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:LAVORO. Dedicato a Rita Levi Montalcini 103 anni di vita,studio,ricerca,lavoro,umanità!

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Presentazione sul tema: ":LAVORO. Dedicato a Rita Levi Montalcini 103 anni di vita,studio,ricerca,lavoro,umanità!"— Transcript della presentazione:

1 :LAVORO

2 Dedicato a Rita Levi Montalcini 103 anni di vita,studio,ricerca,lavoro,umanità!

3 A centanni ogni giorno è ancora una scoperta…

4 "un tempo per … il lavoro nelle Scritture Ebraiche

5 Premessa Il Dio biblico – con categorie ovviamente antropomorfiche - appare profondamente implicato nel lavoro e nel riposo: non è un deus otiosus come gli dèi di Mesopotamia; egli lavora e riposa, si dona e rimane in se stesso. Il Dio biblico – con categorie ovviamente antropomorfiche - appare profondamente implicato nel lavoro e nel riposo: non è un deus otiosus come gli dèi di Mesopotamia; egli lavora e riposa, si dona e rimane in se stesso. Lavoro - riposo è un ritmo divino vitale.[1] Lavoro - riposo è un ritmo divino vitale.[1][1] [1] A. BONORA, NDTB 778. [1]

6 GENESI: in principio Dio creò… Nel primo capitolo della Genesi incontriamo Dio che crea, dice, vede, separa, chiama, fa, benedice: in una parola, Dio lavora. Lultimo versetto del capitolo contiene una sorta di bilancio: Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno (1,31). Il suo lavoro, fecondo di bontà e di bellezza, abbraccia il cielo e la terra, cioè la totalità delluniverso. [1] Nel primo capitolo della Genesi incontriamo Dio che crea, dice, vede, separa, chiama, fa, benedice: in una parola, Dio lavora. Lultimo versetto del capitolo contiene una sorta di bilancio: Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno (1,31). Il suo lavoro, fecondo di bontà e di bellezza, abbraccia il cielo e la terra, cioè la totalità delluniverso. [1] [1] [1] Cielo e terra costituiscono un merismo, cioè una coppia di termini che indica le due metà (o parti: meros) in cui si divide la totalità. Cfr. anche Sal 115, Nella Bibbia cielo e terra sono luniverso. Ciò che è essenziale, è che i due membri rappresentino la totalità. … Una totalità globale che si divide e si ricompone in due parti: L. ALONSO SCHÖKEL, Manuale di poetica ebraica, Queriniana, Brescia 1989, 106. Vi sono citati altri esempi: cedri e querce (Is, 2,13), monti e colli (Is 2,14), ricchi e poveri (Sal 49,3), pane di saggezza e acqua del discernimento (Sir 15,3), capo della città e abitanti (Sir 11,10). [1] Cielo e terra costituiscono un merismo, cioè una coppia di termini che indica le due metà (o parti: meros) in cui si divide la totalità. Cfr. anche Sal 115, Nella Bibbia cielo e terra sono luniverso. Ciò che è essenziale, è che i due membri rappresentino la totalità. … Una totalità globale che si divide e si ricompone in due parti: L. ALONSO SCHÖKEL, Manuale di poetica ebraica, Queriniana, Brescia 1989, 106. Vi sono citati altri esempi: cedri e querce (Is, 2,13), monti e colli (Is 2,14), ricchi e poveri (Sal 49,3), pane di saggezza e acqua del discernimento (Sir 15,3), capo della città e abitanti (Sir 11,10). [1]

7 Nulla si sottrae al suo fare Il testo elenca le opere della creazione, distribuendole in sei giorni: la luce il primo giorno, il firmamento e le acque il secondo, il mare e la terra il terzo, il firmamento e le sue luci il quarto, gli esseri viventi nelle acque e gli uccelli del cielo il quinto giorno. Il testo elenca le opere della creazione, distribuendole in sei giorni: la luce il primo giorno, il firmamento e le acque il secondo, il mare e la terra il terzo, il firmamento e le sue luci il quarto, gli esseri viventi nelle acque e gli uccelli del cielo il quinto giorno. Infine, nel sesto giorno, luomo e la donna. Tutta la Bibbia loda il lavoro del Creatore: I cieli narrano la gloria di Dio e lopera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia (Sal 19/18, 2-3). Infine, nel sesto giorno, luomo e la donna. Tutta la Bibbia loda il lavoro del Creatore: I cieli narrano la gloria di Dio e lopera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia (Sal 19/18, 2-3).

8 Il cielo è opera delle sue dita (Sal 8,4). Particolarmente densa è la meditazione contenuta nel salmo 104/103: Dio stende il cielo come un tenda, costruisce sulle acque la sua dimora, fa delle nubi il suo carro, cammina sulle ali del vento. Particolarmente densa è la meditazione contenuta nel salmo 104/103: Dio stende il cielo come un tenda, costruisce sulle acque la sua dimora, fa delle nubi il suo carro, cammina sulle ali del vento. Con il frutto delle sue opere – letteralmente del suo lavoro – Dio sazia la terra (cfr. v. 13) e tutto luniverso si scioglie in canto di fede, prima che di poesia. Con il frutto delle sue opere – letteralmente del suo lavoro – Dio sazia la terra (cfr. v. 13) e tutto luniverso si scioglie in canto di fede, prima che di poesia.

9 Soprattutto con gli inni del salterio Israele canta la sua fede nel Dio unico, eterno, onnipotente, onnisciente, creatore, signore della storia, sempre fedele al popolo che si è scelto … Israele canta la sua fede nel Dio unico, eterno, onnipotente, onnisciente, creatore, signore della storia, sempre fedele al popolo che si è scelto … I salmisti, nelle descrizioni della natura, dipendono dalle concezioni della loro epoca; essi testimoniano molto più la loro contemplazione religiosa delluniverso che una visione poetica del cosmo. I salmisti, nelle descrizioni della natura, dipendono dalle concezioni della loro epoca; essi testimoniano molto più la loro contemplazione religiosa delluniverso che una visione poetica del cosmo. I fenomeni atmosferici, lalternanza delle stagioni nascondono e svelano gli interventi divini. La natura manifesta per trasparenza la presenza del suo autore.[1] I fenomeni atmosferici, lalternanza delle stagioni nascondono e svelano gli interventi divini. La natura manifesta per trasparenza la presenza del suo autore.[1][1] [1] Introduzione al Salterio nella TOB, Editrice ELLE DI CI, Torino 1992, [1] Introduzione al Salterio nella TOB, Editrice ELLE DI CI, Torino 1992, [1]

10 A compimento del lavoro divino, A compimento del lavoro divino, la Bibbia colloca la notizia sul riposo del Creatore: Allora Dio nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto (Gen 2,2-3). la Bibbia colloca la notizia sul riposo del Creatore: Allora Dio nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto (Gen 2,2-3). Lintera creazione scorre lungo un arco settenario, da cui emerge come lattività creatrice-ordinatrice di Dio è perfetta e il risultato è armonioso.[1] Lintera creazione scorre lungo un arco settenario, da cui emerge come lattività creatrice-ordinatrice di Dio è perfetta e il risultato è armonioso.[1][1] Il lavoro del Creatore non è mai disgiunto dal riposo, che, in senso biblico, è un concetto positivo, in quanto non si riduce a mera assenza di fatica.[2] Il lavoro del Creatore non è mai disgiunto dal riposo, che, in senso biblico, è un concetto positivo, in quanto non si riduce a mera assenza di fatica.[2][2] [1] A. BONORA, NDTB 777. [1] A. BONORA, NDTB 777. [1] [2] G. RAVASI, Dio benedisse il settimo giorno e si riposò, in L. ANDREATTA (a cura di), Sostare lungo il cammino. Il pellegrinaggio in un mondo che cambia, Piemme, Casale Monferrato 2004, 20. [2] G. RAVASI, Dio benedisse il settimo giorno e si riposò, in L. ANDREATTA (a cura di), Sostare lungo il cammino. Il pellegrinaggio in un mondo che cambia, Piemme, Casale Monferrato 2004, 20. [2]

