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Sistemi di Gestione della Qualità e Filiere corte nel comparto agroalimentare Dott. PhD Stefano Nava Dott.sa Valeria Chiesa Dott. Andrea Repossini.

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1 Sistemi di Gestione della Qualità e Filiere corte nel comparto agroalimentare
Dott. PhD Stefano Nava Dott.sa Valeria Chiesa Dott. Andrea Repossini

2 Requisiti e procedure per l’apertura di un’attività
in ambito agroalimentare Dott.sa Valeria Chiesa

3 Linee guida per l’applicazione
del sistema HACCP Dott. PhD Stefano Nava

4 Hazard Analisis and Critical Control Points
HACCP Hazard Analisis and Critical Control Points D. Lgs. 155/97: ogni azienda che a qualunque titolo manipola o viene in contatto con sostanze alimentari, successivamente alle fasi primarie di produzione (raccolta, mungitura, allevamento ecc.), deve dotarsi di un piano di autocontrollo interno. Prevede che il responsabile dell’industria alimentare tenga a disposizione dell’autorità competente tutte le informazioni concernenti la natura, la frequenza ed i risultati relativi al controllo dei punti critici (CCP) del proprio processo produttivo Prodotto Processo produttivo

5 Principi del metodo HACCP
a) Analisi dei rischi che si possano presentare nel processo produttivo b) Individuazione dei punti in cui possono verificarsi questi rischi c) Definizione dei sistemi da adottare per il controllo dei punti critici d) Individuazione ed applicazione di procedure di controllo e di sorveglianza dei punti critici e) Riesame periodico ed in occasione di variazioni nel processo produttivo dell’analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo.

6 Principali definizioni
PERICOLO. Fonte potenziale di contaminazione di natura biologica, fisica o chimica tale da ledere la salute del consumatore. ANALISI DEI PERICOLI. Procedura che ha lo scopo di individuare i potenziali pericoli significativi, dove la significatività è data dalla combinazione di due fattori: la probabilità che il pericolo si verifichi (rischio) e la gravità del danno. GRAVITA’ DEL PERICOLO. Importanza del pericolo. RISCHIO. Probabilità che un pericolo di contaminazione si verifichi. AZIONI CORRETTIVE. Azioni che devono essere intraprese quando durante il monitoraggio o la verifica si rilevino carenze del sistema. CONTROLLO. Eseguire un'operazione per prevenire, eliminare o ridurre il pericolo per la salute. Non si tratta qui di controllo inteso come verifica o come analisi ma di gestire il problema.

7 Principali definizioni
PUNTO CRITICO O DI CONTROLLO. Punti, fasi, procedure che devono essere controllate per prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili il pericolo per la sicurezza di un alimento. Ne esistono di due tipi: • CCP 1: punto critico di controllo che garantisce il completo controllo del pericolo. • CCP 2: punto critico di controllo che minimizza ma non può escludere il pericolo (il controllo riduce il rischio ma non garantisce l'assoluta certezza di eliminarlo). MONITORARE. Condurre una sequenza pianificata di osservazioni o misure di un parametro di controllo per valutare se un CCP sia sotto controllo. VERIFICA. Utilizzo di metodi, procedure e prove oltre a quelle usate nel monitoraggio per determinare se il metodo HACCP sia congruente con il piano HACCP e/o se il piano HACCP necessita di modifiche e validazioni.

8 Fasi attuative di un sistema di autocontrollo
Creazione del gruppo HACCP Descrizione dei prodotti Identificazione della destinazione d’uso dei prodotti Definizione del diagramma di flusso Verifica in-loco del diagramma di flusso Identificazione dei rischi e delle misure preventive per il loro controllo Identificazione dei Punti critici di Controllo (CCP) mediante l’applicazione dell’albero delle decisioni per ciascuna fase di processo Determinazione dei limiti critici per ogni CCP individuato Definizione di un sistema di monitoraggio per ogni CCP Definizione delle azioni correttive per le eventuali non conformità Definizione delle procedure di verifica Definizione delle modalità di registrazione e conservazione della documentazione

9 Impostazione del Manuale di Autocontrollo
Intestazione (ragione sociale, revisione, ecc.) “Dipartimento VSA” Via Celoria, 20. 20133 – Milano (Mi) Manuale aziendale di autocontrollo igienico Revisione 00 del 19/03/2012 Pagina 1 di 12 N° Rev. Data di Emissione Realizzato da Autorizzato da Motivo della revisione 00 19/03/2012 Nava Stefano Prof. Massimo Lazzari Prima edizione Riferimenti normativi specifici (D.lgs 853/05 – Pacchetto Igiene, ecc.) Definizioni Scopo Campo di applicazione Dati aziendali Attività autorizzate, locali ed attrezzature Descrizione dell’azienda

