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Igiene degli alimenti e Nutrizione 25/04/2014 1. 2 Rischi per la salute connessi al consumo di alimenti.

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1 Igiene degli alimenti e Nutrizione 25/04/2014 1

2 2 Rischi per la salute connessi al consumo di alimenti

3 25/04/ Contaminanti degli alimenti Chimici Fisici Biologici

4 25/04/ Contaminanti chimici Presenza di pesticidi, farmaci veterinari,ormoni negli allevamenti, detergenti e disinfettanti delle industrie alimentari. Sostanze inquinanti dellatmosfera che si depositano sulla superficie dei vegetali che possono entrare nellalimentazione umana in maniera diretta oppure indiretta tramite ingestione di carni (es. Piombo, Cadmio, Nichel). Sostanze chimiche che gli alimenti possono acquisire dai contenitori in cui sono conservati come i metalli o i polimeri plastici che vengono rilasciati per contatto.

5 25/04/ Contaminanti fisici Presenza di corpi estranei (sassi, vetro, anelli, orecchini ecc…)

6 25/04/ Contaminanti biologici Batteri Virus Muffe

7 25/04/ Contaminanti biologici La presenza di microrganismi negli alimenti non è sempre intesa come un fattore negativo, anzi la loro presenza è essenziale per alcune specifiche produzioni alimentari: formaggi, yogurt, salami, vino, birra.

8 25/04/ Tossinfezioni alimentari Cosa sono?

9 25/04/ Tossinfezioni alimentari Con questa espressione si intende un gruppo di sindromi caratterizzate dalla trasmissione solo attraverso gli alimenti e solo dopo che si sia verificata unattiva moltiplicazione dei germi responsabili allinterno di questi. Sindrome: si intende, in medicina, un insieme di sintomi e segni clinici che rappresentano le manifestazioni cliniche di una o diverse malattie indipendentemente dall'eziologia che le contraddistingue

10 25/04/ TOSSINFEZIONI ALIMENTARI INTOSSICAZIONI ALIMENTARI TOSSINFEZIONI ALIMENTARI IN SENSU STRICTO INFEZIONI ALIMENTARI

11 25/04/ Si manifestano in forma epidemica tra coloro che hanno assunto lalimento contaminato.

12 25/04/ INTOSSICAZIONI ALIMENTARI Definizione Le intossicazioni alimentari sono manifestazioni patologiche che si determinano in seguito al consumo di alimenti contenenti tossine prodotte da microrganismi che si sono moltiplicati sullalimento precedentemente al suo consumo. Perché si manifesti lintossicazione pertanto non obbligatoriamente ci deve essere il microrganismo, bensì è indispensabile la presenza della sua tossina. Quindi per alcuni microrganismi la moltiplicazione nellalimento adatto è necessaria per produrre sufficienti quantità di tossine che sono le sole responsabili della sintomatologia. (es. Staphylococcus aureus, Clostridium botulinum)

13 25/04/ TOSSINFEZIONI ALIMENTARI IN SENSU STRICTO Definizione Esistono poi le cosiddette tossinfezioni alimentari in sensu stricto determinate dal consumo di alimenti contenenti sia tossine che batteri. In questo caso la tossicità è data sia dalle tossine preformate sia da quelle prodotte da cellule vive ingerite con lalimento allinterno dellospite. Quindi lazione patogena è attribuibile allattività combinata di tossine e dei microrganismi viventi che continuano la moltiplicazione nellintestino (es. Clostridium perfringens,Vibrio parahaemolyticus)

14 25/04/ INFEZIONI ALIMENTARI Definizione Le infezioni alimentari sopravvengono in seguito al consumo di alimenti contenenti microrganismi vivi che hanno azione diretta sulla mucosa intestinale. Quindi il danno è prodotto dalla aggressione che i batteri portano alla mucosa intestinale (es. Salmonelle minori)

15 25/04/ Possono essere trasmesse esclusivamente da alimenti e solo dopo che si è avuta allinterno degli alimenti unattiva moltiplicazione degli agenti responsabili con produzione o meno di tossine Possono essere trasmesse anche con altre modalità (per contagio diretto o tramite veicoli diversi). Non è necessario che i microrganismi si moltiplichino nellalimento prima dellingestione. Tossinfezioni Infezioni Alimentari Veicolate da Alimenti