11 Per Dio il riposo non èun dolce far nulla. Infatti nel settimo giorno Dio opera: consacra a sé quel giorno e lo benedice. non èun dolce far nulla. Infatti nel settimo giorno Dio opera: consacra a sé quel giorno e lo benedice. Il riposo di Dio è una cifra simbolica per dire che tutto quello che Dio ha fatto è perfettamente compiuto. Il riposo di Dio è una cifra simbolica per dire che tutto quello che Dio ha fatto è perfettamente compiuto. Ed è un riposo fecondo, perché la benedizione divina rende fecondo il settimo giorno consacrandolo a sé. Ed è un riposo fecondo, perché la benedizione divina rende fecondo il settimo giorno consacrandolo a sé. Gen 1 vuole presentare Dio come colui che lavora e riposa, quindi come colui che include in sé sia il lavoro sia il riposo.[1] Gen 1 vuole presentare Dio come colui che lavora e riposa, quindi come colui che include in sé sia il lavoro sia il riposo.[1][1] [1] BONORA, 778. [1] BONORA, 778. [1]

12 Tzimzum: il ritrarsi di Dio momento di massima attività Questo riposo divino, non va immaginato come un momento di stasi e di passività, ma va pensato come un momento di massima attività, nel senso che il massimo dell'attività di Dio si manifesta nell'atto supremo del suo amore per la sua creazione che si verifica proprio nel momento in cui Egli si ritira perché essa possa respirare, possa essere se stessa. Questo riposo divino, non va immaginato come un momento di stasi e di passività, ma va pensato come un momento di massima attività, nel senso che il massimo dell'attività di Dio si manifesta nell'atto supremo del suo amore per la sua creazione che si verifica proprio nel momento in cui Egli si ritira perché essa possa respirare, possa essere se stessa. Ciò avviene anche nell'ambito umano: quando mi ritiro, resto presente all'altro, ma non lo sovraccarico, non lo soffoco e lo lascio esprimersi dimostrandogli così il massimo dell'amore! (P. Francesco Geremia, Abbazia di Fontanella ) Ciò avviene anche nell'ambito umano: quando mi ritiro, resto presente all'altro, ma non lo sovraccarico, non lo soffoco e lo lascio esprimersi dimostrandogli così il massimo dell'amore! (P. Francesco Geremia, Abbazia di Fontanella )

13 Il lavoro-riposo di Dio genera la festa La Bibbia conosce la regolarità misteriosa dei fenomeni naturali e la discontinuità nel ritmo del tempo delle persone e della comunità: tutti motivi che spingono a far festa.[1] La Bibbia conosce la regolarità misteriosa dei fenomeni naturali e la discontinuità nel ritmo del tempo delle persone e della comunità: tutti motivi che spingono a far festa.[1][1] Il termine ebraico hag, tradotto con festa, significa fare cerchio [2] e anche processione (Sal 42,5). Il termine ebraico hag, tradotto con festa, significa fare cerchio [2] e anche processione (Sal 42,5).[2] Nella storia di Israele le feste sacre naturali vengono progressivamente legate ad avvenimenti della storia della salvezza.[3] Nella storia di Israele le feste sacre naturali vengono progressivamente legate ad avvenimenti della storia della salvezza.[3][3] [1] Cfr. B. LIVERANI, Feste, in Schede Bibliche Pastorali, III (E-F), EDB, Bologna 1988, [1] Cfr. B. LIVERANI, Feste, in Schede Bibliche Pastorali, III (E-F), EDB, Bologna 1988, [1] [2] Cfr. Gb 26,10: Ha tracciato un cerchio sulle acque. Cfr. anche Pr 8,27. [2] Cfr. Gb 26,10: Ha tracciato un cerchio sulle acque. Cfr. anche Pr 8,27. [2] [3] Ecco un rapido elenco: la pasqua da festa pastorale (immolazione propiziatoria di un agnello) diventa memoriale della liberazione dalla piaga dei primogeniti degli egiziani ed assorbe la festa degli azzimi, che da festa agricola delle primizie diventa celebrazione del mese di Abib in cui è avvenuta la liberazione dallEgitto; la festa delle settimane, che si celebra sette settimane dopo la festa degli azzimi, in occasione della mietitura, diventa ricordo dellalleanza consegnata al Sinai; la festa delle capanne (o tabernacoli), nata per marcare la fine dei raccolti, diventa ricordo della marcia nel deserto (Lv 23,41-43) ed offre lopportunità della lettura completa della legge. Sono queste le feste principali, per le quali era prevista la visita annuale al tempio (Es 23,14.17). Poi se ne aggiungono altre: la festa della dedicazione (per la purificazione del tempio da parte di Giuda Maccabeo), la festa dei Purim (per la liberazione allepoca di Ester) e la festa dellespiazione (il kippur, per la speciale purificazione del popolo: Lv 23 e Ne 9). [3] Ecco un rapido elenco: la pasqua da festa pastorale (immolazione propiziatoria di un agnello) diventa memoriale della liberazione dalla piaga dei primogeniti degli egiziani ed assorbe la festa degli azzimi, che da festa agricola delle primizie diventa celebrazione del mese di Abib in cui è avvenuta la liberazione dallEgitto; la festa delle settimane, che si celebra sette settimane dopo la festa degli azzimi, in occasione della mietitura, diventa ricordo dellalleanza consegnata al Sinai; la festa delle capanne (o tabernacoli), nata per marcare la fine dei raccolti, diventa ricordo della marcia nel deserto (Lv 23,41-43) ed offre lopportunità della lettura completa della legge. Sono queste le feste principali, per le quali era prevista la visita annuale al tempio (Es 23,14.17). Poi se ne aggiungono altre: la festa della dedicazione (per la purificazione del tempio da parte di Giuda Maccabeo), la festa dei Purim (per la liberazione allepoca di Ester) e la festa dellespiazione (il kippur, per la speciale purificazione del popolo: Lv 23 e Ne 9). [3]

14 Limportanza del sabato Su questo sfondo si colloca limportanza del sabato, che il popolo ebraico deve santificare per due ordini di motivi: come memoria del riposo del Creatore (Es 20,11) come memoria della liberazione dallEgitto (Dt 5,15). Su questo sfondo si colloca limportanza del sabato, che il popolo ebraico deve santificare per due ordini di motivi: come memoria del riposo del Creatore (Es 20,11) come memoria della liberazione dallEgitto (Dt 5,15). Infatti liberando il suo popolo dallEgitto, Dio lo libera dalla schiavitù del lavoro onniassorbente e dalla logica della produttività. La festa dà al lavoro il senso ultimo e perciò lo redime.[1] Infatti liberando il suo popolo dallEgitto, Dio lo libera dalla schiavitù del lavoro onniassorbente e dalla logica della produttività. La festa dà al lavoro il senso ultimo e perciò lo redime.[1][1] [1] BONORA, 781. [1] BONORA, 781. [1]

15 Isole di tranquillità Il Dio biblico, che lavora e riposa, dona una sorta di architettura al tempo,[1] con la benedizione e la consacrazione del settimo giorno. Il Dio biblico, che lavora e riposa, dona una sorta di architettura al tempo,[1] con la benedizione e la consacrazione del settimo giorno.[1] Ecco la descrizione delle caratteristiche del sabato ad opera di un noto scrittore giudaico: Ecco la descrizione delle caratteristiche del sabato ad opera di un noto scrittore giudaico: Nelloceano tumultuoso del tempo e della fatica vi sono isole di tranquillità dove luomo può trovare rifugio e recuperare la propria dignità. Questa isola è il settimo giorno, il Sabato, un giorno di distacco dalle cose, dagli strumenti e dagli affari pratici e di attaccamento allo spirito. … Il Sabato non è tempo di ansia o preoccupazione personale, di qualunque attività che possa smorzare lo spirito della gioia. … Il Sabato non è tempo per ricordare i peccati, per confessare o pentirsi e nemmeno per invocare sollievo o chiedere qualunque cosa di cui possiamo avere bisogno; è un giorno fatto per la lode, non per le suppliche. Nelloceano tumultuoso del tempo e della fatica vi sono isole di tranquillità dove luomo può trovare rifugio e recuperare la propria dignità. Questa isola è il settimo giorno, il Sabato, un giorno di distacco dalle cose, dagli strumenti e dagli affari pratici e di attaccamento allo spirito. … Il Sabato non è tempo di ansia o preoccupazione personale, di qualunque attività che possa smorzare lo spirito della gioia. … Il Sabato non è tempo per ricordare i peccati, per confessare o pentirsi e nemmeno per invocare sollievo o chiedere qualunque cosa di cui possiamo avere bisogno; è un giorno fatto per la lode, non per le suppliche. [1] A. J. HESCHEL, Il Sabato. Il suo significato per luomo moderno, Rusconi, Milano 1987, 15. [1] A. J. HESCHEL, Il Sabato. Il suo significato per luomo moderno, Rusconi, Milano 1987, 15. [1]

