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DALLINTEGRAZIONE ALLINCLUSIONE Le risposte al tema delle differenze. inserimento. integrazione. bisogni educativi speciali. inclusione Roberto Medeghini.

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2 DALLINTEGRAZIONE ALLINCLUSIONE Le risposte al tema delle differenze. inserimento. integrazione. bisogni educativi speciali. inclusione Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 Inserimento come ingresso di nuovi gruppi in un contesto istituzionale, sociale e/o produttivo… Ciò è reso possibile da norme che consentono laccesso (es. legge 517, sentenza Corte Costituzionale 1987…)

3 2.Modi di intendere lintegrazione a.Integrazione condizionale b.Integrazione differenziale c.Integrazione progressiva Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 Lintegrazione: perché problematizzarla? 1.Ottica legislativa di compensazione a.Differenziazione dei percorsi formativi degli insegnanti b.Sovrapposizione fra concetto di sostegno e insegnante specializzato per lintegrazione.

4 norma omogeneità adattamento Perché i Bisogni Educativi Speciali? Dal concetto di integrazione a quello di integrazioni per rispondere ai bisogni educativi di tutti quegli alunni che si segnalano per diversità senza essere disabili. (M.Gelati, 2004) Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 Perché questi modi di interpretare lintegrazione? Modelli che che si fondano sul concetto di deficit

5 Perché linclusione? Leducazione inclusiva propone di modificare sistemi e pratiche di insegnamento in modo da farle corrispondere alle differenze di tutti gli studenti. Se nellintegrazione il riferimento è alla disabilità e ai bisogni speciali, cioè a situazioni deficitarie, nellinclusione il riferimento è linsieme delle abilità differenti. Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 dalladattamento dellalunno alladattamento richiesto allistituzione e agli insegnanti.

6 Integrazione Bisogni speciali Inclusione Finalità Risultati nella autono- mia, comunicazione, socializzazione e scambio relazionale. Reperimento di risorse e sostegni. Riduzione dei bisogni speciali Superamento delle barriere alla partecipazione, allapprendi- mento Modelli teorici Condizionale Compensativo normativo Ecologico- sociale Focus dellazi one Alunni con disabilità Tutti gli alunni che incontrano difficoltà nel percorso di apprendimento Tutti gli alunni Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

7 Contesto di riferimento Ambiente scolastico Ambiente scolastico Ambiente scolastico in relazione con i contesti del sociale Modelli didattici e valutativi Riferito allalunno con disabilità, al suo sostegno e alle risorse attivate. Riferito agli alunni con bisogni speciali Qualità della relazione tra insegnamento e apprendimento. Sostegni distribuiti Modello per gli indicatori Descrittivo Statico Analisi delle condizioni Processuale Dinamico Analisi dei presupposti Integrazione Bisogni speciali Inclusione Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 Descrittivo Ricerca delle risorse

8 Descrizioni DEFICIT, BISOGNI SPECIALI INCLUSIONE Quanto è autonomo?Quali condizioni e aiuti gli permettono di gestire la sua autonomia? Qual è la difficoltà che gli crea maggiori problemi nellapprendere? Quali metodologie sono maggiormente facilitanti? Qual è la causa della sua disattenzione? Quali condizioni didattiche, di spiegazione e organizzative permettono di mantenere lattenzione? Roberto Medeghini – Tirano (SO) ottobre 2006

9 Descrizione ADescrizione B Sono presenti difficoltà nella comprensione di spiegazioni e consegne di tipo sequenziale. Il processo di elaborazione viene favorito dalla presentazione di informazioni chiare, non ridondanti e dalla possibilità di avere un tempo di analisi non troppo breve e ridotto. Lelaborazione viene facilitata dallutilizzo di sequenze visive, rappresentative del contenuto o da parole chiave abbinate ad una rappresentazione. Lelaborazione viene inoltre favorita dal controllo della velocità e della quantità di informazioni da proporre. Roberto Medeghini – Tirano (SO) ottobre 2006

10 nelle loro aspettative verso il presente e il futuro ( quale progetto di vità?) Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 Il tema centrale della qualità non può ridursi alle pratiche amministrative, alle procedure, al concetto di risorse o al dibattito tecnico sulla qualità della fornitura dei servizi. Esso deve ampliarsi fino a comprendere il suo legame con il ruolo del contesto, cioè delle istituzioni scolastiche, dei servizi e del territorio, nella definizione della condizione di disabile ( la riduco o la potenzio?) nella costruzione o meno delle appartenenze (solo autonomia? quali legami?) nellaccoglienza dei significati delle persone con disabilità e delle loro famiglie ( si dà voce e quale?)