16 25/04/ Tossinfezioni Infezioni Alimentari Veicolate da Alimenti Si sviluppano solo con una carica infettante abbastanza elevata, che nella maggior parte dei casi è di oltre cellule batteriche per grammo di alimento Si sviluppano anche con una carica infettante modesta

17 25/04/ Tossinfezioni Infezioni Alimentari Veicolate da Alimenti Hanno un periodo dincubazione breve. (da poche ore a 1-2 giorni) Hanno un periodo dincubazione lungo

18 25/04/ Alcune Infezioni Veicolate da Alimenti (In ordine decrescente di pericolosità sotto laspetto clinico ed epidemiologico) MalattiaAgente EziologicoVeicolo Febbre Tifoide e Paratifoide Salmonella typhi S.paratyphi Acqua, alimenti vari ShigellosiShigella dysenteriaeAcqua, alimenti vari ColeraVibrio choleraeAcqua, alimenti vari BrucellosiBrucella melitensisi B.abortus Latte e formaggi non bonificati Epatite virale AVirus dellepatite AAcqua, alimenti vari, frutti di mare

19 25/04/ Nonostante i progressi soddisfacenti realizzati nel campo della prevenzione di alcune malattie infettive, le tossinfezioni alimentari rappresentano ancora un problema di Sanità Pubblica. Va sottolineata la prevalenza numerica dei casi di salmonellosi, che è una caratteristica dei Paesi industrializzati Staphylococcus aureus rappresenta forse la più frequente intossicazione alimentare dei nostri tempi, che si presenta specialmente nei mesi estivi Lincidenza delle tossinfezioni alimentari è comunque sottostimata a causa della mancata notifica! Cenni di epidemiologia

20 25/04/ Notifica Importante per la prevenzione delle tossinfezioni alimentari. "Il medico che nell'esercizio della sua professione venga a conoscenza di un caso di qualunque malattia infettiva e diffusiva o sospetta di esserlo, pericolosa per la salute pubblica, deve comunque notificarla all'autorità sanitaria competente. Per le seguenti malattie infettive e diffusive la predetta autorità è tenuta a comunicare le informazioni secondo le seguenti modalità La notifica delle malattie infettive e diffusive è regolata dal Decreto del 15 Dicembre Il decreto prevede la possibilità di segnalare alcune patologie sia come caso singolo (classe I e II) che come focolaio epidemico (classe IV) e più precisamente: in classe I (patologie soggette a regolamento internazionale o di particolare interesse) è inserito il botulismo; in classe II (patologie rilevanti perché ad elevata frequenza e/o passibili di interventi di controllo) sono inserite le salmonellosi non tifoidee; in classe IV sono inserite le infezioni, tossinfezioni ed infestazioni di origine alimentare che si verificano in forma di focolaio epidemico.

21 25/04/ Medico (di medicina generale, ospedaliero, specialista ambulatoriale, libero professionista) ASL classe I entro 12 ore Servizio di classe II entro 48 ore Igiene Pubblica classe IV entro 24 ore Regione Ministero Salute - Iss - Istat Notifica

22 25/04/ Fattori che influenzano la crescita dei batteri: umidità temperatura tempo acidità ossigeno

23 25/04/ Acqua Indispensabile per la vita dei microorganismi La sua diminuzione provoca il rallentamento della loro crescita e la morte batterica Molti metodi di conservazione si basano su questo principio

24 25/04/ Temperatura I microorganismi possono vivere tra -5 °C e 75°C +75°C a questa T si denaturano le proteine cellulari e il batterio muore -5°C a questa T si congela lacqua libera che non essendo più disponibile causa una temporanea inattivazione batterica (i batteri non muoiono ma smettono di riprodursi). La maggior parte dei batteri patogeni predilige temperature intorno ai 37° C che è la nostra temperatura corporea.

25 25/04/ Classificando i batteri secondo la loro Temperatura ideale …... Termofili: T ottimale 60°C Mesofili: T ottimale 30°C Psicrofili: T ottimale 20°C Lieviti e muffe si sviluppano in maniera ottimale a circa 25°C, continuano riprodursi anche a -10°C ma con tempi estremamente lenti.