10 Costituzione del gruppo HACCP
Interno o esterno (max 5-6 persone) Responsabile autocontrollo e verifica attuazione Lazzari Massimo RV Responsabile attività produttive Chiesa Valeria RP Referente autocontrollo Nava Stefano RA * Differenziazione fase attuativa e di controllo/verifica Monitoraggo e sua verifica: osservazione + indagini strumentali routinarie

11 Definizione del Diagramma di Flusso
(Flow chart) Ingresso materie prime Stoccaggio Cernita e separazione derrate alimentari. Scongelamento Lavorazione Trattamento prodotti crudi Cottura/Frittura Abbattimento Temperatura Congelamento e conservazione a – 18° C Porzionatura Riscaldamento Distribuzione Mantenimento a Caldo Raffreddamento a 0°- 4° C e conservazione

12 Analisi dei pericoli e valutazione dei rischi
Pericoli chimici: residui di antibiotici, sanificanti, metalli pesanti ecc. Pericoli fisici: polveri, frammenti di metallo, peli di roditori, frammenti di insetti e parassiti ecc. Pericoli biologici: microrganismi (Escherichia Coli, enterobatteri, ecc.), parassiti e infestanti (insetti e roditori) * Determinare gravità e probabilità del DANNO e del RISCHIO GD * P = GR (Gravità del Rischio)

13 Tabella riassuntiva dei rischi

14 Individuazione dei Punti Critici di Controllo

15 CCP Determinazione dei limiti critici per ogni CCP individuato
Definizione di un sistema di monitoraggio per ogni CCP Definizione delle azioni correttive per eventuali Non Conformità

16 Procedura di verifica Selezione dei fornitori e ricevimento merci
Criteri di qualificazione Per qualificare un fornitore l’azienda si attiene alla seguente prassi: - Valutazione del prodotto - Eventuale documentazione fornita (dichiarazione di lavorazione in regime di autocontrollo, schede tecniche dei prodotti, certificati di analisi, ecc.); - Struttura generale, affidabilità, disponibilità del fornitore e tempestività di intervento; - Valutazione delle forniture Cernita e stoccaggio merci Stoccaggio a temperatura ambiente Stoccaggio refrigerato Stoccaggio prodotti congelati

17 Pulizia dei locali e delle attrezzature
Principio della “Marcia in avanti” secondo il criterio del “non ritorno” Ricezione Derrate Frigoriferi Magazzino Scarti /Rifiuti Zona Preparazione Cibi Zona Lavaggio Zona Cottura Avanzi Stoviglie Sporche Zona Distribuzione Zona Consumo Pasti Congelatori

18 Fasi operative di lavorazione
Procedure di mondatura e lavaggio alimenti Procedure di scongelamento Procedure di lavorazione Procedure di cottura, riscaldamento e frittura degli alimenti Procedure di raffreddamento dei prodotti cotti Procedure di mantenimento a caldo dei cibi cotti Procedure di Gestione delle Non Conformità

19 Comportamenti corretti Comportamenti non corretti
Procedure di verifica Disinfestazione e derattizzazione Igiene del personale Comportamenti corretti Comportamenti non corretti Lavarsi le mani (con detergente e acqua calda corrente) e asciugarle completamente con salviette monouso: prima di iniziare il turno di lavoro; dopo aver usato il wc; dopo essersi soffiati il naso; dopo ogni contatto con oggetti non attinenti la manipolazione degli alimenti Segnalare al RI eventuali malattie cutanee, gastrointestinali e delle prime vie aeree, congiuntiviti ed ascessi dentari. Proteggere eventuali lesioni cutanee con guanti in gomma con caratteristiche di solidità, pulizia, integrità e cambio frequente. A tal proposito si rammenta che l’utilizzo dei guanti non esonera dalle operazioni di lavaggio sopra descritte. Usare posate pulite o preferibilmente a perdere ogni volta che sia necessario assaggiare i cibi in corso di preparazione. Fumare Indossare anelli, bracciali e orologi Pulirsi le mani sul camice Tossire e starnutire sugli alimenti

