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I caratteri del Rinascimento Nel XV secolo ebbe origine in Italia il Rinascimento, movimento artistico e culturale fondato sul rinnovato interesse.

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Presentazione sul tema: "I caratteri del Rinascimento Nel XV secolo ebbe origine in Italia il Rinascimento, movimento artistico e culturale fondato sul rinnovato interesse."— Transcript della presentazione:

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3 I caratteri del Rinascimento
Nel XV secolo ebbe origine in Italia il Rinascimento, movimento artistico e culturale fondato sul rinnovato interesse verso l’arte greca e romana che divenne un modello da imitare. In questo periodo si diffuse una visione più laica e razionale della vita e l’uomo iniziò a sentirsi padrone del proprio destino. L’arte, non più al servizio esclusivo della Chiesa, rappresentò lo strumento ideale per celebrare i ricchi signori che richiamarono presso le loro corti i più importanti artisti dell’epoca. Questi non erano più considerati abili artigiani, bensì intellettuali degni di rispetto e ammirazione. Firenze, Urbino, Mantova, Ferrara e le altre corti italiane governate da illuminati mecenati (protettori delle arti) divennero i centri di riferimento della cultura rinascimentale.

4 I caratteri del Rinascimento
Sandro Botticelli, Adorazione dei Magi Tempera su tavola, 111 x 134 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi. Anche un tema sacro, come quello dell’Adorazione dei Magi, diventa un pretesto per celebrare la potente famiglia Medici, i cui membri sono ritratti nella scena insieme a poeti e letterati della loro corte.

5 I caratteri del Rinascimento
I signori rinascimentali chiamano a corte numerosi artisti affidando loro il compito di promuoverne l’immagine e il prestigio. Pedro Berruguete, Ritratto di Federico da Montefeltro con il figlio Guidobaldo ca. Tempera su tavola. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.

6 I caratteri del Rinascimento
Paolo Uccello, San Giorgio e il drago Tempera su tavola, 57 x 73 cm. Londra, National Gallery. Alcuni artisti rinascimentali, pur applicando le regole della prospettiva, rimangono legati ai temi cavallereschi tipici del linguaggio tardo gotico.

7 I caratteri del Rinascimento
Donatello, Monumento equestre al Gattamelata Bronzo, 340 x 390 cm (escluso il basamento). Padova, Piazza del Santo. Durante il Rinascimento torna l’interesse verso la statuaria d’ispirazione classica. Il modello del monumento equestre appare il più adatto a celebrare i condottieri più valorosi.

8 Lo spazio ordinato della prospettiva
La volontà di rappresentare il mondo con maggiore razionalità portò all’invenzione della prospettiva, le cui regole furono messe a punto a Firenze all’inizio del Quattrocento. La sua applicazione permise agli artisti la rappresentazione dello spazio sulla superficie piana, suggerendo l’illusione della profondità e rispettando le proporzioni tra le diverse figure che compongono l’opera. La prospettiva si basa sul principio che gli oggetti ci appaiono via via più piccoli a mano a mano che aumenta la loro distanza dal nostro occhio.

9 Lo spazio ordinato della prospettiva
Luciano Laurana, Città ideale Tempera su tavola, 67 x 239 cm. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche. L’interesse per la rappresentazione pittorica dello spazio portò gli artisti ad ambientare le figure all’interno di rigorose architetture e alla riproduzione di suggestive immagini di piazze e città accuratamente studiate nella prospettiva.

10 Lo spazio ordinato della prospettiva
Masaccio, La Trinità Affresco, 667 x 317 cm. Firenze, Basilica di Santa Maria Novella. Il pittore inserisce la scena all’interno di una finta cappella che sembra reale grazie alla perfetta costruzione prospettica.

11 Lo spazio ordinato della prospettiva
Donatello, Il banchetto di Erode ca. Rilievo in marmo, 50 x 71,5 cm. Lille, Musée des Beaux-Art. L’artista riesce ad applicare le regole prospettiche anche nell’ambito della scultura.

