religiosi, come un alibi per sfuggire alla carità. Lamore abbraccia, si sporca le mani, si avvicina agli emarginati. La Legge se ne sta alla larga; giudica, denuncia, punisce e non guarisce. E doloroso costatare come proprio le persone religiose siano spesso le più cariche di pregiudizi, le più portate a creare categorie e divisioni. Nella figura del samaritano, sono illustrati anche i comportamenti di Gesù che ha dato la vita per gli amici. L'essere credente o meno non dipende da atteggiamenti religiosi ma da una disposizione favorevole verso gli uomini. E' l'amore che determina chi crede o no. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

19 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno [1] Entrato in Gerico, attraversava la città. [2] Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, [3] cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. [4] Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. [5] Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». [6] In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. [7] Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». [8] Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». [9] Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; [10] il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Zaccheo (Lc. 19,1-10) 3° Incontro

20 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno La vicenda di Zaccheo propone uno dei temi fondamentali di Luca: la preferenza di Gesù verso i pubblicani e i peccatori, simbolo di ogni categoria disprezzata dal mondo religioso. Il rapporto con i pubblici peccatori, infatti, è stato tra i problemi più sentiti nelle comunità delle origini. La figura di Zaccheo, è presentata in controluce al notabile ricco (Lc. 18,18-30), che aveva chiesto a Gesù cosa avrebbe dovuto fare per ottenere la vita eterna. In quel caso, lincontro non avvenne e quelluomo se ne andò assai triste perché era molto ricco. Zaccheo, rispetto al notabile ricco, è consapevole di essere peccatore e di aver bisogno del perdono. Per il vangelo, questa non è una differenza di poco conto. Levangelista presenta Zaccheo come un esempio di quello che lui ritiene un buon uso della ricchezza, realizzando ciò che il notabile ricco non era stato capace di fare. 3° Incontro Zaccheo (Lc. 19,1-10)

21 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Gerico è lultima tappa nel viaggio di Gesù verso Gerusalemme, come è ai tempi di Giosuè era lultima tappa prima dellingresso nella terra promessa. Il nome Zaccheo può avere due significati: il primo è Dio si ricorda o Dio si è ricordato, il secondo, ironia della sorte, è il giusto, il puro; la sua professione, infatti, lha reso limpuro per eccellenza. Zaccheo è capo dei pubblicani. I pubblicani erano Ebrei a cui i Romani affidavano lantipatico compito di riscuotere le tasse della loro gente, in cambio di una consistente percentuale sul ricavato. I pubblicani erano considerati alla stregua dei pubblici peccatori, sanguisughe, disonesti ed avidi. Luca aggiunge anche la posizione economica di Zaccheo: era ricco. Gerico, dati i suoi traffici commerciali, era un posto ideale dove un pubblicano potesse arricchirsi. La ricchezza in Luca è vista negativamente: è la condizione che impedisce alluomo di avere un cuore duttile, capace di aprirsi a Dio e alla condivisione con i fratelli, poiché offusca la mente, rende sazi. 3° Incontro Zaccheo (Lc. 19,1-10)

22 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno I due verbi cercare e vedere, indicano qualcosa di più di semplice osservazione degli occhi, ma evidenziano linsoddisfazione delluomo, nonostante il suo benessere. La folla rappresenta la realtà che Zaccheo credeva di dominare con il suo lavoro e le sue ricchezze, ma in realtà lo sovrasta e gli impedisce di vedere. Limpedimento a vedere Gesù, oltre che nella folla, è anche nel pubblicano: infatti, continua il testo perché era piccolo di statura, la cui traduzione letterale è perché la sua statura era infima. Naturalmente Luca non si riferisce allaltezza di Zaccheo ma alla sua bassezza morale che gli impedisce di vedere al di sopra della folla. Il ricco vive in una dimensione che gli impedisce di scorgere il povero e nello stesso tempo gli impedisce di accorgersi dellesistenza di Gesù. Lespressione corse avanti, è una forma semitica che esprime la voglia di realizzare qualcosa. Zaccheo si rende conto che non gli è possibile vedere Gesù se non staccandosi dalla folla, dal rapporto ambiguo che aveva con la gente. 3° Incontro Zaccheo (Lc. 19,1-10)

