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MANUALE ESPLICATIVO DELLE OPERE IDRAULICHE E DEL VINCOLO IDROGEOLOGICO Provincia di Genova Direzione 3 Servizio Gestione e Controllo del territorio Dott.

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1 MANUALE ESPLICATIVO DELLE OPERE IDRAULICHE E DEL VINCOLO IDROGEOLOGICO Provincia di Genova Direzione 3 Servizio Gestione e Controllo del territorio Dott. Ramella Agostino Ing. Branca Alessia Ing. Ozzano Marina PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO

2 RD 523 del 25/07/ Sono lavori ed atti vietati in modo assoluto sulle acque pubbliche, loro alvei, sponde e difese i seguenti: f) le piantagioni di alberi e siepi, le fabbriche, gli scavi e lo smovimento del terreno a distanza dal piede degli argini e loro accessori come sopra, minore di quella stabilita dalle discipline vigenti nelle diverse località, ed in mancanza di tali discipline, a distanza minore di metri quattro per le piantagioni e smovimento del terreno e di metri dieci per le fabbriche e per gli scavi PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO

3 RD 523/1904: definisce le distanze per le nuove edificazioni dal piede degli argini (10 m) e 4 m per scavi e movimenti di terra L.R. 9 del 28/01/1993: - definisce le distanze per le nuove edificazioni dalle sponde dei corsi dacqua o dal limite demaniale se più esterno -vieta le tombinature, plateazioni e rettificazioni dei corsi dacqua RD 523/1904: definisce le distanze per scavi e movimenti di terra dove non normati dal piano

4 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO L.R. 9 del 28/01/1993: - definisce le distanze per le nuove edificazioni dalle sponde dei corsi dacqua o dal limite demaniale se più esterno -vieta le tombinature, plateazioni e rettificazioni dei corsi dacqua DGR. 2615/1998: Disciplina lattività edilizia nelle aree storicamente inondate (decaduta) PIANO DI BACINO: -Definisce le distanze per le nuove edificazioni - disciplina lattività edilizia nelle fasce fluviali - disciplina lattività edilizia nelle aree ad alta suscettività al dissesto -Vieta le tombinature, rettificazioni e plateazioni dei corsi dacqua -Fornisce i criteri per la progettazione delle opere idrauliche RD 523/1904: definisce le distanze per scavi e movimenti di terra dove non normati dal piano DPR 238/1999 Definizione acque pubbliche

5 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO PIANO DI BACINO: -Definisce le distanze per le nuove edificazioni - disciplina lattività edilizia nelle fasce fluviali - disciplina lattività edilizia nelle aree ad alta suscettività al dissesto -Vieta le tombinature, rettificazioni e plateazioni dei corsi dacqua -Fornisce i criteri per la progettazione delle opere idrauliche RD 523/1904: definisce le distanze per scavi e movimenti di terra dove non normati dal piano DGR 848/2005: Chiarimenti sullapplicazione delle norme di piano di bacino L.R. 16/2007: Criteri per la riperimetrazione delle fasce fluviali a seguito di interventi di sistemazione idraulica L.R. 16/2008 (art.88) le disposizioni della presente legge, relative alla disciplina delle tipologie di interventi urbanistico edilizi, operano nell'applicazione della normativa dei Piani di Bacino, fatte salve le diverse disposizioni ivi contenute o gli indirizzi e i criteri emanati dalle competenti Autorità. DGR 226/2009: Criteri e direttive in materia di asportazione di materiale litoide dai corsi dacqua dei bacini idrografici regionali DGR 250/2005: Definisce gli ambiti Di pericolosità idraulica DGR 1339/2007: Criteri sul regime applicabile nella fascia di inedificabilità assoluta L.R. 58/2009: Abroga il CTP Istituisce il CTB L.R. 18/1999: Compiti del CTP 110 bis (L.R. 24/2004) Norme tecniche delle costruzioni DGR 357/2008: Criteri per il calcolo delle portate DPR 238/1999 Definizione acque pubbliche

6 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Ma cosè un piano di bacino? dove lo trovo? Scorciatoie >Piani e Programmi

7 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Scorciatoie >Piani e Programmi >Difesa suolo

8 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Scorciatoie >Piani e Programmi >Difesa suolo >Piani di bacino per il rischio idrogeologico

