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COLLEGIO DEI DOCENTI Formula proposta al Capo di Istituto per la formazione, la composizione delle classi e lassegnazione ad essa dei docenti; Formula.

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2 COLLEGIO DEI DOCENTI Formula proposta al Capo di Istituto per la formazione, la composizione delle classi e lassegnazione ad essa dei docenti; Formula proposta al Capo di Istituto per la formazione, la composizione delle classi e lassegnazione ad essa dei docenti; Formula proposta al Capo di Istituto per la formulazione dellorario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche;& Formula proposta al Capo di Istituto per la formulazione dellorario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche;& Delibera la suddivisione dellanno scolastico in trimestri o quadrimestri; Delibera la suddivisione dellanno scolastico in trimestri o quadrimestri; Valuta periodicamente landamento dellofferta formativa e adotta eventuali accorgimenti correttivi per migliorarne lefficacia; Valuta periodicamente landamento dellofferta formativa e adotta eventuali accorgimenti correttivi per migliorarne lefficacia; Provvede alladozione dei libri di testo, sentiti i consigli di classe;ù Provvede alladozione dei libri di testo, sentiti i consigli di classe;ù Provvede alladozione dei sussidi didattici nei limiti delle disponibiltà finanziarie indicate dal consiglio di istituto. Provvede alladozione dei sussidi didattici nei limiti delle disponibiltà finanziarie indicate dal consiglio di istituto. Adotta nellambito delle proprie competenze le iniziative di sperimentazione; Adotta nellambito delle proprie competenze le iniziative di sperimentazione; Promuove iniziative di aggiornamento dei docenti; Promuove iniziative di aggiornamento dei docenti; Elegge i propri rappresentanti nel C.di Istituto; Elegge i propri rappresentanti nel C.di Istituto; Elegge i docenti nel comitato di valutazione del servizio del personale docente; Elegge i docenti nel comitato di valutazione del servizio del personale docente; Programma e attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di Handicap; Programma e attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di Handicap;

3 CONSIGLIO DI CLASSE Formula proposta in ordine allazione educativa e didattica e a iniziative di sperimentazione ; Formula proposta in ordine allazione educativa e didattica e a iniziative di sperimentazione ; Agevola ed estende i rapporti reciproci tra docenti, genitori e alunni; Agevola ed estende i rapporti reciproci tra docenti, genitori e alunni; Esercita le competenze in materia di programmazione valutazione e sperimentazione; Esercita le competenze in materia di programmazione valutazione e sperimentazione; Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dalle leggi e dai regolamenti alle sue competenze; Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dalle leggi e dai regolamenti alle sue competenze; Collabora alla formazione del POF globale della scuola; Collabora alla formazione del POF globale della scuola; Irroga le sanzioni disciplinari in base al regolamento di Istituto. Si riunisce per le valutazioni periodiche e finali alla presenza dei docenti. Irroga le sanzioni disciplinari in base al regolamento di Istituto. Si riunisce per le valutazioni periodiche e finali alla presenza dei docenti.

4 DIRIGENTE SCOLASTICO PRESIEDE PRESIEDE IL COLLEGIO DEI DOCENTI I CONSIGLI DI CLASSE LA GIUNTA ESECUTIVA CURA LESECUZIONE DELLE DELIBERE DEGLI ORGANI COLLEGIALI CURA LESECUZIONE DELLE DELIBERE DEGLI ORGANI COLLEGIALI FORMA LE CLASSI FORMA LE CLASSI ASSEGNA I DOCENTI ALLE CLASSI ASSEGNA I DOCENTI ALLE CLASSI PROMUOVE, NEL RISPETTO DELLE COMPETENZE DEGLI ORGANI COLLEGIALI, LE ATTIVITA DIDATTICHE, DI SPERIMENTAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROMUOVE, NEL RISPETTO DELLE COMPETENZE DEGLI ORGANI COLLEGIALI, LE ATTIVITA DIDATTICHE, DI SPERIMENTAZIONE E DI AGGIORNAMENTO TIENE I RAPPORTI CON LE AUTORITA, SCOLASTICHE E NON TIENE I RAPPORTI CON LE AUTORITA, SCOLASTICHE E NON CURA LESECUZIONE DELLE NORME GIURIDICHE CHE PRESIEDONO AL FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA CURA LESECUZIONE DELLE NORME GIURIDICHE CHE PRESIEDONO AL FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA

5 ORGANIZZAZIONE DIDATTICA La scuola è unorganizzazione che deve confrontarsi con lambiente esterno perché in esso nasce la domanda del servizio e perché è sede di risorse umane, strumentali e finanziarie

6 LA SCUOLA E UNAZIENDA? I RISULTATI DELLA SCUOLA, IN TERMINI DI SUCCESSO O INSUCCESSO, SI POSSONO CONSIDERARE DEI PRODOTTI?

