La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Novembre 2003. RICERCHE DESK RISORSE NATURALI RISORSE CULTURALI RISORSE UMANE SISTEMI TERRITORIALI SISTEMI PRODUTTIVI SISTEMI ISTITUZIONALI.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Novembre 2003. RICERCHE DESK RISORSE NATURALI RISORSE CULTURALI RISORSE UMANE SISTEMI TERRITORIALI SISTEMI PRODUTTIVI SISTEMI ISTITUZIONALI."— Transcript della presentazione:

1 Novembre 2003

2

3 RICERCHE DESK RISORSE NATURALI RISORSE CULTURALI RISORSE UMANE SISTEMI TERRITORIALI SISTEMI PRODUTTIVI SISTEMI ISTITUZIONALI

4 RISORSE NATURALI

5 Per la realizzazione dellanalisi delle risorse naturali sono stati effettuati studi ritenuti indispensabili per: 1.poter usufruire di un quadro complessivo sul patrimonio naturale del territorio provinciale; 2.poter individuare le positività e le criticità in materia di sviluppo delloccupazione 2.poter individuare le positività e le criticità in materia di sviluppo delloccupazione. Progetto di marketing territoriale della provincia di Cosenza; Progetto di marketing territoriale della provincia di Cosenza; POR Calabria – Asse I Risorse Naturali : I Sistemi Naturali; POR Calabria – Asse I Risorse Naturali : I Sistemi Naturali; La Rete Ecologica Regionale; La Rete Ecologica Regionale; LAccordodi Programma IN.F.E.A. LAccordo di Programma IN.F.E.A. Documentazione approfondita 1/5

6 LANALISI DEL SETTORE inestimabile patrimonio naturalistico Il territorio è dotato di un inestimabile patrimonio naturalistico sia nellentroterra (le confluenze, i pantani, le torbiere, le cascate), sia nella costa (le foci, le scogliere, le grotte, le spiagge) e sia nei fondali marini, ma soprattutto: 2 Parchi Nazionali (Parco Nazionale della Sila e Parco Nazionale del Pollino). 7 Riserve Naturali Biogenetiche Statali (Trenta Coste, Serra Nicolino-Piano dAlbero, Gallopane, Golia Corvo, Macchia della Giumenta-San Salvatore, Tasso-Camigliatello Silano, Iona-Selva della Guardia). 3 Riserve Naturali Orientate Statali (Valle del Fiume Lao, Fiume Argentino, Gole del Raganello). 1 Riserva Biogenetica Guidata Statale (I Giganti del Fallistro). 2 Riserve Naturali Regionali (Foce del Fiume Crati, Bacino del Fiume Tarsia). 2 Oasi di Protezione WWF (Cozzo del Pesco, Scogli di Isca). 2 Aree Naturali di Nuova Istituzione (Riserva Marina della Riviera dei Cedri, Parco Naturale Regionale della Catena Costiera). 2/5

7 IN.F.E.A lAccordo di Programma IN.F.E.A prevede una serie di interventi finalizzati allavvio e al rafforzamento di politiche di sviluppo sostenibile, di informazione ed educazione ambientale attraverso la costituzione e la diffusione sul territorio dei Laboratori Territoriali e dei Centri dEsperienza; misura 1.5 la misura 1.5 (Sistemi Naturali) interviene nel recupero e nel miglioramento dei sistemi naturali, nella logica di ripristinare e ottimizzare le funzioni idrauliche e idrogeologiche del territorio attraverso interventi di tipo manutentivo che valorizzino gli effetti positivi esercitati dal bosco e dallagricoltura; Rete Ecologica Regionale la Rete Ecologica Regionale persegue obiettivi e strategie in quei territori caratterizzati da forti valenze ambientali, paesaggistiche e culturali in una logica che sottende al recupero e alla valorizzazione attraverso il miglioramento della qualità del patrimonio naturalistico e culturale, accrescendo lofferta di professionalità adeguate, di beni e servizi in unottica di promozione dello sviluppo sostenibile. interventi Gli interventi previsti nel settore tendono a coniugare gli obiettivi della tutela e della conservazione con quelli dello sviluppo compatibile 3/5

8 LA STRATEGIA A SOSTEGNO DELLOCCUPAZIONE Le Risorse Naturali possono rappresentare un settore sul quale poter concentrare maggiormente gli sforzi per la creazione di nuovi posti di lavoro derivanti: a. dalle opportunità offerte dalle strategie e dagli incentivi comunitari; b. dalle nuove tendenze di una domanda, in particolare quella collegata al turismo verde, particolarmente attratta da risorse naturali, paesaggistiche e culturali di pregio. 1 rimuovere quelle criticità legate alla mancanza di professionalità adeguate, attraverso politiche mirate alla creazione di nuove figure professionali in materia ambientale; 2 eseguire progetti di sviluppo coerenti con la logica dellintegrazione sia con le programmazioni territoriali in atto (PIT, PIAR, ecc.) e sia tra le specifiche azioni che si intendono effettuare in ambito locale. Tuttavia, affinché si possano effettivamente realizzare interventi a sostegno delloccupazione è necessario: 4/5

9 Aree protette della Provincia di Cosenza 5/5

10 RISORSE CULTURALI

11 - Linee Guida Asse II beni culturali; - Progetti Integrati Strategici (PIS) Beni Culturali; - Proposta di PIS Beni Culturali; - Progetti Specifici (PS) Beni Culturali; - Sviluppo delle iniziative imprenditoriali nel settore dei Beni Culturali dellAsse II del POR Calabria Nel settore dei beni culturali è stata analizzata la programmazione dellAsse II del POR Calabria , in particolare: 1/4

12 a. Consolidare, estendere e qualificare le azioni di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, storico-artistico e paesaggistico; b. Migliorare la qualità dei servizi culturali per la valorizzazione del patrimonio; c. Sviluppare limprenditorialità e la crescita delle organizzazioni legate alla fruizione, alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza del patrimonio culturale. Progetti Integrati Strategici proiettare le risorse culturali verso un ruolo di accompagnamento allo sviluppo economico della regione La programmazione della Regione Calabria nel settore dei Beni Culturali prevede ladozione dei Progetti Integrati Strategici, ossia un insieme di linee di intervento diverse tra loro che convergono verso un unico obiettivo: proiettare le risorse culturali verso un ruolo di accompagnamento allo sviluppo economico della regione. Obiettivi principali 2/4

13 - lidentificazione della prospettiva culturale al centro dello sviluppo (Cultural Planning); - la collaborazione tra il pubblico e il privato; - il ruolo attivo e propositivo dellassociazionismo nel settore; - la creazione di nuove figure professionali, quali i manager culturali; - la trasformazione delle istituzioni della memoria utilizzando un approccio manageriale della gestione e degli strumenti; - una politica dei parchi, dei distretti e degli itinerari in cui la visione integrata degli interventi si eleva ad elemento centrale nella costruzione di progetti di sviluppo intersettoriale; - lo sviluppo dei servizi e delle infrastrutture per lattività; - la stimolazione dellimprenditorialità per la creazione di servizi integrati nel settore turistico e culturale; - la creazione di sinergie tra lofferta culturale e lofferta turistica. Lobiettivo finale consiste nella creazione di potenziali DISTRETTI CULTURALI DISTRETTI CULTURALI locali attraverso: 3/4

14 Progetti PIS Provincia di Cosenza 4/4

15 RISORSE UMANE

16 Lanalisi dellofferta formativa; FSE: Piano dinformazione e comunicazione istituzionale; POR Calabria Asse III Risorse Umane: - IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore); - Work Experience; - Progetti Speciali Sperimentali; PON Scuola; Obbligo formativo (Legge n° 144/99 e DPR n° 257/2000); La situazione del sommerso; Analisi fonti Eurispes: - Provincia di Cosenza: Rapporto 2002; - Destinazione Autonomia, Primo rapporto sulla scuola in Calabria; - Indagine sui consumi culturali dei giovani della provincia di Cosenza. 1/11

17 Misura 3.2: Inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti nella logica dellapproccio preventivo. In provincia di Cosenza sono stati attivati 27 interventi formativi, di cui 9 nel settore Industria, 3 nel settore Alberghiero, 3 nellarea Agro-alimentare, e altri 3 nellarea Informatica. Sono solo 2 i corsi aggiudicatari dellarea Turismo, e 2 per Ambiente. Misura 3.3: Inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne fuori dal mercato del lavoro da almeno 6 o 12 mesi. Nel territorio provinciale sono stati attivati 15 corsi nel settore Industria, 16 nel settore Informatica, 5 nel settore Servizi, 2 nel settore Turismo, 1 nei settori: Commercio, Ambiente, Sicurezza e prevenzione e Agriturismo. Misura 3.4: Inserimento lavorativo e reinserimento di gruppi svantaggiati. Sono stati finanziati 7 interventi: 3 nel settore No profit, 2 per larea Informatica, e 2 corsi aggiudicatari nellarea dellartigianato artistico. Misura 3.8: Istruzione e Formazione permanente. Sono stati attivati 3 corsi nellarea Informatica, 2 nel No profit, 3 nei Servizi, 1 nei servizi amministrativi, 2 nellArtigianato e 1 nel Commercio. Risulta inoltre aggiudicatario, 1 corso in Istruzione e Formazione Permanente, che però non sembra rientrare in nessuna delle aree dintervento indicate dal Bollettino Ufficiale della regione Calabria. Analisi offerta formativa 2/11

