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TU SEI IMPORTANTE PER ME Uno sguardo, una parola, un gesto da parte del catechista costituisce un messaggio per i ragazzi La definizione di un ruolo non.

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Presentazione sul tema: "TU SEI IMPORTANTE PER ME Uno sguardo, una parola, un gesto da parte del catechista costituisce un messaggio per i ragazzi La definizione di un ruolo non."— Transcript della presentazione:

1 TU SEI IMPORTANTE PER ME Uno sguardo, una parola, un gesto da parte del catechista costituisce un messaggio per i ragazzi La definizione di un ruolo non è dato dal solo fatto che ho questo nome: catechista. Il ruolo del catechista parte da un presupposto ben preciso: IL LEGAME

2 LEGAME significa CONNESSIONE TRA ME CATECHISTA E I MIEI RAGAZZI. Non può esserci relazione educativa se non vi è sincera connessione!!!! CONNESSIONE= Scambio di ………

3 RECIPROCITÀ Accompagnare i ragazzi Permettere al ragazzo di esprimere le proprie certezze e i propri timori. Per fare questo il catechista deve avere una profonda disponibilità a sottoporsi ad unazione educativa su di sé. Come due vagoni che viaggiano in direzione opposta, il catechista sa ogni incontro di catechesi è unoccasione di crescita per me!!!!! Lanimatore cresce stando con i ragazzi!!!! (una parola sbagliata, una metodologia sbagliata, un rimprovero dato male)

4 EDUCARE Il catechista vuole far conoscere i contenuti della fede (pasta col pomodoro) senza dimenticare che la sua azione è soprattutto unazione educante (sale) Non tutte le cose che vogliamo insegnare verranno allistante assimilate. Non possiamo pretendere di plasmare i ragazzi: questa pretesa dovrà fare i conti con la loro libertà, educazione o diseducazione, sensibilità, etc. Un atteggiamento sbagliato è impostare la relazione su un livello troppo confidenziale. È necessario far chiarezza di ruoli.

5 COMUNICAZIONE Noi comunichiamo con il linguaggio verbale e gestuale. Il linguaggio del nostro corpo è molto importante e va curato particolarmente se vogliamo chela relazione sia efficace. Il linguaggio dei ragazzi va sempre notato: allegria, tristezza, entusiasmo, gioia.

6 I catechista deve conoscere i bisogni del ragazzo. Non è sempre semplice individuarli, per questo è necessario farli esprimere e coltivare con loro un dialogo personale che vada oltre lincontro comunitario. Mettere al centro il ragazzo significa dare loro spazi, luoghi, occasioni per esprimersi. Ecco alcuni bisogni educativi dei ragazzi: CONOSCERE I BISOGNI EDUCATIVI DEI RAGAZZI Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate (Mt 6,8)

7 GRATUITÀ Oggi non è facile educare alla gratuità, perché si è portati a ricercare sempre ciò che gratifica, in un contesto dove tutto sembra dato di diritto. Bisogna educare al tempo speso per laltro. SOLIDARIETÀ Cooperare ad un fine comune. Capacità di pensare oltre se stessi. Essere strumento di aiuto allaltro.

8 UNITÀ Sapere di non essere soli nella vita e di poter contare sugli altri SEMPLICITÀ Fuggire dalla mentalità dellapparire Superare lappiattimento del pensiero superficiale.

9 UMILTÀ I miei talenti sono dono di Dio. Questa consapevolezza libera interiormente da qualsiasi atteggiamento di invidia o competizione. Lumiltà insegna la modestia, cioè la consapevolezza dei propri limiti

10 SERVIZIO È LOBIETTIVO DELLA NOSTRA AZIONE EDUCATIVA COME EDUCATORI. Ogni ragazzo è chiamato a lavare i piedi allaltro. È lincarnazione del Vangelo, dellultima cena. Il servizio aiuta ad andare oltre i ragionamenti di guadagno, profitto, convenienza.

11 Ogni catechista può farsi condizionare dalla propria idea di catechismo, di chiesa, di oratorio; magari risente delle proprie esperienze personali, delle proprie «teorie pedagogiche». Ecco alcuni ritratti di catechisti: RIFLESSIONI E ATTENZIONI NEL RAPPORTO CATECHISTA/RAGAZZI

12 IL PERFEZIONISTA Di solito chi ricerca la perfezione rischia di provocare nei ragazzi: Insicurezza Timidezza Sottomissione IL DOMINATORE usa spesso la punizione e non si preoccupa di valutare correttamente il ragazzo, minimizzando il suo successo.

13 LIPERINDULGENTE Tende a soddisfare (per debolezza o buonismo) sempre i ragazzi. Rischio? I ragazzi non lo rispettano, non ricevono alcuna educazione e forse non hanno di lui nemmeno una buona considerazione

14 L ANTAGONISTA Considera i ragazzi in competizione con lui, suscitando in loro una reazione di profonda ansietà, complessi di inferiorità, con conseguenti difficoltà di integrazione.

15 IL RITUALISTA È fanatico dei regolamenti. Prima dei ragazzi vengono le regole: Il gioco, il quaderno attivo, le attività per lui non sono un mezzo ma il fine! Viene così meno lattenzione al ragazzo.

16 L ANTICONFORMISTA Sempre pronto a protestare, non gli va mai bene nulla LIPERCINETICO Mai tranquillo, sempre a caccia di novità, di attività da fare.

17 LO SCANSAFATICHE Per falsa modestia si mette da parte IL CIRENEO Per protagonismo si carica del peso anche degli altri catechisti LINTELLETTUALE non si abbassa ad attività di «basso profilo»

18 Di fronte a questi modelli negativi occorre individuare atteggiamenti positivi che nascono: Dal coraggio di valutare i propri successi o insuccessi alla luce del Vangelo. Dalla coerenza del proprio vivere da cristiani Dalla pazienza di educare Dallessere autorevoli e non autoritari!!!!! Dalla capacità di dire NO allimprovvisazione e dire SI alla creatività e fantasia per il bene dei ragazzi


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