23 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Zaccheo si libera dalla schiavitù dellopinione degli altri, sfidando il ridicolo e il disprezzo. Su quel sicomoro appende la sua rispettabilità. Il pubblicano si è portato verso Gesù con tutti i modi possibili; Gesù fa altrettanto nei suoi riguardi. Zaccheo, che voleva vedere, si accorge di essere visto. Zaccheo pensava di dover salire per vedere Gesù, ma il Signore lo invita a scendere: non chi è grande, ma chi si fa piccolo, può scoprire le meraviglie del Regno di Dio. LOggi a cui Gesù si riferisce non ha un valore cronologico, ma teologico: è il momento della visita di Dio. Lespressione devo, in greco indica la volontà divina. La visita che Gesù annuncia non è un semplice gesto di cortesia, ma un obbligo che deriva dalla sua stessa missione. Gesù invita Zaccheo a scendere perché vuole essere suo ospite. Quasi si fa bisognoso per avere poi la possibilità di perdonare e di donare. 3° Incontro Zaccheo (Lc. 19,1-10)

24 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Gesù, quindi, accoglie Zaccheo prima della conversione. Non è questultima che determina la simpatia di Gesù, ma è la previa simpatia di Gesù che suscita la conversione. Il verbo greco utilizzato per indicare la gioia è lo stesso utilizzato dallangelo Gabriele per salutare Maria e tradotto con Rallegrati! (Lc. 1,28) e riservato nella Bibbia ai momenti delle visite di Dio. La gioia è il sigillo dautenticità del cambiamento. Non cè la sofferenza di chi lascia qualcosa a cui è ancora profondamente attaccato, ma il sollievo di chi si libera da un peso. La gioia di Zaccheo sta a testimoniare la sua ormai raggiunta libertà nei confronti delle ricchezze. La gioia di Zaccheo non è condivisa dai presenti, anzi, in forte contrasto, Luca segnala lo scandalo e la mormorazione. Il gesto di misericordia di Gesù ha suscitato scandalo come se il Regno di Dio fosse solo per i giusti, ma Gesù e levangelista affermano il contrario. 3° Incontro Zaccheo (Lc. 19,1-10)

25 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Come prima era Zaccheo a dover superare la folla, ora è Gesù che deve vincere la sua resistenze e i suoi pregiudizi, per affermare e dimostrare che la salvezza è per tutti. La distribuzione ai poveri delle proprie sostanze decisa da Zaccheo, supera ampiamente quanto prescritto dalla Legge. Nel momento in cui Zaccheo restituisce quanto sottratto e dona i propri beni a chi ne ha bisogno, si potrebbe dire si rimpicciolisce; ed ecco che la sua altezza cresce. Se luomo ha ritrovato Dio attraverso Gesù, il segno è nelle opere che comincia a compiere e, al primo posto, nella tradizione biblica, vi sono quelle che tutelano i diritti degli altri. Gesù afferma che, in seguito al ravvedimento manifestato, Zaccheo, a dispetto della sua condotta precedente, partecipa a pieno diritto, delle benedizioni promesse ai figli di Abramo. Zaccheo è la dimostrazione di come un cammello, magari scorticandosi un po, possa passare per la cruna di un ago (Lc. 18,25). 3° Incontro Zaccheo (Lc. 19,1-10)

26 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Zaccheo è la figura del discepolo cristiano che non lascia tutto, come invece altri personaggi del vangelo, ma rimane nella propria casa, continuando il proprio lavoro. Anche se la misericordia di Dio è più veloce del pentimento delluomo, Gesù non butta in faccia il perdono a chi non lo vuole, ma richiede un piccolo passo. Luomo di tutti i tempi ha designato con troppa facilità Dio come giudice e come giustiziere. Cè sempre qualcuno nella comunità che ha paura di avvicinare i pubblicani, i peccatori, le prostitute, come nemici della fede. Zaccheo era in ricerca, aveva in sé la nostalgia di qualcosa. Spesso invece noi non cerchiamo niente, perché troppo soddisfatti od occupati. Dobbiamo continuare la nostra conoscenza di Gesù anche di fronte agli ostacoli delle nostre piccole stature, e di una folla che si oppone e fa da schermo. Stare tra la folla è sempre più rassicurante che emergerne. 3° Incontro Zaccheo (Lc. 19,1-10)

27 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno [36] Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. [37] Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; [38] e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. [39] A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». [40] Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure». [41] «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. [42] Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». [43] Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». [44] E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. [45] Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. [46] Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. [47] Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». [48] Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». [49] Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». [50] Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!». Il fariseo e la peccatrice (Lc. 7,36-50) 4° Incontro

