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La riforma del LAVORO PUBBLICO dalla teoria alla pratica La Governance delle Società Partecipate - l a riorganizzazione delle società degli enti locali.

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Presentazione sul tema: "La riforma del LAVORO PUBBLICO dalla teoria alla pratica La Governance delle Società Partecipate - l a riorganizzazione delle società degli enti locali."— Transcript della presentazione:

1 La riforma del LAVORO PUBBLICO dalla teoria alla pratica La Governance delle Società Partecipate - l a riorganizzazione delle società degli enti locali alla luce dei nuovi scenari normativi di Alberto Paolini Grosseto, 21 Gennaio 2011

2 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE che cambia……. La Governance delle Società Partecipate di Alberto Paolini Evoluzione modello organizzativo ente locale EROGATORE Ente EROGATORE diretto di servizi REGOLATORE Ente REGOLATORE di servizi forniti da terzi

3 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE che cambia……. Il passaggio dallente erogatore di servizi, allente regolatore ha determinato molteplici cambiamenti: CONTABILITA (costi industriali, contabilità economico patrimoniale, ammortamenti……) FISCALITA (attività rilevanti IVA…..) COMUNICAZIONE (URP, comunicazione istituzionale, web…..) PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO (dal PEG al Budget, controllo di gestione, analisi degli scostamenti, carta dei servizi…) GESTIONE DEL CAMBIAMENTO FORMAZIONE DEL PERSONALE La Governance delle Società Partecipate di Alberto Paolini

4 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE che cambia……. CONTRATTI PUBBLICI regolamento di attuazione del codice dei contratti pubblici d.p.r. n. 207 del 5 ottobre 2010 NUOVO CODICE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO (d.lgs. 2 luglio 2010, n.104) NUOVE RELAZIONI SINDACALI decreto legge 31 maggio 2010, n.78, convertito in legge n.122/2010 (manovra finanziaria estiva) NUOVA DEFINIZIONE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO (nuovo art.45 del d.lgs.165/2001) COMUNICAZIONE E SITI WEB, TRATTAMENTO PENSIONISTICO…ECC….ECC….(DECRETI Brunetta) SERVIZI PUBBLICI LOCALI E SERVIZI STRUMENTALI SERVIZI PUBBLICI LOCALI E SERVIZI STRUMENTALI art. 23-bis D.L. 112/2008 Regolamento attuativo e DECRETO BERSANI La Governance delle Società Partecipate di Alberto Paolini

5 A partire dagli anni 90 il fenomeno della partecipazioni degli enti a società di diritto privato è cresciuto in maniera esponenziale, grazie anche ad una forte spinta del legislatore. Ecco i principali motivi. Il fenomeno delle Società partecipate tra crescita e contrazione Vantaggi fiscali (IVA, IRAP, effetto ICI) Maggiore flessibilità gestionale (acquisti) Nuovi modelli organizzativi (assunzioni dirette) lart. 1 comma 1-bis della Legge 241/90, inserito dall'art. 1, comma 1, lett. b) della Legge 15/2005, che ha stabilito il principio di carattere generale che La pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente. La Governance delle Società Partecipate di Alberto Paolini

6 Il fenomeno delle Società partecipate tra crescita e contrazione Tutelare la concorrenza ed il mercato Regolamentare il fenomeno limitando i tentativi di elusione del patto di stabilità e crescita Perseguire gli obiettivi di finanza pubblica riducendo gli sprechi Da qualche anno (2007) cè stata da parte del legislatore (europeo e nazionale) una inversione di tendenza, con lapprovazione di una lunga serie di iniziative tese a limitare la partecipazioni degli enti alle società di diritto privato. Il legislatore ha fissato i seguenti obiettivi.

7 Le iniziative del legislatore tese a contenere il fenomeno delle società pubbliche Coloro che operano prevalentemente con risorse pubbliche sono assoggettati alle regole della pubblica amministrazione a prescindere dalla forma giuridica che assumono A prescindere dalle dimensioni dellEnte locale e dalla sua organizzazione interna è necessario che venga svolta una costante attività di controllo (sostanziale e non solo formale) delle società partecipate finalizzata ad avere sempre cognizione delle scelte gestionali adottate e verificare il mantenimento dellequilibrio economico e finanziario Nei casi di affidamento diretto alle stesse di servizi e forniture (in house providing) il controllo dellEnte locale deve essere analogo a quello esercitato sui propri Servizi interni

8 Le iniziative del legislatore tese a contenere il fenomeno delle società pubbliche Le iniziative del legislatore tese a contenere il fenomeno delle società pubbliche (II) art. 47 c. 3 e 67 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL): incompatibilità per Sindaco/Presidente di Provincia, consiglieri ed assessori art. 1 commi della Legge 296/ 2006 (Legge Finanziaria 2007): pubblicazione delle informazioni sulle società partecipate art. 1 commi della Legge 296/ 2006 (Legge Finanziaria 2007): limiti ai compensi degli Amministratori art. 1 comma 734 della Legge 296/ 2006 (Legge Finanziaria 2007): curriculum professionale degli Amministratori art. 32 comma 1 let. c) del D.L.gs. 163/2006: assoggettamento alle norme del Codice degli Appalti

