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AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430. Sommario Profilo biografico e opere Fede e filosofia nel pensiero di Agostino Confutazione dello scetticismo.

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1 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430

2 Sommario Profilo biografico e opere Fede e filosofia nel pensiero di Agostino Confutazione dello scetticismo e dottrina dellilluminazione La concezione filosofica di Dio La dottrina della creazione e il tempo Il problema del male La concezione agostiniana della storia: La città di Dio

3 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Agostino è uno degli autori di testi teologici, mistici, filosofici, esegetici molto studiato e citato. Dottore della Chiesa, è considerato come ponte fra lAfrica e lEuropa. La sua opera, le Confessioni, è ancora oggi ricercata, ristampata, letta e meditata. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo…. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace. Così scrive Agostino Aurelio nelle Confessioni, perché la sua vita fu proprio così, suddivisa in due fasi: la prima è caratterizzata dallansia inquieta di chi, cercando la strada, commette molti errori; la seconda, imbroccata la via, dal desiderio ardente di arrivare alla meta per abbracciare lamato. Profilo biografico di Agostino

4 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere 13 novembre 354: nascita di Agostino a Tagaste, in Numidia, da una famiglia di classe media, di piccoli proprietari terrieri, il padre Patrizio era pagano, mentre la madre Monica, che aveva avuto tre figli, dei quali Agostino era il primogenito, era invece cristiana; fu lei a dargli uneducazione religiosa ma senza battezzarlo, come si usava allora, volendo attendere letà matura. Ebbe uninfanzia molto vivace. Dopo i primi studi a Tagaste e poi nella vicina Madaura, si recò a Cartagine nel 371, con laiuto di un facoltoso signore del luogo di nome Romaniano.

5 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Africano di nascita, e quindi probabilmente di madrelingua berbera, apprese e utilizzò il punico e il latino, mentre non imparò mai il greco, l'altra grande lingua di cultura dell'epoca con il latino. A 16 anni Agostino viveva la sua adolescenza in modo molto vivace ed esuberante. Mentre frequentava la scuola di un retore, cominciò a convivere con una ragazza cartaginese, che gli diede nel 372 anche un figlio, Adeodato. Questa relazione sembra che sia durata 14 anni. Quando nacque inaspettato il figlio, Agostino fu costretto, come si suol dire, a darsi una regolata, riportando la sua condotta inconcludente e dispersiva, su una più retta strada ed a concentrarsi negli studi, per i quali si trovava a Cartagine.

6 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Fu in quegli anni che maturò la sua prima vocazione di filosofo, grazie alla lettura di un libro di Cicerone, lOrtensio, che laveva particolarmente colpito, perché lautore latino affermava come soltanto la filosofia aiutasse la volontà ad allontanarsi dal male e ad esercitare la virtù. La lettura della Bibbia non diceva niente alla sua mente razionalistica e la religione professata dalla madre gli sembrava una superstizione puerile, quindi cercò la verità nel Manicheismo. Il Manicheismo era una religione orientale fondata nel III secolo d.C. da Mani, principe persiano, che fondeva elementi del cristianesimo e della religione di Zoroastro. Suo principio fondamentale era il dualismo, cioè lopposizione continua di due principi egualmente divini, uno del bene e uno del male che dominano il mondo e anche lanimo delluomo.

7 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Ultimati gli studi, tornò nel 374 a Tagaste, dove con laiuto del suo benefattore Romaniano, aprì una scuola di grammatica e retorica. In casa dellamico fu anche ospitato con tutta la famiglia, perché la madre Monica aveva preferito separarsi da Agostino, non condividendo le sue scelte religiose; solo più tardi lo riammise nella sua casa, avendo avuto un sogno premonitore, sul suo ritorno alla fede cristiana. Dopo due anni, nel 376, decise di lasciare il piccolo paese di Tagaste per ritornare a Cartagine, ove, sempre con laiuto dellamico Romaniano, che egli aveva convertito al manicheismo, aprì ancora una scuola, dove insegnò per sette anni, con alunni poco disciplinati..

