La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione."— Transcript della presentazione:

1 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © IL DIVARIO COMPETITIVO USA - EUROPA

2 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © INTERPRETAZIONI –Il vantaggio fondato sul prodotto –Il vantaggio fondato sulla distribuzione –Il vantaggio fondato sui fattori esterni CONFRONTO FRA VARIABILI STRUTTURALI –differenze USA e UE –indici sulle scelte di allocazione –indici sul prodotto –indici sulle infrastrutture –analisi del punto di pareggio INTERPRETAZIONE RESOURCE BASED

3 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © IL VANTAGGIO FONDATO SUL PRODOTTO a)Teorie sulla dimensione del mkt interno –effetto del mercato interno: maggiore mkt, maggiori investimenti, maggiore attrazione di risorse b)Teorie sulla dimensione del mkt linguistico –a parità di altre condizioni, i consumatori preferiscono i film realizzati nella propria lingua –i film stranieri soffrono il cultural discount –la diffusione della lingua inglese minimizza il cd –non si spiegano i bassi investimenti in altri paesi anglofoni c)Teorie sulla specializzazione delle funzioni –maggior grado di divisione del lavoro e di specializzazione funzionale in USA –imprese che distinguono ruoli creativi e manageriali –figure professionali specializzate con competenze superiori

4 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © IL VANTAGGIO FONDATO SULLA DISTRIBUZIONE a)Teorie dellaccesso al mercato –il controllo della distribuzione nei vari mercati nazionali determina il successo delle produzioni estere –impedisce laccesso al mkt delle prod. nazionali –limita lo sviluppo del settore nazionale –non spiega il successo di film USA distribuiti da imprese locali b)Teorie del vantaggio di prima mossa –il controllo delle reti distributive a partire dalla Prima Guerra Mondiale, attraverso meccanismi collusivi, ha consentito il mantenimento di una posizione dominante –…ma agli inizi dellindustria erano gli Europei in posizione di vantaggio!

5 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © IL VANTAGGIO FONDATO SUI FATTORI ESTERNI a)Teorie della c.d. egemonia culturale –il vantaggio USA sarebbe la conseguenza della supremazia politica americana –avrebbe quindi origine al di fuori delle dinamiche del settore b)Teorie dellesposizione ripetuta –esternalità positive generate dal consumo di altri prodotti culturali USA e, in generale, connesse alla diffusione della cultura americana nel mondo –Alla base delle suddette teorie vi sarebbe un circolo virtuoso di cause, effetti e rafforzamento reciproco in cui risulta però difficile risalire allorigine

6 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © CONFRONTO FRA VARIABILI STRUTTURALI –Differenze USA – UE Popolazione: 275m vs 299m (D, F, GB, I, E) = +25m Biglietti: 1.420m vs 704m = -716m Incassi: $7.600m vs $3.700m = -$4.000m –Ci sono differenze strutturali in termini di: scelte di allocazione dei consumatori sistema di prodotto infrastrutture dellofferta

7 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Indici sulle scelte di allocazione: –tempo libero consumo pro-capite –USA: 5,2 biglietti –EU: 2,5 –reddito disponibile spesa pro-capite –USA: $27,8 –EU: $12,6

8 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Indici sul prodotto –Qualità del prodotto = potenziale di incassi, non valori estetici dipende dalla qualità degli input impiegati è funzione degli investimenti gli USA investono mediamente molto di più negli USA il numero dei film prodotti supera quello dei film distribuiti –scarto di prodotto (è il costo necessario a mantenere la selezione) –selezione efficace sovracapacità + incremento costi = dipendenza mkt internazionali potenziale autosufficienza USA in termini di volumi –Composizione dellofferta = ricambio di film distribuiti = numero film distribuiti a settimana tasso di ricambio più elevato maggiore frequenza consumo se aumenta anche la varietà raggiungimento segmenti diversi in USA tasso più elevato e assenza di vuoti di offerta estivi

9 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Indici sulle infrastrutture –sale di programmazione schermi per mille abitanti –USA: maggiore copertura incassi per schermo –sostanziale allineamento USA – UE esercizio in Europa più solido rispetto alla produzione: programmazione film USA