16 Shabbat: giorno di gioia Il digiuno, il lutto, le manifestazioni di dolore sono proibiti. Il periodo di lutto viene interrotto dal Sabato … Qualora vi fosse un malato in famiglia, ricordandocene mentre recitiamo la benedizione: «Guarisci il malato», diventeremmo tristi e melanconici nel giorno del Sabato. … Essere tristi al Sabato è un peccato.[1] Il digiuno, il lutto, le manifestazioni di dolore sono proibiti. Il periodo di lutto viene interrotto dal Sabato … Qualora vi fosse un malato in famiglia, ricordandocene mentre recitiamo la benedizione: «Guarisci il malato», diventeremmo tristi e melanconici nel giorno del Sabato. … Essere tristi al Sabato è un peccato.[1][1] [1] HESCHEL, [1] HESCHEL, [1]

17 Una spiritualità intensa, che andrà incontro ad esagerazioni e contraddizioni, ma che domanda di essere riconsegnata nella sua ricchezza originaria alluomo di oggi: Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò (Gen 2,3). che andrà incontro ad esagerazioni e contraddizioni, ma che domanda di essere riconsegnata nella sua ricchezza originaria alluomo di oggi: Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò (Gen 2,3). Ci sono due verbi importanti: benedire e consacrare. La benedizione divina associa il sabato alla sorgente della vita e lo dichiara fecondo. Ci sono due verbi importanti: benedire e consacrare. La benedizione divina associa il sabato alla sorgente della vita e lo dichiara fecondo. Il sabato benedetto dice riferimento allessere e non allavere, alla comunicazione che è relazione piena e non parola vuota: La benedizione è un dono che ha rapporto con la vita e il suo mistero, ed è un dono espresso mediante la parola ed il suo mistero. Il sabato benedetto dice riferimento allessere e non allavere, alla comunicazione che è relazione piena e non parola vuota: La benedizione è un dono che ha rapporto con la vita e il suo mistero, ed è un dono espresso mediante la parola ed il suo mistero.

18 La benedizione è sia parola che dono, sia dizione che bene (cfr greco eu-loghia, latino bene-dictio), perché il bene che essa apporta non è un oggetto preciso, un dono definito, perché non appartiene alla sfera dellavere, ma a quella dellessere, perché non deriva dallazione delluomo, ma dalla creazione di Dio.[1] sia dizione che bene (cfr greco eu-loghia, latino bene-dictio), perché il bene che essa apporta non è un oggetto preciso, un dono definito, perché non appartiene alla sfera dellavere, ma a quella dellessere, perché non deriva dallazione delluomo, ma dalla creazione di Dio.[1][1] Dio benedisse il settimo giorno (Gen 2,3), come poco prima aveva benedetto la prima coppia (1,28) e poco più avanti benedirà Abramo e in lui tutte le nazioni (12,3-4). Grazie al settimo giorno tacciono le cose, lavere ed il fare, affinché luomo incontri il mistero che lo avvolge. Dio benedisse il settimo giorno (Gen 2,3), come poco prima aveva benedetto la prima coppia (1,28) e poco più avanti benedirà Abramo e in lui tutte le nazioni (12,3-4). Grazie al settimo giorno tacciono le cose, lavere ed il fare, affinché luomo incontri il mistero che lo avvolge. [1] J. GUILLET, Benedizione, DTB, Lautore afferma che benedire significa dire il dono creatore e vivificante, sia prima che si produca, sotto la forma di una preghiera, sia dopo avvenuto, sotto la forma del ringraziamento. Ma mentre la preghiera di benedizione afferma in anticipo la generosità divina, il ringraziamento lha vista rivelarsi. [1] J. GUILLET, Benedizione, DTB, Lautore afferma che benedire significa dire il dono creatore e vivificante, sia prima che si produca, sotto la forma di una preghiera, sia dopo avvenuto, sotto la forma del ringraziamento. Ma mentre la preghiera di benedizione afferma in anticipo la generosità divina, il ringraziamento lha vista rivelarsi. [1]

19 Lhomo faber scopre il senso del suo essere nel tempo non nellazione, pur necessaria, ma nel «riposo» di Dio, attraverso la sua esperienza di homo religiosus. [1] il senso del suo essere nel tempo non nellazione, pur necessaria, ma nel «riposo» di Dio, attraverso la sua esperienza di homo religiosus. [1] [1] Alla benedizione segue la consacrazione, che significa separazione e riserva per sé di un tempo settimanale. Nel decalogo si legge che Dio ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro (Es 20,11). Alla benedizione segue la consacrazione, che significa separazione e riserva per sé di un tempo settimanale. Nel decalogo si legge che Dio ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro (Es 20,11). La parola consacrare acquista nella Bibbia anche il senso di fidanzare.[2] È il vertice della personalizzazione del rapporto Creatore – creatura. La parola consacrare acquista nella Bibbia anche il senso di fidanzare.[2] È il vertice della personalizzazione del rapporto Creatore – creatura.[2] Nella tradizione ebraica il sabato, in quanto tempo consacrato a Dio, finisce con lessere considerato come una fidanzata e rimanda al tema della sponsalità tra Dio e Israele. Nella tradizione ebraica il sabato, in quanto tempo consacrato a Dio, finisce con lessere considerato come una fidanzata e rimanda al tema della sponsalità tra Dio e Israele. [1] RAVASI, 23. [1] RAVASI, 23. [1] [2] Cf. nota b a Es 20,11 nel commento della TOB. [2] Cf. nota b a Es 20,11 nel commento della TOB. [2]

20 Intensità sponsale Per andare al cuore dello «shabbat», del «riposo» di Dio, come alcuni elementi della stessa tradizione ebraica suggeriscono, Per andare al cuore dello «shabbat», del «riposo» di Dio, come alcuni elementi della stessa tradizione ebraica suggeriscono, occorre cogliere lintensità sponsale che caratterizza, dallAntico al Nuovo Testamento, il rapporto di Dio con il suo popolo.[1] occorre cogliere lintensità sponsale che caratterizza, dallAntico al Nuovo Testamento, il rapporto di Dio con il suo popolo.[1][1] [1] GIOVANNI PAOLO II, Dies Domini, Città del Vaticano 1998, 11. [1] GIOVANNI PAOLO II, Dies Domini, Città del Vaticano 1998, 11. [1]

21 Il termine shabbat (femminile in ebraico) indica la sposa, che Dio e la comunità accolgono con gioia la sera del venerdì: Vieni, Amico mio, alla presenza della fidanzata; accogliamo il volto del sabato.[1] indica la sposa, che Dio e la comunità accolgono con gioia la sera del venerdì: Vieni, Amico mio, alla presenza della fidanzata; accogliamo il volto del sabato.[1][1] Giorno benedetto e consacrato, il sabato è costituito da una duplicità intrinseca: la benedizione ricorda che il sabato è in sé fecondo, genera una sua vita che è squisitamente interiore, alimenta lesistere stesso delluomo; la consacrazione evidenzia, daltra parte, che il sabato è anche «sacro», è come unarea protetta, simile al tempio e allaltare. In essa risiede il mistero, domina il silenzio, si incontra il divino. Giorno benedetto e consacrato, il sabato è costituito da una duplicità intrinseca: la benedizione ricorda che il sabato è in sé fecondo, genera una sua vita che è squisitamente interiore, alimenta lesistere stesso delluomo; la consacrazione evidenzia, daltra parte, che il sabato è anche «sacro», è come unarea protetta, simile al tempio e allaltare. In essa risiede il mistero, domina il silenzio, si incontra il divino. [1] Shabbat (femminile in ebraico) riceve un saluto gioioso nella Qabbalat Shabbat (accoglienza di Shabbat). Il canto – Lekah dodi (Vieni, Amato mio) – viene eseguito dagli ebrei la sera del venerdì. E stato composto intorno al 1540 da Shlomo Ha-Levi Alkabez. Dopo ogni strofa si recita il primo versetto in modo responsoriale: Vieni, Amato mio (Dio), incontro alla sposa; il volto del Sabato accogliamo… Incontro a Shabbat, orsù, andiamo, perché essa è la fonte della benedizione. Dal principio, dalle origini, è stata formata: ultima nella realizzazione, nel pensiero la prima: R. TORTI MAZZI, La preghiera ebraica. Alle radici delleucologia cristiana, San Paolo, Cinisello Balsamo 2004, , n [1] Shabbat (femminile in ebraico) riceve un saluto gioioso nella Qabbalat Shabbat (accoglienza di Shabbat). Il canto – Lekah dodi (Vieni, Amato mio) – viene eseguito dagli ebrei la sera del venerdì. E stato composto intorno al 1540 da Shlomo Ha-Levi Alkabez. Dopo ogni strofa si recita il primo versetto in modo responsoriale: Vieni, Amato mio (Dio), incontro alla sposa; il volto del Sabato accogliamo… Incontro a Shabbat, orsù, andiamo, perché essa è la fonte della benedizione. Dal principio, dalle origini, è stata formata: ultima nella realizzazione, nel pensiero la prima: R. TORTI MAZZI, La preghiera ebraica. Alle radici delleucologia cristiana, San Paolo, Cinisello Balsamo 2004, , n [1]

