La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Capitolo 3 La misura.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Capitolo 3 La misura."— Transcript della presentazione:

1 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Capitolo 3 La misura

2 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Gli strumenti Qual è la differenza tra un orologio analogico e uno digitale? Strumento analogico: la misura si legge su una scala graduata Strumento digitale: la misura appare come una sequenza di cifre Uno strumento è preciso se, misurando più volte la stessa grandezza, fornisce valori: molto vicini tra loro; sostanzialmente uguali a quelli che sarebbero forniti da uno strumento di riferimento.

3 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 La portata La portata di uno strumento è il più grande valore della grandezza che lo strumento può misurare.

4 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 La sensibilità La sensibilità di uno strumento è il più piccolo valore della grandezza che lo strumento può distinguere. Bisogna fare attenzione a non confondere la sensibilità di uno strumento con la sua precisione.

5 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 La prontezza La prontezza di uno strumento indica la rapidità con cui esso risponde a una variazione della quantità da misurare. Il termometro a mercurio è uno strumento molto pronto o poco pronto?

6 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Lincertezza delle misure È impossibile fare una misura esatta: a ogni misura è associata unincertezza, che può essere più o meno grande. Sensibilità limitata degli strumenti Errori nella misura

7 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Lincertezza dello strumento Usando strumenti più sensibili, lincertezza può essere ridotta, ma in nessun modo eliminata

8 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Errori casuali Gli errori casuali variano in modo imprevedibile da una misura allaltra e influenzano il risultato qualche volta per eccesso, qualche altra volta per difetto.

9 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Errori sistematici Gli errori sistematici avvengono sempre nello stesso senso: o sempre per eccesso, o sempre per difetto. Una bilancia tarata male, per esempio, introduce nella misura un errore sistematico.

10 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Il valore medio Quanto tempo impiega il pendolo per fare cinque oscillazione complete? Se si fanno diverse misure, si sceglie come risultato della misura il loro valore medio, che è il rapporto tra la somma delle misure e il numero delle misure.

11 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Lerrore massimo Un modo semplice di stimare lincertezza della misura dovuta agli errori casuali consiste nel calcolare lerrore massimo. Lerrore massimo è uguale alla differenza tra il valore massimo e il valore minimo divisa per due.

12 Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Il risultato della misura Il risultato di una misura si esprime scrivendo il valore medio più o meno lincertezza: valore medio ± incertezza Si può assumere come incertezza il più grande tra lerrore massimo e la sensibilità dello strumento. Nel caso del pendolo, se assumiamo che la sensibilità del cronometro con il quale abbiamo lavorato è pari a 0,1 s, come incertezza della misura scriveremo lerrore massimo.


Scaricare ppt "Amaldi, LAmaldi 2.0 © Zanichelli editore 2010 Capitolo 3 La misura."

Presentazioni simili


Annunci Google