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CASALE MONFERRATO Più Europa nella scuola, più scuola in Europa Mercoledì 9 settembre 2009.

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Presentazione sul tema: "CASALE MONFERRATO Più Europa nella scuola, più scuola in Europa Mercoledì 9 settembre 2009."— Transcript della presentazione:

1 CASALE MONFERRATO Più Europa nella scuola, più scuola in Europa Mercoledì 9 settembre 2009

2 Europa dell Istruzione: una storia giovane, ma ricca di slanci e di passione per la costruzione della dimensione europea nei sistemi di istruzione e di formazione I DOCUMENTI FONDAMENTALI

3 LIBRO BIANCO 1993 Crescita, competitività, occupazione. Le sfide e le vie da percorrere per entrare nel XXI secolo – La società della conoscenza. Jacques Delors Presidente della Commissione della Comunità Europea LIBRO BIANCO 1995 Nuovo sistema di riconoscimento delle competenze tecniche e professionali: favorire la mobilità, lottare contro lemarginazione offrendo a tutti ulteriori opportunità tramite la scuola, possedere tre lingue comunitarie, sviluppare linvestimento a livello di formazione anche da parte delle imprese. Edith Cresson LISBONA 2000 I sistemi di istruzione e formazione devono adeguarsi alle esigenze della società dei saperi, tenendo presente tre componenti fondamentali: sviluppo di centri apprendimento accessibili a tutti, sviluppo di nuove competenze di base, qualifiche più trasparenti. Sempre più la posizione di ciascuno di noi nella società verrà determinata dalle conoscenze che avrà acquisito LISBONA 2005 Il Consiglio europeo conferma che l'istruzione e la formazione devono occupare un posto centrale nel programma di riforme di Lisbona. In tale contesto, il programma per listruzione e la formazione durante lintero arco della vita ( ) sarà di importanza fondamentale. Le strategie nazionali di apprendimento durante l'intero arco della vita dovrebbero consentire a tutti i cittadini di acquisire le competenze e le qualifiche di cui hanno bisogno e dovrebbero beneficiare a livello comunitario del crescente sostegno dei programmi in materia di istruzione e di formazione.

4 Piano dazione della Commissione Europea PROMUOVERE LAPPRENDIMENTO DELLE LINGUE E LA DIVERSITÀ LINGUISTICA Lapprendimento delle lingue per tutto larco della vita. La lingua materna più altre due lingue: iniziare fin da piccoli - L'apprendimento delle lingue nell'istruzione e nella formazione secondaria (Socrates / Comenius, Leonardo, CLIL, e-twinning..) - L'apprendimento delle lingue nell'istruzione superiore - L'apprendimento delle lingue tra gli adulti. Il miglioramento dellinsegnamento delle lingue. Una scuola aperta all'insegnamento delle lingue - L'aula di lingue - La formazione dell'insegnante di lingue - Formazione degli insegnanti di altre materie - Verifica delle competenze linguistiche (Le scale di riferimento comuni stabilite dal Quadro europeo comune di riferimento per le lingue del Consiglio d'Europa, Il Portfolio europeo delle lingue). La creazione di un ambiente favorevole alla diffusione e alla fruizione delle lingue. Un approccio integrato alla diversità linguistica - Creare comunità favorevoli alle lingue - Migliorare l'offerta e la fruizione dell'apprendimento delle lingue. Una struttura adeguata ai futuri sviluppi

5 RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente Gli Stati membri sono invitati a sviluppare l'offerta di competenze chiave per tutti nell'ambito delle loro strategie di apprendimento permanente e utilizzare le Competenze chiave per l'apprendimento permanente. Le competenze sono definite alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, linclusione sociale e loccupazione. Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave: 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; e 8) consapevolezza ed espressione culturale.

6 RELAZIONE SULLATTUAZIONE DEL PIANO DAZIONE "Promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica settembre 2007 L'incidenza principale del piano d'azione a livello nazionale è consistita nell'orientare e sostenere le politiche nazionali a favore di azioni nei settori strategici definiti nel piano e secondo le linee in esso indicate. Vi è un consenso generale su questioni di base quali l'importanza delle lingue come competenza chiave in prospettiva dell'apprendimento permanente, la necessità di insegnare agli studenti due lingue nell'istruzione iniziale e l'esigenza di un insegnamento delle lingue di qualità e di una valutazione trasparente. La relazione fornisce numerosi esempi di buone pratiche. Nella nuova generazione di programmi il sostegno al multilinguismo è stato rafforzato ponendo l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica come obiettivo generale.