20 Dispositivi di Protezione Individuale
Vestiario Criteri e Utilizzo Monitoraggio Azioni correttive Verifiche Camice o divisa Obbligatorio - colore chiaro, lavabile a 60°C - pulito, integro, da cambiare ogni giorno Controllo inizio turno Cambiare Audit mensile a cura di RP Copricapo - deve contenere i capelli, colore chiaro, lavabile a 60°C - ben posizionato, da cambiare ogni giorno Guanti monouso - obbligatori in caso di ferite o lesioni delle mani Indossare Audit giornaliero a cura di RP Guanti gomma Facoltativi per lavaggio verdure e operazioni pulizia - solidi, puliti, integri - da cambiare frequentemente Controllo durante il turno Grembiule gomma Obbligatorio per lavaggio verdure e operazioni pulizia - chiaro, lavabile a 60°C - integro, pulito - lavare dopol’uso, indossare pulito Mascherina Consigliabile alla porzionatura - monouso - obbligatoria in caso di infezioni dell’apparato respiratorio

21 Piano di pulizia e disinfezione
MODULISTICA Piano di pulizia e disinfezione Locale/Attrezzatura Frequenza Modalità operative Finestre Mensile Lavaggio con prodotto specifico. Pavimenti lavabili Giornaliera Raccolta dello sporco, lavaggio con prodotto specifico. Pareti piastrellate Ogni 15 giorni e all’occorrenza Lavaggio con prodotto specifico e risciacquo. Piani di lavoro A fine servizio Eliminazione dei residui di lavorazione, lavaggio con detergente/disinfettante e risciacquo. Vetrine Eliminazione della polvere, e sgrossatura con prodotto specifico. Frigoriferi e banchi frigo Ogni 15 giorni A frigo vuoto lavaggio con detergente o aceto, risciacquo e passaggio con disinfettante.

22 Registrazione delle Temperature
Data rilievo Punto di rilievo T° rilevata Firma 1 2 3 4 * Le temperature vengono registrate giornalmente a fine attività Punti di rilievo: 1 (frigo singolo); 2 (frigo 2 ante); 3 (congelatore orizzontale); 4 (celletta di congelamento).

23 Rapporto Non Conformità
Rapp. n. ___/_______ Descrizione della non conformità (a cura di colui che rileva la non conformità) _________________________________________________________________________________ Analisi della non conformità e delle relative cause (a cura del Responsabile della parte di filiera coinvolta) Descrizione del trattamento della non conformità: _____________________________________ da attuare entro il ________ da __________________ Verifica dell'efficacia Trattamento efficace Trattamento non efficace Proroga Nuova AC/AP N° ______________ data: __/__/____ Firma ________________________________________

24 Piano dei controlli Analisi/Controllo Tempistiche Limiti
Acqua potabile Annuale Limiti di legge Tamponi di superficie ed analisi microbiologica Semestrale su banchi di lavorazione, zone adiacenti ad essi e lavelli Temperature frigoriferi e banchi frigo Ogni giorno verificata su ogni refrigeratore 0° ≤ T° ≤ + Temperature freezer -5° ≤ T° ≤ Controllo visivo delle pulizie e stato igienico dei locali, di attrezzatura di lavorazione e vendita Giornaliere Controllo ratti ed infestanti Visivo giornaliero, documentato mensilmente e a necessità. Controllo cambio e pulizia vestiario Cambio giornaliero al massimo settimanale

25 Ricerca infestazioni Registrazione Analisi
Data rilievo N. Esche/trappole controllate Punti di dimora o di riferimento nei locali Firma Note Registrazione Analisi Data rilievo Descrizione/Note/Esiti/Azioni Correttive o Preventive

26 Processo di lavorazione
Es.: Misurazione della temperatura al cuore dell’alimento Mese ___________ Anno _____________ Data Alimento T° a cuore Firma Non Conformità * Standardizzazioni di processo Accettazione Merci Data Merce in ingresso Valutazione visiva Rilievo T° Eventuale NC Firma

27 Detergenti e disinfettanti
Data Prodotto (nome commerciale) Tipo superficie Dosi d’impiego Caratteristiche tecniche Trattamenti di Disinfestazione e derattizzazione Data Luogo Infestante bersaglio Prodotto utilizzato Dosi d’impiego

28 Scheda Temperature di conservazione Temperatura di conservazione
Alimento Temperatura di conservazione Pollame, conigli e selvaggina 0°C  + 3°C Formaggi con crosta, uova e oviprodotti + 15°C  + 18°C Prodotti di salumeria non stabilizzati + 4°C Ostriche, mitili e altre conchiglie vive + 6°C Prodotti caseari non sterilizzati, burro e yogurt Carni - 18°C Pesce, crostacei, molluschi non vivi Conigli, pollame, frattaglie e selvaggina Piatti precucinati + 2°C Burri Formaggio a pasta molle e a pasta erborinata 0°C  + 4°C Creme fredde - 15°C Semi, conserve, tranne quelle a base di prodotti per la pesca + 5°C Tutti i prodotti serviti caldi + 60°C Affettati, prodotti stabili e semi, conserve + 15°C  + 18°C Farine, pasta, riso, sale, zucchero, cibi in scatola e conserve in bottiglia Ambiente 4^ gamma + 1°C  + 4°C Piatti cotti da servire caldi + 65°C

