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1 Modelli dilluminazione locale radiometrici Maurizio Rossi, Daniele Marini, Davide Selmo.

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Presentazione sul tema: "1 Modelli dilluminazione locale radiometrici Maurizio Rossi, Daniele Marini, Davide Selmo."— Transcript della presentazione:

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2 1 Modelli dilluminazione locale radiometrici Maurizio Rossi, Daniele Marini, Davide Selmo

3 2 Limiti dei modelli di illuminazione locale I modelli Flat, Gourad, Phong sono stati formulati empiricamente Una soluzione corretta del problema della interazione tra luce e materia, richiederebbe la soluzione delle equazioni di Maxwell per il campo elettromagnetico Tale approccio non è praticabile in forma analitica o numerica a causa della elevata complessità

4 3 Riflettometria Le funzioni di Fresnel forniscono una soluzione al problema della riflessione delle onde e.m. in alcuni casi semplificati (riflessione speculare su un materiale liscio ideale) Anche lutilizzo diretto delle funzioni di Fresnel complete non è praticabile a causa della loro elevata complessità La riflettometria descrive la riflessione delle onde e.m. su materiali reali in termini di grandezze radiometriche

5 4 Riflessione: BRDF La funzione di distribuzione della Riflettanza Bidirezionale (Bidirectional Reflectance Distribution Function) descrive la riflessione delle onde e.m.: 1.Su una superficie reale caratterizzata da una qualsiasi microrugosità superficiale 2.Rispetto a qualsiasi direzione (ovvero speculare e/o diffusa) 3.In funzione della radianza riflessa L r e della irradianza incidente E i 4.In funzione della lunghezza donda

6 5BRDF

7 6 BRDF Purtroppo: 1.La BRDF non è nota analiticamente 2.È definita sperimentalmente e può essere misurata con estrema difficoltà dato che dipende da cinque variabili 3.In caso di superfici non omogenee (texture) la sua misurazione dovrebbe essere ripetuta su ogni punto campione della superficie I modelli di illuminazione Flat, Gourad e Phong sono stati formulati empiricamente per cercare di approssimare la BRDF

8 7 Indice di rifrazione n È funzione della lunghezza donda n( ) Nei conduttori è una funzione complessa: n( ) = n( ) + i k( ) k( ) è il coefficiente di estinzione Nei dielettrici è solo reale: n( ) = n( ) k( ) è nullo

9 8 Funzioni di Fresnel Indica il rapporto tra l'intensità della radiazione incidente e quella della radiazione trasmessa all'interno del materiale È funzione della lunghezza donda (cromaticità) Radiazione polarizzata trasmessa da un dielettrico, dipende dallangolo di incidenza e di trasmissione:

10 9 Funzione di Fresnel per dielettrico Lintensità della radiazione trasmessa dipende sia dalla direzione della radiazione incidente sia dalla direzione della radiazione trasmessa; Le due direzioni sono complanari con la normale alla superficie

11 10 Funzione di Fresnel per conduttore n 2 è l'indice di rifrazione del mezzo conduttore (quello dell'aria è pari a 1) e k 2 è il coefficiente di estinzione del conduttore Lintensità della luce trasmessa nel conduttore dipende solo dalla direzione della luce incidente:

12 11 Funzioni di Fresnel Con le funzioni di Fresnel si descrive lattenuazione dell'energia luminosa nella riflessione o trasmissione con conduttori e dielettrici

13 12 Interazione luce materia Modello superficiale a microfacce Conduttori vs dielettrici

14 13 Modello locale di Cook-Torrance Modello locale di Cook-Torrance 1983 La BRDF è approssimata con: k d coefficiente di riflessione diffusa 0 k d 1 k s coefficiente di riflessione speculare 0 k s 1 Ovviamente k d + k s 1 d riflessione diffusa (lambertiana) s riflessione speculare non ideale, ovvero perturbata dalle microrugosità superficiali della materia, dipende da: 1.Angoli di incidenza e riflessione della luce 2.Fattore di microrugosità m che descrive statisticamente la superficie (maggiore m … maggiore la microrugosità) 3.Indice di rifrazione n( ) che è funzione della lunghezza donda e quindi determina lo spettro della radiazione riflessa, ovvero il colore della materia!