9 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Scorciatoie >Piani e Programmi >Difesa suolo >Piani di bacino per il rischio idrogeologico >Documenti dei Piani

10 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Scorciatoie >Piani e Programmi >Difesa suolo >Piani di bacino per il rischio idrogeologico >Documenti dei Piani >Piani di bacino pubblicati

11 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Piani di bacino 180 Piani di bacino 183 Piani di bacino del Po

12 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO IL PIANO DI BACINO È costituito da: Elaborati di sintesi: - Relazione generale - Piano degli interventi - Normativa - Cartografia * reticolo idrografico significativo * fasce fluviali * sezioni idrauliche e tratti indagati * suscettività al dissesto * interventi * regimi normativi (solo nei piani 183) Elaborati di analisi: - Cartografia - Allegati vari Gli elaborati di analisi non sono strettamente necessari per lapplicazione del piano, ma forniscono dati utili, quali le verifiche idrauliche

13 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Rivo significativo Rivo non significativo Carta del reticolo idrografico significativo Catasto Demaniale Non demaniale

14 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO LINTERVENTO INTERESSA UNAREA IN PROSSIMITA DI UN RIVO SIGNIFICATIVO? NO Esaminare mappe catastali (riferirsi a impianto originario): il rio è demaniale? SI NO Le opere comportano occupazione di area demaniale (es passerelle, tubazioni, scarichi, etc)? La Provincia rilascia la concessione a titolo oneroso, su apposita istanza corredata da verifica idraulica SI E previsto un volume edilizio in fregio al corso dacqua? NO SI Rimane lobbligo del rispetto delle distanze di cui al Codice Civile Il Comune autorizza le opere (è sua facoltà richiedere verifiche idrauliche) Esaminare le fasce fluviali (vedi flusso fasce fluviali)

15 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO LINTERVENTO (esclusi i volumi edilizi) INTERESSA UN RIVO SIGNIFICATIVO? Esaminare mappe catastali : le opere comportano occupazione di aree demaniale? SI NO La Provincia rilascia la concessione a titolo oneroso, su apposita istanza corredata da verifica idraulica, se le opere sono compatibili con il regime idraulico SI La Provincia rilascia il Nulla Osta, su apposita istanza corredata da verifica idraulica, se le opere sono compatibili con il regime idraulico Ponti Passerelle Tubazioni Cavi aerei Scarichi di acque bianche Difese spondali Occupazioni di aree greto Concessioni idrauliche e greto Ponti Briglie Difese spondali al di fuori dellarea demaniale scarichi Nulla Osta

16 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO LINTERVENTO DI NUOVA EDIFICAZIONE INTERESSA UNAREA IN PROSSIMITA DI UN RIVO SIGNIFICATIVO? Esaminare Carta delle tracce delle sezioni idrauliche: il tratto risulta indagato? Ricade in fascia A o B? Lintervento ricade entro i 40 metri dai limiti dellalveo? SI NO E necessario uno studio idraulico da presentare alla Provincia: lintervento ricade in fascia A o B? NON è necessario alcuno studio idraulico SI NO SI NO NON è necessario alcuno studio idraulico Lintervento è ammesso dalle norme di attuazione? SI E necessario uno studio idraulico da presentare alla Provincia: è a bassa pericolosità idraulica? SI NO La Provincia rilascia la Conformità al Piano SI NO La Provincia nega la Conformità al Piano

17 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO SI Ricade in centro urbano? SI NO FASCIA DI INEDIFICABILITA: 5 METRI FASCIA DI INEDIFICABILITA: 10 METRI NO per i rivi non significativi permangono gli obblighi derivanti dal rispetto delle proprietà demaniali in termini di concessioni, canoni e distanze LINTERVENTO DI NUOVA EDIFICAZIONE INTERESSA UNAREA IN PROSSIMITA DI UN RIVO SIGNIFICATIVO? Nella fascia di 4 m dalle sponde (RD 523/1904) sono: - consentiti esclusivamente modesti movimenti di terra, che comunque devono essere autorizzati dalla Provincia con Nulla Osta