22 Contrappunto Cè quindi una sorta di contrappunto nel sabato biblico: da un lato è attivo, fecondo, collegato allesistenza e alla creazione, dallaltro è chiuso in sé, perfetto e distaccato, non segnato dai rumori, non occupato dalle cose.[1] Cè quindi una sorta di contrappunto nel sabato biblico: da un lato è attivo, fecondo, collegato allesistenza e alla creazione, dallaltro è chiuso in sé, perfetto e distaccato, non segnato dai rumori, non occupato dalle cose.[1][1] Saranno linsegnamento e la morte-risurrezione di Gesù a comporre la contraddizione del sabato: né esclusivo di Dio, né esclusivo delluomo. Saranno linsegnamento e la morte-risurrezione di Gesù a comporre la contraddizione del sabato: né esclusivo di Dio, né esclusivo delluomo. In Gesù il primo giorno dopo il sabato segna linizio di un tempo nuovo: in esso Dio va incontro alluomo nella forza dello Spirito, per riscattare lavoro, riposo e festa dalla morsa del peccato e da ogni sorta di dualismo inumano. In Gesù il primo giorno dopo il sabato segna linizio di un tempo nuovo: in esso Dio va incontro alluomo nella forza dello Spirito, per riscattare lavoro, riposo e festa dalla morsa del peccato e da ogni sorta di dualismo inumano. [1] RAVASI, 22. [1] RAVASI, 22. [1]

23 Limmagine del sabato come fidanzata fa emergere fortemente la personalizzazione del messaggio, che è presente in tutta la Bibbia: il Creatore si rivela Dio personale, che chiama uomini e donne alla relazione con lui e tra di loro. fa emergere fortemente la personalizzazione del messaggio, che è presente in tutta la Bibbia: il Creatore si rivela Dio personale, che chiama uomini e donne alla relazione con lui e tra di loro. In tal modo Dio si presenta non solo come creatore delluniverso, ma anche come signore della storia. In tal modo Dio si presenta non solo come creatore delluniverso, ma anche come signore della storia. Limmagine biblica di Dio intesse intimamente quella degli umani: la teologia impregna lantropologia. Dio crea luomo e la donna e dona loro un posto privilegiato nelluniverso. Egli ne è limmagine: Limmagine biblica di Dio intesse intimamente quella degli umani: la teologia impregna lantropologia. Dio crea luomo e la donna e dona loro un posto privilegiato nelluniverso. Egli ne è limmagine: E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò ( Gen 1,27); E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò ( Gen 1,27); Gen 1,27 Gen 1,27 Maschio e femmina li creò, li benedisse e diede loro il nome di uomo nel giorno in cui furono creati Gen 5,2 (Testo CEI 2008).Maschio e femmina li creò, li benedisse e diede loro il nome di uomo nel giorno in cui furono creati Gen 5,2 (Testo CEI 2008). Gen 5,2 Gen 5,2

24 Come Dio, anche la persona è chiamata al lavoro, al riposo e alla festa: ella può manifestarsi e realizzarsi nel ritmo vitale di lavoro, riposo e festa, mentre nella letteratura mesopotamica rimane destinata solo al lavoro, perché la festa e la libertà sono appannaggio degli dèi. è chiamata al lavoro, al riposo e alla festa: ella può manifestarsi e realizzarsi nel ritmo vitale di lavoro, riposo e festa, mentre nella letteratura mesopotamica rimane destinata solo al lavoro, perché la festa e la libertà sono appannaggio degli dèi. La creatura umana viene benedetta da Dio: così si moltiplicherà e governerà la terra (cfr Gen 1,28). La creatura umana viene benedetta da Dio: così si moltiplicherà e governerà la terra (cfr Gen 1,28). Non è un comando, ma una benedizione. Non è un comando, ma una benedizione.

25 Garanzia di successo e di riuscita Si tratta di una garanzia di successo e di riuscita. … La benedizione di Dio è sulluomo/donna che lavora e genera. Si tratta di una garanzia di successo e di riuscita. … La benedizione di Dio è sulluomo/donna che lavora e genera. Lessere immagine non scava un abisso tra loro e le altre creature: li distingue, in quanto apertura e capacità di incontro con Dio, ma li unisce al cosmo che essi/e governano col loro lavoro. Lessere immagine non scava un abisso tra loro e le altre creature: li distingue, in quanto apertura e capacità di incontro con Dio, ma li unisce al cosmo che essi/e governano col loro lavoro. Il lavoro umano non è una maledizione, ma nemmeno un fine in sé stesso. Esso sta sotto la benedizione divina, condizione della sua riuscita. Il lavoro umano non è una maledizione, ma nemmeno un fine in sé stesso. Esso sta sotto la benedizione divina, condizione della sua riuscita. La «qualità» del lavoro umano è predefinita La «qualità» del lavoro umano è predefinita - dal rapporto della persona con Dio, in quanto è «imago Dei», - dal rapporto della persona con Dio, in quanto è «imago Dei», - e dalla benedizione divina.[1] - e dalla benedizione divina.[1][1] [1] BONORA, [1] BONORA, [1]

26 Per coltivare e custodire Lessere umano biblico è collocato nel giardino di Eden per coltivarlo e custodirlo (cfr Gen 2,15). Coltivare e custodire: una coppia di verbi molto importante, della tradizione javhista, per dire che il lavoro appartiene alla condizione originaria dellessere umano e precede la sua caduta; non è perciò né punizione né maledizione.[1] Lessere umano biblico è collocato nel giardino di Eden per coltivarlo e custodirlo (cfr Gen 2,15). Coltivare e custodire: una coppia di verbi molto importante, della tradizione javhista, per dire che il lavoro appartiene alla condizione originaria dellessere umano e precede la sua caduta; non è perciò né punizione né maledizione.[1][1] Quando ancora nessuno lavorava il suolo (cfr 2,7), egli è chiamato non alla collaborazione o partecipazione al lavoro creatore di Dio, ma piuttosto alla custodia e «coltivazione» del senso messo da Dio nel cosmo armonioso da lui creato… Quando ancora nessuno lavorava il suolo (cfr 2,7), egli è chiamato non alla collaborazione o partecipazione al lavoro creatore di Dio, ma piuttosto alla custodia e «coltivazione» del senso messo da Dio nel cosmo armonioso da lui creato… La destinazione al lavoro fa parte dellequipaggiamento paradisiaco della persona umana ed è un aspetto della creatrice iniziativa divina.[2] La destinazione al lavoro fa parte dellequipaggiamento paradisiaco della persona umana ed è un aspetto della creatrice iniziativa divina.[2][2] [1] Compendio, 256. [1] Compendio, 256. [1] [2] BONORA, 779. [2] BONORA, 779. [2]