15 14 Modello di Cook e Torrance Luminanza riflessa da un superficie come funzione della riflettività bidirezionale Riflettanza BRDF espressa come somma di una componente diffusiva e di una speculare –se il materiale è un dielettrico puro k d =1 e k s =0 –se il materiale è un conduttore puro k d =0 e k s =1 Descrizione radiometrica vs RGB della luce e dei materiali! Il colore non è più definito da triplette RGB ma dipende dallindice di rifrazione n( ) !!!

16 15 Modello di Cook e Torrance La riflettività diffusiva d viene considerata puramente lambertiana La riflettività speculare è approssimata con la formula:

17 16 Modello di Cook e Torrance F rappresenta la funzione di Fresnel che descrive la componente parzialmente trasmessa nel materiale e successivamente riflessa e dipende anche dallindice di rifrazione n( )

18 17 D funzione di rugosità, indica la percentuale di microfacce orientate come la direzione di osservazione (due differenti modelli) –modello gaussiano: con angolo tra L e H, c costante arbitraria, m indice di rugosità normalizzato, quando prossimo a 0 superficie liscia, prossimo a 1 molto rugosa –modello di Beckmann:

19 18 G parametro geometrico tiene conto dell'orientamento delle microfacce superficiali, che possono proiettare un'ombra su facce vicine (shadowing) o produrre una riflessione speculare verso la direzione di osservazione o infine la luce riflessa può essere parzialmente bloccata da altre faccette (masking).

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24 23 Modello di Cook-Torrance Limiti del modello: I parametri k d, k s e m devono essere determinati arbitrariamente dalloperatore in base allesperienza personale sullaspetto dei materiali Lindice di rifrazione dei conduttori è una funzione del campo complesso ma viene considerata reale come nel caso dei dielettrici, quindi i conduttori sono rappresentati con un minore livello di fotorealismo Ignorata la diffusione della luce sotto la superficie del materiale (sub-surface scattering)

25 24 Modello locale di He-Torrance 1991 Questo modello (1991) cerca di eliminare i limiti del modello di Cook-Torrance scomponendo la BRDF in tre componenti senza coefficienti arbitrari: 1.Speculare: dovuta ai raggi che riflettono una sola volta sulla superficie 2.Diffusa direzionale: dovuta ai raggi che riflettono una sola volta sulla superficie ma sono deviati dalla direzione speculare ideale a causa delle microrugosità 3.Diffusa uniforme: dovuta ai raggi che riflettono più volte sopra (conduttori e dielettrici) e sotto (solo nei dielettrici) la superficie del materiale

26 25 Limiti dei modelli di illuminazione locale Limiti dei modelli descritti. Questi ignorano: 1.Fluorescenza dei materiali 2.Fosforescenza dei materiali 3.Anisotropia dei materiali 4.Polarizzazione della luce 5.Sub-surface scattering di alcuni materiali dielettrici (marmo, pelle umana,……)

27 26 Modelli di illuminazione locale Regole generali per la scelta dei parametri

28 27 BSSRDF BSSRDF: bidirectional surface scattering distribution function Il modello di Cook-Torrance e altri modelli avanzati non considerano gli effetti di traslucidità di alcuni materiali (marmo, latte, pelle umana…) Infatti suppone che la luce entri ed esca nello stesso punto della superficie dei materiali

29 28 BSSRDF La BRDF non considera il cammino della luce negli strati sotto-superficiali dei materiali (sub- surface scattering)

30 29 BSSRDF La BSSRDF S(…) dipende dalle posizioni di ingresso (x i,y i ) e rifessione (x r,y r ) della radiazione i è il flusso radiante incidente in (x i,y i )

31 30 Modelli locali che simulano la BSSRDF Hanrahan (1993): materiali a strati con BDRF e BTRF Wolff (1994): modellato in 3 passi: rifrazione entrante, diffusione interna, rifrazione uscente Pharr (2000): BSSRDF ottenuta tramite funzioni integrali

32 31 BSSRDF Modello di Jensen (2001) –La BSSDRF viene approssimata con una BDRF (supponendo illuminazione uniforme) –Somma di due termini: riflettanza diffusa, scalata con Fresnel + termine di scattering singolo (1)

33 32 BRDFBSSRDF


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