29 Sistemi di gestione qualità
UNI EN ISO 9001:2008 Dott. PhD Stefano Nava

30 Termini e definizioni Certificazione: attestazione di parte terza della conformità di prodotti, processi, sistemi o persone (ISO/IEC 17000:2004) Registrazione: procedimento con cui l’organismo competente attesta che un’organizzazione soddisfa tutte le condizioni imposte dal Regolamento, attribuendo un numero di registrazione Accreditamento: attestazione di parte terza costituente formale dimostrazione della competenza di un organismo a svolgere specifiche attività di valutazione della conformità

31 Enti di normazione Livello nazionale (Italia): UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione Livello europeo: CEN – European Committee for Standardization Livello mondiale: ISO – International Organization for Standardization

32 UNI EN ISO 9001:2008 Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti
La “famiglia” ISO 9000: UNI EN ISO 9000 – Fondamenti e vocabolario UNI EN ISO 9004 – Linee guida per il miglioramento delle prestazioni UNI EN ISO 9001 – Sistemi di gestione per la qualità UNI EN ISO – Linee guida per gli audit Norme ISO 9001 e ISO Coppia coerente

33 Gli 8 principi di gestione per la qualità
Organizzazione orientata al cliente Leadership Coinvolgimento del personale Approccio basato sui processi Approccio sistemico alla gestione Miglioramento continuo Decisioni basate su dati di fatto Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori

34 Concetto di PROCESSO “Tutto il lavoro è realizzato attraverso un PROCESSO” La logica del processo, del suo controllo e miglioramento diventano la logica fondamentale della ISO 9000 per tutte le attività aziendali. “Il prodotto è il risultato di attività o di processi” Entità in ingresso Entità in uscita PROCESSO

35 Classificazione dei Processi
Processi primari: direttamente connessi alla realizzazione del prodotto; hanno carattere “VERTICALE” in quanto risultano assolutamente essenziali (impatto diretto sulla capacità di soddisfacimento dei requisiti del cliente) Processi “di supporto”: non sono di per sé indispensabili per la realizzazione di prodotti e servizi ma sono di necessario supporto ai processi primari; hanno carattere “ORIZZONTALE” e senza di essi non può essere conseguita la qualità dei prodotti

36 Processi primari Pianificazione della realizzazione del prodotto
Processi relativi al cliente Progettazione e sviluppo Approvvigionamento Produzione ed erogazione di servizi

37 Processi di supporto Tenuta sotto controllo dei documenti e delle registrazioni Pianificazione e comunicazioni interne Riesami da parte della Direzione Gestione delle risorse e delle infrastrutture Valutazione dei fornitori Verifiche ispettive interne Monitoraggio e misurazione dei processi e dei prodotti Analisi dei dati Ecc.

38 Modello PDCA – Cerchio di Deming
PLAN: stabilire gli obiettivi ed i processi necessari per fornire risultati in accordo con i requisiti del cliente e con le politiche dell’organizzazione ACT: adottare azioni per migliorare in modo continuo le prestazioni dei processi ACT PLAN CHECK DO CHECK: monitorare e misurare i processi e i prodotti a fronte delle politiche, degli obiettivi e dei requisiti relativi ai prodotti e riportarne i risultati DO: dare attuazione ai processi

39 Obiettivi per la Qualità (SMART)
S – Specifici: identificare chiaramente cosa si vuole ottenere (Miglioramento di un processo, riduzione di NC… ) M – Misurabili: identificare quali indicatori dicono se gli obiettivi sono stati raggiunti o meno (numerici o dati discreti) A – Acquisibili: obiettivi concretamente raggiungibili a fronte della realtà organizzativa e delle risorse dell’Organizzazione R – Realistici: devono tener conto della realtà di mercato/settore in cui si posiziona l’Organizzazione, del livello della concorrenza, delle opportunità di business T – Tempificati: devono prevedere un quadro temporale di riferimento entro cui valutare il loro raggiungimento

40 UNI EN ISO 9001:2008 Sistema di gestione per la QUALITA’:
Requisiti generali Requisiti relativi alla documentazione Responsabilità della Direzione Politica per la qualità Pianificazione Responsabilità, autorità e comunicazione interna Riesami Gestione delle risorse Risorse umane Infrastrutture Ambiente di lavoro