26 Funghi Organismi con caratteristiche di alimentazione eterotrofa (direttamente da ambiente esterno), mancanza di differenziazione dei tessuti e sistema riproduttivo attraverso spore Lieviti Un gruppo di funghi, formati da un unico tipo di cellula eucariota, che possono avere forma eferica od ellettica. Alcune specie sono di uso comune per far lievitare il pane o fermentare bibite alcoliche. Alcune (es. Candida albicans) possono causare infezioni nelluomo. Muffe funghi pluricellulari formanti miceli (intreccio di filamenti), che si riproducono generalmente attraverso spore 25/04/

27 25/04/ Il raggiungimento al cuore di un alimento di una temperatura superiore agli 80 °C assicura linattivazione di tutti i batteri

28 25/04/ Le spore Euno stadio della cellula batterica che la rende resistente anche ad alte temperature La spora può dare origine successivamente, uscendo dallo stadio di quiescenza, a cellule batteriche in grado di riprodursi.

29 25/04/ Tempo Un alimento conservato a temperatura ambiente può nel giro di poche ore raggiungere cariche batteriche elevatissime (milioni di cellule batteriche), soprattutto se coesistono altre condizioni favorevoli alla crescita batterica.

30 25/04/ Acidità Il grado di acidità di un alimento espressa con il pH può favorire o ostacolare la moltiplicazione batterica. La maggior parte dei batteri si sviluppa meglio a Ph neutro (5)

31 25/04/ Diverse sono le esigenze dei microrganismi anche riguardo alla presenza o meno di ossigeno, infatti si dividono in: Aerobi : quelli che hanno bisogno dell'ossigeno per vivere Anaerobi : quelli che vivono bene solo in assenza di ossigeno Aerobi facoltativi : quelli che riescono a vivere sia in presenza che in assenza di ossigeno. Ossigeno

32 25/04/ Metodi di conservazione degli alimenti Vanno ad influire sui fattori che determinano la crescita dei batteri in modo da creare un ambiente sfavorevole alla loro moltiplicazione.

33 25/04/ Presenza di acqua Concentrazione: lacqua viene sottratta tramite esposizione al calore e evaporazione (latte, succhi di frutta) essiccamento: sottrazione di tutta lacqua presente tramite raggiungimento della temperatura di ebollizione Liofilizzazione: (crioessiccamento) sale-zucchero: intrappolano le molecole di acqua libera

34 25/04/ Liofilizzazione Surgelazione (o congelamento rapido): si congela lalimento per trasformare lacqua in ghiaccio Sublimazione: per eliminare il ghiaccio mediante essiccamento Desorbimento: mediante essiccamento secondario si elimina il piccolo quantitativo di acqua rimasto. Mantiene inalterate le caratteristiche nutrizionali dellalimento. Con laggiunta di acqua lalimento riacquistale caratteristiche iniziali

35 25/04/ Temperatura Pastorizzazione sterilizzazione congelamento surgelamento refrigerazione

36 25/04/ Pastorizzazione: si applica una T di circa 70-80°C per qualche minuto. Non è efficace per distruggere le spore. Si inattivano tutti i germi patogeni. Lalimento deve essere conservato in frigorifero e consumato entro pochi giorni. Sterilizzazione: si applica una T di °C per qualche minuto. Si uccidono tutti i batteri patogeni e le spore. Lalimento se confezionato può essere conservato per alcuni mesi a temperatura ambiente.

37 25/04/ Refrigerazione: si raffredda il prodotto a T tra i 2 e i 6 °C. Si rallentano così le attività microbiche. Gli alimenti vanno consumati entro alcuni giorni. Congelamento: lalimento viene portato ad una T di -12/-20°C. Si formano grossi cristalli di ghiaccio che in fase di scongelamento causano la rottura delle membrane cellulari e conseguente perdita di sostanze nutritive. Surgelamento: lalimento viene portato a -18°C in meno di 4 ore. Non si formano grossi cristalli quindi si mantengono le proprietà nutrizionali.

38 25/04/ Ossigeno: la sua assenza blocca il proliferare dei batteri anaerobi Sottovuoto sottolio pH: un alimento acido non favorisce il moltiplicarsi dei batteri sottaceto aggiunta di acidificanti (acido citrico)

39 25/04/ HACCP

40 25/04/ Un sistema che permette di limitare gli inconvenienti si è andato consolidando in Europa negli ultimi anni del secolo scorso. Esso è conosciuto con la sigla HACCP, (Hazard Analysis Critical Control Point), introdotto in Italia dal D.Lgs 155/97 e attualmente contemplato dal Pacchetto Igiene (Reg. CE 852/2004 e seguenti) in vigore dal 1 gennaio Questo rappresenta una metodologia sistematica per l'individuazione, la valutazione ed il controllo dei pericoli significativi per la salubrità di un alimento (Codex Alimentarius). Questo sistema può essere applicato allintera filiera alimentare, dagli allevamenti/coltivazioni, ai processi di produzione- trasformazione, alla distribuzione, fino alla conservazione e preparazione domestica. Esso segue principi relativamente semplici, che implicano una logica sequenza di attività. Per la stesura dei manuali di autocontrollo sarà importante la presenza di figure professionali qualificate che possano suggerire la migliore metodologia da seguire.