27 Il senso del lavoro umano voluto da Dio si rivela nella perfetta integrazione originaria tra la adamah (polvere del suolo) da cui luomo, Adamo (adam), è tratto (Gen 2,7) e la adamah (= suolo), da cui viene il giardino, affidato alla coltivazione-custodia delluomo (adam - v. 15).[1] si rivela nella perfetta integrazione originaria tra la adamah (polvere del suolo) da cui luomo, Adamo (adam), è tratto (Gen 2,7) e la adamah (= suolo), da cui viene il giardino, affidato alla coltivazione-custodia delluomo (adam - v. 15).[1][1] Ordine cosmico e sociale si trovano anche nei libri sapienziali. Il termine adam, che designa lessere umano in senso collettivo, prima e fuori di ogni determinazione di razza, lingua, luogo, registra unalta frequenza nel libro dei Proverbi (45 volte): la religione della sapienza si basa sulla fede in Jahveh creatore e quindi sulla concezione dellessere umano come creatura (appunto adam), chiamato a occupare il suo posto e svolgere il suo compito nel mondo.[2] Ordine cosmico e sociale si trovano anche nei libri sapienziali. Il termine adam, che designa lessere umano in senso collettivo, prima e fuori di ogni determinazione di razza, lingua, luogo, registra unalta frequenza nel libro dei Proverbi (45 volte): la religione della sapienza si basa sulla fede in Jahveh creatore e quindi sulla concezione dellessere umano come creatura (appunto adam), chiamato a occupare il suo posto e svolgere il suo compito nel mondo.[2][2] [1] BONORA, 779. [1] BONORA, 779. [1] [2] A. NICCACCI, La casa della sapienza. Voci e volti della sapienza biblica, San Paolo, Cinisello Balsamo 1994, 47. [2] A. NICCACCI, La casa della sapienza. Voci e volti della sapienza biblica, San Paolo, Cinisello Balsamo 1994, 47. [2]

28 La sapienza parte dal Signore e termina il suo itinerario in compagnia degli uomini (Pr 8,22.31). In Sir 24 essa fa un itinerario sostanzialmente simile, ma prende dimora stabile in Israele.[1] e termina il suo itinerario in compagnia degli uomini (Pr 8,22.31). In Sir 24 essa fa un itinerario sostanzialmente simile, ma prende dimora stabile in Israele.[1][1] Adam deve anche imporre i nomi (Gen 2,20) alle bestie della terra e del cielo: anche questa è unattività di integrazione, con cui luomo è chiamato a scoprire, definire e ordinare (Bonora) il mondo a lui donato da Dio. Dare il nome è benedire Dio (Enzo Bianchi) Adam deve anche imporre i nomi (Gen 2,20) alle bestie della terra e del cielo: anche questa è unattività di integrazione, con cui luomo è chiamato a scoprire, definire e ordinare (Bonora) il mondo a lui donato da Dio. Dare il nome è benedire Dio (Enzo Bianchi) Imponendo il nome, luomo rende umano lambiente in cui è stato posto dal Signore. Questa integrazione fa vedere il volto positivo non solo del lavoro, ma dellintera vicenda umana: è relazione ordinata con Dio e con il creato. [1] L. ALONSO SCHÖKEL – J. VILCHEZ LINDEZ, I Proverbi, Borla, Roma 1988, 284. Imponendo il nome, luomo rende umano lambiente in cui è stato posto dal Signore. Questa integrazione fa vedere il volto positivo non solo del lavoro, ma dellintera vicenda umana: è relazione ordinata con Dio e con il creato. [1] L. ALONSO SCHÖKEL – J. VILCHEZ LINDEZ, I Proverbi, Borla, Roma 1988, 284. [1]

29 Creato ricevuto come dono Infatti Il dominio delluomo sugli altri esseri viventi non deve essere dispotico e dissennato; al contrario, egli deve «coltivare e custodire» (cfr. Gen 2,15) i beni creati da Dio: beni che luomo non ha creato, ma ha ricevuto come un dono prezioso posto dal Creatore sotto la sua responsabilità. Infatti Il dominio delluomo sugli altri esseri viventi non deve essere dispotico e dissennato; al contrario, egli deve «coltivare e custodire» (cfr. Gen 2,15) i beni creati da Dio: beni che luomo non ha creato, ma ha ricevuto come un dono prezioso posto dal Creatore sotto la sua responsabilità. Coltivare la terra significa non abbandonarla a sé stessa; esercitare il dominio su di essa è averne cura, così come un re saggio si prende cura del suo popolo e un pastore del suo gregge.[1] Coltivare la terra significa non abbandonarla a sé stessa; esercitare il dominio su di essa è averne cura, così come un re saggio si prende cura del suo popolo e un pastore del suo gregge.[1][1] [1] Compendio, 255. [1] Compendio, 255. [1]

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31 La novità dolorosa nelle relazioni bibliche appare in Gen 3 con il peccato: con la tentata usurpazione luomo vuole arrogarsi la competenza di fissare quel che conta e quel che non conta per la sua esistenza.[1] nelle relazioni bibliche appare in Gen 3 con il peccato: con la tentata usurpazione luomo vuole arrogarsi la competenza di fissare quel che conta e quel che non conta per la sua esistenza.[1][1] La perversione dei rapporti tra luomo e Dio, come tra luomo e la adamah, si manifesta in fatica, dolore, insuccesso, violenza, disarmonia. La perversione dei rapporti tra luomo e Dio, come tra luomo e la adamah, si manifesta in fatica, dolore, insuccesso, violenza, disarmonia. La terra, maledetta, fa resistenza alluomo, che deve strapparle il pane con fatica. La terra, maledetta, fa resistenza alluomo, che deve strapparle il pane con fatica. Il lavoro diventa ambiguo e precario, insicuro del proprio senso e del proprio scopo.[2] Il lavoro diventa ambiguo e precario, insicuro del proprio senso e del proprio scopo.[2][2][2] [1] BONORA, 779. [1] BONORA, 779. [1] [2] BONORA, 780. [2] BONORA, 780. [2]

32 la tragedia di questi forzati dell'oro in un magma di corpi, fango, fatica e pazzia collettiva. La fatica del lavoro in una foto di Sebastiao Salgado ( 1944 Aimores in Brasile, dopo la laurea in Scienze economiche e statistiche, un viaggio di lavoro in Africa segnerà il suo destino, con la decisione di fare del fotoreportage il suo lavoro e la sua ragione di vita). La fatica del lavoro in una foto di Sebastiao Salgado ( 1944 Aimores in Brasile, dopo la laurea in Scienze economiche e statistiche, un viaggio di lavoro in Africa segnerà il suo destino, con la decisione di fare del fotoreportage il suo lavoro e la sua ragione di vita).

33 Sierra Pelada, miniera doro (1986) Sierra Pelada, miniera doro (1986)

34 Sierra Pelada, 1986 Sierra Pelada, 1986

35 Nel diritto ebraico il lavoro è la produzione o la trasformazione di un oggetto. In esso lessere umano si rivela immagine del Dio che crea e conserva. In esso lessere umano si rivela immagine del Dio che crea e conserva. La Bibbia e il Talmud sottolineano la dignità e il significato sociale del lavoro. Essi contengono leggi dettagliate a proteggere il/la lavoratore/trice. La Bibbia e il Talmud sottolineano la dignità e il significato sociale del lavoro. Essi contengono leggi dettagliate a proteggere il/la lavoratore/trice. Il lavoro manuale non è inteso come punizione per il peccato, ma come vita fornita di senso. Il lavoro manuale non è inteso come punizione per il peccato, ma come vita fornita di senso. Dio viene descritto come Colui che ha creato il paradiso (Gen 2,8), luomo senza peccato lo ha coltivato e custodito. Dio viene descritto come Colui che ha creato il paradiso (Gen 2,8), luomo senza peccato lo ha coltivato e custodito.

36 L'epoca messianica è contraddistinta dagli attrezzi per il lavoro e dal potersi godere in pace i suoi frutti [Mic 4,3b-4]. dagli attrezzi per il lavoro e dal potersi godere in pace i suoi frutti [Mic 4,3b-4]. 3 b. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione, non impareranno più l'arte della guerra. 4Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto il fico e più nessuno li spaventerà, perché la bocca del Signore degli eserciti ha parlato! 3 b. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione, non impareranno più l'arte della guerra. 4Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto il fico e più nessuno li spaventerà, perché la bocca del Signore degli eserciti ha parlato! Una versione dei Dieci Comandamenti mette in risalto il giorno del riposo in quanto imitazione di Dio (Es 20, 11), Una versione dei Dieci Comandamenti mette in risalto il giorno del riposo in quanto imitazione di Dio (Es 20, 11), l'altra sottolinea l'aspetto sociale, dove i diritti sono uguali per il padrone e per il servo, in ricordo della liberazione di Israele dall'oppressione (Dt 5, 12-16). l'altra sottolinea l'aspetto sociale, dove i diritti sono uguali per il padrone e per il servo, in ricordo della liberazione di Israele dall'oppressione (Dt 5, 12-16).