28 La parabola è ricordata spesso come lepisodio della peccatrice tendendo a dimenticare il fariseo, ma in realtà i personaggi sono tre: Gesù, il fariseo e la peccatrice. La scena illustra laccusa rivolta poco sopra a Gesù dai suoi nemici: È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori (Lc. 7,34). Nel passato, questa donna, è stata confusa sia con Maria di Betània, sorella di Lazzaro, protagonista di un episodio simile (Gv. 12,1-8), sia con Maria di Magdala, per cui lanonima peccatrice è divenuta la Maddalena pentita. Queste identificazioni non hanno nessun fondamento. E interessante che la prima e lultima donna che compaiono nel Nuovo Testamento, sono due prostitute (Mt. 1,3.5 ; Ap. 17,16-18), ma la peccatrice di questo racconto è lunica che ha con Gesù un "incontro ravvicinato". Due prostitute compaiono anche nella genealogia di Gesù: Racab e Tamar (Mt. 1,3). Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

29 Lespressione casa del fariseo, si ripete altre tre volte; non indica solo il luogo, labitazione, ma il luogo della riunione e della comunità. Nei pranzi festivi, gli Ebrei mangiavano sdraiati su dei divani o appoggiati ad un gomito su dei cuscini, posti a terra circolarmente attorno ad un basso tavolino. Nella casa sintroduce una nota peccatrice di quella città: viene contaminata una realtà che si teneva tanto a mantenere pura. Peccatrice è un termine per dire prostituta. La prostituzione a quel tempo non era una libera scelta della donna, concetto che non esisteva: normalmente erano delle schiave costrette a prostituirsi dal proprio padrone. Nella cultura ebraica la nascita di una bambina era considerata una punizione per i propri peccati, e quando in famiglia ne erano già nate un paio, le altre o erano soppresse, oppure date vie; e questo era normale. Se veniva data al mercante di schiavi, questi la allevava e alletà di cinque anni veniva iniziata alle arti orientali della prostituzione, e ad otto anni già entrava in esercizio. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

30 Per prostituta quindi, nei vangeli, dobbiamo intendere una creatura che fin dallinfanzia non sa fare altro. La donna rappresenta la situazione degli emarginati per motivi religiosi e sociali da parte della società giudaica, per il loro comportamento o per la loro situazione personale o morale. Se è già sconvolgente che una peccatrice entri in casa di un fariseo, immaginiamo il fatto che Gesù lasci compiere alla donna i suoi gesti, che non sembra, ma sono la descrizione di arte erotica; tutti i gesti, ma in particolare luso dei capelli. E una scena scabrosa, ma non certo agli occhi di Gesù che accetta la donna così comè, non si scandalizza, perché sa che questa persona non può essere diversa. Il fariseo non avanza insinuazioni sulla condotta di Gesù, ma mette in dubbio il suo carisma profetico. Né il fariseo né i commensali osano rimproverare apertamente Gesù, ma lo fanno nel loro intimo. E un atteggiamento tipico dei personaggi religiosi: mai esporsi pubblicamente. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

31 Al contrario di Simone, Gesù dice subito quello che pensa; non in modo aggressivo o accusatorio, ma vedendo in Simone qualcuno che ha bisogno daiuto. Notiamo latteggiamento falso di Simone, tipico delle persone molto religiose: ha appena disprezzato dentro di sé Gesù, ma gli risponde in modo molto rispettoso Maestro, dì pure. Non è a caso che, come i protagonisti della breve parabola, anche i personaggi del racconto sono tre: Gesù, il fariseo e la peccatrice. Lo scopo della parabola è di far riflettere lascoltatore, senza che egli ne abbia coscienza. E molto difficile per noi essere oggettivi quando si tratta di noi stessi. La risposta alla parabola era ovvia, ma il fariseo la esprime con una certa cautela, quasi sospettando un tranello, e, di fatto, pronuncia la propria condanna. Gesù si volge verso la donna, ma parla a Simone, invitando anche lui a volgere lo sguardo: Vedi questa donna?. E invitato così a correggere il suo sguardo, sia sulla donna sia su Gesù. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

