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Rischi incendio e da esplosione le emergenze e le procedure di esodo Corso di aggiornamento per RLS.

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Presentazione sul tema: "Rischi incendio e da esplosione le emergenze e le procedure di esodo Corso di aggiornamento per RLS."— Transcript della presentazione:

1 Rischi incendio e da esplosione le emergenze e le procedure di esodo Corso di aggiornamento per RLS

2 D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547 (abrogato dal D.lgs 81/2008) art. 33 Difesa contro gli incendi - in tutte le aziende o lavorazioni devono essere sempre adottate idonee misure per prevenire l'incendio e per tutelare l'incolumità dei lavoratori in caso di incendio art. 34 Divieti - Mezzi di estinzione - Allontanamento dei lavoratori ……. Decreto Legislativo 8 marzo 2006, n. 139 riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco La prevenzione incendi e' funzione di interesse pubblico diretta a conseguire, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente attraverso norme, misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi ad evitare l'insorgenza di un incendio e degli eventi ad esso connessi o a limitarne le conseguenze.

3 Ai fini della sicurezza antincendio e per conseguire gli obiettivi di incolumità delle persone e tutela dei beni Gli edifici devono essere realizzati e gestiti in modo da: diminuire al massimo le cause di incendio; assicurare la stabilità delle strutture portanti per un tempo utile a consentire il soccorso degli occupanti; limitare per quanto possibile lo sviluppo e la propagazione dell'incendio all'interno dell'opera e quindi agli ambienti limitrofi; permettere agli occupanti di lasciare l'ambiente senza danno oppure prevedere che siano soccorsi in modo diverso; permettere alle squadre di soccorso di operare in condizioni sicure.

4 Il datore di lavoro: organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dellemergenza; designa i lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dellemergenza; tenendo conto delle dimensioni dellazienda e dei rischi specifici; informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato delle misure predisposte e i comportamenti da adottare; programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro; Decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 – gestione delle emergenze

5 Il datore di lavoro: adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nellimpossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio e al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati Decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 – gestione delle emergenze

6 prevenzione incendio ART misure generali di tutela salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro ……….. le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato. ART obblighi del DL e del Dirigente ………. designare preventivamente i lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dellemergenza. ART D.Lgs. 81/2008 informazione ai lavoratori ……….. il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, levacuazione dei luoghi di lavoro. ART D.Lgs. 81/2008 formazione dei lavoratori e degli RLS ……… i lavoratori incaricati dellattività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dellemergenza devono ricevere unadeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

7 Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare lincolumità dei lavoratori. I Ministri dellinterno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più decreti nei quali sono definiti: a) i criteri diretti atti ad individuare: 1) misure intese ad evitare linsorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi; 2) misure precauzionali di esercizio; 3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio; 4) criteri per la gestione delle emergenze; b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione. Decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 – Art 46 Prevenzione incendi

8 Fino alladozione dei decreti previsti dal D.lgs 81/08 continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al Decreto del Ministro dellInterno 10 marzo Il decreto stabilisce i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro ed indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare, al fine di ridurre l'insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi. Nel documento di valutazione del rischio di incendio sono riportati i nomi dei lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di prevenzione, lotta antincendio e gestione dellemergenza (o quello del datore di lavoro nei casi previsti). La valutazione dei rischi di incendio può essere condotta seguendo i principi dellallegato I, classificando i luoghi di lavoro e, se del caso, le singole parti del luogo medesimo.

9 Art Oggetto - Campo di applicazione Art Valutazione dei rischi di incendio Art Misure preventive, protettive e precauzionali di esercizio Art Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio Art Gestione dellemergenza in caso di incendio Art Designazione degli addetti al servizio antincendio Art Formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza Art Disposizioni transitorie e finali Art Entrata in vigore Costituito da 9 articoli e 10 allegati Decreto del Ministro dellinterno 10 marzo 1998.