8 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Agostino però tra i manichei non trovò mai la risposta certa al suo desiderio di verità e dopo un incontro con un loro vescovo, Fausto, avvenuto nel 382 a Cartagine, che avrebbe dovuto fugare ogni dubbio, ne uscì non convinto e quindi prese ad allontanarsi dal manicheismo. Desideroso di nuove esperienze e stanco dellindisciplina degli alunni cartaginesi, Agostino, resistendo alle preghiere dellamata madre, che voleva trattenerlo in Africa, decise di trasferirsi a Roma, capitale dellimpero, con tutta la famiglia.

9 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere A Roma, con laiuto dei manichei, aprì una scuola, ma non fu a suo agio: gli studenti romani, furbescamente, dopo aver ascoltate con attenzione le sue lezioni, sparivano al momento di pagare il pattuito compenso. Subì una malattia gravissima che lo condusse quasi alla morte, nel contempo poté constatare che i manichei romani, se in pubblico ostentavano una condotta irreprensibile e casta, nel privato vivevano da dissoluti; disgustato se ne allontanò per sempre.

10 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Nel 384 riuscì ad ottenere, con lappoggio del prefetto di Roma, Quinto Aurelio Simmaco, la cattedra vacante di retorica a Milano, dove si trasferì, raggiunto nel 385, inaspettatamente, dalla madre Monica, la quale conscia del travaglio interiore del figlio, gli fu accanto con la preghiera e con le lagrime, senza imporgli nulla. E Milano fu la tappa decisiva della sua conversione. Qui ebbe lopportunità di ascoltare i sermoni di s. Ambrogio che teneva regolarmente in cattedrale. Se gradatamente le sue parole si scolpivano nel cuore di Agostino, fu la frequentazione di un anziano sacerdote, Simpliciano, che aveva preparato s. Ambrogio allepiscopato, a dargli lispirazione. Simpliciano, con fine intuito, lo indirizzò a leggere i neoplatonici, perché i loro scritti suggerivano in tutti i modi lidea di Dio e del suo Verbo.

11 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Un successivo incontro con s. Ambrogio, procuratogli dalla madre, segnò un altro passo verso il battesimo. Fu convinto da Monica a seguire il consiglio dellapostolo Paolo, sulla castità perfetta; lo convinse pure a lasciare la moglie, la quale secondo la legge romana, essendo di classe inferiore, era praticamente una concubina, e a rimandarla in Africa e a tenere presso di sé il figlio Adeodato. Lamico Ponticiano, nellospitarlo in casa, gli parlò della vita casta dei monaci e di s. Antonio abate, gli diede anche il libro delle Lettere di S. Paolo. Ritornato a casa, Agostino disorientato, si appartò nel giardino, dando sfogo ad un pianto angosciato. Mentre piangeva, avvertì una voce che gli diceva Tolle lege, tolle lege (prendi e leggi), per cui aprì a caso il libro delle Lettere di S. Paolo e lesse un brano: Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri (Rom. 13, 13-14).

12 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Dopo qualche settimana ancora dinsegnamento di retorica, Agostino lasciò tutto, ritirandosi insieme alla madre, al figlio e ad alcuni amici, nella villa di Verecondo, a Cassiciaco ad una trentina di km. da Milano, in meditazione e in conversazioni filosofiche e spirituali. Volle sempre presente la madre, perché partecipasse con le sue parole sapienti. Nella Quaresima del 387 ritornarono a Milano per una preparazione specifica al Battesimo, che Agostino, il figlio Adeodato e lamico Alipio ricevettero nella notte del sabato santo, dalle mani di Ambrogio.