37 Anche le donne, la padrona e la serva, in antitesi ad altre antiche leggi hanno questo diritto al riposo. Prv 31, 11 ss. descrive il lavoro della donna che è indipendente e poliedrico (dispone, lavora, acquista, confeziona). in antitesi ad altre antiche leggi hanno questo diritto al riposo. Prv 31, 11 ss. descrive il lavoro della donna che è indipendente e poliedrico (dispone, lavora, acquista, confeziona). Anche gli animali domestici hanno diritto al riposo dopo il lavoro. Anche gli animali domestici hanno diritto al riposo dopo il lavoro. Durante il lavoro viene loro dato da mangiare sui campi (Dt 25,4), si presta loro aiuto quando il carico è eccessivo ( Es 23, 5; Dt 22,4), a loro viene dato da mangiare prima che mangi l'uomo stesso (in base a Dt 11, 15), perché «il/la giusto/a conosce l'anima del suo bestiame» (Prv 12, 10). Durante il lavoro viene loro dato da mangiare sui campi (Dt 25,4), si presta loro aiuto quando il carico è eccessivo ( Es 23, 5; Dt 22,4), a loro viene dato da mangiare prima che mangi l'uomo stesso (in base a Dt 11, 15), perché «il/la giusto/a conosce l'anima del suo bestiame» (Prv 12, 10).

38 Il Talmùd mette in risalto soprattutto il valore etico del lavoro. mette in risalto soprattutto il valore etico del lavoro. Molti maestri erano contadini, fabbri, falegnami, ecc. Come dovere dei genitori essi postulavano che i figli potessero imparare un mestiere, perché l'ozio corrompe il carattere (b Qidduschin 29a). Molti maestri erano contadini, fabbri, falegnami, ecc. Come dovere dei genitori essi postulavano che i figli potessero imparare un mestiere, perché l'ozio corrompe il carattere (b Qidduschin 29a). Quale compito di tutta la vita essi, accanto al lavoro manuale, indicavano quello intellettuale nello studio della dottrina di Dio. Quale compito di tutta la vita essi, accanto al lavoro manuale, indicavano quello intellettuale nello studio della dottrina di Dio. Nel Medioevo questo modo ebraico di condurre la vita venne distrutto in molti paesi, poiché per gli Ebrei fu limitato, e a volte proibito, dallo Stato il diritto al possesso di terreni e l'artigianato. Nel Medioevo questo modo ebraico di condurre la vita venne distrutto in molti paesi, poiché per gli Ebrei fu limitato, e a volte proibito, dallo Stato il diritto al possesso di terreni e l'artigianato.

39 Nell'Europa Orientale questo fenomeno si verificò di meno. questo fenomeno si verificò di meno. Il desiderio di compiere il dovere religioso di rendere fertile la Terra Santa, verso il 1900 spinse gli Ebrei a migrare dall'Europa orientale e dai paesi islamici verso la Palestina. Il desiderio di compiere il dovere religioso di rendere fertile la Terra Santa, verso il 1900 spinse gli Ebrei a migrare dall'Europa orientale e dai paesi islamici verso la Palestina. Non diversamente si comportarono, spinti dalla stessa fede, alcuni gruppi cristiani e il bahaismo, religione sorta dall'Islam persiano. Non diversamente si comportarono, spinti dalla stessa fede, alcuni gruppi cristiani e il bahaismo, religione sorta dall'Islam persiano. Milioni di Ebrei che facevano parte del proletariato emigrarono dalla Russia in America e contribuirono ad edificare la sua economia per mezzo del loro lavoro. Milioni di Ebrei che facevano parte del proletariato emigrarono dalla Russia in America e contribuirono ad edificare la sua economia per mezzo del loro lavoro.

40 Le leggi sul lavoro costituiscono un ampio capitolo del diritto ebraico. Esse sono contenute nei codici di Maimonide, di Caro, ecc. e si basano sulla Bibbia e sul Talmùd. Il loro principio è l'uguaglianza delle persone nonostante la diversità di ceto. costituiscono un ampio capitolo del diritto ebraico. Esse sono contenute nei codici di Maimonide, di Caro, ecc. e si basano sulla Bibbia e sul Talmùd. Il loro principio è l'uguaglianza delle persone nonostante la diversità di ceto. Chi si procaccia un servitore ebreo si compra un padrone (b Qidduschin 12a). Lo schiavo pagano, «cananeo», aveva anch'egli diritto a un trattamento dignitoso. Chi si procaccia un servitore ebreo si compra un padrone (b Qidduschin 12a). Lo schiavo pagano, «cananeo», aveva anch'egli diritto a un trattamento dignitoso. In caso di ferite tali da lasciare lesioni permanenti o cicatrici, egli aveva diritto a divenire libero in base alla legge occhio per occhio, dente per dente, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita" (Es 21, 24-27; per" significa in risarcimento di qualcosa). In caso di ferite tali da lasciare lesioni permanenti o cicatrici, egli aveva diritto a divenire libero in base alla legge occhio per occhio, dente per dente, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita" (Es 21, 24-27; per" significa in risarcimento di qualcosa). Lavoratori stranieri in cerca di asilo ottenevano il diritto di residenza (Dt ). Lavoratori stranieri in cerca di asilo ottenevano il diritto di residenza (Dt ).

41 Le donne prigioniere di guerra non potevano essere utilizzate per il lavoro, ma potevano essere prese in moglie (Dt 21, 10s). non potevano essere utilizzate per il lavoro, ma potevano essere prese in moglie (Dt 21, 10s). Le figlie vendute come operaie da padri indebitati venivano prese in moglie o lasciate libere quando divenivano maggiorenni (Es 21, 7 s.). Le figlie vendute come operaie da padri indebitati venivano prese in moglie o lasciate libere quando divenivano maggiorenni (Es 21, 7 s.). Il rapimento a scopo di ricatto o per il traffico di schiavi/e era punito con la pena di morte (Es 21, 16, Dt 24, 7). Il rapimento a scopo di ricatto o per il traffico di schiavi/e era punito con la pena di morte (Es 21, 16, Dt 24, 7). Il furto veniva risarcito tramite una prestazione temporanea di lavoro, dal momento che il diritto ebraico non conosceva pene detentive né mutilazioni. Il furto veniva risarcito tramite una prestazione temporanea di lavoro, dal momento che il diritto ebraico non conosceva pene detentive né mutilazioni. Finché non entrò in vigore (in Germania) il divieto statale di convertirsi all'Ebraismo, nel Medioevo i lavoratori non-ebrei furono ben accetti e dopo che erano tornati in libertà diventavano membri a pieno diritto della comunità. Finché non entrò in vigore (in Germania) il divieto statale di convertirsi all'Ebraismo, nel Medioevo i lavoratori non-ebrei furono ben accetti e dopo che erano tornati in libertà diventavano membri a pieno diritto della comunità.

42 Tutela del/la lavoratore/trice Dal giorno lavorativo venivano detratti la strada per recarsi al lavoro e il tempo occorrente a mangiare e a pregare (b Baba Mezia 83a). Dal giorno lavorativo venivano detratti la strada per recarsi al lavoro e il tempo occorrente a mangiare e a pregare (b Baba Mezia 83a). Era dovere del datore di lavoro prendersi cura della salute dei/delle lavoratori/trici. Era dovere del datore di lavoro prendersi cura della salute dei/delle lavoratori/trici. Chi era a salario giornaliero doveva essere pagato la sera stessa (Lv 19, 13). Chi era a salario giornaliero doveva essere pagato la sera stessa (Lv 19, 13). I/le lavoratori/trici avevano generalmente un contratto di tre-sei anni (Is 16, 14; Dt 15, 18) oppure pattuivano un contratto forfettario. I/le lavoratori/trici avevano generalmente un contratto di tre-sei anni (Is 16, 14; Dt 15, 18) oppure pattuivano un contratto forfettario. Se il lavoro pattuito era compiuto in anticipo avevano diritto a un sussidio di disoccupazione (b Baba Mezia 76a ss.). Se il lavoro pattuito era compiuto in anticipo avevano diritto a un sussidio di disoccupazione (b Baba Mezia 76a ss.).

43 Se veniva rimpiazzato/a, il/la lavoratore/trice poteva recedere ogni momento dal contratto. Era dovere compiere scrupolosamente il proprio lavoro. Era dovere compiere scrupolosamente il proprio lavoro. Gli sviluppi moderni vengono trattati dallodierno diritto ebraico. Gli sviluppi moderni vengono trattati dallodierno diritto ebraico. Il pensatore A.D. Gordon proclamò la religione del lavoro per fondare la società ebraica, indebolita dalla repressione e dalleccessiva spiritualizzazione (P. Navé Levinson). Il pensatore A.D. Gordon proclamò la religione del lavoro per fondare la società ebraica, indebolita dalla repressione e dalleccessiva spiritualizzazione (P. Navé Levinson). Come il suo amico M. Buber credeva nella forza liberatrice dellazione etica del singolo. Come il suo amico M. Buber credeva nella forza liberatrice dellazione etica del singolo.