32 Limmagine della donna è proposta a Simone come una specie di specchio nel quale egli, per opposizione, potrà vedersi comè in realtà. Luca mostra la differenza di sguardo tra Gesù e il fariseo di fronte alla stessa donna e allo stesso gesto, evidenziando due modi di vedere Dio e, di conseguenza, luomo: Gesù vede la donna, non la prostituta e, allo stesso modo, non vede un fariseo, ma un uomo, Simone. Il fariseo si trasforma da accusatore ad accusato di aver volutamente omesso i gesti di accoglienza, che facevano parte del comune rituale dellospitalità. Gesù, senza mezzi termini, oppone per tre volte latteggiamento del fariseo verso di lui, e quello della donna che, non solo è il contrario, ma è anche rafforzato. Il contrasto tra il fariseo e la donna peccatrice, personaggi che rappresentano due tipi di debitori, descrive due atteggiamenti contrapposti che, molto probabilmente, si riscontravano già tra i discepoli: quello del gruppo che rappresenta Israele, e quella del gruppo che rappresenta gli emarginati dIsraele. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

33 Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco. Il versetto presenta una sorta di contraddizione: nella prima parte lamore è la causa del perdono, nella seconda ne è la conseguenza. La contraddizione si rafforza rispetto alla precedente parabola narrata da Gesù, da cui emerge chiaramente che lamore è la conseguenza della remissione dei peccati. Gesù sta affermando che il perdono è, allo stesso tempo, conseguenza e causa damore. Psicologicamente cè una misteriosa interazione tra perdono e amore riconoscente. Possiamo interpretare il versetto nella seguente maniera: Il suo grande amore dimostra che i suoi molti peccati le sono stati perdonati. La donna è entrata nella conoscenza dei pensieri di Dio che giustifica. Simone, invece è ancora impigliato nella giustificazione di sé. E spiegato il perché i giusti non sono capaci damare: non sono in grado di apprezzare la grazia del perdono, perché si sentono autosufficienti. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

34 Il perdono non si ottiene per i meriti degli uomini, ma per iniziativa gratuita da parte di Dio. I commensali avanzano un dubbio più grande del precedente sul carisma profetico di Gesù, perché ciò che egli afferma riguardo al perdono da loro è considerato una bestemmia. Anchessi si fermano ad un interrogativo sullidentità di Gesù, ma non sembra che si sentano messi in causa nella loro identità di peccatori. Laffermazione la tua fede ti ha salvato, ritorna nei racconti di guarigione. Per levangelista, la conversione della peccatrice è uno dei prodigi in cui risplende la misericordia di Dio. Ciò che agli occhi del fariseo e della religione era un atteggiamento di peccato, Gesù lo considera unespressione di fede. Mentre i farisei si lamentano che il Regno tarda a manifestarsi a causa dei peccati delle prostitute e dei pubblicani, Gesù li avverte che, se si guardano intorno, vedranno che proprio i pubblicani e le prostitute vi hanno già preso posto (Mt. 21,31b). Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

35 Il brano apre le porte del Regno a quanti chiedono di entrarvi senza esigere attestati di buona condotta o di retta fede. Linfedele, il peccatore, non è colui che non crede, ma colui che non ama. Linsegnamento richiede un cambio radicale di mentalità nel rapporto con Dio; un Dio che non discrimina le persone tra meritevoli e no. Ancora oggi, purtroppo, tante persone sono tenute lontane da Dio in nome di Dio stesso, o in nome della religione, e viene posto uno steccato affinché non si avvicinino. Gesù li ha abbattuti tutti e i credenti devono seguirlo. Quanto appena detto, avviene perché, secondo un meccanismo diffuso, il poter condannare negli altri certi nostri atteggiamenti torbidi ci fa sentire più puliti. Simone siamo noi, quando non comprendiamo le situazioni, valutandole secondo criteri di forma esteriore senza sforzarci di penetrarle. Egli non è morto, ma vive in noi con le sue virtù, le sue doti, la sua onorabilità, ma anche con la sua ottusità non evangelica. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

36 Spesso si compie lerrore di vedere in questo racconto solo il quadro della peccatrice identificata con una debitrice. Uno studioso, ha consultato undici traduzioni riguardo al titolo dato al racconto: sei nominano solamente la donna, tre nominano Gesù e la peccatrice, una soltanto cita Gesù e Simone il Fariseo. E difficile non vedere, in questo largo accordo per escludere in qualche modo il personaggio di Simone, una specie di rimozione. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno ° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