18 Misura 3.9: Sviluppo della competitività delle imprese pubbliche e private con priorità alle PMI. Nellarea cosentina risultano finanziati 7 interventi nel settore Servizi e 5 nellarea Informatica, 3 nellarea Turismo, 2 nel No profit, nel Commercio, nel settore Ambiente, e nellIndustria, e 1 solo intervento nei Servizi amministrativi, Logistica, Agriturismo, Artigianato, Sicurezza e prevenzione, Beni Culturali. Misura 3.11: Sviluppo e consolidamento dellimprenditorialità con priorità ai nuovi bacini dimpiego. I progetti finanziati risultano essere orientati verso le seguenti aree dintervento: Beni culturali, Servizi, Servizi amministrativi, Agriturismo e Commercio, e risultano aggiudicatari un corso per ogni area tematica, per un totale di 5 corsi. Misura 3.12: Sostegno allimprenditorialità, al lavoro regolare e allemersione delle attività non regolari. Gli interventi finanziati risultano solo due, 1 nel settore Agricoltura, 1 nellarea della Logistica. Misura 3.13: Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro. Sono stati finanziati 2 progetti nel settore Informatica, 2 nei Servizi, e 1 nellIndustria, per un totale di 5 corsi. 3/11

19 Per lattuazione delle campagne informative saranno attivati tutti gli strumenti disponibili di comunicazione : Newsletter in formato cartaceo rivolta principalmente a soggetti istituzionalmente coinvolti nelle attività di programmazione e gestione degli interventi cofinanziati dallUnione Europea, in specifico le Scuole. Prodotti editoriali cartacei e/o pacchetti informativi (depliants; brochure; folder, ecc.) che motivino gli studenti ad interagire con elementi storici e culturali della propria regione grazie a strumenti o modalità innovative. Prodotti/gadget di divulgazione sui temi della dispersione scolastica e del disagio (ad esempio segnalibro, agendine, cartoline, adesivi). Progettazione, realizzazione e gestione di un sito web. 4/11 FSE: Piano dinformazione e comunicazione istituzionale azioni di informazione e diffusione delle informazioni Sono previsti una serie di azioni di informazione e diffusione delle informazioni, a supporto dei servizi attuativi del PON e del POR Calabria nellambito delle scuole, delle agenzie formative e dei luoghi di socializzazione in cui vi sia la presenza di giovani a rischio

20 I progetti di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore rientrano nella formazione post-secondaria, secondo una logica che ha, come quadro di riferimento, le intese tra Regioni, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero della Ricerca Scientifica e Tecnologica e Ministero del lavoro, per la sperimentazione di un sistema integrato di istruzione scolastica, formazione professionale al lavoro e politiche per loccupazione, correlato con il sistema delle imprese e con altri soggetti del territorio e con le strategie di sviluppo locale. Lo scopo è quello di innalzare il livello di istruzione della popolazione giovane e adulta per permettere ai soggetti interessati di inserirsi più facilmente nella realtà lavorativa allinterno di programmi integrati con il territorio. In provincia di Cosenza risultano aggiudicatari 11 progetti sullIFTS. Delle 23 figure professionali ammesse al bando sono solo 8 quelle presenti nei progetti. Sei progetti sul totale di undici, risultano essere sottoscritti da ununiversità straniera, la Roskilde University Centre di Copenaghen, i cinque restanti, dallUniversità degli Studi della Calabria. 5/11 Istruzione e Formazione Tecnica Superiore

21 Work Experience La finalità è volta a prevenire e combattere la disoccupazione e ad evitare quella di lunga durata. A tal proposito il tirocinio si propone di sostenere lavvicinamento dei disoccupati al mondo del lavoro; di agevolare il reinserimento nel mercato del lavoro di quei soggetti disoccupati, inoccupati o in mobilità; favorire linserimento o il reinserimento di soggetti a rischio o di esclusione sociale; accrescere e rafforzare la posizione delle donne in ambito lavorativo. Le misure del POR Calabria interessate sono: 3.2, 3.3, 3.4 e In Calabria sono state attivate 697 tirocini di cui 223 nella provincia di Cosenza. Progetti Speciali Sperimentali Si espletano in una serie di interventi di interesse regionale e devono avere una dimensione regionale (sono interessati almeno i 2/3 del territorio regionale), una dinamica di integrazione e complessità unitaria con aspetti innovativi per tutte le iniziative previste nei singoli Progetti ed uno sbocco occupazionale certo, della durata di tre anni, sorretto da garanzia fideiussoria in favore della Regione Calabria, definito in percentuale sulla quantità di soggetti coinvolti e Borse di lavoro in Stages presso aziende di settore del Centro-nord. Tutti gli interventi si collocano nel contesto Multimisura. Ogni Progetto Speciale potrà interessare una o più delle seguenti misure: 3.2, 3.3, 3.4, 3.8, 3.9, 3.11, /11

22 Bisogna constatare che a fine giugno lattività di formazione non è ancora stata effettuata. Molti tirocinanti hanno finito da mesi il tempo utile da trascorrere in azienda ma ancora non hanno alcuna notizia per ciò che riguarda il modulo di orientamento e formazione di 80 ore. Gli IFTS, come i Progetti speciali Sperimentali sembrano, piuttosto, esperienze isolate, che non corrispondono a quanto progettato. Per i primi, su 23 figure professionali espletate nel bando, ne sono risultate solo 8 presenti nei progetti approvati. 7/11 ALCUNE CONSIDERAZIONI LAsse III Risorse Umane, nella sua interezza, cerca di creare percorsi omogenei e trasversali in grado di accompagnare i giovani dalla scuola al mondo del lavoro. Tuttavia I vari interventi dellAsse III, sembrano micro sistemi nel sistema, non vi sono rispondenze con il territorio, con il mondo del lavoro, con possibilità di un impiego futuro.

23 Il sommerso 1 La situazione del sommerso a sembra abbastanza preoccupante, anche se in diminuzione. Il 67% delle aziende, presentano situazioni di irregolarità (fonte Eurispes) dato che comprende non solo i lavoratori in nero, ma anche irregolarità di tipo fiscale, sanitario, ecc. In riferimento alle aree Pit della Provincia di Cosenza, invece, le stime del lavoro irregolare presentano una media di circa il 30% di irregolarità nella forza lavoro, come mostrano i dati della seguente tabella: Alto Tir Cs: Il lavoro irregolare nellarea è presente, ma non è esplicitata la percentuale; Medio Tir Cs :Il tasso di lavoro irregolare si aggira intorno al 30% nei settori dellagricoltura, costruzioni, manifatturiero e turismo; Basso Tir Cs: Il lavoro irregolare è presente in particolar modo nel settore dellagricoltura e interessa la manodopera femminile e giovanile; Media Valle Crati: Il lavoro irregolare coinvolge 30% della popolazione attiva; Sila jonica: Il lavoro irregolare è pari al 20% della colazione attiva, due terzi attribuibile alla popolazione maschile e un terzo a quella femminile; Sila: Il lavoro irregolare coinvolge 20% della popolazione attiva; Alto Ionio Cs: Si registra la presenza di lavoro irregolare nei settori dellagricoltura, del commercio, del turismo e delle costruzioni con una percentuale del 30%; 8/11

24 Il sommerso 2 Serre Cs: La forza lavoro irregolare è presente principalmente nel settore agricolo e riguarda soprattutto la manodopera femminile e giovanile; Pollino: Il lavoro irregolare nellarea si aggira intorno al 45% e interessa principalmente il settore extragricolo. Savuto: La forza lavoro irregolare è stata stimata nel 25% degli occupati. 9/11 Considerando i dati per settore economico la quota di irregolarità più alta si riscontra nel settore dei servizi (52%), seguita dal settore dellagricoltura, silvicoltura e pesca (28%) ed infine dal settore industriale (20%). Le cause per le quali il sommerso si alimenta possono essere imputate: alla scarsa competizione dei sistemi produttivi provinciali nei confronti delle aree maggiormente sviluppate; alle politiche nazionali che con sussidi economici hanno favorito forme di reddito atipico; dalleccessiva imposizione fiscale; dalleccessivo costo del denaro.