13 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Intenzionato a creare una Comunità di monaci in Africa, decise di ritornare nella sua patria. Ad Ostia, nellattesa della nave, la madre Monica improvvisamente si ammalò di una febbre maligna (forse malaria) e il 27 agosto del 387 morì a 56 anni. Il suo corpo trasferito a Roma si venera nella chiesa di S. Agostino, essa è considerata il modello e la patrona delle madri cristiane. Agostino e Monica in estasi, di A. Scheffer, Louvre, Parigi

14 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Dopo qualche mese trascorso a Roma per approfondire la sua conoscenza sui monasteri e le tradizioni della Chiesa, nel 388 ritornò a Tagaste, dove vendette i suoi pochi beni, distribuendone il ricavato ai poveri e ritiratosi con alcuni amici e discepoli, fondò una piccola comunità, dove i beni erano in comune proprietà. Ma dopo un po, poiché laffollarsi continuo dei concittadini, che accorrevano per chiedere consigli ed aiuti, disturbava il dovuto raccoglimento, fu necessario trovare un altro posto che Agostino trovò presso Ippona. Mentre per caso era nella basilica locale in cui il vescovo Valerio stava proponendo ai fedeli di consacrare un sacerdote che potesse aiutarlo, specie nella predicazione, i fedeli, accortisi della sua presenza, presero a gridare: Agostino prete!

15 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Nonostante cercasse di rifiutare, perché non era questa la strada da lui voluta, Agostino fu costretto ad accettare. Per prima cosa chiese al vescovo di trasferire il suo monastero ad Ippona, per continuare la sua scelta di vita. In seguito esso divenne un seminario, fonte di preti e vescovi africani. Liniziativa agostiniana gettava le basi del rinnovamento dei costumi del clero. Egli pensava: Il sacerdozio è cosa tanto grande che appena un buon monaco può darci un buon chierico. Scrisse anche una Regola, che poi nel IX secolo venne adottata dalla Comunità dei Canonici Regolari o Agostiniani. Il vescovo Valerio nel timore che Agostino venisse spostato in altra sede, convinse il popolo e il primate della Numidia, Meglio, di Calama, a consacrarlo vescovo coadiutore di Ippona: Nel 397, morto Valerio, egli gli successe come titolare.

16 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Dovette lasciare il monastero e intraprendere la sua intensa attività di pastore di anime, che svolse egregiamente, tanto che la sua fama di vescovo illuminato si diffuse in tutte le Chiese Africane. Nel contempo scriveva le sue numerose opere che abbracciano un ampio sapere: vanno dalle filosofiche alle apologetiche, dalle dogmatiche alle morali e pastorali, dalle bibliche alle polemiche. Queste ultime riflettono lintensa e ardente battaglia che Agostino intraprese contro le eresie che minavano lunità della Chiesa: Il Manicheismo che conosceva bene, il Donatismo sorto ad opera del vescovo Donato e il Pelagianesimo propugnato dal monaco bretone Pelagio.

17 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Labilità nel confutare queste eresie e i vari movimenti che ad esse si rifacevano; e i numerosi suoi interventi orientarono non solo i pastori di anime dellepoca, ma determinarono, anche per il futuro, lorientamento della teologia cattolica in questo campi. Le tante sue opere, dalle Confessioni fino alla Città di Dio, che scrisse dopo il sacco di Roma del 410 ad opera dei Visigoti di Alarico, gli hanno meritato il titolo di Dottore della Chiesa.

18 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Nel 429 si ammalò gravemente, mentre Ippona era assediata da tre mesi dai Vandali comandati da Genserico ( 477), dopo che avevano portato morte e distruzione dovunque. Agostino ebbe limpressione della prossima fine del mondo. Morì il 28 agosto del 430 a 76 anni. Il suo corpo, sottratto ai Vandali durante lincendio e la distruzione di Ippona, venne trasportato poi a Cagliari dal vescovo Fulgenzio di Ruspe, verso il ca., insieme alle reliquie di altri vescovi africani. Verso il 725 il suo corpo fu di nuovo traslato a Pavia, nella Chiesa di S. Pietro in Ciel dOro, non lontano dai luoghi della sua conversione, ad opera del pio re longobardo Liutprando ( 744), che laveva riscattato dai saraceni della Sardegna.