41 UNI EN ISO 9001:2008 Realizzazione dei prodotto:
Processi relativi al cliente Progettazione e sviluppo Approvvigionamento Produzione ed erogazione di servizi Controllo dei dispositivi di monitoraggio e misurazione Misurazioni, analisi e miglioramento Monitoraggi e misurazioni Controllo dei prodotti non conformi Analisi dei dati Miglioramento

42 Filiera Agricola Italiana Progetto Campagna Amica
Dott. PhD Stefano Nava Dott. Andrea Repossini

43 IL PROGETTO COLDIRETTI FILIERA AGRICOLA ITALIANA
Coldiretti, anche attraverso la Fondazione Campagna Amica, ha intrapreso il progetto per una “filiera agricola italiana”, al fine di realizzare la più grande rete nazionale di vendita diretta di prodotti agroalimentari esclusivamente di origine italiana. E’ stato registrato il marchio collettivo “Campagna Amica” destinato a contraddistinguere i prodotti provenienti dalla Filiera Agricola Italiana e si è predisposto il Regolamento destinato a disciplinarne l’uso. I controlli rappresentano il cardine grazie al quale viene garantito il requisito agricolo e italiano dei prodotti posti in vendita dalle aziende accreditate all’Albo di Campagna Amica.

44 Il Marchio Il marchio “Campagna Amica” descritto nel regolamento depositato dalla FCA, è composto da un elemento grafico e da un logotipo e può essere utilizzato in varie declinazioni Targa dei punti in vendita diretta Insegna dei mercati di Campagna Amica Bollino sui prodotti aziendali

45 PER LE AZIENDE AGRICOLE IN VENDITA DIRETTA
IL PIANO DEI CONTROLLI PER LE AZIENDE AGRICOLE IN VENDITA DIRETTA E’ stato approvato dalla Commissione di Vigilanza di Fondazione Campagna Amica, il Piano dei Controlli che è parte integrante del Regolamento d’uso del Marchio Campagna Amica. Le “Linee Guida dei controlli di Impresa Verde per il rispetto del requisito agricolo e italiano dei prodotti venduti dalle aziende agricole a marchio Campagna Amica” sono state redatte allo scopo di orientare il controllore responsabile nominato da Impresa Verde (controllo di parte seconda) nell’attuazione del Piano dei Controlli.

46 LO SCHEMA GENERALE DEI CONTROLLI COMMISSIONE DI VIGILANZA
percentuali di controllo dell’Ente Terzo: 5% % 0,1% PRODOTTO PRODUTTORE AUTOCONTROLLO controllo di parte I FORNITORE Impresa Verde ENTE TERZO 100% 2% controllo di parte III controllo di parte II COMUNICAZIONE DEI RECLAMI COMMISSIONE DI VIGILANZA

47 I SOGGETTI COINVOLTI NEI CONTROLLI
1. PRODUTTORE AGRICOLO: è il soggetto responsabile del prodotto ai fini del requisito “prodotto agricolo italiano”; 2. FORNITORE DEL PRODUTTORE AGRICOLO: è l’azienda agricola socia di Coldiretti (a parte casi in cui viene concessa deroga da parte della Fondazione) che vende prodotti agricoli italiani all’impresa licenziataria del marchio Campagna Amica; 3. IMPRESA VERDE: è il soggetto che opera a livello territoriale per le filiere orizzontali; si occupa del controllo di parte seconda, svolgendo controlli documentali e sul campo, effettua le indagini documentali su indicazione della Fondazione, qualora quest’ultima riceva reclami da terzi relativi a casi di uso scorretto del Marchio;

48 I SOGGETTI COINVOLTI NEI CONTROLLI
4. ASSOCIAZIONE DEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA: è il soggetto che associa produttori Agricoli, soci di Coldiretti, per la vendita diretta nei Mercati di Campagna Amica e si occupa delle procedure di gestione dei Mercati e delega a Impresa Verde i controlli delle stesse, compresi quelli sul sistema di rintracciabilità del prodotto agricolo italiano; 5. ENTE TERZO DI CONTROLLO: è il soggetto che effettua il controllo di parte terza e valuta il corretto uso del marchio, effettua verifiche ispettive esterne sulle filiere orizzontali (verifiche documentali sui controlli svolti di parte seconda dalle Imprese Verdi e verifiche sul campo presso un campione delle imprese agricole licenziatarie), rilascia certificazione di conformità al requisito prodotto “agricolo italiano”.