25 Il Sommerso 3 la realizzazione di un sistema di infrastrutture di per favorire la nascita di nuove imprese; laccrescimento della competitività del tessuto locale; la valorizzazione delle specifiche vocazioni territoriali, attraverso la nascita di distretti o di filiere; sviluppare nuovi strumenti finanziari per favorire laccesso al credito; snellire gli adempimenti burocratici e favorire la semplificazione normativa a carico dellimprese; aumentare delle competenze delle risorse umane in rapporto ai fabbisogni inespressi delle imprese e del territori; la modernizzazione del mercato del lavoro. 10/11 La parola chiave per intraprendere la lotta contro il sommerso è la competitività, che si potrebbe realizzare tramite: sfida La sfida deve essere intrapresa dalle parti sociali ed economiche più vicine al territorio, in quanto rappresentano le singole peculiarità di un territorio che si modifica e possono essere i promotori di iniziative che si adattano alle problematiche delle loro aree.

26 Struttura Centri per limpiego in Provincia di Cosenza 11/11

27 SISTEMI TERRITORIALI

28 Nel considerare i Sistemi Territoriali della provincia di Cosenza, sono stati analizzati i seguenti ambiti: TRASPORTI; SISTEMI URBANI; SISTEMI RURALI; SERVIZI ALLE PERSONE E ALLA COMUNITÀ; SOCIETÀ DELLINFORMAZIONE. 1/20

29 1. LAccordo di Programma Quadro – Settore Trasporti; 2. POR Calabria : misure 6.1 e 6.2, Asse VI Reti e nodi di servizio. 2/20 Settore trasporti 1 2/20 settore dei trasporti Lanalisi relativa al settore dei trasporti nella provincia di Cosenza è stata realizzata con lapprofondimento di due principali strumenti di programmazione:

30 IL SISTEMA STRADALE. I fondi a disposizione stanziati, per gli interventi previsti in provincia di Cosenza, superano i 568 milioni di euro, e 510 milioni di euro da reperire. I principali interventi interessano prevalentemente le seguenti Strade Statali: SS 106, SS 534, SS 18, SS 283 delle Terme, SS 660, SS 105, SS 531, SS 177, SS 108 e SS 19. IL SISTEMA PORTUALE. Sono oltre 70 i milioni di euro a disposizione per ladeguamento dellinfrastrutturazione portuale prevalentemente a valenza turistica. In particolare si prevede ladeguamento dei porti turistici di Amantea, Paola, Scalea, Sibari e Cetraro; la realizzazione dei porti di Trebisacce, Diamante e Rossano; il completamento del porto turistico di Cariati; ladeguamento dei servizi del porto di Corigliano e la realizzazione di un nuovo approdo turistico a Bonifati. IL SISTEMA AEROPORTUALE. Da alcuni anni sta diventando sempre più concreta la possibilità di realizzare un aeroporto nella Piana di Sibari. IL SISTEMA FERROVIARIO. Oltre alladeguamento ed alla ristrutturazione dellintero sistema ferroviario calabrese, è prevista la realizzazione della metropolitana leggera tra Cosenza e Rende. 3/20 Settore trasporti 2 3/20 Accordo di Programma Quadro Gli interventi previsti dallAccordo di Programma Quadro settore Trasporti nella Provincia di Cosenza riguardano:

31 a. lo sviluppo dei collegamenti con lesterno (locale – globale); b. lo sviluppo dei collegamenti regionali – locali (locale – locale). 4/20 Settore trasporti 3 4/20 Il POR Calabria interviene sul settore dei trasporti in provincia di Cosenza attraverso le azioni previste dalle misure 6.1 e 6.2, in due differenti direzioni. Rispettivamente: Le azioni previste dalle misure, per lintero territorio regionale, riguardano: a. la realizzazione, ladeguamento e il potenziamento dei principali sistemi infrastrutturali presenti sul territorio tali da garantire un efficace sistema di collegamento coi territori extraregionali; b. potenziamento delle infrastrutture di trasporto a sostegno della mobilità regionale, sub-regionale e nellarea urbana

32 Gli interventi previsti dal Piano Generale dei Trasporti e dallAPQ tra Regione e Governo Nazionale possono rimuovere importanti criticità del sistema trasporti provinciale e regionale, ma è necessario che si concretizzino nella logica dellintegrazione e funzionali al sistema produttivo territoriale; La costruzione dellaeroporto di Sibari può offrire interessanti opportunità di sviluppo; tuttavia corre il rischio che possa diventare una cattedrale nel deserto se non sarà opportunamente integrata col sistema produttivo dellarea e dellintero territorio provinciale, nonché col sistema turistico e culturale; La rimozione delle più rilevanti criticità affidata alle misure 6.1 e 6.2 del POR Calabria può offrire ampi margini di sviluppo; tuttavia i tempi di realizzazione degli interventi previsti sembrerebbero essere piuttosto lunghi, con negative conseguenze sullintero sviluppo del territorio. 5/20 Settore trasporti 4 5/20 CONCLUSIONI Gli interventi realizzati in passato sul sistema dei trasporti, nel territorio regionale, sono stati impostati su una logica da cui sono scaturite opere frammentarie e isolate senza alcuna razionalità intermodale.

33 POR Calabria 2000 – 2006 Asse V (Città) Sviluppo e valorizzazione delle aree urbane; PSU Cosenza – Rende (CO.RE). 6/20 Sistemi urbani 1 6/20 larea urbana cosentina (Cosenza, Rende, Castrolibero); il sistema territoriale della Piana di Sibari e del Pollino; la conurbazione dellalto tirreno cosentino (Cetraro, Diamante, Scalea, Praia a Mare). sistemi urbani Lanalisi dei sistemi urbani della provincia di Cosenza è stata realizzata attraverso lo studio del: Larticolazione del sistema urbano della provincia di Cosenza è difficile da definire. E possibile, tuttavia, identificare ambiti insediativi che abbiano un certo grado di omogeneità:

34 incapacità di attrazione di attività economiche rilevanti; degrado ambientale; spopolamento; carenza dei servizi alle persone e alla comunità; abbandono dei centri storici; dequalificazione degli spazi pubblici; abusivismo edilizio. 7/20 Sistemi urbani 2 7/20 Ad esclusione dellarea urbana della città di Cosenza, i centri della provincia, soprattutto quelli minori, sono caratterizzati da forti elementi di sottosviluppo:

35 alla creazione di condizioni economiche, amministrative e sociali adatte allo sviluppo imprenditoriale; ad aumentare la competitività e la produttività strutturale dei sistemi economici territoriali; a favorire la localizzazione di nuove iniziative nelle aree urbane e metropolitane, specie nei servizi alle persone e alle imprese; a combattere la marginalità sociale favorendo i processi di inclusione e di recupero della fiducia sociale; a riqualificare il contesto urbano, con particolare attenzione per gli aspetti ambientali. 8/20 Sistemi urbani 3 8/20 Nellambito della misura 5.1 il Progetto di Sviluppo Urbano di Cosenza – Rende rappresenta senzaltro un buon esempio di cooperazione tra due realtà distinte dal punto di vista amministrativo ma che offrono un buon esempio di come sia possibile realizzare un buon programma di sviluppo caratterizzato da unintegrazione a tutti i livelli. Progetti di sviluppo e reti di cooperazione intercomunale Le azioni della misura 5.1 del POR Calabria intendono realizzare Progetti di sviluppo e reti di cooperazione intercomunale, che mirano:

36 POR Calabria Asse IV: Progetti Integrati per le Aree Rurali ( PIAR ); Piano di Sviluppo Rurale della Regione Calabria; Programmazione Leader+ ; Linee Guida e procedure applicative per lattuazione del POR parte FEOGA. Sistemi rurali 1 9/20 Lanalisi dei sistemi rurali è stata redatta attraverso la lettura della seguente documentazione:

37 la presenza accentuata dello spopolamento delle aree rurali; la composizione territoriale che penalizza le coltivazioni intensive; la situazione sociale nelle aree rurali che necessita di interventi urgenti; la polverizzazione delle aziende agricole, con perdita di manodopera specializzata e inesistente ricambio generazionale; linadeguato sfruttamento delle superfici boschive sia per la scarsa convenienza economica e sia per la mancanza di competenze specifiche; 124 Comuni su un totale di 155 della provincia sono situati in aree a media e alta ruralità con una popolazione complessiva di circa 415 mila abitanti (56% della popolazione provinciale). Sistemi rurali 2 10/20 Il sistema rurale provinciale non presenta nel suo complesso una situazione rosea, sia per quanto riguarda la struttura territoriale e sia per la situazione socioeconomica. In particolare va segnalata:

38 Segnali incoraggianti la presenza di significative tradizioni locali legate allartigianato e alla gastronomia tipica; la presenza di centri storici, beni culturali e di elementi etno-demo- antropologici di pregio; una buona qualità dellaria e dellambiente in generale, pur se con diversi gap in termini di assetto idrogeologico; una buona cultura dellospitalità. Sistemi rurali 3 11/20

39 valorizzare le risorse materiali ed immateriali, nonché le risorse naturali endogene delle aree rurali; conservare e tutelare le risorse ambientali e paesaggistiche; diversificare ed integrare le attività agricole in una prospettiva di economia multireddito; frenare lo spopolamento delle aree rurali migliorando la qualità della vita. Sistemi rurali 4 12/20 PIAR Fra gli strumenti di sviluppo delle aree rurali, il POR Calabria individua nei PIAR, lopportunità per favorire una nuova fase di sperimentazione progettuale, politica e tecnico-organizzativa, favorendo lo sviluppo delle iniziative locali I 10 PIAR presenti sul territorio provinciale perseguono i seguenti obiettivi:

40 Gli obiettivi globali del PLR (Piano Leader Regionale) consistono nel: Creare le condizioni per facilitare laccesso al mercato del lavoro di giovani e donne compresi quelli con particolari svantaggi psico-fisici; Favorire luscita delle aree calabrese dallisolamento; Creare un sistema organizzato tra i diversi settori delleconomia incentrando gli sforzi su uno sviluppo sostenibile ed eco-compatibile. Sistemi rurali 5 13/20 LEADER + Altro strumento a supporto delle aree rurali è rappresentato dal programma comunitario Leader+. Lapproccio che va ad assumere liniziativa è di tipo bottom-up, integrato ed endogeno. Per la Provincia di Cosenza (dove sono state selezionate 8 aree dove intervenire con Piani di Sviluppo Locale) maggiori opportunità possono derivare dal fatto che lo strumento Leader ha forte carattere di innovatività ed anche per i contenuti trans-nazionali che lo contraddistinguono.

41 rafforzare forme dintegrazione allinterno delle aree PIT e tra PIT contermini; sviluppare forme di politica attiva (assemblee partecipative); rafforzare il dialogo tra i gruppi e le Amministrazioni locali per trovare soluzioni comuni; sviluppare sistemi integrati di offerta turistica e fruizione del territorio; implementare e creare nuovi servizi alle persone, interventi infrastrutturali specie nel settore dei trasporti e telecomunicazioni; sviluppare forme di valorizzazione delle aree interne (strada del vino e dei prodotti tipici, degli agriturismi, della magna grecia, del turismo ecologico, e delle minoranze etniche). Sistemi rurali 6 14/20 interventi mirati Dallanalisi emerge lopportunità di effettuare interventi mirati per favorire lo sviluppo delle aree rurali. In particolare:

42 Comunità Montane Provincia di Cosenza Sistemi rurali 7 15/20

43 POR Calabria Asse V Misura 5.2 POR Calabria Asse V Misura 5.2: ristrutturazione, adeguamento e creazione di infrastrutture e attrezzature a sostegno dei servizi alla persona e alla comunità; EQUAL Programma di Iniziativa Comunitaria EQUAL. Servizi alla persona e alla comunità 1 16/20 Lanalisi dei servizi alle persone e alla comunità è stata analizzata studiando la seguente documentazione:

44 1.migliorare le capacità di inserimento professionale; 2.sviluppare lo spirito imprenditoriale; 3.incoraggiare la capacità di adattamento delle imprese e dei loro lavoratori; 4.rafforzare le politiche di uguaglianza delle opportunità per le donne e gli uomini; 5.lottare contro le discriminazioni e le disuguaglianze che ostacolano lintegrazione dei richiedenti asilo. Servizi alla persona e alla comunità 2 17/20 EQUAL Il programma EQUAL in Italia ha individuato tre strategie generali di intervento: · integrazione stabile tra politiche del lavoro e politiche sociali; · sviluppo di una società dellinformazione non discriminatoria; · sviluppo locale, sviluppo sociale e sviluppo economico. strategia italiana di attuazione La strategia italiana di attuazione delliniziativa EQUAL intende far fronte alle discriminazioni presenti nel mercato del lavoro. 5 priorità

45 cinque livelli Per conseguire gli obiettivi di integrazione, occorre agire su cinque livelli: 1. costituzione di un centro regionale per leconomia sociale, per la conoscenza del fenomeno e del monitoraggio dei suoi progressi/problemi; 2. sostegno alle imprese e agli imprenditori sociali; 3. sperimentazione di modelli e strumenti innovativi per la realizzazione per la realizzazione di interventi integrati (Patti per il Sociale); 4. sostenere e potenziare linsieme dei servizi alle persone e alla comunità che contribuiscono a prevenire lemarginazione; 5. sostenere lo sviluppo ed il potenziamento delle imprese sociali (lagricoltura biologica, il turismo sociale, attività connesse alla salvaguardi ambientale, i servizi alle persone). Servizi alla persona e alla comunità 3 18/20 MISURA 5.2 La misura è fondata sullassunto che il disagio e lesclusione delle fasce deboli della popolazione devono essere ricomposti allinterno della dimensione locale della società.

46 tre direzioni Le strategie dintervento si muovono in tre direzioni: a. incrementare il livello di consapevolezza e potenziare la capacità di pianificazione strategica nellarea della Società dellInformazione; b. incrementare la domanda locale del settore pubblico e privato di applicazioni e servizi basati sulle TIC (Tecnologie dellInformazione e delle Comunicazioni); c. potenziare il sistema regionale di competenze e conoscenze nel settore delle TIC. situazione non omogenea Nel territorio provinciale emerge una situazione non omogenea: larea del capoluogo presenta le caratteristiche avanzate di sviluppo tecnologico grazie alla presenza dellUnical, Calpark, Arssa e Git; le aree marginali dove lo sviluppo delle nuove tecnologie tarda a manifestarsi sul territorio. Società dellinformazione 1 19/20 Nellambito della società dellinformazione e delle nuove tecnologie in provincia di Cosenza, lattenzione si è maggiormente concentrata sullAsse VI del POR Calabria e sul Rapporto Competitività e Sviluppo redatto dalla CCIAA e PROMOCOSENZA

47 Il problema principale è che, in questi ultimi, la Provincia di Cosenza non riesce a: integrarsi con leconomia locale; suscitare una domanda effettiva di servizi alle imprese. Società dellinformazione 2 20/20 consolidamento della formazione Il sistema della società dellinformazione necessita per la sua diffusione del consolidamento della formazione, delle attività di ricerca e innovazione. Le iniziative da intraprendere sono quelle di integrare e mettere in rete tutte le infrastrutture presenti nel territorio sia con il sistema produttivo locale, sia con altri sistemi di ricerca e sviluppo. In particolare sostenendo la domanda di innovazione delle imprese; potenziando i servizi al territorio ed i rapporti tra università ed impresa. Le strutture operanti sul territorio mostrano difficoltà a relazionarsi e a comprendere pienamente le esigenze delle imprese. Al tempo stesso i settori produttivi con difficoltà sono orientati ad investire e programmare il fabbisogno di innovazione, ricerca e formazione.

48 SISTEMI PRODUTTIVI

49 TURISMO AGROALIMENTARE INDUSTRIA, COMMERCIO E ARTIGIANATO IL SISTEMA DEL CREDITO 1/23 Sistemi Produttivi Nel considerare i Sistemi Produttivi della provincia di Cosenza, sono stati analizzati i seguenti settori:

50 Nel settore del turismo gli argomenti più importanti studiati ed analizzati sono stati: Rapporto sul Turismo Rapporto sul Turismo in Calabria 2003: - Analisi della domanda e dellofferta turistica in Calabria; - Analisi dellimmagine e della percezione della Calabria; - Analisi della zonizzazione; - Il caso Sila; - Il termalismo; POR Calabria – Asse IV – Misure 4.3 e 4.4 POR Calabria – Asse IV – Misure 4.3 e 4.4: - Istituzione Osservatorio sul Turismo - Programma di Comunicazione Integrata per la Promozione del Turismo - Grandi Eventi Nazionali per la Promozione del Turismo in Calabria - Progettazione e Realizzazione di nuovi pacchetti/prodotti turistici Bando Attività di accoglienza ricettiva Bando Attività di accoglienza ricettiva a conduzione familiare Bed & Breakfast; I fabbisogni formativi per le PMI turistiche G. DallAra, L. Montaguti: I fabbisogni formativi per le PMI turistiche. Settore turismo 1 2/23