10 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Analisi punto di pareggio –in generale, lanalisi del punto di pareggio (break- even point, BEP) intende individuare il livello di produzione, in termini di unità di un bene, che deve essere raggiunto perché i ricavi generati siano uguali ai costi totali sostenuti nella produzione di un bene –Il punto di pareggio individua il volume di produzione di equilibrio, al di sotto del quale la produzione incorre in perdite e al di sopra del quale genera profitti –qui si applica lanalisi non a unimpresa ma a un settore

11 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Ipotesi specifiche mkt cinematografico: 1.Non esistono costi variabili –i costi di produzione (investimenti in produzione) sono fissi –sono rappresentati dal numero di biglietti venduti per la proiezione di un film: –se dividiamo linvestimento in $ per il prezzo medio del biglietto abbiamo il controvalore in biglietti, che usiamo come unità di misura per confrontare affluenza effettiva e affluenza di equilibrio: lanalisi BEP presenta VALORI in ordinata e VOLUMI in ascissa. Il coefficiente angolare (inclinazione) della retta dei ricavi (RICAVI/VOLUMI) è il PREZZO 2.Il prezzo del biglietto è unico –non vengono considerate possibili discriminazioni di prezzo Numero spettatori + frequenza + prezzo biglietto –determinano la dimensione del mkt –influenzano, attraverso le relazioni di break-even, limporto medio del budget di produzione e di marketing per ciascun film un mkt più ampio permette investimenti più elevati

12 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Il BEP che si vuole individuare coincide con: –il n. di biglietti (affluenza di equilibrio) che devono essere venduti per coprire linvestimento sostenuto nella produzione; tale numero può essere messo a confronto con laffluenza effettiva In sintesi: –lanalisi di B-E ci permette di riconoscere in quale misura i mkt nazionali sono in grado di ripagare gli investimenti sostenuti dalle imprese EU e USA nella produzione di film –si noti che qui non si considera la differenza concettuale tra INCASSI e RICAVI DEL PRODUTTORE: siamo al lordo della quota esercente

13 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Affluenza effettiva USA Affluenza equilibrio USA Affluenza effettiva UE5 Affluenza equilibrio UE5 PERDITA MEDIA UE5 PROFITTO MEDIO USA Affluenza effettiva: # biglietti # film distribuiti Affluenza equilibrio: investimenti t 0 prezzo medio t 1

14 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Notiamo: –lelevato livello di affluenza media consente alle imprese USA di destinare il triplo degli investimenti delle imprese EU5. Il valore sale a 20 volte se confrontato con la produzione tedesca o italiana –se distinguessimo tra major e indipendenti ed aggiungessimo gli investimenti in distribuzione, il divario crescerebbe: produzione: majors = 4 × indipendenti distribuzione: majors = 2 × media industria

15 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Il divario USE-EU nel livello di investimenti in produzione dipende da due fattori: 1.dimensione del mercato 2.frequenza del consumo ELEVATI INVESTIMENTI AMPIO MERCATO ALTA FREQUENZA CONSUMO COMPETITIVITÀ PRODOTTO

16 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Il settore cinematografico europeo, considerato dal punto di vista dei singoli mercati nazionali, non è in grado di acquisire sistematicamente risorse finanziarie e creative superiori rispetto agli USA A livello internazionale linferiorità europea è ancora più evidente: –i risultati internazionali dei film europei sono scarsi: bassa esportabilità rispetto ai film USA

17 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Maggiori investimenti = maggiori volumi e migliore qualità Le imprese USA sono in grado di: –impegnare in un numero maggiore di progetti somme superiori (volumi) –investire nei fattori creativi di produzione che tendono a diminuire il rischio di mkt: attori, registi, sfx (qualità) I maggiori investimenti possono essere ammortizzati in un mercato: –di grandi dimensioni –con elevata frequenza di consumo

18 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © La differenza nel livello di investimenti in Europa va anche ricondotta ad un altro elemento: lassetto economico del settore il settore non era e non è in grado di fornire prodotto sufficiente a soddisfare la domanda nazionale, in termini quali-quantitativi storicamente, la limitazione della capacità produttiva deriva da una mancata accumulazione del capitale consolidata nel corso dei decenni Il diverso grado di organizzazione del settore non ha permesso che in Europa si sviluppassero le strutture industriali e manageriali capaci di assicurare e gestire una continuità di offerta (volume) tale da soddisfare la domanda nazionale Quindi: –divario di qualità –diverso livello medio di investimento –divario di volume (dovuto a industrializzazione incompleta) –originano: »nella struttura dei mercati »nellevoluzione del settore –si riflettono in: »deficit commerciale a sfavore dei paesi europei