18 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Le distanze vanno SEMPRE calcolate dal limite più esterno tra la sponda naturale, il piede arginale e il limite demaniale Alvei incassati Intersezione del Livello idrico della portata di piena duecentennale con la superficie topografica Definizioni di sponda di un corso dacqua Limite demaniale Limite sponda naturale Piede arginale Limite demaniale

19 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Interventi di nuova edificazione o condoni di volumi realizzati abusivamente ricadenti a distanza inferiore a 40 m da corsi dacqua significativi ma non indagati dal piano di bacino Interventi di nuova edificazione ricadenti in fascia B se ammessi dalla norma di piano (zone a bassa pericolosità in tessuto urbano consolidato o da consolidare) Condoni di volumi realizzati abusivamente ricadenti in fascia A o B Interventi di nuova edificazione ricadenti in fascia A o in fascia B in deroga in quanto interventi di interesse pubblico, indifferibili ed urgenti Interventi che interessano corsi dacqua significativi, compresa la fascia di 4 m dalle sponde Qualunque opera che comporti loccupazione di aree demaniali, anche se il rivo non è significativo Interventi ricadenti in abitato da consolidare o in zone soggette a vincolo idrogeologico di competenza della Provincia COMPETENZE DELLA PROVINCIA

20 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO AMBITI DI PERICOLOSITA (DGR 250/2005) ALTA PERICOLOSITA BASSA PERICOLOSITA Tirante idrico T200 (m) Velocità T200 (m/s) Soglie di pericolosità relativa in termini di tirante idrico locale e velocità locale della corrente Sono consentite nuove edificazioni in Fascia B in tessuto urbano consolidato o da completare (come definito nella DGR 848/2003) Sono vietate le nuove edificazioni

21 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Manuale esplicativo delle opere idrauliche e del vincolo idrogeologico L.R. 16/2008, art.88: le disposizioni della presente legge, relative alla disciplina delle tipologie di interventi urbanistico edilizi, operano nell'applicazione della normativa dei Piani di Bacino, fatte salve le diverse disposizioni ivi contenute o gli indirizzi e i criteri emanati dalle competenti Autorità. Sono considerati di ristrutturazione edilizia gli interventi che comportino: a) un aumento della superficie esistente o la realizzazione di nuovi vani abitabili non derivanti dalla semplice divisione di quelli esistenti; … d) la trasformazione dei locali costituenti superficie accessoria nell'originario titolo abilitativo in locali costituenti superficie agibile a norma dell'articolo 67; e) la demolizione e successiva ricostruzione di un fabbricato esistente, intendendosi per tale la ricostruzione sullo stesso sedime,.. f) gli ampliamenti diversi da quelli di nuova costruzione di cui all'articolo 15 e quindi entro soglie percentuali predeterminate dallo strumento urbanistico generale in deroga ai parametri urbanistico-edilizi. DGR 1339/2007: Regime normativo associato alla fascia di inedificabilità assoluta dai limiti dell'alveo Regime normativo associato alla fascia di inedificabilità assoluta dai limiti dell'alveo Possono invece essere, in generale, realizzati interventi sul patrimonio edilizio non eccedenti la ristrutturazione edilizia di cui al D.P.R. n. 380/2001, ad esclusione degli interventi di demolizione con ricostruzione in quanto non rispondenti alla finalità della norma. … rientrano in particolare tra gli interventi ammissibili, ad esempio: - modesti ampliamenti a fini igienico-sanitari e tecnologici, purché non riducano la distanza del fabbricato esistente dal corso d'acqua, in quanto altrimenti non rispondenti alla finalità della norma; - balconi, recinzioni o tettoie, pali o tralicci; - interventi di frazionamento interni, mutamenti di destinazione d'uso, ed il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti oppure, più in generale, le sopraelevazioni che non configurino interventi di nuova costruzione nei termini chiariti con la circolare applicativa della L.R. n. 24/2001, n /504 del 16/11/2005. Quali interventi sono ammessi in fascia di inedificabilità assoluta?