7 CONSIGLIO SUL MULTILINGUISMO 22 maggio Intensificare la cooperazione europea in materia di multilinguismo e agevolare lo scambio di esperienze e buone pratiche; 2. adottare le misure appropriate per migliorare l'insegnamento effettivo delle lingue e la continuità dell'apprendimento in una prospettiva di apprendimento lungo tutto l'arco della vita; 3. promuovere l'apprendimento delle lingue nazionali negli altri Stati membri, anche attraverso un uso maggiore delle tecnologie per l'insegnamento a distanza, e a favorire l'apprendimento delle lingue dell'UE meno diffuse e delle lingue non europee; 4. usare gli strumenti esistenti per confermare la conoscenza linguistica, ad esempio il Portfolio europeo delle lingue del Consiglio d'Europa e il Portfolio Europass delle lingue; 5. incoraggiare misure per facilitare l'apprendimento delle lingue da parte di persone con particolari bisogni, in modo da contribuire alla loro inclusione sociale e migliorare le loro opportunità di carriera e il loro benessere; 6. cooperare con le organizzazioni internazionali impegnate su temi legati al multilinguismo, in particolare il Consiglio d'Europa e l'UNESCO.

8 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE su: IL MULTILINGUISMO: UNA RISORSA PER L'EUROPA E UN IMPEGNO COMUNE 18 settembre 2008 L'obiettivo principale è quello di sensibilizzare al valore e alle opportunità della diversità linguistica dell'UE e incoraggiare l'eliminazione delle barriere al dialogo interculturale. Uno strumento chiave è rappresentato dall'obiettivo della comunicazione nella lingua materna più altre due lingue. Si tratta di un approccio inclusivo inteso ad allargare il contesto del multilinguismo alla coesione sociale e alla prosperità. IL MULTILINGUISMO PER IL DIALOGO INTERCULTURALE E LA COESIONE SOCIALE. Valorizzare tutte le lingue - Superare le barriere linguistiche nell'ambito locale. IL MULTILINGUISMO PER LA PROSPERITÀ. Le lingue e la competitività - Le lingue e l'occupabilità. L'APPRENDIMENTO PERMANENTE. Più opportunità di imparare più lingue - L'insegnamento efficace delle lingue. I MEZZI D'INFORMAZIONE, LE NUOVE TECNOLOGIE E LA TRADUZIONE. LA DIMENSIONE ESTERNA DEL MULTILINGUISMO.

9 In tale contesto il Ministero dellIstruzione, a partire dal 2004, ha avviato un processo denominato Europa dellIstruzione che sostiene da tempo azioni volte alla costruzione di uno spazio europeo delleducazione e della formazione promuovendo, tra laltro, la creazione di reti di scuole che si impegnano a lavorare insieme su aree tematiche, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona e ribaditi nel programma di lavoro Istruzione e formazione 2010 approvato al Consiglio dellUnione Europea nel marzo 2004.

10 A supporto del processo di Europa dellistruzione, sono state create due reti tematiche nazionali: - la rete tematica nazionale Più lingue, più Europa, che mette insieme le sinergie di alcune scuole che, sparse su tutto il territorio nazionale, grazie alla loro particolare vocazione ed esperienza nel settore dellinsegnamento delle lingue possano avviare e seguire iniziative finalizzate alla promozione del multilinguismo e alla diffusione delle buone prassi per la sua valorizzazione ; - la rete tematica nazionale Educare allEuropa che sostiene la cooperazione e il supporto in rete, in ciascuna provincia italiana, per il pieno conseguimento entro il 2010 degli Obiettivi di Lisbona e del processo Europa dellIstruzione.

11 RETE NAZIONALE Più Lingue più Europa

12 LE FINALITÀ DELLA RETE Valorizzazione della diversità linguistica, attraverso iniziative di cooperazione europea che possano sensibilizzare il mondo della scuola e le comunità territoriali al valore delle lingue, comprese quelle meno diffuse, regionali, minoritarie e delle popolazioni migranti; Costruzione di ambienti europei più favorevoli alle lingue europee ed extraeuropee, attraverso lindividuazione e la tesaurizzazione di risorse e patrimoni linguistici e la sollecitazione della domanda di apprendimento linguistico;