19 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Interpretazione del divario in base allapproccio resource-based –Il divario USA – EU ha radici storiche –USA: qui il settore ha attraversato fasi progressive di industrializzazione fino a raggiungere una fase avanzata di organizzazione interna –Europa: nonostante sia stato attraversato da significative spinte imprenditoriali, non ha superato alcuni stadi di crescita necessari, rimanendo bloccato allinterno di un modello semi-industriale

20 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Lapproccio resource-based –Penrose 1959, Wernerfelt 1984, Grant 1991, Peteraf 1993 –formulato esclusivamente nel contesto dimpresa, può essere utilmente applicato anche al concetto di settore –applicato al settore, risulta coerente con le teorie del commercio internazionale; in part. col modello di Heckscher-Ohlin tale modello si basa su: –disponibilità dei fattori di produzione –intensità di impiego degli stessi fattori, rappresentata dalla funzione di produzione (che individua la capacità di trasformare i fattori di produzione in beni finali e che risulta, pertanto, influenzata da tecnologia e know-how)

21 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © In base ai principi della r.b.w. (resource-based view) il settore può essere definito come: –un insieme di risorse eterogenee –accumulate e sviluppate nel tempo attraverso interazioni complesse –impiegate nella realizzazione di beni e/o servizi specifici Il processo di trasformazione delle risorse in prodotti: –può essere suddiviso, in relazione al grado di divisione del lavoro, in più attività –queste attività, a loro volta, possono essere ricomprese allinterno di una o più imprese, determinando quindi livelli di integrazione diversi allinterno del settore Le risorse del settore sono dunque linsieme di fattori di produzione di proprietà o controllati dalle imprese che lo costituiscono Il grado di frammentazione o, al contrario, di concentrazione del controllo esercitato dalle imprese sulle risorse, determina la struttura competitiva del settore (monopolio, concorrenza, oligopolio)

22 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Secondo lapproccio resource-based le risorse possono essere classificate in: –Risorse tangibili o materiali –Risorse intangibili o immateriali –Competenze Il valore delle risorse è determinato dal contributo che esse forniscono al valore finale del prodotto Il vantaggio competitivo è funzione di tale valore finale del prodotto

23 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Il vantaggio competitivo, in riferimento al settore, è funzione di: a) disponibilità di risorse b) capacità di attrarre e sviluppare risorse c) capacità di gestire le risorse d) capacità di trasformare le risorse in prodotti in grado di soddisfare la domanda –La sostenibilità del vantaggio competitivo fondato sulle risorse è funzione di: a) grado di deprezzamento cui sono soggette le risorse b) sostituibilità delle risorse con altre esistenti o nuove (innovazione) c) replicabilità delle risorse per imitazione o trasferimento

24 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Nel settore cinematografico le categorie di risorse individuate dalla r.b.v. possono essere declinate in 4 tipologie principali: 1.risorse finanziarie –necessarie per lacquisizione delle altre 2.risorse creative (artistiche) –componente costitutiva del prodotto cinematografico 3.risorse tecniche –componente costitutiva del prodotto cinematografico 4.risorse manageriali e imprenditoriali –responsabili dellorganizzazione e del coordinamento delle altre categorie

25 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Il vantaggio competitivo del cinema USA: –risiede storicamente in tutti e 4 i fattori citati finanza creatività tecnica managerialità e imprenditorialità –è riconducibile agli effetti del mercato interno: come dimensione come composizione (varie etnie e culture)

26 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © MERCATO INTERNO COMPOSIZIONE DOMANDA (etnie e culture) DIMENSIONE DOMANDA Divisione del lavoro Coordinamento manageriale (lato offerta) Tempo libero (lato domanda) CAPACITÀ DI GESTIRE RISORSE (c) + DISPONIBILITÀ CAPITALI Investimenti CAPACITÀ DI SVILUPPARE RISORSE (b) CAPACITÀ DI ATTRARRE RISORSE (b) Domanda input (opportunità di impiego) Livelli Remunerazione DISPONIBILITÀ DI RISORSE (a) Know-how Quantità Varietà Accumulazione CAPACITÀ DI TRASFORMARE RISORSE (in prodotti che soddisfano la domanda) (d)