49 LIVELLI DI GARANZIA DEI CONTROLLI
1. AUTOCONTROLLO DA PARTE DEL PRODUTTORE LICENZIATARIO DEL MARCHIO CAMPAGNA AMICA: si assume la responsabilità del rispetto del requisito “prodotto agricolo italiano”: l’impresa agricola, mette in atto un sistema di autocontrollo finalizzato a garantire il requisito “agricolo e italiano” dei prodotti per i quali ha richiesto la concessione del marchio “Campagna Amica” controllando pertanto anche i propri fornitori agricoli. Inoltre si impegna a rispettare il Regolamento d’uso del marchio sottoscrivendo il Modulo A, che viene conservato da Impresa Verde nel fascicolo tenuto per ogni impresa licenziataria;

50 LIVELLI DI GARANZIA DEI CONTROLLI
2. CONTROLLO DI IMPRESA VERDE (controllo di parte seconda): Impresa Verde ha la responsabilità di controllare il 100% delle aziende accreditate di propria competenza al fine del rispetto del requisito agricolo e italiano dei prodotti in vendita oltre che sul 2% dei fornitori agricoli delle aziende agricole stesse; 3. CONTROLLO DELL’ENTE TERZO: effettua i controlli sul 100% dei fascicoli delle Imprese Verdi e direttamente sul 5% delle imprese agricole accreditate e sul 0.1% dei fornitori delle imprese agricole controllate. Si tratta di un controllo di parte terza, finalizzato anch’esso ad attestare il rispetto del requisito agricolo e italiano dei prodotti in vendita.

51 LIVELLI DI GARANZIA DEI CONTROLLI
4. LA FONDAZIONE CAMPAGNA AMICA, ATTRAVERSO LA COMMISSIONE DI VIGILANZA: svolge l’attività di supervisione ai controlli cui è tenuta la Fondazione; riceve gli eventuali reclami e gestisce le relative indagini, che possono essere eventualmente affidate a soggetti terzi ; gestisce l’Albo dei licenziatari, ivi annotando eventuali sanzioni erogate.

52 LINEE GUIDA DEI CONTROLLI DI IMPRESA VERDE
In entrambi i casi, le linee guida si compongono di 3 schede che equivalgono ai 3 diversi livelli di controllo previsti dal piano dei controlli. Queste sono: SCHEDA 1: PROCEDURA DEI CONTROLLI DOCUMENTALI (PC-DOC) SCHEDA 2: PROCEDURA DEL CONTROLLO IN AZIENDA (PC-A) SCHEDA 3: PROCEDURA DEI CONTROLLI SUI FORNITORI DELL’AZIENDA (PC-F) Le schede sono da considerarsi suddivise in merito all’ordine logico con cui si presuppone vengano effettuati i controlli

53 PROCEDURA DEI CONTROLLI DOCUMENTALI
PC-DOC: PROCEDURA DEI CONTROLLI DOCUMENTALI SCOPO: la procedura indica come realizzare il controllo documentale ovvero come raccogliere i documenti necessari per effettuare le verifiche per il rispetto del requisito AGRICOLO ITALIANO dei prodotti venduti dall’azienda licenziataria del marchio o dall’azienda che aderisce all’Associazione Agrimercato licenziataria del marchio. FREQUENZA: almeno una volta all’anno.

54 PC-DOC: CHECK LIST DEI CONTROLLI DOCUMENTALI

55 NON CONFORMITA’ (NC): è una anomalia dovuta alla mancanza o irregolarità o incompletezza dei documenti richiesti nella check-list. La non conformità deve essere descritta nella check-list. AZIONE CORRETTIVA (AC): è il provvedimento che l’azienda deve attuare per risolvere la non conformità rilevata. Deve essere descritto nella check-list insieme ai tempi per la risoluzione del problema, non superiori ai 30 giorni. ESITO: indica se la non conformità è stata risolta. Può essere POSITIVO o NEGATIVO e va indicato nella check-list. DATA CHIUSURA AZIONE CORRETTIVA: indica la data di verifica dell’esito dell’azione correttiva.

56 Modello A sottoscritto dall’azienda e relativi allegati
Informazioni richieste: adesione al Regolamento di Campagna Amica, accettazione dei controlli e altre dichiarazioni di natura amministrativo, fiscale e produttiva.

