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Lassiuolo Giovanni Pascoli, Myricae. Dovera la luna? ché il cielo notava in unalba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla.

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Presentazione sul tema: "Lassiuolo Giovanni Pascoli, Myricae. Dovera la luna? ché il cielo notava in unalba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla."— Transcript della presentazione:

1 Lassiuolo Giovanni Pascoli, Myricae

2 Dovera la luna? ché il cielo notava in unalba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù; veniva una voce dai campi: chiù...

3 Divisione in sillabe Di/vi/sio/ne/in/sil/la/be

4 Doveralaluna?Chè ilcielo notava inunalbadiperla, edergersi ilmandorlo e ilmelo parevano amegliovederla Venivanosoffidilampi da unnerodinubilaggiù veniva unavocedaicampi chiù

5 Divisione in sillabe…. In più aggiungiamo gli accenti

6 Doveralaluna?Chè ilcielo notava inunalbadiperla, edergersi ilmandorlo e ilmelo parevano amegliovederla Venivanosoffidilampi da unnerodinubilaggiù veniva unavocedaicampi chiù

7 Lestellelucevanorare tramezzo allanebbiadilatte sentivo ilcullaredelmare, sentivo unfru tralefratte; sentivonelcuore unsussulto, comecodungridochefu. Sonavalontano ilsingulto: chiù

8 Sututtelelucidevette tremava unsospirodivento; squassavanolecavallette finissimisistriDargento (tintinni a invisibiliporte cheforsenonsapronopiù?..); eceraquelpiantodimorte… chiù

9 Doveralaluna?Chè ilcielo notava inunalbadiperla, edergersi ilmandorlo e ilmelo parevano amegliovederla Venivanosoffidilampi da unnerodinubilaggiù veniva unavocedaicampi chiù Lestellelucevanorare tramezzo allanebbiadilatte sentivo ilcullaredelmare, sentivo unfru tralefratte; sentivonelcuore unsussulto, comecodungridochefu. Sonavalontano ilsingulto: chiù Sututtelelucidevette tremava unsospirodivento; squassavanolecavallette finissimisistriDargento (tintinni a invisibiliporte cheforsenonsapronopiù?..); eceraquelpiantodimorte… chiù

10 Doveralaluna?Chè ilcielo notava inunalbadiperla, edergersi ilmandorlo e ilmelo parevano amegliovederla Venivanosoffidilampi da unnerodinubilaggiù veniva unavocedaicampi chiù Lestellelucevanorare tramezzo allanebbiadilatte sentivo ilcullaredelmare, sentivo unfrufrutralefratte; sentivonelcuore unsussulto, comecodungridochefu. Sonavalontano ilsingulto: chiù Sututtelelucidevette tremava unsospirodivento; squassavanolecavallette finissimisistriDargento (tintinni a invisibiliporte cheforsenonsapronopiù?..); eceraquelpiantodimorte… chiù

11 L'assiuolo Dovera la luna? ché il cielo notava in unalba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù; veniva una voce dai campi: chiù... Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, comeco dun grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù... Su tutte le lucide vette tremava un sospiro di vento: squassavano le cavallette finissimi sistri dargento (tintinni a invisibili porte che forse non saprono più?...); e cera quel pianto di morte... chiù...

12 Lassiuolo Dovera la luna? ché il cielo notava in unalba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù; veniva una voce dai campi: chiù...

13 Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, comeco dun grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù...

14 Govanni Pascoli, Myricae Su tutte le lucide vette tremava un sospiro di vento: squassavano le cavallette finissimi sistri dargento (tintinni a invisibili porte che forse non saprono più?...); e cera quel pianto di morte... chiù...

15 Lassiuolo Giovanni Pascoli, Myricae


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