27 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © In Europa: –le dimensioni relativamente ridotte non hanno permesso agli effetti del mercato interno di manifestarsi. Due conseguenze: 1.sviluppo semi-industriale non in grado di competere con gli USA 2.carenza di risorse manageriali e imprenditoriali legame solo indiretto con le logiche di mercato –inoltre, la composizione del mercato è separata ed eterogenea: ogni mercato nazionale ha caratteristiche distintive di tipo culturale e linguistico difficile esportabilità

28 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Lapproccio resource-based applicato al settore cinematografico è coerente con le teorie sulla dimensione del mercato interno A differenza di queste teorie, la r.b.v. interpreta il vantaggio competitivo: –non solo in termini di superiorità di risorse finanziarie –bensì di un insieme di fattori –soprattutto, attraverso una prospettiva di analisi dinamica in grado di spiegare come abbiano avuto origine e si siano sviluppate nei diversi contesti : accumulazione delle risorse organizzazione delle risorse

29 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © USA: –le tre componenti P-D-E erano verticalmente integrate nella prima fase di sviluppo del settore –la dimensione del mkt ha permesso e favorito lelevata dimensione media delle imprese che hanno trovato spontaneo equilibrio in una struttura oligopolistica (Trust – Majors) –le misure antitrust, le strategie risk adverse e levoluzione del settore AV hanno parzialmente attenuato il controllo delle Majors sullesercizio e sulla produzione –le Majors hanno mantenuto una posizione strategica nellattività di distribuzione (intermedia tra P ed E). Ciò ha: permesso di condizionare il sistema dellofferta selezionando laccesso al mkt dei film prodotti e la composizione di quelli disponibili in catalogo reso possibile un coordinamento costante ed efficace tra le componenti dellofferta

30 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Europa: –prima fase con imprese (Pathé e Gaumont) di dimensione, scala di attività e grado di integrazione superiore alle imprese USA –dopo la Prima Guerra Mondiale e lavvento del sonoro il settore è entrato in crisi –la struttura è divenuta frammentata ed avendo i mkt ridotte dimensioni, il confronto con gli USA era perdente –le dimensioni ridotte del mkt non consentono né economie di scala, né economie di varietà volumi di produzione e/o investimenti medi inferiori

31 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Le diverse dimensioni dei mkt USA/EU hanno portato a diversi: –livelli di investimento –livelli di scala minima efficiente Il divario si è riflesso sulle risorse, in termini di: –sviluppo –accumulazione –specializzazione –organizzazione

32 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Le imprese USA hanno così ottenuto una superiorità competitiva a livello internazionale Il prodotto USA ha definito lo standard di riferimento sui mkt internazionali I film USA pertanto soddisfano: –sia il mkt di massa nazionale –sia il mkt di massa mondiale I film nazionali europei destinati al mkt di massa nazionale non sono in grado di soddisfare i mkt esteri, a eccezione di alcune nicchie

33 Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione ed Economia Aziendale dello Spettacolo Corso Economia del Cinema – Principi economici e variabili strategiche Alberto Pasquale © Quali alternative per le imprese di produzione europee? Solo due: 1.Competere unicamente sul mkt nazionale –occorre una scala minima efficiente rapportata alle dimensioni del mkt –si rinuncia a produzioni, generi, segmenti di domanda che richiedono scala più elevata –gli italiani hanno adottato questa strategia: commedie e film comici (costi bassi, bassa esportabilità) e non azione, sfx, ecc. 2.Competere anche sui mkt internazionali –occorre ampia scala –si adotta lo standard attuale (USA) –produrre film americani produrre negli USA con risorse USA –si cerca di diffondere uno standard diverso –produrre film europei per un mkt da costruire con risorse di valore solo nazionale –il nuovo standard dovrebbe apparire ai consumatori migliore dellesistente


Scaricare ppt "Facoltà di Scienze Umanistiche Laurea Triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo Curriculum Arti e Tecniche dello Spettacolo Digitale Insegnamento Organizzazione."

Presentazioni simili


Annunci Google