7 ANALISI DEI BISOGNI LAMBIENTE ESTERNO E SEDE DI BISOGNI CHE VANNO RILEVATI E INTERPRETATI LAMBIENTE ESTERNO E SEDE DI BISOGNI CHE VANNO RILEVATI E INTERPRETATI

8 LA SCUOLA STRUTTURA LA DOMANDA E LA TRASFORMA IN OFFERTA LAMBIENTE ACCOGLIE LOFFERTA ESPRIME VALUTAZIONI ESPRIME VALUTAZIONI LA SCUOLA SI RIORGANIZZA PER MIGLIORARE PER MIGLIORARE LOFFERTA FORMATIVA

9 LA SCUOLA PRODUCE UN BENE IMMATERIALE ESSO NON PUO ESSERE STANDARDIZZATO O PROCEDURALIZZATO IN QUANTO E CONDIZIONATO DALLA PARTECIPAZIONE DELLUTENTE

10 CONTINUO PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE IN TERMINI DI SODDISFAZIONE DELLUTENTE EFFICACIA DEL SERVIZIO

11 LA SCUOLA CONTROLLA I PROPRI PRODOTTI ATTIVA PROCESSI DI VALUTAZIONE INTERNA ED ESTERNA PROCESSI

12 CONTROLLO ORGANIZZATIVO PROCESSO DI COMPARAZIONE TRA UNO STATO EFFETTIVO E REALE ED UNO STATO ATTESO E PROGETTATO

13 LA SCUOLA E IL POF Debolezza del modello organizzativo della scuola autonoma, soprattutto nella sua articolazione funzionale ( si spendono molte energie sulla fase progettuale) Debolezza del modello organizzativo della scuola autonoma, soprattutto nella sua articolazione funzionale ( si spendono molte energie sulla fase progettuale)

14 LA SCUOLA E IL POF POF molto articolati ma nella fase attuativa poca coerenza e unitarietà tra le azioni dei singoli docenti ed il disegno unitario, ma anche tra il POF e il piano annuale POF molto articolati ma nella fase attuativa poca coerenza e unitarietà tra le azioni dei singoli docenti ed il disegno unitario, ma anche tra il POF e il piano annuale

15 LA SCUOLA E IL POF Al Dirigente Scolastico è affidata lunitarietà della gestione dellistituto il quale ha, pertanto, il compito di cogliere gli aspetti di interconnessione tra i diversi ruoli allinterno della scuola: Al Dirigente Scolastico è affidata lunitarietà della gestione dellistituto il quale ha, pertanto, il compito di cogliere gli aspetti di interconnessione tra i diversi ruoli allinterno della scuola: D.S. – Docenti – D.S.G.A. – Collegio dei Docenti – C.d.I. – R.S.U.

16 LA SCUOLA E IL POF Nel POF si riversa il risultato della competenza e della responsabilità dei singoli attori Nel POF si riversa il risultato della competenza e della responsabilità dei singoli attori

17 LA SCUOLA E IL POF POF strumento di progettazione, di realizzazione e controllo dellattività della scuola POF strumento di progettazione, di realizzazione e controllo dellattività della scuola

18 LA SCUOLA E IL POF La gestione della scuola è complessa in quanto eroga un servizio complesso soprattutto perché a realizzare lofferta formativa nei contenuti dellinsegnamento sono i docenti che godono di grande discrezionalità nel momento dellerogazione del servizio. La gestione della scuola è complessa in quanto eroga un servizio complesso soprattutto perché a realizzare lofferta formativa nei contenuti dellinsegnamento sono i docenti che godono di grande discrezionalità nel momento dellerogazione del servizio.