57 Informazioni ricercate:
consistenza aziendale finalizzata a stimare il prodotto dell’impresa, quindi: prodotti coltivati e relative superfici; capi allevati e numero di capi Reperibilità documenti: presso archivi di Impresa Verde FASCICOLO AZIENDALE PREMIO UNICO AZIENDALE UMA QUADERNO DI CAMPAGNA PSR DOMANDE VITIVINICOLO DIRETTIVA NITRATI PUA/PUAS REGISTRI DI STALLA POLIZZE ASSICURATIVE (QUALORA PRESENTI) DOCUMENTAZIONE EQUIVALENTE (tra cui certificazioni / rintracciabilità origine)

58 Informazioni ricercate: tipologia prodotti venduti e loro quantità
Reperibilità documenti: presso l’azienda o presso Impresa Verde se ne tiene la contabilità Per le vendite dell’azienda: fatture emesse, registro fatture emesse e registro dei corrispettivi Informazioni ricercate: quantità/capi acquistati da terzi per congruenza tra produzioni proprie e vendite realizzate Reperibilità documenti: presso l’azienda o presso Impresa Verde se ne tiene la contabilità Per gli acquisti dell’azienda: fatture di acquisto, ivi comprese le autofatture emesse per acquisto da produttori esonerati dalla fatturazione, registro fatture di acquisto

59 Autodichiarazione dei fornitori di fornire all’azienda solo prodotti agricoli italiani e di accettare i controlli

60 Elaborazione delle potenzialità produttive dell’azienda
Stima della produzione potenziale fresca: si moltiplicano le superfici per indici di conversione di riferimento e di conversione adottati a livello regionale o altra fonte ufficiale disponibile. Si deve sempre riportare la Fonte degli indici adottati. Stima della produzione potenziale trasformata: si moltiplica la quantità di prodotto fresco per indici di conversione di riferimento per ogni prodotto. Si deve sempre riportare la Fonte degli indici adottati.

61 PCA: PROCEDURA DEI CONTROLLI IN AZIENDA
SCOPO: la procedura indica come verificare presso l’azienda se i prodotti venduti come agricoli e italiani, provengono effettivamente dalle proprie coltivazioni/allevamenti e da altre aziende nel rispetto del principio della prevalenza MODALITA’: il controllore si deve recare presso l’azienda e svolgere le verifiche di coerenza richieste, dopo avere effettuato i controlli documentali FREQUENZA: almeno una volta all’anno

62 LE VERIFICHE DA EFFETTUARE
CONTROLLI IN AZIENDA: LE VERIFICHE DA EFFETTUARE 1. Congruenza tra i dati produttivi contenuti nei documenti raccolti in fase di controllo documentale e la situazione produttiva reale 2. Congruenza tra quantità di prodotto disponibile per la vendita (ottenuto dall’azienda + acquistato da terzi) e quantità di prodotto che l’azienda potenzialmente può destinare alla vendita. La verifica si effettua sulla base di : - dati ottenuti nella scheda “potenzialità produttive dell’azienda”; quantità di prodotti/capi acquistati da fornitori esterni (da fatture di acquisto); quantità di prodotti venduti (fatture di vendita e documentazione equivalente). 3. Solo per aziende che acquistano prodotti e materie prime da terzi: il controllore deve verificare che l’azienda effettui il controllo sui propri fornitori che: devono essere soci Coldiretti (speciali deroghe possono essere concesse dalla Commissione di Vigilanza della Fondazione Campagna Amica) devono avere rilasciato una dichiarazione di impegno a conferire solo prodotto aziendale italiano e di accettare i controlli .

63 LE VERIFICHE DA EFFETTUARE:
Approfondimenti: 1. se l’azienda acquista prodotti da terzi, se l’azienda acquista prodotti da terzi, anche se è in regime agricolo speciale, ha l’obbligo di fatturare o emettere in ogni caso lo scontrino separato per la vendita di tali prodotti, per i quali non è possibile applicare il regime speciale. Poiché la cessione dei prodotti acquistati da terzi non può mai essere superiore al 49% dei prodotti complessivamente venduti, l’ammontare delle vendite dei prodotti acquistati da terzi (massimo 49%) dà una stima del valore delle produzioni che come minimo l’azienda deve destinare alla vendita (almeno il 51%): se quest’ultimo è inferiore rispetto al valore delle produzioni potenzialmente disponibili dell’azienda (da calcolare sulla base delle quantità indicate nella scheda 6A/6B), la situazione è regolare, in caso contrario occorre indagare sulla provenienza del prodotto venduto.

64 PCA: CHECK LIST DEI CONTROLLI IN AZIENDA

65 PROCEDURA DEI CONTROLLI PRESSO I FORNITORI
PCF: PROCEDURA DEI CONTROLLI PRESSO I FORNITORI SCOPO: la procedura si applica allo scopo di verificare che i prodotti forniti da terzi all’azienda accreditata e controllata, siano agricoli e italiani. MODALITA’: il controllore si deve recare presso l’azienda del fornitore e svolgere le verifiche di coerenza. FREQUENZA: il controllore verifica il 2% dei fornitori, almeno una volta all’anno.