10 Allegato I – Linee guida per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro. Allegato II – Misure intese a ridurre la probabilità di insorgenza degli incendi Allegato III – Misure relative alle vie di uscita in caso di incendio Allegato IV – Misure per la rilevazione e lallarme in caso di incendio Allegato V – Attrezzature ed impianti di estinzione degli incendi Allegato VI – Controlli e manutenzione sulle misure di protezione Allegato VII – Informazione e formazione Allegato VIII – Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio Allegato IX – Contenuti minimi dei corsi di formazione Allegato X – Luoghi di lavoro ove si svolgono le attività previste dallart. 6 comma 3. Decreto del Ministro dellinterno 10 marzo 1998.

11 In sintesi gli obblighi che competono al Datore di Lavoro per quanto attiene la sicurezza Antincendio sono i seguenti: ART. 2 e ALL. I REDIGERE IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO Al fine di valutare il livello di rischio incendio del luogo di lavoro e classificandolo BASSO – MEDIO – ELEVATO ART. 3 METTERE IN ATTO MISURE PREVENTIVE, PROTETTIVE E PRECAUZIONALI DI ESERCIZIO ALL II - Ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio. ALL IV - Realizzare le misure per una rapida segnalazione dellincendio per attivare sistemi di allarme ed intervento ALLVI - Garantire lefficienza dei sistemi di protezione antincendio. ALL III - Realizzare le vie e le uscite di emergenza per garantire lesodo delle presone in sicurezza in caso di incendio ALL V - Assicurare lestinzione di un incendio ALL VII - Fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di Incendio.

12 ART. 4 CONTROLLO E MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI E DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO ART. 5 e ALL. VIII ART. 6 – 7 e ALL. IX e X GESTIONE DELLEMERGENZA IN CASO DI INCENDIO DESIGNAZIONE ADDETTI SERVIZIO ANTINCENDIO FORMAZIONE ADDETTI ANTINCENDIO

13 Il pericolo e il rischio dincendio pericolo dincendio: proprietà di sostanze o metodi che potrebbero dare luogo a incendi. rischio dincendio: la probabilità che sia raggiunto il livello di accadimento di un incendio. esposizione: la probabilità che una o più persone possano rimanere coinvolte in un incendio.

14 Rischio di incendio … esiste praticamente in tutti i locali!!! Per questo motivo in tutte le aziende o lavorazioni devono sempre essere adottate idonee misure per prevenire lincendio e per tutelare lincolumità dei lavoratori in caso di incendio. Alcune attività sono soggette a norme generali; Altre attività di cui al DPR 1 agosto 2011 n. 151 a disposizioni particolari.

15 OBIETTIVI della VALUTAZIONE: – prevenzione dei rischi – informazione dei lavoratori e delle altre persone presenti – formazione dei lavoratori – le misure tecnico organizzative destinate a porre in atto i provvedimenti necessari La VALUTAZIONE DEL RISCHIO deve tener conto di: – tipo di attività – materiali immagazzinati e manipolati – attrezzature e arredi presenti nel luogo di lavoro – caratteristiche costruttive e materiali dei luoghi di lavoro – dimensioni e articolazione del luogo di lavoro – Numero di persone presenti D.M Allegato I – linee guida valutazione del rischio incendio

16 FASI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI: – individuazione pericolo incendio – individuazione lavoratori e altre persone esposte – eliminazione o riduzione dei pericoli – valutazione rischi residui di incendio – verifica adeguatezza misure REDAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI: – data di effettuazione della valutazione – pericoli identificati – lavoratori ed altre persone a rischio particolare identificati – conclusioni derivanti dalla valutazione REVISIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI: – a seguito di variazioni significative nel cambiamento di attività nei materiali utilizzati, o in caso di ristrutturazioni o ampliamenti D.M Allegato I – linee guida valutazione del rischio incendio