19 LA SCUOLA E IL POF Coordinamento, quindi, più serrato sul versante delle attività didattiche degli insegnanti ed anche tra queste e le attività amministrative collegate con la progettazione contenuta nel programma annuale. Coordinamento, quindi, più serrato sul versante delle attività didattiche degli insegnanti ed anche tra queste e le attività amministrative collegate con la progettazione contenuta nel programma annuale.

20 LA SCUOLA E IL POF Evitare che nella fase realizzativa ogni attore faccia il proprio gioco, attivando comportamenti basati su bisogni ed interessi personali che si contrappongono alle promesse progettuali Evitare che nella fase realizzativa ogni attore faccia il proprio gioco, attivando comportamenti basati su bisogni ed interessi personali che si contrappongono alle promesse progettuali

21 LA SCUOLA E IL POF Partire dal presupposto che non potrà esserci piena corrispondenza tra progetto e realizzazione perché non cè alcun meccanismo che la possa garantire. La stesura, pertanto, e la realizzazione del piano annuale dovrà tenere conto di questa evidenza, coniugando in modo adeguato i diversi strumenti di flessibilità Partire dal presupposto che non potrà esserci piena corrispondenza tra progetto e realizzazione perché non cè alcun meccanismo che la possa garantire. La stesura, pertanto, e la realizzazione del piano annuale dovrà tenere conto di questa evidenza, coniugando in modo adeguato i diversi strumenti di flessibilità

22 LA SCUOLA E IL POF Progettare bene il POF è un buon punto di partenza a patto di non considerare il progetto in modo molto rigido Progettare bene il POF è un buon punto di partenza a patto di non considerare il progetto in modo molto rigido

23 LA SCUOLA E IL POF Nella fase di realizzazione possiamo individuare alcuni aspetti che ne determinano il successo o linsuccesso : Nella fase di realizzazione possiamo individuare alcuni aspetti che ne determinano il successo o linsuccesso : 1. Caratteristiche dellambiente: solo la compatibilità tra le variabili ambientali e le ipotesi su cui si basa il progetto permette di andare avanti, altrimenti il progetto va riprogettato e rimodellato 2. Presidi operativi predisposti durante le fasi di progettazione 3. Flessibilità di cui dispone lorganizzazione

24 4. Coordinamento nella fase esecutiva necessario per affrontare in itinere le dovute variazioni in quanto gli obiettivi del POF sono necessariamente generali e poco operativi e la condivisione è sempre frutto di compromessi. In questo caso il coordinamento è di natura negoziale teso alla soluzione di conflitti e/o di discrasie su alcuni aspetti pratici come ad esempio tra livello amministrazione e livello didattico 5. Le persone tendono, come individui e come gruppi, ad agire anche in funzione di motivazioni e di obiettivi extra-organizzativi. Questa tendenza presente in tutte le organizzazioni di lavoro, si presenta in modo fortemente disfunzionale, anche perché il sistema incentivi e disincentivi, premi e sanzioni, non è tale da potere orientare lefficacia realizzativa. Pertanto anche in questo caso sono indispensabili le azioni di coordinamento LA SCUOLA E IL POF

25 Costituzioni di gruppi di lavoro o gruppi di progetto che seguano i singoli progetti in tutte le fasi della loro attuazione. Costituzioni di gruppi di lavoro o gruppi di progetto che seguano i singoli progetti in tutte le fasi della loro attuazione. Figure strumentali al POF che devono coordinare le attività ed i progetti piuttosto che realizzarli. Figure strumentali al POF che devono coordinare le attività ed i progetti piuttosto che realizzarli.

26 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI Tutti i soggetti debbono lavorare per processi dunque lorganizzazione deve essere centrata sui processi. Questo modo di lavorare, che impone il superamento della tradizionale divisione dei compiti per funzioni o per gerarchia, fa emergere due importanti questioni: Tutti i soggetti debbono lavorare per processi dunque lorganizzazione deve essere centrata sui processi. Questo modo di lavorare, che impone il superamento della tradizionale divisione dei compiti per funzioni o per gerarchia, fa emergere due importanti questioni: 1. I confini dellautonomia dei singoli ruoli 2. Come mettere insieme queste autonomie

27 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI La prima questione si risolve con labbattimento della rigidità di interpretazione dei ruoli così il D.S.G.A. non può estraniarsi (o farsi estraniarsi) dalla didattica, diventando il mero esecutore amministrativo della stessa. La prima questione si risolve con labbattimento della rigidità di interpretazione dei ruoli così il D.S.G.A. non può estraniarsi (o farsi estraniarsi) dalla didattica, diventando il mero esecutore amministrativo della stessa.

