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Antonio Gramsci “ Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. ” di Carmen Serra & Camilla Mulè.

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Presentazione sul tema: "Antonio Gramsci “ Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. ” di Carmen Serra & Camilla Mulè."— Transcript della presentazione:

1 Antonio Gramsci “ Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. ” di Carmen Serra & Camilla Mulè

2 Nasce ad Ales (Cagliari), Sardegna, il 22 gennaio 1891
Nasce ad Ales (Cagliari), Sardegna, il 22 gennaio Si trasferisce poi a Sorgono (Nuoro) dove frequenta un asilo di suore assieme alle sorelle. Trascorre una vita segnata da infermità e problemi economici e nel 1897 il padre viene sospeso dall’impiego all'Ufficio del registro di Ghilarza e arrestato per irregolarità amministrative. Studia privatamente e lavora per aiutare la famiglia fino a quando si iscrive al liceo-ginnasio di Santu Lussurgiu e comincia ad aprirsi agli ideali socialisti leggendo la stampa del movimento che il fratello gli invia da Torino. Nel 1908 si iscrive al liceo Dettori di Cagliari dove alloggia presso il fratello che, tornato da Torino, era divenuto presidente del movimento socialista della città. Conseguito il diploma, vince una borsa di studio e si iscrive nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Torino, dove entra in contatto con l’ambiente socialista della città collaborando a giornali come L’Avanti e Il Grido del Popolo. Nel 1919 da vita al settimanale L’Ordine nuovo che si schiera a favore dei movimenti operai e per l’adesione del Partito Socialista Italiano a quello Comunista. VITA:

3 LA NASCITA DEL PARTITO COMUNISTA
LA NASCITA DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO Nel settembre del 1920 si apre a Livorno il 17° congresso nazionale del Psi: le numerose divergenze interne convinsero Gramsci della necessità di dar vita ad un partito nuovo, secondo le direttive di scissione già dettate dall'Internazionale comunista. Nell'ottobre 1920 si riunirono a Milano i sostenitori della costituzione di un partito comunista. Il gruppo, formato tra i vari da Bordiga, Fortichiari, Repossi e Gramsci, si stacca definitivamente dal partito. Il 21 gennaio 1921, nella famosa riunione di San Marco, nasce il Partito comunista d'Italia: Gramsci sarà un membro del Comitato centrale.

4 Nel 1922 parte per Mosca, delegato del PCI nell’esecutivo
Nel 1922 parte per Mosca, delegato del PCI nell’esecutivo. Il soggiorno in Russia sarà importante sia per la sua formazione politica che per la sua vita privata, infatti Gramsci si innamora di una giovane violinista russa, Giulia Schucht che diventerà sua moglie e dalla quale avrà due figli: Delio e Giuliano. In Russia Gramsci approfondisce le sue conoscenze del leninismo e osserva gli sviluppi della dittatura del proletariato. Nel 1924 si svolgono le elezioni, caratterizzate da continue intimidazioni e violenze fasciste; Gramsci viene eletto deputato della circoscrizione del Veneto e partecipa all’opposizione parlamentare che si forma a seguito del delitto Matteotti, propone un appello per lo sciopero generale. L'8 novembre, a seguito delle leggi del regime fascista contro gli oppositori, Gramsci viene arrestato con gran parte del gruppo dirigente comunista e, nonostante l'immunità parlamentare, viene rinchiuso. Al processo tenuto a Roma nel maggio-giugno 1928, fu condannato a oltre vent'anni di reclusione nel carcere di Turi (Bari) dove rimarrà fino al 1933 Durante la prigionia peggiorano sempre di più le sue condizioni di salute, nel dicembre del 1933 gli viene concesso un periodo di libertà condizionale che trascorre interamente all’interno di cliniche ed ospedali Gramsci riacquista la piena libertà nel 1937, ma si trova in clinica ormai morente. Muore per emorragia cerebrale il 27 aprile e lo stesso giorno seguente si svolgono i funerali.