51 –identificazione totale della Calabria con il solo turismo balneare; -fortissima stagionalità e mancanza di diversificazione dellofferta turistica; -difficoltà di collegamento dallesterno e di mobilità interna; -forte incidenza del turismo sommerso; -mancanza di strutture di intrattenimento; -carenza ed inadeguatezza dei servizi di informazione e accoglienza; -scarsissima presenza di turisti stranieri; -percezione negativa dellimmagine socio economica della regione. Settore turismo 2 3/23 vocazione turistica risorse turistichestrutture ricettive La Calabria è una regione che possiede una notevole vocazione turistica ed una buona dotazione di risorse turistiche e strutture ricettive. problemi Tuttavia, il settore turistico non è sviluppato pienamente a causa di una serie di problemi :

52 Settore turismo 3 4/23 listituzione dellOsservatorio sul Turismo; la realizzazione di un Programma di Comunicazione Integrata per il Turismo; lorganizzazione di Grandi Eventi Nazionali; la pubblicazione annuale del Rapporto sul Turismo in Calabria; la pubblicazione di diversi bandi per la promozione e la valorizzazione turistica iniziative e progetti La programmazione regionale nel settore turistico ha portato avanti negli ultimi anni diverse iniziative e progetti, quali:

53 Le principali iniziative da intraprendere nel settore riguardano: -la ricostruzione dellimmagine della Calabria, attraverso la veicolazione di un immagine turistica della regione che non sia solo legata allaspetto mare, la promozione di un immagine complessiva positiva e la valorizzazione dellimmenso patrimonio di risorse naturali e culturali; -la maggiore attenzione sulle risorse umane e sui comportamenti di tutti coloro che interagiscono con il turismo a tutti i livelli; -la riqualificazione del sistema della formazione in base alle esigenze ed ai fabbisogni formativi delle PMI turistiche; -la riqualificazione e la rimodellazione dei servizi di informazione e di accoglienza; -la costituzione dei STL, affiancando alla logica della zonizzazione per distretti una logica commerciale per linee di prodotti turistici; -la ricomprensione del turismo sommerso in un sistema coerente che lo valorizzi e lo trasformi in una opportunità di sviluppo; -la creazione di un catalogo delle offerte che contiene tutti i pacchetti integrati di soggiorni nella provincia, nonché tutte le informazioni e le notizie utili; -lincentivazione dei turismi di nicchia con particolare riferimento agli aspetti ambientali, storici, enogastronomici e dellartigianato e della tradizione locale; -la creazione di unofferta integrata di beni culturali, archeologici, religiosi e ambientali in una logica più ampia di marketing territoriale; -la diffusione delle presenze sul territorio e il prolungamento della stagionalità; -linstaurazione di un sistema di rete tra soggetti pubblici e privati; -la capacità di attrazione di capitali esteri. Settore turismo 4 5/23

54 Costa Tirrenica Caratteristiche:Bellezza paesaggistica e vicinanza mare-monti Buona immagine Presenza di attrattori complementari al mare(Santuari, Terme, Disco, ecc.) Turismo dominante:Mare - Divertimento/Turismo giovane - Religioso Attività:Collegamento rapido con laeroporto di Lamezia Terme Realizzazione Metropolitana di superficie Creazione Sistema di informazione e comunicazione Valorizzazione e sostegno del turismo sommerso Costa Ionica Caratteristiche:Immagine limitata, ma unitaria Presenza di enormi testimonianze archeologiche, storiche e artistiche Difficoltà di collegamento Turismo dominante:Mare - Archeologia Attività:Investimenti in nuove strutture e riqualificazione di quelle esistenti Realizzazione Rete di portualità turistica Valorizzazione Risorse Archeologiche Creazione di una marca territoriale Settore turismo 5 6/23 5 macro aree Il territorio della Provincia di Cosenza può essere suddiviso in 5 macro aree diverse, con vocazione turistica differente e problematiche diverse:

55 Sila Caratteristiche:Interesse e fama di territorio attrattivo Notevoli risorse naturali e ambientali Fortissima incidenza delle seconde case Incapacità gestionale delle infrastrutture, dello sport e dellintrattenimento Turismo dominante:Montano - Sci Attività:Aggregazione consapevole e organizzata dellofferta esistente Dotazione di strutture per lintrattenimento e programmazione delle attività Valorizzazione delle risorse tipiche locali Miglioramento dei servizi di informazione e comunicazione Promozione di un immagine più giovanile della vacanza in SilaPollino Caratteristiche:Ottima vocazione turistica Bellezze naturali e paesaggistiche Presenza del Parco Nazionale Turismo dominante:Montano – Verde & Parchi Attività:Recupero e riqualificazione della ricettività e della ristorazione Integrazione con i soggiorni balneari nelle zone costiere Valorizzazione attività di visita e intrattenimento turistico ambientale Settore turismo 6 7/23

56 Terre di Mezzo Caratteristiche:Ricchezza dellartigianato, del commercio, della ricettività Presenza di centri storici di pregio Presenza di una grande area urbana e commerciale e dellUniversità Presenza di diverse culture ed etnie Turismo dominante:Affari – Artistico/Culturale Attività:Identificazione dei centri storici idonei a divenire paesi-alberghi Specializzazione delle produzioni tipiche Realizzazione di itinerari tematici Settore turismo 7 8/23

57 Borghi della Provincia di Cosenza Settore turismo 8 9/23

58 Competitività e sviluppo. Redatto dalla CCIAA e da PROMOCOSENZA; POR Calabria : Misure a favore dei consorzi di garanzia collettiva fidi in agricoltura -Legge Regionale 26/febbraio/2003; POR Calabria , Misura 4.19: Realizzazione di uno studio per la progettazione esecutiva degli strumenti di ingegneria finanziaria per il settore agricolo ed agro-industriale Leader+ ( ); Piano di sviluppo rurale ( ); POR Calabria Asse IV parte FEOGA: I Progetti Integrati per Filiera; POR Calabria Asse IV parte FEOGA: Linee guida e procedure applicative; POR Calabria Asse IV parte FEOGA: I Progetti Integrati per le Aree Rurali. Sistema agrolimentare 1 10/23 Per la realizzazione dellanalisi della ricerca desk del settore agroalimentare lattenzione è stata concentrata sullo studio delle principali programmazioni che coinvolgono il territorio della provincia di Cosenza.

59 interventi specifici che operano per mezzo di misure volte a rendere competitivi i sistemi agricoli ed agroindustriale raccolti intorno ad una medesima filiera (PIF).In altri termini lobiettivo consiste nel migliorare la competitività dei sistemi agricoli ed agroindustriale in un contesto di filiera interventi specifici che operano per mezzo di misure tali da rendere competitivi quei territori rurali delimitati dal punto di vista della omogeneità socio-economica, ambientale e culturale.In altri termini lobiettivo consiste nel sostenere lo sviluppo dei territori rurali, valorizzandone le risorse ambientali e socio-culturali, nel quadro di programmi integrati (PIAR). interventi trasversali che rafforzano e sviluppano il tessuto produttivo territoriale attraverso linfrastrutturazione materiale ed immateriale.In altri termini lobiettivo consiste nel sostenere azioni orizzontali per lattività agricola e del territorio rurale. Sistema agrolimentare 2 11/23 La programmazione del POR Calabria fa riferimento a tre direttrici fondamentali di intervento:

60 una famiglia su quattro trae parte del proprio reddito dallagricoltura; le donne gestiscono il 30% delle aziende agricole. La Provincia di Cosenza produce rispetto al dato regionale: più della metà della frutta fresca (55%) e delle patate (53,4%); più di un terzo degli agrumi (37,7%); circa un quarto del vino (22,4%) e dellolio (24,7%). Aree particolarmente vocate Il bacino del Crati: le colture più diffuse sono quelle della pesce, olio, vino e dei prodotti ortivi. La piana di Sibari: le colture maggiormente sviluppate riguardano agrumicoltura lolivicoltura La Sila: dove intense sono le colture delle patate Sistema agrolimentare 3 12/23 Il settore agroalimentare cosentino negli ultimi anni è andato via via decrescendo anche se rappresenta uno dei comparti più importanti delleconomia provinciale: Le aree dove si concentrano il maggior numero di aziende e a cui è associato la quota più alta di SAU è la piana di Sibari, seguita dal bacino del Crati, quella con il minor numero di aziende è il litorale tirrenico, mentre nelle aree del Pollino della Sila, litorale ionico e catena costiera racchiudono meno del 5% delle aziende totali.