28 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI Gli insegnanti, e soprattutto quelli che partecipano con funzioni gestionali, non possono disconoscere o disinteressarsi agli amministrativi alla base della gestione finanziaria del POF Gli insegnanti, e soprattutto quelli che partecipano con funzioni gestionali, non possono disconoscere o disinteressarsi agli amministrativi alla base della gestione finanziaria del POF

29 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI E importante che Il D.S. non si assuma da solo la responsabilità di fare da ponte tra le due diverse competenze: didattica ed amministrativa. Pertanto il lavoro deve essere sviluppato in team e i soggetti non devono sentirsi prigionieri nel proprio ruolo ed operare in una logica di settore. E importante che Il D.S. non si assuma da solo la responsabilità di fare da ponte tra le due diverse competenze: didattica ed amministrativa. Pertanto il lavoro deve essere sviluppato in team e i soggetti non devono sentirsi prigionieri nel proprio ruolo ed operare in una logica di settore.

30 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI La seconda questione riguarda soprattutto i docenti e il coordinamento delle azioni didattiche che trovano la loro comune radice nel POF. La seconda questione riguarda soprattutto i docenti e il coordinamento delle azioni didattiche che trovano la loro comune radice nel POF. Il Collegio è il luogo delle decisioni formali attraverso le delibere ma non è il luogo della ideazione del progetto della scuola né quello della sua realizzazione. Il Collegio è il luogo delle decisioni formali attraverso le delibere ma non è il luogo della ideazione del progetto della scuola né quello della sua realizzazione.

31 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI Se il Collegio non fosse supportato dalla microcollegialità dei Consigli di Classe, dei Dipartimenti disciplinari, dalle Unità Organizzative sarebbe affidato esclusivamente alla libera interpretazione dei docenti. Se il Collegio non fosse supportato dalla microcollegialità dei Consigli di Classe, dei Dipartimenti disciplinari, dalle Unità Organizzative sarebbe affidato esclusivamente alla libera interpretazione dei docenti. Nei gruppi i docenti si confrontano e si coordinano costantemente realizzando unofferta formativa coordinata, integrata e cooperativa. Nei gruppi i docenti si confrontano e si coordinano costantemente realizzando unofferta formativa coordinata, integrata e cooperativa. In questa modalità di lavoro, si allargano le competenze gestionali dei docenti e ciò deve essere interpretato come lo snodo criticosu cui si regge lefficacia del processo realizzativo del progetto della scuola. In questa modalità di lavoro, si allargano le competenze gestionali dei docenti e ciò deve essere interpretato come lo snodo criticosu cui si regge lefficacia del processo realizzativo del progetto della scuola.

32 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI In questa prospettiva lattribuzione degli incarichi agli insegnanti e lincentivazione attraverso luso del Fondo dIstituto, se va dentro questa logica di efficacia organizzativa, diventa una leva potente per presidiare lintero processo. In questa logica non è importante se lattribuzione degli incarichi viene fatto a poche persone o a pioggia in quanto la scelta è motivata dal fatto che è finalizzata alla creazione di una struttura in grado di reggere il POF soprattutto in sede di realizzazione. In questa prospettiva lattribuzione degli incarichi agli insegnanti e lincentivazione attraverso luso del Fondo dIstituto, se va dentro questa logica di efficacia organizzativa, diventa una leva potente per presidiare lintero processo. In questa logica non è importante se lattribuzione degli incarichi viene fatto a poche persone o a pioggia in quanto la scelta è motivata dal fatto che è finalizzata alla creazione di una struttura in grado di reggere il POF soprattutto in sede di realizzazione.