41 25/04/ Nuove regole di Controllo e d Igiene Alimentari LUnione Europea ha emanato una serie di provvedimenti atti a semplificare, accorpare e armonizzare i testi legislativi in materia di Controlli veterinari, polizia sanitaria e igiene dei prodotti alimentari introducendo il Pacchetto Igiene che entrato in vigore nel Con questo pacchetto lattenzione dellUnione europea pone laccento: Sulle imprese che sono le prime responsabili Sugli organi di controllo (che devono essere controllate e gestite opportunamente) Organizzazione e Garanzia del controllo

42 25/04/ Decalogo del buon alimentarista 1.Curare ligiene della persona e del vestiario; 2.Lavarsi e disinfettarsi le mani spesso e volentieri (dopo luso dei servizi igienici, dopo essersi soffiato il naso) e usare sapone erogato da un distributore e asciugamani a perdere. 3.Astenersi dalla manipolazione dei cibi se si è affetti da raffreddore, mal di gola, da lesioni pustolose alle mani. In caso di necessità, proteggersi il naso e la bocca con mascherina e le mani con guanti a perdere. 4.Tenere i locali di lavoro, di deposito e di vendita in condizioni di perfetta pulizia e ben aerati. 5.Lavare con soluzioni detergenti e disinfettanti i piani di lavoro, gli utensili, i macchinari, almeno alla fine di ogni turno di lavoro.

43 25/04/ Decalogo del buon alimentarista 6.Tenere gli alimenti a temperature inadatte alla moltiplicazione dei germi. 7.Ricordare che gli alimenti più a rischio nel provocare tossinfezioni sono: carni tritate, carni da consumare crude, minestre e pietanze a base di carne o in brodo di carne, pesci e frutti di mare, uova e cibi a base di uova, latte e latticini. 8.Proteggere gli alimenti mediante vetrinette, espositori, banchi, per impedire qualunque contaminazione anche da parte di clienti. 9.Evitare di toccare i cibi con le mani, usando invece forchette, cucchiai, spatole ed altri oggetti idonei allo scopo. 10.Tenere lontano mosche, topi e insetti (rifiuti in contenitori chiusi, reticelle alle finestre).

44 44 Nutrizione: Obiettivi generali stile di vita sano comportamento alimentare consapevole ed equilibrato conoscenze: alimentazione, caratteristiche degli alimenti, benessere e salute, sicurezza alimentare e nutrizionale Promozione :

45 25/04/ PRODOTTI ITTICI Comprendono pesci, crostacei, molluschi che possono subire processi alterativi da renderli non commestibili e potenzialmente pericolosi per la salute del consumatore

46 25/04/ Il primo parametro della qualità è la freschezza che può essere valutata mediante lesame di alcune caratteristiche quali la consistenza dei muscoli, la rigidità, laspetto degli occhi, il colore e lodore delle branchie

47 25/04/ La conservazione del pesce a temperature inferiori ai 3°C rallenta la velocità di riproduzione dei microrganismi e i fenomeni chimici e fisici che causano il deterioramento. La conservazione a tale temperatura non può superare i due giorni.

48 25/04/ MITILI, OSTRICHE, VONGOLE In genere tutti i molluschi eduli lamellibranchi (bivalvi) sono spesso oggetto di una contaminazione particolarmente pericolosa dovuta alla loro capacità di accumulare i microrganismi patogeni presenti nelle acque marine. Per rendersi conto di tale potere di accumulo basti pensare che riescono a filtrare oltre 100 litri di acqua nelle 24 ore.