13 LE FINALITÀ DELLA RETE Studio dellimpatto che la cooperazione transnazionale può avere sulla diversificazione ed il miglioramento dellofferta formativa linguistica a livello territoriale, nellottica del lifelong learning, comprendente le opportunità di apprendimento non-formale ed informale indirizzate ad unutenza allargata, accanto ai percorsi di apprendimento formale; Costruzione di conoscenze e lo sviluppo di buone prassi sulla tematica, attraverso lo scambio e la condivisione delle iniziative delle scuole aderenti alla rete, da confrontare tramite comunicazione digitale, sito web dedicato, iniziative comuni nellambito di progetti di cooperazione transnazionale, allo scopo di favorire la creazione di ambienti europei favorevoli alle lingue

14 GLI ORGANI DELLA RETE LAssemblea, formata dai legali rappresentanti di ciascuna delle scuole aderenti, una o due per regione, nominate dalla Direzione Regionale Istituzione scolastica Maria Ida Viglino Villeneuve - AOSTA ; I.T.C.G.T. F.Galiani – CHIETI; Liceo Scientifico Federico II di Svevia – MELFI; Circolo didattico Pagano – NICOTERA ; ITC Pagano – NAPOLI; Istituto Comprensivo Europa – FAENZA ; Liceo Scientifico Respighi – PIACENZA; Liceo Scientifico Pellecchia – CASSINO; Liceo Scientifico Leonardo – BRESCIA; ITST Artemisia Gentileschi – MILANO; IIS Pertini – CAMPOBASSO; Liceo Capece – MAGLIE ; D.D 1° Circolo San Donato – SASSARI; Istituto Comprensivo Buonarroti – PALERMO; Liceo Scientifico Boggio Lera – CATANIA; Istituto Comprensivo Vasari – Pier della Francesca – AREZZO - ITC Volta – BAGNO A RIPOLI; Istituto Rosmini – TRENTO - SMS Carducci – PERUGIA; SMS Casteller – PAESE; ITPACLE Einaudi – VERONA

15 GLI ORGANI DELLA RETE Il Comitato di Programmazione, costituito da almeno otto istituzioni scolastiche rappresentative del territorio nazionale. Tale Comitato esprime al suo interno la scuola capofila e costituisce, ove necessario, uno o più Gruppi di Progetto per condividere ricerche individuali ed ipotesi di percorsi e laboratori di orientamento Istituto comprensivo Merano 1 – MERANO (BOLZANO) (Comitato di programmazione) Liceo Scientifico Galilei – TRIESTE (Comitato di programmazione) ITCG Ruffini – IMPERIA (Comitato di programmazione) Istituto comprensivo San Martino Siccomario - San Martino Siccomario (PV) (Comitato di programmazione) Istituto Comprensivo Soprani – CASTELFIDARDO (AN) (Comitato di programmazione) SMS Valenziano – TORTONA (AL) (Comitato di programmazione) Istituto Comprensivo Gagini - POLLINA (PA) (Comitato di programmazione )

16 GLI ORGANI DELLA RETE La scuola capofila, che cura la gestione amministrativa e convoca lAssemblea e il Comitato di Programmazione Ist Tec. per il Turismo Livia Bottardi – Roma (scuola capofila)

17 ATTIVITÀ e RISORSE Entro il mese di aprile di ciascun anno il Comitato di Programmazione predispone il Piano Annuale delle Attività per lanno scolastico successivo, e, entro il mese di dicembre di ciascun anno, il Consuntivo delle Attività dellanno scolastico precedente. Il Piano Annuale è presentato allAssemblea, che si impegna a realizzare le iniziative in esso previste. Ciascuna scuola della Rete funge da punto di riferimento per le scuole della propria Regione interessate alle finalità e alle iniziative della Rete stessa.

18 PIANO ANNUALE Aree ritenute prioritarie dal Comitato di programmazione CLIL (Content language Integrated Learning) La metodologia CLIL (acronimo per Content language Integrated Learning) rappresenta, ormai, nel panorama internazionale, uno dei punti strategici dei nuovi approcci europei dell apprendimento / insegnamento in una prospettiva di crescita dellintero sistema scuola e di adeguamento ai bisogni formativi degli studenti. Il CLIL punta sulla centralità di cambiamento come processo non riconducibile alla sola dimensione del sistema di conoscenze ma a quello delle competenze professionali, alla riformulazione della prassi didattica, alla gestione della classe, alla struttura del rapporto tra docente e contesto scolastico esistente nonché allo sviluppo di abilità metacognitive nel discente. Nello specifico si propone di approfondire i seguenti aspetti della metodologia: acquisizione di competenze didattico-metodologiche caratteristiche del CLIL utili per rendere efficace e motivante lapprendimento; sperimentazione di strategie ed attività per la classe CLIL progettazione di un percorso CLIL attraverso la didatticizzazione dei materiali trasferimento di tecniche di apprendimento cooperativo e collaborativo in classe. elaborazione di dispositivi di verifica e valutazione del processo di apprendimento in CLIL