33 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI In sintesi il processo di esecuzione può essere definito come sviluppo successivo o contemporaneo di azioni che coinvolgono ruoli e livelli gerarchici diversi, tra loro collegati da un nesso logico orientato verso un obiettivo/risultato comune In sintesi il processo di esecuzione può essere definito come sviluppo successivo o contemporaneo di azioni che coinvolgono ruoli e livelli gerarchici diversi, tra loro collegati da un nesso logico orientato verso un obiettivo/risultato comune

34 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI La realizzazione rispetto agli altri due fondamentali processi di gestione di unorganizzazione rappresenta la fase successiva alla progettazione e precedente al controllo: se a monte manca la progettazione e a valle il controllo, la fase esecutiva diventa fine a se stessa e priva di qualsiasi capacità di autoregolazione, in quanto non fa riferimento ad un disegno unitario (condizione necessaria per lefficacia nel raggiungimento) La realizzazione rispetto agli altri due fondamentali processi di gestione di unorganizzazione rappresenta la fase successiva alla progettazione e precedente al controllo: se a monte manca la progettazione e a valle il controllo, la fase esecutiva diventa fine a se stessa e priva di qualsiasi capacità di autoregolazione, in quanto non fa riferimento ad un disegno unitario (condizione necessaria per lefficacia nel raggiungimento)

35 Nel lavoro di gruppo gli attori, pur attraverso personali modelli di interpretazioni del ruolo, facciano bene la propria parte e soprattutto la sappiano mettere in rapporto con gli altri attori. Nel lavoro di gruppo gli attori, pur attraverso personali modelli di interpretazioni del ruolo, facciano bene la propria parte e soprattutto la sappiano mettere in rapporto con gli altri attori.

36 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI Lerogazione di un servizio non è soltanto il risultato della somma delle prestazioni di singoli operatori. Perché unorganizzazione produca servizi le persone devono sentire il lavoro come Comune cioè conosciuto e riconosciuto da tutti, perché più le persone si rappresentano in modo condiviso il servizio ed i suoi obiettivi, più il coordinamento diventa qualcosa di naturale non imposto da regole esterne e formali. Lerogazione di un servizio non è soltanto il risultato della somma delle prestazioni di singoli operatori. Perché unorganizzazione produca servizi le persone devono sentire il lavoro come Comune cioè conosciuto e riconosciuto da tutti, perché più le persone si rappresentano in modo condiviso il servizio ed i suoi obiettivi, più il coordinamento diventa qualcosa di naturale non imposto da regole esterne e formali.

37 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI Spesso le difficoltà di collaborazione tra operatori sono determinate non tanto dallambiguità dei compiti assegnati, quanto dal fatto che il proprio lavoro non viene collocato allinterno di un processo che prevede il lavoro degli altri. Spesso le difficoltà di collaborazione tra operatori sono determinate non tanto dallambiguità dei compiti assegnati, quanto dal fatto che il proprio lavoro non viene collocato allinterno di un processo che prevede il lavoro degli altri.

38 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI E per questa ragione che i docenti stanno ben lontani dal lavoro amministrativo, ritenendo burocrazia tutti gli adempimenti amministrativi loro richiesti. E per questa ragione che i docenti stanno ben lontani dal lavoro amministrativo, ritenendo burocrazia tutti gli adempimenti amministrativi loro richiesti. Per contro il personale amministrativo accusa di leggerezza molte richieste dei docenti che richiedono carichi di lavoro burocratico non immediatamente visibile alla maggior parte dei docenti. Per contro il personale amministrativo accusa di leggerezza molte richieste dei docenti che richiedono carichi di lavoro burocratico non immediatamente visibile alla maggior parte dei docenti.

39 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI LOrganizzazione, dunque, deve essere dotata di una sua identità distintiva, fatta di valori comuni, modi di agire e di pensare condivisi. LOrganizzazione, dunque, deve essere dotata di una sua identità distintiva, fatta di valori comuni, modi di agire e di pensare condivisi.

40 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI Il compito di costruire un sistema di valori comuni è una funzione primaria del Capo, il quale non solo deve indirizzare i processi, ma sostenerli durante la loro realizzazione, e, soprattutto, testimoniarli con il proprio comportamento operativo. Il compito di costruire un sistema di valori comuni è una funzione primaria del Capo, il quale non solo deve indirizzare i processi, ma sostenerli durante la loro realizzazione, e, soprattutto, testimoniarli con il proprio comportamento operativo.