61 Attuale mappa dei prodotti tipici Ortofrutta/cereali: Clementine di Calabria (Igp) Formaggi: Caciocavallo Silano (Dop) Provola Mozzarella di Bufala Formaggio erborinato Vitivinicoltura: Donnici (Doc) Pollino (Doc) San Vito di Luzzi (Doc) Savuto (Doc) Valle del Crati (Igt) Verbicaro (Doc) Olivicoltura: Olio (Dop) Sistema agrolimentare 4 13/23

62 a. basso rapporto tra fabbisogno di ore e numero di occupati; b. numero di imprese di piccole/lissime dimensioni e polverizzate; c. età media elevata e basso tasso di scolarizzazione dei conduttori agricoli; d. bassa propensione al cambiamento nei processi produttivi e organizzativi; e. il sistema creditizio limita laccesso al credito; f. alla quota di finanziamenti destinati allagricoltura non corrisponde un elevato impatto sul territori sia in termini di sostegno allo sviluppo e sia in termini di fruibilità delle innovazioni; g. assenza di un binomio positivo tra scuola media secondaria e settore agricolo; h. mancanza di manodopera specializzata e basso livello di meccanizzazione; j. diffusa presenza del contoterzismo che interessa aziende di grandi e piccole dimensioni. Sistema agrolimentare 5 14/23 criticità Dagli studi effettuati emergono alcune criticità che potrebbero rappresentare il punto da cui partire per intervenire sul settore:

63 a. Rafforzare linnovazione; b. Promozione e diffusione di nuove tecniche di coltivazione; c. Nuove attività di supporto come il marketing e la comunicazione, i servizi informativi e la certificazione di qualità; d. Sostegno allo sviluppo dei prodotti tradizionali e di nicchia; e. Promuovere la collaborazione tra istituti agrari, sistema della formazione e operatori del settore; f. Rendere più efficace il sistema della commercializzazione; g. Favorire la diffusione di forme associative; h. Divulgare nuovi strumenti per favorire laccesso al credito; i. Garantire la rintracciabilità del prodotto; j. Creazione di marchi territoriali e potenziare le specificità locali; k. Sviluppare il settore agro-alimentare puntando, anche, sul turismo e lospitalità. Sistema agrolimentare 6 15/23 interventi necessari Il territorio provinciale necessità di interventi necessari per la ristrutturazione del settore, in particolare: Tuttavia, la rimozione di importanti criticità può non essere sufficiente se non accompagnata da politiche di sostegno allintegrazione sia progettuale che territoriale preceduta dallindividuazione delle aree particolarmente vocate.

64 POR Calabria – Sviluppo Imprenditoriale Locale, misure 4.1 e 4.2; POR Calabria – Sviluppo Imprenditoriale Locale. Bandi dattuazione della misura 4.2. Industria, Commercio, Artigianato e Servizi 1 16/23 Oltre ad aver compiuto la lettura del POR Calabria e dei Complementi di Programma relativi allAsse IV (Sistemi Locali di Sviluppo), lattenzione è stata principalmente concentrata nellapprofondimento della programmazione del POR Calabria in riferimento allo sviluppo imprenditoriale locale, ovvero:

65 a. presenza preponderante delle attività terziarie; b. bassa produttività del lavoro; c. sostanziale chiusura agli scambi e alle relazioni verso i circuiti internazionali; d. polverizzazione dimensionale delle aziende; e. dominanza delle microimprese sia nel settore industriale che in quello commerciale; f. scarsa o assente interconnessione tra le imprese; g. inefficiente sistema dei servizi alle imprese. Industria, Commercio, Artigianato e Servizi 2 17/23 Il sistema produttivo della provincia di Cosenza, considerando le attività extragricole, nel 1996 era costituito prevalentemente dalle attività terziarie. Infatti delle Unità Locali oltre 15 mila erano dedite al commercio allingrosso e al dettaglio, circa le aziende di servizi alle imprese, le imprese edili e circa 4 mila le industrie manifatturiere. Gli addetti complessivi superano le 83 mila unità. In sintesi, il tessuto produttivo provinciale, così come quello regionale, è caratterizzato da:

66 1. Potenziamento e sviluppo della competitività delle piccole e medie imprese industriali, artigiane e dei servizi; 2. Pacchetti Integrati di Agevolazioni (PIA) per la creazione e lo sviluppo delle PMI industriali, artigiane e dei servizi. 3. Favorire e incentivare iniziative ed attività che stimolino lintroduzione di sistemi innovativi nelle reti di vendita e distribuzione. 4. Sostenere la domanda di servizi delle PMI regionali. 5. Servizi dingegneria finanziaria alle imprese. 6. Potenziamento e valorizzazione delle infrastrutture per la localizzazione delle attività produttive. 7. Rafforzamento dei sistemi produttivi esistenti ed in via di formazione localizzati sul territorio regionale. 8. Sostegno allintegrazione e al potenziamento delle filiere produttive regionali. 9. Attrazione di iniziative imprenditoriali strategiche per lo sviluppo regionale. 10. Sviluppo della cooperazione produttiva interregionale. 11. Sostegno ai processi di internazionalizzazione delle imprese. Industria, Commercio, Artigianato e Servizi 3 18/23 azioni programmazione regionale Le azioni che la programmazione regionale intende perseguire per fronteggiare le criticità del tessuto produttivo sono le seguenti:

67 1. lefficienza della Pubblica Amministrazione regionale e locale; 2. il potenziamento della dotazione infrastrutturale; 3. il fabbisogno delle competenze e delle qualità professionali. Industria, Commercio, Artigianato e Servizi 4 19/23 I bandi finora emessi, oltre ad evidenziare i ritardi nellambito della programmazione regionale, mettono in luce le difficoltà, da parte delle istituzioni, nellaffrontare un percorso di sviluppo coerente con la logica dellintegrazione degli interventi in modo da creare le condizioni per una crescita economica duratura. specifiche azioni Lemissione di bandi per la concessione di contributi risulta vanificata se non opportunamente accompagnata da specifiche azioni, sia di carattere economico e sia di carattere sociale, che riconducano la crescita economica ad una dimensione territoriale degli interventi. In altre parole lo sviluppo economico non può prescindere da: Inoltre, la politica dellattrazione di imprese esterne al territorio regionale potrebbe essere vanificata se non si attua un efficace sistema di controllo basato sulla premialità e sulla sanzione, in modo da prevenire fenomeni speculativi o comunque legati temporaneamente agli incentivi pubblici.

68 il più alto costo del denaro; alto livello delle sofferenze bancarie; leccessiva frammentazione del settore. Sistema creditizio 1 20/23 La Provincia di Cosenza presenta un sistema creditizio che la pone in cima alle province italiane per: obiettiva difficoltà di accesso al credito Ciò determina una obiettiva difficoltà di accesso al credito da parte del tessuto imprenditoriale locale.

69 Nessun problema 32,7% Richiesta di garanzie eccessive 33,3% Costo del denaro elevato 18,7 % Difficoltà nel produrre la documentazione richiesta 4,0 % Situazione economica e finanziaria non apprezzata 1,3 % Scarsa comprensione delle esigenze aziendali 2,7 % Tempi lunghi di attesa e di erogazione del finanziamento 6,0 % Mancanza di consulenza da parte della banca 1,3 % Sistema creditizio 2 21/23 maggiori problemi I maggiori problemi rilevati, da una recente indagine Eurispes, nellottenere finanziamenti bancari da parte degli imprenditori sono:

70 si presta maggiore attenzione alla consistenza patrimoniale degli affidati; si presta maggiore attenzione ai rapporti di conoscenza instaurati con i clienti; si praticano prestiti a medio termine con elevati tassi di interesse Sistema creditizio 3 22/23 Il sistema bancario della Provincia tende a razionalizzare il credito ai soggetti meritevoli e a non concedere prestiti a lungo periodo infatti: basarsi sulle idee di business dei clienti; creare prodotti finanziari personalizzati; facilitare lerogazione di finanziamenti per progetti fondati sulle capacità reddituali prospettiche dimostrate dallimpresa; favorire la nascita e il rafforzamento di strumenti finanziari innovativi; implementare lutilizzo di strumenti solidaristici, come i consorzi fidi; far si che la banca diventi il primo consulente dellimpresa; costruire un sistema informativo bancario integrato che contribuisca a ridurre il costo di acquisto delle informazioni e ad accrescere la loro significatività e adeguatezza rispetto alla tipologia di clientela da valutare Il ruolo del sistema creditizio si colloca al centro del dibattito sulle politiche di sviluppo territoriale. E necessario un cambiamento del sistema bancario, in particolare i provvedimenti da adottare al fine di adeguare il sistema finanziario ai bisogni del tessuto produttivo sono:

71 l80% dei soggetti intervistati ha dichiarato di non aver mai usufruito delle convenzioni stipulate dalle associazioni di categoria; il 9% non conosce le opportunità offerte dalle associazioni. Sistema creditizio 4 23/23 attivitàassociazioni di categoria Un altro aspetto interessante riguarda le attività svolte dalle associazioni di categoria dirette a sostenere e agevolare le imprese nellaccesso ai servizi di finanziamento. Dallindagine Eurispes risulta che: · Misure a favore dei consorzi di garanzia collettiva fidi in agricoltura; · Legge Regionale 26/febbraio/2003; · Realizzazione di uno studio per la progettazione esecutiva degli strumenti di ingegneria finanziaria per il settore agricolo ed agro- industriale –Misura 4.19 del POR. Nella programmazione regionale studiata sono stati individuati due bandi che riguardavano il sistema creditizio:

72 SISTEMI ISTITUZIONALI

73 Il Progetto Integrato Territoriale (PIT) rappresenta una delle modalità ordinarie dattuazione della programmazione regionale.I principi su cui si fonda sono: Programmazione dal basso; Integrazione delle operazioni per il conseguimento della strategia di sviluppo; I fondi di finanziamento dei PIT possono essere attinti da: Fondi ordinarie (leggi nazionali, Bilanci della Regione, delle Province e dei Comuni); Fondi straordinari (fondi strutturali e diniziativa Comunitaria); Fondi privati. La risorsa finanziaria di maggiore consistenza è rappresentata dai fonti POR Calabria con la seguente ripartizione: FESR Meuro FEOGA Meuro FSE Meuro SFOP 52.4 Meuro PIT 1 1/16

74 elementi portanti Gli elementi portanti sono tre: 1.lidea strategica di sviluppo, che costituisce lobiettivo da conseguire attraverso lazione sul territorio; 2.il concetto di integrazione progettuale, finalizzata al più efficace ed efficiente conseguimento dellobiettivo; 3.la dimensione e il riferimento territoriale del complesso delle azioni programmate. costruzione e il funzionamento La costruzione e il funzionamento dei PIT dipende dal: Coinvolgimento attivo dei sindaci; Dialogo istituzionale tra Regione, Provincia, Comuni e Comunità Montane; Rapporto con altre componenti territoriali coinvolte nel processo di sviluppo. due livelli di governo e gestione Si distinguono due livelli di governo e gestione: 1.Uno centrale che consente il coordinamento e il controllo delle attività dei PIT; 2.Uno locale che coincide con larea PIT che consente lo sviluppo delle attività di programmazione e spesa dei fonti. Lapproccio seguito dal Pit si basa sul presupposto che lo sviluppo economico e sociale di unarea è fortemente correlato al grado di coinvolgimento e responsabilizzazione delle istituzioni nel processo di individuazione ed attuazione delle linee strategiche. PIT 2 2/16

75 PIT 1ALTO TIRRENO COSENTINO PIT 2MEDIO TIRRENO COSENTINO PIT 3POLLINO PIT 4ALTO JONIO COSENTINO PIT 5VALLE DEL CRATI PIT 6SILA JONICA PIT 7BASSO TIRRENO COSENTINO PIT 8SERRE COSENTINE PIT 9SILA PIT 10SAVUTO PIT 3 3/16 LE AREE PIT IN PROVINCIA DI COSENZA La definizione delle aree Pit, si è avuta dopo un intenso periodo di concertazione e accordi di partenariato ed ha tenuto conto delle caratteristiche di omogeneità economica, sociale, o più semplicemente, orografica. Calabria23 aree PIT Provincia di Cosenza10 In Calabria sono state individuate 23 aree PIT con altrettante Consulte Economiche e Sociali. In Provincia di Cosenza i Pit Presenti sono 10:

76 I PIT della Provincia di Cosenza

77 ALTO TIRRENO COSENTINO PIT 1 ALTO TIRRENO COSENTINO Lidea strategica consiste: nella trasformazione dei singoli elementi del patrimonio naturalistico, storico, artistico, culturale ed enogastronomico sia sulla costa sia sulle zone interne in un sistema locale di offerta turistica (SLOT); nellaumentare il target di offerta delle località costiere al fine di avere una minore utilizzazione ed una maggiore salvaguardia delle risorse naturali ed ambientali; nella riqualificazione urbanistica attraverso il recupero dei centri storici, nel miglioramento dei collegamenti tra le aree costiere ed interne e nella creazione di infrastrutture a sostegno dei servizi alle persone. Copertura Centri Impiego CPI, 1 ULC, 2 IL Lav. Irr. - % Disoc. 34,3 Dispon. Finanz. 2,6% Abitanti Comuni 14 PIT 4 4/16

78 MEDIO TIRRENO COSENTINO PIT 2 MEDIO TIRRENO COSENTINO Lidea strategica consiste: Nellavviare un intenso processo di sviluppo socioeconomico del territorio mirando al potenziamento del settore turistico prevalentemente tramite la destagionalizzazione dei flussi turistici, la valorizzazione delle aree interne e limplementazione di nuove offerte di servizi sociali atti a frenare labbandono dei centri storici dei comuni dellarea attraverso due specifiche attività di policy: a)Limpegno nel valorizzare e riorganizzare le risorse locali (patrimonio naturale, siti archeologici, monumenti, centri storici) e le attività economiche ad esse connesse (turismo, agricoltura, servizi, artigianato, pesca). b)Tendere al contenimento del depauperamento demografico mediante interventi volti al miglioramento della qualità della vita nellarea PIT. Copertura Centri Impiego CPI, ULC 3 IL Lav. Irr. 30% % Disoc. 34,2 Dispon. Finanz. 3,3% Abitanti Comuni 16 PIT 5 5/16

79 POLLINO PIT 3 POLLINO Lidea strategica Lidea strategica è stata definita assumendo come criteri-guida lindividuazione dei livelli di eccellenza per la creazione di un sistema integrato di turismo sostenibile: 1.nuclei storici di antica formazione; 2.aree naturali; 3.struttura produttiva. Il progetto di sviluppo locale assume come riferimenti il quadro complessivo delle risorse endogene e la struttura socio-economica che se integrate, in una logica di sistema, concorreranno alla creazione del sistema economico turismo sostenibile. Copertura Centri Impiego 1 CPI,ULC 6 IL Lav. Irr. 45% % Disoc. 30 Dispon. Finanz. 3,1% Abitanti Comuni 13 PIT 6 6/16

80 ALTO JONIO COSENTINO PIT 4 ALTO JONIO COSENTINO Lidea strategica La strategia dintervento punta a ricondurre il mix diversificato di risorse di cui gode lintera area in un sistema integrato di offerta territoriale identificato sotto il marchio Sibari. Gli obiettivi generali del disegno strategico consistono in quattro punti: 1.Valorizzare e mettere a sistema le risorse archeologiche e storiche culturali dellarea; 2.Sostenere il recupero e la valorizzazione degli insediamenti urbani; 3.Sostenere limprenditorialità giovanile e femminile; 4.Sviluppare le attività economiche in unottica di filiera (artigianato tipico, produzioni agroalimentari, turismo di qualità, ecc.). Copertura Centri Impiego 1 CPI, 2 ULC 6 IL Lav. Irr. 30% % Disoc. 37% Dispon. Finanz. 7.7% Abitanti Comuni 24 PIT 7 7/16

81 VALLE CRATI PIT 5 VALLE CRATI Lidea strategica Le azioni per listituzione del Sistema Valle Crati mirano a definire una strategia di sviluppo volta alla valorizzazione delle attività agricole ed agroindustriali esistenti condotte in modo innovativo e consortile, alla tutela ed alla riproduzione delle risorse ambientali, allo sviluppo del turismo sostenibile, alla valorizzazione dei beni culturali ed archeologici dellarea e alla tutela del patrimonio rurale rivalutato dalle produzioni biologiche. La realizzazione degli interventi mira alla creazione di un marchio di qualità del territorio. Copertura Centri Impiego 1 CPI, 1 ULC 6 IL Lav. Irr. 30% % Disoc. 37.9% Dispon. Finanz. 5.4% Abitanti Comuni 17 PIT 8 8/16

82 SILA JONICA PIT 6 SILA JONICA Lidea strategica Lidea strategica consiste nellorientare lo sviluppo del territorio verso la produzione di unofferta turistica diversificata e integrata sulla base delle vocazioni, delle potenzialità, della presenza di beni ambientali, monumentali, archeologici. Tale sistema si integra con la trasformazione e valorizzazione dellagricoltura e della zootecnia, dellagroalimentare, della PMI ecocompatibile, dellartigianato. Copertura Centri Impiego 1 CPI, 0 ULC 5 IL Lav. Irr. 20% % Disoc. 37% Dispon. Finanz. 2.8% Abitanti Comuni 13 PIT 9 9/16