17 Incendio: è una combustione che si sviluppa in modo incontrollato nel tempo e nello spazio. Esplosione: è una combustione che si sviluppa in modo molto rapido con violenta liberazione di energia ed avviene in presenza di gas, vapori, polveri combustibili e di alcune sostanze instabili e fortemente reattive o di materie esplosive. Temperatura di accensione o autoaccensione: temperatura alla quale un combustibile si infiamma spontaneamente in presenza di aria (ossigeno) Temperatura di infiammabilità: è la minima temperatura alla quale un combustibile liquido emette una certa quantità di vapori in grado di formare con il comburente una miscela incendiabile; ( per gli altri combustibili allo stato solido è quella temperatura a cui la superficie del combustibile è in grado di reagire con lossigeno delaria) Cosa è e come avviene un incendio

18 Combustibile: qualunque sostanza (solido liquido gas) che possa subire un processo di combustione, vale a dire una ossidazione veloce con forte sviluppo di calore il combustibile può essere solido liquido gassoso Comburente: sostanza che aiuta o mantiene la combustione Innesco: calore (energia) somministrata per avvio del processo di combustione Affinché possa verificarsi la combustione non è sufficiente la contemporanea presenza di combustibile e comburente. Il combustibile deve essere infatti riscaldato, almeno in parte, fino al raggiungimento della propria temperatura di accensione. accensione diretta accensione indiretta attrito autocombustione

19 Combustione: è una reazione chimica tra un combustibile ed un comburente con sviluppo di calore ed emissione di luce la cui manifestazione visibile è il fuoco. PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE: Calore Fiamme Fumi e ceneri Gas di combustione: Ossido di carbonio CO Anidride carbonica CO2 Anidridi solforosa e solforica SO 2 e SO 3 (combustioni di materiali contenenti zolfo) Acido cloridrico HCL ( materiali contenenti cloro) Acido cianidrico HCN ( lana, seta, ecc)

20 Dinamica dellincendio In cosa consiste prima fase: innesco e propagazione seconda fase: flashover e incendio generalizzato terza fase: estinzione dellincendio

21 Gli effetti della combustione Conseguenze sulle persone le ustioni la perdita di conoscenza. lasfissia. la diminuzione della visibilità, irritazioni riduzione dellautonomia

22 Conseguenze sulle cose la combustione di oggetti e strutture infiammabili. la rottura di materiali fragili. la diminuzione di resistenza delle strutture cedimenti delle strutture possibili conseguenti crolli a catena Gli effetti della combustione

23 Normativa sulla Reazione al fuoco La vecchia normativa italiana basata sulle classi da 0 a 5, è stata recentemente aggiornata, per i prodotti da costruzione, con il nuovo sistema di classificazione europeo che ha introdotto un sistema di classificazione più complesso, che parte dalla classe A1 (materiali non combustibili, equivalente alla classe 0), classificando i prodotti combustibili con le Classi A2 - B - C - D - E - F con laumentare della loro partecipazione alla combustione. I decreti attualmente in vigore sono: DM 10/3/2005 modificato dal DM 25/10/2007 "Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della sicurezza in caso d'incendio"; DM 15/3/2005 "Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo";

24 Classi di fuoco Gli incendi vengono distinti in 5 classi, secondo le caratteristiche dei materiali combustibili, in accordo alla norma UNI EN 2:2005 nella quale sono stati suddivisi i tipi di fuoco cui possono dare luogo i diversi materiali ed in base alla quale vengono caratterizzati i vari estinguenti. classe A generati da combustibili solidi quali legno, carta, pelli, gomma e derivati, tessili, con l'esclusione dei metalli; classe B generati da combustibili liquidi, quali idrocarburi, alcol, solventi, oli minerali grassi, eteri, benzine e simili, e da solidi liquefabili; classe C generati da combustibili gassosi, quali idrogeno, metano, butano, acetilene, propilene; classe D generati da metalli combustibili quali potassio, sodio e loro leghe, magnesio, zinco, zirconio, titanio e alluminio in polvere. Essi bruciano sulla superficie metallica a temperatura molto elevata, spesso con fiamma brillante. classe F (classe introdotta con la norma EN.2 del 2005) generati da oli e grassi in apparecchi per la cottura; N.B. la ex classe E attualmente non prevista nella classificazione europea era riferita alla combustione di apparecchiature e materiale elettrico in tensione