41 ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI Il rendimento in termini di funzionamento concreto ed efficace della scuola, infatti, è direttamente proporzionale alla capacità del D.S. di entrare dentro i processi di lavoro in modo diretto e consapevole, utilizzando di volta in volta, il potere di posizione e il potere di relazione. Il rendimento in termini di funzionamento concreto ed efficace della scuola, infatti, è direttamente proporzionale alla capacità del D.S. di entrare dentro i processi di lavoro in modo diretto e consapevole, utilizzando di volta in volta, il potere di posizione e il potere di relazione. Il primo è legittimato da norme e contratti, il secondo si fonda sullautorevolezza della professionalità, della testimonianza personale di valori che per coloro che nella Pubblica Amministrazione svolgono un lavoro con finalità morali molto alte, come quelle affidate alla scuola, non possono essere fondati su una mera impostazione normativa. Il primo è legittimato da norme e contratti, il secondo si fonda sullautorevolezza della professionalità, della testimonianza personale di valori che per coloro che nella Pubblica Amministrazione svolgono un lavoro con finalità morali molto alte, come quelle affidate alla scuola, non possono essere fondati su una mera impostazione normativa.

42 ATTIVAZIONE CORSI DI RECUPERO Il Consiglio di Istituto su proposta del D.S., sentito il parere del Collegio,delibera lassegnazione di un certo numero di ore di recupero da gestire Il Consiglio di Istituto su proposta del D.S., sentito il parere del Collegio,delibera lassegnazione di un certo numero di ore di recupero da gestire Il consiglio di classe, su proposta del singolo docente o sullanalisi dellandamento didattico complessivo dellalunno, delibera sullopportunità di attivare i corsi di recupero disciplinari, o di recupero delle abilità di base o attività di approfondimento, designando il docente tenuto ad effettuare sulla base della sua disponibilità. Il consiglio di classe, su proposta del singolo docente o sullanalisi dellandamento didattico complessivo dellalunno, delibera sullopportunità di attivare i corsi di recupero disciplinari, o di recupero delle abilità di base o attività di approfondimento, designando il docente tenuto ad effettuare sulla base della sua disponibilità. Il consiglio può anche utilizzare corsi attivati da altri consigli di classe frequentati da pochi alunni. Il consiglio può anche utilizzare corsi attivati da altri consigli di classe frequentati da pochi alunni. Il docente designato comunica al D.S. la delibera del C.d.C. comunicando altresì il numero delle ore di recupero e il calendario. Il docente designato comunica al D.S. la delibera del C.d.C. comunicando altresì il numero delle ore di recupero e il calendario. Il D.S. nomina il docente specificando il numero delle ore di recupero che il C.d.C. ha deliberato e la enumerazione spettante. Il D.S. nomina il docente specificando il numero delle ore di recupero che il C.d.C. ha deliberato e la enumerazione spettante. Il docente preleva il registro dei recuperi e lo utilizza segnando le presenze degli alunni. Il docente preleva il registro dei recuperi e lo utilizza segnando le presenze degli alunni. Il docente a fine corso consegna il registro e presenta la sua relazione al C.d.C. con le valutazioni sugli allievi che hanno frequentato il corso. Il docente a fine corso consegna il registro e presenta la sua relazione al C.d.C. con le valutazioni sugli allievi che hanno frequentato il corso.

43 ATTIVAZIONE DI ATTIVITA DI LABORATORIO Il docente propone al Collegio lattività che ha intenzione di svolgere, curando che sia congruo con gli obiettivi e le finalità che la scuola si è data nel POF. Il docente propone al Collegio lattività che ha intenzione di svolgere, curando che sia congruo con gli obiettivi e le finalità che la scuola si è data nel POF. Il Collegio approva ed inserisce nel POF liniziativa. Il D.S. concorda con gli RSU i criteri di assegnazione degli incarichi. Il Collegio approva ed inserisce nel POF liniziativa. Il D.S. concorda con gli RSU i criteri di assegnazione degli incarichi. Il Consiglio dIstituto su proposta del D.S. approva il piano delle attività retribuita con il fondo dIstituto.Il docente fa richiesta al D.S. di attivare il laboratorio. Il Consiglio dIstituto su proposta del D.S. approva il piano delle attività retribuita con il fondo dIstituto.Il docente fa richiesta al D.S. di attivare il laboratorio. Il D.S., in relazione ai criteri concordati con gli RSU, affida lincarico al docente con nomina formale. Il D.S., in relazione ai criteri concordati con gli RSU, affida lincarico al docente con nomina formale. Il docente presenta un calendario delle attività tenendo conto delleventuale uso del laboratorio. Il docente presenta un calendario delle attività tenendo conto delleventuale uso del laboratorio. Il docente preleva un registro delle presenze alunni in magazzino ed in itinere deve prevedere un monitoraggio nel conseguimento dei risultati attesi. Il docente preleva un registro delle presenze alunni in magazzino ed in itinere deve prevedere un monitoraggio nel conseguimento dei risultati attesi. Il docente, alla fine del corso, riconsegna il registro e presenta la sua relazione al D.S. con la valutazione sullandamento del corso. Il docente, alla fine del corso, riconsegna il registro e presenta la sua relazione al D.S. con la valutazione sullandamento del corso.