12 Studiare l’antico Grazie all’opera di protagonisti di eccezionale valore come Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti, nel Rinascimento l’architetto non è più un semplice capomastro, ma diviene un intellettuale che progetta ed è consapevole del valore delle sue realizzazioni. Gli artisti studiano dal vivo i monumenti dell’antica Roma, dai quali ricavano le regole di proporzione e di armonia e alle forme gotiche, spesso irregolari e sproporzionate, preferiscono soluzioni di maggior rigore geometrico, capaci di esprimere un’architettura più a misura d’uomo. Cambia il volto delle città: accanto alle case-torri, inespugnabili fortini, si costruiscono i primi palazzi signorili che, con i loro grandi portoni e le finestre aperte sulla strada, diventano il simbolo di una città ormai prospera e pacificata.

13 Studiare l’antico Brunelleschi riuscì a portare a termine il duomo di Firenze, rimasto incompiuto perché le tecnologie medievali non consentivano la costruzione di una cupola così grande. L’architetto ideò una struttura autoportante, cioè capace di sorreggersi da sola durante la sua costruzione. Brunelleschi, Cupola di Santa Maria del Fiore (interno ed esterno) Firenze.

14 Studiare l’antico Leon Battista Alberti, Tempio Malatestiano Laterizi e marmo. Rimini. L’interesse verso l’antico spinge architetti, come l’Alberti, a rivestire con rigorose decorazioni classiche una preesistente chiesa medievale.

15 Studiare l’antico Nel Rinascimento le ricche famiglie mercantili e nobiliari si fecero costruire dei grandiosi palazzi dalle forme severe e regolari. Questi edifici segnavano con la loro presenza i quartieri delle città e il territorio circostante. Biagio Rossetti, Palazzo dei Diamanti Ferrara. Giuliano da Sangallo, Villa Medici. Dal Poggio a Caiano, Firenze.

16 Gli artisti delle corti
A Firenze, nel clima colto e raffinato della corte di Lorenzo de’ Medici, operò Sandro Botticelli divenuto famoso per le sue opere di soggetto mitologico. Il suo stile si caratterizza per l’uso sinuoso della linea di contorno con cui disegna eleganti figure. Andrea Mantegna, invece, celebrò i fasti della famiglia dei Gonzaga a Mantova dove ottenne l’incarico di pittore di corte. Il ciclo di affreschi che realizza nel Palazzo Ducale testimonia la sua profonda conoscenza dell’antichità classica e una grande abilità nel creare effetti prospettici. Altro importante artista del Rinascimento italiano fu Piero della Francesca che soggiornò presso il duca Federico di Montefeltro a Urbino. Il pittore, autore di trattati di matematica e di prospettiva, compone le sue opere con una rigorosa costruzione geometrica che produce un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo. 

17 Gli artisti delle corti
Sandro Botticelli, La Primavera Tempera su tavola, 203 x 314 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi. Il dipinto è una complessa allegoria che vuole trasmettere un messaggio morale sulla vita, sul Bene e sul Male.

18 Gli artisti delle corti
Mantegna affrescò la Camera degli Sposi con scene della vita di corte. Qui è riconoscibile Ludovico Gonzaga (a sinistra) insieme alla moglie e ad altri membri della famiglia. Andrea Mantegna, Camera degli Sposi Affresco. Mantova, Palazzo Ducale.

19 Gli artisti delle corti
Piero della Francesca, Battesimo di Cristo Tempera su tavola, 167 x 116 cm. Londra, National Gallery. Il dipinto è costruito attraverso precisi rapporti geometrici. Gli ovali dei volti e la struttura cilindrica del tronco dell’albero dimostrano la predilezione dell’artista per le forme essenziali.