44 Hurrà, abbiamo trovato un lavoro!

45 Un altro … lavoro di Dio Nei capitoli di Ezechiele, Dio trova una neonata tra i cespugli. Nei capitoli di Ezechiele, Dio trova una neonata tra i cespugli. La raccoglie, la cura, la sposa, ne viene tradito, ma poi la riprende con sé. La raccoglie, la cura, la sposa, ne viene tradito, ma poi la riprende con sé. E la parabola della storia dIsraele. E la parabola della storia dIsraele. E la parabola della storia umana. E la parabola della storia umana.

46 Non lavorare troppo… «È meglio aver poco con il timore di Dio che un grande tesoro con linquietudine» (Pr 15,16). «È meglio aver poco con il timore di Dio che un grande tesoro con linquietudine» (Pr 15,16). Il lavoro è essenziale, ma è Dio, non il lavoro, la fonte della vita e il fine delluomo. Lattività umana va onorata, in quanto fonte di ricchezza o almeno di condizioni di vita decorose. Il lavoro è essenziale, ma è Dio, non il lavoro, la fonte della vita e il fine delluomo. Lattività umana va onorata, in quanto fonte di ricchezza o almeno di condizioni di vita decorose. È strumento efficace contro la povertà, ma non va idolatrato, perché non ha in sé il senso ultimo e definitivo della vita. È strumento efficace contro la povertà, ma non va idolatrato, perché non ha in sé il senso ultimo e definitivo della vita.

47 Siracide: le arti e i mestieri Nel cap. 38 del Siracide cè un elenco di arti e mestieri come erano allora conosciuti. La Bibbia dice di questi lavoratori che "confidano nelle loro mani e ciascuno è abile nel suo mestiere. Senza di loro la città non può essere costruita e nessuno potrebbe avere ciò che occorre alla vita". Nel cap. 38 del Siracide cè un elenco di arti e mestieri come erano allora conosciuti. La Bibbia dice di questi lavoratori che "confidano nelle loro mani e ciascuno è abile nel suo mestiere. Senza di loro la città non può essere costruita e nessuno potrebbe avere ciò che occorre alla vita". Poi lautore sacro aggiunge una espressione molto bella: "Queste persone assicurano il funzionamento del mondo e il loro lavoro intelligente è una vera preghiera". Poi lautore sacro aggiunge una espressione molto bella: "Queste persone assicurano il funzionamento del mondo e il loro lavoro intelligente è una vera preghiera". Interprete della sapienza di Dio, che governa il creato e le creature, il lavoro delluomo - che Gesù ha liberato dalle sue ambiguità - può diventare mediazione di comunione con Dio e tra gli uomini. Interprete della sapienza di Dio, che governa il creato e le creature, il lavoro delluomo - che Gesù ha liberato dalle sue ambiguità - può diventare mediazione di comunione con Dio e tra gli uomini.

48 Riandando alle Scritture Riandando alle Scritture sul tema LAVORO troviamo molti passi che hanno a che fare con le condizioni di lavoro, luso della terra, lo sfruttamento degli operai, la disparità tra classi sociali, dallinizio alla fine. sul tema LAVORO troviamo molti passi che hanno a che fare con le condizioni di lavoro, luso della terra, lo sfruttamento degli operai, la disparità tra classi sociali, dallinizio alla fine. Però non possiamo dedurre troppo in fretta una morale sociale sul lavoro, perché la Bibbia, per sua natura, è destinata a tutte le epoche, anche se si riveste di volta in volta di immagini legate ad un certo periodo storico. Però non possiamo dedurre troppo in fretta una morale sociale sul lavoro, perché la Bibbia, per sua natura, è destinata a tutte le epoche, anche se si riveste di volta in volta di immagini legate ad un certo periodo storico.

49 La Bibbia illumina le attività umane Più correttamente, quindi, si deve dire che la Bibbia è preposta ad illuminare lattività delluomo/donna, il suo agire, il suo operare, il suo manifestarsi a diversi livelli, tutti complementari e tutti ugualmente importanti e sono i livelli del sociale, della convivenza, dello stare insieme, del livello politico, della scienza, della creatività artistica, della tecnologia, dellambito giuridico ordinato alla costituzione di strutture sempre più adeguate alle necessità del momento. Più correttamente, quindi, si deve dire che la Bibbia è preposta ad illuminare lattività delluomo/donna, il suo agire, il suo operare, il suo manifestarsi a diversi livelli, tutti complementari e tutti ugualmente importanti e sono i livelli del sociale, della convivenza, dello stare insieme, del livello politico, della scienza, della creatività artistica, della tecnologia, dellambito giuridico ordinato alla costituzione di strutture sempre più adeguate alle necessità del momento. C'è l'agire religioso, che si traduce in gesti, atti e riti chiamati religiosi. E l'attività attenta alla dimensione morale ed etica: cosa è giusto fare? Quando siamo coerenti? Quando agiamo in modo proficuo atto a favorire la vita e quando agiamo in modo da mortificarla? C'è l'agire religioso, che si traduce in gesti, atti e riti chiamati religiosi. E l'attività attenta alla dimensione morale ed etica: cosa è giusto fare? Quando siamo coerenti? Quando agiamo in modo proficuo atto a favorire la vita e quando agiamo in modo da mortificarla?

50 Jael Kopchowski Per un interpretazione ebraica Cè davvero molto sul rapporto lavorativo nella Torà. Tutto il Levitico tratta di regole e moltissime sono regole di vivere sociale che affrontano la relazione tra le persone. Cè davvero molto sul rapporto lavorativo nella Torà. Tutto il Levitico tratta di regole e moltissime sono regole di vivere sociale che affrontano la relazione tra le persone. Ti faccio solo un esempio: siamo abituati a sentir citare dente per dente occhio per occhio come una dimostrazione della vendicità dellantico testamento, niente di più sbagliato. Ti faccio solo un esempio: siamo abituati a sentir citare dente per dente occhio per occhio come una dimostrazione della vendicità dellantico testamento, niente di più sbagliato. Se prendiamo il brano nel contesto in cui è inserito ne cogliamo il vero significato perché riguarda i doveri di un datore di lavoro nei confronti dei propri lavoratori. Quanto il brano ci insegna è che la Torà prevede una forma di assicurazione ante litteram. Nella malaugurata eventualità che, a causa di un incidente sul lavoro, si dovesse riscontrate un danno fisico, lo stesso dovrà essere risarcito in base alla sua gravità. La rottura di un dente non ha una ricaduta invalidante come la perdita di un occhio, il rimborso che il datore di lavoro dovrà dare sarà adeguato allentità della ricaduta. Se prendiamo il brano nel contesto in cui è inserito ne cogliamo il vero significato perché riguarda i doveri di un datore di lavoro nei confronti dei propri lavoratori. Quanto il brano ci insegna è che la Torà prevede una forma di assicurazione ante litteram. Nella malaugurata eventualità che, a causa di un incidente sul lavoro, si dovesse riscontrate un danno fisico, lo stesso dovrà essere risarcito in base alla sua gravità. La rottura di un dente non ha una ricaduta invalidante come la perdita di un occhio, il rimborso che il datore di lavoro dovrà dare sarà adeguato allentità della ricaduta.

51 Sui prestiti Esistono poi leggi di alto valore sociale riguardanti i prestiti. Se per esempio una persona poco abbiente chiede un prestito e dà in pegno il suo mantello, chi gli ha dato il prestito ed ha ricevuto il mantello come pegno, è tenuto a portarglielo a casa la sera perché non abbia freddo e lo riprenderà la mattina dopo. Esistono poi leggi di alto valore sociale riguardanti i prestiti. Se per esempio una persona poco abbiente chiede un prestito e dà in pegno il suo mantello, chi gli ha dato il prestito ed ha ricevuto il mantello come pegno, è tenuto a portarglielo a casa la sera perché non abbia freddo e lo riprenderà la mattina dopo. Considerato che la Torà deve essere fonte di vita (è scritto: vivrai con essa) i maestri ne utilizzano gli esempi per adattarli al contesto in cui vivono, traendo il significato astratto dallesempio concreto. Se di mantelli non parliamo più, parliamo di beni di prima necessità e trasferiamo il concetto a ciò che di epoca in epoca, di luogo in luogo, può rientrare nel concetto di bene di prima necessità. Considerato che la Torà deve essere fonte di vita (è scritto: vivrai con essa) i maestri ne utilizzano gli esempi per adattarli al contesto in cui vivono, traendo il significato astratto dallesempio concreto. Se di mantelli non parliamo più, parliamo di beni di prima necessità e trasferiamo il concetto a ciò che di epoca in epoca, di luogo in luogo, può rientrare nel concetto di bene di prima necessità.