19 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Pavia, San Pietro in Ciel dOro – Urna con le spoglie di S. Agostino

20 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Opere I primi scritti rimastici di Agostino sono quelli composti a Cassiciaco: Contro gli Accademici, Sulla beatitudine, Sull'ordine, Soliloqui. A Tagaste, terminò lo scritto Sul libero arbitrio, cominciato a Roma, compose quello Sulla «Genesi» contro i Manichei, il dialogo Sul maestro e il libro Sulla vera religione. Numerosi i suoi scritti polemici contro la setta manichea: Sull'utilità di credere, Sulle due anime, Contro Fortunato, Contro Adimanto, Contro Fausto, Sulla natura del bene. Altri scritti polemici furono composti contro i donatisti e contro i pelagiani.

21 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Profilo biografico e opere Opere Insieme a questi scritti e ad altre opere polemiche minori, egli componeva l'importante scritto Sulla Trinità, quello Sulla dottrina cristiana, quello esegetico Sulla Genesi alla lettera e la sua opera più vasta: La città di Dio ( ). Intorno al 400 compose i 13 libri delle Confessioni che sono l'opera chiave della sua personalità di pensatore.

22 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430

23 Fede e filosofia nel pensiero di Agostino

24 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430

25 Confutazione dello scetticismo e dottrina dellilluminazione (Agostino, De vera religione, XXXIX)

26 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430

27 Lilluminazione

28 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430

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34 La dottrina della creazione e il tempo Ecco come Agostino descrive la sua esperienza di conversione, nel libro Le Confessioni (10, 27): "Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato. Tu eri dentro di me, e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; mi illuminasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te; gustai, e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace".

35 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 Il problema del male Fin da giovane Agostino mostrò una particolare attenzione al problema del male. La sua adesione al Manicheismo fu dettata dallansia di capirne lorigine. Quando si accostò al Neoplatonismo comprese limpossibilità di una sua giustificazione metafisica. La conversione al cristianesimo gli consentì di accedere ad una sua comprensione che considerò la più soddisfacente possibile.

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39 La concezione agostiniana della storia: La città di Dio ( ) L'opera nasce in un contesto storico-politico delicato: il lento decadere dell'Impero Romano d'Occidente dovuto alle continue invasioni barbariche, nello specifico dei Goti di Alarico (410), che si ripeteranno per tutto il resto del V secolo, e rappresenta il primo tentativo di interpretazione cristiana della storia. La sua stesura impegnerà Agostino dal 413 fino al 426: diverrà uno dei pilastri della cultura occidentale, nonché il suo capolavoro. Il cristianesimo fu subito accusato dai pagani di aver prodotto un rammollimento delle solide basi morali dell'impero che avrebbe esposto quest'ultimo alle penetrazioni dei barbari. Agostino per controbattere allaccusa elaborò una complessa riflessione filosofico-teologica.

40 AGOSTINO DI IPPONA Tagaste 354, Ippona 430 « L'amore di sé portato fino al disprezzo di Dio genera la città terrena; l'amore di Dio portato fino al disprezzo di sé genera la città celeste. Quella aspira alla gloria degli uomini, questa mette al di sopra di tutto la gloria di Dio. [...] I cittadini della città terrena son dominati da una stolta cupidigia di predominio che li induce a soggiogare gli altri; i cittadini della città celeste si offrono l'uno all'altro in servizio con spirito di carità e rispettano docilmente i doveri della disciplina sociale. » (La città di Dio, XIV, 28)

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42 La concezione agostiniana della storia: La città di Dio ( ) Agostino, in corrispondenza ai sei giorni (hexaémeron) della creazione distingue sei periodi storici: Adamo - Noè; Noè - Abramo; Abramo - Davide; Davide - Cattività babilonese; Cattività babilonese - Cristo; Cristo - Ritorno di Cristo e fine del mondo (éschaton). La storia, dunque, ha un inizio ed ha una fine: unalfa e unomega, contrariamente alla tradizione greca che predilige un andamento ciclico di essa, l eterno ritorno.

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