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Bandi 2010 l.r. 23/99 e l.r. 01/08 Direzione Sociale ASL di Bergamo 05 marzo 2010 ASL di BERGAMO.

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Presentazione sul tema: "Bandi 2010 l.r. 23/99 e l.r. 01/08 Direzione Sociale ASL di Bergamo 05 marzo 2010 ASL di BERGAMO."— Transcript della presentazione:

1 Bandi 2010 l.r. 23/99 e l.r. 01/08 Direzione Sociale ASL di Bergamo 05 marzo 2010 ASL di BERGAMO

2 Famiglia, pacchetto di interventi da 27 milioni di Euro Regione Lombardia mette a disposizione della famiglie lombarde un pacchetto di interventi del valore di 27 milioni: 17 milioni sono per il "Buono famiglia 2010" per nuclei disagiati ( 1300 a famiglia) 7 milioni per progetti di sostegno delle responsabilità familiari e di contrasto al disagio adolescenziale e all'abbandono scolastico 3 milioni per realizzare progetti di "aiuto alla vita"

3 Il Bando Famiglia 2010: Finalità La regione Lombardia al fine di facilitare la creazione di reti di solidarietà fra le famiglie, di sviluppare lassociazionismo familiare, di favorire forme di auto-organizzazione e di aiuto solidale, promuove e sostiene la realizzazione di iniziative innovative a favore della famiglia. Il presente bando individua i criteri per la presentazione di progetti innovativi che rispondono alle esigenze delle famiglie in tema di tutela della maternità, formazione ruolo genitoriale, disagio adolescenziale ed abbandono scolastico Con la Legge regionale 23/99 si esplicita il riconoscimento della famiglia come risorsa e non solo come oggetto verso la quale erogare dei servizi, secondo il principio della sussidiarietà.

4 Il Bando Famiglia 2010: Famiglia risorsa Famiglia non solo come soggetto passivo verso quale erogare servizi e prestazioni, ma come soggetto attivo capace e competente di offrire servizio e risposte ai bisogni Innovazione Possibilità di esprimere soluzioni nuove a problemi vecchi Aderenza alle problematiche socio culturali del momento in cui ci troviamo (Crisi economica: ricerca lavoro; conciliazione famiglia-lavoro) Servizi che territorialmente non sono presenti nel rispondere a specifici bisogni Ecc. Rete Importante per dialogare con le istituzioni, far conoscere modalità di intervento che possono essere più efficaci delle risposte istituzionali Le istituzioni possono dare un indirizzo di priorità relativamente ai bisogni del micro- territorio

5 Bando Famiglia: stanziamento per provincia per ASL ASLCriterio di ripartizione Popolazione totale % Quote spettanti IN. BERGAMO ,00 BRESCIA ,00 COMO ,00 CREMONA ,00 LECCO ,00 LODI ,00 MANTOVA ,00 MILANO ,00 MILANO ,00 MILANO ,00 MONZA E BRIANZA ,00 PAVIA ,00 SONDRIO ,00 VARESE ,00 V. CAMONICA ,00 TOTALE100, ,00

6 Assegnazione finanziamenti 2000 – 2010 ASL di Bergamo

7 Progetti finanziati 2000 – 209 ASL di Bergamo

8

9 associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro regionale ex l.r. n.1/08; organizzazioni di volontariato iscritte nelle sezioni regionale o provinciali del registro ex l.r. n.1/08; associazioni senza scopo di lucro e associazioni di promozione sociale iscritte nei registri regionali e provinciali dellassociazionismo ex l.r. 1/08 cooperative sociali iscritte nella sezione A dellalbo regionale ex l.r. n.1/08 enti privati con personalità giuridica riconosciuta iscritti al registro regionale delle Persone Giuridiche Private ex Regolamento Regionale n.2/2001; enti ecclesiastici con personalità giuridica ex Legge. n.222/85; associazioni femminili iscritte allalbo regionale delle associazioni, movimenti ed organizzazione delle donne ex l.r. n.16/92. SOGGETTI CHE POSSONO PARTECIPARE AL BANDO

10 un solo progetto ai sensi dellart.4, comma 2, lettera g) l.r. n.23/99 e un solo progetto ai sensi ai sensi dellart.36, comma 1, lettere a) o b) l.r. n.1/08. Ogni soggetto che partecipa al Bando può presentare per ciascuna A.S.L.:

11 GLI AMBITI DI PROGETTAZIONE SONO I SEGUENTI: art.4, comma 2 lettera g) COMBATTERE IL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA art.36, comma 1, lettere a) e b) l.r. n.1/08 AUTO MUTUO AIUTO – BANCHE DEL TEMPO 0rganizzare ed attivare esperienze di associazionismo sociale, atto a favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare, anche mediante lorganizzazione di banche del tempo; FORMAZIONE Promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione al servizio delle famiglie in relazione ai loro compiti sociali ed educativi.

12 art.4, comma 2, lettera g) COMBATTERE IL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA azioni di aiuto allo studio/sostegno scolastico anche attraverso attività sperimentali di recupero degli apprendimenti e di sostegno al raggiungimento del successo formativo; percorsi di orientamento /rimotivazione; attività di ascolto e sostegno nei percorsi di assunzione di responsabilità e autonomia; coordinamento con interventi di socializzazione in cui la proposta di utilizzo del tempo libero si connota in termini educativi.