20 La pittura fiamminga Nelle Fiandre (l’attuale Belgio) la prosperità economica favorì la nascita di una scuola di pittura incentrata su una rigorosa e dettagliata riproduzione della realtà. La pittura fiamminga si contraddistingue soprattutto per il modo estremamente realistico e preciso di raffigurare i paesaggi, gli ambienti interni e le persone in tutti i loro dettagli. L’uso dei colori a olio consente di ottenere delicate sfumature di tono e permette agli artisti fiamminghi di creare con sorprendente fedeltà gli effetti che la luce produce sui diversi materiali. Grazie ai lavori commissionati dalle corti italiane, la pittura fiamminga giunse anche in Italia, influenzando l’opera di Piero della Francesca, Antonello da Messina e di altri artisti.

21 La pittura fiamminga Jan van Eyck, I coniugi Arnolfini Olio su tavola, 81,8 x 59,7 cm. Londra, National Gallery. Van Eyck perfezionò la tecnica della pittura a olio, conosciuta fin dal Medioevo, aggiungendo all’olio di lino anche l’essenza di trementina che rendeva più facile la stesura del colore. Ciò permise di ottenere velature di colore quasi trasparenti e con un piccolo pennello si potevano realizzare minimi dettagli.

22 La pittura fiamminga Rogier van der Weyden,
Deposizione dalla Croce Olio su tavola, 220 x 262 cm. Madrid, Museo del Prado.

23 La pittura fiamminga Antonello da Messina, San Gerolamo nello studio ca. Olio su tavola, 46 x 36 cm. Londra, National Gallery. Antonello da Messina fu il primo pittore in Italia che impiegò con successo la pittura a olio.

24 Il pieno Rinascimento Nei primi anni del Cinquecento l’Italia raggiunge la pienezza del Rinascimento, che apporta una eccezionale ricchezza di esperienze artistiche. A Firenze Leonardo e Michelangelo sono impegnati in progetti innovativi, mentre a Roma l’avvento di papa Giulio II determina l’avvio di imponenti cantieri che richiamano gli artisti più abili del tempo. Nel Rinascimento l’uomo e la natura vengono indagati in modo scientifico: con il disegno gli artisti ne comprendono le leggi, mentre con il colore cercano di riprodurne aspetti e fenomeni. Agli artisti non viene solo richiesto di eseguire ritratti impeccabili, ma anche di riprodurre tessuti e gioielli che devono sottolineare il rango sociale del committente.

25 Il pieno Rinascimento Gli artisti rinascimentali riescono a conferire alle figure una straordinaria forza espressiva, attraverso l’approfondimento fisionomico e lo studio della gestualità. Leonardo da Vinci, Annunciazione ca. Olio e tempera su tavola, 98 x 217 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

26 Il pieno Rinascimento Raffaello, Ritratto di papa Giulio II Olio su tavola, 70 x 107 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi. Roma nel primo Cinquecento, sotto il pontificato di Giulio II, diventa un’enorme cantiere che richiama i migliori artisti del tempo. Numerosi edifici medievali vengono abbattuti per far posto a nuove vie e a splendidi palazzi.

27 Il pieno Rinascimento Giusto Utens, La villa di Pratolino Tempera su tela. Firenze, Museo topografico. Le famiglie aristocratiche commissionano grandi ville di campagna con splendidi giardini disseminati di sculture. Jacopo Vignola, Palazzo Farnese Caprarola, Viterbo.

28 Leonardo da Vinci, genio universale
Leonardo è considerato tra i massimi geni della storia, oltre che dell’arte, proprio per l’ampiezza dei suoi interessi e la sistematicità delle sue ricerche; fu, infatti, pittore, scultore, ingegnere e scienziato. Egli intende l’arte come uno strumento di conoscenza: per comprendere il mistero della vita, disseziona i cadaveri e realizza accuratissimi disegni che completa con appunti. Studia il moto delle acque, le leggi del volo, inventa congegni e macchine affascinanti. In pittura elabora la prospettiva aerea per suggerire la profondità spaziale attraverso l’effetto atmosferico dei colori che sbiadiscono con la distanza. Celebri sono i suoi ritratti di gentildonne del tempo, nei quali coglie l’intensità psicologica del soggetto. 