22 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Ma dove trovo il manuale esplicativo? Scorciatoie >Autorizzazioni

23 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Manuale esplicativo delle opere idrauliche e del vincolo idrogeologico Scorciatoie >Autorizzazioni >Difesa suolo

24 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Scorciatoie >Autorizzazioni >Difesa suolo >Manuale esplicativo delle opere idrauliche e del vincolo idrogeologico Manuale esplicativo delle opere idrauliche e del vincolo idrogeologico

25 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO MANUALE ESPLICATIVO OPERE IDRAULICHE e VINCOLO IDROGEOLOGICO 1.PREMESSA 2.DEFINIZIONI 3.DISTANZE DAI CORSI DACQUA 4.RISTRUTTURAZIONI, AMPLIAMENTI E NUOVI VOLUMI 5.LEGGE REGIONALE 49/2009 (PIANO CASA) 6.VOLUMI TECNICI 7.INTERVENTI IN ALVEO O DI DIFESA SPONDALE 7.1TOMBINATURE O COPERTURE 7.2TUBAZIONI 7.3PONTI E PASSERELLE 7.4SBALZI 7.5INTERVENTI 8.MOVIMENTI DI TERRA 9.OPERE IN DEMANIO MARITTIMO 10.PORTATE DI PIENA Il manuale fornisce per le principali tipologie di intervento i criteri di ammissibilità in base alla normativa di settore ed indicazioni in merito alla competenza del Provincia di Genova – Servizio Gestione e controllo del territorio.

26 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO DEFINIZIONI Piani di Bacino per il rischio idrogeologico Piani di Bacino per lassetto idrogeologico Piano di bacino per lassetto idrogeologico del fiume Po Fascia A Fascia B Ee (solo in ambito padano, T.Scrivia,T.Aveto e T.Trebbia) Eb: (solo in ambito padano T.Scrivia, Aveto e Trebbia) Corso dacqua significativo Corso dacqua non significativo Corso dacqua demaniale Corso dacqua non demaniale Sezione Idraulica Distanza dai corsi dacqua Interventi definiti di nuova edificazione: art. 15 L.R. 16 del 6/6/2008 Interventi definiti di ristrutturazione edilizia: art. 10 L.R. 16 del 6/6/2008 Volume tecnico o impianto tecnologico

27 PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO ristrutturazione edilizia: piani di bacino D.L.180/98: ai sensi delle norme di attuazione dei piani di bacino, gli interventi di ristrutturazione edilizia sono ammessi anche in fascia A, B ed Area Pg3, seppur a determinate condizioni e limitazioni specificate nelle norme di attuazione, senza espressione di parere da parte della Provincia di Genova – Servizio Programmazione,gestione e controllo del territorio. Ambito padano: bacini dei T.Scrivia,T.Aveto e T.Trebbia: gli interventi di ristrutturazione edilizia sono vietati nelle aree Ee; sono invece ammessi nelle aree Eb, senza aumento di superficie e volume; bacino del T.Stura in fascia A sono ammessi interventi di ristrutturazione solo se non comportano aumento del carico insediativo; in fascia B (T.Stura) solo se allinterno dei centri edificati e se rispettano le condizioni di cui allart.17 comma 1 lett.b delle norme di attuazione. Non è necessaria lespressione di parere da parte della Provincia di Genova – Servizio Programmazione, gestione e controllo del territorio. sopraelevazione in fascia di inedificabilità assoluta: non ammessa (cfr. DGR 1339/07) ; recupero sottotetto: non è una nuova edificazione e quindi è ammesso anche in fascia di inedificabilità assoluta, in Fascia A, B, Eb (sia ambito padano che nei piani D.L.180/98) e Area Pg3, alle condizioni dettate dalle norme di attuazione del piano di bacino per gli interventi di ristrutturazione edilizia, senza lespressione di parere da parte della Provincia di Genova – Servizio Programmazione,gestione e controllo del territorio (cfr. DGR 1339/07). Non è ammesso in Pg4 ed aree Ee;