66 CONTROLLI PRESSO IL FORNITORE: LE VERIFICHE
Congruenza tra le tipologie e quantità di prodotti acquistati dall’azienda accreditata e quelle effettivamente coltivate/allevate dal fornitore: il controllore si deve accertare che le quantità vendute all’azienda agricola siano compatibili con i prodotti potenzialmente disponibili per la vendita da parte del fornitore. A tal fine deve essere effettuato un controllo in campo sui prodotti coltivati/capi allevati e relative superfici/numero di capi.

67 CHECK-LIST DEI CONTROLLI PRESSO IL FORNITORE
PCF: CHECK-LIST DEI CONTROLLI PRESSO IL FORNITORE

68 GESTIONE DEI DOCUMENTI: IL DOSSIER AZIENDALE
1. Il responsabile dei controlli di Impresa Verde deve redigere ed aggiornare un documento rispetto al PROGRAMMA DEI CONTROLLI che riporti: l’elenco delle aziende da sottoporre ai controlli; la data programmata per il controllo in azienda; l’esito del controllo; eventuali note informative sullo stato dei controlli. 2. Il responsabile dei controlli di Impresa Verde deve redigere e aggiornare il DOSSIER AZIENDALE, lo speciale fascicolo dell’azienda controllata che contiene: I documenti richiesti per il controllo documentale o, in alternativa, indicazioni chiare della fonte di tali documenti che devono essere prontamente rintracciabili e disponibili su richiesta dell’Ente Terzo di controllo; le 3 check-list dei controlli (PC-DOC, PCA, PCF) ATTENZIONE! IL DOSSIER AZIENDALE DEVE ESSERE SOTTOPOSTO AI CONTROLLI DI TERZA PARTE 3. Il coordinatore regionale di Campagna Amica deve supervisionare lo stato dei controlli sulle aziende accreditate della sua regione, verificando che i controlli in azienda vengano fatti almeno una volta all’anno; inoltre, deve segnalare al responsabile dei controlli di IV eventuali situazioni anomale e verificarne l’esito .

69 Controllo delle aziende agricole accreditate

70 Obblighi delle aziende agricole
Inviare a impresa Verde tutta la documentazione prevista MODULO A_19 APRILE 2011.pdf Modello A sottoscritto dall’azienda e relativi allegati, per le aziende licenziatarie del marchio: Fascicolo aziendale, UMA o documentazione equivalente per l’individuazione delle informazioni richieste (es. piani colturali, consistenza allevamento) Per le vendite dell’azienda: fatture emesse, registro fatture emesse e registro dei corrispettivi, a seconda del regime fiscale dell’azienda. Per gli acquisti dell’azienda: fatture di acquisto, ivi comprese le autofatture emesse per acquisto da produttori esonerati dalla fatturazione, registro delle fatture di acquisto Dichiarazione di impegno dei fornitori Archiviare dichiarazione di impegno del fornitore Archiviare le fatture / bolle di acquisto

71 Verifica ispettiva in campo
congruenza tra i dati produttivi contenuti nei documenti archiviati da Impresa Verde e la situazione produttiva reale effettiva dell’azienda: tale controllo è finalizzato a comparare i dati dei documenti con le superfici effettivamente coltivate, per tipologia di colture e i capi allevati); congruenza tra quantità di prodotto disponibile per la vendita (prodotto ottenuto dall’attività agricola/zootecnica dell’azienda più prodotto acquistato da fornitori esterni) e quantità di prodotto che l’azienda potenzialmente può destinare alla vendita. Tale verifica serve a capire se l’azienda agricola destina alla vendita più di quanto nelle sue possibilità. La verifica di congruenza si effettua sulla base: dei dati ottenuti dalla scheda di elaborazione (6 A /6 B) della potenzialità produttiva dell’azienda quantità di prodotti / capi acquistati da fornitori esterni (il dato si desume dalle fatture, ivi comprese le autofatture emesse per acquisto da produttori esonerati dalla fatturazione, e dal registro delle fatture di acquisto archiviate dall’impresa) documenti disponibili relativi alle vendite presso l’azienda (es. fatture, registro delle fatture emesse, registro dei corrispettivi, DDT di tentata vendita per i MCA ).

72 Obblighi delle Botteghe
Acquistare prodotto da aziende agricole accreditate Campagna Amica Garantire la coerenza fra materie prime in ingresso e prodotto venduto

73 Esercitazione Agriturismo annesso ad azienda agricola Produzioni: prodotti carnei e formaggi Modulistica: Registrazione delle temperature Punto vendita agricolo presso azienda agricola Produzioni: Salumi di suino e miele Modulistica: Accettazione merci

74 GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Contatti: Dott. Stefano Nava Cell


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