29 Leonardo da Vinci, genio universale
Leonardo da Vinci, Ultima Cena Tempera e olio su muro, 460 x 880 cm. Milano, Convento di Santa Maria delle Grazie. La tecnica dell’affresco, che richiede tempi di esecuzione veloci, era poco congeniale a Leonardo, che invece era solito rivedere continuamente le sue opere. Per questo lavoro provò a utilizzare colori di sua invenzione che si sono però dimostrati poco resistenti.

30 Leonardo da Vinci, genio universale
Leonardo da Vinci, Autoritratto ca. Sanguigna. Torino, Biblioteca Reale. Leonardo da Vinci, Studi anatomici di feti e di vene superficiali del cuore. Windsor, Royal Library. Leonardo già in vita era diventato una sorta di mito, la personificazione stessa del filosofo e del sapiente.

31 Leonardo da Vinci, genio universale
La Gioconda Olio su tavola, 77 x 53 cm. Parigi, Musée du Louvre. Leonardo affermava che «l’occhio è lo specchio dell’anima». Nei suoi ritratti, l’espressione del viso doveva rivelare anche i sentimenti e le qualità morali della persona ritratta.

32 Leonardo da Vinci, genio universale
Leonardo da Vinci, La Vergine delle rocce Olio su tavola, 198 x 122 cm. Parigi, Musée du Louvre. Sfumando i contorni delle figure il pittore riesce a fonderle con il paesaggio circostante di cui fanno parte.

33 Raffaello, un talento precoce
Socievole, affabile, capace di cogliere lo stimolo creativo degli altri maestri, Raffaello Sanzio incarnò l’immagine del raffinato pittore cortigiano. Nelle sue opere pone al centro l’idea di bellezza, di equilibrio compositivo e di perfezione formale, diventando un modello per i pittori del suo tempo. A Roma, lavorò per papa Giulio II dal quale ottenne numerosi incarichi prestigiosi, tra cui gli affreschi che decorano gli appartamenti del pontefice, le Stanze vaticane. Morì nel 1520 a soli trentasette anni.

34 Raffaello, un talento precoce
Raffaello, Lo sposalizio della Vergine Olio su tavola, 170 x 117 cm. Milano, Pinacoteca di Brera. Tra gli artisti del Rinascimento, Raffaello Sanzio esprime al meglio l’armonia delle forme e il rigore della prospettiva, qualità che sono già visibili in quest’opera, dipinta quando l’artista era poco più che ventenne.

35 Raffaello, un talento precoce
Raffaello, Scuola di Atene Affresco, base 770 cm ca. Città del Vaticano, Musei Vaticani (Stanza della Segnatura). Sotto un’imponente architettura classicheggiante, il pittore raffigura i maggiori filosofi, astronomi e matematici dell’antica Grecia, ritenuti le massime fonti di verità prima della venuta di Cristo. I personaggi hanno le sembianze di alcuni artisti contemporanei di Raffaello.

36 Raffaello, un talento precoce
Raffaello, Maddalena Strozzi Olio su tavola, 63 x 45 cm. Firenze. Palazzo Pitti. La donna è raffigurata nella stessa posa della Gioconda di Leonardo, ma lo stile è completamente diverso. I lineamenti della figura sono precisi, come nitido e dettagliato è il paesaggio sullo sfondo.

37 Michelangelo, genio irrequieto
Pittore, scultore, architetto e perfino poeta, Michelangelo Buonarroti fu una personalità artistica di eccezionale rilievo. Molte delle sue opere sono capolavori assoluti destinati a influenzare per secoli la storia dell’arte. Seppe affrontare compiti e fatiche immani, come gli affreschi della Cappella Sistina, a Roma, che colpiscono per l’estrema originalità della composizione. Michelangelo considerava la scultura l’arte per eccellenza; egli scolpiva per levare, liberando dal blocco di marmo informe l’idea che vi vedeva racchiusa. Eseguito lo schizzo dell’opera, ne realizzava un piccolo abbozzo in argilla, poi disegnava la figura direttamente sul blocco e iniziava a scolpire facendo emergere gradualmente i dettagli della composizione. Morì quasi novantenne dopo una lunga e intensa attività artistica.