28 L.R. 48/2009 Piano Casa. Gli ampliamenti, comunque, non sono consentiti (art.5), se: le aree inondabili e a rischio di frana così individuate dai Piani di bacino; ricadenti in aree soggette a regime di inedificabilità assoluta in forza di normative o di atti di pianificazione territoriale ivi comprese Gli ampliamenti di cui alla legge regionale sul piano casa sono, pertanto, consentiti: - al di fuori dalla fascia di inedificabilità assoluta dei corsi dacqua; - nelle aree inondabili, solo dove sono consentiti gli interventi di ristrutturazione edilizia, ossia: Fascia A: negli ambiti di tessuto urbano consolidato o da completare mediante interventi di integrazione urbanistico-edilizia sempre allinterno di ambiti già edificati e purché risultino assunte le azioni e le misure di protezione civile previste nel Piano stesso e nei Piani comunali di protezione civile; Fascia B: sempre purché non aumentino la vulnerabilità degli edifici stessi rispetto agli eventi alluvionali, anche attraverso lassunzione di misure e di accorgimenti tecnico-costruttivi di cui al quaderno degli allegati tecnici a supporto della normativa (Allegato 5) e purché risultino assunte le azioni e le misure di protezione civile di cui al presente Piano e ai Piani Comunali di protezione civile. Demolizioni e ricostruzione Non sono ammessi allinterno della fascia di inedificabilità assoluta, perché in contrasto con le norme di attuazione di piano e la DGR Ammissibili in fascia A, B, senza parere della Provincia. NOVITA PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO

29 le Norme tecniche di costruzione, art Compatibilità idraulica, dispongono quanto segue relativamente ai ponti: di norma il manufatto non dovrà interessare con spalle, pile e rilevati il corso dacqua attivo e, se arginato, i corpi arginali. Qualora eccezionalmente fosse necessario realizzare pile in alveo, la luce minima tra pile contigue, misurata ortogonalmente al filone principale della corrente, non dovrà essere inferiore a 40 metri. Soluzioni con luci inferiori potranno essere autorizzate dallAutorità competente, previo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Nel caso di pile e/o spalle in alveo cura particolare è da dedicare al problema delle escavazioni dellalveo e alla protezione delle fondazioni delle pile e delle spalle. La quota idrometrica ed il franco dovranno essere posti in correlazione con la piena di progetto riferita ad un periodo di ritorno non inferiore a 200 anni. Il franco di sottotrave e la distanza tra il fondo alveo e la quota di sottotrave dovranno essere assunte tenendo conto del trasporto solido di fondo e del trasporto di materiale galleggiante. Il franco idraulico necessario non può essere ottenuto con il sollevamento del ponte durante la piena. Per quanto sopra, non potranno essere assentiti progetti di ponti con luci tra le pile inferiori a 40 m, se non accompagnati da parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO ATTENZIONE! Nuove disposizioni per la progettazione dei ponti

30 i movimenti di terra in area inondabile, come ribadito dalla D.G.R 848/2003, non devono aumentare la pericolosità di inondazione, sia localmente, sia a monte e a valle, e non devono pregiudicare la realizzabilità degli interventi di sistemazione e di mitigazione del rischio previsti dal Piano; riguardo alla pericolosità idraulica, non deve inoltre costituire significativo ostacolo al deflusso delle acque di piena o ridurre significativamente la capacità di invaso delle aree stesse. In particolare, come chiarito dalla Regione Liguria con nota n°PG/2009/154684, possono essere effettuati interventi di regolarizzazione del terreno di modesta entità, alle seguenti condizioni: il nuovo piano di campagna non sia realizzato con riporto di materiale e derivi da movimentazione di materiale senza apporto dallesterno dellarea stessa; laumento di quota resti, comunque, nellordine di 10 cm e non superi mai i 20 cm; sia dimostrato che la regolarizzazione del terreno non condizioni la dinamica dellesondazione e non comporti aumenti di livello nelle aree limitrofe; sia verificato che nelle zone in cui si riduce la quota del piano di campagna nellambito della regolarizzazione siano comunque rispettati i parametri di cui alla DGR 250/05 ai fini della determinazione delle condizioni di minor pericolosità relativa. Tali condizioni, se associate ad un intervento edilizio, dovranno essere dimostrate alla Provincia, che le valuterà nellambito dellespressione di parere di competenza. MOVIMENTI DI TERRA IN AREA INONDABILE

31 SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO Dott. Agostino Ramella UFFICIO CONSOLIDAMENTO SUOLO Ing. Alessia Branca UFFICIO OPERE IDRAULICHE Ing. Marina Ozzano ORARIO DI RICEVIMENTO PER IL PUBBLICO Lunedì e Mercoledì ore 9.00 – PROVINCIA DI GENOVA, DIREZIONE 3, SERVIZIO GESTIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO


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