83 BASSO TIRRENO COSENTINO PIT 7 BASSO TIRRENO COSENTINO Lidea strategica La strategia del pit basso tirreno punta su tre azioni: 1.Accrescere la realtà economica tramite la sviluppo dei principali settori produttivi caratteristici dellarea (turismo, agroalimentare, artigianato); 2.Valorizzare e rafforzare lidentità culturale; 3.Recuperare la qualità ambientale, promuovere la cultura del recupero e gli standard di vita, sviluppare la capacità di relazione ed integrazione con le realtà territoriali esterne. Sono previsti numerosi interventi per lo sviluppo territoriale attuando iniziative di sensibilizzazione ambientale e miglioramenti infrastrutturali. Copertura Centri Impiego 1 CPI, 1 ULC 1 IL Lav. Irr. % % Disoc. 34,7 Dispon. Finanz. 2,6% Abitanti Comuni 12 PIT 10 10/16

84 SERRE COSENTINE PIT 8 SERRE COSENTINE Lidea strategica Le particolarità territoriali del PIT Serre Cosentine contraddistinguono il Progetto rispetto alle altre strategie PIT della Provincia. La strategia mira a qualificare e mettere in relazione le risorse territoriali, al fine di accrescere le qualità competitive e migliorare lofferta di territorio, nonché di rafforzare lidentità e la coesione sociale del sistema locale. Le linee dazione principali sono: a)Rafforzare, in unottica di rete corta territoriale integrata, lidentità culturale collettiva, migliorare la qualità della vita, aumentare la coesione sociale; b)Potenziare e qualificare il sistema produttivo dellarea migliorando i servizi alle imprese, effettuando investimenti innovativi, messa in rete dei servizi connessi alla RS&T, al fine di promuovere un sistema distrettuale integrato di knowledge. Copertura Centri Impiego 1 CPI, 0 ULC 1 IL Lav. Irr. - % Disoc. 30.8% Dispon. Finanz. 6.3% Abitanti Comuni 16 PIT 11 11/16

85 SILA PIT 9 SILA Lidea strategica La strategia consiste nellassumere il territorio, in tutte le sue componenti, come risorsa non riproducibile e conseguentemente sviluppare azioni e iniziative sostenibili in termini ambientali, economici e sociali finalizzate allemersione di nuovi profili innovativi dellidentità territoriale attraverso la cornice della costituzione del Sistema Turistico Locale. Su questo orientamento si distinguono due differenti livelli operativi: a)Azioni di sistema e di miglioramento del contesto territoriale per favorire lo sviluppo socioeconomico; b)Azioni verticali finalizzate a innovare e integrare le filiere produttive e consolidare le filiere con elevate potenzialità occupazionali. Copertura Centri Impiego 1 CPI, 1 ULC 3 IL Lav. Irr. 22% % Disoc. 35.8% Dispon. Finanz. 2.9% Abitanti Comuni 11 PIT 12 12/16

86 SAVUTO PIT 10 SAVUTO Lidea strategica La strategia del Pit Savuto è quella di ricomporre il contesto fragile promuovendo un nuovo quadro di sviluppo sostenibile ed integrato, larea, infatti, sotto il profilo economico produttivo non presenta specializzazioni forti che da sole possano fare da volano per lo sviluppo darea, ma se solo le diverse micronicchie (agroalimentare-artigianato-turismo) fossero integrate tra loro, potrebbero produrre un reddito adeguato e sostenere loccupazione locale. Gli obiettivi generali di questa strategia saranno rivolti al recupero dellimmagine dellofferta locale tramite: 1.il sostegno delle PMI con particolare riferimento alle attività della tradizione (artigianato e agroalimentare), allattrazione di nuove imprese nel territorio, alla creazione di neo-imprenditorialità giovanile e femminile; 2.lo sviluppo del settore turismo e tempo libero di nicchia; 3.la creazione di un sistema di accoglienza socio-sanitario post-ospedaliero e per la terza età. Comuni 19 Abitanti Dispon. Finanz. 1,6% % Disoc. 35,1 Lav. Irr. 25% Copertura Centri Impiego CPI, 1 ULC 3 IL PIT 13 13/16

87 OSSERVAZIONI Nellinsieme i territori dei 10 PIT della provincia di Cosenza presentano le stesse caratteristiche territoriali e socio-economiche che hanno indotto alla realizzazione delle medesime strategie di sviluppo locale. In particolare, lattenzione maggiore è stata concentrata sul: Settore turistico integrato in una logica di tutela ambientale, recupero dei centri storici e deccellenza, salvaguardia del patrimonio artistico e culturale; Settore agroalimentare attraverso implementazione della qualità e il rafforzamento delle filiere produttive; Sviluppo e valorizzazione dellartigianato tipico e di qualità. Questi settori tendono ad integrarsi, in alcuni PIT, attraverso la creazione di marchi territoriali. Tuttavia… PIT 14 14/16

88 …si riscontrano alcune criticità: Nelle strategie di sviluppo la risoluzione dei problemi relativi alloccupazione vengono affrontati in maniera latente; Gli obiettivi specifici sono scarsamente integrati con lidea strategica di sviluppo che sintende perseguire: il ricorso ad un maggior numero di misure del POR non sempre coincide con interventi finalizzati ad un unico disegno strategico; Allinterno di ogni area PIT non sono definiti quegli ambiti territoriali dai quali far partire le direttrici dello sviluppo per il conseguimento dellidea strategica; Non risulta alcuna distinzione temporale degli interventi che sintendono realizzare indispensabile per una maggiore efficacia ed economicità dellidea progettuale; Non risulta una assegnazione dei compiti e degli interventi che i singoli comuni andranno a assolvere allinterno dell area; Alcuni partenariati sono molto ristretti. Il partenariato dovrebbe essere il più ampio possibile coinvolgendo anche le rappresentanze del terzo settore e lassociazionismo locale per la condivisione strategica degli obiettivi del progetto; PIT 15 15/16

89 Da una prima analisi degli specifici interventi che sintendono realizzare, prevale la sensazione che le istituzioni coinvolte tendono ad effettuare interventi di ordinaria amministrazione piuttosto che effettuare una progettazione innovativa e strutturata; La comunicazione tra i PIT, soprattutto tra quelli confinanti, è praticamente assente. Questo potrebbe comportare, ad esempio, la realizzazione di interventi in un determinato PIT, che rischiano di essere incompatibili con quelli dei PIT adiacenti; Lassomiglianza delle strategie tra i PIT rischia di realizzare opere e interventi molto simili concentrati in piccole aree territoriali, determinando situazioni di sovrautilizzazione delle risorse, da una parte, e di sottoutilizzazione delle risorse dallaltra; Bisognerebbe prevedere il coinvolgimento più attivo del partenariato prevedendo anche lapporto di mezzi finanziari. Bisognerebbe stimolare la progettualità privata per favorire lo sviluppo del territorio e per dare coerenza alle iniziative pubbliche. PIT 16 16/16

90 CONCLUSIONI

91 innumerevoli opportunità La Provincia di Cosenza ha delle innumerevoli opportunità da sfruttare e coordinare per la rivitalizzazione del territorio: formazione e qualità delle competenze, (la provincia dispone di risorse umane qualificate a basso costo rispetto alla media nazionale, che tuttavia in larga misura trovano lavoro fuori dalla regione, con conseguenze sulloccupazione locale); localizzazione delle attività produttive, (il territorio presenta un numero consistente di aree industriali a basso costo). 1/3

92 Ciò potrà attuarsi se si realizzerà unazione forte e incisiva di coordinamento del sistema territoriale. Il nuovo modo di vedere lo sviluppo della provincia è quello di ragionare per vocazioni produttive e socioeconomiche delle aree mettendo in luce le singole caratteristiche territoriali allinterno delle principali tematiche delle strategie di sviluppo. Necessitano quindi in primo luogo politiche dintegrazione degli interventi favorite dallalto dagli attori istituzionali (Regione e Provincia) ma determinati da approcci economici e politici scaturiti dalle realtà sub- territoriali. Ciò di cui necessita lintero sistema territoriale è: di una politica integrata di gestione del territorio; dellindividuazione delle direttrici portanti dello sviluppo. 2/3

93 3/3 Il territorio Provinciale deve puntare : a)Sul coinvolgimento degli attori locali; b)Su nuove forme di progettazione degli interventi di sviluppo locale che producano effetti immediati sul territorio; c)Avvalersi di tutte le strutture di supporto, sia per fare da collante tra i vari attori locali e sia per indirizzarli nei processi decisionali.


Scaricare ppt "Novembre 2003. RICERCHE DESK RISORSE NATURALI RISORSE CULTURALI RISORSE UMANE SISTEMI TERRITORIALI SISTEMI PRODUTTIVI SISTEMI ISTITUZIONALI."

Presentazioni simili


Annunci Google