44 PROCEDURE PER GLI SCAMBI DI CLASSE Il docente prende contatti con il corrispondente docente della scuola interessata allo scambio per stabilire nelle linee generali la fattibilità dello scambio e comunica al D.S. sulla possibilità dello scambio. Il D.S. incarica con nomina formale il docente ad effettuare le attività preliminari allo scambio. Il docente fa indagine sul costo del biglietto.Il D.S. si incontra con il corrispondente preside dellaltra scuola per la firma di un accordo nel quale vanno analizzati tutti gli aspetti organizzativi e gli obiettivi che ci si propone di raggiungere. Il docente prende contatti con il corrispondente docente della scuola interessata allo scambio per stabilire nelle linee generali la fattibilità dello scambio e comunica al D.S. sulla possibilità dello scambio. Il D.S. incarica con nomina formale il docente ad effettuare le attività preliminari allo scambio. Il docente fa indagine sul costo del biglietto.Il D.S. si incontra con il corrispondente preside dellaltra scuola per la firma di un accordo nel quale vanno analizzati tutti gli aspetti organizzativi e gli obiettivi che ci si propone di raggiungere. Il docente si relaziona con uno o più classi per verificare la disponibilità di un numero congruo di alunni per classe disponibili per lo scambio. Il C. d. C., sulla base del numero degli alunni disponibili ad effettuare lo scambio e degli obiettivi che si vogliono raggiungere, delibera sulliniziativa designando altresì i docenti accompagnatori tra coloro che hanno dato la loro disponibilità, verbalizzata nel registro dei verbali delle riunioni del consiglio di classe. Il D.S. nomina i docenti accompagnatori con atto formale. I docenti accompagnatori incontrano le famiglie per illustrare tutte le fasi dello scambio.I docenti acquisiscono le autorizzazioni dei genitori e le consegnano allufficio preposto. Lamministrazione si occupa della gara per il viaggio. Gli alunni fanno il versamento sella somma necessaria al viaggio. I docenti si preoccupano di distribuire i programmi e di mettere in contatto gli alunni con i corrispondenti. I docenti dovranno vigilare sul buon andamento dello scambio ed occuparsi della loro sistemazione nelle famiglie. I docenti a conclusione dovranno relazionare sullo scambio avvenuto al D.S. compilare la tabella di missione allegando copia della nomina e copia della relazione. Il docente si relaziona con uno o più classi per verificare la disponibilità di un numero congruo di alunni per classe disponibili per lo scambio. Il C. d. C., sulla base del numero degli alunni disponibili ad effettuare lo scambio e degli obiettivi che si vogliono raggiungere, delibera sulliniziativa designando altresì i docenti accompagnatori tra coloro che hanno dato la loro disponibilità, verbalizzata nel registro dei verbali delle riunioni del consiglio di classe. Il D.S. nomina i docenti accompagnatori con atto formale. I docenti accompagnatori incontrano le famiglie per illustrare tutte le fasi dello scambio.I docenti acquisiscono le autorizzazioni dei genitori e le consegnano allufficio preposto. Lamministrazione si occupa della gara per il viaggio. Gli alunni fanno il versamento sella somma necessaria al viaggio. I docenti si preoccupano di distribuire i programmi e di mettere in contatto gli alunni con i corrispondenti. I docenti dovranno vigilare sul buon andamento dello scambio ed occuparsi della loro sistemazione nelle famiglie. I docenti a conclusione dovranno relazionare sullo scambio avvenuto al D.S. compilare la tabella di missione allegando copia della nomina e copia della relazione.


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