37 Nel dipinto conservato a Cori, nel Lazio, si riconosce molto bene Gesù seduto ad un capo della tavola sulla destra, come pure la peccatrice ai suoi piedi, entrambi in perfetto stato. I personaggi che sono a tavola con Gesù, non sono semplicemente svaniti, ma sono stati distrutti e al loro posto si vede un grosso buco. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Il grande buco può essere considerato come lo specchio in cui il lettore è invitato a riconoscersi: Questo fariseo sono io! 4° Incontro Il fariseo e la peccatrice (Lc. 19,1-10)

38 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno I MIEI APPUNTI Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione

39 Venerdì 01/06/2007 – Preghiera della sera Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno [MARTA E MARIA (Lc. 10,38-42) [38] Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. [39] Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; [40] Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». [41] Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, [42] ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». SU ALI DAQUILA Tu che abiti al riparo del Signore e dimori alla Sua ombra dì al Signore mio rifugio, mia roccia in cui confido. E ti rialzerà, ti solleverà su ali daquila ti reggerà sulla brezza dellalba ti farà brillar come il sole, così nelle sue mani vivrai. Dal laccio del cacciatore ti libererà e dalla carestia che distrugge. Poi ti coprirà con le sue ali e rifugio troverai. E ti rialzerà... Non devi temere i terrori della notte né freccia che vola di giorno. Mille cadranno al tuo fianco, ma nulla ti colpirà. E ti rialzerà... Perché ai suoi angeli ha dato un comando di preservarti in tutte le tue vie, ti porteranno sulle loro mani contro la pietra non inciamperai. E ti rialzerò, ti solleverò, su ali daquila ti reggerò, sulla brezza dellalba ti farò brillar come il sole, così nelle mie mani vivrai. Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione

40 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Sabato 02/06/2007 – Preghiera del mattino SAN FRANCESCO O Signore fa di me uno strumento fa di me uno strumento della tua pace dovè odio che io porti lamore dovè loffesa che io porti il perdono dovè il dubbio che io porti la fede dovè discordia che io porti lunione dovè lerrore che io porti verità a chi dispera che io porti la speranza O Maestro dammi tu un cuore grande che sia goccia di rugiada per il mondo, che sia voce di speranza, che sia un buon mattino per il giorno di ogni uomo, e cogli ultimi del mondo sia il mio passo lieto nella povertà, nella povertà. O Signore fa di me il tuo canto fa di me il tuo canto di pace a chi è triste chio porti la gioia a chi è nel buio che io porti la luce. E donando che si ama la vita, è servendo che si vive con gioia Perdonando si trova il perdono è morendo che si vive in eterno LA PARABOLA DEL SAMARITANO (Lc. 10,25-37) [25] Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». [26] Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». [27] Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». [28] E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai». [29] Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». [30] Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. [31] Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. [32] Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. [33] Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. [34] Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. [35] Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. [36] Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». [37] Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso». Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione

41 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Sabato 02/06/2007 – Preghiera della sera Zaccheo (Lc. 19,1-10) [1] Entrato in Gerico, attraversava la città. [2] Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, [3] cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. [4] Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. [5] Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». [6] In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. [7] Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». [8] Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». [9] Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; [10] il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». TE AL CENTRO DEL MIO CUORE Ho bisogno dincontrarti nel mio cuore, di trovare te, di stare insieme a te, unico riferimento del mio andare unica ragione tu, unico sostegno tu al centro del mio cuore ci sei solo tu. Anche il cielo gira intorno e non ha pace, ma cè un punto fermo è quella stella là, la stella polare è fissa ed è la sola, la stella polare tu, la stella sicura tu al centro del mio cuore ci sei solo tu. Tutto ruota attorno a te in funzione di te. E poi non importa il come, il dove, il se. Che tu splenda sempre al centro del mio cuore il significato allora sarai tu, quello che farò sarà soltanto amore unico sostegno tu, la stella polare tu, al centro del mio cuore ci sei solo tu. Tutto ruota..... Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione Il notabile ricco [18] Un notabile lo interrogò: «Maestro buono, che devo fare per ottenere la vita eterna?». [19] Gesù gli rispose: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. [20] Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». [21] Costui disse: «Tutto questo l'ho osservato fin dalla mia giovinezza». [22] Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi». [23] Ma quegli, udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco. [24] Quando Gesù lo vide, disse: «Quant'è difficile, per coloro che possiedono ricchezze entrare nel regno di Dio. [[25] È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio!».