38 Michelangelo, genio irrequieto
Michelangelo, David Marmo, h. 434 cm. Firenze, Galleria dell’Accademia. Michelangelo, Pietà Rondanini Marmo, h. 195 cm. Milano, Castello Sforzesco. Per alcune sue sculture Michelangelo utilizza la tecnica del “non finito”, lasciando cioè parte dell’opera ancora imprigionata nel marmo e tralasciando di levigare la superficie.

39 Michelangelo, genio irrequieto
Gli affreschi, popolati da oltre trecento figure, narrano la creazione del mondo e del genere umano fino agli antenati di Cristo. Michelangelo, Volta della Cappella Sistina Affresco, 13 x 36 m. Città del Vaticano, Musei Vaticani.

40 Michelangelo, genio irrequieto
Michelangelo, Giudizio Universale Affresco, 13,70 x 12,20 cm. Città del Vaticano, Cappella Sistina. Il Giudizio Universale rappresenta il momento in cui Cristo ritorna per la seconda volta sulla Terra per giudicare l’umanità. Michelangelo dispone le figure degli eletti e dei dannati in modo da creare un turbine che ruota intorno alla figura centrale di Cristo.

41 Michelangelo, genio irrequieto
Michelangelo, Cupola di San Pietro h. 136,5 m, diam. 42 m. Città del Vaticano, Basilica di San Pietro. La cupola della Basilica di San Pietro è uno dei numerosi progetti architettonici realizzati da Michelangelo.

42 Venezia e la pittura tonale
Nel Cinquecento Venezia era un centro artistico e culturale di prima grandezza. Gli artisti più rinomati, come Giorgione, Tiziano e poi Veronese e Tintoretto, furono chiamati dai ricchi committenti e dai potenti ordini religiosi a trasformare il volto della città e realizzare, all’interno anche dei palazzi pubblici, vaste decorazioni pittoriche. Mentre a Firenze gli artisti ponevano il disegno alla base del loro processo creativo, la pittura veneziana si fondò invece sul colore e sulla modulazione della luce. L’obiettivo dei pittori era trovare una sintesi tra l’uomo e l’atmosfera che lo circonda, dove ogni elemento potesse fondersi con naturalezza. Per questo essi abolirono la linea di contorno e utilizzarono la pittura tonale, armonizzando ogni colore con quello vicino per mezzo di un tono dominante, come se lo spettatore vedesse il dipinto attraverso una lente leggermente colorata.

43 Venezia e la pittura tonale
Giorgione, I tre filosofi ca. Olio su tela, 123,5 x 144,5 cm. Vienna, Kunsthistorisches Museum. I quadri di Giorgione erano opere dal soggetto misterioso, piene di complesse simbologie. Anche in questo dipinto l’identità dei personaggi è incerta. Le tre figure maschili sono forse i re Magi alla ricerca della strada per Betlemme.

44 Venezia e la pittura tonale
Tiziano, Assunta Olio su tavola, 690 x 360 cm. Venezia, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari. Tiziano lavorò per le più importanti corti italiane ed europee e divenne pittore ufficiale dell’imperatore Carlo V. I suoi soggetti spaziano dai temi allegorici e mitologici, a quelli religiosi e ai ritratti dei potenti del tempo.

45 Venezia e la pittura tonale
Paolo Veronese, Cena in casa di Levi Olio su tela, 555 x 1200 cm. Venezia, Galleria dell’Accademia. Veronese trasferisce l’evento sacro in un contesto a lui contemporaneo, trasformandolo in una fastosa scena di banchetto della nobiltà veneziana.

46 Venezia e la pittura tonale
Tintoretto, Miracolo di San Marco Olio su tela, 415 x 541 cm. Venezia, Galleria dell’Accademia. Le opere di Tintoretto, caratterizzate da forti contrasti di luce, spericolati effetti prospettici e popolate di personaggi dalla gestualità concitata, esprimono una forte drammaticità. 


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