9 Le iniziative del legislatore tese a contenere il fenomeno delle società pubbliche (III) art. 3 comma della Legge 244/2007 (Legge Finanziaria 2008): cessione delle partecipazioni non necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali art. 3 comma della Legge 244/2007 (Legge Finanziaria 2008): trasferimento risorse e rideterminazione dotazione organica art. 18 D.L. 112/2008: reclutamento del personale, limiti alla spesa per il personale ed estensione del Patto di Stabilità art. 23-bis D.L. 112/2008: affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica art. 5 c. 7 del D.L. 78/2010: rideterminazione dei compensi degli amministratori locali ed effetti sugli amministratori delle società partecipate art. 6 c. 5 del D.L. 78/2010: numero massimo dei componenti gli organi di amministrazione e controllo art. 6 c. 6 del D.L. 78/2010: riduzione obbligatoria dei compensi degli organi di società a totale partecipazione pubblica art. 6 c. 19 del D.L. 78/2010: divieto di ricapitalizzazione o finanziamento delle società pubbliche

10 SERVIZI PUBBLICI LOCALI Tutti quei servizi che un ente affida ad soggetto esterno che, a sua volta, riscuote il corrispettivo della prestazione dagli utenti. Nei SPL ci sono tre attori: lente che concessiona un bene, il gestore che eroga il servizio, il cittadino – utente che paga. SERVIZI STRUMENTALI Attività di produzione di beni ed erogazione di servizi a beneficio degli Enti locali o lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di competenza degli Enti Le c.d. società strumentali sono strutture costituite per svolgere attività strumentali rivolte essenzialmente alla pubblica amministrazione e non al pubblico (C.d.S. decisione 3766/2009) La legislazione sulle società pubbliche viaggia sul doppio binario della normativa sui servizi pubblici locali e quella sulle società (od Enti) strumentali. Vediamo nel dettaglio le differenze tra SPL e SS. I nuovi scenari: servizi pubblici locali e servizi strumentali

11 I nuovi scenari: servizi pubblici locali e servizi strumentali (II) SERVIZI PUBBLICI LOCALI ATTIVITA STRUMENTALI art. 23-bis D.L. 112/2008 come modificato dallart.15 D.L.135/2009 (conv. L. 20 novembre 2009, n. 166 – G.U. 274 del 24/11/2009) D.P.R. 168/2010 Regolamento attuativo art. 13 D.L. 223/2006 come modificato dallart. 48 L. 99/2009 Decreto BERSANI

12 SERVIZI PUBBLICI LOCALI Le disposizioni dellart. 23-bis si applicano a tutti i SPL e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili sono esclusi i seguenti servizi: - distribuzione gas naturale - distribuzione energia elettrica - trasporto ferroviario regionale - la gestione delle farmacie comunali Le disposizioni dellart. 23-bis non si applicano alle società strumentali (art. 1 c. 3 DPR 168/2010) La riforma dei SPL dopo il Regolamento attuativo D.P.R. 168/2010

13 Principi della riforma dei SPL Laffidamento dei SPL avviene in via ordinaria: mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica (gara) ad imprenditori o società direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata a determinate condizioni TUTTO QUESTO ENTRO IL 31/12/2011 La riforma dei SPL dopo il Regolamento attuativo D.P.R. 168/2010

14 Laffidamento diretto dei SPL a società a partecipazione mista pubblica e privata (già esistente o da costituire) può avvenire alle seguenti condizioni: a) la selezione del socio privato deve avvenire mediante procedure competitive ad evidenza pubblica (GARA) b) deve essere prevista lattribuzione al socio privato di specifici compiti operativi c) il socio privato deve avere una partecipazione non inferiore al 40% Necessità di effettuare una gara con la quale si sceglie il socio privato sulla base di un piano industriale per la gestione del servizio che verrà affidato alla società mista La riforma dei SPL dopo il Regolamento attuativo D.P.R. 168/2010

15 Le società IN HOUSE dopo la RIFORMA In deroga alle modalità ordinarie, laffidamento dei SPL può avvenire anche direttamente a società in house alle seguenti condizioni: devono sussistere situazioni eccezionali che non permettono un efficace ed utile ricorso al mercato a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento; la società affidataria deve possedere i requisiti previsti per lin house providing;

16 Gli ENTI STRUMENTALI dopo il Decreto Bersani DEFIZIONE: società a capitale interamente pubblico o misto costituite o partecipate dalle amministrazioni locali per: la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti in funzione della loro attività lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza. norma di riferimento: art. 13 del D.L. 223/2006 modificato dallart. 48 della L. 23/07/2009 n. 99 (in vigore dal 15/08/2009).

17 Dal governo dellEnte alla governance di sistema ENTE LOCALE Società in house Società collegate Altri Enti partecipati Società controllate ? La Governance delle Società Partecipate di Alberto Paolini

18 Dal governo dellEnte alla governance di sistema ENTE LOCALE Società in house Società collegate Altri Enti partecipati Società controllate Gruppo Ente Locale

19 Le SOCIETA degli Enti ed il PATTO DI STABILITA lart. 18 c. 2-bis del D.L. 112/2008 prevede che sono soggette al Patto di Stabilità le società: a partecipazione pubblica locale totale o di controllo, titolari di affidamenti diretti (senza gara) di servizi pubblici locali che svolgano funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale nè commerciale strumentali a partecipazione pubblica locale totale o di controllo (non aventi carattere industriale o commerciale)

20 Le SOCIETA degli Enti ed il PATTO DI STABILITA CARTA DELLE AUTONOMIE (approvata alla Camere ed ora in Commissione al Senato) prevede la redazione del bilancio consolidato da parte dellEnte, dettando anche specifiche indicazioni operative Per i criteri di assoggettamento delle Società pubbliche al Patto di stabilità, siamo in attesa di un REGOLAMENTO ATTUATIVO Le Società pubbliche già dallesercizio 2009 devono rispettare il criterio secondo il quale devono spendere 1 in meno rispetto allesercizio precedente sulla spesa di personale


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