42 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Domenica 03/06/2007 – Preghiera del mattino PADRE NOSTRO ASCOLTACI Padre nostro ascoltaci, con il cuore ti preghiamo, resta sempre accanto a noi, confidiamo in Te. La tua mano stendi sopra tutti i figli tuoi, il Tuo Regno venga in mezzo a noi, il Tuo regno venga in mezzo a noi. Per il pane di ogni dì, per chi vive e per chi muore, per chi piange in mezzo a noi, noi preghiamo Te. Per chi ha il cuore vuoto, per chi ormai non spera più, Per chi amore non ha visto mai, per chi amore non ha visto mai. Se nel nome di Gesù, con amore perdoniamo, anche Tu che sei l'amor ci perdonerai. La tristezza dentro al cuore non ritornerà, nel Tuo nome gioia ognuno avrà, nel Tuo nome gioia ognuno avrà. IL FARISEO E LA PECCATRICE (Lc. 7,36-50)[ 36] Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. [37] Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; [38] e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. [39] A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». [40] Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure». [41] «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. [42] Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». [43] Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». [44] E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. [45] Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. [46] Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. [47] Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». [48] Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». [49] Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». [50] Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!». Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione

43 RISURREZIONE Che gioia ci hai dato, Signore del cielo, Signore del grande universo, che gioia ci hai dato vestito di luce, vestito di gloria infinita, vestito di gloria infinita. Vederti risorto, vederti Signore, il cuore sta per impazzire, Tu sei ritornato, Tu sei qui fra noi e adesso ti avremo per sempre, e adesso ti avremo per sempre. Chi cercate donne quaggiù, chi cercate donne quaggiù, quello che era morto non è qui, è risorto! Si, come aveva detto anche a voi. Voi gridate a tutti che è risorto Lui, tutti che è risorto Lui. Tu hai vinto il mondo Gesù, liberiamo la felicità e la morte. no non esiste più, lhai vinta Tu hai salvato tutti noi, uomini con Te, tutti noi uomini con Te. Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno Domenica 03/06/2007 – Celebrazione Eucaristica ECCO QUEL CHE ABBIAMO Ecco quel che abbiamo, nulla ci appartiene ormai. Ecco i frutti della terra che Tu moltiplicherai. Ecco queste mani, puoi usarle se lo vuoi, per dividere nel mondo il pane che Tu hai dato a noi. Solo una goccia hai messo fra le mani mie, solo una goccia che tu ora chiedi a me, una goccia che, in mano a Te una pioggia diventerà e la terra feconderà. Ecco…. Sulle strade il vento da lontano porterà Il profumo del frumento, che tutti avvolgerà. E sarà lamore che il raccolto spartirà E il miracolo del pane in terra si ripeterà. Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione

44 Parrocchia S. Michele MacerataIncursione aerea (celeste) sullemarginazione Giugno VIVERE LA VITA Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita e inabbissarti nellamore è il tuo destino, è quello che Dio vuole da te. Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui, correre con i fratelli tuoi, scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai. Vivere la vita è lavventura più stupenda dellamore, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita è generare ogni momento il paradiso, è quello che Dio vuole da te. Vivere perchè ritorni al mondo lunità, perchè Dio sta nei fratelli tuoi. Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai. Vivere perchè ritorni al mondo lunità, perchè Dio sta nei fratelli tuoi. Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai, una scia di luce lascerai. FRATELLO SOLE E SORELLA LUNA Dolce è sentire come nel mio cuore, ora umilmente sta nascendo amore. Dolce è capire che non son più solo, ma che son parte di una immensa vita, che generosa risplende intorno a me, dono di Lui del suo immenso amor, dono di Lui del suo immenso amor. Cha dato i Cieli e le chiare stelle fratello sole e sorella luna. La madre terra con frutti, prati e fiori, il fuoco il vento, laria e lacqua pura fonte di vita per le Sue creature. Dono di Lui del Suo immenso amor. (2) Sia laudato nostro Signore che ha creato luniverso intero. Sia laudato nostro Signore, noi tutti siamo Sue creature. Dono di Lui del Suo immenso amor. (2) SEMINA LA PACE Semina la pace e tu vedrai che la tua speranza rivivrà; spine tra le mani piangerai, ma un mondo nuovo nascerà Si, nascerà il mondo della pace; di guerra non si parlerà mai più. La pace è un dono che la vita ci darà, un sogno che si avvererà Semina la pace e tu vedrai che la tua speranza rivivrà; spine tra le mani piangerai, ma un mondo nuovo nascerà ma un mondo nuovo nascerà. Domenica 03/06/2007 – Celebrazione Eucaristica Incursione Aerea (celeste) sullemarginazione


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