25 Fuochi da solidi carta legna segatura trucioli stoffa rifiuti cere infiammabili cartoni paglia stracci Fuochi da Gas metano cloro gas infiammabile acetilene propano idrogeno Fuochi da metalli alluminio magnesio potassio fosforo sodio Fuochi di natura Elettrica quadri elettr. trasformatori cabine eletrr. Fuochi da Liquidi e oli minerali diesel benzina petrolio alcool oli pesanti glicerina vernici gomme resine cera paraffina Pittogrammi delle classi di fuoco Fuochi da oli e grassi Vegetali- animali apparecchi di cottura

26 Tecniche di estinzione Per ottenere lo spegnimento del fuoco deve essere eliminato uno degli elementi del triangolo del fuoco: SEPARAZIONE: allontanamento tra combustibile e comburente ottenibile con ripari o barriere non infiammabili, mezzi meccanici, forti getti dacqua, polvere o sabbia. SOFFOCAMENTO: riduzione percentuale del comburente al di sotto della soglia minima. RAFFREDDAMENTO: abbassamento della temperatura. AZIONE CHIMICA: arresto delle reazioni a catena che avvengono durante la combustione. Tali azioni si possono ottenere singolarmente o contemporaneamente. mediante luso delle sostanze estinguenti, che vanno scelte in funzione della natura del combustibile e delle dimensioni del fuoco.

27 ACQUA: opera azione di raffreddamento del combustibile, soffocamento per sostituzione dellossigeno con vapore acqueo, diluizione di sostanze infiammabili solubili in acqua, e separazione. SCHIUMA: la schiuma è prodotta tramite miscelazione di acqua e additivo tensioattivo ed aria o altro gas inerte come CO2 o N2 opera azione di soffocamento e raffreddamento. Esistono vari tipi di schiumogeni ( AFFF aqueous film forming foam) POLVERI: sono costituite da particelle solide finissime a base di bicarbonato di sodio, potassio, fosfato di ammonio o sali organici, lazione estinguente è prodotta dalla decomposizione delle stesse per effetto delle alte temperature che da luogo ad effetti chimici sulla fiamma con azione anticatalitica agiscono per separazione, soffocamento e raffreddamento. GAS INERTI: anidride carbonica e azoto. Il CO2 è un gas con densità maggiore dellaria, dielettrico conservato come gas liquefatto sotto pressione opera azione di soffocamento eliminando contatto tra ossigeno e combustibile sia di raffreddamento, conseguente alla sottrazione di calore dovuta allenergia impiegata nel passaggio da fase liquida a gassosa. Sostanze estinguenti

28 (N.B. Non tutte le sostanze estinguenti possono essere impiegate indistintamente su tutti i tipi di fuochi.) Classe A – Fuochi di materiali solidi, la cui combustione genera braci Lacqua la schiuma e la polvere sono sostanze estinguenti utilizzabili Lestinzione è effettuata mediante sostanze che si depositano sul combustibile e che attuano azione di raffreddamento e soffocamento producendo separazione fisica tra comburente e combustibile. Classe B – Fuochi da materiali liquidi o solidi liquefatti La schiuma è lestinguente più utilizzato ne caso di combustibili liquidi. Non è possibile utilizzare sostanze estinguenti a densità maggiore della sostanza che brucio in quanto affonderebbero sotto il pelo libero del liquido rendendo inefficace lazione estinguente. Ex. acqua su benzina Classe C – Fuochi da gas infiammabili; metano, GPL, idrogeno, ecc Lintervento principale è quello di intercettare il flusso di gas. Sono utilizzabili polveri polivalenti che attuano azione di raffreddamento e soffocamento e di inertizzazione della miscela aria/gas Estinzione