52 Nel libro di Giobbe Dio ricorda appunto a Giobbe, che si lamenta, di essere Lui la base che dà consistenza al tutto. Dio ricorda appunto a Giobbe, che si lamenta, di essere Lui la base che dà consistenza al tutto.

53 Nel libro dei Proverbi "la sapienza è lo strumento attraverso cui Dio crea e ordina in modo sapiente il cosmo intero. "la sapienza è lo strumento attraverso cui Dio crea e ordina in modo sapiente il cosmo intero.

54 Nei Salmi poi Israele loda il proprio Dio per quanto ha fatto e manifesta tutto il suo stupore. poi Israele loda il proprio Dio per quanto ha fatto e manifesta tutto il suo stupore.

55 È tempo di rinnovare la nostra chiamata alla speranza e al cambiamento settimana ecumenica 2013

56 UNA TESTIMONIANZA da Milano BRUNO SEGRE Costruttore di ponti, Costruttore di ponti, anche allinterno dellebraismo. Ostinata voce minoritaria Ostinata voce minoritaria che non si stanca di operare sulla via del rispetto e della coesistenza pacifica tra Israeliani e Palestinesi.

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58 Conservare la capacità di volare

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60 Bruno Segre, nato a Lucerna nel 1930, ha studiato filosofia a Milano alla scuola di Antonio Banfi. Si è occupato di sociologia della cooperazione e di educazione degli adulti nell'ambito del Movimento Comunità fondato da Adriano Olivetti. nato a Lucerna nel 1930, ha studiato filosofia a Milano alla scuola di Antonio Banfi. Si è occupato di sociologia della cooperazione e di educazione degli adulti nell'ambito del Movimento Comunità fondato da Adriano Olivetti. Ha insegnato in Svizzera dal 1964 al Per oltre dieci anni ha fatto parte del Consiglio del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. Dal 1991 ad anni recentissimi ha presieduto l'Associazione italiana Amici di Nevé Shalom/Wahat al- Salam. Nel quadro di un'intensa attività pubblicistica, ha dedicato contributi a vari aspetti e momenti della cultura e della storia degli ebrei. E autore di La Shoah. Il genocidio degli ebrei d'Europa (1998). Ha insegnato in Svizzera dal 1964 al Per oltre dieci anni ha fatto parte del Consiglio del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. Dal 1991 ad anni recentissimi ha presieduto l'Associazione italiana Amici di Nevé Shalom/Wahat al- Salam. Nel quadro di un'intensa attività pubblicistica, ha dedicato contributi a vari aspetti e momenti della cultura e della storia degli ebrei. E autore di La Shoah. Il genocidio degli ebrei d'Europa (1998).

61 Per ventuno secoli, dai tempi di Roma repubblicana a oggi, gli ebrei hanno abitato l''isola della rugiada divina", cioè l'Italia, secondo la tenera e immaginosa etimologia ebraica del nome. Una storia a lungo oscura, talvolta dolorosa, sempre ricca di fascino, che in realtà la somma delle vicende di tante comunità per lo più cittadine, da Roma a Venezia, da Milano a Palermo, da Mantova a Ferrara a Livorno, per secoli raccolte nei loro quartieri o nei ghetti, intorno alle sinagoghe. Più che una storia dunque, un insieme di storie particolari e diverse, che il libro racconta con documentata chiarezza; vicende "intime", ma sempre inserite in un quadro più ampio e complesso e riallacciate alla grande geografia dell'ebraismo internazionale e della Diaspora.

62 Cara Graziella, ti mando qui sotto una mia sintetica riflessione sulla tematica che mi hai indicato. Ti saluto molto cordialmente. Bruno Attorno al concetto di lavoro, due sono le suggestioni più significative, e tra loro strettamente collegate, che ritengo di poter recuperare in chiave laica (cioè moderna) attingendo alla tradizione culturale ebraica: il tema della liberazione dalla condizione di schiavitù, e quello della celebrazione del riposo sabbatico. Attorno al concetto di lavoro, due sono le suggestioni più significative, e tra loro strettamente collegate, che ritengo di poter recuperare in chiave laica (cioè moderna) attingendo alla tradizione culturale ebraica: il tema della liberazione dalla condizione di schiavitù, e quello della celebrazione del riposo sabbatico. Per compendiare in una sola frase il senso del primo tema, credo sia sufficiente citare Esodo 13,14: Per compendiare in una sola frase il senso del primo tema, credo sia sufficiente citare Esodo 13,14:

63 Quando domani ti chiederà tuo figlio:Quando domani ti chiederà tuo figlio: Che cosa significa tutto ciò?, tu gli dirai: Il Signore ci ha tratto, con mano potente, dallEgitto, dalla casa di schiavitù. In questa frase, divenuta poi la radice del memoriale della Pasqua, sono presenti le toledot, ossìa le generazioni, la famiglia, come valore portante dellesistenza ebraica, soprattutto degli ebrei che vivono o sono vissuti in diaspora. Che cosa significa tutto ciò?, tu gli dirai: Il Signore ci ha tratto, con mano potente, dallEgitto, dalla casa di schiavitù. In questa frase, divenuta poi la radice del memoriale della Pasqua, sono presenti le toledot, ossìa le generazioni, la famiglia, come valore portante dellesistenza ebraica, soprattutto degli ebrei che vivono o sono vissuti in diaspora.

64 Per un lavoro libero, anzi liberissimo Lesistenza degli ebrei in quanto popolo, e di tutti gli uomini in quanto uomini, implica la facoltà di svolgere un lavoro libero, non coatto: una condizione di elementare dignità che, nella civilissima Europa, durante la prima metà del secolo scorso venne brutalmente negata a molti milioni di ebrei, e che ancora oggi è crudelmente negata a masse enormi di donne e uomini in tutti i continenti. Lesistenza degli ebrei in quanto popolo, e di tutti gli uomini in quanto uomini, implica la facoltà di svolgere un lavoro libero, non coatto: una condizione di elementare dignità che, nella civilissima Europa, durante la prima metà del secolo scorso venne brutalmente negata a molti milioni di ebrei, e che ancora oggi è crudelmente negata a masse enormi di donne e uomini in tutti i continenti.

65 Quanto al riposo sabbatico, se lo intendiamo anche senza alcuna implicazione di natura religiosa come pura e semplice prescrizione di astenersi dal lavoro un giorno ogni sette, si tratta a mio avviso della più rivoluzionaria norma che la cultura degli uomini abbia mai inventato nellarco dei millenni., se lo intendiamo anche senza alcuna implicazione di natura religiosa come pura e semplice prescrizione di astenersi dal lavoro un giorno ogni sette, si tratta a mio avviso della più rivoluzionaria norma che la cultura degli uomini abbia mai inventato nellarco dei millenni.

66 Una rivoluzione profetica anche oggi Se nerano ben rese conto già le classi dirigenti dei grandi imperi che si affacciavano nellantichità sul bacino del Mediterraneo, a incominciare dai ceti dominanti nellimpero romano: ceti che fondavano il loro potere sullo sfruttamento sistematico di masse sconfinate di schiavi, e che perciò temevano grandemente il proselitismo degli ebrei, che allora era molto intenso come attestano vari scritti di autori quali Tacito, Marziale, Giovenale e altri. Se nerano ben rese conto già le classi dirigenti dei grandi imperi che si affacciavano nellantichità sul bacino del Mediterraneo, a incominciare dai ceti dominanti nellimpero romano: ceti che fondavano il loro potere sullo sfruttamento sistematico di masse sconfinate di schiavi, e che perciò temevano grandemente il proselitismo degli ebrei, che allora era molto intenso come attestano vari scritti di autori quali Tacito, Marziale, Giovenale e altri. Bruno Segre Bruno Segre

67 A quando un po di riposo? A quando un po di riposo?

68 A quando un po dacqua? Sahel,Salgado

69 A quando un po di pace? Donna del Mali, Salgado Donna del Mali, Salgado


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