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12.00 Lettera 47 Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

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11 Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce

12 Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava dei servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti perseverante in ogni virtù: perché senza la perseveranza non riceveresti la corona della gloria che si dà ai veri combattitori.

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14 Ma tu mi dirai: «Onde posso acquistare questa perseveranza?».

15 Ti rispondo, che tanto serve la persona alla creatura, quanto l'ama, e più no; e tanto manca nel servizio, quanto manca l'amore; e tanto ama, quanto si vede amare. Adunque vedi che dal vedersi amare viene l'amore; e l'amore ti fa perseverare.

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17 Quanto aprirai l'occhio dell'intelletto a ragguardare il fuoco e l'abisso della inestimabile carità di Dio verso di te, il quale amore t'ha mostrato col mezzo del Verbo del Figliuolo; tanto sarai costretto dall'amore ad amarlo in verità con tutto il cuore e con tutto l'affetto e con tutte le forze tue, tutto libero schiettamente e puramente, senza nessun rispetto di propria utilità tua.

18 Tu vedi che Dio t'ama per tuo bene, e non per suo; perché egli è il Dio nostro, che non ha bisogno di noi: e così tu, e ogni creatura ragionevole, devi amare Dio per Dio, in quanto egli è somma ed eterna bontà, e non per propria utilità; e il prossimo per lui.

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20 Poiché tu hai fatto il principio, il fondamento nell'affetto della carità, subito lo comincia a servire con lo strumento della virtù. Sicché col lume e coll'amore acquisterai la virtù, e persevererai in essa.

21 Ma avverti che, col vedere te essere amato da Dio, ti conviene vedere la colpa e ingratitudine tua, e aggravare la colpa nel conoscimento santo di te, acciò tu non ti scordi della virtù piccola della vera umiltà, e acciocché tu non presuma di te, né cadessi nel proprio piacere.

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23 Sai quanto ci è necessario il conoscere e aggravare le colpe nostre, per conservare e accrescere la vita della Grazia nell'anima? Quanto ci è bisogno il cibo corporale per conservare la vita del corpo.

24 Adunque leva via la nuvola dell'amore proprio di te, acciocché non t'impedisca il lume onde tu avrai questo perfetto conoscimento, e col conoscimento l'amore e l'odio; e nell'amore troverai la virtù della perseveranza, e così compirai la volontà di Dio, e il desiderio mio in te.

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26 La quale volontà e desiderio è di vederti crescere e perseverare fino alla morte nelle vere e reali virtù. E guarda che tu non ti fidassi di te medesimo; il quale fidare è un vento sottile di reputazione, che esce dall'amore proprio. Perché subito verresti meno, e volgeresti il capo addietro a mirare l'arato.

27 Ché, come l'amore di Dio, acquistato nel conoscimento di te con vera umiltà, ti fa perseverare nella virtù; così l'amore proprio, con la reputazione, che ti fa fidare di te medesimo, come detto è, ti toglie la virtù, e ti fa cadere nel vizio, e perseverarvi dentro.

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29 Fuggi, figliuolo, fuggi questo vento sottile del proprio piacere; e vattene, in tutto, nascosto in te medesimo, nel costato di Cristo crocifisso, e ine poni l'intelletto tuo a ragguardare il segreto del cuore. Ine s'accende l'affetto; vedendo che egli ha fatta caverna del corpo suo, acciò che tu abbia luogo dove rifuggire dalle mani dei tuoi nemici, e ti possa riposare e pacificare la mente tua nell'affetto della sua carità.

30 Ine troverai il cibo; perché vedi bene che egli ti ha data la carne in cibo, e il sangue in beveraggio, arrostita in su la Croce al fuoco della carità, e ministrato in su la mensa dell'altare, tutto Dio e tutto Uomo. Si dissolva oggimai la durezza dei nostri cuori: si ammolli la mente a ricevere la dottrina di Cristo crocifisso.

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32 Voglio che cominciate ora, tu e gli altri negligenti figliuoli, a conformarvi con questo Parvolo, il quale ora ci rappresenta la santa Chiesa, Verbo incarnato. E che più possiamo vedere a confusione della nostra superbia, che vedere Dio umiliato all'uomo? L'altezza della deità discesa a tanta bassezza, quanta è la nostra umanità? Chi n'è cagione? L'amore.

33 L'amore lo fa abitare nella stalla in mezzo degli animali; l'amore lo fa satollare d'obbrobri, vestirlo di pene, e sostenere fame e sete; l'amore lo fa correre con pronta obbedienza fino alla obbrobriosa morte della Croce;

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35 l'amore lo fa andare all'inferno e spogliare il limbo per dare piena remunerazione a quelli che in verità l'avevano servito, e lungo tempo avevano aspettato la redenzione loro; l'amore lo fece lasciare a noi in cibo; l'amore dopo l'Ascensione mandò il fuoco dello Spirito Santo, il quale ci illuminò della dottrina sua, la quale è quella via fondata in verità, che ci dà vita, ci trae dalla tenebra, e ci dà lume nell'eterna visione di Dio.

36 Ogni cosa, dunque, ha fatto l'amore. Bene si deve l'uomo vergognare e confondersi in sé medesimo, che non ama, né risponde a tanto abisso d'amore.

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38 Assai è tristo colui che, potendo avere il fuoco, si lascia morire di freddo; avendo il cibo innanzi, si lascia morire di fame. Prendete, prendete il cibo vostro, Cristo dolce Gesù crocifisso... in altro modo: che se in altro modo lo voleste, non sareste costante né perseverante.

39 E la perseveranza è quella che è coronata, come dicemmo; e senz'essa riceverebbe l'anima confusione, e non gloria. Considerando me questo, dissi ch'io desideravo di vederti costante e perseverante nella virtù.

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41 Non dico più qui. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio.

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