13 Art. 36 comma 1 lettera a) Organizzare ed attivare esperienze di associazionismo sociale, atto a favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare, anche mediante lorganizzazione di banche del tempo Auto-mutuo aiuto I progetti possono prevedere: iniziative volte alla promozione di reti sociali con lo scopo di: condividere problematiche e disagi che compromettono il benessere fisico, psicologico e sociale della persona e della famiglia; creare occasioni in cui il sostegno e laiuto reciproco possono portare ad un cambiamento e ad un miglioramento della qualità della vita di sé e della propria famiglia; attività di cura ed educazione rivolte allinfanzia caratterizzate da flessibilità, personalizzazione di tempi e orari, realizzate in un contesto familiare e relazionale ed ispirate ai principi del mutuo aiuto; interventi a gestione solidaristica e di promozione dellaiuto reciproco e del sostegno fra famiglie, con attenzione particolare alle situazioni di grave/estrema fragilità, in presenza di familiari assistiti al domicilio o presso strutture di ricovero residenziale; interventi per sostenere e promuovere la solidarietà e il mutuo aiuto tra donne, contro la violenza di ogni tipo, allo scopo di fornire adeguate forme di aiuto e sostegno alle donne che subiscono o hanno subito violenze e/o maltrattamenti, nonché alle madri e ai loro bambini nelle stesse condizioni di difficoltà.

14 Art. 36 comma 1 lettera b) Promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione al servizio delle famiglie, in relazione ai loro compiti sociali ed educativi I progetti possono prevedere: iniziative di promozione dellassociazionismo familiare, di sensibilizzazione e di formazione delle famiglie. Tali progetti evidenziano il ruolo fondamentale della famiglia nella prevenzione del disagio e dei fattori sociali di rischio. iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione mirate rivolte a giovani, coppie, famiglie, operatori e volontari su temi quali: educazione alla sessualità/affettività nella famiglia e nella coppia, aspetti relazionali nella coppia, la maternità e la paternità, la gravidanza, la natalità, la relazione madre-bambino, il ruolo genitoriale. iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione sul fenomeno della violenza, anche sessuale e del maltrattamento.

15 Le risorse saranno così destinate: 50% ai progetti da attivare a norma dellart.4, comma 2, lettera g) l.r. n.23/99 50% ai progetti da attivare a norma dellart.36, comma 1, lettere a), b) l.r. n.1/08

16 Per i progetti da attivare a norma dellart.4, comma 2, lettera g) l.r. n.23/99 le risorse sono così ripartite: 70% ai progetti presentati dalle associazioni di solidarietà familiare operanti singolarmente o in partnership con altri soggetti non profit individuati; 30% ai progetti presentati da altri soggetti non profit Per i progetti da attivare a norma dellart. 36, comma 1, lettere a), b) l.r. 1/08 le risorse sono così ripartite: 50% ai progetti presentati dalle associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro regionale; 50% ai progetti presentati da altri soggetti non profit

17 DISPERSIONE SCOLASTICA Nuova presentazione Max 70% - non superiore a ,00 SINGOLO SOGGETTO Max 70% - non superiore a ,00 IN PARTNERSHIP Continuazione I annualità Max 40% - non superiore a ,00 SINGOLO SOGGETTO Max 40% - non superiore a ,00 IN PARTNERSHIP Continuazione II annualità Max 25% - non superiore a ,00 SINGOLO SOGGETTO Max 25% - non superiore a ,00 IN PARTNERSHIP

18 Partnership Per i progetti presentati ai sensi dellart. 4, comma 2 lettera g) è promossa lattivazione di partnership/collaborazioni tra associazioni di solidarietà familiare e gli altri soggetti non profit sopra indicati. Il capofila dei progetti in parnership/collaborazione deve essere individuato espressamente nelle associazioni di solidarietà familiare Lindividuazione del capofila e del soggetto/i che intendono partecipare alla partnership/collaborazione deve essere esplicitata nel progetto e formalizzata attraverso scrittura privata sottoscritta dai legali rappresentanti degli enti partner

19 AUTO MUTUO AIUTO – BANCHE DEL TEMPO - FORMAZIONE Nuova presentazione Max 70% - non superiore a ,00

20 EROGAZIONE CONTRIBUTO ACCONTO 70% ALLA DICHIARAZIONE DI AVVIO DEL PROGETTO SALDO 30% ENTRO 3 MESI DALLA DICHIARAZIONE DI CONCLUSIONE DEL PROGETTO

21 TEMPI BANDO IMPEGNISCADENZE Presentazione delle domande di contributo alle A.S.L. 30 APRILE 2010 Pubblicazione delle graduatorie e dell'elenco dei progetti ammessi e non ammessi, da parte delle A.S.L. e contestualmente invio alla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale 30 GIUGNO 2010 Provvedimento regionale di presa datto delle graduatorie A seguito della trasmissione da parte delle A.S.L. delle graduatorie e dell'elenco dei progetti ammessi e non ammessi alla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale - Sviluppo programmi Attuazione Obiettivi e Politiche per la Famiglia Prima data utile per l'inizio dei progetti1 SETTEMBRE 2010 Termine ultimo per la stipula dellaccordo di accettazione del contributo con i soggetti gestori del progetto 30 SETTEMBRE 2010 Inizio del progetto dalla data di stipula dellaccordo3 MESI Durata del progetto dalla comunicazione di avvio dell'attività stessa 12 MESI


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