29 Classe D - Fuochi di metalli come il sodio, magnesio e alluminio (in polvere finissima) sia a quella di perossidi clorati e perclorati Lestinzione di questi fuochi non va fatta con acqua in quanto si possono produrre reazioni violente con rilascio di gas tossici si utilizzano polveri speciali e si opera con personale particolarmente addestrato nei fuochi di magnesio e alluminio si utilizza la polvere di cloruro di sodio. Ex Classe E - Fuochi di natura elettrica non più contemplatati dalle norme europee Classe F - Fuochi che interessano mezzi di cottura quali olio di cucina grassi animali o vegetali Lestinzione va effettuata per azione chimica e devono effettuare una catalisi negativa non si usano estintori di co2 e polvere Estinzione

30 tipo di estinguente classe di fuoco ABCDEx EF Acquasino Schiumasi no si(**) Polveresi si (*)Si (***)sino Gas Inerti (Co2)si si (*)nosino Ex Alogenatisi si (*)nosino (*) chiudere lintercettazione del gas (**) schiume particolari (***) polveri particolari

31 Schema riassuntivo dei tipi di estinguenti e delle loro principali azioni: RaffreddamentoSoffocamentoInibizione chimica Impianto elettrico Separazione braci AcquaSI -NOSI SchiumaSI -NO- CO2SI - - Polvere-SI Sabbia-SI-NOSI

32 sostanze infiammabili o facilmente combustibili in luogo non idoneo accumulo di rifiuti, carta od altro materiale combustibile uso di fiamme libere e di apparecchi generatori di calore; inadeguata pulizia delle aree di lavoro e scarsa manutenzione delle apparecchiature; uso di impianti elettrici difettosi o non adeguatamente protetti; riparazioni o modifiche di impianti elettrici effettuate da persone non qualificate; presenza di apparecchiature elettriche sotto tensione anche quando non sono utilizzate utilizzo non corretto di apparecchi di riscaldamento portatili; ostruzione delle aperture di ventilazione di apparecchi di riscaldamento, macchinari, apparecchiature elettriche e di ufficio; presenza di fiamme libere in aree ove sono proibite, compreso il divieto di fumo o il mancato utilizzo di portacenere; negligenze di appaltatori o degli addetti alla manutenzione; Le principali cause dincendio:

33 DETERMINAZIONE DEI FATTORI DI PERICOLO I fattori di pericolo sono quelli che potenzialmente possono provocare e far sviluppare un incendi. Questi fattori possono suddividersi in tre tipologie: Grandi quantità di carta e materiali simili Materie plastiche o derivanti da materie plastiche Materiali previsti dallallegato B del DM Materiali e sostanze combustibili Arredi e rivestimenti infiammabili Liquidi e vapori infiammabili Gas infiammabili Polveri infiammabili Sostanze esplodenti

34 DETERMINAZIONE DEI FATTORI DI PERICOLO Fiamme libere Scintille Macchine impianti ed attrezzature obsolete o difformi dalle norme di buona tecnica Sorgenti dinnesco Archi elettrici Superfici a temperatura elevata Cariche elettrostatiche Campi elettromagnetici Sorgenti luminose Fattori esterni Zone ad alta sismicità Vicinanza con altre attività ad alto rischi Carenza di manutenzione e metodologia di lavoro non corretta

35 INDIVIDUAZIONE DELLE PERSONE ESPOSTE Devono essere individuate le persone o i gruppi di persone che possono ricevere danno in caso di incendio: Numero dei lavoratori I malati ed i portatori di handicap Individuazione delle persone esposte I neo assunti I lavoratori occasionali La presenza di pubblico

36 Obiettivo della prevenzione incendi è attuare la sicurezza contro gli incendi Prevenzione Diminuire le probabilità del rischio incendio Protezione Diminuire lentità dei danni Attuare misure di prevenzione Attuare misure di protezione passiva Attuare misure di protezione attiva Ridurre carichi incendio Ridurre fonti di innesco Informazione e formazione Caratteristiche costruttive Materiali utilizzati Riduzione propagazione incendio Rivelatori incendio Estintori Naspi Idranti


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