19 PIANO ANNUALE Aree ritenute prioritarie dal Comitato di programmazione LE LINGUE IN FUNZIONE DELLA MOBILITA REALE E VIRTUALE La mobilità è uno degli strumenti principali a disposizione delle scuole per incentivare lo studio delle lingue e per promuovere un approfondimento continuo relativo allambito della multiculturalità. Lobiettivo è promuovere la mobilità reale e virtuale attraverso le seguenti attività: partecipazione delle scuole ai programmi europei sulla formazione docente nellambito del LLP partecipazione delle scuole a scambi culturali, gemellaggi e stage sia nellambito del programma LLP sia in collaborazione con il territorio attraverso i propri enti. partecipazione a iniziative di mobilità virtuale e-twinning, skype, ecc.

20 PIANO ANNUALE Aree ritenute prioritarie dal Comitato di programmazione LEDUCAZIONE LINGUISTICA DEGLI ADULTI IN FUNZIONE DEL LIFE LONG LEARNING La competenza linguistica è fondamentale per luomo del terzo millennio in quanto la comunicazione funzionale permette di intrecciare relazioni e rapporti che possono influire positivamente sul progetto di vita. Saper interagire allinterno di questa società così complessa in continua trasformazione dal punto di vista economico, etnico e culturale rappresenta unesigenza ineludibile: occorre pertanto implementare un processo di educazione permanente. AZIONI Destinatari: studenti adulti, docenti, genitori Attività: rilevare i bisogni formativi (livelli di competenze linguistiche) rilevare le esigenze socio-economiche del territorio attivare regolari corsi di formazione strutturati con gradualità e flessibilità mettere in atto strategie educative e didattiche in relazione alle particolari esigenze degli adulti offrire la possibilità agli utenti di ottenere certificazioni riconosciute a livello internazionale e crediti formativi spendibili nel percorso lavorativo favorire scambi e stage allestero e luso delle T.I.C.

21 LE ALTRE RETI RETE TEMATICA NAZIONALE Educare allEuropa RETE REGIONALE: scuola POLO per la diffusione Lingue Comunitarie e la formazione linguistica per la provincia di Alessandria RETE REGIONALE: scuola POLO CAPOFILA insieme allIstituto Negri di Casale Monferrato e IIS Cellini di Valenza per i Progetti Europei per la provincia di Alessandria

22 RETE TEMATICA NAZIONALE Educare allEuropa

23 Cooperazione e supporto in rete, in ciascuna provincia italiana, per il pieno conseguimento entro il 2010 degli Obiettivi di Lisbona; Cooperazione e supporto in rete, in ciascuna provincia italiana, per il pieno conseguimento degli obiettivi del processo Europa dellIstruzione.

24 Attività della Rete Collaborazione e supporto per la piena attuazione, in ciascuna provincia italiana, delle linee di indirizzo per la promozione e la valorizzazione della dimensione europea delleducazione di cui alla circolare ministeriale del 21 giugno 2007, recante per oggetto "Più scuola in Europa, più Europa nella scuola" con particolare riferimento alle tematiche correlate alle Competenze chiave per lapprendimento permanente, in base alla Raccomandazione del Parlamento Europeo del 2006

25 LE AZIONI Cooperazione e supporto in rete, in ciascuna provincia italiana, nella progettazione e nella realizzazione di iniziative, percorsi di formazione, attività ed eventi che favoriscano lo sviluppo delle competenze chiave e più in generale la implementazione di processi di LLL in Italia. Cooperazione e supporto in rete, in ciascuna provincia italiana, per lattuazione di tutte le direttive emanate dalla Direzione Generale per gli Affari Internazionali dellIstruzione Scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione, dagli Uffici Scolastici Regionali del Paese e dagli Enti Locali.

26 RETE REGIONALE Piemonte: Una rete per la creazione di un sistema educativo integrato in dimensione europea

27 Protocollo di intesa Ministero della Pubblica Istruzione, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novare, Torino, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli POLI LINGUE STRANIERE: una scuola per provincia Provincia di Alessandria: SMS L. VALENZIANO – TORTONA POLI EUROPA DELLISTRUZIONE Reti tematiche Provincia di Alessandria: SMS L. VALENZIANO – TORTONAI IC NEGRI – CASALE MONFERRATO IIS CELLINI - VALENZA


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