49 25/04/ CARNI Sono distinte in carni bianche, rosse e nere Bianche: volatili, conigli, animali giovani Rosse: bovini adulti, cavallo, montone Nere: selvaggina

50 25/04/ Ligienicità dopo la macellazione è assicurata, oltre che dal rispetto delle norme igieniche, dallapplicazione della catena del freddo che rallenta lo sviluppo microbico. Le masse muscolari intatte sono deperibili, ma subiscono i processi alterativi con intensità e velocità inferiori a quelle che si riscontrano in altri prodotti quali i prodotti ittici. Dopo il sezionamento aumenta il pericolo di inquinamento e di sviluppo dei microrganismi

51 25/04/ FRUTTA E ORTAGGI Sulla superficie degli ortaggi può riscontrarsi un notevole numero di microrganismi provenienti dallambiente di produzione (suolo, acqua, ecc.). La frutta acquisisce flora microbica sulla sua superficie a seguito di contaminazione da parte della polvere e delle manipolazioni. Quelli dotati di buccia dura sono abbastanza impermeabili ai microrganismi se non sono escoriati. Quelli a buccia tenera vanno incontro ad una molto più rapida decomposizione

52 SPIGART 52 Doppia Piramide Alimentare - Ambientale

53 25/04/ Piramide ambientale: Nasce studiando e misurando limpatto sullambiente dei cibi presenti nella piramide alimentare, e disponendoli Lungo una piramide capovolta, in cui gli alimenti posizionati più in basso hanno anche minor impatto ambientale. Accostando la piramide alimentare a quella ambientale È possibile notare come i cibi per i quali è consigliato Un consumo maggiore sono anche quelli che hanno un Minor impatto sullambiente.

54 SPIGART 54 Stagionalità

55 OBESITÁ TRA GLI ADULTI

56 OBESITÁ TRA I BAMBINI

57

58 25/04/ Grazie per lattenzione

59 Note di approfondimento 25/04/

60 25/04/ Bacillus cereus - produce spore e due tipi di tossine Alimenti coinvolti: soprattutto alimenti di origine vegetale, riso, carne, latte e derivati, sughi e brodi soprattutto se poco cotti e conservati a T ambiente Habitat: ubiquitario Incubazione: con tossina termostabile - 1/5 ore; con tossina termolabile - 8/16 ore Sintomi: con tossina termostabile- vomito e dolori addominali; con tossina termolabile - diarrea e dolori addominali Temperatura battericida: le spore sono molto termoresistenti Temperatura ottimale di crescita: 30-50°C Prevenzione: impedire la produzione di spore conservando lalimento a T> di 4°C

61 25/04/ Vibrio parahaemoliticus Alimenti coinvolti: pesce, molluschi, crostacei (soprattutto crudi) Habitat: sedimenti di acque marine e costiere Incubazione: 15 ore Sintomi: diarrea, vomito, dolori addominali, febbre Prevenzione: separazione fra materie prime e zona lavorazione, cottura a fondo degli alimenti

62 25/04/ Clostridium perfringens - produce le spore e un enterotossina - anaerobio Alimenti coinvolti: carni e sughi conservati a temperatura ambiente Habitat: feci umane e animali, terreno Incubazione: 8-24 h Sintomi: dolori addominali e diarrea; no vomito e febbre Temperatura battericida: la spora è termoresistente Temperatura ottimale di crescita: °C Prevenzione: approfondita pulizia (uso servizi igienici, eviscerazione animali, evitare contaminazioni crociate separando le preparazioni; evitare di fare prolificare batterio con produzione di spore e perciò di lasciare cibi a temperatura ambiente; raffreddare rapidamente i cibi; riattivare sempre con T maggiore di 70 °C

63 25/04/ Clostridium botulinum- produce spore e una tossina potentissima - anaerobio Alimenti coinvolti: cibi in scatola o sottovetro non adeguatamente sterilizzati (conserve casalinghe),carni, pesci, molluschi Habitat: suolo Incubazione: 12-36h Sintomi: nausea, vomito, prurito, difficoltà alla vista, alla parola, alla muscolatura fino alla morte per asfissia. Temperatura battericida: ebollizione per 15 minuti Temperatura ottimale di crescita: 10-45°C Prevenzione: accurata pulizia materie prime, adeguati tempi di cottura e temperature, adeguata ebollizione delle conserve casalinghe, non assaggiare mai conserve con rigonfiamento, cattivo odore o aspetto.