5 OPERE : Le Lettere dal carcere I Quaderni del carcere
Raccolta di appunti, testi e note che Gramsci scrisse durante la sua prigionia nelle carceri fasciste I temi trattati sono i più vari: il suo pensiero filosofico riguardo l’egemonia, la questione meridionale, il ruolo degli intellettuali, considerazioni e studi sulla filosofia di Croce, sul risorgimento e sulla critica letteraria Il fascista Michele Isgrò, in occasione dell’imprigionamento di Gramsci, disse: “Dobbiamo impedire a questo cervello di pensare per vent'anni”. Non riuscì a prevedere che, al contrario, fu proprio la condizione di solitudine della cella e di autonomia da qualunque dibattito che partorì queste riflessioni di altissimo interesse filosofico, politico e letterario Spesso i concetti espressi nei Quaderni sono confusionari e generici, per questo molti studiosi consigliano, per meglio comprendere l’opera gramsciana, di leggerli facendo riferimento alle Lettere I Quaderni del carcere sono la raccolta degli appunti, dei testi e delle note cheAntonio Gramsci ebbe la possibilità di scrivere a partire dal febbraio del 1929 e fino al 1935, durante la sua prigionia nelle carceri fasciste. Vennero pubblicati in una prima edizione tra il 1948 e il 1951, secondo un ordine tematico, ottenendo un grande impatto nel mondo della politica, della cultura, della filosofia e delle altre scienze sociali dell'Italia del dopoguerra. Raccolta epistolare pubblicata in più edizioni: la prima non comprendeva tutte le lettere inviate dal carcere mentre nell’ultima si è riuscito a raccogliere tutto l’epistolario scritto durante la prigionia. Sono contenute anche lettere risalenti ad altri periodi della sua vita I corrispondenti appartengono a due nuclei familiari: la famiglia sarda (madre e fratelli) e la famiglia russa (moglie, figli, parenti della moglie) Si configurano come un diario che esprime a pieno gli ideali gramsciani e la sua passione nel perseverare nella sua lotta politica Le Lettere dal carcere I Quaderni del carcere

6 Lettera alla madre (10 maggio 1928)
“ La detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita […] La vita è cosí, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini”

7 Il pensiero filosofico
{ L’egemonia L’intellettuale organico La questione meridionale

8 L’EGEMONIA MARX : GRAMSCI : RAGGIUNGIMENTO DELL’ EGEMONIA
Marx sostiene che si debba partire dalla STRUTTURA (aspetto economico della società), per poi consolidare l’egemonia all’interno della SOVRASTRUTTURA (aspetto culturale della società) Gramsci afferma che si debba considerare prima la SOVRASTRUTTURA di un paese E in seguito raggiungere anche il controllo della STRUTTURA CONCEZIONE DEL POTERE Marx concepisce il potere unicamente come LOTTA DI CLASSE che punta ad un immediato risultato politico dovuto alla forza Gramsci considera il potere come una LOTTA DI POSIZIONE che mira a distruggere le case matte del nemico (i punti chiave), ovvero le istituzioni civili

9 L’INTELLETTUALE ORGANICO
Antonio Gramsci distingue, fra gli intellettuali, gli "intellettuali organici“. L’intellettuale organico è colui che, di fronte al dibattito politico sceglie di schierarsi, di parteggiare a favore di uno schieramento piuttosto che un altro. L'organicità degli intellettuali si misura con il grado di connessione con il gruppo sociale cui essi fanno riferimento: più è maggiore, più un intellettuale può definirsi organico. Gli intellettuali organici sono di due tipi: (in base allo schieramento che scelgono) TRADIZIONALISTI Coloro che hanno un ideale proprio e che scelgono di non schierarsi con la collettività dei lavoratori, disinteressandosi delle loro condizioni RIVOLUZIONARI Si schierano dalla parte delle masse e hanno come fine ultimo i beni e gli interessi della società. I comunisti devono appartenere a questa categoria che, secondo Gramsci, è il giusto schieramento da scegliere

10 La questione meridionale
La QUESTIONE MERIDIONALE è un concetto che raccoglie in sé tutti quei problemi caratteristici delle masse rurali, sorti in seguito all’unità d’Italia e che causano il forte squilibrio tra nord e sud. Per il raggiungimento della dittatura del proletariato, questa deve ottenere il consenso di più classi sociali possibili, in particolare quella contadina, la più numerosa. Tuttavia questa subisce la condizione della questione meridionale, che rende impossibile qualunque tentativo di unificazione tra classi. Gramsci decide quindi di fare della risoluzione di questo pesante blocco di differenze un caso nazionale, indispensabile per il raggiungimento degli obbiettivi imposti dal comunismo.


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