11 INDICATORI per la scuola Creare culture inclusive Gli insegnanti investono sul potenziale di apprendimento. Gli insegnanti contrastano la percezione negativa dei compagni nei confronti di studenti brillanti…. Le barriere allapprendimento e alla partecipazione sono viste non come semplice prodotto di deficit o carenze degli studenti, ma come elemento generato dalla relazione tra gli studenti ed il loro ambiente di insegnamento- apprendimento. Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

12 Sviluppare pratiche inclusive Linsegnamento è pianificato con in mente le capacità di apprendimento e le eventuali difficoltà di tutti gli studenti. Linsegnamento viene pianificato per sostenere lapprendimento piuttosto che per rispettare le cadenze del programma. Gli insegnanti tengono conto del tempo di apprendimento richiesto da tutti gli studenti. Le valutazioni incidono sulla progettazione e sulla pratica didattica e fanno riferimento ai punti di partenza degli studenti. Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

13 Produrre politiche inclusive La scuola adegua le modalità di insegnamento in modo che tutti gli studenti vengano valorizzati. Tutti gli insegnanti sono formati ai temi delleducazione inclusiva. Il supporto è frutto dellorganizzazione della scuola e non necessariamente deriva da procedure formali di richiesta ad enti esterni. Il supporto aiuta a ridurre le barriere allapprendimento e alla partecipazione di tutti gli studenti. Il supporto è distribuito. Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

14 Le buone prassi nella prospettiva inclusiva L ORGANIZZAZIONE Attenzione alle barriere alla partecipazione e allapprendimento (es. organizzazione scuola e pratiche di insegnamento non personalizzate, delega allinsegnante di sostegno…). Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 La progettazione come attività rivolta a tutti gli alunni. Tutti gli alunni sono nelle relazioni e nella mente dei loro insegnanti ( es. la definizione degli obiettivi e lorganizzazione dellattività didattica devono avere come riferimento le differenze e non lalunno medio)

15 Utilizzo di sostegni distribuiti intesi come risorse della classe, della scuola nel suo complesso e del territorio. Partecipazione delle famiglie e costruzione di reti aggiuntive di sostegno. Progettazione in riferimento al territorio e al progetto di vita. Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007 Riferimento ai gruppi ed esclusione di pratiche speciali (es. sezioni e laboratori omogenei strutturati dove si organizzano attività per i soli alunni con disabilità in modo sistematico).

16 L APPARTENENZA. costruzione di un ruolo sociale. costruzione dei legami amicali interni ed esterni. progettazione di interventi con il territorio Il progetto Ci vediamo Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

17 Obiettivi Il progetto intende costruire e potenziare nei contesti scolastici (gruppo classe) ed extrascolastici le relazioni amicali e di aiuto con le ragazze e i ragazzi disabili, le loro famiglie e gli operatori del territorio. Lobiettivo è la costruzione di una cultura inclusiva attraverso forme di coinvolgimento e sostegno dei coetanei e degli adulti. Il progetto si prefigge di: a.favorire e potenziare esperienze di relazione e di aiuto nella classe scolastica di appartenenza attraverso la partecipazione alla vita di classe, attività di gruppo e cooperative, attività di tutoring, momenti informali; b.dare continuità alle relazioni anche nellambito extrascolastico attraverso la strutturazione di momenti continuativi in cui le ragazze e i ragazzi disabili e i compagni di classe partecipano ad esperienze comuni (compiti, ricerche, giochi, attività oratoriali e/o di territorio, attività informali come visione di film); c.costruire reti di sostegno, coinvolgendo le famiglie dei compagni di classe e gli operatori del territorio. Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

18 . costruzione del ruolo di alunno. riferimento al curricolo della classe. approccio ecologico del curricolo. didattica co-costruttiva, evolutiva, multifattoriale. attenzione alla complessità dei nuclei concettuali Apprendimento Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

19 Il fine infatti non è solo quello di apprendere a fare meglio le stesse cose (ottica conservativa), ma a farle diversamente e a cercarne di nuove (ottica del cambiamento). Prima di trovare risposte la prospettiva inclusiva richiede uno sforzo per riformulare non solo le molte domande, ma anche i tipi stessi di domande. Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007

20 BIBLIOGRAFIA AA.VV. ( 1967). Lettera a una professoressa. Firenze: Ed. Fiorentina. Booth, T. & Ainscow, M. ( 2002). Index for inclusion. Bristol: CSIE. Canevaro, A. (1999). Pedagogia speciale. Milano: Mondadori. Fornasa W. e Medeghini R. (2003), Abilità differenti. Processi educativi, co-educa­zione e percorsi delle differenze, Angeli, Milano. Medeghini, R. & Cavagnola, R. ( 2001). Lassistente educatore nella scuola. Brescia: Vannini. Medeghini R., Fornasa W.(2003), Verso le didattiche relazionali in L.Corradini, W.Fornasa, S.Poli (a cura di), Educazione alla convivenza civile, Armando Editore, Roma. Medeghini, R., Valtellina, E. (2005). Quale disabilità?. Milano: Angeli. Medeghini R. (2006), Dalla qualità dellintegrazione allinclusione, Brescia Vannini Editrice. Medeghini R. (2006), Disabilità e corso di vita. Milano:Angeli. Medeghini R. (2007), Idee di differenze. Brescia: Vannini Editrice. Morin, E. (2001). Il metodo 1. La natura della natura. Milano: Cortina. Morin E. (1999), La testa ben fatta, Milano: Cortina. Pontecorvo C. ( acura di), (1999), Manuale di psicologia delleducazione. Bologna: Il Mulino Roberto Medeghini – Como, 8 maggio 2007


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