64 25/04/ Staphilococco aureus - tossina termoresistente Alimenti coinvolti: carne, uova, pollame, pesce, molluschi, latte (soprattutto creme, patè, pasticcini, maionese) Habitat: bocca, naso, gola, ferite,occhi, foruncoli, orecchie umane; corpo animale Incubazione: 2-3 h Sintomi: nausea, vomito ripetuto, dolori addominali, manca la febbre. Temperatura battericida: sopra i 60 °C per i batteri, oltre i 95°C per le tossine Temperatura ottimale di crescita: 30-40°C Prevenzione: evitare di conservare alimenti a temperatura ambiente e quindi il moltiplicarsi di batteri e produzione di tossine. Evitare leccessiva manipolazione dei cibi che aumenta il rischio di trasferimento del batterio sui cibi.

65 25/04/ Le salmonelle sono enterobatteri aerobi, Gram- che causano una tossinfezione alimentare esplicando unazione diretta sulla mucosa intestinale, senza produzione di tossine. Lesordio della sintomatologia è tipicamente brusco e violento e spesso in concomitanza con altre persone che hanno assunto lo stesso cibo. La comparsa delle manifestazione cliniche si ha dopo un intervallo medio di 12–24 ore dallingestione dellalimento contaminato dai microrganismi. SALMONELLE

66 25/04/ La sintomatologia è caratterizzata da: dolore addominale diarrea vomito malessere generale febbre Cefalea

67 25/04/ Poiché gli animali, che eliminano le salmonella con le feci, rappresentano il serbatoio naturale delle salmonelle, (p.e. rettili, tartarughine, polli, suini, uccelli) i cibi più frequentemente implicati sono le: carni e le uova e di conseguenza le creme. Sorgenti dinfezione possono essere rappresentate anche dalluomo : manipolazione degli alimenti da parte di un soggetto portatore di salmonella. La contaminazione degli alimenti può realizzarsi allorigine o durante la macellazione, manipolazione, trasporto e conservazione.

68 25/04/ Molto spesso gli alimenti di origine animale arrivano sul mercato contaminati da salmonella si tratta di cariche batteriche modeste che però possono sopravvivere se la cottura del cibo è superficiale e raggiungere livelli elevati se le pietanze vengono tenute in caldo a temperature non adeguate dopo la preparazione perché la moltiplicazione batterica è favorita dalla Temperatura di 30-40°C. Prevenzione (1/2)

69 25/04/ Quindi è necessario educare il consumatore e soprattutto gli addetti alla preparazione, alla vendita e conservazione dei cibi (mense, refettori, magazzini, etc) a: effettuare una adeguata cottura dei cibi consumare i cibi il più possibile in vicinanza della preparazione conservare i cibi costantemente a temperature che impediscano la moltiplicazione batterica: al di sotto di 10°C o al di sopra di 60°C evitare il contatto degli alimenti dopo la cottura con superfici, contenitori e utensili di cucina già contaminati dato che la contaminazione può avvenire anche dopo la cottura rispettare norme igieniche durante la manipolazione da parte di soggetti portatori in quegli alimenti tenuti in caldo per essere consumati dopo qualche tempo dalla cottura come avviene in mense, rosticcerie, negozi di gastronomia. Notificazione dei casi di malattia Prevenzione (2/2)

70 25/04/ Vibrio cholerae Alimenti coinvolti: acqua, prodotti ittici o verdure lavate o irrigate con acqua contaminata. Habitat: acqua salina e non Incubazione: circa 2-3 gg Sintomi: diarrea profusa e feci ad acqua di riso,vomito, dolori addominali, febbre. Prevenzione: Come per tutte le malattie a trasmissione fecale, lo scrupoloso rispetto di elementari norme igieniche è fondamentale, a livello individuale, per la prevenzione del colera. I vibrioni del colera sono estremamente sensibili allazione dei comuni detergenti e disinfettanti. Una buona soluzione disinfettante può essere ottenuta facilmente in ambito domestico.

71 25/04/ Zimbabwe: dilaga l'epidemia di colera, oltre 91mila le persone infettate.

72 25/04/ Malattie alimentari sostenute da virus Epatite virale A E una malattia infettiva sostenuta da un virus che colpisce il fegato. Lepatite virale di tipo A può essere prevenuta adottando comportamenti alimentari corretti, validi anche per prevenire altre malattie a trasmissione oro fecale, che tengono conto di accurate misure igieniche

73 25/04/ Micotossine: vengono prodotte da funghi come lAspergillus flavus, A. parasiticus Alimenti coinvolti:cereali conservati in ambienti caldi e umidi sintomi: tumori o altre patologie degenerative a carico del fegato Sono diffuse nei paesi tropicali


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